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Sabato 4 aprile – Colombre, La Municipàl, Lucia Manca, La malasorte e BIPUNTATO per “Sei a casa” sulla pagina facebook del Sud Est Indipendente

COLOMBRE, LA MUNICIPÀL, LUCIA MANCA, BIPUNTATO E LA MALASORTE TRA GLI OSPITI DI #SEIACASA. IL FESTIVAL PUGLIESE “SUD EST INDIPENDENTE”, IDEATO, PRODOTTO E PROMOSSO DA COOLCLUB, NON SI FERMA E PROSEGUE CON LA SECONDA PUNTATA DI UN NUOVO FORMAT SU FACEBOOK.

ColombreLa MunicipàlLucia MancaBiputanto e La malasorte sono gli ospiti della seconda puntata di #SeiACasaSabato 4 aprile (dalle 18:30 alle 20) musica live, interviste e chiacchiere in diretta sulla pagina Facebook del Sei – Sud est indipendente. Il Festival pugliese ideato, prodotto e promosso da Coolclub – con la direzione artistica di Cesare Liaci – non si ferma infatti per l’emergenza Coronavirus e propone un nuovo format da salotto. Per questo secondo appuntamento, #Seiacasa aderisce all’iniziativa di raccolta fondi in aiuto alla Protezione Civile (iban IT84Z0306905020100000066387 – Bic BCITITMM).

La puntata – coordinata da Veronica Clarizio con la regia di Toni Nisi e condotta da Pierpaolo Lala e Cristiana Francioso – prenderà il via con la cantautrice romana Bipuntato che parlerà del suo album d’esordio Maltempo (V4V-Records). Le sue canzoni raccontano cose semplici, incidenti esistenziali e altri disastri emotivi. Il suo stile è cantautoriale ma con  elementi di elettronica, dream pop e r’n’b. Subito dopo #Seiacasa ospiterà la presentazione del videoclip di Blu, primo singolo del duo La Malasorte, nato dall’incontro tra il rapper Peter Proof (Pierluigi Conte) e la cantante di world music Claudia Giannotta. A seguire spazio alla voce di Lucia Manca. Delicatezza, malinconia ed eleganza. Tre parole che racchiudono la musica e la scrittura della cantautrice salentina. Dopo i primi due dischi, l’omonimo esordio nel 2011, con la produzione artistica di Giuliano Dottori degli Amor Fou, e “Maledetto e Benedetto” del 2018, e le collaborazioni con Jolly Mare e Populous, il 12 marzo è uscito per Factory Flaws/Peermusic ITALY, “Attese Vol.1”, un Ep di quattro brani, prodotto da Matilde Davoli e Gigi Chord. Nel salotto di #Seiacasa si accomoderà anche Giovanni Imparato in arte Colombre, nome preso in prestito da un racconto di Dino Buzzati. L’esordio Pulviscolo (2017) è stato candidato nella cinquina del Premio Tenco come miglior opera prima. In questi anni da segnalare le collaborazioni con Maria Antonietta (come produttore) e con Calcutta (come chitarrista nel tour di Evergreen). Arriva adesso il nuovo disco “Corallo” (Bomba Dischi). I riferimenti sono quelli di un certo cantautorato contemporaneo ma più oscuro e soul, unito ovviamente ad una sensibilità italiana per le melodie, che in alcuni casi fa pensare ad Alan Sorrenti. La diretta si chiuderà con il compositore, cantante, chitarrista e polistrumentista Carmine Tundo, leader e anima, con la sorella Isabella, del progetto La Municipàl. Al successo del loro ultimo turbolento e passionale album “Bellissimi difetti”, uscito nel marzo 2019, è seguito un lungo tour in tutta Italia. La band è in attesa di riprendere il “Fuorimoda Tour“, ideato per promuovere Per resistere alle mode. Si tratta di un nuovo viaggio artistico – coprodotto da luovo e Artist First – caratterizzato dalla pubblicazione di 5 singoli in vinile 45 giri, a tiratura limitata e con un forte dualismo tra lato A e lato B di ogni uscita. Parallelamente Carmine Tundo porta avanti anche il duo Nu-Shu e il progetto solista Nocturnae larvae.

Il Sud Est Indipendente è un festival ideato, prodotto e promosso da CoolClub con la direzione artistica di Cesare Liaci, sostenuto dal Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Mibac e dalla Regione Puglia (Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia) in collaborazione con altri partner pubblici e privati. Un ringraziamento a B94Vestas Travel, Vini Garofano e Agenzia Tecnocasa Lecce – Via Taranto. Media Partner: Radio Wau MEI – Meeting Degli Indipendenti.

