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Trippin’ torna su RKO sabato 16 gennaio alle ore 18:30 con “Suoni Divergenti”

Difficile spiegare con quanto entusiasmo aspettassimo il ritorno di Trippin’. Così abbiamo chiesto a Michele due parole per descrivere la prima puntata della nuova stagione:

Suoni divergenti

Contro il logorio della musica di merda, Trippin’! Con Michele Casella. Il meglio dei suoni contemporanei e un sacco di altra roba di cui non hai mai sentito parlare.

Finalmente, dopo una lunga attesa Michele Casella si è rimesso le cuffie e ha ripreso la programmazione di Trippin’, la sua striscia sonora, o meglio, il percorso musicale senza barriere di generi, tempo e spazio: il meglio dei suoni del contemporaneo raccolti in pillole radiofoniche, da ascoltare rigorosamente a volume deflagrante.

Torna in onda ogni sabato dalle 18:30 alle 19:00 su RKO – rkonair.com in diretta o in podcast quando volete!

Buon ascolto!

Cactus ospita domani Stefano mancuso: Il respiro della terra

Cactus. Basta poca acqua andrà in onda una volta alla settimana, ma vedrete! Serve a farlo crescere più forte!!!

On air giovedì 7 gennaio, sempre dalle ore 11:00, sempre in streaming e podcast:

cactuspodcast.it e www.rkonair.com

Il respiro della terra

Con il legno di un solo, magico abete rosso, Stradivari costruì 14 tra viole e violini. È uno degli innumerevoli contributi del mondo vegetale all’arte. Le piante sono la fonte della vita e l’elemento attraverso il quale il pianeta si rigenera, sono la fonte primaria di alimentazione, una fonte inesauribile di conoscenza, rappresentano l’85% della materia vivente Eppure sono misconosciute, trascurate, in qualche modo ‘minori’. Apriamo il nuovo anno con un ospite che amiamo tanto: Stefano Mancuso, genio botanico.  

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“Roma Canaglia” è la puntata di Cactus di domani

Cactus. Basta poca acqua – 9^ puntata lunedì 7 dicembre alle ore 11:00 o in podcast quando volete

cactuspodcast.it e www.rkonair.com

Non tutti lo sanno ma Roberto Bolaño dedicò alla Capitale un libriccino intitolato “Romanzetto canaglia”. E di canaglie, di vicende bizzarre, spesso illegali e furibonde è costellata la storia di una città perennemente in bilico tra un passato maestoso e ingombrante e le umane miserie del presente. Una città che fa da sfondo all’ultimo romanzo di Angelo Carotenuto, “Le canaglie” (Sellerio),  dove  la storia di una squadra degli anni Settanta, la Lazio formidabile di Tommaso Maestrelli, diventa metafora non solo del gioco del calcio ma del gioco baro della vita. Carotenuto sarà l’ospite della puntata, intervistato da Concita De Gregorio.

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“Cactus. Basta poca acqua” per la sua 8^ puntata porta su RKO Erica Mou

La ragazza che (ri)compone anche le parole

Cactus Basta Poca Acqua – Episodio#8 – Giovedì 3 dicembre

Ospite Erica Mou

Erica Mou canta da quando era bambina e suona la chitarra da quando è diventata abbastanza alta per portarla in spalla. Nel frattempo ha vinto un sacco di cose, ha inciso dischi, collaborato (anche come attrice) con il cinema e con quello dell’arte.

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Era una casa così carina. Cactus. Basta poca acqua torna on air lunedì e ci spiega chi sono i city quitter

La 5^ puntata di Cactus – Basta poca acqua va in onda lunedì 23 novembre, sempre alle 11:00, sempre in streaming e podcast

cactuspodcast.it – RKO www.rkonair.com

Ci sono le case al centro di questo nuovo episodio del podcast firmato da Cactus Basta Poca Acqua. Com’è cambiato il mercato immobiliare ai tempi del lockdown? E soprattutto la fuga dalle metropoli per trasferirsi in campagna o nei piccoli borghi è davvero un fenomeno in crescita anche in Italia? Concita De Gregorio intervista Giacomo Biraghi, esperto internazionale di strategie urbane. Laureato in Economia delle Pubbliche Amministrazioni alla Bocconi e in City design and social sciences alla London School of Economics di Londra, Biraghi – che è un milanese doc – è diventato un “city quitter“. Ha abbandonato la sua città ed è andato a vivere in alta montagna. Scoprendo la felicità. 

