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Alessandra Gaeta tra gli otto under 35 selezionati per la residenza artistica “Danzare la Terra Pro”: nell’attesa lezioni di danza e pilates su Skype

DanceOnAir News <<In questo momento in cui si oscilla da una camera all’altra, ci si sofferma ad ascoltare la pioggia come il più bel concerto mai udito prima, ecco un luminosissimo raggio di speranza per il nostro settore! Qualcosa si ‘muove’! È proprio il caso di dirlo! Tra decreti e restrizioni, leggo questa meravigliosa opportunità di crescita artistica e rido come una bimba felice nella mia cameretta da teen-ager!>>.

Con grande entusiasmo, Alessandra Gaeta, danzatrice e coreografa pugliese, annuncia così l’esito tanto atteso di una candidatura inviata tempo fa. Un esito positivo che oggi appare come un raggio di sole in un periodo buio per la danza e il mondo dello spettacolo. Si tratta della call “Danzare la Terra Pro” per la residenza artistica con Maristella Martella e Roberto Castello che coinvolgerà otto performer under 35 provenienti da tutta Italia. Fra i nomi degli artisti selezionati spicca quello della Gaeta. Un progetto realizzato da ASD Tarantarte con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea” a Corsano, in provincia di Lecce.

Sono state oltre quaranta le candidature pervenute e, dopo un’attenta analisi dei curricula e delle esperienze maturate, gli otto partecipanti – Marta Allegra, Erica Bravini, Riccardo Buscarini, Silvia Ciardo, Irene Fiordilino, Alessandra Gaeta, Michael Incarbone ed Elisabetta Rollo – sono stati selezionati dai curatori Maristella Martella e Roberto Castello e dal consiglio direttivo di Tarantarte. Durante la residenza si svolgeranno stage intensivi, attività didattiche e performative guidate, oltre che dalle insegnanti della scuola Tarantarte e da Maristella Martella, direttrice artistica e coreografa della compagnia – da Roberto Castello, fondatore di Aldes (associazione di artisti che dal 1993 produce e promuove opere di sperimentazione coreografica, muovendosi tra danza, teatro e arti visive) e tra i massimi esponenti e sperimentatori della danza contemporanea in Italia.

Nell’attesa di prender parte a questa nuova avventura, Alessandra non smette di allenare il suo corpo e, soprattutto, di trasmettere la sua passione, attraverso lezioni online per il centro Osteofit. Dal 1 aprile sarà possibile seguire i corsi tenuti dalla Gaeta su Skype secondo il seguente calendario settimanale: lezione di Pilates Lun/Mar/Ven ore 15:30; lezione DANCE FIRST THINK LATER il Mart/Giov/Sab ore 15:30. Resta ad accesso libero e gratuito la lezione in diretta streaming su Instagram (@osteofitbari) tutti i martedì alle ore 19:00. Per info costi e prenotazioni alle lezioni su Skype contattare la segreteria di Osteofit Bari al numero 3404569004.

27 marzo – Giornata mondiale del teatro dell’ITI-Unesco

IL 27 MARZO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO DELL’INTERNATIONAL THEATRE INSTITUTE  – UNESCO. IN QUESTO ANNO PARTICOLARE, SCONVOLTO DALLA PANDEMIA DEL CORONAVIRUS, L’AUTORE DEL MESSAGGIO, CHE DAL 1962 RISUONA NEI TEATRI E NELLE REALTÀ CULTURALI DI TUTTO IL MONDO, È IL DRAMMATURGO PAKISTANO SHAHID NADEEM.