Dal 2006 Sud Est Indipendente ha portato nel Salento le sonorità più interessanti della musica italiana e internazionale, offrendo al pubblico una panoramica ampia e variegata della musica dal punk al cantautorato, dal rock allo ska, dal folk ai ritmi in levare. Nelle diverse location salentine, che nelle prime tredici edizioni hanno ospitato il festival (Gallipoli, Otranto, Castello di Corigliano d’Otranto, Castro, Masseria Torcito a Cannole, Torre Regina Giovanna ad Apani, la marina di San Cataldo, Piazza Libertini, Anfiteatro Romano e Parco di Belloluogo a Lecce e molti altri), si sono alternati artisti internazionali come Kings of Convenience, Lee Ranaldo, Jon Spencer Blues Explosion, Cat Power, Suzanne Vega, Peter Hook & The Light, Skatalites, Joan as Police Woman, Finn Andrews, Patrick Watson, J.P. Bimeni & The Black Belts, Giant Sand, Hollie Cook, Gogol Bordello, Mad Professor, Bombino, Russell Leetch (Editors), gli italiani Baustelle, Calcutta, Franco126, Mannarino, Avion Travel, Negrita, Lo Stato Sociale, Calibro 35, Brunori Sas, Be Forest, Diaframma, Any Other, Lorenzo Kruger, Bud Spencer Blues Explosion, Coma_Cose, Galeffi, Eugenio In Via di Gioia, Andrea Poggio, Siberia, Canova, Colombre, Giorgio Poi, Bugo, Daniele Silvestri, Cosmo, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vallanzaska, Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, La Municipàl e molte altre realtà dalla Puglia, dall’Italia e dal resto del mondo. Gli statunitensi Pixies saranno i primi ospiti confermati della quattordicesima edizione del Sud Est Indipendente. Sabato 29 agosto 2020 il festival, in collaborazione con il Locus Festival, ospiterà in Piazza Libertini a Lecce, i Pixies una delle band più importanti della storia del rock.

Info 3331803375 – www.seifestival.it #seifestival #seiacasa

asta di beneficenza, “UNITI PER LA PUGLIA”: gli artisti pugliesi si mobilitano per l’emergenza

L’iniziativa si chiama UNITI PER LA PUGLIA e vede riuniti gli artisti Pugliesi ( ma non solo) in un asta di beneficenza che si terrà tra il 2 e il 4 di aprile sulle nostre pagine Instagram . Ogni artista che avrà aderito all’iniziativa posterà sulla propria pagina Instagram giovedì 2 aprile alle ore 11:00 la propria opera con titolo, dimensione e tecnica seguito dall’hashtag #unitiperlapuglia.

Gli acquirenti avranno la possibilità di visionare tutte le opere disponibili cercando e seguendo l’hashtag e da giovedì 2 aprile alle ore 11:00 a sabato 4 aprile alle ore 11:00 potranno fare la loro offerta direttamente nei commenti sotto la foto dell’opera . L’asta inizia da 50,00 euro per quasi tutte le opere ( alcuni artisti a loro discrezione potranno far partire l’asta da 100,00 euro in base all’importanza dell’opera stessa ) e si potrà rilanciare di 20,00 euro o più ogni offerta fatta , vince l’asta chi al termine avrà offerto di più.

L’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza, le modalità saranno queste: Chi si aggiudica l’opera dovrà effettuare un bonifico direttamente sul conto corrente univoco a favore dell’assistenza sanitaria alla popolazione:

IBAN : IT51C0306904013100000046029 INTESTATO A : Regione Puglia CODICE SWIFT/BIC BCITITMM CAUSALE: unitiperlapuglia – nome opera/artista Dopodiché dovrà inviare la foto della ricevuta tramite messaggio privato all’artista che si impegnerà a consegnare o spedire l’opera non appena sarà passata la quarantena .

Stanno aderendo all’iniziativa tatuatori, pittori, grafici, fotografi, designer, illustratori.

Philippe Halsman: tra composizione, surrealismo e follia

Nella seconda puntata di “Rumore” si è parlato di uno dei fotografi più famosi al mondo: Philippe Halsman. Difatti, scattò fotografie che sono rimaste nella storia. Da un lato ebbe la fortuna di avere soggetti famosi come modelli, come ad esempio Albert Einstein, Marilyn Monroe, Salvador Dalì, Audrey Hepburn, Marlon Brando, Anjelica Huston, Frank Sinatra… e molti altri. Dall’altro la sua firma si riconosce bene: le sue foto sono autentiche, ben costruite, originali e molto personali e talvolta addirittura surreali.

