Archivi categoria: Arti espositive

Su “15 minuti di celebrità” intervista ad Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo archeologico MarTa di Taranto

Su RKO per “15 minuti di celebrità –  arte e dintorni” a cura di Mariapaola Spinelli, l’intervento di Eva Degl’Innocenti direttrice del Museo Archeologico Nazionale “MarTa” di Taranto.

Un approfondimento sulla gestione museale, per rendere il museo un’agorà del 21° Secolo, in modalità 3.0  e coinvolgere tutti,  ma soprattutto le nuove generazioni, quelle che saranno la classe dirigente del futuro.

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Domenica 24 alle ore 15.00 torna 1/4 d’arte condotto da Massimo Pasca

Dopo la prima cinquina caratterizzata dal flusso di racconto simile a quella di un cavallo, (quello verde seduto sul divano, protagonista del logo) parte finalmente la prima delle nuove 5 puntate di 1/4 d’Arte, che sarà la cinquina del camaleonte.

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“Le vie dell’arte (sono infinite)” con Pau dei negrita l’ospite di Cactus Basta poca acqua domani alle 11

On air giovedì 21 gennaio, sempre dalle ore 11:00, sempre in streaming e podcast:

cactuspodcast.it e www.rkonair.com

Chiuso in casa come tutti, con un tour saltato, Pau, la voce dei Negrita, ha ripreso a disegnare. Le sue sono opere belle, alcune piene di eros, in tiratura limitata, in vetrina sul suo shop online http://www.pauhaus.it. “Pauhaus per giocare con le parole” – dice – “perché oltre essere la mia casa ricorda sia la scuola d’arte e design Bauhaus di Gropius, sia la band inglese post-punk Bauhaus, unendo così idealmente gli universi che mi appartengono“.

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PINO DI WALTER FASANO È MIGLIOR FILM PER ITALIANA.DOC AL 38. TORINO FILM FESTIVAL

Regione Puglia, Fondazione Pino Pascali, Apulia Film Commission sono orgogliosi di comunicare che PINO, il film di Walter Fasano in concorso nella sezione Italiana.doc della 38. edizione del Torino Film Festival, è stato premiato come Miglior Film. A decretarlo la giuria composta da Stefano Cravero (Italia), Gaia Furrer (Italia), Paola Piacenza (Italia), con la seguente motivazione: “per la capacità di tradurre un lavoro su commissione in un’esplorazione creativa libera e personale. Coniugando il ritorno al luogo d’origine con il paradosso, l’anticonformismo, il gesto vulcanico di Pascali, il film trasporta lo spettatore in una dimensione in cui materiali d’archivio, parole e suoni sono presenze vive che aprono un dialogo tra artista e cineasta.”

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WORLD PRESS PHOTO BARI. Inaugura domani giovedì 1 ottobre. TEATRO MARGHERITA ore 18:30

WORLD PRESS PHOTO

LE IMMAGINI CHE RACCONTANO IL MONDO

inaugurazione 1 ottobre ore 18.30

Straight VoiceYasuyoshi Chiba (AFP)

Al centro della sala del Teatro Margherita di Bari domina una fotografia che ritrae un giovane, illuminato da telefoni cellulari, mentre recita poesie di protesta, nel bel mezzo di un blackout a Khartoum, in Sudan. S’intitola “Straight Voice” ed è la foto vincitrice del premio World Press Photo of the Year 2020 del giapponese Yasuyoshi Chiba (AFP), scattata il 19 giugno 2019 dopo il colpo di stato militare contro Omar al-Bashir. 

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Family & Friends. Sabato e domenica vinili e live animano il Teatro Kismet

Family & Friends // 19 e 20 settembre // Teatro Kismet Bari

Concerti, dj set, spazio vinile, radio show, live painting, dj lab, animazione per bambini e tanti altri appuntamenti in due giorni dedicati alla “grande famiglia” di appassionati di musica.

Organizzato da L’Alternativa Events, in collaborazione con BUG e RKO, e inserito nel programma “Arene Culturali” dell’assessorato alle Culture del Comune di Bari, Family & Friends si svolge sabato 19 e domenica 20 settembre al Teatro Kismet Opera, con l’obiettivo di tornare a far ascoltare la musica, proposta da musicisti e dj, in un periodo storico nel quale le attività culturali sono state ridotte dal coronavirus.

