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“Non posso continuare, continuerò”. Ritornano STRADE MAESTRE (XXV edizione) e TEATRO IN TASCA (XXVI edizione)

Dopo l’interruzione dello scorso marzo dovuta all’emergenza CoViD, riparte STRADE MAESTRE 2020, un progetto di Koreja realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, – FSC Fondo per la Coesione 2014-2020, Unione Europea, Regione Puglia Assessorato Industria Turistica e Culturale, PiiiL Cultura – Comune di Lecce; Partner: Provincia e Polo Biblio Musealedi Lecce. Con il contributo di Adisu Puglia.

“Abbiamo scelto come sottotitolo di questa XXV edizione di Strade Maestre che vede una diversa programmazione da ottobre a dicembre, una frase di Samuel Beckett tratta da L’innominabile: Non posso continuare, continuerò.

Strade Maestre 2020 – spiega Salvatore Tramacere, direttore di Koreja – celebra una resistenza di giorni normali, di mancanze quotidiane, di fatica dell’assenza. Celebra i giorni sospesi, passati a interrogarsi su quando, come e soprattutto perché scommettere sul teatro. Ancora di più è una stagione interlocutoria, di domande piccole e grandi insieme: ha senso il teatro? ha senso l’arte? Quando un sistema globale, con regole acquisite, crolla fagocitato dalla sua stessa frenesia e dal suo stesso imperativo di dover fare, è necessario trovare altri sistemi, altri modi, altri manuali di apprendimento.

Tornare alle fondamenta, cercare il senso in ogni giorno di lavoro. Un lavoro, il teatro, mutilato e minato nei suoi princìpi: il contatto, la presenza, il corpo.  

Un teatro che vuole e sceglie di tornare alla ricerca, di guardare con occhi nuovi, di farsi forza su quello che non si conosce ma si può imparare.

Una stagione che ha rispetto di quello che è ed è stato, non è cieca alla storia contemporanea e si affaccia con parsimonia e attenzione alla possibilità di fare da capo. Da ottobre a dicembre, un passo dopo l’altro, sarà un rimettersi in piedi, imparare a camminare.

A partire dai giochi dei bambini che diventano diritti, al fare sistema per parlare di mondo e futuro, a chi ha un nome nella cultura e si spende sempre per ragionare sul presente, dallo sguardo sull’adriatico, il mare dell’intimità a quello su figure di donne che sono carne e muscoli di questo paese, fino all’amore, che è l’unica via. Anche quando la strada maestra è in salita e non si conosce il percorso: non posso continuare, continuerò”.   

Si riparte, dunque, da dove ci si era interrotti con quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo appuntamento di Teatro in Tasca della passata stagione.

Sabato 17 ottobre alle ore 20.45 e domenica 18 ottobre nella consueta doppia replica delle ore 11 e ore17.30 ANTEPRIMA NAZIONALE per DIRE FARE BACIARE LETTERATESTAMENTO, il nuovo spettacolo TOUT PUBLIC di Koreja che avrebbe dovuto debuttare lo scorso Maggio, realizzato in collaborazione con Babilonia Teatri di Verona, compagnia più volte Premio UBU. Dire fare baciare lettera testamento è un’ode al bambino. È un canto alla sua bellezza, alle potenzialità che ogni bambino racchiude dentro di sé, all’infinita gamma di possibilità che ognuno di noi ha davanti quando nasce. È il nostro personale manifesto dei diritti del bambino. Attraverso diversi quadri che si susseguono con ritmo travolgente, lo spettacolo è una proposta di gioco rivolta ai bambini, ai loro genitori, maestri e agli adulti in genere. È un invito a scoprire le possibilità del fare, del fare da soli, del fare insieme.

Altri due gli appuntamenti di TEATRO IN TASCA in cartellone fino a dicembre. Domenica 15 novembre il Teatro Crest propone CELESTINA E LA LUNA l’ultima produzione di teatro ragazzi firmata da Damiano Nirchio: la storia di Celestina e del suo viaggio che segna la strada per una rivoluzione tutta al femminile. Mentre domenica 13 dicembre è previsto l’ultimo appuntamento del 2020 per i più piccoli: In scena l’Associazione Teatro Giovani /Teatro Pirata con BUBÙ SETTETEFAMMI RIDERE CHE IO NON HO PAURA, uno spettacolo che con ironia e l’aiuto dei pupazzi mette in scena magiche suggestioni e momenti indimenticabili in cui le paure più profonde e inconfessate si scioglieranno grazie ad un divertente gioco teatrale… per ridere dalla paura.

ATTESO RITORNO PER L’ODIN TEATRET: dal 23 ottobre al 1 novembre Strade Maestre ospita un articolato progetto dedicato allo storico gruppo danese, che vede incontri, proiezioni e spettacoli teatrali.

Primo appuntamento venerdì 23 ottobre alle ore 18.00. Koreja e Teatro Petruzzelli, presso la sede della Fondazione Lirico Sinfonica in Corso Cavour a Bari, organizzano IL TEATRO AI TEMPI DEL COLERA: Eugenio Barba fondatore e direttore dell’Odin Teatret dialogherà con Franco Perrelli, professore di storia del teatro all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Saluto di benvenuto del sovrintendente della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari Massimo Biscardi; introduzione del Direttore Artistico del Teatro Koreja di Lecce Salvatore Tramacere.

Lunedì 26 Ottobre alle ore 19.30 sarà la volta del film THE ART OF THEIMPOSSIBLE, un roadmovie scritto da Elsa Kvamme con Eugenio Barba sul ritorno alle origini dell’Odin Teatret (sottotitoli in italiano). A seguire: EUGENIO BARBAINTERVISTA CARLO SALVEMINI, il sindaco di lecce.

Sabato 31 ottobre alle ore 20.45 e domenica 1 novembre alle ore 18.30 in scena LACASA DEL SORDO un capriccio su Goya, lo spettacolo di Eugenio Barba con Else Marie Laukvik, Rina Skeel e Frans Winther: un caleidoscopio di immagini, situazioni e pensieri che si dibattono nel tentativo di approssimarsi al mistero della Bellezza e della Vita.

Un peso importante all’interno della programmazione di STRADE MAESTRE è affidato al teatro e alla progettazione culturale oltre confine perché, da sempre, per Koreja dedicarsi al contemporaneo significa necessariamente guardare alla dimensione internazionale.

Si parte venerdì 6 novembre con la speciale WEB EDITION dello Show Case internazionale programmato all’interno del progetto “NeTT – Network of Theatres for the valorization of Cultural and Natural Heritage to develop a Sustainable Tourism”,finanziato al Teatro Pubblico Pugliese, nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliero V-A Interreg Greece-Italy 2014-2020. Sabato 7 novembre 2020 Strade Maestre incrocia Remote con LO SPECCHIODELL’ADRIATICO, seconda parte del Progetto Interreg Italia-Albania-Montenegro.

Sabato 7 novembre ore 20.45 in scena Teatri Metropol – Qendra Kulturore di Tirana con NATËN, MÁ: il dramma dell’autore Marsha Norman, vincitore del Premio Pulitzere del World Theatre Award, arriva come produzione esclusiva del Metropol Theatre, diretto da Ema Andrea e dall’ interpretazione di Ilire Vinca e Jonida Beqo.