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Mercoledì 30 settembre a Monopoli (Ba) presentazione di “Wild Geese” del Gianni Lenoci Trio

“WILD GEESE” È L’ULTIMA REGISTRAZIONE DEL COMPIANTO PIANISTA E COMPOSITORE PUGLIESE GIANNI LENOCI IN TRIO CON IL BATTERISTA E PERCUSSIONISTA STATUNITENSE RA KALAM BOB MOSES E IL CONTRABBASSISTA PASQUALE GADALETA. PRODOTTO DA DODICILUNE CON IL SOSTEGNO DI PUGLIA SOUNDS RECORD, IL DISCO SARÀ PRESENTATO MERCOLEDÌ 30 SETTEMBRE A MONOPOLI NEL CORSO DELLA SERATA “THE LOST FRAMES” A UN ANNO DALLA SCOMPARSA DI LENOCI.

Il 30 settembre 2019 una subdola malattia spezzava l’esistenza e l’intensa attività di Gianni Lenoci. A un anno esatto dalla sua scomparsa esce, per l’etichetta Dodicilune, “Wild geese“, ultima registrazione del musicista, pianista, compositore e didatta pugliese affiancato dal solido contrabbasso di Pasquale Gadaleta e dal magistero ritmico di Ra Kalam Bob Moses, eccellente batterista e percussionista statunitense che, dagli anni ’60 a oggi, ha collaborato tra gli altri con Pat Metheny, Gary Burton, Dave Liebman, Mike Gibbs, Hal Galper, Gil Goldstein, Steve Swallow, Steve Kuhn, Sheila Jordan, George Gruntz, Emily Remler, Harold Vick, Jumma Santos, Jack Gregg, Jack DeJohnette, Roland Kirk, Larry Coryell. La track list propone nove brani di Ornette Coleman (“Job mob”, “Sleep talking”, “Latin genetics” e “The beauty is a rare thing”), Carla Bley (“And now, the Queen”, “Vashkar”, “Olhos de gato” e “Ida Lupino”) e Gary Peacock (“Moor”).

Il disco, prodotto da Dodicilune in collaborazione con l’Associazione culturale musicale Gianni Lenoci con il sostegno di Puglia Sounds Record 2020/2021 della Regione Puglia (FSC 2014/2020 – Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro) e distribuito in Italia e all’estero da IRD e nei migliori store on line da Believe Digital, sarà presentato mercoledì 30 settembre (ore 20:30 – posti esauriti – info@giannilenoci.com) nel corso di una serata speciale al Teatro Radar di Monopoli.

A un anno esatto da quel giorno così triste, l’associazione Gianni Lenoci e l’assessorato alla cultura della Città di Monopoli rendono un omaggio al musicista con “The Lost Frames – L’eredità umana, artistica e intellettuale di Gianni Lenoci“. Non sarà una semplice commemorazione ma, attraverso musica dal vivo e parole, una riflessione sull’esperienza sempre viva, presente e fertile di un insostituibile protagonista della scena artistica nazionale e internazionale. La serata, introdotta dal pianista Domenico De Leo, ospiterà, oltre alla presentazione del cd, con la partecipazione di Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti, direttore artistico e label manager della Dodicilune, anche “The Lost Frames”, improvvisazione in solo del sassofonista Gianni Mimmo (storico partner musicale di Lenoci) sul video realizzato per l’occasione da Andrea Montanari; l’intervento del batterista e poeta Francesco Cusa, con i suoi versi dedicati all’amico e partner di concerti e registrazioni;  The Legacy con alcune composizioni di Lenoci suonate dal vivo da Hocus Pocus Lab (Vittorio Gallo, Pasquale Gadaleta, Giacomo Mongelli, Michele Piccinno, Franco Angiulo, Pablo Montagne) e la danza di Norontako Bagus Kentus, musicista e danzatore indonesiano spesso presente nei progetti lenociani.