IL PROGRAMMA

>> Sabato 19 settembre (apertura ore 10:00)

Concerti

ore 21:00 – BOB CILLO & MAFIA TRUNK
ore 22:00 – THE BIG SKA SWINDLE

Dj set

ore 20:00-00:00, prima e dopo i live

CLOUD DANKO & VITO SANTAMATO

>> Domenica 20 settembre (apertura ore 10:00)

Concerti

ore 21:00 – MAGPIES
ore 22:00 – WALTER CELI

Dj set

ore 20:00-00:00, prima e dopo i live

MR BOGO & CARLO CHICCO

In entrambe le giornate sarà possibile partecipare anche alle altre attività previste dal programma:

SPAZIO VINILE

sabato: 10:00 – 18:30, domenica: 10:00 – 18:30

Appassionati e collezionisti di tutta Italia si ritrovano per mostrare, scambiare, cercare i dischi dei più svariati generi musicali.
Dal pop al rock, dal jazz al soul, dal funk alla musica classica: se siete alla ricerca del disco mancante nella vostra collezione, qui lo troverete.

RADIO SHOW con RKO

sabato e domenica live dallo studio nel foyer del teatro Kismet su http://www.rkonair.com

Interviste, contributi musicali, racconti: Family & Friends raccontato in diretta dagli speaker di RKO, con Paola Pagone, Tommi Bonvino e Carlo Chicco.

LIVE PAINTING

sabato dalle ore 20:00

Massimo Pasca, uno dei più attivi live painter italiani, ha dipinto per collezionisti privati, istituzioni, centri sociali, cineclub, teatri, musicisti e per la moda. I suoi disegni sono finiti su maglie, borse e copertine di dischi, libri e manifesti.

DJ LAB

sabato: ore 10:00, domenica: ore 16:00

I giradischi ti hanno sempre affascinato? Hai voglia di proporre la musica che preferisci? Vuoi scoprire cosa si cela dietro una consolle? Partecipa al dj lab con i dj di RKO!
Il laboratorio è a numero chiuso, per partecipare è stato necessario inviare una mail a info@rkonair.com oppure Wapp al numero 3516776164 e attendere la conferma.

LABORATORIO PER BAMBINI

Orari:
>10:30/13:00 (fino ad esaurimento posti)
>14:00/18:00 (fino ad esaurimento posti)
>20:00/23:00 (solo su prenotazione abbinando la richiesta alla normale prenotazione per serata)

Attività ludiche per bambini con animatori e giocolieri che trasporteranno i più piccoli in un fantastico mondo colorato. A breve sarà possibile prenotare il servizio: destinato solo a chi sarà già in possesso della prenotazione d’ingresso alla serata.

L’INGRESSO E’ GRATUITO, i posti sono limitati nel rispetto delle norme anti-covid.

🎟Prenotare qui:

https://www.facebook.com/events/921968674955517/?post_id=925876387898079&view=permalink&fbclid=IwAR3WS4ysh6MQc2BFX_iuCAsPca4ieVxPf4Rf6h8BBemEkXlFWrTSkUjLVQM

Email di riferimento: botteghino@teatrokismet.it

Tra musica e visual: il 18 e 19 Settembre alla Casa delle Arti di Conversano * Dj Gruff & Petrella * * Murubutu con RAPconti Illustrati *

La musica dal vivo torna alla Casa delle Arti di Conversano (Bari) con due appuntamenti di altissimo valore artistico. Il 18 Settembre ci saranno Dj Gruff e Gianluca Petrella in un connubio tra hip hop e jazz. I due, saranno affiancati per la prima volta dalle immagini realizzate istantaneamente dallo street artist bergamasco V3RBO che realizzerà i visuals. Il 19 Settembre toccherà al rapper Murubutu salire sul palco della Casa delle Arti, anche lui accompagnato dalle immagini realizzate dal vivo dal noto illustratore Roby il Pettirosso che, con lui, ha collaborazione al libro a fumetti “Antologia di RAPconti illustrati” (titolo da cui prende lo spettacolo che per la prima volta farà tappa in Puglia). 

