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FINALE REGIONALE AREZZO WAVE BAND PUGLIA Mercoledi 24 giugno 2020 h21 su RKO rkonair.com Live Asha, Botaniqve, Braglei, Buckwise

FINALE REGIONALE AREZZO WAVE BAND PUGLIA

Mercoledi 24 giugno 2020 h21 su RKO rkonair.com

Live Asha, Botaniqve, Braglei, Buckwise

E’ stato un anno particolare e molto difficile per la musica, per lo spettacolo in assoluto. Ad oggi non è ancora chiaro come e quando si riuscirà a tornare alla “normalità”. Anche le selezioni musicali per Arezzo Wave Band, il contest per artisti emergenti tra i più importanti in Italia, hanno subito un cambiamento: abbiamo dovuto decidere come svolgere le selezioni, data l’insostenibilità di un live in presenza del pubblico. Come imposto, infatti, dalle norme ancora in essere per le attività di spettacolo, in ordine al contenimento del contagio da coronavirus, abbiamo dovuto reinventare la formula ormai consolidata della finale e ripiegare per una versione onair.

La finale pugliese del concorso per band emergenti di Arezzo Wave si terrà mercoledi 24 giugno alle ore 21, in diretta radio su www.rkonair.com e diretta video sulla pagina Facebook di RKO.  

Alle quattro band vincitrici delle selezioni provinciali è stato chiesto di registrare un set di 30 minuti live, in presa diretta, audio e video. Lo show sarà ascoltato dai giudici e dal pubblico in diretta radio mercoledì 24 giugno. Le band in finale per la Puglia sono gli ASHA (Lecce), i BOTANIQVE  (Bari), BRAGLEI  (Brindisi) ed i BUCKWISE (Bari). La giuria composta da esperti ed operatori del settore dovrà scegliere una sola formazione, che accederà così di diritto al festival nazionale che si terrà, lo speriamo vivamente, il prossimo novembre in Toscana.

“Sono ormai 25 anni che seguiamo il festival e da sempre cerchiamo di scoprire nuovi talenti musicali, in radio e attraverso manifestazioni artistiche.” – commenta, Carlo Chicco,  il responsabile pugliese per la Fondazione Arezzo Wave – “Offrire un palco nazionale ed opportunità dove confrontarsi artisticamente con altri musicisti italiani è sicuramente una delle nostre missioni da sempre”.

Passano il turno invece e sono stati  già premiati  come Best Band per il settore Music School di Arezzo Wave  Puglia, i giovanissimi REDROOM, passando direttamente alla selezione nazionale.

La finale partirà alle 21 di mercoledì  24 giugno, in diretta su RKO, alla conduzione ci sarà Carlo Chicco in compagnia della giuria, collegata in diretta,  composta da cinque addetti al settore musicale che commenteranno ogni performance.  In giuria ci saranno Tobia Lamare (antenna Arezzo Wave Lecce), Tore Nobile (antenna Arezzo Wave Brindisi), Tommi Bonvino (responsabile  Giovinazzo Rock / RKO), Gaetano Innamorato (Klap Hub) e Antonello Diaferia (Zinne Mag).  Anche il pubblico potrà partecipare lasciando i propri commenti nella chat ufficiale del programma radio o sulla pagina fb di RKO.

Infoline: radio RKO –   www.rkonair.com www.facebook.com/rkonair/  – tel. +39 3516776164

“Blackgammon”: intervista con i Pindar

Oggi ospiti di AvantPOP ci sono i PINDAR. Duo musicale costituito dai DJ e producer Mik e Jeff, DJ nato tra Roma e Taranto nel 2019.La musica di PINDAR è caratterizzata da un sound elettronico nel quale si fondono i contenuticlassici della canzone italiana; la sintesi è una musica fortemente influenzata da elementi tipici della musica krautrock etechno pop.

Le sonorità ritmiche e robotiche dallo stile volutamente freddo, vicino per certi aspetti all’estetica futurista, si riflettono anche sull’immagine “depersonalizzata” della band, e si sostanzia attraverso l’utilizzodi elementi inanimati (robot–manichini–immagini) che rievocano lo stile di Kraftwerk e Daft Punk.