Gianni Lenoci è stato un musicista-intellettuale che ha lasciato un enorme vuoto nel mondo dell’arte e della cultura. In questi mesi tante iniziative lo hanno ricordato: concerti dedicati sia all’estero che in Italia, da Roma (Conservatorio di Santa Cecilia) a L’Aquila (il prestigioso festival Il jazz italiano. Le terre del sisma), da Bari a Matera, da Catania a Monopoli, città natale di Lenoci, dove il Maestro ha vissuto e ha insegnato – per oltre trent’anni – al Conservatorio Nino Rota; trasmissioni radiofoniche monografiche (Rai Radio3 e Radio della Svizzera Italiana); streaming (in occasione dell’International Jazz Day Unesco); istituzione di premi musicali per compositori di musica da film (Monopoli) e per formazioni jazzistiche (Poggiardo, Lecce). 

Wild geese” è una mirabile sintesi di scienza e arte, di armonia e melodia. Ornette Coleman, le cui teorie sono qui rinnovate e applicate al pianoforte (e alla sua formula tipica e topica del trio), ha percorso un cammino riuscendo, forse suo malgrado, a indagare la ragione intima delle cose, la natura e il cosmo, in un ciclo infinito. «In musica, la materia si rivela per mezzo dei sensi, mentre all’esistenza del vuoto e dei silenzi, degli intervalli, delle attese, del non detto, si giunge con il ragionamento e l’implicazione intellettuale», sottolinea Gabriele Rampino, nelle note di copertina. «La sintassi ormeggiata è qui utilizzata con l’idea dell’uso delle partes minimae, cellule sonore in cui la dottrina armolodica si rivela e si espande. C’è tuttavia una aberrazione infinitesimale, un’indeterminazione, al centro di ogni possibile spiegazione del mondo, il clinamen, la possibilità di “une légère dérive” in grado di distruggere il sistema delle costrizioni: come la dottrina ornettiana, qui innovativamente estesa al pianoforte, elimina le differenze tra armonia e melodia, così la natura delle cose della musica è universo, una sfera infinita il cui centro è dovunque e la cui circonferenza in nessun luogo». Questa straordinaria registrazione, che il Destino ha voluto fosse l’ultimo progetto di Gianni Lenoci, rimodella i canoni del piano trio. Effettuata in totale presa diretta a Monopoli, terra del musicista, Wild Geese, citazione da una meravigliosa poesia del premio Pulitzer Mary Oliver, il cui senso (“le oche selvagge”) acquisisce un valore semantico enorme dopo la scomparsa di Lenoci per il senso di libertà espresso in un volo nell’infinito, è uno straordinario caposaldo della Musica creativa e una delle massime espressioni del Jazz pugliese di ogni epoca.