Live music e immagini, quindi. Questo il concept della rassegna “RestArt” che segue, sempre nella zona esterna della Casa delle Arti, quelle altresì legate al cinema e all’animazione “Imaginaria Film Festival” e “Estate animata”. Gli eventi avranno una platea con posti a sedere per garantire il distanziamento e la giusta osservanza della normativa anti-covid. 

Entrambi i concerti, realizzati in collaborazione con Django Concerti, rientrano nella programmazione Puglia Sounds Live 2020/2021
18 Settembre 
* Dj Gruff & Petrella + visual di V3RBO *

start: 21.30
Ingresso: 13eu + d.p. 


19 Settembre
* Murubutu + live paiting di Roby il Pettirosso *

* * * * * 
REstART
c/o Casa delle Arti 

Via Donato Jaja, 14
Conversano (Bari)

Infotel: 080 968 2777
casadellearti.com

Le giornate inaugurali di PhEst – See Beyond the Sea

Diverse e di grande effetto le location, vecchie e nuove, individuate dagli organizzatori per la V edizione di PhEST – festival internazionale di fotografia e arte a Monopoli in programma dal 7 agosto al 1° novembre. Durante l’inaugurazione tenutasi ieri sera, si è ribadito che ad aprile scorso, in pieno lockdown causato dalla diffusione del Covid-19, è arrivata la conferma di questa V edizione di PhEST di cui non si aveva alcuna certezza. Difatti, non si era certi di poter organizzare questa V edizione e si era partiti con l’intenzione di realizzare un numero ristretto di mostre: attualmente se ne contano 24, molte più rispetto alle aspettative.

Organizzato dall’associazione culturale PhEST, il festival ha la direzione artistica di Giovanni Troilo e la curatela fotografica di Arianna Rinaldo. Un’edizione fuori dagli schemi, che si è immediatamente contraddistinta per la volontà degli organizzatori e degli amministratori locali di rendere completamente sicura e gratuita per tutti la fruizione delle mostre. Le location sono tutte all’esterno per questa edizione dedicata alla Terra, nel senso di pianeta, ma anche di mondo contadino e di riscoperta del suo valore, per aiutarci a ritrovare l’essenza delle cose e il contatto con la terra per ripartire da essa.

Nella passeggiata virtuale si inizia dalla zona “sud” del centro città dove si trova lo skate park a ridosso del mare, con il progetto fotografico di Inka & Niclas, 4K ULTRA HD. Camminando poi verso Cala Porta vecchia si incontra l’isolotto su cui campeggiano le foto di Jan Erik Waider, North Landscapes, dedicate agli iceberg, mentre sul fondo marino è allestita la mostra subacquea See the sea you usually don’t see dedicata ai pesci notturni con gli scatti di David Doubilet e Jennifer Hayes e realizzata in collaborazione con National Geographic. Di fronte, l’antica muraglia è stata scelta per stupire i visitatori con la gigantografia del ghiacciaio Antartide Il continente bianco e i suoi contrasti inaspettati di Igor Gvozdovskyy. Tornando appena indietro, andando verso la città nuova, la parete accanto al Kambusa su Largo Portavecchia è lì che aspetta i visitatori con il murale appena realizzato da Millo dal titolo Beyond the Sea. Sul Belvedere di Porta Vecchia si trovano invece Land(e)scape, progetto realizzato su commissione dell’azienda di abbigliamento di Martina Franca, Hevò, e Ciril Jazbec con il suo The Ice Stupas.

Passeggiando sul lungomare Santa Maria si incontrano altre due mostre-installazioni allestite sul muretto prima e dopo il bastione: Dillon Marsh (Gallery Momo) con il suo Counting the Costs e Solmaz Daryani con The Eyes of the Earth.

