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Appello alla Regione Puglia dagli operatori dello spettacolo: senza aiuto regionale, rischiamo di chiudere

Foggia, 12/05/2020 – Un insieme di operatori del comparto cultura e spettacolo pugliesi fanno appello alla Regione Puglia affinché si attivi un circuito di sostegno economico alle realtà imprenditoriali e artistiche che, a causa del coronavirushanno visto azzerate le attività lavorative a cui avrebbero dovuto prendere parte nel 2020.

Circa quaranta operatori dello spettacolo hanno firmato un appello inviato ieri alla Regione, affinché i fondi che di solito vengono concessi attraverso la Regione o attraverso Agenzie Regionali, diventino momentaneamente uno strumento rapido per aiutare i tanti del settore che, a discapito del proprio impegno, preparazione e investimenti, si trovano in lockdown professionale a causa del Covid19.

Marco Maffei, tecnico del suono, insieme a diversi lavoratori dello spettacolo, tra cui il tecnico luci Giuseppe La Torre e l’operatore nella comunicazione culturale Salvatore Imperio, hanno raccolto diverse adesioni tra artisti, tecnici, organizzatori di eventi, spazi teatrali, service ed altri, dopo essersi interfacciati con loro per focalizzare le reali esigenze in un momento storico come questo, che ha messo tutte le attività culturali in un “tempo sospeso”.

È palese che il settore cultura e spettacolo sarà l’ultimo a sbloccarsi e che, senza un’adeguata e celere iniezione di liquidità anche dalle Regioni, ci sarà una grossa perdita di risorse umane e di aziende. Non dimentichiamo che l’intera filiera della cultura e dello spettacolo è ferma da fine febbraio e resterà ferma fino a data da definirsi (l’ISS – Istituto Superiore della Sanità parla di marzo 2021) e che si trova tutta in una situazione di grave difficoltà”, hanno dichiarato i portavoce nell’appello rivolto ad Emiliano.

Il rischio molto alto è che molti dei lavoratori di questo settore, che in Puglia vanta anche agenzie regionali nate appositamente per i talenti e per gli operatori, vengano messi nella condizione più tragica della chiusura della propria attività perché sobbarcati, oltre che dagli investimenti per rimanere sul mercato, anche dai costi e dalle tassazioni altissime del sistema italiano.

Tra i vari punti dell’istanza inviata al Presidente Emiliano e ai settori cultura e turismo citiamo “Considerando che la Regione Puglia investe da anni per la valorizzazione culturale del proprio territorio, oggi si richiede alla Regione stessa un atto di coerenza, che scongiuri il rischio di veder svanire tutti gli sforzi fatti sino ad oggi e di vedere diventare culturalmente sterile una regione che ha un comparto cultura e spettacolo forte e produttivo, fatto anche di piccole realtà che hanno portato con orgoglio la Puglia in giro per il mondo con varie forme e modalità.”

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto è un progetto editoriale corale nato da un’idea di Cristiano Carriero sul gruppo privato Facebook de LA Content Academy e diventato un ebook edito da LesFlâneurs Edizioni.

Il progetto mescola le voci di persone comuni, scrittori ed esperti di comunicazione da tutta Italia con un solo obiettivo: vincere ogni solitudine e accorciare le distanze raccogliendo sguardi diversi sulla condizione di quarantena che stiamo vivendo.

La libertà di organizzare il quotidiano, il lavoro, la famiglia, la gente per strada, la vita vissuta con pienezza: questi alcuni dei temi che l’ebook, in uscita mercoledì 15 aprile e già in preordine sulla piattaforma Amazon, racconterà ai lettori.

Tra i contributi  presenti nell’ebook il lettore troverà i testi di Lorenzo Marone, Silvia Gianatti, Francesco Scarrone, Giulia Ciarapica, Gianluca Morozzi, Michela Marzano, Vera Gheno, Serena Uccello, Annarita Briganti, Francesco D’Amore, Alessio Romano, Erica Donzella, Valentina Sagnibene, Maria Silvia Avanzato, Annamaria Anelli, Eliselle, Matteo Bianconi, Dante Marmone, Alessandra Minervini, Dino Amenduni, Piero Babudro, Boris Sollazzo, Luigi Pane, Cristiano Carriero, Alessandro Piemontese, Marco Napoletano, Francesco Poroli, Ella Marciello, Giovanni Sasso e Luciano Zaami, che con grande generosità e sensibilità d’animo hanno subito partecipato inviando una loro riflessione sul tema proposto.