Gianni Lenoci (Monopoli, 6/6/1963 – San Giovanni Rotondo, 30/09/2019) è stato un pianista, compositore e didatta. Diplomato in pianoforte presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e in musica elettronica al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, dove ha conseguito anche la Diploma Accademico di secondo livello in pianoforte (indirizzo solistico) con il massimo dei voti e la lode. Studia jazz ed improvvisazione con Mal Waldron e Paul Bley. Finalista nel 1993 dell’European Jazz Competition di Leverkusen (Germania) e nel 1996 vincitore di un premio della Fondazione Acanthes di Parigi (Francia). Nel 2003 la sua composizione elettronica “Notturno Frattale”, vince il Premio Internazionale della Società Italiana di Informatica Musicale. Ha collaborato con i massimi specialisti mondiali del jazz e della musica improvvisata come Massimo Urbani, Steve Lacy, Joelle Leandre, Steve Grossman, Harold Land, Bob Mover, Enrico Rava, Glenn Ferris, Eugenio Colombo, Giancarlo Schiaffini, Don Moye, Han Bennink, Antonello Salis, Carlo Actis Dato, David Gross, Paul Lovens, Sakis Papadimitriou, Georgia Sylleou, Jean-Jacques Avenel, John Betsch, Markus Stockhausen, Steve Potts, Carlos Zingaro, John Tchicai, Kent Carter, William Parker, David Murray, Roscoe Mitchell, Sabir Mateen, Evan Parker, Marc Ducret, Charles Gayle per citarne alcuni. Ha tenuto performance con poeti, danzatori ed artisti multimediali. Oltre che come improvvisatore, Lenoci è stato attivo come interprete dal vasto repertorio, con un’attenzione particolare a compositori come Morton Feldman, Earle Brown, Sylvano Bussotti, John Cage oltre all’opera completa per strumento a tastiera di Johann Sebastian Bach. Insegnante di Prassi Esecutiva, Improvvisazione e Composizione nei corsi di jazz del Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli ha ricoperto per molti anni l’incarico di Coordinatore del Dipartimento di “Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali” all’interno del quale ha realizzato produzioni e progetti didattici apprezzati a livello internazionali ed è stato Visiting Erasmus Professor (Bucharest University, Corfu University, Royal Northern College of Manchester, Conservatorio Superior de Malaga, Franz Liszt Hochschule in Weimar, Conservatorio Superior de Madrid, Conservatorio Superior de Salamanca, Yasar University di Izmir). Nel 2011 è stato composer in residence presso l’Atlantic Center for the Arts in Florida, USA. Nel 2012 il suo nome è stato inserito nel Dictionnaire du jazz di Philippe Carles. Ha suonato in tutto il mondo ed inciso più oltre 50 Cd. Nel 2015 ha vinto il Earle Brown / Morton Feldman Grant Program 2016/17 della E.Brown Foundation (USA).

Wild geese” è una produzione Dodicilune con il sostegno della Programmazione Puglia Sounds Record 2020/2021 della Regione Puglia FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro.

L’etichetta Dodicilune, fondata da Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti è attiva dal 1996 e dispone di un catalogo di oltre 250 produzioni di artisti italiani e stranieri. Distribuiti nei negozi in Italia e all’estero da IRD, i dischi Dodicilune possono essere acquistati anche online, ascoltati e scaricati sulle maggiori piattaforme del mondo grazie a Believe Digital.

Underzones. Ancora 2 date OFF prima del 35° festival sulla via delle musiche possibili

Aveva inaugurato la settimana scorsa e si conclude in questi due giorni, oggi 25 e domani 26 settembre, Underzones, la rassegna OFF che, da tempo immemore, precede l’inizio di Time Zones, il festival più prestigioso di Puglia, sempre coerente con il claim Sulla via delle musiche possibili“, giunto quest’anno alla sua XXXV edizione.

Lo scorso 17 e 18 settembre hanno calcato il palco, allestito nel Parco Princigalli a Bari, Tonno, Anuseye, Magpies e Giancane, con dei live partecipati, carichi di energia e promesse, in una stagione affamata di musica ed intrattenimento culturale in presenza come non mai.

Per questi 2 giorni Underzones cambia la location: ci spostiamo oggi ad Acquaviva delle Fonti, all’interno dello splendido Palazzo De Mari, per i live di Simona Armenise e Livio Minafra, mentre domani, sabato 26 settembre, sarà possibile partecipare allo special project “L’Anello e la Pietra” di Francesco Arena e Davide Viterbo, all’interno del Chiostro Santa Chiara a Bari.