Domenica 8 novembre alle ore 18.30 in scena ROSA, ROSE. I CORPI. LE VOCI, concerto teatrale per Rosa Balistreri, lo spettacolo di Koreja nato da un’idea di Valerio Daniele e Ninfa Giannuzzi scritto da Angela De Gaetano e con la regia di Salvatore Tramacere. In scena Angela De Gaetano, Ninfa Giannuzzi e Valerio Daniele. Il lavoro muove dalla biografia della cantautrice e cantastorie siciliana per raccontare anche di altre donne che, a latitudini diverse, sono riuscite ad emanciparsi dal dolore, dalla miseria e dagli aspetti più brutali dell’esistenza grazie alla loro voce, cantata, scritta, detta.

Domenica 6 dicembre alle ore 18.30 LETRA (La lettera), una coproduzione del Teatro Koreja con il Teatro Metropol di Tirana, che segna un momento di lavoro importante nell’ottica dello sviluppo di una politica culturale internazionale. LETRA (La lettera) è tratto dall’omonimo racconto di Ylljet Alicka scrittore e sceneggiatore albanese, ex ambasciatore in Francia, Monaco e Portogallo, contenuto nella raccolta I compagni di pietra (ed. Guaraldi) e vede la regia di Salvatore Tramacere; in scena Roerd Toçe, giovanissimo attore albanese. LETRA racconta la vita di un povero Cristo in una lettera di assegnazione per una casa popolare. Un lavoro teatrale su quanto il suono delle parole che descrivono un’esistenza misera decifrano e comprendo la storia di tutti. Lo spettacolo è prodotto con il supporto del comune di Barletta nell’ambito del progetto TOURNÉE –Programma Interreg IPA CBC Italy-Albania-Montenegro 2014-2020.

E ancora venerdì 11 Dicembre i Cantieri Koreja ospiteranno la presentazione di AIDA il progetto finanziato dal programma Interreg Italia-Albania-Montenegro che vede come capofila il Teatro Koreja (Ita) e come partner il Teatro Metropol (Alb), la Fondazione Lika (Mont) e la Fondazione Molise Cultura (Ita).

Il progetto intende dimostrare che è possibile considerare l’intera area del programma (Italia Albania Montenegro) da un unico punto di vista, evidenziando i tanti punti di contatto che esistono tra i cittadini e le comunità dei diversi territori coinvolti. VISTA INTERNO MARE – L’IDENTITÀ ADRIATICA DI UN’UMANITÀ INCAMMINO è un lavoro basato sulla memoria delle comunità realizzato a seguito di una serie di interviste ad abitanti del quartiere Borgo Pace di Lecce, dove nascono i Cantieri Teatrali Koreja. Un lavoro insieme corale e particolare, in cui le diverse anime di Italia e Albania si ritrovano nella visione comune di un mare stretto e lungo che è, da sempre, un mare in cammino.

Domenica 22 novembre alle ore 18.30 atteso ritorno per Le Belle Bandiere ed Elena Bucci in scena con BIMBA, INSEGUENDO LAURA BETTI. Una figura poliedrica, cangiante, libera, vasta e piena di contraddizioni ora quasi dimenticata, come spesso accade alle figure di talento vissute troppo vicino ai geni controversi dal destino infausto.

Da Venerdì 18 a domenica 20 dicembre torna PER PRIMO AMORE. LETTERE DIEROINE SULL’AMORE, il lavoro site specific di Koreja con la cura di Elena Bucci e la cura del progetto artistico di Salvatore Tramacere. Un lavoro ricco di desiderio, passione e dolcezza. Un viaggio nel tempo verso la tragedia antica e il mito, che sono attuali e sono vita e nutrimento per una visione nuova della contemporaneità. La presentazione è liberamente ispirata alle Eroidi, raccolta di epistole composte dal poeta latino Ovidio tra il 25 ed il 16 a.C. circa: lettere poetiche, straordinariamente moderne e originali scritte da donne innamorate, abbandonate o tradite da cui prendevita il lavoro del Teatro Koreja. Lo spettacolo è prodotto nell’ambito del Progetto NeTT, finanziato dal Programma di Cooperazione Territoriale V-A Interreg Greece-Italy 2014-2020. Lead Beneficiary Teatro Pubblico Pugliese.

Il 23 dicembre alle ore 20.45 speciale chiusura d’anno con Beatrice Rana, giovanissima pianista salentina impostasi nel panorama musicale internazionale presenterà BEAT…HOVEN: per celebrare Beethoven a 250 anni dalla nascita, la Rana racconterà la modernità e l’universalità della sua musica.

Dal 22 al 25 ottobre Strade Maestre, inoltre, incontra CONVERSAZIONI SULFUTURO il festival, promosso dal 2013 dall’Associazione Diffondiamo idee di valore con il coordinamento di Gabriella Morelli. Focus dedicato alle donne con presentazioni, incontri e lo spettacolo Per primo amore. Tra le ospiti Chiara Comito e Silvia Moresi; la giornalista Annalisa Camilli e le attiviste Djarah Kan e Lucia Ghebreghiorges; la sociolinguista Vera Gheno e l’attivista Isabella Borrelli; in collaborazione con la casa editrice Besa-Muci, le autrici Yenniffer Lilibell Aliaga Chavez e Nadia Kibout; Daniela Finocchi e la giornalista Loredana De Vitis; la vignettista Takoua Ben Mohamed; la Giudice del Tribunale di Roma Paola De Nicolae Tina Marinari dell’Ufficio Campagne di Amnesty International Italia.

Quest’anno, viste le innumerevoli difficoltà, la capienza della sala praticamente dimezzata e l’aumento consistente dei costi di gestione, riusciamo a garantire solo alcune delle agevolazioni rivolte al pubblico, come la convenzione con Adisu Puglia che permette l’ingresso agevolato per gli studenti di Università, Conservatorio e Accademia di Belle Arti di Lecce o una riduzione dedicata ai più giovani. Un ulteriore sforzo che Koreja compie nel rispetto delle politiche di walfare finora attuate sul territorio, che vedono il teatro come un servizio sociale indispensabile.

Per noi è importante che gli spettatori vivano il nostro teatro come un luogo sicuro. Per questo teniamo a che le misure di prevenzione, le modalità di accesso e di comportamento all’interno di Koreja in relazione alla gestione del rischio COVID-19 si svolgano nel pieno rispetto delle normative vigenti, con l’obiettivo prioritario di coniugare le attività artistiche e la salute del pubblico, garantendo anche condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti.

INFO: Cantieri Teatrali Koreja, via Guido Dorso, 48/50 tel. 0832-242000 – http://www.teatrokoreja.it

Koreja: al fianco di scuola e famiglia col Progetto Le Case Speciali

KOREJA: investiamo sul potere del teatro contro la povertà educativa al fianco di scuola e famiglia. Si è concluso il campus estivo nell’ambito del Progetto Le Case Speciali dei ragazzi e delle ragazze.

Al di la delle frasi fatte, investire in educazione vuol dire, concretamente, gettare le fondamenta di una società, perché è solo attraverso la condivisione di linguaggi, memorie e pratiche che si costruisce il tessuto connettivo che tiene insieme una comunità di persone. La sfida di sempre, per chi si occupa di promozione della cultura e di educazione, è tenere aperti i confini che definiscono questo tessuto connettivo: l’orizzonte dentro il quale agiamo è in continuo movimento e la realtà, oltre ad essere multiforme e complessa, non è mai sintetizzabile in uno schema vero, una volta per tutte. In questa ottica la sfida impostaci dalla situazione emergenziale attuale ci costringe, da un lato, a tenere ben saldi i principi fondamentali che rendono praticabile la condivisione di linguaggi, memorie e pratiche e dall’altro ci impone di aggiornarli per renderli più efficaci di fronte alle nuove fragilità sociali e culturali che emergono con forza a seguito del distanziamento sociale.

