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16 e 17 Settembre ASPETTANDO IL FESTIVAL MAGGIO ALL’INFANZIA

Due giorni di festa dedicati ai più piccoli 
burattini, laboratori e spettacoli di teatro con I Nuovi Scalzi, il duo Fattapposta, Luigi d’Elia e Francesco Niccolini  


Teatro Arena Kismet a Bari – ingresso libero con prenotazione obbligatoria a botteghino@teatrokismet.it 

Teatro, musica, burattini e laboratori. Una due giorni dedicata a “Aspettando il festival Maggio all’infanzia”: il 16 e 17 settembre negli spazi all’aperto e al chiuso del Teatro Kismet di Bari è in programma una festa dedicata ai più piccoli, nell’ambito della proposta progettuale per dgr 682/2020 Custodiamo la cultura. 

“A maggio 2020 si sarebbe dovuta tenere la 23° edizione dello storico Festival Maggio all’Infanzia, nelle città di Bari e Monopoli. L’edizione è stata annullata nelle date previste a causa dell’emergenza sanitaria. Abbiamo pensato – spiega Teresa Ludovico, direttrice artistica del festival – di riproporre in piccolo, il format del festival Maggio all’infanzia, un’occasione per ritrovarci con il pubblico del Maggio all’infanzia, con le scuole e le famiglie, di respirare quell’aria di festa e di condivisione, offrendo un programma di spettacoli e attività in cui i bambini sono i principali destinatari”.  

Il programma dell’iniziativa prevede ogni giorno: 1 spettacolo di burattini, 2 laboratori, 1 spettacolo di teatro o musica. “Aspettando il festival Maggio all’infanzia sarà in diretta su RKO con interviste a bambini, artisti e famiglie.  

Si comincia il 16 settembre alle ore 18 con lo spettacolo “La vera storia di Cappuccetto Rosso” di burattini del duo biscegliese I Fattapposta, formatosi nella Scuola per giovani Burattinai, diretta dal Maestro Paolo Comentale, alle 18.45 partono i laboratori: “E le foglie?” con attività manuali e percorsi sensoriali per prepararsi all’imminente arrivo dell’autunno, e “A misura di bambini” creazioni e decorazioni finalizzato a sensibilizzare i bambini alle misure anti-contagio, come mascherine da decorare, fogli bianchi e colori con cui esprimere paure, idee e desideri legati alla situazione di emergenza. Alle 20.15 va in scena lo spettacolo “Aspettando il vento” di Luigi d’Elia e Francesco Niccolini: l’avventura di crescita e mistero di tre ragazzini che si incontrano sperduti in un’immensa palude nella stagione del passaggio degli uccelli migratori. Un racconto lieve, di avventure, giochi e amori. Un’amicizia che ha il suono del vento tra le canne e del silenzio nella palude al tramonto. 

Il 17 settembre ad accogliere il pubblico ci sarà, sempre alle ore 18, lo spettacolo di burattini “Lo scazzambrello innamorato” del duo biscegliese I Fattapposta. Subito dopo al via il laboratorio per la costruzione del Mandala un grande cerchio disegnato a terra all’interno nel quale i bambini potranno disegnare e colorare liberando la propria fantasia e la propria creatività. “Dopo l’isolamento sarà importante capire per i bambini che pur nel rispetto delle distanze, è più bello comporre e creare con gli altri”, aggiunge Ludovico. Si continua con il laboratorio “A misure di bambini” dedicato a creazioni e decorazioni per sensibilizzare i bambini alle misure anti-contagio. Gran finale, alle 20.15, con “Commedia all’improvviso” de I Nuovi Scalzi, con Savino Maria Italiano e Piergiorgio Maria Savarese. Un viaggio sconosciuto fra certezze ed esplorazioni che guidano il pubblico in quel mondo colorato e travolgente della Commedia dell’Arte. 

Tutto ciò che c’è da sapere su TIME ZONES Festival XXXV edizione ||| 17 SETTEMBRE – 31 OTTOBRE 2020 |||

Time Zones festival sarà protagonista della scena culturale di Bari e provincia, dal 17 settembre al 31 ottobre prossimi, portando in varie location il proprio carattere, che va dal cantautorato alla modern classica, passando dall’elettronica fino all’ambient ed oltre. Concerti, ma anche teatro, convegni e performance. L’eclettismo domina, come da tradizione, il 35° anno di vita del festival, legando con libertà di stile, suoni, mente e musica.

Sebbene ciò sia più che sufficiente a caratterizzare questo evento, che da decenni introduce il capoluogo pugliese all’autunno, questo è l’anno in cui è impossibile prescindere da una riflessione sul concetto di rigenerazione, poiché la passione e la curiosità, il dialogo sui temi di attualità come quello della scuola, l’avanguardia e la sperimentazione vanno, quest’anno, a fondersi in una edizione che promette di indicare la strada della ripartenza, dopo la tabula rasa causata dall’emergenza sanitaria. Sarà una splendida occasione per guardare con occhi nuovi alla fruizione di eventi di cultura e spettacolo ed all’eco emotiva che ci susciterà.

Di questo e molto altro ha parlato questa mattina in conferenza stampa il direttore artistico del festival, Gianluigi Trevisi, all’interno della sala consiliare del Comune di Bari, insieme all’assessore alla Cultura Ines Pierucci, a Teresa Ludovico, voce e volto del Teatro Kismet Opera, con il supporto del valido ufficio stampa Michele Casella.

Lascio alle sue stesse parole la descrizione di questa coraggiosa e sorprendente edizione:

“Nonostante le perduranti difficoltà noi abbiamo messo in piedi un festival ,a mio avviso ,unico per capacità di spaziare in ogni direzione, un reale termine di paragone rispetto al sacrosanto intrattenimento che purtroppo qualcuno continua a ritenere  Cultura.