Ascolta la puntata:

Halsman è famoso anche per aver inventato la tecnica del “jumping Style”, ovvero l’arte di ritrarre una persona saltando, in questo modo il modello non aveva il controllo dell’espressione del viso. Lo scopo era proprio quello di portare alla luce la vera personalità del soggetto, che si concentrava sul salto e faceva cadere la maschera da personaggio famoso per svelare la sua vera personalità.

Al fine di riuscire a catturare e capire meglio la psicologia dei suoi soggetti, condusse anche degli studi sulle espressioni facciali. Questo dice molto di come fosse attento al particolare: i suoi scatti sono molto ben costruiti, c’è sempre un fattore che suggerisce qualcosa sul soggetto che sta fotografando in quel momento.

La sua collaborazione più famosa fu quella con Salvador Dalì, da cui nacquero dei veri e propri capolavori. Le sue foto erano surreali già prima dell’amicizia con Dalì, ma l’influenza dell’artista si nota e rende le sue fotografie spettacolari. Oggetti che levitano, persone che camminano sul soffitto, persone che saltano… insomma Halsman ha sconfitto le leggi della gravità nelle sue foto e ha trovato la strada per l’epicità.

“Rumore” ritorna Martedì prossimo sempre alle 18, nel frattempo potete commentare o dare dei suggerimenti sui social e sulla pagina Instagram rumore_rko.

Alessandra Gaeta tra gli otto under 35 selezionati per la residenza artistica “Danzare la Terra Pro”: nell’attesa lezioni di danza e pilates su Skype

DanceOnAir News <<In questo momento in cui si oscilla da una camera all’altra, ci si sofferma ad ascoltare la pioggia come il più bel concerto mai udito prima, ecco un luminosissimo raggio di speranza per il nostro settore! Qualcosa si ‘muove’! È proprio il caso di dirlo! Tra decreti e restrizioni, leggo questa meravigliosa opportunità di crescita artistica e rido come una bimba felice nella mia cameretta da teen-ager!>>.

Con grande entusiasmo, Alessandra Gaeta, danzatrice e coreografa pugliese, annuncia così l’esito tanto atteso di una candidatura inviata tempo fa. Un esito positivo che oggi appare come un raggio di sole in un periodo buio per la danza e il mondo dello spettacolo. Si tratta della call “Danzare la Terra Pro” per la residenza artistica con Maristella Martella e Roberto Castello che coinvolgerà otto performer under 35 provenienti da tutta Italia. Fra i nomi degli artisti selezionati spicca quello della Gaeta. Un progetto realizzato da ASD Tarantarte con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea” a Corsano, in provincia di Lecce.

Sono state oltre quaranta le candidature pervenute e, dopo un’attenta analisi dei curricula e delle esperienze maturate, gli otto partecipanti – Marta Allegra, Erica Bravini, Riccardo Buscarini, Silvia Ciardo, Irene Fiordilino, Alessandra Gaeta, Michael Incarbone ed Elisabetta Rollo – sono stati selezionati dai curatori Maristella Martella e Roberto Castello e dal consiglio direttivo di Tarantarte. Durante la residenza si svolgeranno stage intensivi, attività didattiche e performative guidate, oltre che dalle insegnanti della scuola Tarantarte e da Maristella Martella, direttrice artistica e coreografa della compagnia – da Roberto Castello, fondatore di Aldes (associazione di artisti che dal 1993 produce e promuove opere di sperimentazione coreografica, muovendosi tra danza, teatro e arti visive) e tra i massimi esponenti e sperimentatori della danza contemporanea in Italia.

Nell’attesa di prender parte a questa nuova avventura, Alessandra non smette di allenare il suo corpo e, soprattutto, di trasmettere la sua passione, attraverso lezioni online per il centro Osteofit. Dal 1 aprile sarà possibile seguire i corsi tenuti dalla Gaeta su Skype secondo il seguente calendario settimanale: lezione di Pilates Lun/Mar/Ven ore 15:30; lezione DANCE FIRST THINK LATER il Mart/Giov/Sab ore 15:30. Resta ad accesso libero e gratuito la lezione in diretta streaming su Instagram (@osteofitbari) tutti i martedì alle ore 19:00. Per info costi e prenotazioni alle lezioni su Skype contattare la segreteria di Osteofit Bari al numero 3404569004.

