“SONICA”: Un percorso musicale attraverso le fotografie di Guido Harari

SONICA” è il titolo della selezione di fotografie di Guido Harari, ospite quest’anno del Locus Festival 2020 “Limited Edition”, che saranno in mostra da domenica 9 agosto a Locorotondo.

Guido Harari è un fotografo che nei primi anni Settanta ha avviato la duplice professione di fotografo e di giornalista musicale, contribuendo a porre le basi di un lavoro specialistico sino ad allora senza precedenti in Italia. Ha realizzato la sua prima intervista quando era ancora un adolescente e durante tutta la sua carriera è entrato in contatto con artisti internazionali, come Lou Reed, Frank Zappa, Jimi Handrix, David Bowie. In Italia ha collaborato con Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Pino Daniele e molti altri.

La sua scelta è stata proprio quella di unificare due grandi passioni, musica e fotografia, e farne un lavoro. Le sue non sono solo fotografie, sono un potente mezzo attraverso cui è riuscito a scoprire chi erano le persone dietro i personaggi oggetto dei suoi scatti. Le sue fotografie ci danno, dunque, la possibilità di vedere la musica e ascoltare le immagini, anche perché, come afferma lui stesso, “ascoltare la musica senza avere queste immagini negli occhi è sostanzialmente impossibile”. È questo quello che ci aspettiamo dalle fotografie che saranno esposte lungo le strade di Locorotondo dal 9 al 23 agosto: rivivere la potenza intrinseca della musica di anni che rappresentano parte integrante della storia della musica e non, attraverso lo sguardo personale di Guido Harari, quasi come se guardassimo il suo diario personale fatto di immagini.

Il 9 agosto, alle ore 18:00 si terrà anche un talk con il fotografo, nel panel “Vedere la musica, ascoltare le immagini“, introdotto da Nicola Gaeta.

Una puntata speciale del programma sulla fotografia Rumore, vedrà come protagonista proprio il fotografo Guido Harari. Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e di fargli qualche domanda, intavolando un’interessante conversazione che ci ha riportati un po’ indietro, in quegli anni meravigliosi, attraverso le sue parole. Durante l’intervista si è spaziato dalla fotografia alla musica, ripercorrendo quelle che sono state le sue esperienze, i suoi ricordi e le sue emozioni, fino a giungere a parlare della mostra “SONICA”, di cosa rappresenta e di come sarà strutturata.

La puntata andrà in onda martedì 4 agosto alle ore 18.00. Non perdetevi per nessun motivo al mondo le parole di qusto fotografo così ricco di storie e di passione. Per ora godetevi questa piccola anteprima dell’intervista.

Cristiano Godano in Puglia per presentare dal vivo il suo album da solista “Mi ero perso il cuore”

Cristiano Godano approda in Puglia per presentare il suo album da solista “Mi ero perso il cuore”. Il leader del Marlene Kuntz incontrerà i suoi fan con in un appuntamento assolutamente da non perdere: ” Dal Cuore al Cielo”, tra parole e musica, il nuovo album ma anche il suo libro “Nuotando nell’aria. Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz

CRISTIANO GODANO,  frontman dei Marlene Kuntz, band che ha segnato la storia della musica italiana in 30 anni di carriera, ha pubblicato il primo album da solista “Mi ero perso il cuore (Ala Bianca Group / Warner Music) disponibile in CD e doppio Vinile da collezione 180gr.

In queste settimane lo sta presentando in tutta Italia con “DAL CUORE AL CIELO”, una serie di speciali appuntamenti tra musica e parole nei quali non solo racconta “Mi ero perso il cuore” ma anche i trent’anni dei Marlene Kuntz attraverso gli aneddoti raccolti nel suo libro “Nuotando nell’aria. Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz”, accompagnando le parole con brani suonati dal vivo in un set acustico.

Queste le prossime date pugliesi:

1 agosto a Guagnano (LE) – Museo del Negroamaro

10 agosto a Biccari (FG) – Centro storico

8 settembre a Rutigliano (BA) – Borgo Antico

Mi ero perso il cuore” è un disco che racchiude la sua nota anima poetica e la peculiare ricerca linguistica, con testi di una musicalità non comune. Come si usa dire “la mente mente”, e in questo disco racconta di queste menzogne e del loro potere. 

Ombre cinesi live – donato maiuri in concerto a rutigliano

Musica dal vivo venerdì 31 Luglio in Piazza Giovanni Colamussi nel borgo antico di Rutigliano: alle ore 21 andrà in scena «Ombre Cinesi live», concerto del giovane cantautore e produttore Donato Maiuri.


L’appuntamento è promosso nell’ambito del progetto «Palco Aperto» realizzato da Skyline, Musical Break e Mast Music Academy e finanziato da Teatro Pubblico Pugliese tramite il bando «Periferie al centro», con il sostegno dei Comuni di Rutigliano e Capurso.


Per assistere al concerto, ad ingresso è gratuito, è d’obbligo l’uso della mascherina e il distanziamento. Per la prenotazione dei posti a sedere è necessario contattare il numero 3925526635 (Musical Break di Rutigliano).

Indiferenti Reboot Party: Ripartire insieme con la musica dal vivo

Venerdì 24 luglio in zona Modugno, si è svolta una serata all’insegna della musica: Indiferenti Reboot Party, questo il nome scelto per l’evento. I membri della band Indifferenti, ex Indiferenti, insieme ad amici, conoscenti e sostenitori della causa, hanno pensato di orgnizzare un evento di loro spontanea volontà, unendo le forze e creando dal nulla una serata con diversi artisti. Come si può evincere dal titolo, il focus dell’appuntamento è stato il ri-partire insieme con la musica live, soprattutto dopo questo periodo di fermo importante per il mondo della musica.

Insieme agli Indifferenti, si sono esibiti anche altri artisti: Anomys, Alessandra Valenzano e Macchisti.

L’iniziativa è nata in primis con lo scopo di far ripartire la musica dal vivo, dal momento che per i gruppi emergenti della zona la situazione è ancora ferma. Tra i motivi c’è stato anche il forte desiderio di offrire un live a tutti i “fanz”, come afferma Mirko Colella, il frontman degli Indifferenti, dopo tanto tempo passato chiusi in sala prove a scrivere il nuovo disco di cui hanno proposto qualche brano in anteprima proprio durante la serata. È stato anche un modo, dunque, per mostrare al loro pubblico quello che sarà il futuro degli Indifferenti, proprio attraverso i pezzi inediti che faranno parte del nuovo album.

Il lockdown non ha solo privato la band delle serate programmate per l’estate 2020, ma ha anche provocato un senso di smarrimento e malinconia nei musicisti, che si sono visti privati della possibilità di esprimersi attraverso ciò che è diventata ormai parte essenziale della loro vita. Allo stesso tempo ció ha comportato una perdita economica, con ripercussioni anche sulla registrazione del nuovo album.

