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Fotografie e Musica: l’arte delle copertine degli album musicali

La puntata di questo Martedì ha visto come protagoniste le copertine di album musicali di alcuni dei più famosi artisti di sempre. Molti pensano che non ci siano reali correlazioni tra la fotgrafia e arti appartenenti a sfere sensoriali diverse, come la musica. Il legame tra loro è invece molto forte: si crea quasi una nuova arte in grado di comunicare ed esprimere con vista e udito, cosicchè la musica riesca a potenziare il significato delle immagini, e a loro volta le immagini prendano vita con la musica.

Ascolta la puntata:

E’ ormai immediato collegare le immagini degli album musicali agli artisti ad essi corrispondenti. Esiste una vera e propria storia fotografico-musicale delle copertine dei dischi, ad oggi molto curate sul piano grafico, ma quasi sempre nate da una fotografia e un tempo quasi esclusivamente realizzate con immagini fotografiche.

La copertina di un disco e’ parte essenziale del significato e dell’immaginario che un album vuole comunicare. I destini di artisti o fotografi e musicisti si sono spesso intrecciati e hanno dato vita a dei capolavori grafici che non si sono limitati ad illustrare un album, ma sono diventati anche simboli di una generazione o di un genere musicale: la banana di Andy Warhol per i Velvet Underground o il prisma di Storm Thorgerson per i Pink Floyd, ad esempio.

Se parliamo di fotografia, non è possibile non parlare di uno degli scatti più iconici di sempre: la copertina dell’album dei Beatles, Abbey Road, una fotografia che contiene più simboli di quello che possiamo immaginare e che nessuno può eliminare dalla propria mente. Il neonato sottacqua di Nevermind dei Nirvana, Ziggy Sturdust sulla copertina di Aladdin Sane, una delle immagini più famose di David Bowie… impossibile dimenticarle.

Questo e molto altro nella puntata di Rumore andata in onda Martedì alle 18.00.

ECCO LA TOP5 DEI SINGOLI DELLA SETTIMANA PER AVANTPOP! 15/19 GIUGNO

Questa è l’ultima settimana di programmazione per AvantPOP! Ecco qui sotto i 5 singoli e relativi video, scelti tra le ultime novità discografiche.

N1. Partiamo con il nuovo singolo per Emanuele Barbati, cantautore pugliese, che abbiamo intervistato proprio in questa occasione. Il suo nuovo singolo si chiama “Libera” , un brano scritto a sostegno e in collaborazione con Amref italia e Alzàia onlus prevenzione e sostegno delle donne vittime di violenza.

N2. Ritornano gli islandesi GusGus!! Dopo l’uscita di alcuni remix arriva questo nuovo singolo “Out of Place”… una garanzia

N3. Tra le varie uscite ci sono due brani/cover che mi hanno colpito veramente tanto. La prima è la versione di “Creep” dei Radiohead ritoccato alla sua maniera dalla cantautrice inglese Arlo Parks (Anais Oluwatoyin Estelle Marinho) Arlo Parks commenta : “Questa canzone ha funzionato come un rifugio per me, durante i periodi di autoriflessione e di cattivo umore, per molti anni e i Radiohead come band hanno influenzato profondamente la mia musica “.

N4. La seconda cover è quella dei Black Pumas! Il duo di Austin, composto da Eric Burdon e dal chitarrista Adrian Quesada, ha regolarmente suonato “Fast Car” nei loro set live. Burdon dice Per me,” Fast Car “è una canzone di speranza, sogni e un desiderio implacabile di andare da qualche parte e diventare qualcuno”

N5. Ultimo video della settimana è quello dei Gorillaz, ospiti spesso e volentieri delle nostre TOP5! “Every day starts in the dark, and ends in the dark, but in the middle there is light” – Con queste parole i Gorillaz hanno presentato il loro nuovo singolo “Friday 13th“. Il brano, realizzato in collaborazione con il rapper francese Octavian, è il quarto episodio della serie Song Machine, inaugurata lo scorso gennaio e disponibile sul canale youtube ufficiale della band.

