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SOUNDWELLEN SHOWCASE – SKYBAR Hotel S.Martin Giovinazzo

Metti una calda domenica di fine luglio, una location più unica che rara, un tramonto mozzafiato, un ricercato mix di live e dj set e il gustoso cocktail preparato dai promotori di SoundWellen è servito.

Il collettivo artistico di base a Giovinazzo ha scelto lo SkyBar dell’Hotel S.Martin di Giovinazzo – che già ospita in queste settimane The Sound of Sunset, la trasmissione estiva del giovedì di RKO – per presentare il progetto musicale e il proprio concept degli eventi con uno showcase esclusivo, che presto si trasformerà in un vero e proprio showreel audiovisivo.

Dal tramonto fino a sera inoltrata gli artisti della scuderia dedicata alla nuova musica elettronica si sono alternati tra dj set e live, in un crescendo di bpm e con atmosfere sempre cangianti, ad accompagnare il pubblico in uno dei pochi eventi degni di nota nell’area nord-barese di questa strana estate “da Covid-19“.

Ad aprire le danze poco prima del calare del sole è stato il morbido dj set di Do It Later, moniker di Riccardo Cavaliere, tra i fondatori del progetto, che ha lasciato posto in console per il momento del sunset alle macchine analogiche e digitali dei Moodìntrigo, duo di base ad Adelfia entrato nel roster di SoundWellen nel 2019. Un’ora circa di live per Elisabetta e Francesco con la loro soft techno interamente suonata live tra commistioni psichedeliche e ispirazioni rock e progressive.

Superato il momento del tramonto, sempre davvero clamoroso a queste altezze e latitudini, è toccato a Dario Verolino aka TheVerol, recente new entry radiofonica qui a RKO, alzare ulteriormente i ritmi per passare alla fase serale dell’evento e preparare il terreno per il live del producer Glanko, altro artista del roster di SoundWellen, che ha presentato live il suo recente lavoro “Remission”.

In chiusura dj set liberatorio di Gianni Fiorentino, altra mente dietro questo progetto, per liberare tutta l’adrenalina accumulata nella preparazione di un evento curato in ogni minimo dettaglio e il cui prodotto finale di prossima uscita promette decisamente di farsi notare.

Seguiteci sui canali web e social di RKO per scoprirne di più.

Il podcast con la diretta dello showcase e le interviste ai protagonisti è disponibile qui:

Foto di Alessia Cortese e Angie Gillman

“SONICA”: Un percorso musicale attraverso le fotografie di Guido Harari

SONICA” è il titolo della selezione di fotografie di Guido Harari, ospite quest’anno del Locus Festival 2020 “Limited Edition”, che saranno in mostra da domenica 9 agosto a Locorotondo.

Guido Harari è un fotografo che nei primi anni Settanta ha avviato la duplice professione di fotografo e di giornalista musicale, contribuendo a porre le basi di un lavoro specialistico sino ad allora senza precedenti in Italia. Ha realizzato la sua prima intervista quando era ancora un adolescente e durante tutta la sua carriera è entrato in contatto con artisti internazionali, come Lou Reed, Frank Zappa, Jimi Handrix, David Bowie. In Italia ha collaborato con Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Pino Daniele e molti altri.

La sua scelta è stata proprio quella di unificare due grandi passioni, musica e fotografia, e farne un lavoro. Le sue non sono solo fotografie, sono un potente mezzo attraverso cui è riuscito a scoprire chi erano le persone dietro i personaggi oggetto dei suoi scatti. Le sue fotografie ci danno, dunque, la possibilità di vedere la musica e ascoltare le immagini, anche perché, come afferma lui stesso, “ascoltare la musica senza avere queste immagini negli occhi è sostanzialmente impossibile”. È questo quello che ci aspettiamo dalle fotografie che saranno esposte lungo le strade di Locorotondo dal 9 al 23 agosto: rivivere la potenza intrinseca della musica di anni che rappresentano parte integrante della storia della musica e non, attraverso lo sguardo personale di Guido Harari, quasi come se guardassimo il suo diario personale fatto di immagini.

Il 9 agosto, alle ore 18:00 si terrà anche un talk con il fotografo, nel panel “Vedere la musica, ascoltare le immagini“, introdotto da Nicola Gaeta.