È il drammaturgo pakistano Shahid Nadeem l’autore del Messaggio della Giornata Mondiale del Teatro promossa venerdì 27 marzo dall’International Theatre Institute dell’Unesco. Dal 1962 ogni anno risuona un unico Messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del teatro e della cultura della pace. Purtroppo la grave emergenza sanitaria internazionale provocata dal Coronavirus non consentirà le consuete celebrazioni in Italia e in Europa e in molti paesi nel resto del Mondo. Sono rinviati anche due appuntamenti organizzati in collaborazione con il Centro italiano dell’ITI-Unesco presieduto da Fabio Tolledi, direttore artistico di Astràgali Teatro. In particolare saltano l’attesa giornata conclusiva di “Scrivere il teatro”, concorso per le scuole indetto dal MIUR e tutte le iniziative della settima Giornata Nazionale di Teatro in Carcere promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Dopo, tra gli altri, Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, Isabelle Huppert, Simon Mc Burney, Sabina Berman, Were Were Liking, Ram Gopal Bajaj, Maya Zbib, Carlos Celdràn, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka, nel 2020 la scrittura del Messaggio è stata affidata a Shahid Nadeem.

Shahid Nadeem

L’autore
Tra i più importanti drammaturghi del Pakistan, leader del famoso Teatro Ajoka, Shahid Nadeem ha scritto più di 50 opere originali su temi di forte rilevanza sociale in Punjabi e Urdu, tradotte e pubblicate in inglese, oltre a diversi adattamenti delle opere di Brecht. Le sue opere sono state messe in scene in Pakistan, India e nel resto del mondo. Incarcerato tre volte sotto vari governi militari, per la sua attività di opposizione, è stato adottato come prigioniero di coscienza da Amnesty International. Nel carcere pakistano di Mianwali, ha iniziato a scrivere opere teatrali realizzate da e per i prigionieri. Successivamente ha lavorato come Coordinatore delle Campagne Internazionali e Responsabile delle Comunicazioni dell’area Asia-Pacifico per Amnesty International. Membro della rete Theatre Without Borders, è stato tra i componenti del Getty Research Institute, dell’International Pen e dello USA and National Endowment for Democracy. Nadeem ha lavorato per importanti giornali e tv e ha prodotto numerosi documentari. Il drammaturgo affronta con grande capacità temi sociali e politici contemporanei, legandoli a forme tradizionali e al patrimonio popolare, dando vita ad un un teatro brillante e intellettualmente stimolante.

Il messaggio
(Traduzione di Roberta Quarta per il Centro Italiano dell’International Theatre Institute)
Alla fine di uno spettacolo del Teatro Ajoka (1) sul poeta sufi Bulleh Shah (2), un uomo anziano, accompagnato da un giovane, si avvicinò all’attore che aveva interpretato il ruolo del grande Sufi (3) e gli disse: “Mio nipote non sta bene, per favore, lo benedica”. L’attore rimase sorpreso e gli rispose: “Non sono Bulleh Shah, sono solo un attore che interpreta questo ruolo”. L’uomo anziano gli disse: “Figlio mio, tu non sei un attore, sei una reincarnazione di Bulleh Shah, il suo Avatar (4)”. Improvvisamente si dischiuse davanti a noi un concetto completamente nuovo di teatro, in cui l’attore diventa la reincarnazione del personaggio che sta interpretando. Esplorare storie come quella di Bulleh Shah, e ce ne sono tante in tutte le culture, può diventare un ponte tra noi, persone di teatro, e un pubblico inconsapevole ma entusiasta. Quando siamo sul palcoscenico, a volte veniamo assorbiti dalla nostra filosofia di teatro, dal nostro ruolo di precursori del cambiamento sociale e ci dimentichiamo di gran parte delle masse. Nel nostro impegno con le sfide del presente, ci priviamo della possibilità di un’esperienza spirituale profondamente toccante che il teatro può offrire. Nel mondo di oggi in cui l’intolleranza, l’odio e la violenza aumentano sempre di più, e in cui il nostro pianeta sta precipitando nella catastrofe climatica, abbiamo bisogno di recuperare la nostra forza spirituale. Abbiamo bisogno di combattere l’apatia, l’indolenza, il pessimismo, l’avidità e il disprezzo per il mondo in cui viviamo, per il pianeta in cui viviamo. Il teatro ha un ruolo, un ruolo nobile, nel dare energia e spingere l’umanità a resistere alla sua caduta nell’abisso. Il teatro può trasformare il palcoscenico, lo spazio dello spettacolo, rendendolo qualcosa di sacro. Nell’Asia del sud, gli artisti toccano con riverenza le assi del palcoscenico prima di salirvi sopra, secondo un’antica tradizione che risale a un tempo in cui lo spirituale e il culturale si intrecciavano. È tempo di riguadagnare questa relazione simbiotica tra l’artista e il pubblico, tra il passato e il futuro. Fare teatro può essere un atto sacro e gli attori possono davvero diventare gli avatar dei ruoli che interpretano. Il teatro ha il potenziale per diventare un tempio e il tempio uno spazio dello spettacolo.