Avantpop tornerà live a settembre 2020! Restate sintonizzati per la “Summer Edition” di RKO. A presto, stay tuned. Carlo Chicco

Le fotografie che hanno ispirato i registi

Martedì è andata in onda una puntata di Rumore diversa dal solito. Si è parlato, infatti, di fotografie famose realizzate da fotografi illustri, che hanno ispirato registi che sicuramente conoscete. Clint Eastwood, Stanley Kubrick, Steven Spilberg, Charlie Chaplin sono stati i protagonisti di questa puntata, insieme ai fotografi e alle loro fotografie a cui questi registi si sono ispirati o che in qualche caso hanno semplicemente omaggiato.

Ascolta la puntata:

Il cinema e la fotografia sono mondi molto vicini tra loro. Il cinema può essere ritenuto un diretto discendente dell’arte della fotografia fissa. Da sempre questi due linguaggi si scambiano tecniche narrative, ispirazioni estetiche ed evocazione di sensazioni ed emozioni e la cinematografia prende continuamente spunto dall’arte fotografica per aumentare la possibilita’ di resa del significato e anche se spesso non ci facciamo caso, ogni singolo scatto nel cinema è realizzato accuratamente per dare un impatto visivo.

Questa interconnessione artistica permette di non avere limiti e di poter continuamente ricreare un universo artistico partendo da qualcosa di gia’ noto o semplicemente omaggiarlo, anche se spesso all’insaputa dello spettatore. Ma seguendo la puntata, potrete scoprire tutti i segreti dietro queste fotografie molto famose e vantarvi di saperne di più quando ne parlerete con qualche amico.

IN VIAGGIO, raccontato in Satelliti – Storie di immagini

In onda oggi alle 19:00 su RKO la puntata tre di Satelliti – Storie di immagini di e con Emiliano Picciolo.

PT. 3 – In viaggio

La foto protagonista di questa storia parla di viaggi in auto in piena estate fatti verso una meta e ricchi di tappe intermedie e non necessariamente programmate.

Nella fotografia si vede la lingua nera dell’autostrada in direzione nord (anche perché vivi così a Sud che solo verso nord puoi andare), il paesaggio intorno scorre veloce e la linea grigia del guard rail indica la direzione parallela alle strisce bianche sull’asfalto.

Il particolare del retrovisore, scorgi un po’ di cruscotto e un pezzo di volante. L’attenzione però è sul punto all’infinito indicato dalle linee messe in fuga dalla prospettiva.

Ci sono strade che si fanno percorrere, altre impossibili, quasi tutte ti fanno andare veloce e con gli occhi sognanti verso la meta.

In scaletta oggi:

C.S.I. – In Viaggio

Subsonica – Strade

Daniele Silvestri – Me fece male a chepa

C.S.I. – Vicini

La Crus – Via con me

Daniele Silvestri – L’autostrada

Robert Doisneau e la fotografia poetica di un mondo ideale

Nella puntata di “Rumore” di Martedì ci siamo immersi nella Francia degli anni 40’-50’. Il fotografo protagonista di questa puntata è famoso per essere riuscito a raccontare per immagini la “francesità”, le sue fotografie riflettono lo spirito della nazione e sono diventate sinonimo dello stile di vita francese.

Ascolta la puntata:

Uno dei suoi scatti più celebri è “Le Basier de l’hotel de ville”, una fotografia che cattura uno dei baci più conosciuti di sempre, entrato ormai nell’immaginario collettivo, ma che nasconde una storia che sfata la sensazione di spontaneità e naturalezza che a prima vista evoca.

