Intervista a Gianmaria Accusani dei Sick Tamburo, parliamo di  “Non credere mai a nessuno”

Dopo aver annunciato il tour invernale di “Non credere a nessuno”, i SICK TAMBURO aggiungono una nuova data al Capitol di Pordenone per la seconda edizione del “Parlami per sempre”, un concerto speciale in memoria di Elisabetta Imelio, cofondatrice del gruppo insieme a Gian Maria Accusani, scomparsa prematuramente qualche anno fa. Qui l’intervista di Carlo Chicco, il nuovo album ed il tour. Saranno in Puglia l’8 dicembre a Taranto allo Spazioporto.

Attraverso un sound iconico, in grado di unire la sensibilità della scrittura di Gian Maria Accusani agli arrangiamenti energici e trascinanti tipici dell’alternative rock e del punk, i Sick Tamburo sono diventati sin dalla loro formazione, in seguito all’esperienza dei Prozac+, uno dei principali punti di riferimento del panorama alternativo italiano con oltre dieci anni di carriera alle spalle.

Il sesto album d’inediti “Non credere a nessuno” ha ricevuto un’accoglienza molto positiva da parte della critica con interviste e servizi in diverse testate tra cui Radio Deejay, Rai Radio1, Rai Radio2, Rai5 Save the Date, Gr1 e Gr2 Rai, Radio Popolare Network, La Repubblica, Rockol, Rockit, Sentire Ascoltare e molte altre.

Anticipato dai singoli “Per sempre con me” con la partecipazione di Roberta Sammarelli dei Verdena, “Il colore si perde” e dal videoclip del brano “Suono libero”, l’ultimo capitolo discografico della band racconta con maturità e consapevolezza diverse esperienze di vita, alternando momenti spensierati ad altri più intimi e malinconici.

A fare da filo conduttore fra le 10 tracce del disco ci sono le melodie e i ritornelli che si sviluppano sapientemente fra chitarre distorte, synth sequencer e sezioni ritmiche più distese.

Accompagnato dall’artwork di copertina realizzato dal fumettista e illustratore Alessandro Baronciani, il disco è una sorta di viaggio tra le tappe, per molti obbligate, della vita.

L’abbandono, la perdita, la consapevolezza del sé, il bisogno, l’aiuto, le deviazioni e il commiato, quello con la C maiuscola, quello dalla vita.

Musicalmente il disco è un intreccio tra diverse sonorità tipiche dell’alternative rock, da quelle più estreme a quelle più morbide: chitarre che si fondono con qualche episodio di elettronica, farcite sempre da quell’elemento che per i Sick Tamburo è inconfondibile, la melodia.

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