Il progetto editoriale è stato coordinato dal gruppo Accento Acuto, formato da Alida Melacarne, Eleonora Usai, Cristina Soldano, Lorena Carella, Giancarla Trizio e Liliana Brucato, studentesse del corso di Narrazione de LA Content Academy, che hanno curato la selezione dei contributi e il lavoro redazionale dell’ebook in collaborazione con Matteo Bianconi.

«L’adesione immediata di scrittori e personalità dell’ambito della comunicazione a questo progetto è stata straordinaria e sorprendente, come lo è stata quella di tanta gente comune che ha voluto inviarci il proprio contributo e condividere un po’ del proprio sentire con noi e con tutti i lettori – dichiara il gruppo Accento Acuto – e  per questo vogliamo ringraziare Cristiano Carriero, fondatore de LA Content Academy, che ci ha subito sostenute e ha reso possibile la riuscita del progetto editoriale.

Vogliamo ringraziare Francesco Poroli che con grande disponibilità e amore ha creato l’illustrazione della copertina, e Alessio Rega, che ha messo a disposizione la casa editrice LesFlâneurs Edizioni permettendoci di concretizzare il progetto in un ebook.

E ancora ringraziamo Paolo Iabichino che con grande entusiasmo ha coinvolto alcuni studenti della Scuola Holden e ha scritto per noi la postfazione, e già da adesso ringraziamo tutti coloro i quali acquisteranno il libro.

Il ricavato delle vendite di questo ebook andrà a sostegno del Dipartimento della Protezione Civile, che ringraziamo per averci permesso di dare un piccolo contributo allo straordinario lavoro che sta svolgendo in tutta Italia per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid- 19.»

Il progetto Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto ha una pagina Facebook e Instagram, da cui è possibile seguire tutti gli aggiornamenti, le notizie e scoprire le curiosità sull’ebook.

Per tutte le informazioni è possibile contattare la redazione Accento Acuto all’indirizzo infoaccentoacuto@gmail.com.

Il Matrimonio di Gogol in live streaming domani e giovedì per Spazio Teatro No’hma e Koreja

IL MATRIMONIO

da “Il Matrimonio” di Nikolaj Vasil’evič Gogol’

La rilettura dell’opera del drammaturgo russo in live streaming, per celebrare il sodalizio artistico tra Teatro No’hma e Koreja

Mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, alle ore 21, sarà possibile vedere in live streaming Il Matrimonio, lo spettacolo di Koreja, con la regia di Salvatore Tramacere. Il lavoro è il quinto appuntamento programmato nell’ambito de “Il mondo che vorremmo”, la Stagione 2019/20 dello Spazio Teatro No’hma di Milano diretto da Livia Pomodoro, con cui Koreja collabora ormai da dieci anni.

Per seguire lo streaming de Il Matrimonio sarà sufficiente collegarsi, alle ore 21 sul sito www.nohma.org oppure sul canale Youtube “Teatro No’hma”, senza bisogno di iscrizioni o password d’accesso.

Lo Spazio Teatro No’hma ha ospitato la compagnia pugliese per la prima volta nella stagione 2010/2011, intitolata “L’uomo e il senso delle cose”. Da quell’incontro è nato un vero e proprio sodalizio artistico, fondato sulla condivisione di progetti artistici di alto profilo, aperti alla sperimentazione e alla contaminazione multidisciplinare.

“Negli ultimi anni No’hma ha saputo fare di Teatro Koreja un punto di riferimento nella propria programmazione e nel proprio progetto di costruzione di bellezza per tutti e di tutti” – afferma la Presidente Livia Pomodoro – “No’hma e Teatro Koreja condividono un’affinità di intenti e di visione, nonché l’incrollabile amore per l’autenticità della ricerca artistica e culturale”.