Attraverso i suoi occhi vediamo un mondo ideale, il mondo come lui voleva che fosse, dominato dall’ingenuità dei bambini, dalla bellezza e dal romanticismo. Dunque, con le sue foto non siamo difronte ad una realtà oggettiva. Insieme ad Henri Cartier Bresson, Doisneau è uno dei primi esponenti del fotogiornalismo di strada, nelle sue fotografie c’è un profondo romanticismo, ma anche tutte le caratteristiche di quella che era la fotografia umanista.

Se vi foste persi la puntata, potete ascoltarla in podcast, ma non perdetevi il prossimo appuntamento Martedì prossimo alle 18.00.

15 AGOSTO, raccontato in Satelliti – Storie di immagini

In onda oggi alle 19:00 su RKO la puntata due di Satelliti – Storie di immagini di e con Emiliano Picciolo.

PT. 2 – 15 agosto

La terza fotografia satellite che gira intorno a queste storie rappresenta una piazza gremita di gente illuminata dalle luci della festa in catartica ammirazione della banda.
Ritrovare questa foto che hai fatto con lo smartphone al negativo di una pellicola colore medio formato di qualche anno fa, ha fatto riemergere le sensazioni che ti provoca da sempre un particolare giorno dell’anno: il 15 agosto.

In scaletta oggi:

Almamegretta – Sudd

Opa Cupa – A Tubo

Marcia Ticinese

Ibrahim Maalouf – Toucher les étoiles

Opa Cupa – Ligonziana

London Simphony Orchestra – Bolero (M. Ravel)

LA VESPA NERA, raccontato in Satelliti – Storie di immagini

In onda oggi alle 19:00 su RKO la puntata uno di Satelliti – Storie di immagini di e con Emiliano Picciolo.

PT. 1 – La Vespa nera
Questa storia parte da un risveglio turbolento, di quelli che ti lasciano una strana sensazione sulla pelle. È sempre la stessa e ne conosci bene i sintomi: battito accelerato, testa fra le nuvole e un’inspiegabile voglia di catapultarti direttamente fuori di casa.
D’altronde hai appena finito scuola, ti meriti di trasgredire alle regole dell’adolescenza che ti tengono sotto regime di presa a male misto a piani per l’evasione dalla gabbia che ti sei auto costruito. Quindi sei già in strada a respirare il senso di libertà che l’inizio dell’estate dona, ogni anno, allo stesso modo…

In scaletta oggi:

New Order – Age of consent

Guts – And the living is easy

PIL – Rise

Talking Heads – This must be the place (Naive Melody)

U2 – I still haven’t found what I’m looking for

The Sound – I can’t escape myself

Talking Heads – Road to nowhere

Black Sabbath – Planet Caravan

Man Ray: Dadaismo, Ribellione e Innovazione

Nella puntata di “Rumore” andata in onda Martedì, si è parlato delle fotografie di Man Ray, un artista poliedrico che nella sua vita si dedicò a pittura, scultura, cinematografia, oltre che alla fotografia. Comprò la sua prima macchina fotografica per fotografare le sue opere, ma scoprì una passione che sfruttò proficuamente come mezzo per esprimersi.

Ascolta la puntata:

Fu un esponente molto attivo del Dadaismo e fu il primo fotografo Surrealista. Le sue fotografie sono enigmatiche, allusive, estremamente simboliche. In alcuni casi celano metafore e significati nascosi, in altri si fa fatica a trovare un senso ai suoi lavori, che sembrano piuttosto un’impulsiva espressione personale che richiede un’analisi postuma e che lo spettatore è libero di interpretare in modo estremamente personale. Non dimentichiamoci che parliamo di un esponente del Dadaismo, di cui i suoi lavori abbracciano a pieno la filosofia.

Abbandonò l’America per inseguire gli ideali del Dadaismo in Francia, a Parigi. Il suo bisogno di provocazione e il suo desiderio di scuotere le coscienze, lo spinsero verso il mondo della “ribellione artistica”. Inoltre, nei suoi lavori c’è sempre una ricerca continua, che sfocia poi in invenzioni di vario tipo, come i rayogrammi e la tecnica della solarizzazione, entrambe tecniche scoperte per caso durante le sue sperimentazioni in camera oscura.