Ma andiamo con ordine. Nei mesi della quarantena generalizzata noi operatori culturali abbiamo discusso molto ed abbiamo individuato come strada maestra un percorso di rigenerazione culturale di questo mondo a cui noi apparteniamo. La qualità come leva per l’allargamento del gusto e come contributo al sistema del sapere. La musica, tutte le arti sono importanti fabbriche di emozioni, ed al contempo sono indispensabili strumenti di emancipazione delle nostre comunità. Proprio sulla scorta di queste riflessioni Time Zones 2020  si propone, oltre le musiche possibili, come un contenitore multi codice dove troveranno spazio oltre ai suoni provenienti da generi e stili differenti teatro,arte contemporanea, documentari,letteratura, un convegno sulla scuola.

Abbiamo voluto iniziare con Underzones la sezione del festival che abitualmente pesca nel mondo della ricerca musicale più nascosta, quella che con coraggio cerca anche all’interno dei generi “consacrati” nuove  strade.

Quattro declinazioni diverse del “verbo rock” il 17 ed il 18 settembre tra demenziale (Tonno), la psichedelia tinta di blues con due delle migliori band pugliesi (gli Anuseye di quel vero padre nobile del rock pugliese Giuseppe Colaianni ed i Magpies di quel genio effettivamente sregolato di Pierpaolo Vitale in arte Sette) ed il cantautorato raffinato ed infingardo di Giancane.

UZ si concluderà il 25 settembre al Palazzo De Mari di Acquaviva con le monografie di due dei più intelligenti e creativi solisti del nostro territorio: la eclettica e virtuosa chitarrista Simona Armenise ed il pianista sans frontieres Livio Minafra.

Per tutti i motivi elencati nella premessa, in TZ 2020 ci sarà uno spazio di grande rilievo per l’arte contemporanea:

una live installation art il 26 settembre nel Chiostro di Santa Chiara nel complesso di S.Francesco  della Scarpa  nel Borgo  antico di Bari. Su un’opera dell’artista Francesco Arena (forse l’artista pugliese più noto al mondo) il violinista Davide Viterbo eseguirà le musiche composte per ANELLO l’opera di Arena collocata a fine giugno (la prima assoluta per un’opera contemporanea) nel parco Archeologico del Colosseo. Una riflessione attraverso una frase di Virginia Woolf sulla vacuità del tempo che in questa live installation rivivrà in suoni ed immagini.                

Inauguriamo con grande soddisfazione in questa edizione una bellissima collaborazione con il Teatro Kismet – Teatri di Bari. Il rinnovato Kismet infatti ci ospiterà per le sette giornate centrali di TZ 2020.

Un rapporto che si rinnova a distanza di un po’ di anni e che noi ci auguriamo duri nel tempo, un rapporto che il 31 ottobre vedrà la presentazione di una coproduzione. Con la regia e la voce di Teresa Ludovico ci sarà una narrazione scenica musicata del Dio delle Piccole Cose della scrittrice indiana Arundhati Roy uno dei casi letterari più importanti di questo nuovo millennio.

Per l’occasione è nata una TZ ensemble che ha raccolto musicisti disposti a mettersi in gioco come la violoncellista Nicoletta D’Auria, come il sitarista Jari Palmieri, come il tablista indiano Sanjay Banik,il percussionista Domenico Monaco e l’elettronico Francesco Novach ,mentre le immagini saranno di quel magico visualist che risponde al nome di Pit Campanella.

Prima di questa particolare produzione, al Kismet nel mese di ottobre ci sarà un denso programma di concerti. 12 anteprime in esclusiva per il Festival.

Si inizia il 2 ottobre con “il pianista dell’arte” Remo Anzovino un recital che ripercorrerà i lavori composti per le monografie di Sky arte dedicate a Monet, Picasso e Van Gogh. Nella stessa sera il piano ed una delle voci più interessanti del jazz e non solo Roberto Cherillo già compagno d’avventura di Checco Fornarelli ed ormai spedito ed originalissimo solista .

Il 3 ottobre si rinnova l’esperimento di Francesco d’Orazio e Francesco Abbrescia per trovare una via nuova al violino. L’elettronica di Abbrescia s’incrocia con il violino di Francesco D’Orazio su un repertorio attinto all’avanguardia più interessante (Ivan Fedele, Steve Reich, Cresta, Corrado).

Sempre il 3 ottobre il Piano rivolto al Mediterraneo del compositore ed interprete originale Massimo Carrieri. In questa edizione di TZ vi è un importante capitolo prussiano il 9 ottobre la delicata e suadente pianista tedesca  Lisa Morgenstern e nella stessa serata il giovane e raffinato violoncellista viennese Lukas Lauermann alle prese con un set modern classical intriso di elettronica.

Il 10 spazio all’elettronica d’alta scuola con l’artista italiana più stimata ed apprezzata in questo momento: Caterina Barbieri è infatti ritenuta una delle producers più influenti della sua generazione, un’elettronica sinfonica che ha trascinato il suo ultimo lavoro tra i 10 dischi più belli del 2019. Nella stessa sera un incrocio ardito tra tradizione persiana ed elettronica estrema con il chitarrista Hassan k ingegnere, docente esperto di relazioni interattive nello spettacolo dal vivo, straripante per vocazione.

Il fulcro di TZ 2020 è tra il 16 ed il 17 ottobre. Si va dall’arcaico e le  tradizioni della nostra terra rilette nello sguardo contemporaneo del progetto Folklore elettronico di Marco Malasomma e Jime Ghirlandi il 16 nella stessa sera in cui ci sarà il set di B.Fleiscmann (Morr Music) e la sua band;  un’elettronica  suonata tra techno e grande nostalgia per il rock. 

Appuntamento centrale di TZ 2020 è sicuramente il progetto Popol Vuh Beyond – Requiem for Florian il 17 ottobre un dovuto omaggio al grande Florian Fricke che proprio nel nostro festival fece una delle sue ultime performance in una storica live installation art che coinvolse l’intero centro storico di Molfetta. Un concerto che vede due compagni di Florian in quella geniale avventura che furono i Popol Vuh (Frank Fiedler e Guido Hyeronimus) a cui si è aggiunta la voce balcanica di Biljana Pais. Ancora tedeschi con il duo elettronico Josinho per chiudere sempre il 17 ottobre il capitolo prussiano.