L’interruzione dei normali percorsi formativi, l’incremento della dispersione e le difficoltà che il sistema scolastico ha vissuto e vivrà nei prossimi mesi, impongono scelte urgenti di compensazione perché le conseguenze della crisi educativa in atto rischiano di compromettere seriamente la relazione con il mondo della conoscenza dei sempre più ampi strati di popolazione a rischio di marginalità sociale ed economica. La formazione di una cittadinanza responsabile, infatti, non è solo un compito della scuola. Il Covid ha accelerato la crisi, indebolendo il settore dell’educazione e dell’istruzione di cui invece, oggi, abbiamo un grande bisogno. La scuola dell’inclusione è in ritardo. La dispersione e l’impoverimento sociale sono due sconfitte da evitare. Per superare le diverse difficoltà si deve favorire l’alleanza fra docenti curriculari e insegnanti di sostegno, fra operatori sociali ed esperti pedagogisti. Sarebbe opportuno riflettere insieme, orientare al meglio l’azione formativa; occorrerebbe abbandonare la vecchia didattica per dare spazio a nuove capacità relazionali al cui centro stia un nuovo modo di interpretare l’uomo, non più individuo accanto ad altri individui, ma “uomo mondo”, un uomo che ha come punto di riferimento non tanto la sua realizzazione o i suoi desideri, ma la comunità. Ed è chiaro che l’uomo di domani è l’adolescente di oggi. Arte, cultura, creatività hanno un’importanza fondamentale nello sviluppo e nella crescita dei più giovani. Avvicinare i ragazzi e far vivere loro l’arte in ogni sua forma ha un impatto positivo sul loro sviluppo cognitivo ed emozionale: la povertà educativa non è inevitabile. Spezzare le catene della disuguaglianza è possibile potenziando l’offerta di servizi educativi di qualità sia nella scuola, che attraverso la comunità educante.

In quest’ottica i progetti come LE CASE SPECIALI DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE, che ha visto la conclusione delle attività estive lo scorso 22 settembre, già orientati verso soggetti in stato o a rischio di povertà educativa, contribuiscono concretamente a riannodare le relazioni tra gli adolescenti partecipanti e la comunità fatta di genitori, scuola e luoghi speciali. Per Koreja che pratica arte sociale e si sforza di orientare le sue pratiche educative verso i minori, in questo particolare momento il progetto si conferma una sfida e un’opportunità reale di dimostrare come pratiche e metodologie non convenzionali possano essere un fondamentale supporto per il mondo della scuola e, di riflesso, per la famiglia.

IL CAMPUS ESTIVO

Il 22 settembre u.s. alle ore 19.30  si è svolto presso i Cantieri Teatrali Koreja DI-STANZE il saggio conclusivo delle attività estive previste dal progetto LE CASE SPECIALI DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE a cura di Giorgia Cocozza e Anđelka Vulić con la direzione musicale di Giovanni Chirico. Coordinamento organizzativo Antonio Giannuzzi.

Dopo la riapertura delle attività tra Giugno e Luglio il progetto è proseguito nel mese di Settembre con una nuova sessione di attività laboratoriali tra lettura, scrittura, improvvisazioni teatrali e musicali.

La pandemia da Covid-19 ha introdotto prepotentemente la parola distanza nella nostra quotidianità. Qual è il significato di questa parola? Cosa pensa di tutto questo un ragazzo/a di 12 anni?

IL PROGETTO

LE CASE SPECIALI DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE è il progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il percorso, che avrà una durata di tre anni, propone sul territorio pugliese la costituzione di una rete permanente di 6 strutture, le “Case Speciali dei Ragazzi/e”: 6 presidi territoriali, fra cui il Teatro Koreja. Obiettivo principale delle “Case Speciali”, è costruire un sistema consolidato e integrato di “luoghi sociali per crescere”, capace di scambiare e produrre in Puglia un‘offerta qualitativa di esperienze, progettualità e opportunità ad elevato tasso di inclusione e partecipazione rivolte al mondo adolescente, agli enti, alle strutture educative e formative (scuole, famiglie).

Il Matrimonio di Gogol in live streaming domani e giovedì per Spazio Teatro No’hma e Koreja

IL MATRIMONIO

da “Il Matrimonio” di Nikolaj Vasil’evič Gogol’

La rilettura dell’opera del drammaturgo russo in live streaming, per celebrare il sodalizio artistico tra Teatro No’hma e Koreja

Mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, alle ore 21, sarà possibile vedere in live streaming Il Matrimonio, lo spettacolo di Koreja, con la regia di Salvatore Tramacere. Il lavoro è il quinto appuntamento programmato nell’ambito de “Il mondo che vorremmo”, la Stagione 2019/20 dello Spazio Teatro No’hma di Milano diretto da Livia Pomodoro, con cui Koreja collabora ormai da dieci anni.

Per seguire lo streaming de Il Matrimonio sarà sufficiente collegarsi, alle ore 21 sul sito www.nohma.org oppure sul canale Youtube “Teatro No’hma”, senza bisogno di iscrizioni o password d’accesso.

Lo Spazio Teatro No’hma ha ospitato la compagnia pugliese per la prima volta nella stagione 2010/2011, intitolata “L’uomo e il senso delle cose”. Da quell’incontro è nato un vero e proprio sodalizio artistico, fondato sulla condivisione di progetti artistici di alto profilo, aperti alla sperimentazione e alla contaminazione multidisciplinare.

“Negli ultimi anni No’hma ha saputo fare di Teatro Koreja un punto di riferimento nella propria programmazione e nel proprio progetto di costruzione di bellezza per tutti e di tutti” – afferma la Presidente Livia Pomodoro – “No’hma e Teatro Koreja condividono un’affinità di intenti e di visione, nonché l’incrollabile amore per l’autenticità della ricerca artistica e culturale”.

La commedia in due atti composta da Gogol poco meno di due secoli fa, torna visibile con i suoi personaggi divertenti, quasi buffi. Personaggi che catapultati ai nostri giorni nascondono inquietudini e abissi di solitudine. Al centro di questa rilettura del testo, ancora una volta, l’uomo e i suoi conflitti visti attraverso uno schermo: sembra di assistere ad una trasmissione televisiva dove uomini e donne cercano l’intimità grazie a un sensale mediatico e proprio come in una trasmissione televisiva dove tutto è finto, costruito alla perfezione, si confrontano a botte di colpi di scena e lasciano spazio alla spettacolarizzazione del pianto e della tragedia che diventa la vera protagonista. A questo punto il teatro non può far altro che interessarsi all’uomo e analizzarlo senza pietà.

Debutto internazionale per Koreja: in scena a Tirana LETRA per la regia di Salvatore Tramacere

Dopo Grenoble e Parigi terzo DEBUTTO INTERNAZIONALE per Koreja che dal 30 gennaio al 9 febbraio 2020, sarà in scena a Tirana (Albania) con LETRA (La lettera), una coproduzione con il Teatro Metropol che segna un momento di lavoro importante nell’ottica dello sviluppo di una politica culturale internazionale.

LETRA (La lettera) è tratto dall’omonimo racconto di Ylljet Alicka scrittore e sceneggiatore albanese, ex ambasciatore in Francia, Monaco e Portogallo, contenuto nella raccolta I compagni di pietra (ed. Guaraldi) e vede la regia di Salvatore Tramacere; in scena  Roerd Toçe, giovanissimo attore albanese.