Una puntata speciale del programma sulla fotografia Rumore, vedrà come protagonista proprio il fotografo Guido Harari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di fargli qualche domanda, intavolando un’interessante conversazione che ci ha riportati un po’ indietro, in quegli anni meravigliosi, attraverso le sue parole. Durante l’intervista si è spaziato dalla fotografia alla musica, ripercorrendo quelle che sono state le sue esperienze, i suoi ricordi e le sue emozioni, fino a giungere a parlare della mostra “SONICA”, di cosa rappresenta e di come sarà strutturata.

La puntata andrà in onda martedì 4 agosto alle ore 18.00. Non perdetevi per nessun motivo al mondo le parole di qusto fotografo così ricco di storie e di passione. Per ora godetevi questa piccola anteprima dell’intervista.

LA MUNICIPAL torna live, intervista e date del tour estivo che parte dal SEI Festival!

Carmine Tundo de La Municipal torna su RKO per parlare del tour estivo che partirà il 25 dal SEI Festival! Dopo aver intervistato la band a marzo per parlare del nuovo progetto musicale, ci ritroviamo finalmente, dopo lo stop forzato per il lockdown, a parlare di concerti!!!

Il tour parte sabato 25 Luglio a Corigliano(LE) per SEI – Sud Est Indipendente Festival, il 13 agosto invece saranno in veste acustica al Locus festival Locorotondo(BA) con Colapesce/Dimartino, ma per scoprire ogni cosa ascoltate l’intervista con Carmine!

IL NUOVO SINGOLO DEI RESPIRO Si chiama “NQSB”!

Il 24 giugno è uscito il nuovo singolo dei Respiro!!! Si chiama “NQSB” il nuovo singolo dei RESPIRO, duo electro-pop/alternative hip-hop salentino nato dall’incontro tra il violinista Francesco Del Prete e la voce di Lara Ingrosso.

Il duo negli anni ha realizzato oltre 150 concerti in tutta Italia e in Europa, realizzando numerose aperture ad artisti come Earth Wind and Fire, Marlene Kuntz, Nina Zilli, Radiodervish, La Municipàl, esibendo ogni volta uno stile peculiare e un talento nella sperimentazione che gli hanno permesso di vincere anche numerosi premi tra cui il Premio Rivelazione Lunezia (2013) e la Targa Siae dedicata a Sergio Endrigo per la miglior personalità artistica al Biella Festival (2013).

Il nuovo brano e video fa da apripista al prossimo disco di inediti di questa brillante formazione dall’immaginario creativo ben definito e ad alto impatto visivo, che si esprime in composizioni e arrangiamenti originali e dalla forte carica espressiva.

“NQSB”, codice di comportamento dei “Noi Qui Stiamo Bene”, è la sigla ironica e sarcastica con cui i Respiro parlano di chi rinuncia alla scienza e alla conoscenza per seguire le proprie intuizioni, o le teorie più fantasiose e assurde. Si parla – ad esempio – di terrapiattisti, complottisti, no-vax, leoni da tastiera che, soprattutto in questo periodo, sembrano aver trovato pane per i propri denti.

“Noi Qui Stiamo Bene e non ci servono cure / a noi basta l’amore e un po’ di buonumore”.

Così i Respiro cantano, immaginando l’inno di questi personaggi, descritti in modo grottesco anche dalle immagini realizzate per il videoclip da Hermes “Hem” Mangialardo, animatore conosciuto e premiato a livello nazionale e internazionale. Nel video i Respiro si ritrovano a galleggiare, camminare, fluttuare, loro malgrado, in questo surreale universo targato NQSB, dove non mancano i continui rimandi a fatti storici e d’attualità.

FINALE REGIONALE AREZZO WAVE BAND PUGLIA Mercoledi 24 giugno 2020 h21 su RKO rkonair.com Live Asha, Botaniqve, Braglei, Buckwise

FINALE REGIONALE AREZZO WAVE BAND PUGLIA

Mercoledi 24 giugno 2020 h21 su RKO rkonair.com

Live Asha, Botaniqve, Braglei, Buckwise

E’ stato un anno particolare e molto difficile per la musica, per lo spettacolo in assoluto. Ad oggi non è ancora chiaro come e quando si riuscirà a tornare alla “normalità”. Anche le selezioni musicali per Arezzo Wave Band, il contest per artisti emergenti tra i più importanti in Italia, hanno subito un cambiamento: abbiamo dovuto decidere come svolgere le selezioni, data l’insostenibilità di un live in presenza del pubblico. Come imposto, infatti, dalle norme ancora in essere per le attività di spettacolo, in ordine al contenimento del contagio da coronavirus, abbiamo dovuto reinventare la formula ormai consolidata della finale e ripiegare per una versione onair.