Seguite la prossima puntata di “Rumore” martedì prossimo alle 18.00 e seguiteci sui social. Su Instagram trovate la pagina del programma (rumore_rko), in cui trovate anche tutte le fotografie di cui si parla durante la puntata.

(dis)amore, è il nuovo lavoro dei Perturbazione: intervista con Tommaso Cerasuolo

Tommaso Cerasuolo ci racconta il nuovo album dei Perturbazione “(dis)amore”. (dis)amore, è il nuovo lavoro dei Perturbazione, l’ottavo disco di studio, un disco doppio, un concept album di 23 canzoni che uscirà il 29 maggio per Ala Bianca Records, sulle piattaforme digitali, in cd e vinile.

Scritto, arrangiato e suonato dai Perturbazione, (dis)amore è un album che parte, si sviluppa e si conclude attraverso il racconto di una storia. Una storia d’amore. E di disamore. Due persone, di cui non sappiamo nulla. Possono avere qualunque età, possono vivere e muoversi ovunque. Due persone che si conoscono, diventano intime, s’innamorano e che stabiliscono una relazione affettiva fortissima. Il tempo passa e la relazione – complici le mille distrazioni dentro e fuori il mondo attorno – cambia pelle e porta i due ad allontanarsi sempre più. A non riconoscersi. Tutto qui, ma solo apparentemente. Perché la storia è raccontata in ordine cronologico, con le canzoni che fanno da commento alle varie fasi del rapporto fra i due protagonisti. La scoperta, l’innamoramento, la pienezza della condivisione, il consolidamento, i primi dubbi, le crepe, le bugie, i silenzi, i muri, la distanza, il dolore, le assenze. 

(dis)amore è il nuovo album dei Perturbazione. Un album che si potrebbe definire attraverso molti aggettivi: doppio, stratificato, concettuale, variegato. Ma che in realtà parte, si sviluppa e si conclude attraverso il racconto di una storia. Una storia d’amore. E di disamore. Due persone, di cui non sappiamo nulla. Possono avere qualunque età, possono vivere e muoversi ovunque. Due persone che si conoscono, diventano intime, s’innamorano e che stabiliscono una relazione affettiva fortissima. Il tempo passa e la relazione – complici le mille distrazioni dentro e fuori il mondo attorno – cambia pelle e porta i due ad allontanarsi sempre più. A non riconoscersi. Tutto qui, ma solo apparentemente. Perché la storia è raccontata in ordine cronologico, con le canzoni che fanno da commento alle varie fasi del rapporto fra i due protagonisti. La scoperta, l’innamoramento, la pienezza della condivisione, il consolidamento, i primi dubbi, le crepe, le bugie, i silenzi, i muri, la distanza, il dolore, le assenze.

La voce che canta è una sola, quella di Tommaso, cantante dei Perturbazione. Ma le voci narranti nel disco sono molte. Di volta in volta a parlare ci sono lui, lei o altri attori che ruotano attorno alla vicenda e alla storia dei due. Perché una storia si compone di molti protagonisti, molte voci, molto tempo, molte canzoni in questo caso. Sono 23 i brani che compongono questo concept album. Doppio. Un disco che mostra appunto due facce, un’ascesa nella pienezza della relazione e una discesa nell’abbandono. Amore e disamore. Ma il (dis)amore narrato non è solo quello della relazione fra i due, è anche un sentimento che emerge giorno dopo giorno rispetto a tanti aspetti della vita che ci scorre affianco. Le case, il cibo, gli amici, la spesa, il lavoro, il tempo libero e quello imprigionato.