“E quindi insomma eccoci qui, con un po’ di amici e pochi invitati (siamo andati SOLD-OUT e tutta la gente “in più” che sarebbe voluta venire si è beccata un “sorry, posti esauriti”) abbiamo messo in piedi questa cosuccia”.

L’etichetta discografica

Ad aiutarli nell’organizzazione e a sostenerli nell’iniziativa, la loro etichetta, Crutch Records, un progetto che si occupa della produzione e promozione musicale ed artistica nell’area barese. Oltre ad essere un’etichetta nella quale ci si occupa di produzione e registrazione musicale, la Crutch Records nasce come un vero e proprio collettivo. Sono un gruppo di ragazzi giovanissimi, la loro età oscilla tra i 18 e i 24 anni, ed hanno deciso di unire le proprie forze, le proprie conoscenze e idee per creare una vera e propria rete di supporto reciproco che riesca ad unire diverse figure artistiche: dal musicista al produttore, fotografo, videomaker, grafico, ecc.

Come etichetta non si dedicano alla produzione di generi musicali di riferimento fissi. La loro filosofia li porta a concepire la musica come qualcosa di libero da definizioni canoniche; difatti se si ha modo di ascoltare gli artisti da loro prodotti, si nota nell’immediato l’attraversamento di generi musicali eterogenei.

Il loro obiettivo è quello di crescere iniseme, supportandosi a vicenda e motivando la scena emergente barese. È proprio per questo che si impegnano attivamente ad organizzare eventi interamente incentrati su artisti emergenti. Ad esempio a novembre dello scorso anno hanno organizzato il “Floating Fest“, una serata dedicata alla musica rap-trap barese, con ben 11 artisti indipendenti e soprattutto giovanissimi.

Sono organizzazioni come queste che dobbiamo ringraziare se ancora oggi, nonostante le difficoltà, incontriamo chi ha ancora voglia di creare prodotti artistici, seppure piccoli talvolta, voluti cercando di arricchire sempre più il mondo della musica con innovazioni e sonorità diverse, ma soprattutto con lo scopo di arricchire anche il nostro territorio.

La collaborazione tra la Crutch Records e gli Indifferenti è nata un anno fa o poco più, quando l’etichetta ebbe l’occasione di sentire il live della band ad una serata e se ne innamorarono. È nata così una collaborazione che continuerà anche in futuro, per la produzione del prossimo album.

Se siete curiosi di ascoltare gli artisti di questa etichetta, ecco la playlist Spotify con gli ultimi singoli degli artisti che collaborano con loro:

Gli artisti

Ad esibirsi durante la serata non sono stati solo gli Indifferenti:

Anomys, nome d’arte di Simona Valenzano, ha presentato i suoi brani con una voce dolce e delicata, che talvolta, però, riesce anche ad esprimere rabbia e disapprovazione. Da poco è su Spotify il suo primo singolo, “Little Boat“, uscito a marzo 2020, in pieno lockdown. Un brano in grado di trasferire tranquillità, di cullare l’ascoltatore e di scacciare ansie e paure non solo con la sua voce incredibilmente rilassante, ma anche per la sua tematica: il brano parla di una barchetta in mezzo al mare, un rifugio tra le onde del mare in tempesta.

Alessandra Valenzano, con il suo ukulele e una voce da brivido. Una pulizia tecnica e un’emotività che accostate provocano la pelle d’oca a chi ascolta. Artista in piena crescita, nel 2019 è stata selezionata per la finale del “Premio Maggio 2019” esibendosi con il leader dell’Officina CamomillaFrancesco De Leo e i Camillas. Sempre nello stessa anno ha aperto, riscuotendo grande successo, il concerto di Carl Brave e ha vinto il contest di “Alibi Summer Fest”, avendo così la possibilità di esibirsi sullo stesso palco di Myss Keta, Subsonica ed Eugenio in via di Gioia. Il 15 novembre è uscito il nuovo singolo con l’etichetta Vertical Music, Ci hai mai pensato al Vietnam, con la collaborazione di Frank Nemola, storico musicista di Vasco Rossi.

I Macchinisti, con il loro alternative rock/ post-grunge, si sono distanziati dal sound iniziale della serata, proponendo anche agli amanti delle sonorità più strong un po’ di sano rock’n’roll. Scrivono testi in italiano, spesso toccando tematiche di natura sociale in un’ottica talvolta polemica. Il loro ultimo singolo si chiama Qui moriremo prima della pensione, che potrebbe essere letto come una rappresentazione drammatica della condizione di disagio dell’attuale gioventù italiana. Anche loro fanno parte della famiglia Crutch Records e sono in work in progress per la registrazione del nuovo album.

Infine si sono esibiti gli Indifferenti, annunciando il piccolo cambiamento nel nome della band e proponendo i brani del loro EP, Camerino 24, uscito ormai un anno fa, insieme a nuovi brani destinati all’album che sono in procinto di registrare. Il loro è un sound colmo di innovazione, di freschezza, ma soprattutto un tripudio di sonorità appartenenti a generi differenti che trovano una pacifica convivenza nelle loro canzoni. Il loro marchio di fabbrica è proprio la semplicità con cui riescono a creare linee musicali blues, accompagnati talvolta anche dal Sax, che conferisce un valore aggiunto alla loro musica, in cui troviamo talvolta il funky, altre lo swing, anche un po’ di rock e qualche volta anche qualche accenno rap. Un altro punto di forza della band sono i testi, metricamente ben costruiti, colmi di giochi di parole, simpatici ma anche profondi e riflessivi. Insomma, una band tutta da scoprire e che può offrire ancora tanto.

Luce Music Festival – Approdi Musicali

Ancora arte, in particolare la musica, ad arricchire l’estate 2020 con la Special Edition del Luce Music Festival, giunto alla sua terza edizione, che si terrà a Bitonto tra il 7 e il 12 agosto.

Il “pandemonium” di Vinicio Capossela, lo spettacolo concerto di Gio Evan, il live del nuovo album di Dente, la grinta pop di Francesca Michielin, ma anche un tour guidato alla scoperta del patrimonio storico-artistico ed eno-gastronomico del territorio. È il programma della III edizione di Luce Music Festival – Approdi musicali che si svolgerà il 7, l’8, il 10 e il 12 agosto nel Parco Naturale Lama Balice di Bitonto, in provincia di Bari. 

Il festival è realizzato con il contributo della Regione Puglia, in collaborazione con il Comune di Bitonto. L’Amministrazione comunale della città finalista Capitale Italiana della Cultura 2020, dove il Festival è stato ideato, ha accolto infatti la suggestiva idea di ospitare la terza edizione del Festival in quel porto verde che dalle acque è nato, qual è Lama Balice

Quattro giornate di musica e cultura concentrate nel letto di un corso d’acqua ormai asciutto lungo 37 chilometri dove un tempo scorreva l’antico fiume Tiflis. Un luogo dal valore storico e naturalistico inestimabile, trasformato nel corso dei millenni dall’opera magistrale della Natura e dall’azione corrosiva dell’acqua, costeggiato da ripidi costoni, segnato da lembi di terra rossiccia e sovrastante una serie di grotte, sedi di antichi insediamenti umani. 