La commedia in due atti composta da Gogol poco meno di due secoli fa, torna visibile con i suoi personaggi divertenti, quasi buffi. Personaggi che catapultati ai nostri giorni nascondono inquietudini e abissi di solitudine. Al centro di questa rilettura del testo, ancora una volta, l’uomo e i suoi conflitti visti attraverso uno schermo: sembra di assistere ad una trasmissione televisiva dove uomini e donne cercano l’intimità grazie a un sensale mediatico e proprio come in una trasmissione televisiva dove tutto è finto, costruito alla perfezione, si confrontano a botte di colpi di scena e lasciano spazio alla spettacolarizzazione del pianto e della tragedia che diventa la vera protagonista. A questo punto il teatro non può far altro che interessarsi all’uomo e analizzarlo senza pietà.

Alessandra Gaeta tra gli otto under 35 selezionati per la residenza artistica “Danzare la Terra Pro”: nell’attesa lezioni di danza e pilates su Skype

DanceOnAir News <<In questo momento in cui si oscilla da una camera all’altra, ci si sofferma ad ascoltare la pioggia come il più bel concerto mai udito prima, ecco un luminosissimo raggio di speranza per il nostro settore! Qualcosa si ‘muove’! È proprio il caso di dirlo! Tra decreti e restrizioni, leggo questa meravigliosa opportunità di crescita artistica e rido come una bimba felice nella mia cameretta da teen-ager!>>.

Con grande entusiasmo, Alessandra Gaeta, danzatrice e coreografa pugliese, annuncia così l’esito tanto atteso di una candidatura inviata tempo fa. Un esito positivo che oggi appare come un raggio di sole in un periodo buio per la danza e il mondo dello spettacolo. Si tratta della call “Danzare la Terra Pro” per la residenza artistica con Maristella Martella e Roberto Castello che coinvolgerà otto performer under 35 provenienti da tutta Italia. Fra i nomi degli artisti selezionati spicca quello della Gaeta. Un progetto realizzato da ASD Tarantarte con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea” a Corsano, in provincia di Lecce.

Sono state oltre quaranta le candidature pervenute e, dopo un’attenta analisi dei curricula e delle esperienze maturate, gli otto partecipanti – Marta Allegra, Erica Bravini, Riccardo Buscarini, Silvia Ciardo, Irene Fiordilino, Alessandra Gaeta, Michael Incarbone ed Elisabetta Rollo – sono stati selezionati dai curatori Maristella Martella e Roberto Castello e dal consiglio direttivo di Tarantarte. Durante la residenza si svolgeranno stage intensivi, attività didattiche e performative guidate, oltre che dalle insegnanti della scuola Tarantarte e da Maristella Martella, direttrice artistica e coreografa della compagnia – da Roberto Castello, fondatore di Aldes (associazione di artisti che dal 1993 produce e promuove opere di sperimentazione coreografica, muovendosi tra danza, teatro e arti visive) e tra i massimi esponenti e sperimentatori della danza contemporanea in Italia.

Nell’attesa di prender parte a questa nuova avventura, Alessandra non smette di allenare il suo corpo e, soprattutto, di trasmettere la sua passione, attraverso lezioni online per il centro Osteofit. Dal 1 aprile sarà possibile seguire i corsi tenuti dalla Gaeta su Skype secondo il seguente calendario settimanale: lezione di Pilates Lun/Mar/Ven ore 15:30; lezione DANCE FIRST THINK LATER il Mart/Giov/Sab ore 15:30. Resta ad accesso libero e gratuito la lezione in diretta streaming su Instagram (@osteofitbari) tutti i martedì alle ore 19:00. Per info costi e prenotazioni alle lezioni su Skype contattare la segreteria di Osteofit Bari al numero 3404569004.

27 marzo – Giornata mondiale del teatro dell’ITI-Unesco

IL 27 MARZO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO DELL’INTERNATIONAL THEATRE INSTITUTE  – UNESCO. IN QUESTO ANNO PARTICOLARE, SCONVOLTO DALLA PANDEMIA DEL CORONAVIRUS, L’AUTORE DEL MESSAGGIO, CHE DAL 1962 RISUONA NEI TEATRI E NELLE REALTÀ CULTURALI DI TUTTO IL MONDO, È IL DRAMMATURGO PAKISTANO SHAHID NADEEM.