Simona Armenise

Nata nel 1977 Simona Armenise è una chitarrista classica diplomata presso il Conservatorio N. Rota di Monopoli. Musicista curiosa ,anima inquieta ha fatto della ricerca e della sperimentazione l’asse centrale del suo percorso musicale.  Un’impostazione classica fusa con il rock ,con continue irruzioni nella musica contemporanea e nel jazz quello più contaminato. Di recente si è rinnovata la collaborazione con Ares Tavolazzi  lo storico bassista degli   Area per la registrazione di Lotus  Sedimentations album ispirato a quel simbolo della cultura giapponese che è il fiore di loto . Chitarra ,basso e sequenze elettroniche si inseguono per un raffinato intreccio di suoni adagiati su un tappeto ambient intriso di  psichedelia e richiami al nu-jazz.

Livio Minafra

Compositore e pianista figlio d’arte(il padre Pino Minafra è un jazzista,  la madre Margherita Porfido è pianista e clavicembalista) vincitore del prestigioso premio Top Jazz   nel 2005, 2008 e 2011. Suona in piano solo ed in passato con il suo quartetto,pianista eclettico capace di restare fuori da oppressive gabbie stilistiche,con la sua musica  spazia in ogni direzione.Ha composto musica per il cinema (Ameluk di Mimmo Mancini) e per docufilm. Ha al suo attivo numerose   collaborazioni Daniele Sepe, Keith Tippet, Julie Tippet, Louis Moholo e il Canto General, ha fatto parte della Municipale Balcanica. E’ un piccolo gioiello Sole Luna ultimo suo lavoro discografico.

L’anello e la pietra

26 settembre – Chiostro di Santa Chiara – Bari

THE VERY STONE ONE KICKS WITH ONE’S BOOT WILL OUTLAST SHAKESPEARE

(La stessa pietra che calci con lo stivale sopravvivrà a Shakespeare)

Frase è tratta da To The Lighthouse di Virginia Woolf

Questa frase è incisa all’interno di un anello di bronzo giallo spesso 20 centimetri alto 50 e di 410 centimetri di diametro esternamente opaco e internamente lucidato a specchio.

Nella frase la scrittrice sintetizza meravigliosamente il nostro rapporto con le cose che ci circondano e che esistono da prima di noi e a noi sopravvivranno, la stratificazione del tempo e la moltitudine di tempi esistenti.

Questi elementi con un monolite posto al centro della circonferenza sono gli elementi che compongono ANELLO, opera dell’artista Francesco Arena. Quest’opera è stata commissionata e finanziata dal Mibact e collocata il 25 giugno scorso nel Parco Archeologico del Colosseo a Roma dove resterà per “l’eternità.

Il festival Time Zones in accordo con l’artista propone all’interno del Chiostro Santa Chiara, nel Borgo antico di Bari, una performance che richiami l’opera attraverso la costruzione di una liaison con essa. L’artista collocherà in questo spazio un’altra sua opera sulla quale il violinista Davide Viterbo salirà per eseguire le musiche composte in occasione della posa dell’opera lo scorso giugno a Roma. La performance si innesta sul pensiero che ha prodotto l’opera come chiusura di un ideale cerchio, con un’ulteriore riflessione sulla stratificazione del tempo condivisa adagiata ed intrisa nella partitura del compositore Davide Viterbo. Uno schermo visualizzerà un montaggio di immagini realizzato per l’occasione dell’ artista Domenico Palma.

Davide Viterbo su un’ opera di Francesco Arena:
Ho composto la musica per questa performance intorno l’opera ‘Anello’ di Francesco Arena, prima opera di un artista contemporaneo ad essere accolta permanentemente all’interno del Parco Archeologico del Colosseo; questa musica scaturisce da una riflessione su risonanze armoniche fondamentali e immutabili che, come suggerisce la poetica dell’opera stessa, esistono prima di noi e a noi sopravvivranno. In questa performance suonerò su una scultura di Francesco Arena realizzata per l’occasione:  un blocco di pietra su cui è incisa una frase di Virginia Woolf tratta da ‘To the Lighthouse’: THE VERY STONE ONE KICKS WITH ONE’S BOOT WILL OUTLAST SHAKESPEARE (La stessa pietra che calci con lo stivale sopravvivrà a Shakespeare). Questa stessa frase è Incisa all’interno dell’anello di bronzo installato all’interno del Parco Archeologico del Colosseo.