Backgammon” è il singolo più importante per il duo elettronico PINDAR, creato dai due producer pugliesi MiK Drake e JaK Turn. Il brano dà infatti il titolo al loro primo LP, “Backgammon Vol.1 (La vita e il vento)”, in uscita insieme al singolo martedì 12 maggio, e racchiude inoltre in sé i temi e le sonorità di cui il gruppo si fa portavoce.

Backgammon” racconta quello che accade dopo una grande separazione, quando si va avanti perché “the show must go on”, eppure allo stesso tempo i pensieri continuano ad accarezzare il passato e da lì non vogliono distogliere lo sguardo.

Nel brano si fa rifermento ad un “diamante isterico” che rievoca per certi aspetti il “Diamante grezzo” di Federico Fiumani. Come nell’opera dei Diaframma, inoltre, anche in “Backgammon” il presente vissuto dal protagonista è un presente incerto in cui tutto ciò che lo circonda sembra svuotarsi di significato: la città in cui vive, la musica, i nuovi amori… nulla riesce a cancellare dalla mente del protagonista la voglia di riabbracciare il suo “diamante isterico”, descritto come l’unica cosa capace di dare senso e leggerezza alla vita. L’attesa però diventa solo preludio di un nuovo addio, e di nuovo, nonostante tutto, bisogna trovare la forza e il coraggio di andare avanti.

Backgammon” rappresenta insomma la vita stessa, con la dolcezza dei ricordi a far da scudo all’incertezza del presente e con le attese e le incognite a disegnare il futuro.

Emanuele Barbati ci presenta “Libera”, a sostegno delle donne vittime di violenza!

Intervista con Emanuele Barbati che ci presenta “Libera” , un brano scritto a sostegno e in collaborazione con Amref italia e Alzàia onlus prevenzione e sostegno delle donne vittime di violenza.

“Libera” è il nuovo singolo scritto e interamente prodotto artisticamente da Emanuele Barbati, il brano dalle chiare sonorità alternative-pop strizza l’occhio alla musica attuale. “Libera” è una canzone femminista vestita di romanticismo cantautorale, racconta la forza tutta femminile di resistere alle brutture della società moderna e la caparbietà nel rivendicare i propri spazi, la volontà di potersi liberamente esprimere e realizzarsi. “Libera”, che resta comunque una canzone pop, è un omaggio all’attivismo femminile nei vari campi della società ( diritti umani e di genere, ambientalismo, affermazione lavorativa e personale) ed è un invito ad una nuova prospettiva: che le rivendicazioni femministe trovino sempre più voce nell’universo maschile, superando finalmente l’appartenenza di genere. L’omaggio all’universo dell’attivismo femminile acquista forza in “Libera”, a fine videoclip, nella citazione del brano  -Rebel Girl- “Quando lei parla, sento la rivoluzione, quando cammina, arriva la rivoluzione, nel suo bacio assaporo la rivoluzione” di  Kathleen Hanna (frontwoman delle bikini kill, fondatrice di Riot Grrrl e icona del femminismo punk)

Allo scopo di far conoscere, incentivare e sostenere le realtà che sono profondamente calate nelle attività di sostegno alle donne, il brano libera vanta la collaborazione e il sostegno a due progetti diversi tra loro ma attuali ed importantissimi.

Libera sostiene gli studi delle giovani ragazze sud sudanesi del Liceo Scientifico Femminile WISH (Women in school for health) a Maridi e i progetti di Amref a sostegno della salute delle donne, info sui progetti su  www.amref.it

Libera sostiene l’associazione Alzàia onlus dedita al contrasto alla violenza sulle donne

www.associazionealzaia.it

numero utile 327 183 3451 (Reperibilità H24)

“Evil Outside”: intervista con The Rumblers!

Oggi ospiti di AvantPOP ci sono i The Rumblers! Alessio Virno e Joe Leali parlano del nuovo singolo “Evil Outside” e dell’album in arrivo!

La band composta da Alessio Virno (chitarra e voce) , Joe Leali (contrabbasso, voce, stompbox, armonica) e Teo Carriero (batteria) vi condurrà in un viaggio attraverso gli anni’ 50 tra Jump blues, rock ‘n’roll, rockabilly, country e blues made in U.S.A. nella dimensione primordiale e familiare degli albori del rock.
Vivrete l’atmosfera di una festa in una fattoria di campagna statunitense, tra pinte di birra, buon cibo, balli e canti corali!!! La band ha da poco registrato un disco di brani inediti intitolato “Take it with the right spirit”,anticipato dal singolo e dal video di “Evil outside”, canzone realizzata durante il lockdown che parla di questo periodo difficile.