La finale pugliese del concorso per band emergenti di Arezzo Wave si terrà mercoledi 24 giugno alle ore 21, in diretta radio su www.rkonair.com e diretta video sulla pagina Facebook di RKO.  

Alle quattro band vincitrici delle selezioni provinciali è stato chiesto di registrare un set di 30 minuti live, in presa diretta, audio e video. Lo show sarà ascoltato dai giudici e dal pubblico in diretta radio mercoledì 24 giugno. Le band in finale per la Puglia sono gli ASHA (Lecce), i BOTANIQVE  (Bari), BRAGLEI  (Brindisi) ed i BUCKWISE (Bari). La giuria composta da esperti ed operatori del settore dovrà scegliere una sola formazione, che accederà così di diritto al festival nazionale che si terrà, lo speriamo vivamente, il prossimo novembre in Toscana.

“Sono ormai 25 anni che seguiamo il festival e da sempre cerchiamo di scoprire nuovi talenti musicali, in radio e attraverso manifestazioni artistiche.” – commenta, Carlo Chicco,  il responsabile pugliese per la Fondazione Arezzo Wave – “Offrire un palco nazionale ed opportunità dove confrontarsi artisticamente con altri musicisti italiani è sicuramente una delle nostre missioni da sempre”.

Passano il turno invece e sono stati  già premiati  come Best Band per il settore Music School di Arezzo Wave  Puglia, i giovanissimi REDROOM, passando direttamente alla selezione nazionale.

La finale partirà alle 21 di mercoledì  24 giugno, in diretta su RKO, alla conduzione ci sarà Carlo Chicco in compagnia della giuria, collegata in diretta,  composta da cinque addetti al settore musicale che commenteranno ogni performance.  In giuria ci saranno Tobia Lamare (antenna Arezzo Wave Lecce), Tore Nobile (antenna Arezzo Wave Brindisi), Tommi Bonvino (responsabile  Giovinazzo Rock / RKO), Gaetano Innamorato (Klap Hub) e Antonello Diaferia (Zinne Mag).  Anche il pubblico potrà partecipare lasciando i propri commenti nella chat ufficiale del programma radio o sulla pagina fb di RKO.

Infoline: radio RKO –   www.rkonair.com www.facebook.com/rkonair/  – tel. +39 3516776164

“Blackgammon”: intervista con i Pindar

Oggi ospiti di AvantPOP ci sono i PINDAR. Duo musicale costituito dai DJ e producer Mik e Jeff, DJ nato tra Roma e Taranto nel 2019.La musica di PINDAR è caratterizzata da un sound elettronico nel quale si fondono i contenuticlassici della canzone italiana; la sintesi è una musica fortemente influenzata da elementi tipici della musica krautrock etechno pop.

Le sonorità ritmiche e robotiche dallo stile volutamente freddo, vicino per certi aspetti all’estetica futurista, si riflettono anche sull’immagine “depersonalizzata” della band, e si sostanzia attraverso l’utilizzodi elementi inanimati (robot–manichini–immagini) che rievocano lo stile di Kraftwerk e Daft Punk.

Backgammon” è il singolo più importante per il duo elettronico PINDAR, creato dai due producer pugliesi MiK Drake e JaK Turn. Il brano dà infatti il titolo al loro primo LP, “Backgammon Vol.1 (La vita e il vento)”, in uscita insieme al singolo martedì 12 maggio, e racchiude inoltre in sé i temi e le sonorità di cui il gruppo si fa portavoce.

Backgammon” racconta quello che accade dopo una grande separazione, quando si va avanti perché “the show must go on”, eppure allo stesso tempo i pensieri continuano ad accarezzare il passato e da lì non vogliono distogliere lo sguardo.

Nel brano si fa rifermento ad un “diamante isterico” che rievoca per certi aspetti il “Diamante grezzo” di Federico Fiumani. Come nell’opera dei Diaframma, inoltre, anche in “Backgammon” il presente vissuto dal protagonista è un presente incerto in cui tutto ciò che lo circonda sembra svuotarsi di significato: la città in cui vive, la musica, i nuovi amori… nulla riesce a cancellare dalla mente del protagonista la voglia di riabbracciare il suo “diamante isterico”, descritto come l’unica cosa capace di dare senso e leggerezza alla vita. L’attesa però diventa solo preludio di un nuovo addio, e di nuovo, nonostante tutto, bisogna trovare la forza e il coraggio di andare avanti.