27 marzo – Giornata mondiale del teatro dell’ITI-Unesco

IL 27 MARZO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO DELL’INTERNATIONAL THEATRE INSTITUTE  – UNESCO. IN QUESTO ANNO PARTICOLARE, SCONVOLTO DALLA PANDEMIA DEL CORONAVIRUS, L’AUTORE DEL MESSAGGIO, CHE DAL 1962 RISUONA NEI TEATRI E NELLE REALTÀ CULTURALI DI TUTTO IL MONDO, È IL DRAMMATURGO PAKISTANO SHAHID NADEEM.

È il drammaturgo pakistano Shahid Nadeem l’autore del Messaggio della Giornata Mondiale del Teatro promossa venerdì 27 marzo dall’International Theatre Institute dell’Unesco. Dal 1962 ogni anno risuona un unico Messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del teatro e della cultura della pace. Purtroppo la grave emergenza sanitaria internazionale provocata dal Coronavirus non consentirà le consuete celebrazioni in Italia e in Europa e in molti paesi nel resto del Mondo. Sono rinviati anche due appuntamenti organizzati in collaborazione con il Centro italiano dell’ITI-Unesco presieduto da Fabio Tolledi, direttore artistico di Astràgali Teatro. In particolare saltano l’attesa giornata conclusiva di “Scrivere il teatro”, concorso per le scuole indetto dal MIUR e tutte le iniziative della settima Giornata Nazionale di Teatro in Carcere promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Dopo, tra gli altri, Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, Isabelle Huppert, Simon Mc Burney, Sabina Berman, Were Were Liking, Ram Gopal Bajaj, Maya Zbib, Carlos Celdràn, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka, nel 2020 la scrittura del Messaggio è stata affidata a Shahid Nadeem.

Shahid Nadeem

L’autore
Tra i più importanti drammaturghi del Pakistan, leader del famoso Teatro Ajoka, Shahid Nadeem ha scritto più di 50 opere originali su temi di forte rilevanza sociale in Punjabi e Urdu, tradotte e pubblicate in inglese, oltre a diversi adattamenti delle opere di Brecht. Le sue opere sono state messe in scene in Pakistan, India e nel resto del mondo. Incarcerato tre volte sotto vari governi militari, per la sua attività di opposizione, è stato adottato come prigioniero di coscienza da Amnesty International. Nel carcere pakistano di Mianwali, ha iniziato a scrivere opere teatrali realizzate da e per i prigionieri. Successivamente ha lavorato come Coordinatore delle Campagne Internazionali e Responsabile delle Comunicazioni dell’area Asia-Pacifico per Amnesty International. Membro della rete Theatre Without Borders, è stato tra i componenti del Getty Research Institute, dell’International Pen e dello USA and National Endowment for Democracy. Nadeem ha lavorato per importanti giornali e tv e ha prodotto numerosi documentari. Il drammaturgo affronta con grande capacità temi sociali e politici contemporanei, legandoli a forme tradizionali e al patrimonio popolare, dando vita ad un un teatro brillante e intellettualmente stimolante.

Il messaggio
(Traduzione di Roberta Quarta per il Centro Italiano dell’International Theatre Institute)
Alla fine di uno spettacolo del Teatro Ajoka (1) sul poeta sufi Bulleh Shah (2), un uomo anziano, accompagnato da un giovane, si avvicinò all’attore che aveva interpretato il ruolo del grande Sufi (3) e gli disse: “Mio nipote non sta bene, per favore, lo benedica”. L’attore rimase sorpreso e gli rispose: “Non sono Bulleh Shah, sono solo un attore che interpreta questo ruolo”. L’uomo anziano gli disse: “Figlio mio, tu non sei un attore, sei una reincarnazione di Bulleh Shah, il suo Avatar (4)”. Improvvisamente si dischiuse davanti a noi un concetto completamente nuovo di teatro, in cui l’attore diventa la reincarnazione del personaggio che sta interpretando. Esplorare storie come quella di Bulleh Shah, e ce ne sono tante in tutte le culture, può diventare un ponte tra noi, persone di teatro, e un pubblico inconsapevole ma entusiasta. Quando siamo sul palcoscenico, a volte veniamo assorbiti dalla nostra filosofia di teatro, dal nostro ruolo di precursori del cambiamento sociale e ci dimentichiamo di gran parte delle masse. Nel nostro impegno con le sfide del presente, ci priviamo della possibilità di un’esperienza spirituale profondamente toccante che il teatro può offrire. Nel mondo di oggi in cui l’intolleranza, l’odio e la violenza aumentano sempre di più, e in cui il nostro pianeta sta precipitando nella catastrofe climatica, abbiamo bisogno di recuperare la nostra forza spirituale. Abbiamo bisogno di combattere l’apatia, l’indolenza, il pessimismo, l’avidità e il disprezzo per il mondo in cui viviamo, per il pianeta in cui viviamo. Il teatro ha un ruolo, un ruolo nobile, nel dare energia e spingere l’umanità a resistere alla sua caduta nell’abisso. Il teatro può trasformare il palcoscenico, lo spazio dello spettacolo, rendendolo qualcosa di sacro. Nell’Asia del sud, gli artisti toccano con riverenza le assi del palcoscenico prima di salirvi sopra, secondo un’antica tradizione che risale a un tempo in cui lo spirituale e il culturale si intrecciavano. È tempo di riguadagnare questa relazione simbiotica tra l’artista e il pubblico, tra il passato e il futuro. Fare teatro può essere un atto sacro e gli attori possono davvero diventare gli avatar dei ruoli che interpretano. Il teatro ha il potenziale per diventare un tempio e il tempio uno spazio dello spettacolo.

