Subsonica, la rinascita: è finalmente uscito “Realtà Aumentata”. Intervista con Max Casacci.

Nell’alba del loro trentennale di carriera, i Subsonica hanno affrontato una crisi senza precedenti dopo il rilascio del loro ultimo album, “8”. Un lavoro che ha provocato uno scompiglio interno, portando la band torinese sull’orlo dello scioglimento. Tuttavia, sembra che le migliori reazioni emergano quando si tocca il fondo, e così è accaduto ai Subsonica. Ne parliamo con Max Casacci, il ritorno dei Subsonica e la ritorvata energia artistica.

Il nuovo capitolo, “Realtà Aumentata”, segna un ritorno alle origini per la band, un progetto nato nel corso del 2023. Samuel, Boosta, Max Casacci, Ninja e Vicio hanno deciso di trascorrere una settimana al mese insieme, a Piozzo, piccola località nelle colline del cuneese. Questa condivisione totale ha permesso agli undici brani di respirare l’aria tipica dei Subsonica, ritornando alle sonorità primordiali che li hanno resi famosi.

Il quadro tracciato da “Realtà Aumentata” riflette in modo critico la situazione odierna, con paradossi che vanno dall’isolamento forzato alle voglie di apparire in ogni modo possibile, dalle ricerche di emozioni gioiose alle guerre senza precedenti. Il quintetto piemontese sembra concentrarsi su un mondo circostante che riflette l’esperienza maturata con il tempo.

Musicalmente, l’album presenta contaminazioni classiche dei Subsonica, con il pop-rock elettronico che si espande verso il funky, il reggae, la dance, il dub, l’hip-hop e il trip-hop. Brani come “Mattino di luce” e “Pugno di sabbia” riportano alle cavalcate dei tempi d’oro, con ritornelli coinvolgenti che si imprigionano nella mente dell’ascoltatore.

“Cani umani” e “Missili e droni” mostrano una varietà spigolosa elettronica, mentre in “Universo” gli archi e le orchestrazioni di Davide Rossi si mescolano alle sonorità Subsonica. La collaborazione con altri artisti, come i rapper Willie Peyote ed Ensi in “Scoppia la bolla”, aggiunge ulteriore profondità al lavoro.

Il lato ballad è rappresentato dalla folkeggiante “Vitiligine”, mentre “Adagio”, parte della colonna sonora di un film di Stefano Sollima, offre un’atmosfera oscura e cinematografica, un’inedita direzione per i Subsonica. L’unione d’intenti e la collaborazione hanno dato vita a un progetto che ha senso anche dopo i fasti del passato.

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