Sempre in collaborazione con la Compagnia teatrale Diaghilev Literature, la sezione dove si incontrano musica e letteratura. Quest’anno le voci di Paolo Panaro, Altea Chionna, Alessandro Epifani, Francesco Lamacchia dal 3 al 12 ottobre in Vallisa incroceranno la musica di Luigi e Mattia Morleo sul geniale testo di Oliver Sacks “Musicofilia”.

Incontri nelle scuole, master class con alcuni degli ospiti ed il 13 ottobre ad Acquaviva in memoria di Francisco Ferrer  un convegno su la Nueva Escuela.”

info e prenotazioni
3385957238 – timezones@alice.it

La manifestazione si svolge nel rispetto delle regole anti Covid e quindi il pubblico dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:
• Mascherina all’ingresso e all’uscita e ove non sia possibile un distanziamento di un metro
• Distanziamento nelle sedute come da prescrizione
• Sanificazione delle mani presso i desk

Il programma completo

“UNDER ZONES”

Giovedì 17 Settembre

ore 21,00 – Parco Princigalli – Bari


Tonno

Con l’uscita dell’album “Quando ero satanista“inizia la vera avventura dei toscani Tonno.
Un’intelligentissima capacità ,al limite del dadaismo ,di giocare con le parole ed i vari luoghi comuni di cui è cosparsa la   cultura 2.0. Un velato omaggio all’ironia del grande maestro Freak Antòni ed alla mai dimenticata stagione del rock demenziale. “un godibilissimo divertimento a base di rock”.


Anuseye

Claudio Colaianni  voci, chitarra,Stefano Pomponio chitarre;Giovanni D’Elia basso;Cosimo Armenio batteria. E’ sicuramente uno dei migliori prodotti del rock made in Puglia. Come ha riportato la critica:
“Forse quello che mancava in Italia: una band stoner di livello internazionale “ Saldamente guidati da Claudio Colaianni  songwriting maturo e chitarrista di alto rango gli Anuseye”abbracciano sintassi stilistiche allungate verso frange acide a volte con pennellate di blues a volte imbastardite di striature al limite del garage” .Un’emotività bruciante intrisa di psichedelia per un live elettrizzante. 3:33 333 è il loro ultimo lavoro .

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Venerdì 18 Settembre

ore 21,00 – Parco Princigalli – Bari

Magpies

SETTE, (nome d’arte di Pierpaolo Vitale) genialoide musicista e attore  pugliese è il fondatore, autore e compositore della musica di questa  band che nasce nel 2013 a Dublino (Irlanda) nell’ incontro  con David Blaney ( leader dei “Cat Palace”) e Sean Lay (Chitarra).che lascerà poi il posto a Christopher Barry (già chitarrista di “Myles Manley”) ed Alice Grollero (Basso nei “Leila Jane and the Healers”). Nel 2014  il loro primo album “The Woody House”,nel 2015 registrano l’ EP “Flamingos” . Dopo il periodo irlandese nel quale ha composto musiche per il teatro e lavorato come attore  per Sette arriva  il ritorno nella terra natia  ed una nuova band tutta pugliese. Musicisti giovani e spregiudicati come lui. Il live dei Magpies,sinuoso ed ipnotico, resta una delle esibizioni più intense in circolazione da queste parti.

Giancane

Giancane, pseudonimo di Giancarlo Barbati. Ex chitarrista del Muro del Canto, con i quali ha pubblicato tre album e due EP, come solista è stato considerato esponente di una «nuova grammatica cantautorale»[1] e definito uno «dei cantautori più illuminati della propria generazione» si avvicina al panorama musicale nel 2013, anno di esordio solista con l’EP Carne. Successivamente pubblica due album: Una vita al top nel 2015 e Ansia e disagio nel 2017. Importante la sua collaborazione con  Zerocalcare

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Venerdì 25 settembre

ore 21:00 – @Palazzo De Mari – Acquaviva delle Fonti (Ba)

Simona Armenise

Nata nel 1977 Simona Armenise è una chitarrista classica diplomata presso il Conservatorio N. Rota di Monopoli. Musicista curiosa ,anima inquieta ha fatto della ricerca e della sperimentazione l’asse centrale del suo percorso musicale.  Un’impostazione classica fusa con il rock ,con continue irruzioni nella musica contemporanea e nel jazz quello più contaminato. Di recente si è rinnovata la collaborazione con Ares Tavolazzi  lo storico bassista degli   Area per la registrazione di Lotus  Sedimentations album ispirato a quel simbolo della cultura giapponese che è il fiore di loto . Chitarra ,basso e sequenze elettroniche si inseguono per un raffinato intreccio di suoni adagiati su un tappeto ambient intriso di  psichedelia e richiami al nu-jazz.

Livio Minafra   

Livio Minafra, compositore e pianista figlio d’arte(il padre Pino Minafra è un jazzista,  la madre Margherita Porfido è pianista e clavicembalista) vincitore del prestigioso premio Top Jazz   nel 2005, 2008 e 2011. Suona in piano solo ed in passato con il suo quartetto,pianista eclettico capace di restare fuori da oppressive gabbie stilistiche,con la sua musica  spazia in ogni direzione.Ha composto musica per il cinema (Ameluk di Mimmo Mancini) e per docufilm. Ha al suo attivo numerose   collaborazioni Daniele Sepe, Keith Tippet, Julie Tippet, Louis Moholo e il Canto General, ha fatto parte della Municipale Balcanica. E’ un piccolo gioiello Sole Luna ultimo suo lavoro discografico.