La formazione,in continua evoluzione,sta già lavorando al nuovo materiale inedito,che va ancora di più ad ampliare le sonorità da cui da sempre attinge,varcando i confini del “vintage”.. Stay tuned!!!


The Rumblers vi aspetta per fare festa insieme!!!

La band:
Alessio Virno (chitarra, voce)
Joe Leali (contrabbasso, voce, armonica)

JUNIOR V presenta “Odore d’incenso” su Avantpop

Oggi ospite di Avantpop su RKO c’è Junior V. Avremmo dovuto condividere con l’artista pugliese il suo showcase ma per ovvi motivi non si è più tenuto. Parliamo del suo nuovo capitolo capitolo musicale che si chiama “Odore d’incenso”

Viviamo di pregiudizi e idee preconfezionate. Spesso l’unico modo per andare oltre i nostri limiti è osservare la natura. Prendete il serpente. Esiste un momento in cui la sua genetica lo porta all’inevitabile cambiamento: la muta. Cambiare pelle, abbandonare il proprio abito e concedersi al nuovo, il rinnovamento nel senso proprio del termine. Per un’artista, lo stile musicale, il look che ne deriva e il microcosmo che lo caratterizza, a volte hanno bisogno della muta. Junior V lo può testimoniare. 

Nato a Bari, ma solo per un errore della cicogna dato che la sua vera terra natia è e sarà sempre la Giamaica, Vincenzo Stallone è vissuto nel culto del reggae. Senza rinnegare la sua vita in levare – trampolino di lancio culturale che gli ha consentito di vedere il mondo nell’ottica di un umanesimo genuino – Junior V sente ora la necessita di dare un taglio ai dreadlocks e non solo in senso tricologico.  


Il nuovo capitolo artistico si intitola Odore d’Incenso. Senza rinnegare i trascorsi all’insegna della musica reggae, oggi Junior V abbraccia una scrittura indie folk. Un percorso a cui il giovane cantautore pugliese approda usufruendo di una produzione musicale di altissimo livello: il master è stato realizzato agli Abbey Road Studios londinesi da Christian Wright, un sound engineer dal pedigree di tutto rispetto. Vanta collaborazioni con Ed Sheeran, Franz Ferdinand, Blur, Ben Howard, Radiohead, Bon Iver…
La rinascita artistica di Junior V è totale al punto di rinnovare anche la scelta linguistica. Nel suo nuovo percorso, abbandona l’inglese per abbracciare l’italiano. 


Ma chi meglio dell’artista può raccontare da dove nasce l’ispirazione di Odore di Incenso
‘Odore d’incenso’ è uno dei brani più intensi che abbia mai realizzato. Ho scritto questa canzone alle 4 di mattina di un lunedì sera: pioveva e un incensiere continuava a bruciare dentro la mia stanza. Ho sfogato la rabbia che avevo dentro, o forse era delusione per un amore consumato dalle incertezze.
Che il brano sia figlio di una notte insonne si evince sin dal principio. Paste sottovoce, cresce lentamente, come l’esplosione di un vulcano. Una canzone nata nell’intimità soffocante delle proprie quattro mura, si sprigiona nel ritornello e vola come un uccello, grida come un urlo nel Grand Canyon con la sua eco in costante crescendo. Schietta e tagliente, la canzone mantiene la spontaneità della genesi di un brano chitarra e voce, per rivelare in un emozionante climax un arrangiamento rock di classe infinita. Parola d’ordine: stile.  

(dis)amore, è il nuovo lavoro dei Perturbazione: intervista con Tommaso Cerasuolo

Tommaso Cerasuolo ci racconta il nuovo album dei Perturbazione “(dis)amore”. (dis)amore, è il nuovo lavoro dei Perturbazione, l’ottavo disco di studio, un disco doppio, un concept album di 23 canzoni che uscirà il 29 maggio per Ala Bianca Records, sulle piattaforme digitali, in cd e vinile.