Si arriva dunque al Castello Carlo V, unica eccezione in interni sempre ad ingresso gratuito, voluta dal Comune, che ne avrà in carico la gestione anche per quanto riguarda i controlli anticovid, dove PhEST ha allestito due mostre fotografiche: La nuda vita di Antoine d’Agata (Magnum Photos) e No agua, no vida di John Trotter,  cui si aggiungono le video installazioni di Endri Dani, Poiein, Simon Norfolk, When I Am Laid in Earth, e Luca Locatelli, 2050. All’interno del Castello si trova anche l’arte di Giorgio di Palma con la sua Eredità. Sui frangiflutti davanti al Castello è allestito invece il lavoro commissariato da Tormaresca a Piero Percoco: Calafuria – The Rainbow is Underestimated.

Andando verso il Porto Vecchio, sul molo Margherita arrivando fino al Faro Rosso ci sono due mostre, Imagined Homeland di Sharbendu De e Mezzogiorno di Marco Zanella, cui si aggiunge The Future of Farming di Luca Locatelli allestita sui new jersey sul  filo del mare. Sulle pareti del Porto Vecchio campeggeranno invece le fotografie di Ground Contol il lavoro di Roselena Ramistella, realizzato su commissione di PhEST e dedicato ai contadini e alle contadine pugliesi.

Incamminandosi dal Porto vecchio verso piazza Vittorio Emanuele si trova via Garibaldi con l’allestimento sospeso tra i balconi delle case di Earth calls PhEST con foto courtesy di Google Earth. Arrivati in piazza Vittorio Emanuele si possono ammirare i coloratissimi insetti Micro Beauty in pvc calpestabile in gigantografia di Igor Siwanowicz. Per completare il circuito e non dimenticare nessuna delle 24 mostre allestite a Monopoli ci sono ancora due tappe da fare: piazza Palmieri dove su una struttura poligonale realizzata appositamente per PhEST si trova Ustica di Jacob Balzani Lööv / Premio PHMuseum Grant. In piazzetta S.Maria un grande planisfero metterà in mostra una selezione degli scatti arrivati in queste settimane da tutto il mondo da chi ha risposto alla social call internazionale #PhESTchiamaTERRA.

Per concludere, in piazzetta Garibaldi, all’Info point turistico del Comune di Monopoli – Sala dei pescatori, dove tra l’altro sono esposte le foto di Piero Martinello, protagoniste del primo progetto speciale del festival di Monopoli, ci sarà un corner PhEST per la distribuzione dei percorsi per le mostre e la vendita di gadget PhEST .

Nelle giornate inaugurali, a partire da ieri 7 agosto e proseguendo fin al 9 agosto, sono state organizzate visite guidate con distanziamento, che saranno seguite da 4 artisti che hanno garantito la loro presenza. Ci saranno anche numerosi eventi collaterali, come la proiezione su waterscreen per la serata inaugurale, la musica in filodiffusione da un peschereccio al Porto Vecchio in collaborazione con Time Zones e le performance di Music of the plants in largo castello.

Per gli spettatori più curiosi, ci sarà anche la possibilità di approfondire la conoscenza degli autori e dei loro lavori, grazie all’inserimento di un QR code con contenuti extra in grado di raccontare le mostre ai visitatori, sui pannelli di presentazione di ciascuna mostra.

Anche quest’anno il Festival ha ricevuto il sostegno e il patrocinio di numerosi soggetti istituzionali a partire dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia nell’ambito del FESR – FSE 2014/2020 e di Teatro Pubblico Pugliese e PugliaPromozione tra le azioni realizzate d’intesa e finalizzate alla valorizzazione, promozione e comunicazione della Puglia come destinazione turistica e culturale. E ancora di Piiil Cultura – Piano strategico della Cultura della Regione Puglia, del Comune di Monopoli e il patrocinio dell’Apulia Film Commission, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e del Politecnico di Bari.

Programma giornate inaugurali

Di seguito il programma delle giornate inaugurali a partire da ieri 7 agosto.

Venerdì 7 agosto

20.00 | Porto Vecchio o Cala Porta Vecchia
Inaugurazione PhEST – See Beyond the Sea. Quinta edizione del festival internazionale di fotografia e arte sul Mediterraneo. Interverranno le autorità della Regione Puglia e del Comune di Monopoli, Giovanni Troilo (direzione artistica), Arianna Rinaldo (curatela fotografica), relazioni istituzionali e partner.