Note (1) Teatro Ajoka: fondato nel 1984. In punjabi la parola Ajoka significa “contemporaneo”. Il suo repertorio comprende spettacoli sulla tolleranza religiosa, la pace, la violenza di genere, i diritti umani. (2) Sufismo: la tradizione mistica islamica, la poesia sufi, per lo più in musica, esprime l’unione mistica attraverso le metafore dell’amore profano. (3) Bulleh Shah (1680-1757): un importante poeta sufi punjabi,la cui opera tratta argomenti filosofici complessi con un linguaggio semplice. Fortemente critico dell’ortodossia religiosa fuaccusato di eresia e gli fu negata la sepoltura nel cimitero della sua città. Popolare oltre le contrapposizioni religiose. (4) Avatar: secondo la cultura indù reincarnazione o manifestazione sulla terra di un maestro divino.

ITI-UNESCO
Fondata nel 1948 a Praga, da esperti di teatro e danza dell’UNESCO, l’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa, operante in ambito culturale, in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, ed ha come obiettivo lo sviluppo di pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. Mission primarie dell’ITI sono la promozione della pace attraverso l’arte, il sostegno dell’innovazione nelle arti performative, la valorizzazione delle diversità culturali, il rispetto dei diritti umani nel campo delle arti dello spettacolo. Tra le più note iniziative promosse a livello mondiale dall’International Theatre Institute figurano la Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo), l’International Dance Day (29 aprile), il Theatre of Nations, dove si sono esibiti per la prima volta in Occidente, dopo la seconda Guerra  mondiale, l’Opera di Pechino, il  Berliner Ensemble, il Teatro Kabuki, il Teatro d’Arte di Mosca.

Info
www.world-theatre-day.org/index.html
www.iti-worldwide.org/
itiitaliancentre.wordpress.com/

Annunciato il vincitore del Festival Pass Talent Selection 2020 Sziget Festival (Budapest) – Home Festival (Venezia)

La 17/a edizione del contest prodotto da l’Alternativa Events in collaborazione con Home Festival quest’anno si è svolto interamente on-line per via dei noti problemi causati dalla diffusione del Covid-19. Gli organizzatori hanno voluto mantenere vivo il contest che consente l’esibizione al Sziget Festival e all’Home Festival del progetto vincitore.

Quindi per via di questo nuovo riassetto, la giuria si è espressa da remoto nella valutazione dei 10 progetti finalisti. Grande qualità e un ottimo livello generale che ha portato alla scelta di artisti che siamo certi avranno spazio nel panorama musicale italiano e non solo.

La lista dei finalisti (A-Z):

Ethel Floon, Giudi & Quani, I Tristi, Liverpool Alligator Park, Lorenzo Cannelli & The Unplugged Foster Family, Nòe, OX-IN,
Ponzio Pilates, The Magpies, VVENDI

La lista dei giurati:
Daniele Bengi Benati – Musicista (Ridillo)/ Produttore (Cosmica)
Jonatan Bin – Home Festival
Umberto Bonanni – Pistoia Blues / Beat Festival
Luigi Fasanella – Kallax Records / Faro Records
Andrea Favrin – Magellano Concerti
Manuela Martignano – OTR Live / Doc Servizi
Orsolya Vörös – Alternativa Events / Sziget Festival

Quindi dopo un voto espresso tendendo conto di valutazioni inerenti a tre elementi quali: tecnica, originalità e impressione generale, la somma dei voti di tutti i giurati ha portato ad un podio così composto:

1. Posto – Ponzio Pilates (Video:http://bit.ly/PONZIOPILATES)


2. Posto – VVENDI (Video:http://bit.ly/VVENDIMUSIC)


3. Posto – Nòe (Video:http://bit.ly/NOEMUSIC)

Ora non ci resta che seguire gli sviluppi della complicata situazione sanitaria mondiale e incrociare le dita a finché i grandi raduni possano svolgersi regolarmente partendo magari proprio dai mesi estivi. 