La mia performance è un percorso che utilizza questi due elementi simbolici, la pietra e l’anello, che parte dal lavoro dell’uomo nel affaccendarsi per produrre oggetti nel suo tempo circolare e nella tensione che questo movimento produce, sino al momento dell’abbandono, lasciando il mondo all”indifferenza della natura nei confronti del nostro passaggio“.

Apertura porte ore 21:00. Ingresso contingentato nel rispetto delle normative anti Covid. Info e Prenotazioni: timezones@alice.it – tel: 338.5957238

Prevendite

  • Bari – Box Office Feltrinelli – Via Melo – Tel. 080.5240464
  • Bari – New Record – Via De Giosa, 59 – Tel. 080.5243946 
  • Bari – Centro Musica – C.so V. Emanuele, 165 – Tel. 080.5211777 
  • Bari – Wantend – via Bottalico, 10 – Tel. 080.5561088 
  • Altamura – Rock‘n’Roll Record – via via Nicola Melodia, 6 – Tel. 080 3218261
  • Monopoli – Discoshop – via Sforza Muzio – Tel. 080. 9303081 
  • Putignano – Libreria Spazio – via Vittorio Emanuele,10 – Tel. 080.4054223 
  • Molfetta – Clinic – via Rattazzi, 39 – Tel. 080.3977613

Settembre in musica al Parco Princigalli di Bari

Si è conclusa ieri la IV edizione della Festa dei popoli che, nonostante le difficoltà dovute alle misure di contenimento del Covid, si è rivelato essere un grande evento. Con il rispetto delle regole c’è stata una grande partecipazione e affluenza da parte di visitatori, associazioni e comunità che, come ogni anno, restano il punto fermo della festa.

Ciò che da sempre caratterizza questo festival è il desiderio di sentirci ed essere vicini agli altri in armonia, tra profumi, colori, musiche e danze di tutto il mondo. Gli organizzatori hanno inviato una nota di ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita della festa.

Sono stati inoltre resi noti i risultati dell’estrazione dlla Lotteria Festa dei Popoli 2020 : 4* premio: 3245; 3* premio: 3246; 2* premio: 3250; 1* premio: 652.

Presso il parco Princigalli le attività continuano con i concerti di Bari in jazz e di Times Zones a settembre

Dopo anni il Festival Metropolitano ”Bari in Jazz” torna a Bari, nel capoluogo regionale, il 15 settembre alle ore 20.30 con REDI HASA e ROCCO NIGRO, mentre il 16 settembre alle ore 20.30 L’Escargot con Rebeccca Fornelli.

Il 17 settembre alle ore 20.30 per underZONES, prologo della 35^ edizione del Time Zones festival occuperanno il palco del parco Princigalli la formazione toscana Tonno ed i pugliesi Anuseye; il 18 settembre alle ore 20.30 Giancane e Magpies.

Musica e Territorio: parole chiave quest’estate per la IV edizione del VIVA! Festival

VIVA! Valle d’Itria International Music Festival: questo è il nome ufficiale del festival musicale che prenderà vita a Locorotondo (Ba) dal 6 al 9 Agosto 2020. Il punto di forza del festival è innanzitutto il territorio, ribadito già nel titolo che accompagna questa quarta edizione, poiché la Valle D’Itria è un territorio che rappresenta uno degli incroci internazionali più straordinari della cultura contemporanea. La società pugliese Turnè e l’associazione Xplosiva, che organizza C2C Festival a Torino, uniscono le forze in un rapporto basato sulla “contaminazione creativa“, accanto al quale si rinnova anche la collaborazione con Audi, Official Partner del festival sin dalla sua nascita.