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“SPECIAL PROJECT”

Sabato 26 Settembre

ore 21,00 – @Chiostro Di Santa Chiara – Bari

L’Anello e la Pietra

Francesco Arena e Davide Viterbo

THE VERY STONE ONE KICKS WITH ONE’S BOOT WILL OUTLAST SHAKESPEARE

(La stessa pietra che calci con lo stivale sopravvivrà a Shakespeare)

Questa frase è incisa  all’interno di un anello di bronzo giallo spesso 20 centimetri alto 50 e di 410 centimetri di diametro esternamente opaco e internamente lucidato a specchio   

La frase è tratta da To the Lighthouse di Virginia Woolf, nella frase la scrittrice sintetizza meravigliosamente il nostro rapporto con le cose che ci circondano e che esistono da prima di noi e a noi sopravvivranno,la stratificazione del tempo e la moltitudine di tempi esistenti.

Questi elementi con un monolite posto al centro della circonferenza  sono gli elementi che compongono ANELLO opera dell’artista Francesco Arena . Quest’opera è stata commissionata  e finanziata dal Mibact  e collocata  il 25 giugno scorso nel Parco Archeologico del Colosseo a Roma dove resterà per “l’eternità.

Il festival Time Zones in accordo con l’artista   propone all’interno del  Chiostro Santa Chiara nel Borgo antico di Bari  una performance che richiami l’opera attraverso la costruzione di una  liaison con essa. L’artista collocherà  in questo spazio un’altra sua opera sulla quale il  violinista  Davide Viterbo salirà per eseguire le musiche composte in occasione della posa dell’opera lo scorso giugno a Roma. La performance si innesta sul pensiero che ha prodotto l’opera come chiusura di un ideale cerchio ,con un’ulteriore riflessione sulla stratificazione del tempo condivisa adagiata ed intrisa nella  partitura del compositore Davide Viterbo. Uno schermo visualizzerà un montaggio di immagini realizzato per l’occasione dell’ artista Domenico Palma.

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“TIME ZONES AL KISMET”

Venerdì 2 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Remo Anzovino

Roberto Cherillo



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Sabato 3 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Francesco D’Orazio e Francesco Abbrescia

Massimo Carrieri

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Venerdì 9 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Lisa Morgenstern

Lukas Lauermann

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Sabato 10 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Caterina Barbieri

Hassan K

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Venerdì 16 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

B.Fleischmann band

Folklore Elettrico

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Sabato 17 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Popol Vuh Beyond (Requiem for Florian)

Joasinho

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Sabato 31 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Il Dio delle piccole cose ( in collaborazione con Kismet-Teatri di Bari)

Teresa Ludovico e la Time Zones Ensemble

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LITERATURE
3-4-7-8-10-11-12 Ottobre

ore 21,00 – Auditorium Vallisa

I SUONI, LA MENTE, LA MUSICA

in collaborazione con DIAGHILEV teatri

Sette tappe attraverso “Musicofilia” di Oliver Sacks

attori: Paolo PanaroAltea Chionna,
Alessandro Epifani
Francesco Lamacchia

Luigi Morleo (percussioni), Mattia Morleo (pianoforte)

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FUORI PROGRAMMA

Martedì 13 Ottobre

ore 21,00 – @ Palazzo De Mari – Acquaviva delle Fonti (Ba)

Convegno “Francisco Ferrer – La nuova escuela. La scuola e le arti“

Concerto di Alessio Lega

Per approfondire clicca QUI

Appello alla Regione Puglia dagli operatori dello spettacolo: senza aiuto regionale, rischiamo di chiudere

Foggia, 12/05/2020 – Un insieme di operatori del comparto cultura e spettacolo pugliesi fanno appello alla Regione Puglia affinché si attivi un circuito di sostegno economico alle realtà imprenditoriali e artistiche che, a causa del coronavirushanno visto azzerate le attività lavorative a cui avrebbero dovuto prendere parte nel 2020.

Circa quaranta operatori dello spettacolo hanno firmato un appello inviato ieri alla Regione, affinché i fondi che di solito vengono concessi attraverso la Regione o attraverso Agenzie Regionali, diventino momentaneamente uno strumento rapido per aiutare i tanti del settore che, a discapito del proprio impegno, preparazione e investimenti, si trovano in lockdown professionale a causa del Covid19.

Marco Maffei, tecnico del suono, insieme a diversi lavoratori dello spettacolo, tra cui il tecnico luci Giuseppe La Torre e l’operatore nella comunicazione culturale Salvatore Imperio, hanno raccolto diverse adesioni tra artisti, tecnici, organizzatori di eventi, spazi teatrali, service ed altri, dopo essersi interfacciati con loro per focalizzare le reali esigenze in un momento storico come questo, che ha messo tutte le attività culturali in un “tempo sospeso”.

È palese che il settore cultura e spettacolo sarà l’ultimo a sbloccarsi e che, senza un’adeguata e celere iniezione di liquidità anche dalle Regioni, ci sarà una grossa perdita di risorse umane e di aziende. Non dimentichiamo che l’intera filiera della cultura e dello spettacolo è ferma da fine febbraio e resterà ferma fino a data da definirsi (l’ISS – Istituto Superiore della Sanità parla di marzo 2021) e che si trova tutta in una situazione di grave difficoltà”, hanno dichiarato i portavoce nell’appello rivolto ad Emiliano.

Il rischio molto alto è che molti dei lavoratori di questo settore, che in Puglia vanta anche agenzie regionali nate appositamente per i talenti e per gli operatori, vengano messi nella condizione più tragica della chiusura della propria attività perché sobbarcati, oltre che dagli investimenti per rimanere sul mercato, anche dai costi e dalle tassazioni altissime del sistema italiano.

