Su “15 minuti di celebrità” intervista ad Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo archeologico MarTa di Taranto

Su RKO per “15 minuti di celebrità –  arte e dintorni” a cura di Mariapaola Spinelli, l’intervento di Eva Degl’Innocenti direttrice del Museo Archeologico Nazionale “MarTa” di Taranto.

Un approfondimento sulla gestione museale, per rendere il museo un’agorà del 21° Secolo, in modalità 3.0  e coinvolgere tutti,  ma soprattutto le nuove generazioni, quelle che saranno la classe dirigente del futuro.

Qui un estratto della sua intervista a cura di Mariapaola Spinelli

Il MarTa è tra i musei archeologici più importanti di reperti della Magna Grecia al mondo.

Il museo parla di una storia che si stratifica e si estende dalla preistoria al medioevo con una parte importante dedicata alla Magna Grecia e che parte dalla fondazione di Taranto nell’VIII a.c. unica colonia spartana.

Taranto capitale culturale del Mediterraneo occidentale, cerniera tra mediterraneo orientale e occidentale. Un mare, un pontus che era uno dei nomi greci che si dava al  mare che unisce e non divide.

Grazie al piano strategico e alla riforma del 2014 il museo ha  messo, come motore dello sviluppo culturale ma anche socio-economico, il concetto del “Past for Future“.

La conoscenza del passato serve a comprendere il nostro presente, ma soprattutto a costruire il nostro futuro, un concetto molto importante per una città come Taranto.

Un museo attivatore di sviluppo in primis, socio culturale, ma anche economico, per far si che il museo non sia solo contenitore ma attivatore di cittadinanza attiva, un luogo di interazione, d’incontro, di condivisione, il museo sta contribuendo con la comunità a una progettazione di sviluppo alternativo e di recupero dell’identità tarantina.

Il progetto pilota partito dal  2016 è MarTa 3.0, realizzato con fondi Fesr e dedicato alla digitalizzazione. Il MarTa è  il primo museo nazionale  in Italia ad avere un Fablab permanente, non gestito dal museo ma da una startup innovativa di giovani nel campo della digitalizzazione e dell’artigianato digitale, con  stampante e scanner  3d,  per realizzare riproduzioni degli oggetti del MarTa con diverse finalità: oggetti per la ricerca e l’educazione. Il museo è un centro della ricerca, creazione di percorsi tattili per i visitatori non vedenti e merchandising, una linea griffata MarTa con l’E-Commerce spendibile in tutto il mondo, un veicolo importante di immagine per il MarTa.

Il progetto ha anche raggiunto la digitalizzazione open source di 40.000 reperti, il progetto più grande che un museo statale italiano abbia mai raggiunto.

6400 oggetti esposti, però ben oltre 33.000 oggetti nei depositi, un modo per valorizzare il patrimonio culturale in comune, sia per il neofita che per lo studioso, con le immagini stereoscopiche che si potranno prendere dall’archivio digitale aperto.

Quest’operazione si lega con l’industria culturale e creativa e ci si chiede come potranno essere usate queste immagini? L’interazione con il design, con la moda, con l’arte contemporanea, tutta la filiera degli artisti, videomaker, opere di video mapping sono tra gli obiettivi della direzione di Eva Degl’Innocenti.

Progetti con designers per la produzione di oggetti di arredamento in 3d realizzati dal Fablab.

E poi la digitalizzazione per il tour museale che  non è solo un elemento complementare e virtuale alla visita in presenza , ma un prodotto artistico di per sé, un’opera di creatività come il videogioco prodotto di Past for Future.

La visita virtuale è un’esperienza che arricchisce il MarTa, per questo è stata  creata una gift card con donazione, partendo da 5euro, che permette di compiere un tour in 3d con più di 6000 m2 di reperti e più di 6000 reperti in esposizione a disposizione della visita.

I reperti si zoomano ed i contenuti sono sia in italiano che in inglese.

Il risultato è stato che a dicembre 2020 sono raddoppiati gli introiti delle visite del 2019.

Nel progetto del nuovo allestimento ci saranno nuove vetrine con oggetti dal deposito del museo che condurranno ad un percorso immersivo e di ricostruzione degli ambienti.

Il progetto del MarTa 3.0 è organico e coinvolge tutti gli aspetti, come la comunicazione per i social media, con le nuove generazioni, i millennials con cui si vuole comunicare con un linguaggio adeguato.

La digitalizzazione rende così il museo inclusivo e favorisce l’incontro con i linguaggi delle nuove generazioni. Tutto ciò ha portato ad un incremento di pubblico del 45-50%, la maggior parte pugliese e tarantina. I cittadini di Taranto erano i grandi assenti del museo.

Il MarTa ora è la casa dei tarantini e ciò è un elemento identitario importante per la Puglia. Si è instaurata una co-progettazione con il territorio, il MarTa fa parte del territorio, per Eva Degl’Innocenti il museo è un’agorà del 21° secolo, un’archeologia del futuro, attraverso la storia del passato per comprendere il presente anche in questo momento di epidemia da cui non erano esenti gli uomini e le donne del passato e attualmente un confronto con noi stessi proiettato verso il futuro. Per  scoprire e ritrovarsi uomini e donne che vivono in un tempo ciclico.