Nato nel 2018 come festival itinerante in prossimità dei porti pugliesi, per la sua edizione speciale Luce Music Festival ha scelto questo “porto” inusuale affinché – proprio come il fiume Tiflis torna a vivere ogni volta che la pioggia lo bacia – anche il mondo della musica possa a tornare a vivere dopo una lunga stagione di siccità. Soprattutto, ha scelto di esserci, di proporre anche per il 2020, la sua capacità di creare porti emotivi ed artistici nonostante le numerose e ben note difficoltà che il settore dello spettacolo dal vivo sta vivendo. Un’edizione speciale dunque, dedicata come non mai a chi riconosce la musica come nutrimento, valore, a chi sa bene che la musica appartiene alla vita sempre, anche quando è costretta a tacere. Parola chiave dunque, “appartenenza”. A un settore, quello della musica dal vivo, ma anche a un territorio, perché con la scelta di svolgersi nel Lama Balice, Luce Music Festival torna nella Bitonto in cui è stato ideato

Il festival si apre venerdì 7 agosto con il Pandemonium di Vinicio Capossela, un concerto narrativo di canzoni messe a nudo, scelte liberamente in un repertorio che quest’anno tocca il traguardo dei trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa”. Sul palco, una serie di strumenti musicali che insieme evocheranno il Pandemonium, mitologico e gigantesco strumento di metallo dal tono grave, che scava negli inferi, in quel sottosuolo che è anche sede della memoria. Pandemonium, come anche il titolo della rubrica quotidiana tenuta da Capossela durante la quarantena, sulle connessioni fra canzoni e attualità. 

Sabato 8 agosto sarà la volta di Albero Ma Estro, il nuovo “spettaconcerto” del poeta, filosofo e cantautore Gio Evan, un live “contenuto ma incontenibile, acustico ma elettrizzante, colturale più che culturale, uno spettacolo che non arriva alla radice delle cose ma si ferma sui frutti”. 

Lunedì 10 agosto protagonista della III edizione di Luce Music Festival sarà uno dei più apprezzati cantautori italiani, Dente, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numeroso, riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati. L’artista fidentino presenterà le canzoni del suo ultimo album, l’omonimo Dente uscito a febbraio 2020, poco prima del lockdown. Un disco intimo e personale, di trasformazione e rinascita, in cui il cantautore, in ognuno degli undici brani, racconta un pezzo di sé. 

Mercoledì 12 agosto il festival si chiude con il concerto della cantautrice e polistrumentista Francesca Michielin, anche lei fresca di nuovo album uscito nel mese di marzo, una boccata di ossigeno in piena quarantena. L’artista veneta presenterà a Luce i brani di FEAT (stato di natura, un disco tutto di featuring (da Fabri Fibra ai Coma Cose, da Elisa a Max Gazzè) incentrato sul tema del contatto con l’altro e del ritorno a una dimensione naturale e più essenziale. Tutto condito da un pop contemporaneo che rivela le influenze di Annie Lennox, Paul Simon e Vampire Weekend

I biglietti dei concerti sono disponibili sul circuito TicketOne

Prima di ogni concerto infine, al tramonto, il pubblico avrà la possibilità di ampliare la propria esperienza con Bacco in Lama, un tour guidato alla scoperta del patrimonio storico artistico ed enogastronomico del territorio. I visitatori potranno ammirare le mura della città, le antiche architetture civili testimoni di trasformazioni sociali e politiche, le porte urbiche, i ponti realizzati nel XIX sec dall’architetto Luigi Castellucci e fare una sosta dedicata alla degustazione di vini e prodotti da forno presso la Masseria Lama Balice, fino ad arrivare direttamente in platea. 

Il tour è riservato a 20 spettatori per ogni appuntamento, in possesso del biglietto e previa prenotazione a info@lucemusicfestival.it scrivendo in oggetto “Bacco in Lama Tour”. 

Nelle precedenti edizioni, il Luce Music Festival – Approdi musicali ha avuto la possibilità di ospitare fra gli altri: Salmo (porto di Molfetta), Francesco De Gregori (porto di Trani), Antonello Venditti (porto di Molfetta), Ermal Meta (porto di Molfetta), Mario Biondi (Bisceglie), Paul Karkbrenner (Santa Cesarea Terme). 

LA MUNICIPAL torna live, intervista e date del tour estivo che parte dal SEI Festival!

Carmine Tundo de La Municipal torna su RKO per parlare del tour estivo che partirà il 25 dal SEI Festival! Dopo aver intervistato la band a marzo per parlare del nuovo progetto musicale, ci ritroviamo finalmente, dopo lo stop forzato per il lockdown, a parlare di concerti!!!

Il tour parte sabato 25 Luglio a Corigliano(LE) per SEI – Sud Est Indipendente Festival, il 13 agosto invece saranno in veste acustica al Locus festival Locorotondo(BA) con Colapesce/Dimartino, ma per scoprire ogni cosa ascoltate l’intervista con Carmine!

#PHESTchiamaTERRA: La V edizione del Festival Internazionale di Fotografia e Arte


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Il 7 agosto verrà innaugurato Phest, il festival internazionale di fotografia e arte di Monopoli che, con l’hashtag #PHESTchiamaTERRA, dà via alla social call.

Nonostante le difficoltà e i momenti bui che il lockdown ha portato con sé, non è mai stata messa in discussione la possibilità di organizzare questa quinta edizione del festival. E’ un traguardo a cui l’associazione e lo staff di PhEST hanno risposto mettendosi al lavoro ancor più duramente, per anticipare di un mese l’inizio della mostra e renderla completamente fruibile al pubblico, per garantire ai visitatori di poterla visitare in piena sicurezza.

Il tema scelto per la quinta edizione è “TERRA” inteso nel senso di pianeta Terra, che verrà mostrato ai visitatori, ma anche nell’accezione di mondo contadino e riscoperta del suo valore. Un tema che anche quest’anno è in simbiosi perfetta con l’attualità e la situazione di isolamento e distanziamento individuale che stiamo vivendo, che però deve e può aiutarci a ritrovare l’essenza delle cose e il contatto con la terra per ripartire da essa.

La Social Call

Il direttore artistico del festival, Giovanni Trilo, assicura che partecipare a #PhESTchiamaTERRA! è molto semplice. Ciò che bisogna fare è scegliere una fotografia di un luogo, un pezzettino di Terra in cui vivete o siete stati in passato, senza limiti geografici, scrivere il nome della località immortalata nella foto e pubblicarla sulla propria pagina Instagram o Facebook, condividendola con gli organizzatori del Festival usando l’hashtag #PHESTCHIAMATERRA. Alcuni degli scatti che arriveranno saranno selezionati e condivisi sui canali social di PhEST e in più alcune delle foto faranno parte di un’installazione dedicata di PhEST2020.