(dis)amore racconta quella che potremmo definire un’eccezionalità di massa. Parla di due persone che sono e si sentono uniche, pur attraversando un percorso comune, vivendo il presente. Attorno a loro tutto si sgretola, niente è più stabile, si accendono per qualcosa ma pagano il prezzo causato dal desiderio. Persone che nelle relazioni e nel mondo non trovano ciò che si erano immaginate di trovare, che si fermano disorientate a un livello intermedio, incapaci di fare un passo indietro o uno in avanti. Lo speciale che diventa normale e che penetra anche dentro l’idea di coppia, sesso, famiglia. Essere come tutti, ma sentirsi inevitabilmente unici: l’eccezionalità di massa.

Figlio di una tradizione ormai quasi dimenticata, quella dei concept album, (dis)amore è un disco parente di opere italiane e internazionali, di ieri e di oggi: da Calabuig, Stranamore e Altri Incidenti di Roberto Vecchioni a 69 Love Songs dei Magnetic Fields. Da Domestica dei Cursive a Canzoni Di Una Coppia di Margot. Musica italiana e internazionale, mischiata insieme: un’attitudine che da sempre ispira il gruppo piemontese, che assembla la lingua nazionale alle più disparate influenze. Per questo dentro (dis)amore troverete colori e parole che sfiorano Dino Buzzati, The XX, Ivan Graziani, The Cure, Domenico Starnone, The Smiths, Natalia Ginzburg, R.E.M., Andre Dubus, Talking Heads, John Cheever, Radiohead, Edoardo Albinati, Luigi Tenco, Carlo Cassola, Beach House, Nick Drake e altro ancora.

(dis)amore è un disco “sottoprodotto” (inteso come contrario di “overproduced”). I Perturbazione hanno pensato che questa fosse la direzione giusta quando hanno cominciato a dargli forma. Lontano dalla loudness war, la guerra del volume odierna. È un disco che parla sottovoce, ma con fermezza. Ha per lo più il gusto della sala prove, è una scelta. Ci siamo abituati a prodotti (e produzioni) estremamente puntuali, a tratti asettici, esattamente come nel mondo delle foto ci siamo abituati all’intervento di photoshop. Lungi dal giudicare questa attitudine, la band è però convinta che la forma sia oramai parte della sostanza. Spesso nella prima ci si trova più “vita” che nella seconda e, siccome questo è un disco che vuole raccontare la vita, i Perturbazione ritengono che questa strada fosse la più idonea e interessante, che questa forma fosse la più aderente alla sostanza.

I Perturbazione hanno giocato in passato con un’estetica più scintillante ma, oggi, visto anche il cambio generazionale che sta avvenendo nella musica, sentivano il bisogno profondo di (ri)affermare quale fosse il loro mondo di provenienza: quello che più li ha nutriti e fatti apprezzare, ciò che sanno fare meglio. Canzoni d’amore e disamore. Dove le parentesi fanno parte della storia. Della vita.

Il giubbotto di pelle, raccontato in Satelliti – Storie di immagini

In onda oggi alle 19:00 su RKO la puntata zero di Satelliti – Storie di immagini di e con Emiliano Picciolo.

PT. 0 – Il giubbotto di pelle
C’è una fotografia che ritrae un giubbotto di pelle.
Uno di quei giubbotti pesanti dalla pelle scura e molto consumata.In quella fotografia che ritrae un giubbotto di pelle c’è un particolare che non vedi subito, ti rimane nella retina, il cervello acquisisce l’informazione ma tu lo percepisci dopo.
Perché hai conservato quella fotografia, fatta con una macchinetta compatta a pellicola, lo capisci solo ora che l’hai ritrovata facendo ordine nei cassetti.

In scaletta oggi:

The Lurkers – GoGoGo

Sex Pistols – God Save the Queen

The Clash – Garageland

The Exploited – Punks Not Dead (live)

The Beat – Mirror in the Bathroom

The Clash – White Riot (single version)

Generation X – Dancing With Myself

Bad Religion – Fuck You

Social Distorsion – Story of my Life