Novità e sperimentazione: il colore e il movimento degli scatti di Ernst Haas

La prima puntata di “Rumore” ha visto come protagonista il pioniere del colore e del movimento Ernst Haas, un fotografo austriaco che si appassionò alla fotografia alla fine della Seconda Guerra Mondiale e che lavorò per la Magnum Photos, una delle aziende di fotografia più importanti al mondo. Uno dei primi a sperimentare sulla pellicola a colori, tanto da essere stato il primo fotografo a cui è stata dedicata la prima mostra fotografica a colori nel Museum of Modern Art di NewYork.

Ascolta la puntata:

A lui dobbiamo una serie di tecniche che tutt’ora vengono utilizzate in fotografia, come ad esempio il Panning e la messa a fuoco selettiva. La sua propensione a non seguire le regole di composizione lo hanno portato a sviluppare uno stile unico, creando fotografie inconfondibili, caratterizzate da colori vividi e soggetti sfocati, grazie all’utilizzo di tempi di scatto lunghi, che riescono a coinvolgere l’osservatore nell’immagine. Lo scopo delle sue sperimentazioni e della sua propensione ad utilizzare il mosso era proprio quello di rendere l’idea del movimento nel tempo e nello spazio. Le sfumature dei colori unite al movimento sembrano essere stese da un pennello, dimostrando un’armoniosità fuori dal comune.

Particolare è anche la sua filosofia: infatti Haas non ha un soggetto preferito nelle sue immagini, ma si limitava a fotografare quello che aveva intorno. La sua abilità è stata proprio quella di riuscire a notare particolari che a tutti potrebbero sembrare banali. Secondo lui un fotografo deve “trasformare un oggetto da quello che è in ciò che si vuole che sia” ed è per questo che le sue fotografie risultano affascinanti e coinvolgenti.

Rumore torna Martedì prossimo sempre dalle 18 alle 19, con un nuovo artista e nuove tecniche da svelare. Se avete richieste, desideri o semplicemente dare le vostre impressioni potete farlo sui social, sulla pagina Facebook di Rko e sulla pagina del programma su Instagram, rumore_rko.

Fotografie e parole: “Rumore” tra i programmi del Martedì pomeriggio su RKO

Martedì 17 Marzo alle 18 è andata in onda su Rko la puntata zero del nuovo programma radiofonico “Rumore”. Il nome un po’ fuorviante potrebbe non far intendere in modo immediato il contenuto di questo nuovo format, ma tutto ha uno specifico significato. La puntata è stata registrata in chiamata Skype e se ne evincono le difficoltà dal riverbero della voce e dai rumori, appunto, provenienti dalle postazioni improvvisate per poter creare contenuti comodamente da casa. Quale periodo migliore se non questo in cui tutti siamo costretti a stare in casa per utilizzare la radio come canale di ricezione culturale e affacciarsi ad un mondo a voi sconosciuto o poco esplorato? La protagonista di quest’ora insieme sarà la fotografia. Si, esatto. Sembra strano, forse impossibile, poter parlare di un’arte visiva in radio. Ma siamo coraggiosi e tenteremo di farlo al meglio.

È arrivato il momento di svelare il motivo di questo nome a primo impatto un po’ bizzarro. Chi se ne intende di fotografia lo sa, il “Rumore”, quello digitale si intende, non è altro che il disturbo causato dalla poca (o troppa) quantità di luce in base alle informazioni che l’obiettivo è stato in grado di catturare durante lo scatto. Questo dipende sia dall’obiettivo sia dalle condizioni di luce presenti nel luogo in cui la foto viene scattata. Quando una foto presenta rumore digitale vuol dire che sarà anche poco nitida, un po’ granulosa con un effetto puntinato sparso qua e là all’interno della foto variando in base alle zone di luce e alle zone d’ombra. Il motivo per cui è stato scelto questo nome risiede nell’intento di creare un po’ di “rumore” nelle vostre menti, dare qualche informazione e farla arrivare in modo sparso per le orecchie di chi ascolta. Lo scopo di ogni puntata, infatti, sarà quello di mettere una pulce nell’orecchio degli ascoltatori e stimolarne la curiosità, parlando di un autore diverso di volta in volta. Ogni fotografo ha le sue peculiarità e la difficoltà sarà descriverne gli intenti e le tecniche, cercando di spiegare in modo semplice e coinciso ogni termine tecnico che l’ascoltatore potrebbe non conoscere, tentando di dare anche uno sguardo alle opere e scoprendone insieme i possibili significati.