Tra i vari punti dell’istanza inviata al Presidente Emiliano e ai settori cultura e turismo citiamo “Considerando che la Regione Puglia investe da anni per la valorizzazione culturale del proprio territorio, oggi si richiede alla Regione stessa un atto di coerenza, che scongiuri il rischio di veder svanire tutti gli sforzi fatti sino ad oggi e di vedere diventare culturalmente sterile una regione che ha un comparto cultura e spettacolo forte e produttivo, fatto anche di piccole realtà che hanno portato con orgoglio la Puglia in giro per il mondo con varie forme e modalità.”

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto è un progetto editoriale corale nato da un’idea di Cristiano Carriero sul gruppo privato Facebook de LA Content Academy e diventato un ebook edito da LesFlâneurs Edizioni.

Il progetto mescola le voci di persone comuni, scrittori ed esperti di comunicazione da tutta Italia con un solo obiettivo: vincere ogni solitudine e accorciare le distanze raccogliendo sguardi diversi sulla condizione di quarantena che stiamo vivendo.

La libertà di organizzare il quotidiano, il lavoro, la famiglia, la gente per strada, la vita vissuta con pienezza: questi alcuni dei temi che l’ebook, in uscita mercoledì 15 aprile e già in preordine sulla piattaforma Amazon, racconterà ai lettori.

Tra i contributi  presenti nell’ebook il lettore troverà i testi di Lorenzo Marone, Silvia Gianatti, Francesco Scarrone, Giulia Ciarapica, Gianluca Morozzi, Michela Marzano, Vera Gheno, Serena Uccello, Annarita Briganti, Francesco D’Amore, Alessio Romano, Erica Donzella, Valentina Sagnibene, Maria Silvia Avanzato, Annamaria Anelli, Eliselle, Matteo Bianconi, Dante Marmone, Alessandra Minervini, Dino Amenduni, Piero Babudro, Boris Sollazzo, Luigi Pane, Cristiano Carriero, Alessandro Piemontese, Marco Napoletano, Francesco Poroli, Ella Marciello, Giovanni Sasso e Luciano Zaami, che con grande generosità e sensibilità d’animo hanno subito partecipato inviando una loro riflessione sul tema proposto.

Il progetto editoriale è stato coordinato dal gruppo Accento Acuto, formato da Alida Melacarne, Eleonora Usai, Cristina Soldano, Lorena Carella, Giancarla Trizio e Liliana Brucato, studentesse del corso di Narrazione de LA Content Academy, che hanno curato la selezione dei contributi e il lavoro redazionale dell’ebook in collaborazione con Matteo Bianconi.

«L’adesione immediata di scrittori e personalità dell’ambito della comunicazione a questo progetto è stata straordinaria e sorprendente, come lo è stata quella di tanta gente comune che ha voluto inviarci il proprio contributo e condividere un po’ del proprio sentire con noi e con tutti i lettori – dichiara il gruppo Accento Acuto – e  per questo vogliamo ringraziare Cristiano Carriero, fondatore de LA Content Academy, che ci ha subito sostenute e ha reso possibile la riuscita del progetto editoriale.

Vogliamo ringraziare Francesco Poroli che con grande disponibilità e amore ha creato l’illustrazione della copertina, e Alessio Rega, che ha messo a disposizione la casa editrice LesFlâneurs Edizioni permettendoci di concretizzare il progetto in un ebook.

E ancora ringraziamo Paolo Iabichino che con grande entusiasmo ha coinvolto alcuni studenti della Scuola Holden e ha scritto per noi la postfazione, e già da adesso ringraziamo tutti coloro i quali acquisteranno il libro.

Il ricavato delle vendite di questo ebook andrà a sostegno del Dipartimento della Protezione Civile, che ringraziamo per averci permesso di dare un piccolo contributo allo straordinario lavoro che sta svolgendo in tutta Italia per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid- 19.»

Il progetto Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto ha una pagina Facebook e Instagram, da cui è possibile seguire tutti gli aggiornamenti, le notizie e scoprire le curiosità sull’ebook.

Per tutte le informazioni è possibile contattare la redazione Accento Acuto all’indirizzo infoaccentoacuto@gmail.com.

Il Matrimonio di Gogol in live streaming domani e giovedì per Spazio Teatro No’hma e Koreja

IL MATRIMONIO

da “Il Matrimonio” di Nikolaj Vasil’evič Gogol’

La rilettura dell’opera del drammaturgo russo in live streaming, per celebrare il sodalizio artistico tra Teatro No’hma e Koreja

Mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, alle ore 21, sarà possibile vedere in live streaming Il Matrimonio, lo spettacolo di Koreja, con la regia di Salvatore Tramacere. Il lavoro è il quinto appuntamento programmato nell’ambito de “Il mondo che vorremmo”, la Stagione 2019/20 dello Spazio Teatro No’hma di Milano diretto da Livia Pomodoro, con cui Koreja collabora ormai da dieci anni.

Per seguire lo streaming de Il Matrimonio sarà sufficiente collegarsi, alle ore 21 sul sito www.nohma.org oppure sul canale Youtube “Teatro No’hma”, senza bisogno di iscrizioni o password d’accesso.

Lo Spazio Teatro No’hma ha ospitato la compagnia pugliese per la prima volta nella stagione 2010/2011, intitolata “L’uomo e il senso delle cose”. Da quell’incontro è nato un vero e proprio sodalizio artistico, fondato sulla condivisione di progetti artistici di alto profilo, aperti alla sperimentazione e alla contaminazione multidisciplinare.

“Negli ultimi anni No’hma ha saputo fare di Teatro Koreja un punto di riferimento nella propria programmazione e nel proprio progetto di costruzione di bellezza per tutti e di tutti” – afferma la Presidente Livia Pomodoro – “No’hma e Teatro Koreja condividono un’affinità di intenti e di visione, nonché l’incrollabile amore per l’autenticità della ricerca artistica e culturale”.