“Immersi in una rete di connessioni digitali, rimangono ancora importanti e vitali i legami che abbiamo con i luoghi, gli spazi fisici che viviamo e scopriamo. Le città o Paesi in cui siamo cresciuti, in cui lavoriamo, quelli che visitiamo nei nostri viaggi, quelli a volte dimenticati, quelli conosciuti per caso, quelli che “se chiudiamo gli occhi” ci vediamo proprio lì. Insomma, quegli angoli di Terra con cui abbiamo un legame, dove troviamo la nostra connessione. Sono i paesaggi (naturali o urbani) e i suoi elementi che, filtrati dai nostri sguardi e gesti, ci portiamo dentro e diventano la nostra idea di mondo. E perciò se PhEST chiama Terra, chi dovrà rispondere? Voi, naturalmente! Con le vostre foto da qualunque angolo del mondo in cui vi trovate o siete stati!”. Questo il principio da cui nasce l’iniziativa, che possiamo leggere sulla pagina Facebook di PhEST che quest’anno festeggia i suoi primi cinque anni di vita.

Gli eventi a luglio

Non sarà necessario aspettare agosto per immergersi nell’arte: a fine luglio è prevista la residenza artistica dello street artist di fama internazionale Millo, originario di Mesagne (Brindisi), che realizzerà un murales in grande scala su una parete cittadina ancora non rivelata, che si aggiungerà agli oltre 120 murales a sua firma sparsi per tutto il mondo. Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, è uno street artist italiano che spicca per i suoi murales in bianco e nero caratterizzati dall’uso del colore solo per alcuni particolari. Sono tantissime le sue partecipazioni a diversi Street Art Festival in giro per l’Europa e molte sue opere sono esposte a Roma, Milano, Bologna, Firenze, Londra, Parigi, Lussemburgo e Rio de Janeiro. Ciò che realizza con i suoi murales non è una semplice opera d’arte, è una ricerca estetica assolutamente personale e unica, che si concentra sull’emotività, sulle paure, sulle incertezze… in generale sulla fragilità dell’essere umano. E’ un approccio a tuttotondo che indaga non solo ciò che esiste all’esterno di ognuno di noi, ma in particolare ciò che si nasconde al nostro interno, due lati della stessa medaglia inscindibili tra loro.

Gli artisti

Tra gli artisti che sono stati già confermati, Jacob Balzani Lööv, fotografo italo-svedese, amante di storie di persone fortemente legate a un luogo, ad una terra. Porterà con sé il progetto Ustica, vincitore della “Solo Exhibition” a PhEST con il PHmuseum Grant, che da tre anni è partner dell’associazione culturale PhEST, organizzatrice del Festival internazionale di fotografia e arte a Monopoli. Attraverso la mostra potremo scoprire la storia di Ustica, un’isola che prende il nome dalla parola latina ustum, “bruciato” e che ai Greci era nota come Osteodes, “ossario”, da alcuni ritenuta dimora della maga Circe, citata nell’Odissea come colei che trasformava gli incauti visitatori in maiali. Un luogo che  al tempo dei Borbone fu anche un luogo di confino e che durante il regime fascista lo fu in particolare per oppositori politici tra cui Gramsci e Bordiga. Quando sembrava che l’isola stesse rinascendo, fu colpita da quella che è nota come la Strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980. A 115 chilometri dall’isola, un aereo di linea si schiantò in acqua senza lasciare sopravvissuti. Da quel giorno Ustica cessò di essere isola e divenne un massacro. L’idea di combinare le immagini della vita che si conduce sull’isola accanto a paesaggi legati alla tragedia, vuole dare uno spunto per pensare al legame tra due significati antitetici, alla nascita improvvisa di questa connessione e alle sue conseguenze. Dopo quarant’anni dal massacro, la fotografia ci permette di attraversare la storia dell’isola e di onorare le 81 vittime, ma al contempo di riportare Ustica al suo significato originale.

Anche quest’anno il Festival avrà il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, del Comune di Monopoli, di PugliaPromozione e dell’Apulia Film Commission. PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. Nasce da una necessità: provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, e ridefinire un immaginario proprio e nuovo. L’area geografica di interesse, mai davvero restrittiva e sempre pronta a modificarsi, a estendersi, a focalizzarsi, coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l’Africa e oltre.

AC/DC – Back in Black 40° Anniversario

Il 25 luglio Back in Black degli AC/DC festeggia il 40esimo  anniversario! #backinblack40!!!

Back in Black degli AC/DC è l’album che ha venduto 50 milioni di unità in tutto il mondo dal giorno della sua pubblicazione, il 25 luglio 1980, ed è secondo solo a Thriller di Michael Jackson. Resta comunque il n.1 in assoluto quando si tratta di album di puro rock’n’roll! Ricordiamo l’iconico LP per gli intramontabili classici “Hells Bells”, “Shoot to Thrill”, “You Shook Me All Night Long” e “Back in black”.

Come il precedente Highway To Hell del 1979, Back In Black è stato prodotto da Robert John “Mutt” Lange. Il suo approccio diretto in studio usato nell’album Highway To Hell aveva fatto guadagnare agli AC/DC il primo album di platino in America.

Il cantante Bon Scott moriva inaspettatamente il 19 febbraio 1980, lasciando il futuro della band nella totale incertezza. Con l’incoraggiamento di amici e familiari, Angus e Malcolm Young si misero alla ricerca di un nuovo cantante, puntando sull’ex frontman dei Geordie Brian Johnson (un cantante che anche Bon ammirava). Brian stava lavorando in una catena di montaggio britannica Leyland quando ricevette la chiamata dalla band: venne immediatamente annunciato come nuovo cantante degli AC/DC il 1° aprile 1980.

Le registrazioni previste inizialmente a Londra furono dirottate al Compass Point Studios di Nassau, nelle Bahamas, per una imprevista disponibilità: all’arrivo sull’isola, Malcom Young sfugge all’arresto quando un agente doganale gli sequestra la chitarra e lui gli intima di restituirgliela subito!

Le sessioni di registrazione furono interrotte dalle tempeste tropicali e persino dall’improvvisa comparsa di un granchio che correva sul pavimento di legno dello studio.

CURIOSITA’

Trovare il suono perfetto delle campane come intro della traccia “Hells Bells” non fu un compito facile. I tentativi di registrare le campane della chiesa locale si rivelarono inutili dato che provocavano ogni volta il panico negli stormi di uccelli. Una fonderia nel Leicestershire creò così una campana di bronzo da 2000 libbre per la band, permettendo la registrazione in uno studio mobile di proprietà di Ronnie Lane dei The Faces.