21.00 | Porto Vecchio o Cala di Porta Vecchia
Proiezione su Water-screen
Earth from space – contenuto NASA – musiche di Philip Glass in collaborazione con Time Zones
Aurora Borealis

Sabato 8 agosto

FLASH MOB

10.00 | Spiaggia di Cala Porta Vecchia
Visita la mostra subacquea e asciugati con un telo mare Tormaresca | PhEST, in regalo

VISITE GUIDATE CON GLI ARTISTI

11.00 | Cala Portavecchia – Mostra Sub
Visita guidata con Giovanni Chimienti – Nat Geo Explorer – consigliato portarsi un galleggiante e un paio di occhialini / maschera e pinne

12.00 | Molo Margherita
Visita guidata con Marco Zanella

18.00 | Molo Margherita
Visita guidata con Luca Locatelli

19.00 | Largo Palmieri
Visita guidata con Jacob Balzani Loov

PERFORMANCE

18.00 | Largo Castello Music of the Plants

FLASH MOB

Centro Storico Monopoli

18-20 | Caccia al tesoro con Eredità di Giorgio di Palma – Trova le ceramiche d’autore e pulisci la città

TALK E INCONTRI – IN DIRETTA SUI CANALI SOCIAL DI PhEST

Lungomare di Portavecchia – Belvedere

19.00 | Prof. Mastrototaro (Università di Bari) e Giovanni Chimienti (Nat Geo Explorer) incontrano il pubblico con un dibattito sulle specie aliene e la tropicalizzazione del Mar Mediterraneo.

EVENTI

20.00 | Porto Vecchio
Musica in filodiffusione da un peschereccio – TUXEDOMOON official playlist per PhEST in collaborazione con Time Zones

PROIEZIONI SERALI

Largo Castello

Dalle 20.30 | Proiezione documentario Il Tesoro nascosto delle isole Tremiti, di Giovanni Chimienti di National Geographic – Durata: 28 minuti.

Domenica 9 agosto

VISITE GUIDATE CON GLI ARTISTI

11.00 | Largo Palmieri
Visita guidata con Jacob Balzani Loov

12.00 | Cala Portavecchia – Mostra Sub
Visita guidata con Giovanni Chimienti – Nat Geo Explorer

18.00 | Molo Margherita
Visita guidata con Luca Locatelli

19.00 | Molo Margherita
Visita guidata con Marco Zanella

EVENTI

18.00 | Torre Coccaro
Performance Music of the Plants Durata: 60min

20.00 | Porto Vecchio
Musica in filodiffusione da un peschereccio – Time Zones playlist per PhEST.

Bari in Jazz XVI edizione ospita la mostra “Black People in a White World” An odyssey of images by Valerio Corzani e la performance degli SHUTTLE

La nuova edizione del Bari in Jazz, che si svolgerà tra Fasano e Monopoli dal 7 al 21 di agosto, ospiterà la mostra fotografica “Black People in a White World”: racconta in una serie di immagini in bianco e nero (un bianco e nero che parafrasa il titolo della mostra), le perlustrazioni di Valerio Corzani in giro per il mondo. L’inaugurazione del festival il 7 di agosto è affidata proprio a Valerio Corzani affiancato da Erica Scherl e Gianfranco de Franco. Con il progetto musicale “Shuttle” cureranno la sonorizzazione in diretta del film “Planete Sauvage” di René Laloux,

Erica Scherl (violino, tastiera, effects) Gianfranco de Franco(sax, clarinetti, flauti, synth, Orffequipment) Valerio Corzani (basso elettrico, laptop, IPhoneApps, IpadApps)

Lo Space Transportation System(STS), comunemente noto come Space Shuttle o Shuttle, è stato un sistema di lancio spaziale riutilizzabile della NASA, adibito a missioni spaziali in orbita intorno alla Terra. Lanciato in orbita per la prima volta il 12 aprile 1981, ha portato a termine la sua ultima missione il 21 luglio 2011.Shuttle è stato dunque il primo vero e proprio bus spaziale, la prima utopia di “riciclo” che rafforzava l’utopia ben più “stagionata” dell’esplorazione dello spazio. Ma Shuttle è anche un progetto musicale che vede coinvolti Erica Scherl, Gianfranco De Franco e Valerio Corzani. Una sorta di navetta sonora che mette insieme strumenti tradizionali e macchine e che fonda il suo orizzonte esplorativo sull’empatia strumentale, sugli incastri timbrici e sulla voglia di galleggiare nei grooves. Il concetto di bus spaziale è particolarmente indicato per descrivere metaforicamente i contorni poetici di questo trio che ha un debole dichiarato per l’elettronica morbida, il funk, la drone-music, l’etno-jazz e la psichedelia.