Ascolta la puntata:

Il protagonista di questa puntata zero è stato Ansel Adams, uno dei più grandi fotografi del XX secolo e padre fondatore della fotografia paesaggistica. Un personaggio particolare, anche esteticamente, in quanto segnato da uno sfregio sul viso, causato da un terremoto nella sua città natale, San Francisco, che dimostrò grande passione e dedizione a quest’arte. La peculiarità di Ansel Adams risiede nel suo amore sconfinato nei confronti della natura, che grazie alla sua abilità, è riuscito a trasmettere all’osservatore. Inoltre, una caratteristica su cui bisogna soffermarsi è la scelta di scattare esclusivamente in bianco e nero: una scelta coraggiosa per un fotografo paesaggista, ma ben riuscita nel suo caso. Infatti, Adams è riuscito a sfruttare l’assenza di colore a suo favore, in modo tale che l’osservatore fosse orientato a porre la propria attenzione ai dettagli, ma soprattutto che potesse captare l’essenza stessa della natura trasmettendone l’emozione contemplativa.

L’occhio di Ansel Adams era un occhio sincero, empatico e fedele alla realtà. Tanto fedele da abbracciare la filosofia della straight photography, una filosofia di pensiero secondo cui le fotografie devono essere mantenute intatte, senza sottoporle a lavori di post produzione che ne intaccherebbero la purezza. Questa la filosofia caratterizzante del Gruppo f/64, che Ansel Adams fondò nel 1932, promotore di un linguaggio improntato alla purezza e al modernismo. Il nome stesso del gruppo rimanda all’apertura del diaframma, cioè l’elemento che determina la quantità di luce che passa attraverso l’obiettivo, e che determina la definizione di una foto: in questo caso l’apertura minima del diaframma riesce a garantire la nitidezza anche degli elementi più lontani. Con questa regola è più semplice catturare i dettagli e conferire una maggiore fedeltà al paesaggio reale, nonché una delle regole fondamentali della fotografia paesaggistica.

Una tecnica che invece Ansel Adams inventò di sana pianta fu quella del Sistema Zonale, una tecnica che riusciva a creare degli estremi di bianco e nero nelle foto, garantita dalla misurazione dei valori della luce. Questo sistema permette invece di catturare esattamente la luce presente in natura in modo tale da ottenere un’immagine maggiormente fedele alla realtà e anche di facilitare il lavoro dei fotografi durante il settaggio. La dedizione e l’impegno che Ansel Adams mise nel suo lavoro si evince proprio da queste tecniche, che ha gentilmente concesso al mondo dei fotografi per facilitare loro in qualche modo il lavoro.

Durante la puntata si è parlato anche di alcune delle opere di Adams: Cypress il cui soggetto è per l’appunto un cipresso. Solo una parte della sua interezza è stata catturata dall’artista, che ha voluto mostrare la sinuosità dell’intreccio dei suoi rami.

Cypress and Fog, Pebble Beach, California

Redwood, invece, esprime ritmicità scandita dai rami affusolati, conferendo un senso di confusione e angoscia e la sensazione di avere a che fare con l’ignoto e l’inesplorato al di là dei fusti in primo piano.

Redwoods, Bull Creek Flat, Northern California

Infine, Moonrise over Hernandez, una delle foto più rappresentative di cui abbiamo due versioni: la prima originale del 1943 e la seconda rielaborata in camera oscura del 1970.

Ad accompagnare il flusso delle parole, una selezione musicale quanto più inerente al tema trattato, con la speranza che possa far immergere l’ascoltatore nella natura ascoltando le note e le parole durante quest’ora passata insieme.

DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice

Domenico Iannone nello spazio DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, in studio Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice. (puntata del 4 marzo 2020)

Ivana Mastroviti è nata a Terlizzi (Bari) il 24 giugno 1988. Inizia i suoi studi di danza a Giovinazzo presso la scuola “College of Dance” di Anna Damiani. Nel 2001 entra a far parte della compagnia giovanile “Puglia Danza” diretta da Orazio Caiti partecipando a diversi festival. Nel 2002 vince una borsa di studio per due settimane all’ “English National Ballet” e nel 2004 si diploma alla “Royal Accademy Dance” (RAD) con il massimo dei voti. Nel 2005 entra come borsista nella “Scuola del Balletto di Toscana” a Firenze diretta da Cristina Bozzolini e nel maggio 2006 viene inserita nella compagnia “Junior Balletto di Toscana”. Dall’ottobre del 2007 danza nel “Balletto di Roma” per poi entrare nell’agosto 2009 come solista nella compagnia Aterballetto attualmente diretta da Gigi Cristoforetti e dalla coordinatrice artistica Sveva Berti.