La commedia in due atti composta da Gogol poco meno di due secoli fa, torna visibile con i suoi personaggi divertenti, quasi buffi. Personaggi che catapultati ai nostri giorni nascondono inquietudini e abissi di solitudine. Al centro di questa rilettura del testo, ancora una volta, l’uomo e i suoi conflitti visti attraverso uno schermo: sembra di assistere ad una trasmissione televisiva dove uomini e donne cercano l’intimità grazie a un sensale mediatico e proprio come in una trasmissione televisiva dove tutto è finto, costruito alla perfezione, si confrontano a botte di colpi di scena e lasciano spazio alla spettacolarizzazione del pianto e della tragedia che diventa la vera protagonista. A questo punto il teatro non può far altro che interessarsi all’uomo e analizzarlo senza pietà.

Alessandra Gaeta tra gli otto under 35 selezionati per la residenza artistica “Danzare la Terra Pro”: nell’attesa lezioni di danza e pilates su Skype

DanceOnAir News <<In questo momento in cui si oscilla da una camera all’altra, ci si sofferma ad ascoltare la pioggia come il più bel concerto mai udito prima, ecco un luminosissimo raggio di speranza per il nostro settore! Qualcosa si ‘muove’! È proprio il caso di dirlo! Tra decreti e restrizioni, leggo questa meravigliosa opportunità di crescita artistica e rido come una bimba felice nella mia cameretta da teen-ager!>>.

Con grande entusiasmo, Alessandra Gaeta, danzatrice e coreografa pugliese, annuncia così l’esito tanto atteso di una candidatura inviata tempo fa. Un esito positivo che oggi appare come un raggio di sole in un periodo buio per la danza e il mondo dello spettacolo. Si tratta della call “Danzare la Terra Pro” per la residenza artistica con Maristella Martella e Roberto Castello che coinvolgerà otto performer under 35 provenienti da tutta Italia. Fra i nomi degli artisti selezionati spicca quello della Gaeta. Un progetto realizzato da ASD Tarantarte con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea” a Corsano, in provincia di Lecce.

Sono state oltre quaranta le candidature pervenute e, dopo un’attenta analisi dei curricula e delle esperienze maturate, gli otto partecipanti – Marta Allegra, Erica Bravini, Riccardo Buscarini, Silvia Ciardo, Irene Fiordilino, Alessandra Gaeta, Michael Incarbone ed Elisabetta Rollo – sono stati selezionati dai curatori Maristella Martella e Roberto Castello e dal consiglio direttivo di Tarantarte. Durante la residenza si svolgeranno stage intensivi, attività didattiche e performative guidate, oltre che dalle insegnanti della scuola Tarantarte e da Maristella Martella, direttrice artistica e coreografa della compagnia – da Roberto Castello, fondatore di Aldes (associazione di artisti che dal 1993 produce e promuove opere di sperimentazione coreografica, muovendosi tra danza, teatro e arti visive) e tra i massimi esponenti e sperimentatori della danza contemporanea in Italia.

Nell’attesa di prender parte a questa nuova avventura, Alessandra non smette di allenare il suo corpo e, soprattutto, di trasmettere la sua passione, attraverso lezioni online per il centro Osteofit. Dal 1 aprile sarà possibile seguire i corsi tenuti dalla Gaeta su Skype secondo il seguente calendario settimanale: lezione di Pilates Lun/Mar/Ven ore 15:30; lezione DANCE FIRST THINK LATER il Mart/Giov/Sab ore 15:30. Resta ad accesso libero e gratuito la lezione in diretta streaming su Instagram (@osteofitbari) tutti i martedì alle ore 19:00. Per info costi e prenotazioni alle lezioni su Skype contattare la segreteria di Osteofit Bari al numero 3404569004.

27 marzo – Giornata mondiale del teatro dell’ITI-Unesco

IL 27 MARZO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO DELL’INTERNATIONAL THEATRE INSTITUTE  – UNESCO. IN QUESTO ANNO PARTICOLARE, SCONVOLTO DALLA PANDEMIA DEL CORONAVIRUS, L’AUTORE DEL MESSAGGIO, CHE DAL 1962 RISUONA NEI TEATRI E NELLE REALTÀ CULTURALI DI TUTTO IL MONDO, È IL DRAMMATURGO PAKISTANO SHAHID NADEEM.

È il drammaturgo pakistano Shahid Nadeem l’autore del Messaggio della Giornata Mondiale del Teatro promossa venerdì 27 marzo dall’International Theatre Institute dell’Unesco. Dal 1962 ogni anno risuona un unico Messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del teatro e della cultura della pace. Purtroppo la grave emergenza sanitaria internazionale provocata dal Coronavirus non consentirà le consuete celebrazioni in Italia e in Europa e in molti paesi nel resto del Mondo. Sono rinviati anche due appuntamenti organizzati in collaborazione con il Centro italiano dell’ITI-Unesco presieduto da Fabio Tolledi, direttore artistico di Astràgali Teatro. In particolare saltano l’attesa giornata conclusiva di “Scrivere il teatro”, concorso per le scuole indetto dal MIUR e tutte le iniziative della settima Giornata Nazionale di Teatro in Carcere promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Dopo, tra gli altri, Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, Isabelle Huppert, Simon Mc Burney, Sabina Berman, Were Were Liking, Ram Gopal Bajaj, Maya Zbib, Carlos Celdràn, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka, nel 2020 la scrittura del Messaggio è stata affidata a Shahid Nadeem.

Shahid Nadeem

L’autore
Tra i più importanti drammaturghi del Pakistan, leader del famoso Teatro Ajoka, Shahid Nadeem ha scritto più di 50 opere originali su temi di forte rilevanza sociale in Punjabi e Urdu, tradotte e pubblicate in inglese, oltre a diversi adattamenti delle opere di Brecht. Le sue opere sono state messe in scene in Pakistan, India e nel resto del mondo. Incarcerato tre volte sotto vari governi militari, per la sua attività di opposizione, è stato adottato come prigioniero di coscienza da Amnesty International. Nel carcere pakistano di Mianwali, ha iniziato a scrivere opere teatrali realizzate da e per i prigionieri. Successivamente ha lavorato come Coordinatore delle Campagne Internazionali e Responsabile delle Comunicazioni dell’area Asia-Pacifico per Amnesty International. Membro della rete Theatre Without Borders, è stato tra i componenti del Getty Research Institute, dell’International Pen e dello USA and National Endowment for Democracy. Nadeem ha lavorato per importanti giornali e tv e ha prodotto numerosi documentari. Il drammaturgo affronta con grande capacità temi sociali e politici contemporanei, legandoli a forme tradizionali e al patrimonio popolare, dando vita ad un un teatro brillante e intellettualmente stimolante.