Musica strumentale che gioca la propria scommessa melodica sull’iteratività nella varietà e sugli intrecci poliritmici di matrice afro e sfrutta in questo modo le potenzialità di tre agguerriti polistrumentisti. Valerio Corzani ed Erica Scherl hanno già attraversato orizzonti limitrofi a quello di Shuttle nel loro duo Interiors, nella Hypertext Orchestra di Luigi Cinque (Corzani), nelle collaborazioni con Claudio Milano e Barbara De Dominicis (Scherl), mentre Gianfranco de Franco li esplora da anni, anche nella dimensione della solo performance e delle colonne sonore per il teatro. Ma in questo caso la cifra trova una messa a fuoco insieme coerente ed evolutiva rispetto ai loro progetti precedenti. Come se la navetta che hanno scelto come insegna, li avesse spinti a cementare lo spirito di corpo e a lubrificare negli impasti “la vertigine del decollo”. 

La Mostra. “BLACK PEOPLE IN A WHITE WORLD” AN ODYSSEY: si approda così in Marocco, Tailandia, Colombia, Mali, Zanzibar, Inghilterra, Italia, Francia, Giordania, Portogallo, Etiopia, India e Capoverde con un unico tema a guidare l’obbiettivo della macchina fotografica: la situazione del “popolo nero” ad ogni latitudine, i sogni e le vicissitudini della “Black Odyssey”, e il tentativo di documentare, sia pure in una variabile infinita di sfumature, quella che l’intellettuale senegalese LéopoldSédarSenghor chiama “la négritude”. È un viaggio disordinato e randomico, che però trova insospettabili e lungimiranti legami: il ripetersi di una posa, lo stesso tipo di attività lavorativa, un comune scenario naturale, la stessa età anagrafica, perfino un luccichio negli occhi sovrapponibile…

A punteggiare il percorso estratti dai testi delle canzoni di Nina Simone e Gil Scott-Heron, dai libri di James Baldwin e Toni Morrison e dalle dichiarazioni di Muhammad Ali. Sono tutti musicisti, scrittori e sportivi statunitensi…gli Stati Uniti sono in effetti un territorio strategico per studiare le dinamiche del popolo nero, territorio che però sostanzialmente manca dalle perlustrazioni visive della mostra, votata a privilegiare regioni del mondo meno battute, considerate spesso periferiche, ma che di certo risultano altrettanto cruciali.

“Il mio peccato è nella mia pelle” dice il verso di un blues molto notoe da questa constatazione si sono dipanate molte delle tortuose e lente ricerche d’identità che hanno portato il popolo nero al complesso mosaico della sua storia. All’inizio era Madre Africa. Una madre atavica e selvaggia, temuta e rispettata, terminale di tutti i riti, benefattrice e crudele. Poi, per lunghi anni la “Madre Nera”, l’Africa, finì per popolare l’America e il mondo di milioni di suoi figli e figlie, e l’Europa si trovò a riempire le biblioteche di commentari fallaci e complici sulla natura di queste vittime e sulla natura dell’Africa che le offriva in olocausto, attraverso la pratica dello schiavismo.Per raccontare il “grumo” della cultura africana non basterebbe un’enciclopedia. Le società di matrice nera hanno dato vita, nel corso dei secoli, ad un tale florilegio di stili e di derive da mettere in difficoltà qualsiasi compilatore, ancorché ben intenzionato e attento. Una storia fortemente segnata dalla diaspora e dalla particolare interazione tra i sistemi e l’ambiente che hanno incorporato, modificato e trasceso.Una serie di commistioni e di sincretismi che hanno fecondato vecchi e nuovi continenti, risultato dell’incontro (coatto) tra indigeni, deportati e deportatori, poi tra i figli di questi e di quelli, infine dal contatto con le onde di altre spinte immigratorie (gli irlandesi, gli italiani, gli arabi, i berberi, gli indiani, i malesi, i cinesi, i boscimani…). Eppure, nella storia di queste pulsioni e di queste traiettorie, i neri si sono trovati quasi sempre minoranza (anche quando minoranza non erano), hanno dovuto impugnare il coltello dalla parte della lama e, hanno finito per convincersi, come scrive James Baldwin,che i segreti del loro cuore “erano puzza alle narici di Dio”.