Note (1) Teatro Ajoka: fondato nel 1984. In punjabi la parola Ajoka significa “contemporaneo”. Il suo repertorio comprende spettacoli sulla tolleranza religiosa, la pace, la violenza di genere, i diritti umani. (2) Sufismo: la tradizione mistica islamica, la poesia sufi, per lo più in musica, esprime l’unione mistica attraverso le metafore dell’amore profano. (3) Bulleh Shah (1680-1757): un importante poeta sufi punjabi,la cui opera tratta argomenti filosofici complessi con un linguaggio semplice. Fortemente critico dell’ortodossia religiosa fuaccusato di eresia e gli fu negata la sepoltura nel cimitero della sua città. Popolare oltre le contrapposizioni religiose. (4) Avatar: secondo la cultura indù reincarnazione o manifestazione sulla terra di un maestro divino.

ITI-UNESCO
Fondata nel 1948 a Praga, da esperti di teatro e danza dell’UNESCO, l’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa, operante in ambito culturale, in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, ed ha come obiettivo lo sviluppo di pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. Mission primarie dell’ITI sono la promozione della pace attraverso l’arte, il sostegno dell’innovazione nelle arti performative, la valorizzazione delle diversità culturali, il rispetto dei diritti umani nel campo delle arti dello spettacolo. Tra le più note iniziative promosse a livello mondiale dall’International Theatre Institute figurano la Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo), l’International Dance Day (29 aprile), il Theatre of Nations, dove si sono esibiti per la prima volta in Occidente, dopo la seconda Guerra  mondiale, l’Opera di Pechino, il  Berliner Ensemble, il Teatro Kabuki, il Teatro d’Arte di Mosca.

Info
www.world-theatre-day.org/index.html
www.iti-worldwide.org/
itiitaliancentre.wordpress.com/

DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice

Domenico Iannone nello spazio DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, in studio Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice. (puntata del 4 marzo 2020)

Ivana Mastroviti è nata a Terlizzi (Bari) il 24 giugno 1988. Inizia i suoi studi di danza a Giovinazzo presso la scuola “College of Dance” di Anna Damiani. Nel 2001 entra a far parte della compagnia giovanile “Puglia Danza” diretta da Orazio Caiti partecipando a diversi festival. Nel 2002 vince una borsa di studio per due settimane all’ “English National Ballet” e nel 2004 si diploma alla “Royal Accademy Dance” (RAD) con il massimo dei voti. Nel 2005 entra come borsista nella “Scuola del Balletto di Toscana” a Firenze diretta da Cristina Bozzolini e nel maggio 2006 viene inserita nella compagnia “Junior Balletto di Toscana”. Dall’ottobre del 2007 danza nel “Balletto di Roma” per poi entrare nell’agosto 2009 come solista nella compagnia Aterballetto attualmente diretta da Gigi Cristoforetti e dalla coordinatrice artistica Sveva Berti.

Carmen Ventrice, docente e coreografa, docente presso il Liceo Coreutico di Bisceglie. Carmen Ventrice nasce ad Ischia (Na) nel 1984. Intraprende gli studi di danza classica nel 1990; in qualità di danzatrice professionista riceve premi e riconoscimenti artistici nazionali e internazionali in concorsi, rassegne, festivals, workshops.