Il messaggio
(Traduzione di Roberta Quarta per il Centro Italiano dell’International Theatre Institute)
Alla fine di uno spettacolo del Teatro Ajoka (1) sul poeta sufi Bulleh Shah (2), un uomo anziano, accompagnato da un giovane, si avvicinò all’attore che aveva interpretato il ruolo del grande Sufi (3) e gli disse: “Mio nipote non sta bene, per favore, lo benedica”. L’attore rimase sorpreso e gli rispose: “Non sono Bulleh Shah, sono solo un attore che interpreta questo ruolo”. L’uomo anziano gli disse: “Figlio mio, tu non sei un attore, sei una reincarnazione di Bulleh Shah, il suo Avatar (4)”. Improvvisamente si dischiuse davanti a noi un concetto completamente nuovo di teatro, in cui l’attore diventa la reincarnazione del personaggio che sta interpretando. Esplorare storie come quella di Bulleh Shah, e ce ne sono tante in tutte le culture, può diventare un ponte tra noi, persone di teatro, e un pubblico inconsapevole ma entusiasta. Quando siamo sul palcoscenico, a volte veniamo assorbiti dalla nostra filosofia di teatro, dal nostro ruolo di precursori del cambiamento sociale e ci dimentichiamo di gran parte delle masse. Nel nostro impegno con le sfide del presente, ci priviamo della possibilità di un’esperienza spirituale profondamente toccante che il teatro può offrire. Nel mondo di oggi in cui l’intolleranza, l’odio e la violenza aumentano sempre di più, e in cui il nostro pianeta sta precipitando nella catastrofe climatica, abbiamo bisogno di recuperare la nostra forza spirituale. Abbiamo bisogno di combattere l’apatia, l’indolenza, il pessimismo, l’avidità e il disprezzo per il mondo in cui viviamo, per il pianeta in cui viviamo. Il teatro ha un ruolo, un ruolo nobile, nel dare energia e spingere l’umanità a resistere alla sua caduta nell’abisso. Il teatro può trasformare il palcoscenico, lo spazio dello spettacolo, rendendolo qualcosa di sacro. Nell’Asia del sud, gli artisti toccano con riverenza le assi del palcoscenico prima di salirvi sopra, secondo un’antica tradizione che risale a un tempo in cui lo spirituale e il culturale si intrecciavano. È tempo di riguadagnare questa relazione simbiotica tra l’artista e il pubblico, tra il passato e il futuro. Fare teatro può essere un atto sacro e gli attori possono davvero diventare gli avatar dei ruoli che interpretano. Il teatro ha il potenziale per diventare un tempio e il tempio uno spazio dello spettacolo.

Note (1) Teatro Ajoka: fondato nel 1984. In punjabi la parola Ajoka significa “contemporaneo”. Il suo repertorio comprende spettacoli sulla tolleranza religiosa, la pace, la violenza di genere, i diritti umani. (2) Sufismo: la tradizione mistica islamica, la poesia sufi, per lo più in musica, esprime l’unione mistica attraverso le metafore dell’amore profano. (3) Bulleh Shah (1680-1757): un importante poeta sufi punjabi,la cui opera tratta argomenti filosofici complessi con un linguaggio semplice. Fortemente critico dell’ortodossia religiosa fuaccusato di eresia e gli fu negata la sepoltura nel cimitero della sua città. Popolare oltre le contrapposizioni religiose. (4) Avatar: secondo la cultura indù reincarnazione o manifestazione sulla terra di un maestro divino.

ITI-UNESCO
Fondata nel 1948 a Praga, da esperti di teatro e danza dell’UNESCO, l’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa, operante in ambito culturale, in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, ed ha come obiettivo lo sviluppo di pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. Mission primarie dell’ITI sono la promozione della pace attraverso l’arte, il sostegno dell’innovazione nelle arti performative, la valorizzazione delle diversità culturali, il rispetto dei diritti umani nel campo delle arti dello spettacolo. Tra le più note iniziative promosse a livello mondiale dall’International Theatre Institute figurano la Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo), l’International Dance Day (29 aprile), il Theatre of Nations, dove si sono esibiti per la prima volta in Occidente, dopo la seconda Guerra  mondiale, l’Opera di Pechino, il  Berliner Ensemble, il Teatro Kabuki, il Teatro d’Arte di Mosca.

Info
www.world-theatre-day.org/index.html
www.iti-worldwide.org/
itiitaliancentre.wordpress.com/

DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice

Domenico Iannone nello spazio DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, in studio Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice. (puntata del 4 marzo 2020)

Ivana Mastroviti è nata a Terlizzi (Bari) il 24 giugno 1988. Inizia i suoi studi di danza a Giovinazzo presso la scuola “College of Dance” di Anna Damiani. Nel 2001 entra a far parte della compagnia giovanile “Puglia Danza” diretta da Orazio Caiti partecipando a diversi festival. Nel 2002 vince una borsa di studio per due settimane all’ “English National Ballet” e nel 2004 si diploma alla “Royal Accademy Dance” (RAD) con il massimo dei voti. Nel 2005 entra come borsista nella “Scuola del Balletto di Toscana” a Firenze diretta da Cristina Bozzolini e nel maggio 2006 viene inserita nella compagnia “Junior Balletto di Toscana”. Dall’ottobre del 2007 danza nel “Balletto di Roma” per poi entrare nell’agosto 2009 come solista nella compagnia Aterballetto attualmente diretta da Gigi Cristoforetti e dalla coordinatrice artistica Sveva Berti.