Valerio Corzani (Bagno di Romagna, FC) si è laureato in Estetica con una tesi su “John Cage e il problema multimediale” è autore, giornalista, conduttore radiofonico, musicista, fotografo e scrittore. Si occupa di musica, cultura giovanile, nuovi media e viaggi.Ha pubblicato foto e reportage fotografici per XLRepubblica, Il Manifesto, Alias, Diario, Jack, Slow Food, Il Giornale della Musica, Muz, Il Turismo Culturale, Mondomix, World Music Magazine, oltre che per il sito di Radio3Rai e per la piattaforma online internazionale Afropop Worldwide.

Dal 2017 cura una sua rubrica di ritratti fotografici, “CorzaniAirlines”, sul magazine Blogfoolk e dal Dicembre 2018 collabora con il magazine della Lonely Planet pubblicando reportage fotografici e articoli. Le sue foto sono diventate copertine degli album de Gli Ex, degli Interiors e dei Caracas. Alcuni suoi scatti sono inseriti nei cataloghi online di Getty Images e Eyeem Presenta programmi radiofonici per la seconda rete della Radio Svizzera Italiana ed è conduttore, autore e regista di Radio3 Rai.Con RadioRai collabora dal 1986 e ha firmato per le tre reti dei canali radiofonici nazionali centinaia di programmi e cicli, sia nelle vesti di conduttore che in quelle di autore, di consulente musicale e di regista.

Attualmente collabora con Il Manifesto, Alias, Lonely Planet Italia, Il Giornale della Musica e Blogfoolk mentre è stato la firma di riviste e magazine come XL e D di Repubblica, Slowfood, Velvet, World Music Magazine, Suono, Muz, Il Turismo Culturale, Fahrenheit 451, Jack, Diario, Fare Musica, Piano Time, Blu Jazz, Movie, Studio Report, Rockstar, ha collaborato con i canali satellitari Rai Sat Show e Match Music, nonché con la pagina spettacoli dei quotidiani Il messaggero, Il Giorno, Liberazione. Un suo “atlante personale” dedicato ai viaggi e agli incontri del periodo MauMau/Mazapegul è stato pubblicato nella collana Orme della Edt col titolo “Se è giovedì siamo in Olanda”, mentre suoi saggi sono usciti nella collana di Studi Filosofici Millepiani, nei Quaderni Perugini di Musica Contemporanea e nei volumi collettivi “L’ombra di Dioniso sulle Discoteche” (Silb Edizioni), “Indypendenti d’Italia” (Zona), “Musica 90  – vent’anni di suoni e ritmi dal mondo”, “Carlo Brighi” (Pazzini), “Re: Sound” (Unisalento Press). Nel 2009 ha scritto l’introduzione all’”Autobiografia di Miriam Makeba” edita da Gorée.

Come musicista è stato il bassista delle prime gloriose stagioni dei MauMau (“SautaRabel” e “BassParadis” gli album nei quali ha suonato oltre ad aver condiviso con il gruppo decine di tour in tutta Europa), il co-leader dei Mazapegul (“Controdanza”, “Bacio di Cane Bacio di Gatto” con Dodi Moscati, “Piccolo canto Nomade”) e de Gli Ex (“Canzoni della Penombra”, “Primavera Autunno Inverno”), il produttore e l’autore testi dei Daunbailò (“Daunbailò”).A partire dalla primavera 2015 Teresa De Sio gli ha chiesto di creare gli ambienti sonori e di suonare live nello spettacolo “L’attentissima”, reading tratto dal libro omonimo dell’artista campana uscito per Einaudi.