 […] Questo debutto internazionale – racconta Salvatore Tramacere – che coincide con una nuova coproduzione, sancisce la vocazione di Koreja all’internazionalizzazione del lavoro teatrale. La collaborazione con il Teatro Metropol di Tirana incrocia teatro, drammaturgia e creatività giovanile e rispecchia il progetto artistico di Koreja nell’ottica di un teatro aperto alle contaminazioni fra le arti, le culture e le diversità al di fuori dai confini politici e sociali nazionali […]

LETRA racconta la vita di un povero Cristo in una lettera di assegnazione per una casa popolare. Un lavoro teatrale su quanto il suono delle parole che descrivono un’esistenza misera decifrano e comprendo la storia di tutti.

Un uomo, un mendicante, in una notte di pioggia come tante, chiede ad un maestro di città che insegna nel paesino di montagna dove questi è nato e vissuto, di scrivergli una lettera per farsi assegnare una casa popolare.

È un uomo solo, Mark, che si rivolge al maestro Andrea cercando la sua comprensione. Un uomo che chiede aiuto per avere una casa. Il maestro scrive la lettera e Mark chiede che gli venga riletta. Questa lettura, l’oggettivazione della sua vita, senza alcuna enfasi diventa l’ossessione figurata del senso dell’esistenza. Mark chiederà che la lettera della sua vita gli venga riletta, nella stessa notte dal maestro e per gli anni a seguire dagli scolari che ferma per strada. Fino a che non decide di diventare voce narrante della sua stessa vita: vuole imparare a leggere e scrivere, vuole comprare un abecedario.

Letra è un lavoro sulla miseria che genera amore, una miseria condivisa, della vita di tutti, della storia di un pezzo di mondo in un paese di montagna, che è come la casa che ci manca, la vita che non sappiamo rileggere.

LETRA (La lettera)

testo Ylljet Aliçka

elaborazione drammaturgica Giulia Maria Falzea, Salvatore Tramacere

regia Salvatore Tramacere

con Roerd Toçe, elaborazione sonora Giorgio Distante, scena Lucio Diana, tecnico Alessandro Cardinale

Con il supporto del comune di Barletta nell’ambito del progetto TOURNÉE – Programma Interreg IPA CBC Italy-Albania-Montenegro 2014-2020

Donne, diritti sul lavoro e migrazione a Koreja LAURA CURINO con SCINTILLE atto unico ispirato ad un tragico episodio di cronaca

Dal Teatro Settimo di Gabriele Vacis, in scena una tra i maggiori interpreti italiani del teatro di narrazione

Sabato 25 gennaio 2020 alle ore 20.45 i Cantieri Koreja ospitano SCINTILLE lo spettacolo scritto e diretto da Laura Sicignano con Laura Curino autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti italiani del teatro di narrazione. Tra i fondatori del Teatro Settimo insieme a Gabriele Vacis, ha partecipato come attrice e autrice alla maggior parte delle produzioni nei 25 anni di vita della compagnia. Pluripremiato a livello nazionale e internazionale, Scintille è un atto unico ispirato ad un tragico episodio di cronaca.

[…] Una storia che ha scioccato la New York del primi del ‘900 – racconta Laura Curino – l’incendio fu il più grave incidente industriale della storia della città, un avvenimento che per la prima volta portò l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro delle donne. Laura Sicignano ha trovato, dopo molti anni, l’elenco con i nomi di tutte le persone che persero la vita in quell’incendio e l’ha colpita la ripetizione di un cognome in particolare: madre e due figlie, un’intera famiglia italiana, morta nell’incendio…così ha cominciato a pensare a qualcosa che permettesse, attraverso questa storia, di parlare della migrazione delle donne […]  erano gioiose, dirompenti, burbere e fosche o capricciose, giovani e meno giovani con i loro desideri, esattamente come le donne di oggi. Il desiderio di un lavoro che le affranchi da altri o il desiderio di realizzare qualcosa. Vedere che queste emozioni non contano nulla perché hanno solo il denaro come punto di riferimento di partenza e d’arrivo, ci fa riflettere sull’oggi. Dopo un secolo le cose non sono cambiate. Raccontare questa storia può farci davvero riflettere sul quotidiano […]

New York, sabato 25 marzo 1911, ore 16.40: manca un quarto d’ora alla chiusura della fabbrica Triangle Waistshirt Company, produttrice di camicette. Sono al lavoro circa 600 persone, per lo più donne giovanissime. La maggior parte sa a malapena l’inglese: sono immigrate italiane o dall’Europa dell’Est.

Una scintilla. In un attimo, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, prendono fuoco le camicette appese sopra le teste delle lavoratrici, gli avanzi di tessuto ammucchiati in enormi cumuli negli stanzoni, i rocchetti di filo. Non esiste un’adeguata protezione antincendio. Le porte sono sbarrate: le hanno chiuse i proprietari della fabbrica, per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito. La tragedia si svolge in 18 minuti: 146 morti, quasi tutte ragazze.

La Triangle Shirtwaist Company era diventata già famosa prima del 1911: il massivo sciopero delle operaie tessili iniziato il 22 novembre 1908, conosciuto come protesta delle 20.000, iniziò come una protesta spontanea alla Triangle Company. La International Ladies’ Garment Workers’ Union negoziò un contratto collettivo di lavoro che copriva quasi tutti i lavoratori dopo uno sciopero di 4 mesi, ma la Triangle Shirtwaist rifiutò di firmare l’accordo.

Laura Curino rievoca questa giornata dal punto di vista di tre lavoratrici, una madre e due figlie, emigrate dall’Italia in cerca di fortuna.

Negli anni precedenti le operaie avevano tentato inutilmente di ottenere migliori condizioni di lavoro e di sicurezza. Seguiranno una serie di processi, da cui i proprietari della fabbrica usciranno praticamente impuniti. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata da questa terribile vicenda, che diventerà uno dei precedenti storici per la Festa della Donna.

Laura Curino. Autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione, alterna nel suo repertorio testi di nuova drammaturgia e testi classici. Tra i fondatori del Teatro Settimo ha partecipato come attrice e autrice alla maggior parte delle produzioni nei 25 anni di vita della compagnia. Tra quegli spettacoli: Esercizi sulla tavola di Mendeleev (1984); Elementi di struttura del Sentimento (1985) da Le affinità elettive di J.W. Goethe (Premio Ubu per il miglior spettacolo di ricerca della stagione); La storia di Romeo e Giulietta (1991, Premio Ubu per la drammaturgia). Dal 2001 ha collaborato con Teatro Stabile di Torino, Piccolo Teatro di Milano, Festival, Teatri ed Istituzioni, radio e televisione. Insegna scrittura teatrale all’Università Cattolica di Milano e tiene conferenze, seminari e laboratori in Italia e all’estero, progetti di formazione in azienda. II tema del lavoro, il punto di vista femminile sulla contemporaneità, l’attenzione per le nuove generazioni sono fra gli elementi fondanti della sua scrittura. Tra i tanti testi e spettacoli messi in scena: il dittico sulla storia della famiglia Olivetti; Passione ovvero la scoperta della vocazione teatrale; Il Signore del cane nero su Enrico Mattei; i recenti Santa Impresa sui Santi Sociali torinesi dell’800; Bella e Fiera ovvero la storia di Milano attraverso la storia della sua Fiera; La Diva della Scala, dove la vocazione teatrale diventa mestiere; La lista sul Soprintendente Pasquale Rotondi che salvò migliaia di capolavori d’arte; L’anello forte progetto che si ispira alla grande opera di Nuto Revelli; Natasha ha preso il bus di cui ha curato la regia sul mondo delle badanti; Il rumore del silenzio dedicato alle vittime della strage di Piazza Fontana in cui dà voce a Licia Pinelli. È inoltre interprete di numerosi spettacoli per la regia di Renato Sarti, Alessandro D’Alatri, Luca Micheletti, Simone Derai, Ivana Ferri, Cristina Pezzoli, Marco Sciaccaluga, Laura Sicignano, Serena Sinigaglia e Gabriele Vacis. Dal 2015 è stata nominata direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea. Tra i numerosi riconoscimenti: Premio Ubu (con Teatro Settimo) 1993, Premio Anct – Ass. Naz. Critici di Teatro 1998, Premio Hystrio per la drammaturgia 2003.