Carmen Ventrice, docente e coreografa, docente presso il Liceo Coreutico di Bisceglie. Carmen Ventrice nasce ad Ischia (Na) nel 1984. Intraprende gli studi di danza classica nel 1990; in qualità di danzatrice professionista riceve premi e riconoscimenti artistici nazionali e internazionali in concorsi, rassegne, festivals, workshops.

A seguito della laurea di primo livello in Discipline coreutiche presso l’Accademia Nazionale di danza di Roma, nel 2009 ivi consegue la laurea di secondo livello – Biennio specialistico a indirizzo danza classica – con il massimo dei voti. Durante e successivamente agli anni accademici continua il suo perfezionamento in danza classica, contemporanea, jazz, Teatro Danza, tango, flamenco, BodyCodeSystem, Pilates, Danza Movimento terapia, danze di carattere, canto e recitazione teatrale.Prosegue la sua carriera come danzatrice, coreografa e docente dedicandosi a tournée teatrali, collaborazioni con enti lirici, reti televisive, centri di formazione professionale, scuole statali, conservatori, accademie. Dal 2012 ad oggi danza per One Billion Rising, Operation Smile Italia Onlus e l’Ambasciata britannica per denunciare cause sociali come la violenza sui minori nei paesi in conflitto, mortalità infantile e violenza contro le donne.  Attualmente docente di Tecnica della danza classica e Laboratorio Coreutico e Coreografico presso il Liceo Coreutico Statale “L. da Vinci” di Bisceglie (Ba) e Membro del Consiglio Internazionale della Danza di Parigi Unesco, prosegue il suo aggiornamento grazie al Terzo Convegno Internazionale per le Arti Performative e Medicina della danza, Concorsi Letterari europei (Diploma OPE-UE), Congresso Nazionale della Società Italiana di Musicologia, Giornate Mondiali della Danza (CID-Unesco), Corso di Aggiornamento Scuola di ballo Teatro di San Carlo di Napoli,   laboratori e seminari di perfezionamento quali “La figura del docente di danza nell’Italia del Terzo millennio”, “Giornate di studio per il Maestro Alberto Testa” , “Licei Musicali e Coreutici: dalle linee guida al curricolo di indirizzo”.

Maria Letizia Cipriani, arte terapeuta espressiva, supervisor e docente, si è formata presso l’Istituto di Arteterapia Transdisciplinaria di Barcellona (IATBA), in collaborazione con la European Graduate School Svizzera (EGS). Formata in psicodramma, Teatro dell’Oppresso e Playback Theater con Monica Sorin e Mercedes Gysin, è stata cofondatrice e attrice della compagnia teatrale l’Andante (Teatro di improvvisazione sociale). Trasferitasi in Puglia, continua a collaborare con realtà nazionali ed estere nel campo delle arti terapie espressive in ambito clinico, educativo e sociale.

LA MUSICA AI TEMPI DEL COVID-19. TUTTO SI FERMA? NE PARLIAMO CON Cesare Veronico, Dino Lupelli e Augusto Masiello

Continuano i contributi su RKO, dopo l’intervento di alcuni promoter e gestori, ascoltiamo l’intervento di Cesare Veronico, direttore artistico del Medimex, Augusto Masiello presidente di Teatri di Bari e Dina Lupelli, pugliese ormai operativo da anni a Milano tra le menti più brillanti del culture entertainment nazionale. (Nella copertina foto di Gianluigi Trevisi, direttore artistico di Time Zones, alle prese con la diretta radio)

Il Medimex 2020, per ovvi motivi, è stato rinviato, ci racconta tutto Cesare Veronico di Puglia Sounds

Dino Lupelli, barese di origine ma ormai milanese d’adozione, lancia una nuova sfida, un progetto streaming per superare il momento difficile che sta subendo il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento. Insieme alla Fondazione Cariplo, Nastro Azzurro insieme con Zero Milano nasce un format che potrebbe cambiare la fruizione della musica online e sopravvivere economicamente a questo momento molto difficile

Ascoltiamo invece l’intervento in studio del Presidente di Teatri di Bari, Augusto Masiello, in seguito alla conferenza stampa tenutasi nel Teatro Kismet sabato 7 marzo, un momento di incontro e confronto per capire come superare la crisi che stiamo affrontando in questo periodo