L’iconico riff di apertura di “Back In Black” si basava invece su un’idea che Malcom aveva avuto durante un soundcheck del tour di Highway to Hell. 

“Rock and Roll Ain’t Noise Pollution” è stata scritta in 15 minuti dopo che la band si rese conto di aver bisogno di un’altra canzone per terminare l’album. Se si ascolta attentamente l’introduzione di “Rock and Roll Ain’t Noise Pollution” si può chiaramente percepire Brian Johnson accendersi una sigaretta e tirarla via prima di iniziare a cantare!

La copertina interamente nera dell’album è stata un omaggio a Bon Scott. Su insistenza della loro etichetta all’epoca, la band permise che il testo fosse evidenziato in grigio.

Back In Black è diventato il primo album in cima alle classifiche degli AC/DC, raggiungendo il primo posto sia in Australia che nel Regno Unito. È diventato anche il loro primo album della Top 10 in America, raggiungendo la posizione n. 4.

RICONOSCIMENTI

La canzone “Back In Black” è stata inclusa nella classifica di VH1 dedicata alle più iportanti canzoni hard rock di tutti i tempi (al n. 2), n. 187 nella lista dei 500 migliori brani di Rolling Stone e al n. 29 nella classifica di Rolling Stone delle 100 migliori canzoni con riff di chitarra di tutti i tempi.

La canzone “Back In Black” ha raggiunto in ritardo la Top 40 del Regno Unito nel 2012, ossia solo dopo che gli AC/DC resero disponibile il loro catalogo su iTunes per la prima volta. 

Nel 2010, la stazione radio australiana Triple M ha trasmesso il loro Ultimate 500 Rock Countdown: le prime cinque posizioni sono state occupate tutte da brani degli AC/DC, con “Back In Black” al n. 2

Domani, 18 e domenica 19 luglio – Inude e Les Contes D’Alfonsina aprono Sei Festival al Castello Volante di Corigliano d’Otranto

SABATO 18 E DOMENICA 19 LUGLIO AL CASTELLO VOLANTE DI CORIGLIANO D’OTRANTO AL VIA LA QUATTORDICESIMA EDIZIONE DEL SEI FESTIVAL FIRMATO COOLCLUB. DOPO INUDE E LES CONTES D’ALFONSINA, SUL PALCO SI ALTERNERANNO PER TUTTA L’ESTATE NELL’ANTICO MANIERO DEL COMUNE GRIKO I GIARDINI DI MIRÒ, BEATRICE ANTOLINI, DENTE, NAPOLI SEGRETA, GIOVANNI TRUPPI, ERIKA MOU, LUCIO CORSI, REDI HASA. IL 9 AGOSTO EVENTO SPECIALE A CASTRO CON VINICIO CAPOSSELA.

Sabato 18 e domenica 19 luglio con i concerti di Inude e Les contes d’Alfonsina al Castello Volante di Corigliano d’Otranto prende il via la  quattordicesima edizione del SEI festival, ideato, prodotto e promosso da Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci

Inude

Si parte sabato 18 luglio (ore 22:30 – ingresso 10 euro + dp) con l’elettronica calda dalle tonalità soul e romantiche dei salentini Inude. Il trio salentino – Giacomo Greco (programming, voce, chitarra, synth), Flavio Paglialunga (voce, percussioni, piano, synth) e Francesco Bove (dubmaster & more) – si è affermato negli ultimi anni tra le realtà indie più interessanti del panorama italiano. Nel 2016 l’EP di debutto “Love Is in the Eyes of the Animals” colleziona oltre mezzo milione di streaming, importanti critiche e recensioni e porta la band in tour in Italia e in Europa con oltre 80 date. Negli anni successivi gli Inude sono tornati in scena con i nuovi singoli “By The Ocean”, “Sleep”, “So Easy”, “Shadow of a Gun” poi confluiti nell’album “Clara Tesla” del 2019. La band aprirà il Sei Festival con il nuovo live set: un viaggio lento ma intenso, da fare quasi in apnea tra arrangiamenti elettronici, melodie pop e uno sfondo nu-soul. Dalle 19 aperitivo sulla terrazza grande del Castello che alle 20:30 ospiterà anche la presentazione ufficiale del Festival (in diretta streaming). Prima e dopo il concerto degli Inude selezioni a cura del dj On Off Man.

Les contes d’Alfonsina

Domenica 19 luglio (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) presentazione ufficiale di “Chapitre I” disco d’esordio del quartetto italo-francese di ispirazione manouche Les contes d’Alfonsina, in uscita per l’etichetta Dodicilune. Il progetto raccoglie le eredità musicali dei quattro musicisti – la cantante Sofia Romano, il clarinettista Hugo Proy, il violinista Frédéric Gairard e il chitarrista Marco Papadia – alla ricerca di un’identità ibrida tra gipsy jazz e canzone francese, esotismi mediterranei e modernità. Il percorso di vera e propria riappropriazione del repertorio si concretizza in uno stile personale, in atmosfere emotivamente tese e in scelte armoniche e ritmiche a volte insolite rispetto alla pura tradizione manouche.  Il biglietto include la degustazione di tre vini (Bianca dei Censi, Girofle o Rosso dei Censi) dell’azienda Garofano, partner del festival. Dalle 19:30, in attesa del concerto, l’AperiLea, un appuntamento rainbow settimanale in collaborazione con LeA – Liberamente e Apertamente con il dj set di Manu Funk.
Il Festival proseguirà a luglio con I Giardini di Mirò (giovedì 30) e ad agosto con Beatrice Antolini (giovedì 6), Dente (martedì 11), Napoli Segreta (domenica 16), Giovanni Truppi (martedì 18), Erika Mou (giovedì 20), Lucio Corsi (venerdì 21) e si chiuderà (ma non sono escluse ulteriori sorprese) venerdì 4 settembre con la presentazione ufficiale di “The Stolen Cello”, primo disco solista del violoncellista albanese Redi Hasa. Domenica 9 agosto a Castro, in collaborazione con “Approdi Sonori“, un evento speciale con “Pandemonium. Narrazioni, piano, voce e strumenti pandemoniali” di Vinicio Capossela. Dopo aver affrontato il lockdown con il format web #SeiACasa, il Festival pugliese, sostenuto dal Fus del Mibact, dalla Regione Puglia e da altri partner pubblici e privati, propone dunque una ricca stagione estiva che includerà anche presentazioni di libri e incontri. 

Il programma del Castello Volante sarà completato, inoltre, da due nuovi appuntamenti di SEIYoung, una rassegna dedicata a giovani band e artisti Under 35, promossa sempre da CoolClub, in collaborazione con il Sei festival, con il sostegno di Mibact e di Siae, nell’ambito del programma “Per chi crea“. Sabato 25 luglio, in collaborazione con Molly Arts Live, concerto della band salentina “La Municipàl“. Domenica 2 agosto il cantautore Motta presenterà, esibendosi anche in alcuni brani in acustico, il suo libro “Vivere la musica” (Il Saggiatore). 