Per TEATRO IN TASCA arriva Ricordi? il linguaggio del circo per parlare ai bambini di “argomenti importanti”

Una perla teatrale di rara bellezza; uno spettacolo poetico, divertente e delicato

Giunge nel vivo il Teatro in TASCA con un nuovo, imperdibile appuntamento. Domenica 19 gennaio 2020 alle ore 11 e alle ore 17.30 In scena RICORDI?, lo spettacolo poetico, divertente e delicato del Teatro dell’Argine.

“Caro papà, ti scrivo perché mi dicevi sempre che lo scritto rimane. Caro papà, voglio fare un gioco: voglio vedere il mondo come lo vedi tu, voglio fare le stesse cose che fai tu adesso, voglio viaggiare con la mente come viaggi tu. Voglio starti vicino. E voglio anche accompagnarti in viaggi che una volta abbiamo fatto insieme… ricordi? Insieme possiamo farlo. Firmato… tua figlia”.

Ricordi? racconta la storia di Marta e del suo papà. Dei ricordi di una vita. Dei legami che i ricordi sono capaci di creare. E dei legami ancora più forti che si creano quando i ricordi, lentamente, svaniscono. Perché il papà di Marta ha un problema: fatica a ricordare le cose. Quelle più lontane nel tempo, ma anche quelle più vicine. “Il mio papà non ricorda quasi niente”. E allora Marta prova ad aiutare il suo papà a rimettere insieme pezzi di memoria compiendo vere e proprie “acrobazie”; perché anche da lì passa la forza dei sentimenti. Ecco, allora, come il circo si carica di senso: la fatica degli acrobati parla del contatto fisico e mentale e la giocoleria racconta la confusione del malato, con un linguaggio che è in grado di rendere evidente la fatica della relazione ma che insieme può donare leggerezza a un argomento apparentemente difficile e doloroso.

Una perla teatrale di rara bellezza perché “parlare ai bambini di alcuni argomenti, si può”…e loro, pur ridendo, capiscono ciò che c’è da capire.

E proseguono anche i laboratori di CULTURAMBIENTE Group, un network di 3 realtà pugliesi che lavorano da oltre 10 anni al servizio dell’ambiente. Prima di ogni appuntamento domenicale, alle ore 10 e 16.30, un laboratorio di riuso creativo dedicato agli spettatori più piccoli per raccontare, attraverso oggetti comuni, tappi e bottiglie di plastica, rotoli di carta igienica e pagine di giornale, come ogni piccolo gesto sia importante per la sostenibilità ambientale: un concetto pratico e alla portata di tutti, con un po’ di creatività e buona volontà. Titolo del laboratorio La cornice fai da te.

RICORDI? di Caterina Bartoletti con Clio Abbate e Giovanni Dispenza regia Giovanni Dispenza.

TEATRO IN TASCA è un progetto di Koreja realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e leAttività Culturali, – FSC Fondo per la Coesione 2014-2020, Unione Europea, Regione PugliaAssessorato Industria Turistica e Culturale, PiiiL Cultura –Comune di Lecce e Teatro PubblicoPugliese. Partner Provincia e Polo Biblio Museale di Lecce.

Ingresso €6 – Laboratotio €1Si consiglia la prenotazioneInfo: Cantieri Teatrali Korejatel. 0832/242000 – http://www.teatrokoreja.it

Al via stasera CROMA, la rassegna di musica classica curata da Ludovica Rana

Serata all’insegna dell’eccellenza con il DUO CLARINETTO-PIANOFORTE di Matteo Mastromarino e Leonardo Pierdomenico

Stasera, venerdì 17 gennaio 2020 ore 20.45 primo appuntamento con CROMA, la rassegna di musica classica curata da Ludovica Rana, giovane violoncellista salentina di Arnesano dalla carriera internazionale.

“Il desiderio di portare la musica classica anche nelle sale del Teatro Koreja – racconta Ludovica Rana – nasce dalla profonda volontà di arricchire il territorio e di sensibilizzare sempre di più il giovane pubblico salentino. Saranno 5 gli appuntamenti in cartellone, che toccheranno le pagine più importanti e coinvolgenti della storia della musica cameristica eseguite da artisti di fama nazionale e internazionale, premiati e con una carriera già avviata in Italia e nel mondo”

Serata all’insegna dell’eccellenza quella ai Cantieri Teatrali Koreja, che vedrà protagonista il DUO CLARINETTO-PIANOFORTE composto da Matteo Mastromarino clarinettistaorgoglio tarantino, perfezionatosi presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Leonardo Pierdomenico, uno degli artisti più interessanti della sua generazione accolto dalla critica internazionale come “un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile, scrupolosa musicalità” nel loro  

Occorre considerare i musicisti nel loro insieme, perché nulla vada perduto auspicava Ernst Bloch. Tale è il presupposto filosofico che in-forma questo recital. Se è vero che ciascuna musica parla un suo proprio linguaggio geograficamente determinato (Savinio, Scatola sonora) è altrettanto vero che Francia e States, per virtù storiografica e affinità elettive, dialogano perfettamente fra loro. Non sorprenda dunque che Bucolique di Eugène Bozza (1949) o la Première Rhapsodie di Debussy (1910), clarinettistici morceaux de concour, si trovino in adiacenza con la celebre Rhapsody in blue di Gershwin (1924), brano in cui “si respira l’aria dell’America” (dal blues al foxtrot) ma che oscilla fra “le tortuosità debussyane e i fuochi d’artificio alla Liszt”. Così, almeno, la pensava l’eccelso Bernstein (lui che risolveva la vexata quæstio circa il Debussy impressionista o simbolista rispondendo, tranchant: “è Seurat”). Al clarinetto Lenny dedicò nel 1942 una Sonata (la sua prima opera pubblicata!) pervasa da certo luminoso entusiasmo. In veste di pianista, nell’aprile 1963 sarà invece protagonista della prima esecuzione della Sonata per clarinetto di Poulenc, commissionata da Benny Goodman.

Programma della serata:

C. Debussy Première Rhapsodie

E. Bozza Bucolique

F. Poulenc Sonata

L. Bernstein Sonata

G. Gershwin Rhapsody in blue

Ludovica Rana ha 24 anni, si è diplomata con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto Musicale “Giovanni Paisiello” e successivamente ha conseguito il Master in Music Performance presso Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano sotto la guida del M° Dindo. Si è diplomata con il massimo dei voti presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel Corso di Perfezionamento di Musica da Camera e attualmente frequenta il Corso in Violoncello con il M° G. Sollima. Si è già imposta in prestigiosi Concorsi ed ha vinto numerosi Premi. Attualmente è Direttore Artistico della Stagione musicale Sfere Sonore e dal 2017 diventa Segretario Artistico del Festival Classiche Forme a Spongano. Dal 2018 è sostenuta dall’Associazione culturale Musica con le Ali. Suona un violoncello C. A. Miremont del 1870.