Backgammon” rappresenta insomma la vita stessa, con la dolcezza dei ricordi a far da scudo all’incertezza del presente e con le attese e le incognite a disegnare il futuro.

Emanuele Barbati ci presenta “Libera”, a sostegno delle donne vittime di violenza!

Intervista con Emanuele Barbati che ci presenta “Libera” , un brano scritto a sostegno e in collaborazione con Amref italia e Alzàia onlus prevenzione e sostegno delle donne vittime di violenza.

“Libera” è il nuovo singolo scritto e interamente prodotto artisticamente da Emanuele Barbati, il brano dalle chiare sonorità alternative-pop strizza l’occhio alla musica attuale. “Libera” è una canzone femminista vestita di romanticismo cantautorale, racconta la forza tutta femminile di resistere alle brutture della società moderna e la caparbietà nel rivendicare i propri spazi, la volontà di potersi liberamente esprimere e realizzarsi. “Libera”, che resta comunque una canzone pop, è un omaggio all’attivismo femminile nei vari campi della società ( diritti umani e di genere, ambientalismo, affermazione lavorativa e personale) ed è un invito ad una nuova prospettiva: che le rivendicazioni femministe trovino sempre più voce nell’universo maschile, superando finalmente l’appartenenza di genere. L’omaggio all’universo dell’attivismo femminile acquista forza in “Libera”, a fine videoclip, nella citazione del brano  -Rebel Girl- “Quando lei parla, sento la rivoluzione, quando cammina, arriva la rivoluzione, nel suo bacio assaporo la rivoluzione” di  Kathleen Hanna (frontwoman delle bikini kill, fondatrice di Riot Grrrl e icona del femminismo punk)

Allo scopo di far conoscere, incentivare e sostenere le realtà che sono profondamente calate nelle attività di sostegno alle donne, il brano libera vanta la collaborazione e il sostegno a due progetti diversi tra loro ma attuali ed importantissimi.

Libera sostiene gli studi delle giovani ragazze sud sudanesi del Liceo Scientifico Femminile WISH (Women in school for health) a Maridi e i progetti di Amref a sostegno della salute delle donne, info sui progetti su  www.amref.it

Libera sostiene l’associazione Alzàia onlus dedita al contrasto alla violenza sulle donne

www.associazionealzaia.it

numero utile 327 183 3451 (Reperibilità H24)

“Evil Outside”: intervista con The Rumblers!

Oggi ospiti di AvantPOP ci sono i The Rumblers! Alessio Virno e Joe Leali parlano del nuovo singolo “Evil Outside” e dell’album in arrivo!

La band composta da Alessio Virno (chitarra e voce) , Joe Leali (contrabbasso, voce, stompbox, armonica) e Teo Carriero (batteria) vi condurrà in un viaggio attraverso gli anni’ 50 tra Jump blues, rock ‘n’roll, rockabilly, country e blues made in U.S.A. nella dimensione primordiale e familiare degli albori del rock.
Vivrete l’atmosfera di una festa in una fattoria di campagna statunitense, tra pinte di birra, buon cibo, balli e canti corali!!! La band ha da poco registrato un disco di brani inediti intitolato “Take it with the right spirit”,anticipato dal singolo e dal video di “Evil outside”, canzone realizzata durante il lockdown che parla di questo periodo difficile.

La formazione,in continua evoluzione,sta già lavorando al nuovo materiale inedito,che va ancora di più ad ampliare le sonorità da cui da sempre attinge,varcando i confini del “vintage”.. Stay tuned!!!


The Rumblers vi aspetta per fare festa insieme!!!

La band:
Alessio Virno (chitarra, voce)
Joe Leali (contrabbasso, voce, armonica)

JUNIOR V presenta “Odore d’incenso” su Avantpop

Oggi ospite di Avantpop su RKO c’è Junior V. Avremmo dovuto condividere con l’artista pugliese il suo showcase ma per ovvi motivi non si è più tenuto. Parliamo del suo nuovo capitolo capitolo musicale che si chiama “Odore d’incenso”

Viviamo di pregiudizi e idee preconfezionate. Spesso l’unico modo per andare oltre i nostri limiti è osservare la natura. Prendete il serpente. Esiste un momento in cui la sua genetica lo porta all’inevitabile cambiamento: la muta. Cambiare pelle, abbandonare il proprio abito e concedersi al nuovo, il rinnovamento nel senso proprio del termine. Per un’artista, lo stile musicale, il look che ne deriva e il microcosmo che lo caratterizza, a volte hanno bisogno della muta. Junior V lo può testimoniare. 