Scritto, arrangiato e suonato dai Perturbazione, (dis)amore è un album che parte, si sviluppa e si conclude attraverso il racconto di una storia. Una storia d’amore. E di disamore. Due persone, di cui non sappiamo nulla. Possono avere qualunque età, possono vivere e muoversi ovunque. Due persone che si conoscono, diventano intime, s’innamorano e che stabiliscono una relazione affettiva fortissima. Il tempo passa e la relazione – complici le mille distrazioni dentro e fuori il mondo attorno – cambia pelle e porta i due ad allontanarsi sempre più. A non riconoscersi. Tutto qui, ma solo apparentemente. Perché la storia è raccontata in ordine cronologico, con le canzoni che fanno da commento alle varie fasi del rapporto fra i due protagonisti. La scoperta, l’innamoramento, la pienezza della condivisione, il consolidamento, i primi dubbi, le crepe, le bugie, i silenzi, i muri, la distanza, il dolore, le assenze. 

(dis)amore è il nuovo album dei Perturbazione. Un album che si potrebbe definire attraverso molti aggettivi: doppio, stratificato, concettuale, variegato. Ma che in realtà parte, si sviluppa e si conclude attraverso il racconto di una storia. Una storia d’amore. E di disamore. Due persone, di cui non sappiamo nulla. Possono avere qualunque età, possono vivere e muoversi ovunque. Due persone che si conoscono, diventano intime, s’innamorano e che stabiliscono una relazione affettiva fortissima. Il tempo passa e la relazione – complici le mille distrazioni dentro e fuori il mondo attorno – cambia pelle e porta i due ad allontanarsi sempre più. A non riconoscersi. Tutto qui, ma solo apparentemente. Perché la storia è raccontata in ordine cronologico, con le canzoni che fanno da commento alle varie fasi del rapporto fra i due protagonisti. La scoperta, l’innamoramento, la pienezza della condivisione, il consolidamento, i primi dubbi, le crepe, le bugie, i silenzi, i muri, la distanza, il dolore, le assenze.

La voce che canta è una sola, quella di Tommaso, cantante dei Perturbazione. Ma le voci narranti nel disco sono molte. Di volta in volta a parlare ci sono lui, lei o altri attori che ruotano attorno alla vicenda e alla storia dei due. Perché una storia si compone di molti protagonisti, molte voci, molto tempo, molte canzoni in questo caso. Sono 23 i brani che compongono questo concept album. Doppio. Un disco che mostra appunto due facce, un’ascesa nella pienezza della relazione e una discesa nell’abbandono. Amore e disamore. Ma il (dis)amore narrato non è solo quello della relazione fra i due, è anche un sentimento che emerge giorno dopo giorno rispetto a tanti aspetti della vita che ci scorre affianco. Le case, il cibo, gli amici, la spesa, il lavoro, il tempo libero e quello imprigionato.

(dis)amore racconta quella che potremmo definire un’eccezionalità di massa. Parla di due persone che sono e si sentono uniche, pur attraversando un percorso comune, vivendo il presente. Attorno a loro tutto si sgretola, niente è più stabile, si accendono per qualcosa ma pagano il prezzo causato dal desiderio. Persone che nelle relazioni e nel mondo non trovano ciò che si erano immaginate di trovare, che si fermano disorientate a un livello intermedio, incapaci di fare un passo indietro o uno in avanti. Lo speciale che diventa normale e che penetra anche dentro l’idea di coppia, sesso, famiglia. Essere come tutti, ma sentirsi inevitabilmente unici: l’eccezionalità di massa.

Figlio di una tradizione ormai quasi dimenticata, quella dei concept album, (dis)amore è un disco parente di opere italiane e internazionali, di ieri e di oggi: da Calabuig, Stranamore e Altri Incidenti di Roberto Vecchioni a 69 Love Songs dei Magnetic Fields. Da Domestica dei Cursive a Canzoni Di Una Coppia di Margot. Musica italiana e internazionale, mischiata insieme: un’attitudine che da sempre ispira il gruppo piemontese, che assembla la lingua nazionale alle più disparate influenze. Per questo dentro (dis)amore troverete colori e parole che sfiorano Dino Buzzati, The XX, Ivan Graziani, The Cure, Domenico Starnone, The Smiths, Natalia Ginzburg, R.E.M., Andre Dubus, Talking Heads, John Cheever, Radiohead, Edoardo Albinati, Luigi Tenco, Carlo Cassola, Beach House, Nick Drake e altro ancora.

