L’ultima casa accogliente siamo noi! Intervista con The Zen Circus.

S’intitola “L’ULTIMA CASA ACCOGLIENTE” il nuovo album di inediti degli THE ZEN CIRCUS, uscito il 13 novembre 2020. Qual’è l’ultima casa accogliente? Come si è evoluto il suono degli Zen? Ne parliamo direttamente con UFO, che dopo aver condotto magistralmente un programma video streaming con gli stessi Zen, ci racconta l’evoluzione degli arrangiamenti musicali e delle idee che hanno poi dato vita a questo nuovo capitolo della band toscana!

Il disco arriva a due anni di distanza dal precedente album di inediti “Il fuoco in una stanza”, un lavoro che ha consacrato The Zen Circus come una delle realtà più apprezzate del panorama musicale italiano attuale, anche grazie al nutrito pubblico transgenerazionale che li segue da oltre 20 anni: traguardo celebrato dalla band con un importante sold out al palazzetto dello sport di Bologna (Paladozza) nel 2019.


Una carriera lunghissima, 10 album, un EP, una raccolta e un’infinità di concerti: due decadi di arte e musica suggellate da una partecipazione in gara tra i big a Sanremo 2019 e dalla pubblicazione di un romanzo anti-biografico (Mondadori, 2019), entrato direttamente nella Top Ten delle classifiche dei libri più venduti stilate dai maggiori quotidiani e divenuto un vero e proprio caso di genere letterario.

THE ZEN CIRCUS PARLANO DEL NUOVO ALBUM “L’ULTIMA CASA ACCOGLIENTE”

Il nostro corpo è l’ultima casa accogliente, l’unica navicella spaziale in grado di farci viaggiare attraverso l’universo dell’esistente. Un corpo trasparente, visibile e vulnerabile che celebriamo con nove canzoni fatte di testa, cuore e polmoni. Case che possono essere sia rifugi che prigioni, circondate da tante altre e tutte diverse, a formare questa enorme metropoli chiamata umanità. Più suonato che pensato, più bene di conforto che prodotto, questo disco è musicalmente il più libero che abbiamo mai fatto.

“Costretti dentro un corpo, e dentro al tempo, ma un giorno tutto questo finirà” (Catrame)