In seguito all’emergenza Covid-19, il festival ha deciso di vertere su un doppio binario programmatico: da un lato c’è lo spirito di responsabilità che in questo momento accomuna tutto il mondo produttivo, ma in particolare l’ambito dello spettacolo dal vivo; dall’altro c’è la fedeltà e la ricerca verso i suoni del contemporaneo, a favore della rivendicazione dell’identità del nostro tempo, a supporto delle scene locali e di quella nazionale indipendente.

Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa presso il Museo Archeologico di Santa Scolastica (Bari) e sono state fatte presenti le motivazioni delle scelte inerenti gli artisti che saranno presenti al festival ed anche riguardo le modalità in cui è stato affrontato il momento critico post-covid. Per prima cosa si è parlato dell’importanza, in tutto questo, del Bando Triennale della Regione Puglia, che a quanto pare “ci ha visto lungo” e ha consentito agli operatori pugliesi di poter organizzare eventi, aiutando il settore, soprattutto in un periodo in cui, fino a pochissimo tempo fa, non si era certi di poter organizzare concerti, se non garantendo il posto a sedere agli spettatori con il distanziamento individuale.

Il Viva! è un festival che è riuscito a crescere in poco tempo. Gli organizzatori avrebbero voluto sicuramente proporre molto di più in questa quarta edizione, per questo motivo riecheggia nell’aria un forte sentimento di mortificazione, perchè troppo poco si riesce ad investire rispetto alle idee che si hanno e perchè lo scopo è quello di puntare a cose sempre più grandi. Al contrario di altre rassegne, il VIVA! Festival ha un’impostazione prettamente contemporanea, ospita tipicamente anche artisti esteri e per questo si differenzia dalle altre scene. Dopo l’emergenza sanitaria che tutti stiamo ancora affrontando, c’è stato per gli organizzatori un primo momento di sconforto, che è però stato sconfitto dall’opportunità di poter “fare di necessità virtù” e sfruttare questa occasione.

L’idea iniziale, per poter garantire la riuscita del festival rispettando tutte le norme a tutela della sicurezza sanitaria sociale, era quella di diffondere la musica in spazi differenziati, all’interno del centro storico di Locorotondo, senza che il pubblico sapesse da dove provenisse la musica, piazzando i gruppi musicali e gli artisti su terrazzi e balconi, rendendo fruibile la musica al maggior numero possibile di persone che nel frattempo sarebbero state in giro per il centro storico del paese. Tutto questo è stato pensato sempre e solo con lo scopo di ravvivare un territorio come la Valle d’Itria, che si sta svuotando per molti motivi, ma che può diventare nuovamente e con facilità un polo attrattivo.

Parole e ringraziamenti durante la conferenza stampa sono stati rivolti anche agli sponsor, come Lavazza, San Marzano, DICE, HEVO, Puglia Sounds, tra gli altri, che anche quest’anno ci sono e che, vista la situazione, avrebbero potuto tirarsi fuori, ma hanno invece riconosciuto l’importanza di esserci soprattutto quest’anno e per questo sono fondamentali per la riuscita del festival. “Dopo questo periodo, ho capito più che mai che non bisogna mai dare più nulla per scontato. Fino a qualche tempo fa non sarebbe stato possibile nemmeno essere qui”, fa presente Sergio Ricciardone, presidente dell’associazione artistica No Profit Xplosiva di Torino. “Non siamo una multinazionale, noi siamo persone che si sono unite per portare avanti un progetto” e ancora “quello che sta accadendo oggi al Viva! è un piccolo miracolo”.

La volontà e l’obiettivo principale di tutto il festival è quello di promuovere la scena locale e aiutare gli artisti. Si è fatto presente che se già in precedenza fare musica era da considerare uno sport estremo, ora si può parlare di “eurismo e misticismo”, soprattutto in questo periodo storico in Italia. Dunque, la direzione è quella di dare spazio ad artisti locali, che abbiano, però, una visione internazionale. Si è anche scelto di non dare spazio ad artisti internazionali per lasciare un margine più ampio alla sofferenza degli artisti appartenenti alla scena nazionale, per dare un segnale di innovazione. La speranza, infatti, è quella di trovarsi il 10 agosto, a festival concluso, con una visibilità internazionale.