(dis)amore è un disco “sottoprodotto” (inteso come contrario di “overproduced”). I Perturbazione hanno pensato che questa fosse la direzione giusta quando hanno cominciato a dargli forma. Lontano dalla loudness war, la guerra del volume odierna. È un disco che parla sottovoce, ma con fermezza. Ha per lo più il gusto della sala prove, è una scelta. Ci siamo abituati a prodotti (e produzioni) estremamente puntuali, a tratti asettici, esattamente come nel mondo delle foto ci siamo abituati all’intervento di photoshop. Lungi dal giudicare questa attitudine, la band è però convinta che la forma sia oramai parte della sostanza. Spesso nella prima ci si trova più “vita” che nella seconda e, siccome questo è un disco che vuole raccontare la vita, i Perturbazione ritengono che questa strada fosse la più idonea e interessante, che questa forma fosse la più aderente alla sostanza.

I Perturbazione hanno giocato in passato con un’estetica più scintillante ma, oggi, visto anche il cambio generazionale che sta avvenendo nella musica, sentivano il bisogno profondo di (ri)affermare quale fosse il loro mondo di provenienza: quello che più li ha nutriti e fatti apprezzare, ciò che sanno fare meglio. Canzoni d’amore e disamore. Dove le parentesi fanno parte della storia. Della vita.

“BAck to the Roots”: intervista ai SICK TAMBURO

“Un giorno nuovo (Back To The Roots)” è la prima di una serie di canzoni dei Sick Tamburo riarrangiate e risuonate in versione punk melodico, stile da sempre caro al gruppo, che verranno poi racchiuse in una prossima pubblicazione intitolata “Back To The Roots (Forse è l’amore)”: un ritorno alle radici e al sound originario che contraddistingue da sempre la produzione dei progetti firmati da Gian Maria Accusani e il suo peculiare stile chitarristico. Questa è la chiacchierata telefonica fatta con Gianmaria che si racconta il Back to the Roots!

Guidati dalla voce e dalla scrittura di Gian Maria Accusani, i Sick Tamburo, nati dall’esperienza Prozac + e con oltre dieci anni di storia musicale alle spalle, sono ormai considerati uno dei gruppi più interessanti e inossidabili della scena alternativa italiana: una poetica unica espressa con ritmi incalzanti e un’affascinante attitudine punk.Con la pubblicazione della versione inedita del brano “Un giorno nuovo”, contenuto nell’omonimo album del 2017 e divenuto uno dei classici della band, i Sick Tamburo annunciano e rilasciano il primo passo del loro nuovo particolare progetto discografico.

I Sick Tamburo nascono da un’idea di Elisabetta Imelio e Gian Maria Accusani, già precedentemente uniti nell’avventura Prozac+. Elisabetta e Gian Maria scelgono il nome Sick Tamburo, inizialmente pensato per il progetto di percussioni noise di Gian Maria ora conosciuto come Hardcore Tamburo.

I Sick Tamburo iniziano pubblicando su MySpace alcuni brani (Intossicata, Finché tu sei qua, Topoallucinazione e Quel paese) e su YouTube il video di Tocca 24/7 dove appaiono con maschere bianche per celare i volti. Decidono di avvalersi di nicknames: Gian Maria sceglie Mr Man, mentre Elisabetta opta per Boom Girl. Vengono tuttavia riconosciuti ed abbandonano le maschere decidendo però di utilizzare dei passamontagna per motivi estetici. Si affidano fin da subito a La Tempesta Dischi, collettivo d’artisti indipendente capitanato da Tre allegri ragazzi morti, anch’essi pordenonesi.

Il 10 aprile del 2009 viene pubblicato il primo album dei Sick Tamburo, dal titolo omonimo e contenente dodici pezzi, per una durata totale di circa 39 minuti. I brani, scritti e composti da Gian Maria, hanno ritmi ripetitivi accompagnati da testi minimalisti. La grafica è di Alessandro Baronciani. Il 20 aprile 2009 esce il primo singolo ufficiale Il mio cane con tre zampe e inizia la collaborazione con Stefano Poletti che cura la regia anche dei loro successivi videoclip. Vengono premiati al Meeting delle Etichette Indipendenti (MEI) nella sua classifica indipendente. Iniziano un tour dal vivo anche in festival tra cui La Tempesta sotto le stelle, il Rivolution Fest e la Festa di Radio Onda d’Urto. Nel novembre del 2009 esce il secondo singolo Parlami per sempre, girato a Parma nella discarica della carta.