A seguito della laurea di primo livello in Discipline coreutiche presso l’Accademia Nazionale di danza di Roma, nel 2009 ivi consegue la laurea di secondo livello – Biennio specialistico a indirizzo danza classica – con il massimo dei voti. Durante e successivamente agli anni accademici continua il suo perfezionamento in danza classica, contemporanea, jazz, Teatro Danza, tango, flamenco, BodyCodeSystem, Pilates, Danza Movimento terapia, danze di carattere, canto e recitazione teatrale.Prosegue la sua carriera come danzatrice, coreografa e docente dedicandosi a tournée teatrali, collaborazioni con enti lirici, reti televisive, centri di formazione professionale, scuole statali, conservatori, accademie. Dal 2012 ad oggi danza per One Billion Rising, Operation Smile Italia Onlus e l’Ambasciata britannica per denunciare cause sociali come la violenza sui minori nei paesi in conflitto, mortalità infantile e violenza contro le donne.  Attualmente docente di Tecnica della danza classica e Laboratorio Coreutico e Coreografico presso il Liceo Coreutico Statale “L. da Vinci” di Bisceglie (Ba) e Membro del Consiglio Internazionale della Danza di Parigi Unesco, prosegue il suo aggiornamento grazie al Terzo Convegno Internazionale per le Arti Performative e Medicina della danza, Concorsi Letterari europei (Diploma OPE-UE), Congresso Nazionale della Società Italiana di Musicologia, Giornate Mondiali della Danza (CID-Unesco), Corso di Aggiornamento Scuola di ballo Teatro di San Carlo di Napoli,   laboratori e seminari di perfezionamento quali “La figura del docente di danza nell’Italia del Terzo millennio”, “Giornate di studio per il Maestro Alberto Testa” , “Licei Musicali e Coreutici: dalle linee guida al curricolo di indirizzo”.

Maria Letizia Cipriani, arte terapeuta espressiva, supervisor e docente, si è formata presso l’Istituto di Arteterapia Transdisciplinaria di Barcellona (IATBA), in collaborazione con la European Graduate School Svizzera (EGS). Formata in psicodramma, Teatro dell’Oppresso e Playback Theater con Monica Sorin e Mercedes Gysin, è stata cofondatrice e attrice della compagnia teatrale l’Andante (Teatro di improvvisazione sociale). Trasferitasi in Puglia, continua a collaborare con realtà nazionali ed estere nel campo delle arti terapie espressive in ambito clinico, educativo e sociale.

Conferenza Stampa domani sulle ripercussioni indotte dal Coronavisus sul comparto teatrale

Il Consorzio Tric – Teatri di Bari (Teatri di rilevante interesse culturale) vi invita alla conferenza stampa domani

Sabato 7 marzo, ore 11 al Teatro Kismet (Strada San Giorgio martire, 22/F, Bari)

Si discuteranno importanti questioni relative alla gestione dei teatri del Consorzio, alla luce delle pesanti ripercussioni sul comparto seguite alle misure per il contenimento del virus Covid-19. Ovvero le disposizioni previste dal DPCM del 4 marzo 2020, che ha imposto il blocco agli spettacoli dal vivo nei luoghi con “affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”, fino al 3 aprile 2020.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su RKO:

Durante l’incontro interverranno:

AUGUSTO MASIELLO – Presidente di Teatri di Bari

VINCENZO CIPRIANO – Direttore di Teatri di Bari

TERESA LUDOVICO – Regista

DOMENICO IANNONE – Presidente Associazione Altradanza

CARLO CHICCO – Direttore RKO


La stampa è invitata a partecipare.