È il drammaturgo pakistano Shahid Nadeem l’autore del Messaggio della Giornata Mondiale del Teatro promossa venerdì 27 marzo dall’International Theatre Institute dell’Unesco. Dal 1962 ogni anno risuona un unico Messaggio, affidato a una personalità della cultura mondiale per testimoniare le riflessioni vive sul tema del teatro e della cultura della pace. Purtroppo la grave emergenza sanitaria internazionale provocata dal Coronavirus non consentirà le consuete celebrazioni in Italia e in Europa e in molti paesi nel resto del Mondo. Sono rinviati anche due appuntamenti organizzati in collaborazione con il Centro italiano dell’ITI-Unesco presieduto da Fabio Tolledi, direttore artistico di Astràgali Teatro. In particolare saltano l’attesa giornata conclusiva di “Scrivere il teatro”, concorso per le scuole indetto dal MIUR e tutte le iniziative della settima Giornata Nazionale di Teatro in Carcere promossa dal Coordinamento Nazionale del Teatro in Carcere, costituito da cinquanta esperienze teatrali diffuse su tutto il territorio italiano, con il sostegno del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.

Dopo, tra gli altri, Jean Cocteau, Arthur Miller, Laurence Olivier, Jean-Louis Barraul, Peter Brook, Dimitri Chostakovitch, Maurice Béjart, Luchino Visconti, Richard Burton, Ellen Stewart, Eugène Ionesco, Umberto Orsini, Vaclav Havel, Ariane Mnouchkine, Augusto Boal, John Malkovich, Isabelle Huppert, Simon Mc Burney, Sabina Berman, Were Were Liking, Ram Gopal Bajaj, Maya Zbib, Carlos Celdràn, i Premi Nobel Miguel Angel Asturias, Dario Fo, Pablo Neruda, Wole Soyinka, nel 2020 la scrittura del Messaggio è stata affidata a Shahid Nadeem.

Shahid Nadeem

L’autore
Tra i più importanti drammaturghi del Pakistan, leader del famoso Teatro Ajoka, Shahid Nadeem ha scritto più di 50 opere originali su temi di forte rilevanza sociale in Punjabi e Urdu, tradotte e pubblicate in inglese, oltre a diversi adattamenti delle opere di Brecht. Le sue opere sono state messe in scene in Pakistan, India e nel resto del mondo. Incarcerato tre volte sotto vari governi militari, per la sua attività di opposizione, è stato adottato come prigioniero di coscienza da Amnesty International. Nel carcere pakistano di Mianwali, ha iniziato a scrivere opere teatrali realizzate da e per i prigionieri. Successivamente ha lavorato come Coordinatore delle Campagne Internazionali e Responsabile delle Comunicazioni dell’area Asia-Pacifico per Amnesty International. Membro della rete Theatre Without Borders, è stato tra i componenti del Getty Research Institute, dell’International Pen e dello USA and National Endowment for Democracy. Nadeem ha lavorato per importanti giornali e tv e ha prodotto numerosi documentari. Il drammaturgo affronta con grande capacità temi sociali e politici contemporanei, legandoli a forme tradizionali e al patrimonio popolare, dando vita ad un un teatro brillante e intellettualmente stimolante.

Il messaggio
(Traduzione di Roberta Quarta per il Centro Italiano dell’International Theatre Institute)
Alla fine di uno spettacolo del Teatro Ajoka (1) sul poeta sufi Bulleh Shah (2), un uomo anziano, accompagnato da un giovane, si avvicinò all’attore che aveva interpretato il ruolo del grande Sufi (3) e gli disse: “Mio nipote non sta bene, per favore, lo benedica”. L’attore rimase sorpreso e gli rispose: “Non sono Bulleh Shah, sono solo un attore che interpreta questo ruolo”. L’uomo anziano gli disse: “Figlio mio, tu non sei un attore, sei una reincarnazione di Bulleh Shah, il suo Avatar (4)”. Improvvisamente si dischiuse davanti a noi un concetto completamente nuovo di teatro, in cui l’attore diventa la reincarnazione del personaggio che sta interpretando. Esplorare storie come quella di Bulleh Shah, e ce ne sono tante in tutte le culture, può diventare un ponte tra noi, persone di teatro, e un pubblico inconsapevole ma entusiasta. Quando siamo sul palcoscenico, a volte veniamo assorbiti dalla nostra filosofia di teatro, dal nostro ruolo di precursori del cambiamento sociale e ci dimentichiamo di gran parte delle masse. Nel nostro impegno con le sfide del presente, ci priviamo della possibilità di un’esperienza spirituale profondamente toccante che il teatro può offrire. Nel mondo di oggi in cui l’intolleranza, l’odio e la violenza aumentano sempre di più, e in cui il nostro pianeta sta precipitando nella catastrofe climatica, abbiamo bisogno di recuperare la nostra forza spirituale. Abbiamo bisogno di combattere l’apatia, l’indolenza, il pessimismo, l’avidità e il disprezzo per il mondo in cui viviamo, per il pianeta in cui viviamo. Il teatro ha un ruolo, un ruolo nobile, nel dare energia e spingere l’umanità a resistere alla sua caduta nell’abisso. Il teatro può trasformare il palcoscenico, lo spazio dello spettacolo, rendendolo qualcosa di sacro. Nell’Asia del sud, gli artisti toccano con riverenza le assi del palcoscenico prima di salirvi sopra, secondo un’antica tradizione che risale a un tempo in cui lo spirituale e il culturale si intrecciavano. È tempo di riguadagnare questa relazione simbiotica tra l’artista e il pubblico, tra il passato e il futuro. Fare teatro può essere un atto sacro e gli attori possono davvero diventare gli avatar dei ruoli che interpretano. Il teatro ha il potenziale per diventare un tempio e il tempio uno spazio dello spettacolo.