Matteo Mastromarino nasce a Statte (TA) e inizia il suo percorso musicale all’età di tre anni con suo padre, diplomandosi in clarinetto nel 2012 sotto la guida di Antonio Tinelli. Si perfeziona con Alessandro Carbonare presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ed ha recentemente concluso i suoi studi ottenendo il Master in Interpretazione Musicale nella classe di Romain Guyot presso l’Haute École de Musique di Ginevra. Viene premiato in concorsi internazionali, fra cui Accademia Musicale Pescarese, Ciro Scarponi, Saverio Mercadante, Marco Fiorindo, Malta Woodwind Competition e Lisbon International Clarinet Competition. Nel 2014 è accademista presso il Collegium Musicum Schloß Weißenstein di Pommersfelden e l’anno successivo viene invitato per suonare in qualità di solista il Primo Concerto in fa minore di Weber. Inoltre si è esibito come solista con l’Orquestra Metropolitana de Lisbõa e l’Orchestra della Magna Grecia. Ha collaborato con la Finnish Radio Symphony Orchestra di Helsinki, Ensemble Les Dissonances, Copenhagen Philharmonic, Orchestra del Teatro Carlo Felice, Orchestra Filarmonica di Torino, Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, Orchestra Luigi Cherubini. Sotto la direzione di Riccardo Muti, Fabio Luisi, Juraj Valchua, Jeffrey Tate, John Axelrod, Hannu Lintu, Nathalie Stutzmann, Andris Poga, Shlomo Mintz, Alexander Lonquich, Carlo Rizzari e Giampaolo Pretto. Ha suonato per Ravello Festival, Ravenna Festival, Yle (Finnish Radio), Philharmonie de Paris, Opera de Dijon, Philharmonie de Luxembourg, Auditorium del Lingotto di Torino, Teatro Comunale di Ferrara, LAC di Lugano, Victoria Hall de Genève, Auditorium Parco della Musica di Roma, Unione Musicale di Torino, Accademia Chigiana di Siena, Amici della Musica di Taranto e Festival Das Artes di Coimbra. Il 22 giugno 2016 viene premiato dal Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini durante la Giornata della Musica. Di recente ha raggiunto le Final Sixteen della 73ma edizione del Concorso di Ginevra.

 Leonardo Pierdomenico Vincitore del “Raymond E. Buck” Jury Discretionary Award al prestigioso concorso pianistico internazionale “Van Cliburn” 2017, Leonardo Pierdomenico è uno degli artisti più interessanti della sua generazione. Viene accolto dalla critica internazionale come “un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile, scrupolosa musicalità” (Grampohone UK) capace di “catturare l’attenzione degli ascoltatori senza che essi se ne rendano conto” (Radio Télévision Belge Francophone). Comincia a imporsi sul panorama internazionale durante lo storico “Concours Reine Élisabeth” nell’edizione 2016, dove la sua prova semifinale solistica verrà poi selezionata per far parte del disco con le migliori esecuzioni dei finalisti e pubblicata dall’etichetta Harmonia Mundi. E’ inoltre il vincitore della 28esima edizione del Premio Venezia al teatro La Fenice a soli 18 anni, risultando il miglior pianista diplomato dei conservatori italiani e ricevendo nella stessa occasione la Medaglia di bronzo dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e la targa del Senato della Repubblica per meriti artistici.Si esibisce al fianco di orchestre del calibro della Fort Worth Symphony, dell’Orchestre Royal De Chambre de Wallonie, dell’Orchestra sinfonica del Teatro La Fenice, dell’Orchestra Verdi di Milano e della Wuhan Philarmonic Orchestra. Leonardo è ospite, in veste di solista, delle principali istituzioni italiane ed estere, tra le quali: la Società dei Concerti di Milano nella sala Verdi del Conservatorio, l’Accademia nazionale di Santa Cecilia nell’auditorium Parco della musica di Roma, il Konzerthaus di Berlino, il Flagey di Bruxelles, il Festival Chopin de La Scala di Parigi, la Bass Hall di Fort Worth (TX) negli USA, la Qin’tai concert hall di Wuhan in Cina, la sala grande del Teatro La Fenice di Venezia, il Bologna Festival, l’Accademia Filarmonica Romana, le Settimane musicali al teatro Olimpico di Vicenza, la Fazioli Concert Hall.Il suo debutto discografico, dedicato ad opere di Franz Liszt e pubblicato dall’etichetta discografica olandese Piano Classics, è stato accolto positivamente da pubblico e critica, guadagnando la prestigiosa Editor’s Choice della rivista di settore inglese Gramophone come uno dei migliori dischi del settembre 2018 ed una delle sette nominations per il Preis der Deutschen Schallplattenkritik (il prestigioso premio della critica musicale nazionale tedesca) quale miglior disco dell’anno 2018. Leonardo si diploma al conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara all’età di 17 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, per poi proseguire il suo percorso di studi alla Scuola di Musica di Fiesole, dove ottiene un diploma di perfezionamento pianistico sotto la guida del M° Pietro De Maria; fondamentali per la sua formazione sono stati anche gli incontri con la leggendaria Maria Tipo. Nel 2017 conclude il master di perfezionamento pianistico dell’ Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma nella classe del M° Benedetto Lupo, ottenendo il massimo dei voti e la lode. Attualmente continua la sua formazione attraverso le masterclass del M°Benedetto Lupo ed i corsi del M°Alessandro Deljavan.

Debutta domani il nuovo spettacolo di Koreja “ROSA, ROSE I corpi. Le voci – concerto teatrale per Rosa Balistreri”

In scena Angela de Gaetano, Ninfa Giannuzzi e Valerio Daniele diretti da Salvatore Tramacere

Domani, sabato 11 gennaio 2020 alle ore 20.45 debutta ROSA, ROSE I corpi. Le voci, concerto teatrale per Rosa Balistreri, il nuovo spettacolo di Koreja.

Nato da un’idea di Ninfa Giannuzzi e Valerio Daniele, con testo e voce recitante di Angela De Gaetano e la regia Salvatore Tramacere, chitarra e arrangiamenti dal vivo Valerio Daniele, voce Ninfa Giannuzzi, il lavoro racconta la storia di Rosa Balistreri, la cantatrice del Sud nata a Licata (Agrigento) nel 1927 e morta a Palermo nel 1990, a soli 63 anni. Una donna dalla vita complessa, che portava avanti la voce del popolo e cantava le canzoni di tutti. Una donna che faceva politica e protestava in mille modi, cantando senza essere una cantante. Una donna diversa, “un’attivista che faceva comizi con la chitarra”, come amava definirsi.

“Rosa mi è venuta a cercare – racconta Ninfa Giannuzzi – mi è entrata dentro. Ho sentito il bisogno di farla rifiorire in un mantra assennato di rivincita e di forza. La sua voce è un vortice che ti risucchia fino al centro della terra, il suo canto è di ferro e di argilla, restituisce sempre una luce abbagliante, al punto da strizzare gli occhi o coprirsi il volto con le mani per poter vedere. Rosa è il canto che può salvare e incatenare, che può cancellare i confini e abbattere le paure. Rosa ti possiede”

Una rosa, una donna e una voce da cui stilla il racconto in musica e parole che riavvolge con cura il nastro delicato della sua vita intensa e drammatica. Un’ artista dalla voce potente, che si porta addosso tutto il peso di essere donna dolente, resistente e miracolata dalla sua stessa voce, una donna del sud.