Nel Castello di Barbablù in scena al Kismet domenica 1 marzo

Nel Castello di Barbablù in scena al Teatro Kismet. Secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro Spettacolo adatto a un pubblico a partire dai 10 anni 1 marzo

Un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora, per imparare ad affrontare le nostre paure, è al centro del secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro 2019/2020 di Teatri di Bari al Kismet, a cura di Teresa Ludovico. L’opificio delle arti in strada San Giorgio martire ospita domenica 1 marzo, alle ore 18, Nel Castello di Barbablù, una produzione Kuziba Teatro adatta a un pubblico a partire dai 10 anni. Un racconto ‘di formazione’ dove si impara come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

Lo spettacolo

Kuziba Teatro NEL CASTELLO DI BARBABLÙ [da 10 anni] con Livio Berardi, Rossana Farinati, Annabella Tedone drammaturgia e regia Raffaella Giancipoli

“Ma anche tu hai paura quando sei al buio e ti senti solo e non sai dove andare?”Dentro questa storia c’è un letto a castello, dentro a questo letto c’è un sogno e nel sogno c’è un castello dove vive un uomo con una lunga barba blu. Dentro questa storia c’è un giovane sposa, un fratello, una madre e un labirinto di corridoi, porte e scale tutto da scoprire. Dentro questa storia ci sono le ombre che fanno paura, c’è la paura di lasciar andare i propri figli e c’è una chiave che apre la porta di una stanza proibita. Proibita fino a quando la giovane sposa di Barbablù, non decide di ascoltare il suo istinto e aprirla. Nel castello di Barbablù è un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora di noi e del mondo che ci circonda, è un percorso dentro la curiosità che ci permette di sfidare le nostre paure e che ci racconta di come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18. Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211. Il ticket è scontato del 50% ai possessori della tessera nominale Kid(s)met. Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito www.teatridibari.it

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello in scena il 28 e 29 febbraio al Teatro Kismet

‘Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello’ Al Kismet l’adattamento teatrale a firma di Michele Sinisi. Otto attori pugliesi pronti a irrompere sul palco 28-29 febbraio 2020 – Strada San Giorgio martire, 22/F, Bari

Un esperimento di metateatro che a ogni replica rivive in forma diversa grazie alle ‘incursioni attoriali’ sul palco. Non mancherà di sorprendere il pubblico del Teatro Kismet di Bari, lo spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, in programma venerdì 28 e sabato 29 febbraio alle ore 21. Una produzione Elsinor Centro di produzione teatrale, con la regia di Michele Sinisi, che per il sesto appuntamento della Stagione di prosa 2019/2020 Teatri di Bari al Kismet, a cura di Teresa Ludovico, vedrà 8 protagonisti del panorama teatrale pugliese irrompere sul palco tra gli attori del cast: Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli venerdì e Manuela Vista, Martina Giannini, Gianfranco Marrone, Federico Angarano, Augusto Masiello e Teresa Ludovico nella serata di sabato.

Dopo Miseria&Nobiltà e I Promessi Sposi, Michele Sinisi affronta un altro grande classico della letteratura. Non solo italiana. Un testo cardine che ha lasciato un solco profondo nella storia del teatro di inizio ‘900. Sei personaggi in cerca d’autore è stato infatti per il teatro quello che la Teoria della Relatività di Einstein era stato per la fisica e la Psicanalisi Freudiana per le scienze comportamentali.

Quando lo spettacolo debuttò nel 1921, al Teatro Valle di Roma, la platea contestò la pièce al grido: “Manicomio! Manicomio!”. Il pubblico si trovò di fronte a qualcosa di completamente inedito, un assalto alla forma del teatro borghese, una non-storia in cui a essere messi sotto indagine non erano solo il meccanismo teatrale e la creazione artistica, ma lo stesso rapporto tra realtà e finzione.Nel tempo, però, i Sei Personaggi sono passati da essere una pietra di scandalo a testo “classico”, da matinée per le scuole, un pezzo da museo della letteratura italiana.

Mettere in scena questo testo oggi significa muoversi in una mediasfera dove il confine tra vita privata, storytelling, informazione e manipolazione è sempre più labile. Senza contare che lo stesso concetto di “io” è profondamente mutato, moltiplicandosi e sfaccettandosi su tutti i nostri device e account social, in un’oscillazione continua tra realtà e rappresentazione.