Note (1) Teatro Ajoka: fondato nel 1984. In punjabi la parola Ajoka significa “contemporaneo”. Il suo repertorio comprende spettacoli sulla tolleranza religiosa, la pace, la violenza di genere, i diritti umani. (2) Sufismo: la tradizione mistica islamica, la poesia sufi, per lo più in musica, esprime l’unione mistica attraverso le metafore dell’amore profano. (3) Bulleh Shah (1680-1757): un importante poeta sufi punjabi,la cui opera tratta argomenti filosofici complessi con un linguaggio semplice. Fortemente critico dell’ortodossia religiosa fuaccusato di eresia e gli fu negata la sepoltura nel cimitero della sua città. Popolare oltre le contrapposizioni religiose. (4) Avatar: secondo la cultura indù reincarnazione o manifestazione sulla terra di un maestro divino.

ITI-UNESCO
Fondata nel 1948 a Praga, da esperti di teatro e danza dell’UNESCO, l’International Theatre Institute, unica organizzazione non governativa, operante in ambito culturale, in relazioni formali con l’UNESCO, è presente con Centri Nazionali in circa 100 Paesi, ed ha come obiettivo lo sviluppo di pratiche di cooperazione tra artisti e istituzioni teatrali a livello internazionale, per consolidare collaborazioni tra operatori culturali di tutto il mondo e favorire il dialogo interculturale. Mission primarie dell’ITI sono la promozione della pace attraverso l’arte, il sostegno dell’innovazione nelle arti performative, la valorizzazione delle diversità culturali, il rispetto dei diritti umani nel campo delle arti dello spettacolo. Tra le più note iniziative promosse a livello mondiale dall’International Theatre Institute figurano la Giornata Mondiale del Teatro (27 marzo), l’International Dance Day (29 aprile), il Theatre of Nations, dove si sono esibiti per la prima volta in Occidente, dopo la seconda Guerra  mondiale, l’Opera di Pechino, il  Berliner Ensemble, il Teatro Kabuki, il Teatro d’Arte di Mosca.

Info
www.world-theatre-day.org/index.html
www.iti-worldwide.org/
itiitaliancentre.wordpress.com/

DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice

Domenico Iannone nello spazio DanceOnAir ha ospitato Ivana Mastroviti, in studio Maria Letizia Cipriani e Carmen Ventrice. (puntata del 4 marzo 2020)

Ivana Mastroviti è nata a Terlizzi (Bari) il 24 giugno 1988. Inizia i suoi studi di danza a Giovinazzo presso la scuola “College of Dance” di Anna Damiani. Nel 2001 entra a far parte della compagnia giovanile “Puglia Danza” diretta da Orazio Caiti partecipando a diversi festival. Nel 2002 vince una borsa di studio per due settimane all’ “English National Ballet” e nel 2004 si diploma alla “Royal Accademy Dance” (RAD) con il massimo dei voti. Nel 2005 entra come borsista nella “Scuola del Balletto di Toscana” a Firenze diretta da Cristina Bozzolini e nel maggio 2006 viene inserita nella compagnia “Junior Balletto di Toscana”. Dall’ottobre del 2007 danza nel “Balletto di Roma” per poi entrare nell’agosto 2009 come solista nella compagnia Aterballetto attualmente diretta da Gigi Cristoforetti e dalla coordinatrice artistica Sveva Berti.