È stato invece rinviato di un anno 
l’atteso live dei Pixies in programma a Lecce il 29 agosto e promosso dal Sei Festival in collaborazione con Dna Concerti e Locus Festival. La band statunitense si esibirà il 17 agosto 2021 sempre nel capoluogo salentino. I possessori dei biglietti potranno chiedere il rimborso (entro 30 giorni – esclusi diritti di prevendita) o mantenere il proprio ticket e godersi il concerto tra un anno. 

«Dopo un primo momento di smarrimento e stordimento», sottolinea il direttore artistico Cesare Liaci, «abbiamo deciso di riprendere a fare musica: prima sul web e ora, finalmente, anche dal vivo. L’esperienza di #Seiacasa è stata utile non solo per ascoltare e far ascoltare proposte fresche e vecchi amici del festival ma anche per approfondire e sviscerare una delle domande principali di questo periodo. Che fine faranno i live? Come organizzeremo i concerti seguendo le regole anticovid? Quindi», prosegue Liaci, «giocando con “Where is my mind?” titolo di una canzone simbolo dei Pixies abbiamo deciso di intitolare questa edizione del festival #whereismylive».  Il SEI Festival è realizzato in collaborazione con Vini Garofano e Vestas Travel.

Media Partner: Radio WauRadio SonarRKOAlpaca MusicLe Rane e Sei tutto l’indie di cui ho bisogno. Info programma e prevendite www.seifestival.it

PROGRAMMA

Venerdì 30 luglio (ore 20:30 – ingresso 20 euro + dp), in collaborazione con la Festa di Cinema del Reale, i Giardini di Mirò proporranno la sonorizzazione dal vivo del film muto “Il Fuoco – The fire“, scritto e diretto nel 1915 da Giovanni Pastrone sotto lo pseudonimo di Piero Fosco. La colonna sonora del film, restaurato nel 2009 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, è poi diventata un album della storica band emiliana uscito nel 2010. Con oltre vent’anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all’estero, i Giardini di Mirò sono uno dei nomi storici e più rappresentativi della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise. Nel corso degli anni i Giardini di Mirò hanno collaborato con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri. 

Giardini di Mirò

Giovedì 6 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) torna nel Salento Beatrice Antolini che presenterà, tra gli altri, i brani del suo ultimo album “L’AB” (La Tempesta Dischi), prodotto, arrangiato e suonato (chitarra, basso, batteria, percussioni, synth, piano e programmazioni elettroniche) interamente dalla polistrumentista, compositrice e cantante marchigiana. Dopo l’esordio nel 2006 con “Big Saloon” nel corso degli anni ha pubblicato “A due” (2008), “Bioy” (2010), “Vivid” (2013) e “Beatitudine” (2014), collaborando con importanti artisti italiani e stranieri, esibendosi in club e festival e affermandosi, oltre che come autrice, musicista e interprete (migliore artista solista indipendente italiana del Pimi 2009), anche come produttrice artistica e arrangiatrice. Dopo l’esperienza in due tour con Vasco Rossi, nel 2020 è stata la direttrice d’orchestra al Festival di Sanremo per “Me ne frego” di Achille Lauro. L’AB è un disco in cui si fondono spirito e scienza, sperimentazione e sacralità. L’AB è un concept album che parla dell’attuale periodo storico nel quale tutti viviamo.

Vinicio Capossela

Domenica 9 agosto (ore 22 – ingresso 20 euro + dp) sul Molo di Castro, in collaborazione con la rassegna comunale “Approdi Sonori”, Vinicio Capossela proporrà “Pandemonium. Narrazioni, piano, voce e strumenti pandemoniali“. Un concerto narrativo con canzoni messe a nudo, scelte liberamente in un repertorio che questo anno compie trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa” (1990). Da Pan, tutto, e demonio, dunque tutto demonio, in opposizione a pan theos, tutto Dio. Dunque un concertato per tutti i demoni, accompagnato da un insieme di strumenti musicali che insieme evocano il Pandemonium, mitico strumento gigantesco, del tipo dell’organo da fiera, completamente costruito in metallo, pare dai sudditi del re Laurino, nel regno sotterraneo abitato da esseri di piccola statura in grande confidenza con l’estrazione mineraria. Questa origine ctonia conferirebbe un tono grave allo strumento, che tiene a bassa quota lo spirito relegando ritmi e armonie a una dimensione infera, primitiva, che non riesce a elevarsi al cielo, ma sembra sprofondare nella terra, a tiro del fuoco perenne, in un rimestamento che è lavorio della memoria continuamente sollecitata al fuoco bianco. Pandemonium è anche il nome della rubrica quotidiana tenuta da Capossela durante il periodo di isolamento quarantenale, sorta di almanacco del giorno, che metteva a nudo le canzoni e le storie che ci stavano dietro con le storie di una attualità apparentemente immobile, ma in continuo cambiamento.

Dente, promo, canzoni a metà, Milano, ritratti

Martedì 11 agosto (ore 22 – ingresso 15 euro + dp) appuntamento con Dente per un concerto intimo e raccolto che metterà in luce la parte più essenziale dei brani del cantautore emiliano. In questo tour, infatti, le canzoni del suo ultimo omonimo album (uscito a febbraio per INRI/Artist First) e quelle del suo vasto repertorio saranno riarrangiate in chiave acustica. Dente è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numeroso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati. Sette album in studio, un Ep digitale e un libro alle spalle, Dente ha collaborato con numerosissimi artisti del panorama italiano come Perturbazione, Arisa, Marco Mengoni, Le Luci della centrale Elettrica, Manuel Agnelli, Coez, Brunori Sas, Enrico Ruggeri e Selton per citarne solo alcuni.

Napoli Segreta

Domenica 16 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) appuntamento con “Napoli Segreta“, un viaggio sonoro attraverso mille Napoli diverse, condotto da Famiglia Discocristiana e DNApoli. Napoli Segreta è parte di qualcosa di più grande che accade oggi a Napoli. Uno spirito diverso che mette insieme musica, letteratura e immagine in un’estetica nuova, fuori dai soliti cliché sulla città. Un lavoro raccolto nell’omonima compilation pubblicata da NG Records che raccoglie perle nascoste della discografia napoletana funk e disco e che approda live al Castello Volante. Un’azione di riscoperta sembrata anacronistica molti anni fa, ma poi divenuta leggenda e proseguita negli ultimi anni insieme ai Nu Guinea. Un virus che è cresciuto di ascolto in ascolto fino a contagiare il pianeta Terra. Anni ’70 inalati, anni ‘80 bucati, anni ’90 mangiati e un Nuovo Millennio tutto da ballare per chiunque abbia chiaro il concetto: «virale» non coincide necessariamente con «mainstream»- Napoli Segreta è il dj set che non abbiamo ancora ascoltato. Un movimento culturale distribuito, diffuso, frammentato ma unitario che si muove tra avanguardia e retroguardia. 

