TIME ZONES con “Nella perfida terra di Dio”, Maurice Louca, Folklore Elettrico e Losci. Teatro Kismet 15 e 16 ottobre

Il territorio pugliese entra in dialogo con la cultura internazionale nel nuovo weekend di Time Zones, che venerdì 15 e sabato 16 ottobre presenterà al Teatro Kismet OperA di Bari delle produzioni che valicano i confini regionali e intrecciano musica, letteratura e teatro.

Si parte proprio venerdì con Maurice Louca, musicista e compositore egiziano nato al Cairo, una delle figure più dotate, prolifiche e sperimentali della fiorente scena artistica sperimentale egiziana odierna. Negli ultimi anni si è guadagnato una reputazione globale attraverso due precedenti album da solista e una continua formazione ed evoluzione ricca di collaborazioni che sfidano il genere. La rivista di culto The Wire ha definito il suo secondo lavoro da solista del 2014, “Salute the Parrot”, «musica notevole, densa e piena di colore». Nel 2017, l’omonimo debutto di Lekhfa, il trio di Louca e dei cantanti Maryam Saleh e Tamer Abu Ghazaleh, è stato elogiato come un “trionfo tagliente” in The Guardian. Suoi i brani più importanti del film tunisino sulla primavera araba “A Peine J’ouvre Les Yeux“, presentato qualche anno fa a Cannes. Sempre venerdì sera viene anche presentato “Bari Soundscape“, un singolare progetto di mappatura del paesaggio sonoro della città di Bari, un mix di field recording e tracce musicali a cura del collettivo Folklore Elettrico diretto dai suoni sicuri di Marco Malasomma. Un’indagine multimediale per andare a scovare un’identità barese depurata dei luoghi comuni così in voga nella vulgata che avvolge la città formato fiction.

L’ultima incursione letteraria di questa XXXVI edizione di Time Zones vede di scena sabato 16 ottobre il ritratto a tinte fosche di quello che è stato definito il western pugliese: il capolavoro di Omar Di Monopoli “Nella perfida terra di Dio” (Adelphi 2017). Sotto la supervisione dello scrittore, l’attore dedito al “barbonaggio teatrale”, Ippolito Chiarello e il producer Go Du Gong rileggeranno come graffi su una lavagna questo crudo affresco per cui Di Monopoli è stato accostato ora a Faulkner ora a Tarantino. Un lessico aulico intriso di argotico per descrivere le miserie della sottocultura malavitosa di quella perfida terra che ha partorito la quarta mafia: la Sacra Corona Unita. Un affresco fortemente in contrasto con l’immagine da cartolina che la Puglia ha mostrato di sé negli ultimi anni e che ha provocato forti risentimenti in chi non ha mai smesso di nascondere la polvere sotto il tappeto. 

Omar Di Monopoli è uno scrittore italiano (nato a Bologna nel 1971). Di radici salentine, ha scelto la Puglia come luogo di ambientazione del narrato, trascolorandola in una terra immaginaria eppure del tutto simile a quella reale, e ritraendone miserie, marginalità e universi criminali. Attraverso l’uso di un linguaggio personalissimo, che oscilla tra aulicità e dialettismi in un magma evocativo e pulsante, è stato capace di imprimere su carta una voce propria e potente fin dalla prima prova letteraria, con il romanzo “Uomini e cani” (2007), cui hanno fatto seguito “Ferro e fuoco” (2008) e “La legge di Fonzi” (2010), che compongono una trilogia neowestern fortemente debitrice alla narrativa novecentesca del Sud degli Stati Uniti. Faulkneriani per visionarietà e intrecci narrativi anche la raccolta di racconti “Aspettati l’inferno” (2014), che mescola generi e tematiche a indagare le contraddizioni e gli stereotipi del Mezzogiorno, e il romanzo “Nella perfida terra di Dio” (2017), epopea malavitosa e allucinato viaggio dai toni tarantiniani nella malvagità e nei familismi amorali del Meridione.

Nella stessa serata sarà sul palcoscenico Losci, il progetto musicale di Francesco Ladisa, produttore pugliese con base nel veneziano, A&R e resident dj di Antistandard Recs. Da sempre appassionato di lo-fi, esplora le connessioni tra misticismo, rave culture, nuove forme di musica tradizionale dai 4 angoli del globo, miti antichi e nuovi. Ama i breaks jungle, le decostruzioni sporche e glaciali, il calore analogico dei suoni di Chicago e Detroit e cerca di combinare tutte queste vibe in un suono da club mercuriale e fuori dal tempo. I suoi mix sono andati in onda su Noods Radio, 1020 Radio, Unika.FM, Datafruits, Fritto.FM; uno show speciale di lancio al suo secondo EP è stato trasmesso nella mitica Mixology del compianto Andrea Mi. Oltre al suo ricco bandcamp ha tracce in diverse compilation su Biodiversità, Ghost City Collective e Top Billin Music.