Rosa, rose. I corpi. Le voci muove dalla biografia della cantautrice e cantastorie siciliana per raccontare anche di altre donne che, a latitudini diverse, sono riuscite ad emanciparsi dal dolore, dalla miseria e dagli aspetti più brutali dell’esistenza grazie alla loro voce, cantata, scritta, detta. Il canto è qui inteso come campo di battaglia, in cui fare a pezzi i soprusi e le violenze; il canto che porta liberazione e rivendica il riscatto degli ultimi della terra. Un canto forte, che si fa “cunto” intriso di passione e partecipazione: una narrazione serrata, che dal dolore, passo dopo passo, precipita nella sete di una rinascita, nel desiderio di un lembo di innocenza, di un atto di amore puro. Puro come una rosa.

Rosa Balistreri nasce in una famiglia poverissima; la madre lavora in casa mentre le uniche entrate di denaro provengono dai piccoli lavori di falegnameria del padre. A sedici anni viene data in sposa a Gioacchino Torregrossa, un uomo che, molti anni dopo, in un concerto, Rosa avrebbe definito “latru, jucaturi e ‘mbriacuni”.

Il matrimonio, da cui nasce l’unica figlia oggi vivente, Angela Torregrossa, finisce in tragedia il giorno in cui Rosa, avendo scoperto che il marito aveva perso al gioco il corredo della figlia, lo aggredisce con una lima e, credendo di averlo ucciso, va a costituirsi dai carabinieri: sconterà sei mesi di galera. Per mantenere la figlia e aiutare la sua famiglia di origine Rosa fa molti lavori: dapprima in una vetreria, poi come raccoglitrice e venditrice di lumache, capperi, fichi d’india, sarde e infine a servizio in una famiglia nobile di Palermo, dove mette la figlia in collegio. In questo periodo impara a leggere e scrivere. Si innamora del figlio del padrone e rimane incinta; Rosa si vede costretta a fuggire e poi a scontare altri sei mesi di carcere, perché accusata di furto. Uscita dal carcere trova lavoro come sagrestana e custode della chiesa degli Agonizzanti a Palermo; vive in un sottoscala insieme a suo fratello Vincenzo, invalido, che impara a fare il calzolaio. Non avendo ceduto alle molestie del prete viene mandata via e lei, rubati i soldi delle cassette dell’elemosina, parte col fratello Vincenzo per Firenze: lui lavorerà in una bottega di calzolaio e lei a servizio in case signorili.

Richiamata a Firenze anche la madre e una delle due sorelle, Rosa apre con loro un banchetto di frutta e verdura al mercato di San Lorenzo. La sorella Maria li avrebbe raggiunti in seguito, scappando coi figli alle prepotenze del marito. Ma, poco dopo la fuga, l’ex marito la uccide. In seguito alla tragedia il padre di Rosa si toglie la vita impiccandosi. Nei primi anni Sessanta Rosa incontra il pittore fiorentino Manfredi Lombardi, e con lui vivrà per dodici anni. Durante questo periodo allarga la cerchia delle sue amicizie e viene a contatto con il mondo degli intellettuali del suo tempo. Nel 1966 partecipa allo spettacolo di canzoni popolari portato sulle scene da Dario Fo, dal titolo Ci ragiono e canto.  Ha quarant’anni, il volto segnato da una vita tanto intensa e faticosa, gli occhi limpidi e sicuri di chi porta fino in fondo le proprie battaglie; la sua voce ha un timbro arcaico e diretto: la sua presenza drammatica rimane ben impressa negli spettatori, come le canzoni popolari siciliane che interpreta, nelle quali si racconta non solo la miseria ma anche l’orgoglio e lo sdegno del popolo. Dopo la partecipazione a Ci ragiono e canto, inizia a incidere dischi. Nel 1971 si trasferisce a Palermo, dove frequenta persone come il pittore Guttuso e il poeta Ignazio Buttitta, che scrive per lei numerose liriche andatesi ad aggiungere al suo già vastissimo repertorio. Dopo la sua morte, avvenuta a Palermo nel 1990, la memoria di Rosa Balistreri si è appannata, ma negli ultimi anni i suoi eredi (in particolare il nipote Luca Torregrossa) lavorano per recuperarne il valore e la fama. Inoltre l’editore Francesco Giunta sta raccogliendo in CD la sua vastissima produzione, sparsa in molte registrazioni di concerti e in dischi delle più svariate case discografiche. Grazie al suo interessamento, nel 2008 Palermo e Firenze hanno dedicato a Rosa Balistreri un concerto con quattro importanti cantanti della canzone popolare italiana (Lucilla Galeazzi, Clara Murtas, Fausta Vetere e Anita Vitale), accompagnate dall’ensemble I pirati a Palermo.

ROSA, ROSE

I corpi. Le voci

Da un’idea di Valerio Daniele e Ninfa Giannuzzi

Regia Salvatore Tramacere

Di e con Angela De Gaetano, Ninfa Giannuzzi, Valerio Daniele

Assistente alla regia Giulia Maria Falzea

Testo Angela De Gaetano

Voce e synth Ninfa Giannuzzi

Chitarra, arrangiamenti, elettronica Valerio Daniele

Scene e luci Lucio Diana

Tecnico Mario Daniele

L’appuntamento rientra in STRADE MAESTRE 2019-2020, il progetto di Koreja realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, – FSC Fondo per la Coesione 2014-2020, Unione Europea, Regione Puglia Assessorato Industria Turistica e Culturale, PiiiL Cultura – Comune di Lecce; Teatro Pubblico Pugliese consorzio Regionale per le arti e la cultura. Partner Provincia e Polo Biblio Museale di Lecce. Con il contributo di Adisu Puglia.

Intero € 15 – Ridotto (under 30 e over 60) € 8 – Ridotto (under 16) € 6

Ridotto Adisu studenti Università del Salento, Conservatorio Tito Schipa e Accademia di Belle Arti Lecce € 4

Ridotto Online vivaticket.it € 11

Ridotto Soci Coop, Feltrinelli, Fai, Arci € 13

INFO: Cantieri Teatrali Koreja, via Guido Dorso, 48/50 tel. 0832-242000 – http://www.teatrokoreja.it

Dopo vent’anni torna ospite di Strade Maestre AL PRESENTE l’inquietudine fuori dal tempo del Premio UBU Danio Manfredini

A 21 anni dal debutto, torna in scena uno dei capolavori di Danio Manfredini. Sabato 14 dicembre 2019 alle ore 20.45 il palcoscenico dei Cantieri Teatrali Koreja ospita AL PRESENTE, spettacolo che gli valse il premio UBU come migliore attore nel 1999.

Regista di spettacoli memorabili e attore, in più occasioni, di Pippo Del Bono e del Teatro Valdoca, Danio Manfredini rappresenta un vero e proprio patrimonio del teatro contemporaneo. Folgorato da La classe morta di Kantor a soli 18 anni e dagli spettacoli di Pina Bausch, ha chiaro sin da subito il valore della maschera e si interroga su come dar forma materica alle immagini e alle emozioni. Al centro della sua poetica teatrale vi è l’uomo e l’eterna tensione tra incontro e solitudine; vi è l’incertezza e il “coraggio alla fragilità” come dichiara il suo quarto Premio Ubu. Non si può parlare di Al presente senza parlare del tempo. 20 anni sono quelli trascorsi dall’ultima volta che lo spettacolo è stato ospitato nella rassegna Strade Maestre: un’infinita ricerca incompiuta che forse, meglio di ogni altra, rappresenta il teatro di Danio Manfredini. Al Presente è un autoritratto che l’autore dipinge sulla tela: una scena totalmente bianca in cui, in compagnia del suo doppio immobile, Manfredini si muove, popolandola dei mille personaggi che abitano la sua mente. Un uomo doppio e diviso. Una parte è immobile, assente, passiva, in balìa di ciò che accade nel mondo: un manichino. L’altra parte è inquieta, angosciata, attraversata da movimenti e pensieri incontrollabili, dalla memoria di cose e di persone passate, ma ancora presenti nella sua mente.