In viaggio su un camper con il suo pianoforte smontabile, martedì 18 agosto (ore 22 – ingresso 15 euro + dp) Giovanni Truppi arriverà nel fossato del Castello Volante. La sua estate sulla “lunga strada di sabbia”, di memoria pasoliniana, diventerà un reportage d’autore per il mensile Linus perché quando si cerca di assomigliare alle parole che si scrivono, ogni canzone diventa una presa di posizione civile e poetica. Il suo ultimo lavoro è 5 (2020), un Ep di cinque tracce che raccoglie collaborazioni con Calcutta pagina di, Veronica Lucchesi de la Rappresentante di Lista, Niccolò Fabi e Brunori Sas accompagnato da un libro di storie a fumetti edito da Coconino Press e disegnato da Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico, Pietro Scarnera, Cristina Portolano, Mara Cerri e Zuzu.

Giovedì 20 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) la cantautrice pugliese Erica Mou con “Nel mare c’è la sete”, il nuovo spettacolo  ispirato al suo romanzo d’esordio (Fandango Libri). Musica e letture si fondono sul palco come in un’unica lunga canzone, per raccontare una storia che riesce a diventare anche nostra. La cantautrice pugliese propone, imbracciando la chitarra e con l’utilizzo di loops ed elettronica dal vivo, le canzoni del suo repertorio insieme ad alcune rivisitazioni di classici della musica italiana, che fanno da colonna sonora alle letture tratte dal romanzo. La Mou ci racconta il coraggio di sentire, di scegliere, di rompere gli schemi alla ricerca della libertà, demolendo la retorica zuccherosa delle relazioni d’amore e mostrandoci co-me dietro la perfezione possa nascondersi un doppio fondo inaspettato. Classe 1990, nel 2012 arriva seconda al Festival di Sanremo, nella categoria giovani, vincendo il Premio della Critica Mia Martini. Candidata ai David di Donatello 2014 per la migliore canzone originale. Attualmente vive a Tolosa e sta lavorando al suo sesto album in studio.

Venerdì 21 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) al Castello arriva il cantautore Lucio Corsi che presenterà, tra gli altri, i brani del suo ultimo lavoro discografico “Cosa faremo da grandi?”, uscito all’inizio del 2020 per Picicca. Nei nove brani – caratterizzati da un nuovo mondo musicale ricco di linguaggi e paesaggi sonori altamente suggestivi – Corsi si interroga sulle incertezze della crescita umana e spirituale: “Concedersi la possibilità di vivere fino in fondo un momento di insicurezza significa poter scoprire la propria magnifica creatività”.

Venerdì 4 settembre (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) il Sei Festival accoglierà la presentazione ufficiale del primo album solista di Redi Hasa, violoncellista albanese che vive e lavora nel Salento da oltre vent’anni. “The Stolen Cello”, anticipato dal singolo “Seasons going by”, uscirà proprio il 4 settembre con Decca Records. Nel nuovo album, il musicista mette in luce la natura “vocale” dello strumento che forse si avvicina più di tutti a quello della voce umana, con una storia profondamente personale di speranza e sopravvivenza. Collaboratore di Ludovico Einaudi, protagonista del duo con la cantante Maria Mazzotta ha suonato con La Notte della Taranta, l’Orchestra popolare italiana, King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico, BandAdriatica, Officina Zoè, Xanti Yaca, Salento Orchestra, Manigold, Adria, Admir Shkurtaj Trio, Antonio Castrignanò, Enza Pagliara, Valerio Daniele e (in una traccia del suo ultimo disco) con Robert Plant. Per questo concerto di presentazione sarà affiancato dall’organettista Rocco Nigro e da altri ospiti. 

Sei Festival – uno tra i più importanti nell’agenda musicale di tutto il sud Italia – è realizzato con il sostegno del Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Mibac e della Regione Puglia in collaborazione con Vestas Travel e Vini Garofano e altri partner pubblici e privati. Dal 2006 Sud Est Indipendente ha portato nel Salento le sonorità più interessanti della musica italiana e internazionale, offrendo al pubblico una panoramica ampia e variegata della musica dal punk al cantautorato, dal rock allo ska, dal folk ai ritmi in levare. Nelle diverse location salentine, che nelle prime tredici edizioni hanno ospitato il festival (Gallipoli, Otranto, Castello di Corigliano d’Otranto, Castro, Masseria Torcito a Cannole, Torre Regina Giovanna ad Apani, la marina di San Cataldo, Piazza Libertini, Anfiteatro Romano e Parco di Belloluogo a Lecce e molti altri), si sono alternati artisti internazionali come Kings of Convenience, Lee Ranaldo, Jon Spencer Blues Explosion, Cat Power, Suzanne Vega, Peter Hook & The Light, Skatalites, Joan as Police Woman, Finn Andrews, Patrick Watson, J.P. Bimeni & The Black Belts, Giant Sand, Hollie Cook, Gogol Bordello, Mad Professor, Bombino, Russell Leetch (Editors), gli italiani Baustelle, Calcutta, Franco126, Mannarino, Avion Travel, Negrita, Lo Stato Sociale, Calibro 35, Brunori Sas, Be Forest, Diaframma, Any Other, Lorenzo Kruger, Bud Spencer Blues Explosion, Coma_Cose, Galeffi, Eugenio In Via di Gioia, Andrea Poggio, Siberia, Canova, Colombre, Giorgio Poi, Bugo, Daniele Silvestri, Cosmo, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vallanzaska, Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, La Municipàl e molte altre realtà dalla Puglia, dall’Italia e dal resto del mondo.

SEI Young è una rassegna dedicata ad artisti e gruppi italiani Under 35, promossa da Coolclub e realizzata con il sostegno di Mibac e di Siae nell’ambito del programma “Per chi crea”, che nasce dall’esperienza del Sud Est Indipendente, festival che propone buona musica tutto l’anno. Dopo i concerti autunnali di Maria Antonietta e Giorgio Poi, la sospensione causa lockdown, i live estivi con La Municipàl Motta, la rassegna si concluderà a dicembre con un’inedita esibizione dell’Orchestra Young diretta da Claudio Prima (musicista, compositore, cantante e coordinatore, tra gli altri progetti, di Giovane Orchestra del Salento, La Répétition – Orchestra senza confini, Bandadriatica, Adria) e Daniele Vitali (pianista, compositore, arrangiatore e docente di composizione pop-rock presso il Conservatorio di Musica Tito Schipa di Lecce).