Nato a Bari, ma solo per un errore della cicogna dato che la sua vera terra natia è e sarà sempre la Giamaica, Vincenzo Stallone è vissuto nel culto del reggae. Senza rinnegare la sua vita in levare – trampolino di lancio culturale che gli ha consentito di vedere il mondo nell’ottica di un umanesimo genuino – Junior V sente ora la necessita di dare un taglio ai dreadlocks e non solo in senso tricologico.  


Il nuovo capitolo artistico si intitola Odore d’Incenso. Senza rinnegare i trascorsi all’insegna della musica reggae, oggi Junior V abbraccia una scrittura indie folk. Un percorso a cui il giovane cantautore pugliese approda usufruendo di una produzione musicale di altissimo livello: il master è stato realizzato agli Abbey Road Studios londinesi da Christian Wright, un sound engineer dal pedigree di tutto rispetto. Vanta collaborazioni con Ed Sheeran, Franz Ferdinand, Blur, Ben Howard, Radiohead, Bon Iver…
La rinascita artistica di Junior V è totale al punto di rinnovare anche la scelta linguistica. Nel suo nuovo percorso, abbandona l’inglese per abbracciare l’italiano. 


Ma chi meglio dell’artista può raccontare da dove nasce l’ispirazione di Odore di Incenso
‘Odore d’incenso’ è uno dei brani più intensi che abbia mai realizzato. Ho scritto questa canzone alle 4 di mattina di un lunedì sera: pioveva e un incensiere continuava a bruciare dentro la mia stanza. Ho sfogato la rabbia che avevo dentro, o forse era delusione per un amore consumato dalle incertezze.
Che il brano sia figlio di una notte insonne si evince sin dal principio. Paste sottovoce, cresce lentamente, come l’esplosione di un vulcano. Una canzone nata nell’intimità soffocante delle proprie quattro mura, si sprigiona nel ritornello e vola come un uccello, grida come un urlo nel Grand Canyon con la sua eco in costante crescendo. Schietta e tagliente, la canzone mantiene la spontaneità della genesi di un brano chitarra e voce, per rivelare in un emozionante climax un arrangiamento rock di classe infinita. Parola d’ordine: stile.  

(dis)amore, è il nuovo lavoro dei Perturbazione: intervista con Tommaso Cerasuolo

Tommaso Cerasuolo ci racconta il nuovo album dei Perturbazione “(dis)amore”. (dis)amore, è il nuovo lavoro dei Perturbazione, l’ottavo disco di studio, un disco doppio, un concept album di 23 canzoni che uscirà il 29 maggio per Ala Bianca Records, sulle piattaforme digitali, in cd e vinile.

Scritto, arrangiato e suonato dai Perturbazione, (dis)amore è un album che parte, si sviluppa e si conclude attraverso il racconto di una storia. Una storia d’amore. E di disamore. Due persone, di cui non sappiamo nulla. Possono avere qualunque età, possono vivere e muoversi ovunque. Due persone che si conoscono, diventano intime, s’innamorano e che stabiliscono una relazione affettiva fortissima. Il tempo passa e la relazione – complici le mille distrazioni dentro e fuori il mondo attorno – cambia pelle e porta i due ad allontanarsi sempre più. A non riconoscersi. Tutto qui, ma solo apparentemente. Perché la storia è raccontata in ordine cronologico, con le canzoni che fanno da commento alle varie fasi del rapporto fra i due protagonisti. La scoperta, l’innamoramento, la pienezza della condivisione, il consolidamento, i primi dubbi, le crepe, le bugie, i silenzi, i muri, la distanza, il dolore, le assenze. 