Oggi porta in giro il progetto elettronico Interiors, insieme ad Erica Scherl (“Liquid” è il titolo del loro album d’esordio uscito per MinusHabens, “Plugged” quello del secondo album uscito nel Dicembre 2016 per Brutture Moderne, mentre nel 2018 hanno composto e realizzato la colonna sonora del film “Vicini” della regista Federica Biondi e hanno confezionato un brano, “El Pedagogo”, per il secondo volume de “Istituto Italiano di Cumbia”).

Al fianco del polistrumentista Stefano Saletti guida il combo world-reggae Caracas, un’avventura musicale di cui è uscito un album omonimo nel Maggio 2015 per la Materiali Sonori. Il secondo album dei Caracas intitolato “GhostTracks” (sempre per Materiali Sonori) è uscito nel Dicembre 2017. Altra fertile “creatura” musicale è il trio Shuttle con Erica Scherl e il polistrumentista Gianfranco De Franco. Un progetto che ha debuttato alla Festa della musica di Palmi nel Giugno del 2018.

A partire dalla primavera 2015 Teresa De Sio gli ha chiesto di creare gli ambienti sonori e di suonare live nello spettacolo “L’attentissima”, reading tratto dal libro omonimo dell’artista campana uscito per Einaudi.Nel 2018 si è strutturata una fertile collaborazione con il musicista Luigi Cinque col quale ha condiviso omaggi musicali alla figura di Antonio Infantino e reading poetico-musicali (“Arianna” con Nanni Balestrini, Ilaria Drago e Fabrizio Bosso)

“SONICA”: Un percorso musicale attraverso le fotografie di Guido Harari

SONICA” è il titolo della selezione di fotografie di Guido Harari, ospite quest’anno del Locus Festival 2020 “Limited Edition”, che saranno in mostra da domenica 9 agosto a Locorotondo.

Guido Harari è un fotografo che nei primi anni Settanta ha avviato la duplice professione di fotografo e di giornalista musicale, contribuendo a porre le basi di un lavoro specialistico sino ad allora senza precedenti in Italia. Ha realizzato la sua prima intervista quando era ancora un adolescente e durante tutta la sua carriera è entrato in contatto con artisti internazionali, come Lou Reed, Frank Zappa, Jimi Handrix, David Bowie. In Italia ha collaborato con Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Pino Daniele e molti altri.

La sua scelta è stata proprio quella di unificare due grandi passioni, musica e fotografia, e farne un lavoro. Le sue non sono solo fotografie, sono un potente mezzo attraverso cui è riuscito a scoprire chi erano le persone dietro i personaggi oggetto dei suoi scatti. Le sue fotografie ci danno, dunque, la possibilità di vedere la musica e ascoltare le immagini, anche perché, come afferma lui stesso, “ascoltare la musica senza avere queste immagini negli occhi è sostanzialmente impossibile”. È questo quello che ci aspettiamo dalle fotografie che saranno esposte lungo le strade di Locorotondo dal 9 al 23 agosto: rivivere la potenza intrinseca della musica di anni che rappresentano parte integrante della storia della musica e non, attraverso lo sguardo personale di Guido Harari, quasi come se guardassimo il suo diario personale fatto di immagini.

Il 9 agosto, alle ore 18:00 si terrà anche un talk con il fotografo, nel panel “Vedere la musica, ascoltare le immagini“, introdotto da Nicola Gaeta.

Una puntata speciale del programma sulla fotografia Rumore, vedrà come protagonista proprio il fotografo Guido Harari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di fargli qualche domanda, intavolando un’interessante conversazione che ci ha riportati un po’ indietro, in quegli anni meravigliosi, attraverso le sue parole. Durante l’intervista si è spaziato dalla fotografia alla musica, ripercorrendo quelle che sono state le sue esperienze, i suoi ricordi e le sue emozioni, fino a giungere a parlare della mostra “SONICA”, di cosa rappresenta e di come sarà strutturata.

La puntata andrà in onda martedì 4 agosto alle ore 18.00. Non perdetevi per nessun motivo al mondo le parole di qusto fotografo così ricco di storie e di passione. Per ora godetevi questa piccola anteprima dell’intervista.