Il Castello Volante è un progetto promosso e realizzato da Multiservice Eco,Big Sur eCoolclub in collaborazione con il Comune di Corigliano d’Otranto, vincitore del bando per l’adeguamento degli attrattori turistici all’accoglienza di attività di spettacolo dal vivo della Regione Puglia. Il Castello Volante nasce per avviare un nuovo corso dell’antico maniero improntato alla riscoperta e alla tutela dei beni immateriali, al nutrimento del pensiero, alla filosofia e ai pensieri “che volano” per animare il borgo con una serie di attività che abbracciano la musica, il cinema, l’arte contemporanea, la danza, il cibo, la letteratura, i nuovi mestieri e l’artigianato. Una serie di azioni strutturate che abitano lo spazio per tutto l’anno, integrando la regolare e consueta programmazione attuata dal Comune. Un castello dell’immaginario, come fosse un inedito di Italo Calvino, la celebrazione dell’immaginazione e delle sue innumerevoli gemmazioni.
Info 3331803375 – www.seifestival.it
#seifestival #whereismylive

Musica e Territorio: parole chiave quest’estate per la IV edizione del VIVA! Festival

VIVA! Valle d’Itria International Music Festival: questo è il nome ufficiale del festival musicale che prenderà vita a Locorotondo (Ba) dal 6 al 9 Agosto 2020. Il punto di forza del festival è innanzitutto il territorio, ribadito già nel titolo che accompagna questa quarta edizione, poiché la Valle D’Itria è un territorio che rappresenta uno degli incroci internazionali più straordinari della cultura contemporanea. La società pugliese Turnè e l’associazione Xplosiva, che organizza C2C Festival a Torino, uniscono le forze in un rapporto basato sulla “contaminazione creativa“, accanto al quale si rinnova anche la collaborazione con Audi, Official Partner del festival sin dalla sua nascita.

In seguito all’emergenza Covid-19, il festival ha deciso di vertere su un doppio binario programmatico: da un lato c’è lo spirito di responsabilità che in questo momento accomuna tutto il mondo produttivo, ma in particolare l’ambito dello spettacolo dal vivo; dall’altro c’è la fedeltà e la ricerca verso i suoni del contemporaneo, a favore della rivendicazione dell’identità del nostro tempo, a supporto delle scene locali e di quella nazionale indipendente.

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa presso il Museo Archeologico di Santa Scolastica (Bari) e sono state fatte presenti le motivazioni delle scelte inerenti gli artisti che saranno presenti al festival ed anche riguardo le modalità in cui è stato affrontato il momento critico post-covid. Per prima cosa si è parlato dell’importanza, in tutto questo, del Bando Triennale della Regione Puglia, che a quanto pare “ci ha visto lungo” e ha consentito agli operatori pugliesi di poter organizzare eventi, aiutando il settore, soprattutto in un periodo in cui, fino a pochissimo tempo fa, non si era certi di poter organizzare concerti, se non garantendo il posto a sedere agli spettatori con il distanziamento individuale.

Il Viva! è un festival che è riuscito a crescere in poco tempo. Gli organizzatori avrebbero voluto sicuramente proporre molto di più in questa quarta edizione, per questo motivo riecheggia nell’aria un forte sentimento di mortificazione, perchè troppo poco si riesce ad investire rispetto alle idee che si hanno e perchè lo scopo è quello di puntare a cose sempre più grandi. Al contrario di altre rassegne, il VIVA! Festival ha un’impostazione prettamente contemporanea, ospita tipicamente anche artisti esteri e per questo si differenzia dalle altre scene. Dopo l’emergenza sanitaria che tutti stiamo ancora affrontando, c’è stato per gli organizzatori un primo momento di sconforto, che è però stato sconfitto dall’opportunità di poter “fare di necessità virtù” e sfruttare questa occasione.

L’idea iniziale, per poter garantire la riuscita del festival rispettando tutte le norme a tutela della sicurezza sanitaria sociale, era quella di diffondere la musica in spazi differenziati, all’interno del centro storico di Locorotondo, senza che il pubblico sapesse da dove provenisse la musica, piazzando i gruppi musicali e gli artisti su terrazzi e balconi, rendendo fruibile la musica al maggior numero possibile di persone che nel frattempo sarebbero state in giro per il centro storico del paese. Tutto questo è stato pensato sempre e solo con lo scopo di ravvivare un territorio come la Valle d’Itria, che si sta svuotando per molti motivi, ma che può diventare nuovamente e con facilità un polo attrattivo.

Parole e ringraziamenti durante la conferenza stampa sono stati rivolti anche agli sponsor, come Lavazza, San Marzano, DICE, HEVO, Puglia Sounds, tra gli altri, che anche quest’anno ci sono e che, vista la situazione, avrebbero potuto tirarsi fuori, ma hanno invece riconosciuto l’importanza di esserci soprattutto quest’anno e per questo sono fondamentali per la riuscita del festival. “Dopo questo periodo, ho capito più che mai che non bisogna mai dare più nulla per scontato. Fino a qualche tempo fa non sarebbe stato possibile nemmeno essere qui”, fa presente Sergio Ricciardone, presidente dell’associazione artistica No Profit Xplosiva di Torino. “Non siamo una multinazionale, noi siamo persone che si sono unite per portare avanti un progetto” e ancora “quello che sta accadendo oggi al Viva! è un piccolo miracolo”.

La volontà e l’obiettivo principale di tutto il festival è quello di promuovere la scena locale e aiutare gli artisti. Si è fatto presente che se già in precedenza fare musica era da considerare uno sport estremo, ora si può parlare di “eurismo e misticismo”, soprattutto in questo periodo storico in Italia. Dunque, la direzione è quella di dare spazio ad artisti locali, che abbiano, però, una visione internazionale. Si è anche scelto di non dare spazio ad artisti internazionali per lasciare un margine più ampio alla sofferenza degli artisti appartenenti alla scena nazionale, per dare un segnale di innovazione. La speranza, infatti, è quella di trovarsi il 10 agosto, a festival concluso, con una visibilità internazionale.

La bellezza del territorio della Valle D’Itria torneranno a fare da culla e da cornice a un’edizione più intima ma allo stesso tempo ricercata di questa quarta edizione del VIVA! Festival, con una no-stop di concerti, dj-set, incontri, talk su quello che riguarda la musica dei nostri giorni. Il tutto sarà anche disponibile in streaming con il supporto di DICE TV, ticketing partner di VIVA! Festival 2020. Nei prossimi giorni saranno disponibili tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione alla manifestazione e sui biglietti.

Gli artisti

72-hour Post Fight + Very Special Guest: Massimo Pericolo (Debut — Exclusive Show)
Clap! Clap! (Live Av Show) Visuals: Giulia Dall’Ara
Jima Fei + Yaffra (Live)
Jolly Mare
Nicola Conte ‘afrocosmico’ (Feat. Carolina Bubbico, Filippo Bubbico, Raffaele Casarano, Valentina Magaletti, Federico Pecoraro & Davide Shorty)
Populous
Sanja Markovic & Puglia Jazz All Stars
The Dining Rooms
Viva Viva Malagiunta
Yaffra (Piano Solo)

#laradiochesivede