Nell’ottobre del 2011 il singolo “E so che sai che un giorno” preannuncia l’uscita del secondo album “A.I.U.T.O.” che esce il 4 novembre 2011. I suoi temi sono riassunti nell’acronimo “Altamente Irritanti Umani Tecniche Ossessive”. L’album contiene 12 brani per una durata di circa 42 minuti, la grafica è di Jacopo Lietti per Legno. L’”A.I.U.T.O. Tour”, iniziato da Milano il 25 novembre, porta la band in giro per tutta l’Italia.

Il 28 aprile 2014 esce in anteprima il video della canzone “Il fiore per te” che anticipa l’album annunciato “Senza vergogna”; nel video e nella canzone fa apparizione Davide Toffolo dei Tre allegri ragazzi morti, autore anche della copertina dell’album. “Senza vergogna” esce il 3 giugno del 2014, contiene dieci tracce e dura circa 36 minuti. Le dieci canzoni girano attorno a manie, stranezze e fissazioni che accadono quotidianamente a tutti noi. Cose che ci hanno insegnato a tenere nascoste, cose che però sono parte di noi e di cui quindi non si deve provare vergogna. Alla formazione si aggiunge Miss Understanding al basso e alla voce.

Nel 2017 esce “Un giorno nuovo”, il quarto disco dei Sick Tamburo, per La Tempesta Dischi. Prodotto da Gian Maria Accusani nel suo home studio per Discgust Music Production, contiene nove tracce originali e prosegue il discorso musicale intrapreso dalla band nel 2007 portandolo ad un nuovo livello grazie al rinnovato intreccio di chitarre elettriche e sintetizzatori, ritmi incalzanti e melodie wave

L’album è stato anticipato dalla title-track Un giorno nuovo. La canzone Meno male che ci sei tu vede la partecipazione speciale di Motta (primo fan dei Sick Tamburo) alla voce e alla darabouka.

Del brano La fine della chemio, contenuto nell’album precedente “Un giorno nuovo”,è uscita nel Maggio del 2018 una versione con ospiti le migliori voci della musica italiana: Jovanotti, Tre Allegri Ragazzi Morti, Manuel Agnelli, Samuel, Elisa, Meg, Lo Stato Sociale, Pierpaolo Capovilla e Prozac+.

Gli artisti, infatti, hanno interpretato il brano insieme a Elisabetta Imelio e Gian Maria Accusani ex membri dei Prozac+ e tuttora parte dei Sick Tamburo, per un progetto charity, i cui proventi sono stati poi devoluti in parte all’A.N.D.O.S. di Pordenone, associazione donne operate al seno, un gruppo di volontarie molto attive sul campo; in parte alla squadra di canoa “Donne in Rosa Lago Burida”, donne operate che attraverso lo sport divulgano il loro motto: “Insieme si vince sempre”.

“Dove Sei pt1”: Intervista con Lucio Leoni

Oggi ospite di AvantPOP c’è Lucio Leoni che ci presenta il suo nuovo album “DOVE SEI pt.1”

Brillante, eclettico e visionario, Lucio Leoni spazia, con ironia e fantasia, dalla tradizione popolare al rap, dal folk alla canzone d’autore, approdando a uno stile proprio e riconoscibile che sintetizza poesia, teatro canzone e sperimentazioni sonore. Dopo l’uscita dell’album “Il Lupo Cattivo” (novembre 2017) e un tour di oltre 60 concerti, conclusosi con una data speciale a Villa Ada a Roma nel giugno del 2019, Lucio Leoni rilascia la prima parte del suo nuovo lavoro discografico.

“Dove sei pt.1” rappresenta, infatti, il primo capitolo di un disco doppio che vedrà la luce in due diverse uscite nel corso del 2020: la prima prevista appunto per il mese di maggio e una seconda in arrivo nei mesi autunnali.

Lucio Leoni presenta i primi otto brani di un corpus di sedici, che si immergono nel dove del tempo e dello spazio. Una sorta di capitolo finale di una trilogia iniziata con “Lorem Ipsum (gli spazi comunicativi)” seguito da “Il “Lupo Cattivo (il bosco da attraversare)” e che conclude adesso con “Dove sei”, un lavoro che si presenta già dal titolo senza punti interrogativi né esclamativi, bensì solo con la consapevolezza di essere qui, adesso.