(dis)amore è il nuovo album dei Perturbazione. Un album che si potrebbe definire attraverso molti aggettivi: doppio, stratificato, concettuale, variegato. Ma che in realtà parte, si sviluppa e si conclude attraverso il racconto di una storia. Una storia d’amore. E di disamore. Due persone, di cui non sappiamo nulla. Possono avere qualunque età, possono vivere e muoversi ovunque. Due persone che si conoscono, diventano intime, s’innamorano e che stabiliscono una relazione affettiva fortissima. Il tempo passa e la relazione – complici le mille distrazioni dentro e fuori il mondo attorno – cambia pelle e porta i due ad allontanarsi sempre più. A non riconoscersi. Tutto qui, ma solo apparentemente. Perché la storia è raccontata in ordine cronologico, con le canzoni che fanno da commento alle varie fasi del rapporto fra i due protagonisti. La scoperta, l’innamoramento, la pienezza della condivisione, il consolidamento, i primi dubbi, le crepe, le bugie, i silenzi, i muri, la distanza, il dolore, le assenze.

La voce che canta è una sola, quella di Tommaso, cantante dei Perturbazione. Ma le voci narranti nel disco sono molte. Di volta in volta a parlare ci sono lui, lei o altri attori che ruotano attorno alla vicenda e alla storia dei due. Perché una storia si compone di molti protagonisti, molte voci, molto tempo, molte canzoni in questo caso. Sono 23 i brani che compongono questo concept album. Doppio. Un disco che mostra appunto due facce, un’ascesa nella pienezza della relazione e una discesa nell’abbandono. Amore e disamore. Ma il (dis)amore narrato non è solo quello della relazione fra i due, è anche un sentimento che emerge giorno dopo giorno rispetto a tanti aspetti della vita che ci scorre affianco. Le case, il cibo, gli amici, la spesa, il lavoro, il tempo libero e quello imprigionato.

(dis)amore racconta quella che potremmo definire un’eccezionalità di massa. Parla di due persone che sono e si sentono uniche, pur attraversando un percorso comune, vivendo il presente. Attorno a loro tutto si sgretola, niente è più stabile, si accendono per qualcosa ma pagano il prezzo causato dal desiderio. Persone che nelle relazioni e nel mondo non trovano ciò che si erano immaginate di trovare, che si fermano disorientate a un livello intermedio, incapaci di fare un passo indietro o uno in avanti. Lo speciale che diventa normale e che penetra anche dentro l’idea di coppia, sesso, famiglia. Essere come tutti, ma sentirsi inevitabilmente unici: l’eccezionalità di massa.

Figlio di una tradizione ormai quasi dimenticata, quella dei concept album, (dis)amore è un disco parente di opere italiane e internazionali, di ieri e di oggi: da Calabuig, Stranamore e Altri Incidenti di Roberto Vecchioni a 69 Love Songs dei Magnetic Fields. Da Domestica dei Cursive a Canzoni Di Una Coppia di Margot. Musica italiana e internazionale, mischiata insieme: un’attitudine che da sempre ispira il gruppo piemontese, che assembla la lingua nazionale alle più disparate influenze. Per questo dentro (dis)amore troverete colori e parole che sfiorano Dino Buzzati, The XX, Ivan Graziani, The Cure, Domenico Starnone, The Smiths, Natalia Ginzburg, R.E.M., Andre Dubus, Talking Heads, John Cheever, Radiohead, Edoardo Albinati, Luigi Tenco, Carlo Cassola, Beach House, Nick Drake e altro ancora.

(dis)amore è un disco “sottoprodotto” (inteso come contrario di “overproduced”). I Perturbazione hanno pensato che questa fosse la direzione giusta quando hanno cominciato a dargli forma. Lontano dalla loudness war, la guerra del volume odierna. È un disco che parla sottovoce, ma con fermezza. Ha per lo più il gusto della sala prove, è una scelta. Ci siamo abituati a prodotti (e produzioni) estremamente puntuali, a tratti asettici, esattamente come nel mondo delle foto ci siamo abituati all’intervento di photoshop. Lungi dal giudicare questa attitudine, la band è però convinta che la forma sia oramai parte della sostanza. Spesso nella prima ci si trova più “vita” che nella seconda e, siccome questo è un disco che vuole raccontare la vita, i Perturbazione ritengono che questa strada fosse la più idonea e interessante, che questa forma fosse la più aderente alla sostanza.

I Perturbazione hanno giocato in passato con un’estetica più scintillante ma, oggi, visto anche il cambio generazionale che sta avvenendo nella musica, sentivano il bisogno profondo di (ri)affermare quale fosse il loro mondo di provenienza: quello che più li ha nutriti e fatti apprezzare, ciò che sanno fare meglio. Canzoni d’amore e disamore. Dove le parentesi fanno parte della storia. Della vita.