Carmen Ventrice, docente e coreografa, docente presso il Liceo Coreutico di Bisceglie. Carmen Ventrice nasce ad Ischia (Na) nel 1984. Intraprende gli studi di danza classica nel 1990; in qualità di danzatrice professionista riceve premi e riconoscimenti artistici nazionali e internazionali in concorsi, rassegne, festivals, workshops.

A seguito della laurea di primo livello in Discipline coreutiche presso l’Accademia Nazionale di danza di Roma, nel 2009 ivi consegue la laurea di secondo livello – Biennio specialistico a indirizzo danza classica – con il massimo dei voti. Durante e successivamente agli anni accademici continua il suo perfezionamento in danza classica, contemporanea, jazz, Teatro Danza, tango, flamenco, BodyCodeSystem, Pilates, Danza Movimento terapia, danze di carattere, canto e recitazione teatrale.Prosegue la sua carriera come danzatrice, coreografa e docente dedicandosi a tournée teatrali, collaborazioni con enti lirici, reti televisive, centri di formazione professionale, scuole statali, conservatori, accademie. Dal 2012 ad oggi danza per One Billion Rising, Operation Smile Italia Onlus e l’Ambasciata britannica per denunciare cause sociali come la violenza sui minori nei paesi in conflitto, mortalità infantile e violenza contro le donne.  Attualmente docente di Tecnica della danza classica e Laboratorio Coreutico e Coreografico presso il Liceo Coreutico Statale “L. da Vinci” di Bisceglie (Ba) e Membro del Consiglio Internazionale della Danza di Parigi Unesco, prosegue il suo aggiornamento grazie al Terzo Convegno Internazionale per le Arti Performative e Medicina della danza, Concorsi Letterari europei (Diploma OPE-UE), Congresso Nazionale della Società Italiana di Musicologia, Giornate Mondiali della Danza (CID-Unesco), Corso di Aggiornamento Scuola di ballo Teatro di San Carlo di Napoli,   laboratori e seminari di perfezionamento quali “La figura del docente di danza nell’Italia del Terzo millennio”, “Giornate di studio per il Maestro Alberto Testa” , “Licei Musicali e Coreutici: dalle linee guida al curricolo di indirizzo”.

Maria Letizia Cipriani, arte terapeuta espressiva, supervisor e docente, si è formata presso l’Istituto di Arteterapia Transdisciplinaria di Barcellona (IATBA), in collaborazione con la European Graduate School Svizzera (EGS). Formata in psicodramma, Teatro dell’Oppresso e Playback Theater con Monica Sorin e Mercedes Gysin, è stata cofondatrice e attrice della compagnia teatrale l’Andante (Teatro di improvvisazione sociale). Trasferitasi in Puglia, continua a collaborare con realtà nazionali ed estere nel campo delle arti terapie espressive in ambito clinico, educativo e sociale.

Conferenza Stampa domani sulle ripercussioni indotte dal Coronavisus sul comparto teatrale

Il Consorzio Tric – Teatri di Bari (Teatri di rilevante interesse culturale) vi invita alla conferenza stampa domani

Sabato 7 marzo, ore 11 al Teatro Kismet (Strada San Giorgio martire, 22/F, Bari)

Si discuteranno importanti questioni relative alla gestione dei teatri del Consorzio, alla luce delle pesanti ripercussioni sul comparto seguite alle misure per il contenimento del virus Covid-19. Ovvero le disposizioni previste dal DPCM del 4 marzo 2020, che ha imposto il blocco agli spettacoli dal vivo nei luoghi con “affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”, fino al 3 aprile 2020.

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su RKO:

Durante l’incontro interverranno:

AUGUSTO MASIELLO – Presidente di Teatri di Bari

VINCENZO CIPRIANO – Direttore di Teatri di Bari

TERESA LUDOVICO – Regista

DOMENICO IANNONE – Presidente Associazione Altradanza

CARLO CHICCO – Direttore RKO


La stampa è invitata a partecipare.