Lucio Leoni nasce a Roma nel 1981 e lì ci rimane, fatta eccezione per una parentesi statunitense.Fin da piccolo dice di amare la musica, così la madre lo iscrive a una scuola di chitarra classica. A dodici anni si ribella al concetto di “studio disperato” e lascia tutto, in nome del calcio. Capisce presto di essere scarso e rinuncia alla carriera sportiva: a diciassette anni parte per gli Stati Uniti, dove frequenta il penultimo anno di liceo e riscopre l’amore per la musica.

Torna a Roma nel 2000 e forma la band di happy rock’n’roll “Yugo in Incognito”. Si occupa dei testi e della voce, pubblicando un disco e due ep: Puppurri (2003) “C’hai nis demo-cracy” e Uomini senza gomiti (2013).Si laurea in Scienze dello spettacolo alla Sapienza di Roma, con una tesi su “voce e drammaturgia in teatro”, e, successivamente, in Conservatorio dove frequenta il corso di Musica Elettronica. Durante gli anni universitari si avvicina anche al mondo teatrale e della recitazione, passione che influenzerà in seguito anche il suo stile musicale.

Nel 2005 fonda lo studio di registrazione “Monkey Studio”: si occupa di numerose produzioni, accogliendo un gran numero di artisti. Diventa in tutto e per tutto un sound engineer. Contemporaneamente, inizia a suonare con gli Scolapasta Vintage, eccentrica band indie rock, e fonda, nel 2007, i Meccanica Ferma, sestetto elettroacustico votato alla ricerca.

L’esordio come cantautore avviene nel 2011, sotto il nome di Bucho: l’album si chiama “Baracca e Burattini” ed esce solo come musicassetta.

Nel 2015 esce per Lapidarie Incisioni “Lorem Ipsum”, il primo album firmato Lucio Leoni, che viene recensito e presentato con entusiasmo dalle principali testate, come l’Unità, Il Fatto Quotidiano, Rumore, Vinile, Rockerilla, Webnotte su Repubblica.it, Rockit, Rockol e moltissime altre.Da “Lorem Ipsum” sono stati estratti 3 singoli e altrettanti video “Luna” “Domenica” e “A me mi”. Quest’ultimo ha ottenuto da subito importanti riscontri da parte del pubblico, consacrando il talento e la particolarità dello stile artistico di Lucio Leoni.A novembre 2017 esce “Il lupo cattivo”, disco di inediti pubblicato da Lapidarie Incisioni/iCompany – distribuzione Sony.

L’album, nel dicembre 2017, gli ha permesso di vincere la prima edizione del Premio Freak, il premio dedicato alla figura di Freak Antoni lanciato dal MEI, COOP Alleanza 3.0 e dall’ Associazione We Love Freak, con il sostegno della Regione Emilia Romagna. Dal disco “Il Lupo Cattivo” sono stati estratti i due video e singoli “Le interiora di Filippo” e “Stile Libero”.

L’uscita dell’album “Il lupo cattivo” è stata accompagnata anche da un tour di presentazione che ha contato oltre 60 concerti in tutta Italia e che si è concluso a Roma con una data speciale a Villa Ada nell’estate 2019.Lucio Leoni ha realizzato inoltre diversi live set in apertura ai concerti di artisti come The Zen Circus, Tre allegri ragazzi morti, Motta, Edda, Giovanni Truppi, Giorgio Canali, Frankie Hi-Nrg Mc.Nel 2020 Lucio Leoni annuncia l’uscita del suo nuovo progetto discografico “Dove Sei”: un lavoro che vedrà la luce in due distinti capitoli che saranno rilasciati nel corso dell’anno.L’8 maggio 2020 esce la prima parte, anticipata dal video e singolo “Mi dai dei soldi” feat. Andrea Cosentino, seguito dal secondo estratto, il brano “Il fraintendimento di John Cage” e dal singolo e video “Il sorpasso” feat. C.U.B.A Cabbal.