A quasi cento anni di distanza, Sei personaggi in cerca d’autore è ancora l’opera che meglio indaga il nostro rapporto tra vita e arte, reale e virtuale. Tra incursioni meta teatrali, prove aperte e nuovi ospiti ogni sera, l’opera di Pirandello è l’occasione per confrontarsi con la grande domanda: che cosa rimane dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale?

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello – il nome dell’autore in questo allestimento è diventato parte del titolo – è uno spettacolo matrioska, se così si può dire, in cui il piano meta-teatrale già presente nel testo viene portato all’estremo generando un cortocircuito dove attori, personaggi e pubblico convivono e si mescolano in un happening unico e irripetibile ogni sera. Ad ogni replica, infatti, fra gli attori del cast irromperanno sul palco altre persone/personaggi a sorpresa – protagonisti del panorama teatrale barese – che interpreteranno una scena dello spettacolo destinata poi ad essere riprodotta come in uno specchio riflesso all’infinito. In un gioco di rifrazioni che userà ogni mezzo tecnologico a disposizione per ricreare il qui e ora dello spettacolo.

Sei personaggi in cerca d’autore di luigi pirandello

Elsinor Centro di produzione teatrale

drammaturgia Francesco M. Asselta, Michele Sinisi

regia Michele Sinisi

con Stefano Braschi, Marco Cacciola, Gianni D’addario, Giulia Eugeni, Marisa Grimaldo, Rosario Lisma, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi, Adele Tirante

aiuto regia in scena Nicolò Valandro scene Federico Biancalani assistente alle scene Elisa Zammarchi

direzione tecnica Rossano Siragusano foto di Luca Del Pia

con il sostegno di Festival Castel dei Mondi di Andria

ph Luca Del Pia

L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18. Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211. Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito www.teatridibari.it

Misericordia. Torna Emma Dante al teatro Kismet di Bari con il nuovo lavoro sulla fragilità. Domani e dopodomani

Domani e dopodomani, 22 e 23 febbraio 2020, il Teatro Kismet, in strada San Giorgio martire, 22/F, Bari ospita il nuovo lavoro di Emma Dante.

La fragilità delle donne protagonista del nuovo appuntamento della Stagione di prosa 2019/2020 Teatri di Bari al Kismet.

Sabato 22 febbraio alle ore 21 e domenica 23 febbraio alle ore 18 va in scena Misericordia, nuovo spettacolo firmato da una delle autrici più seguite del teatro contemporaneo: Emma Dante, su produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro Biondo di Palermo, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale.

L’autrice porta sul palco del Kismet l’umanità con tutti i suoi drammi, una ‘favola contemporanea’ che mette in luce la fragilità delle donne, caratterizzate nell’universo di Emma Dante da una disperata e sconfinata solitudine.

Misericordia, scritto e diretto da Emma Dante, con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelliluci Cristian Zucaro assistente di produzione Daniela Gusmano, coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone Romaph Masiar Pasquali.

Tre puttane e un ragazzo menomato vivono in un monovano lercio e miserevole. Durante il giorno le donne lavorano a maglia e confezionano sciallette, al tramonto, sulla soglia di casa, offrono ai passanti i loro corpi cadenti. Arturo non sta mai fermo, è un picciutteddu ipercinetico. Ogni sera, alla stessa ora, va alla finestra per vedere passare la banda e sogna di suonare la grancassa.

La madre di Arturo si chiamava Lucia, era secca come un’acciuga e teneva sempre accesa una radiolina. La casa era china ‘i musica e Lucia abballava p’i masculi! Soprattutto per un falegname che si presentava a casa tutti i giovedì. L’uomo era proprietario di una segheria dove si fabbricano cassette della frutta, guadagnava bene ma se ne andava in giro con un berretto di lana e i guanti bucati. Lo chiamavano “Geppetto”. Alzava le mani. Dalle legnate del padre nasce Arturo e Lucia muore due ore dopo averlo dato alla luce. Nonostante l’inferno di un degrado terribile, Anna, Nuzza e Bettina se lo crescono come se fosse figlio loro. Arturo, il pezzo di legno, accudito da tre madri, diventa bambino.