Nel Castello di Barbablù in scena al Kismet domenica 1 marzo

Nel Castello di Barbablù in scena al Teatro Kismet. Secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro Spettacolo adatto a un pubblico a partire dai 10 anni 1 marzo

Un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora, per imparare ad affrontare le nostre paure, è al centro del secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro 2019/2020 di Teatri di Bari al Kismet, a cura di Teresa Ludovico. L’opificio delle arti in strada San Giorgio martire ospita domenica 1 marzo, alle ore 18, Nel Castello di Barbablù, una produzione Kuziba Teatro adatta a un pubblico a partire dai 10 anni. Un racconto ‘di formazione’ dove si impara come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

Lo spettacolo

Kuziba Teatro NEL CASTELLO DI BARBABLÙ [da 10 anni] con Livio Berardi, Rossana Farinati, Annabella Tedone drammaturgia e regia Raffaella Giancipoli

“Ma anche tu hai paura quando sei al buio e ti senti solo e non sai dove andare?”Dentro questa storia c’è un letto a castello, dentro a questo letto c’è un sogno e nel sogno c’è un castello dove vive un uomo con una lunga barba blu. Dentro questa storia c’è un giovane sposa, un fratello, una madre e un labirinto di corridoi, porte e scale tutto da scoprire. Dentro questa storia ci sono le ombre che fanno paura, c’è la paura di lasciar andare i propri figli e c’è una chiave che apre la porta di una stanza proibita. Proibita fino a quando la giovane sposa di Barbablù, non decide di ascoltare il suo istinto e aprirla. Nel castello di Barbablù è un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora di noi e del mondo che ci circonda, è un percorso dentro la curiosità che ci permette di sfidare le nostre paure e che ci racconta di come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18. Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211. Il ticket è scontato del 50% ai possessori della tessera nominale Kid(s)met. Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito www.teatridibari.it

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello in scena il 28 e 29 febbraio al Teatro Kismet

‘Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello’ Al Kismet l’adattamento teatrale a firma di Michele Sinisi. Otto attori pugliesi pronti a irrompere sul palco 28-29 febbraio 2020 – Strada San Giorgio martire, 22/F, Bari

Un esperimento di metateatro che a ogni replica rivive in forma diversa grazie alle ‘incursioni attoriali’ sul palco. Non mancherà di sorprendere il pubblico del Teatro Kismet di Bari, lo spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, in programma venerdì 28 e sabato 29 febbraio alle ore 21. Una produzione Elsinor Centro di produzione teatrale, con la regia di Michele Sinisi, che per il sesto appuntamento della Stagione di prosa 2019/2020 Teatri di Bari al Kismet, a cura di Teresa Ludovico, vedrà 8 protagonisti del panorama teatrale pugliese irrompere sul palco tra gli attori del cast: Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli venerdì e Manuela Vista, Martina Giannini, Gianfranco Marrone, Federico Angarano, Augusto Masiello e Teresa Ludovico nella serata di sabato.

Dopo Miseria&Nobiltà e I Promessi Sposi, Michele Sinisi affronta un altro grande classico della letteratura. Non solo italiana. Un testo cardine che ha lasciato un solco profondo nella storia del teatro di inizio ‘900. Sei personaggi in cerca d’autore è stato infatti per il teatro quello che la Teoria della Relatività di Einstein era stato per la fisica e la Psicanalisi Freudiana per le scienze comportamentali.

Quando lo spettacolo debuttò nel 1921, al Teatro Valle di Roma, la platea contestò la pièce al grido: “Manicomio! Manicomio!”. Il pubblico si trovò di fronte a qualcosa di completamente inedito, un assalto alla forma del teatro borghese, una non-storia in cui a essere messi sotto indagine non erano solo il meccanismo teatrale e la creazione artistica, ma lo stesso rapporto tra realtà e finzione.Nel tempo, però, i Sei Personaggi sono passati da essere una pietra di scandalo a testo “classico”, da matinée per le scuole, un pezzo da museo della letteratura italiana.

Mettere in scena questo testo oggi significa muoversi in una mediasfera dove il confine tra vita privata, storytelling, informazione e manipolazione è sempre più labile. Senza contare che lo stesso concetto di “io” è profondamente mutato, moltiplicandosi e sfaccettandosi su tutti i nostri device e account social, in un’oscillazione continua tra realtà e rappresentazione.