Carmen Ventrice, docente e coreografa, docente presso il Liceo Coreutico di Bisceglie. Carmen Ventrice nasce ad Ischia (Na) nel 1984. Intraprende gli studi di danza classica nel 1990; in qualità di danzatrice professionista riceve premi e riconoscimenti artistici nazionali e internazionali in concorsi, rassegne, festivals, workshops.

A seguito della laurea di primo livello in Discipline coreutiche presso l’Accademia Nazionale di danza di Roma, nel 2009 ivi consegue la laurea di secondo livello – Biennio specialistico a indirizzo danza classica – con il massimo dei voti. Durante e successivamente agli anni accademici continua il suo perfezionamento in danza classica, contemporanea, jazz, Teatro Danza, tango, flamenco, BodyCodeSystem, Pilates, Danza Movimento terapia, danze di carattere, canto e recitazione teatrale.Prosegue la sua carriera come danzatrice, coreografa e docente dedicandosi a tournée teatrali, collaborazioni con enti lirici, reti televisive, centri di formazione professionale, scuole statali, conservatori, accademie. Dal 2012 ad oggi danza per One Billion Rising, Operation Smile Italia Onlus e l’Ambasciata britannica per denunciare cause sociali come la violenza sui minori nei paesi in conflitto, mortalità infantile e violenza contro le donne.  Attualmente docente di Tecnica della danza classica e Laboratorio Coreutico e Coreografico presso il Liceo Coreutico Statale “L. da Vinci” di Bisceglie (Ba) e Membro del Consiglio Internazionale della Danza di Parigi Unesco, prosegue il suo aggiornamento grazie al Terzo Convegno Internazionale per le Arti Performative e Medicina della danza, Concorsi Letterari europei (Diploma OPE-UE), Congresso Nazionale della Società Italiana di Musicologia, Giornate Mondiali della Danza (CID-Unesco), Corso di Aggiornamento Scuola di ballo Teatro di San Carlo di Napoli,   laboratori e seminari di perfezionamento quali “La figura del docente di danza nell’Italia del Terzo millennio”, “Giornate di studio per il Maestro Alberto Testa” , “Licei Musicali e Coreutici: dalle linee guida al curricolo di indirizzo”.

Maria Letizia Cipriani, arte terapeuta espressiva, supervisor e docente, si è formata presso l’Istituto di Arteterapia Transdisciplinaria di Barcellona (IATBA), in collaborazione con la European Graduate School Svizzera (EGS). Formata in psicodramma, Teatro dell’Oppresso e Playback Theater con Monica Sorin e Mercedes Gysin, è stata cofondatrice e attrice della compagnia teatrale l’Andante (Teatro di improvvisazione sociale). Trasferitasi in Puglia, continua a collaborare con realtà nazionali ed estere nel campo delle arti terapie espressive in ambito clinico, educativo e sociale.

Conferenza Stampa domani sulle ripercussioni indotte dal Coronavisus sul comparto teatrale

Il Consorzio Tric – Teatri di Bari (Teatri di rilevante interesse culturale) vi invita alla conferenza stampa domani

Sabato 7 marzo, ore 11 al Teatro Kismet (Strada San Giorgio martire, 22/F, Bari)

Si discuteranno importanti questioni relative alla gestione dei teatri del Consorzio, alla luce delle pesanti ripercussioni sul comparto seguite alle misure per il contenimento del virus Covid-19. Ovvero le disposizioni previste dal DPCM del 4 marzo 2020, che ha imposto il blocco agli spettacoli dal vivo nei luoghi con “affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”, fino al 3 aprile 2020.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su RKO:

Durante l’incontro interverranno:

AUGUSTO MASIELLO – Presidente di Teatri di Bari

VINCENZO CIPRIANO – Direttore di Teatri di Bari

TERESA LUDOVICO – Regista

DOMENICO IANNONE – Presidente Associazione Altradanza

CARLO CHICCO – Direttore RKO


La stampa è invitata a partecipare.


Nel Castello di Barbablù in scena al Kismet domenica 1 marzo

Nel Castello di Barbablù in scena al Teatro Kismet. Secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro Spettacolo adatto a un pubblico a partire dai 10 anni 1 marzo

Un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora, per imparare ad affrontare le nostre paure, è al centro del secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro 2019/2020 di Teatri di Bari al Kismet, a cura di Teresa Ludovico. L’opificio delle arti in strada San Giorgio martire ospita domenica 1 marzo, alle ore 18, Nel Castello di Barbablù, una produzione Kuziba Teatro adatta a un pubblico a partire dai 10 anni. Un racconto ‘di formazione’ dove si impara come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

Lo spettacolo

Kuziba Teatro NEL CASTELLO DI BARBABLÙ [da 10 anni] con Livio Berardi, Rossana Farinati, Annabella Tedone drammaturgia e regia Raffaella Giancipoli

“Ma anche tu hai paura quando sei al buio e ti senti solo e non sai dove andare?”Dentro questa storia c’è un letto a castello, dentro a questo letto c’è un sogno e nel sogno c’è un castello dove vive un uomo con una lunga barba blu. Dentro questa storia c’è un giovane sposa, un fratello, una madre e un labirinto di corridoi, porte e scale tutto da scoprire. Dentro questa storia ci sono le ombre che fanno paura, c’è la paura di lasciar andare i propri figli e c’è una chiave che apre la porta di una stanza proibita. Proibita fino a quando la giovane sposa di Barbablù, non decide di ascoltare il suo istinto e aprirla. Nel castello di Barbablù è un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora di noi e del mondo che ci circonda, è un percorso dentro la curiosità che ci permette di sfidare le nostre paure e che ci racconta di come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18. Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211. Il ticket è scontato del 50% ai possessori della tessera nominale Kid(s)met. Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito www.teatridibari.it