La bellezza del territorio della Valle D’Itria torneranno a fare da culla e da cornice a un’edizione più intima ma allo stesso tempo ricercata di questa quarta edizione del VIVA! Festival, con una no-stop di concerti, dj-set, incontri, talk su quello che riguarda la musica dei nostri giorni. Il tutto sarà anche disponibile in streaming con il supporto di DICE TV, ticketing partner di VIVA! Festival 2020. Nei prossimi giorni saranno disponibili tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione alla manifestazione e sui biglietti.

Gli artisti

72-hour Post Fight + Very Special Guest: Massimo Pericolo (Debut — Exclusive Show)
Clap! Clap! (Live Av Show) Visuals: Giulia Dall’Ara
Jima Fei + Yaffra (Live)
Jolly Mare
Nicola Conte ‘afrocosmico’ (Feat. Carolina Bubbico, Filippo Bubbico, Raffaele Casarano, Valentina Magaletti, Federico Pecoraro & Davide Shorty)
Populous
Sanja Markovic & Puglia Jazz All Stars
The Dining Rooms
Viva Viva Malagiunta
Yaffra (Piano Solo)

Mei News: Palinsesto della prossima settimana del Meiweb e molto altro

Segnaliamo gli articoli pubblicati su MEI Web, che in questa settimana cruciale per il futuro della musica in Italia propone alcune letture che danno conto di quanto si stia muovendo dall’interno per salvare un settore “invisibile”, che ha però generato nel 2019 più di 250 milioni di euro secondo le rilevazioni SIAE (fonte Il Sole 24ore).

Per approfondire i temi legati ai musicisti indipendenti in Italia, gli Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente, IndieRecordStoreDay il 20 giugno, l’appuntamento Facciamo i musicisti! di oggi alle 21:00 e molto altro vi invitiamo a leggere gli articoli:

Parlamento: serve un rilancio concreto ora per gli indipendenti in Italia, gli interventi di J -Ax ad Amici e di Giordano Sangiorgi del MEI

Fedez risponde alla proposta degli Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente, faro’ concerti per 200 persone per sostenere la filiera della musica

IndieRecordStoreDay il 20 giugno nei negozi di dischi e strumenti musicali indipendenti, anteprima web tv il 19 giugno, tra gli ospiti Winston Smith e Paul Roland, Cristiano Godano, Omar Pedrini, Gianni Maroccolo e tanti altri

Il Falò di casa tua presenta: Facciamo i musicisti! Domenica 14 Giugno ore 21. Interventi di: Paolo Enrico Archetti Maestri, Giordano Sangiorgi, Fabrizio Tavernelli, Daniele Bianchessi, Enrico Capuano, Mirco Pedretti

La settimana del MEI è sempre più ricca di appuntamenti da non perdere: i LIVE MEI, La Storia Siamo Noi Reload a cura di Jonathan Giustini, STORIE DI MUSICA con Alberto Salerno, Presentazione del libro di Claudia Venuti, Salotto di Donella – Chez Donella e tanto altro.

Guarda qui il palinsesto MEI web completo da lunedì 15 giugno a domenica 21 giugno.

RETE DEI FESTIVAL INVITA
RETE dei FESTIVAL: Rossana Luttazzi è la Presidente Onoraria: ecco l’intervista!“IO SONO L’ALTRO” DI NICCOLÒ FABI VINCE IL PREMIO AMNESTY NELLA SEZIONE BIGAPERTA LA CALL DI _resetfestival 2020 DEDICATA AI MUSICISTI EMERGENTI LA XII EDIZIONE SI SVOLGERÀ DAL 5 AL 10 OTTOBRE ALL’OFF TOPIC DI TORINO