A quasi cento anni di distanza, Sei personaggi in cerca d’autore è ancora l’opera che meglio indaga il nostro rapporto tra vita e arte, reale e virtuale. Tra incursioni meta teatrali, prove aperte e nuovi ospiti ogni sera, l’opera di Pirandello è l’occasione per confrontarsi con la grande domanda: che cosa rimane dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale?

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello – il nome dell’autore in questo allestimento è diventato parte del titolo – è uno spettacolo matrioska, se così si può dire, in cui il piano meta-teatrale già presente nel testo viene portato all’estremo generando un cortocircuito dove attori, personaggi e pubblico convivono e si mescolano in un happening unico e irripetibile ogni sera. Ad ogni replica, infatti, fra gli attori del cast irromperanno sul palco altre persone/personaggi a sorpresa – protagonisti del panorama teatrale barese – che interpreteranno una scena dello spettacolo destinata poi ad essere riprodotta come in uno specchio riflesso all’infinito. In un gioco di rifrazioni che userà ogni mezzo tecnologico a disposizione per ricreare il qui e ora dello spettacolo.

Sei personaggi in cerca d’autore di luigi pirandello

Elsinor Centro di produzione teatrale

drammaturgia Francesco M. Asselta, Michele Sinisi

regia Michele Sinisi

con Stefano Braschi, Marco Cacciola, Gianni D’addario, Giulia Eugeni, Marisa Grimaldo, Rosario Lisma, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi, Adele Tirante

aiuto regia in scena Nicolò Valandro scene Federico Biancalani assistente alle scene Elisa Zammarchi

direzione tecnica Rossano Siragusano foto di Luca Del Pia

con il sostegno di Festival Castel dei Mondi di Andria

ph Luca Del Pia

L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18. Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211. Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito www.teatridibari.it

Misericordia. Torna Emma Dante al teatro Kismet di Bari con il nuovo lavoro sulla fragilità. Domani e dopodomani

Domani e dopodomani, 22 e 23 febbraio 2020, il Teatro Kismet, in strada San Giorgio martire, 22/F, Bari ospita il nuovo lavoro di Emma Dante.

La fragilità delle donne protagonista del nuovo appuntamento della Stagione di prosa 2019/2020 Teatri di Bari al Kismet.

Sabato 22 febbraio alle ore 21 e domenica 23 febbraio alle ore 18 va in scena Misericordia, nuovo spettacolo firmato da una delle autrici più seguite del teatro contemporaneo: Emma Dante, su produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro Biondo di Palermo, Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale.

L’autrice porta sul palco del Kismet l’umanità con tutti i suoi drammi, una ‘favola contemporanea’ che mette in luce la fragilità delle donne, caratterizzate nell’universo di Emma Dante da una disperata e sconfinata solitudine.

Misericordia, scritto e diretto da Emma Dante, con Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco, Leonarda Saffi, Simone Zambelliluci Cristian Zucaro assistente di produzione Daniela Gusmano, coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone Romaph Masiar Pasquali.

Tre puttane e un ragazzo menomato vivono in un monovano lercio e miserevole. Durante il giorno le donne lavorano a maglia e confezionano sciallette, al tramonto, sulla soglia di casa, offrono ai passanti i loro corpi cadenti. Arturo non sta mai fermo, è un picciutteddu ipercinetico. Ogni sera, alla stessa ora, va alla finestra per vedere passare la banda e sogna di suonare la grancassa.

La madre di Arturo si chiamava Lucia, era secca come un’acciuga e teneva sempre accesa una radiolina. La casa era china ‘i musica e Lucia abballava p’i masculi! Soprattutto per un falegname che si presentava a casa tutti i giovedì. L’uomo era proprietario di una segheria dove si fabbricano cassette della frutta, guadagnava bene ma se ne andava in giro con un berretto di lana e i guanti bucati. Lo chiamavano “Geppetto”. Alzava le mani. Dalle legnate del padre nasce Arturo e Lucia muore due ore dopo averlo dato alla luce. Nonostante l’inferno di un degrado terribile, Anna, Nuzza e Bettina se lo crescono come se fosse figlio loro. Arturo, il pezzo di legno, accudito da tre madri, diventa bambino.

“Misericordia” è una favola contemporanea. Racconta la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine. L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18.

Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211.

Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito http://www.teatridibari.it