“Misericordia” è una favola contemporanea. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine. L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18.

Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211.

Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito http://www.teatridibari.it

Il prossimo weekend al Teatro Kismet

Venerdi 21 febbraio h 21

CONCITA DE GREGORIO
‘La razza dei diamanti. Anatomia del potere’

Un tour alla scoperta delle stanze del potere, dove si svelano le meccaniche occulte e gli equilibri inconfessabili nel gioco del comando. A far da guida è la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, protagonista del secondo appuntamento di Atlante Occidentale, la rassegna a cura di Nicola Lagioia, presidente onorario
di Teatri di Bari. La nota firma de La Repubblica ed ex direttrice de L’Unità presiede così venerdì 21 febbraio al Teatro Kismet di Bari, l’incontro intitolato La razza dei diamanti. Anatomia del potere, in programma alle ore 21. Una lezione che muove le fila dal suo primo romanzo, intitolato ‘Nella notte’, dove la scrittura disvela una notte particolare, appunto: quella che precede l’elezione – sofferta – del nuovo presidente della Repubblica.

ATLANTE OCCIDENTALE
La rassegna Atlante Occidentale, a cura di Nicola Lagioia, vede protagonisti quattro grandi scrittori contemporanei che provano a raccontarci, della nostra epoca e di quelle passate, ciò che di solito non riusciamo a vedere. Dopo Melania Mazzucco, saranno Concita De Gregorio, Antonio Manzini e Antonio Scurati a condurre lezioni magistrali, focalizzandosi su temi che incrociano passato e presente. Si va dalla rilettura della grande Storia con le sue tragedie cicliche (Mazzucco) all’indagine dei lati più inquietanti della lotta tra i gangli del potere in Italia (De Gregorio), passando a scoprire i segreti delle arti visive capaci di denudare l’animo umano (Manzini) e indagare la ‘propensione al crimine’ della nostra società (Scurati).

La fragilità delle donne al centro della narrazione di Emma Dante

Sabato 22 e domenica 23 febbraio al teatro #Kismet la nuova produzione firmata da una delle autrici più seguite del teatro contemporaneo: Misericordia. Un imperdibile appuntamento della Stagione di prosa 2019/2020 Teatri di Bari 

Tutte le INFO sull’evento: http://bit.ly/EmmaDanteKismet

numero wapp 355805221

Il Teatro Kismet ospita Giorgio Montanini. Ecco l’intervista

Sabato 15 febbraio di scena al Teatro Kismet la satira dissacrante di Giorgio Montanini che qui ascoltiamo intervistato da Natale Cassano.

Giorgio Montanini nel suo nono monologo, intitolato ‘Come Britney Spears’, lo stand up comedian prende di mira un argomento che ci tocca da vicino: l’Antropocentrismo

Per la riapertura ufficiale del Teatro Kismet intervista ad Emilio Russo e Anna D’Elia

Natale Cassano (Ufficio stampa Teatri di Bari) ha intervistato per RKO, Emilio Russo, direttore artistico del Teatro Menotti di Milano. Emilio Russo ha curato l’adattamento teatrale e la regia di “Uccelli di Aristofane” in scena sabato 8 febbraio al Teatro Kismet di Bari.

Seconda intervista, nel weekend di riapertura del Teatro Kismet (stagione 2019/2020) Natale Cassano ha intervistato anche Anna D’Elia, autrice dei testi su sui è basato lo spettacolo “Pino Pascali – L’uomo che cammina nudo”, di scena domenica 9 febbraio alle 18.

Qui trovate l’articolo completo sulle attività teatrali del Teatro Kismet l’8 e 9 febbraio