CLOUD DANKO presenta il suo nuovo ep “Mystical Explorations”

Oggi su AvantPOP c’è CLOUD DANKO, dj e produttore pugliese di black music, di cui presentiamo il suo nuovo “Mystical Explorations EP”

Collezionista cronico di vinili, il suo dj set spazia dallo Spiritual Jazz, Soul, Funk, Hip Hop ed Afrobeat, alle sonorità futuristiche della World Music in fusione con Elettronica ed House.
Ha, nel tempo, condiviso il palco con artisti nazionali ed internazionali del calibro di Grandmaster Flash, Afrika Bambaataa, Bobbito Garcia, Ronny Jordan, Marcus Strickland, Natasha Diggs ed altri. Collabora con Nicola Conte con il quale ha creato il progetto “Love Flower”, serie di mix dediti alle sonorità più Spiritual della musica nera. Ha fatto girare i suoi vinili nei più importanti festival pugliesi e nel 2019 ha pubblicato il suo EP strumentale “Origin” seguito nel 2020 da #Mystical Explorations EP” disponibili su Bandcamp.


Membro fondatore della crew “Black Vibrations”, è tra i promotori di “B.U.G.”, la one night barese che ormai da anni ha come obiettivo la divulgazione della black music.

MERIFIORE presenta il suo nuovo singolo “Tickets”

Oggi ospite di Avantpop c’è Merifiore, giovane cantautrice salentina, che ci racconta il suo nuovo singolo, cantato in italiano e cinese! Si chiama “Tickets”

Si tratta di un esperimento linguistico-musicale. Per la prima volta, nel panorama musicale italiano, una giovane artista dà vita a una canzone che intreccia cinese e inglese. “Tickets” parla della voglia di viaggiare, rimasta inappagata negli ultimi mesi ed espressa nell’ironico trick del primo verso. «Visti i tempi che corrono credo sia importante comunicare
speranza e voglia di ripartire, ricordando alle persone quanto sia importante viaggiare per conoscere meglio se stessi, gli altri e il mondo», dichiara Merifiore. «Sebbene in questo periodo, per ovvie ragioni, non possiamo prendere un aereo, ho voluto ricreare il “viaggio” con i ricordi e con l’immaginazione, ma soprattutto con la speranza, che prima o poi,
potremmo tornare a viaggiare».
La produzione musicale a cura del producer e beat maker Frank Carrozza, si avvale del flauto traverso di Anna Bazueva e di un campione audio estratto dal comune svolgersi di una giornata tipo in aeroporto con l’invito al check-in rivolto ai passeggeri. Tutti gli elementi della sempre più lontana Asia riproposti nei suoni del nuovo singolo di Merifiore.

«I just booked a flight to China, I just booked a flight to China-town!»: con questi versi Merifiore, giovane cantautrice salentina electro pop, apre il suo nuovo singolo “Tickets”. Distribuito da Artist First il brano è disponibile, da oggi, su tutte le piattaforme digitali (https://merifiore.lnk.to/Tickets).

Cantautrice pugliese, vincitrice nazionale del concorso Arezzo Wave 2014, Merifiore inizia a comporre la sua musica nel 2013 e in poco tempo si fa strada sui grandi palcoscenici italiani e internazionali, dal CMJ Music Marathon di New York al Sziget Festival di Budapest, dal
Milano Film Festival al Parco Gondar Gallipoli, fino al Primo Maggio Taranto, di fronte a un pubblico di 100mila persone. Consolida così la sua esperienza dal vivo anche grazie a numerose aperture: Thegiornalisti, Giuliano Palma, Calibro 35, Dente, Willy Peyote, Cat Power. Nel 2016 si fa notare con il suo primo singolo “Tell Me” pubblicato da Sugar Music
e scelto da SKY Uno come sigla del programma TV #SocialFace. Nel 2019 pubblica “Non Hai Mai Visto Un Porno”, per iO Musica (EGO Italy), prodotto dal collettivo siciliano ETNA, esibendosi sui palchi di numerosi festival italiani (Pinewood Festival, Spaghetti Unplugged Roma, Wood Sound Festival, Bum Bum Festival, Let’s Festival, Milano Music Week). Il 2020 si apre per Merifiore, con la pubblicazione di “Senza più chiedere” disponibile su tutte le piattaforme digitali ed a seguire “Io e Te” pubblicato sul suo canale ufficiale Youtube.

Qui la puntata completa di AvantPOP con l’intervista e la musica