Al presente vede ancora una volta protagonista la mente, la sua dimensione indefinita, oscura e inafferrabile. Un flusso ininterrotto di ricordi e associazioni lo conducono in luoghi e tempi diversi e lontani della sua vita, ma anche in pensieri e dialoghi interiori che non gli danno tregua. Sono inquietudini che emergono dalla memoria, dalle persone care, da un tempo remoto indefinito, eppure sempre presente, che si va ad intersecare con il mondo contemporaneo. Danio Manfredini si rifà alle patologie psichiatriche e a quelle forme e atteggiamenti fisici che evidenziano ed esprimono nervosismi, amplificandoli e portandoli all’estremo, fino a far emergere le pulsioni più recondite, provando a dare un equilibrio al vortice che agita la usa mente e gli dà corpo e anima. Come di consueto, dopo lo spettacolo Danio Manfredini incontrerà il pubblico. A cura dell’Associazione Dematà.

Amore Amaro livestreaming di presentazione del nuovo LP di Maria Mazzotta

ANTEPRIMA LIVE al Teatro Koreja oggi, 12 dicembre, per la stagione Strade Maestre ed in STREAMING su RKO.

Maria Mazzotta presenta live il suo nuovo disco Amore amaro, l’amore grande, disperato, tenerissimo, possessivo e abusato nell’album che uscirà all’inizio del 2020.

Giovedì 12 dicembre ore 20.45 il palcoscenico dei Cantieri Teatrali Koreja ospita una grande serata all’insegna della musica e della tradizione: Maria Mazzotta, una delle voci più importanti della world music europea, presenterà in anteprima con il fisarmonicista Bruno Galeone, il suo nuovo album Amoreamaro (Agualoca Records). Il disco, che vedrà la luce all’inizio del 2020, è un’intensa e appassionata riflessione sui vari volti dell’amore: da quello grande, disperato e tenerissimo a quello malato, possessivo e abusato.

Il concerto sarà trasmesso in live streaming sulla web radio RKO, media partner della stagione teatrale STRADE MAESTRE all’interno dell’omonima rubrica a cura di Marco Chiffi.

Segui la presentazione il 12 dicembre ore 21:00:

Il concerto sarà un viaggio nel cuore delle donne, dove narrazioni e sonorità si rincorrono, dove la musica popolare del Sud Italia affiancherà quella dei Paesi del Mediterraneo per dipingere un mondo popolato da protagoniste umili eppure nobili, instancabili e appassionate, che hanno una portavoce d’eccezione in Maria Mazzotta.

A pochi giorni dal lancio del brano Scura maje, primo singolo del nuovo lavoro discografico, accompagnato da un video live in studio realizzato da Giuseppe Pezzulla presso la Corrado Productions di Supersano (Lecce), l’anteprima leccese anticipa il tour europeo di presentazione dell’album in uscita.

Diventato famoso grazie a Nino Rota, che lo utilizzò nel film D’amore e d’anarchiaScura maje è un brano tradizionale abruzzese conosciuto anche come Il canto della vedova. All’interno dell’album dell’artista pugliese, rappresenta la parte più drammatica dell’amore: il dolore pietrificante della perdita.

Attraverso dieci brani, di cui due inediti, il nuovo album della Mazzotta attraversa senza timore tutte le emozioni che l’amore può suscitare, trovando nel canto, come tradizione popolare vuole, la catarsi, la consolazione, la forza e la “cura”.

Nel foyer del Teatro Koreja  saranno presenti alcuni volontari di Save The Children, organizzazione umanitaria che Maria Mazzotta vuole sostenere attraverso campagne di raccolta fondi.

Maria Mazzotta è una tra le voci più importanti del panorama folk italiano e della world music internazionale. Nella sua carriera ha collaborato con nomi del calibro di Bobby McFerrin, Ibrahim Maalouf, Rita Marcotulli, Ballake Sissoko, Piers Faccini, Justin Adams e Juldeh Camara, Mannarino, Hysni (Niko) Zela e Fanfara Tirana, Eva Quartet, Klapa Otok, Bojken Lako, Raiz, Roy Paci, Roberto Ottaviano, Raffaele Casarano, Bijan Chemirani e Mario Arcari.

Dal 2000 al 2015 ha fatto parte del Canzoniere Grecanico Salentino, band con la quale ha inciso sei album e partecipato ai più importanti festival di world music.

Nel suo percorso di approfondimento delle varie tecniche volali ha incontrato Sayeeduddin Dagar, tra i più noti cantanti Dhrupad Indiani, e Bobby McFerrin che la sceglie per duettare nell’edizione 2008 del “Bari in Jazz”.

Volgendo lo sguardo ad est si appassiona alla musica balcanica e a soli 21 anni inizia una ricerca musicale con vari musicisti di diverse nazionalità (greci, albanesi, macedoni, croati, rumeni, bulgari e tzigani che incontra nei suoi numerosi concerti). Da qui nasce il sodalizio col violoncellista albanese Redi Hasa in una simbiosi musical-culturale da cui scaturisce il duo “Hasa-Mazzotta”.

Nel 2006 fa parte dell’Orchestra Notte della Taranta diretta dal Maestro Concertatore Ambrogio Sparagna. Dal 2011 al 2014 è voce solista della stessa con la direzione del Maestro Ludovico Einaudi, del Maestro Goran Bregovic e del Maestro Giovanni Sollima.

Dal 2013 collabora, in qualità di cantante, con la compagnia di danza di Miguel Angel Berna realizzando gli spettacoli “Mediterraneo”, “La jota e la taranta”, “Cardia”, “Dos Tierras” esibendosi in diversi teatri nel mondo tra i quali Teatro Olimpico di Roma, Teatro Petruzzelli di Bari, Teatro del Canal di Madrid, Suzanne Dellal di Tel Aviv. Nel 2015 partecipa come cantante nella nuova pellicola di Carlos Saura “La jota”.

Ha cantato in festival e rassegne in tutto il mondo, tra questi: Womad (Australia, Nuova Zelanda, Uk), GlobalFest (New York), South by Southwest (Texas), Small World Music Festival (Canada), Rainforest (Malesia), TarabTanger (Marocco), Soglie (Arabia Saudita), Womex (Grecia), Babel Med Music (Francia), Les Suds a Arles (Francia), Sete Sois Sete Luas (Portogallo e Spagna), Karneval der Kulturen (Germania), At-tension (Germania), Festival Mito (Milano).

L’appuntamento rientra in STRADE MAESTRE 2019-2020, il progetto di Koreja realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, – FSC Fondo per la Coesione 2014-2020, Unione EuropeaRegione Puglia Assessorato Industria Turistica e Culturale, PiiiL Cultura – Comune di LecceTeatro Pubblico Pugliese consorzio Regionale per le arti e la cultura. Partner Provincia e Polo Biblio Museale di Lecce. Con il contributo di Adisu Puglia.