DOMANI, MARTEDI’ 29 ALLE 21, I FRATELLI GIANLUCA E MASSIMILIANO DE SERIO SRANNO OSPITI ALL’ARENA APULIA FILM HOUSE DI BARI PER IL DODICESIMO APPUNTAMENTO DELLA 9^ EDIZIONE DELLA RASSEGNA “REGISTI FUORI DAGLI SCHE[R]MI”

I FRATELLI GIANLUCA E MASSIMILIANO DE SERIO ALL’ARENA APULIA FILM HOUSE DI BARI PER IL DODICESIMO APPUNTAMENTO DELLA 9^ EDIZIONE DELLA RASSEGNA “REGISTI FUORI DAGLI SCHE[R]MI”.

ALLA PRESENZA DEI REGISTI DOMANI, MARTEDI’ 29 SETTEMBRE ALLE 21 ALL’ARENA APULIA FILM HOUSE (ALL’INTERNO DELL’EX PALAZZO DEL MEZZOGIORNO, PAD. 81 INGRESSO ORIENTALE) ALLA FIERA DEL LEVANTE DI BARI, SARA’ PROIETTATO IL FILM “SETTE OPERE DI MISERICORDIA”.

Torna dal vivo la nona edizione della rassegna di cinema internazionale “Registi fuori dagli Sche[r]mi”. Dopo l’emergenza dei mesi scorsi che ha “costretto” la manifestazione a spostarsi sul web e che ha visto la partecipazione dei registi Mario MartonePietro MarcelloMarco BellocchioFranco Piavoli e Franco Maresco, “Registi fuori dagli Sche[r]mi” ritorna domani, martedì 29 alle 21, con il suo dodicesimo appuntamento in formula collaudata: registi e pubblico in sala nel rispetto delle misure anti-Covid-19.

L’occasione è anche il modo per riaprire al pubblico l’Arena della Film House, con la proiezione del film “Sette opere di misericordia” di Gianluca e Massimiliano De Serio (presenti in sala) in questi giorni nelle sale con “Spaccapietre”, pellicola tra l’altro sostenuta da Regione Puglia e Apulia Film Commission. Il film saràproiettato martedì29 alle 21all’Arena Apulia Film House, con ingresso libero fino a esaurimento posti. A dialogare con il regista ci sarà il direttore artistico della rassegna Luigi Abiusi, critico cinematografico per “il Manifesto” e direttore della rivista Uzak.it, e Cristina Piccino, responsabile delle pagine culturali del Manifesto.

Già in concorso al Festival di Locarno del 2012, “Sette opere di misericordia” rappresenta l’esordio dei due registi torinesi. Ambientato in una Torino plumbea, il film narra, con un passo sospeso e arioso, le vicende di un anziano, Antonio (interpretato da un sontuoso Roberto Herlitzka) e di una clandestina rumena, Luminita (Olimpia Melinte), alle prese con i ricatti di una banda di connazionali che la costringono a rubare. Questo primo film dei fratelli De Serio è in qualche modo un’anomalia nel panorama cinematografico italiano: si affianca alla cinematografia di registi come Larrain (non condividendone affatto il nichilismo), Reygadas, Dumont. Spicca la caratterizzazione stilistica a tratti esaltante: movimenti di macchina, piano-sequenza, sguardi di traverso su un ondo autunnale che però non manca di emanare la propria luce.

La rassegna “Registi fuori dagli Schermi” è finanziata da Regione Puglia e Fondazione Apulia Film Commission a valere su risorse del Patto per la Puglia FSC 2014/2020, nell’ambito dell’intervento Apulia Cinefestival Network 2019/2020.

Koreja: al fianco di scuola e famiglia col Progetto Le Case Speciali

KOREJA: investiamo sul potere del teatro contro la povertà educativa al fianco di scuola e famiglia. Si è concluso il campus estivo nell’ambito del Progetto Le Case Speciali dei ragazzi e delle ragazze.

Al di la delle frasi fatte, investire in educazione vuol dire, concretamente, gettare le fondamenta di una società, perché è solo attraverso la condivisione di linguaggi, memorie e pratiche che si costruisce il tessuto connettivo che tiene insieme una comunità di persone. La sfida di sempre, per chi si occupa di promozione della cultura e di educazione, è tenere aperti i confini che definiscono questo tessuto connettivo: l’orizzonte dentro il quale agiamo è in continuo movimento e la realtà, oltre ad essere multiforme e complessa, non è mai sintetizzabile in uno schema vero, una volta per tutte. In questa ottica la sfida impostaci dalla situazione emergenziale attuale ci costringe, da un lato, a tenere ben saldi i principi fondamentali che rendono praticabile la condivisione di linguaggi, memorie e pratiche e dall’altro ci impone di aggiornarli per renderli più efficaci di fronte alle nuove fragilità sociali e culturali che emergono con forza a seguito del distanziamento sociale.

L’interruzione dei normali percorsi formativi, l’incremento della dispersione e le difficoltà che il sistema scolastico ha vissuto e vivrà nei prossimi mesi, impongono scelte urgenti di compensazione perché le conseguenze della crisi educativa in atto rischiano di compromettere seriamente la relazione con il mondo della conoscenza dei sempre più ampi strati di popolazione a rischio di marginalità sociale ed economica. La formazione di una cittadinanza responsabile, infatti, non è solo un compito della scuola. Il Covid ha accelerato la crisi, indebolendo il settore dell’educazione e dell’istruzione di cui invece, oggi, abbiamo un grande bisogno. La scuola dell’inclusione è in ritardo. La dispersione e l’impoverimento sociale sono due sconfitte da evitare. Per superare le diverse difficoltà si deve favorire l’alleanza fra docenti curriculari e insegnanti di sostegno, fra operatori sociali ed esperti pedagogisti. Sarebbe opportuno riflettere insieme, orientare al meglio l’azione formativa; occorrerebbe abbandonare la vecchia didattica per dare spazio a nuove capacità relazionali al cui centro stia un nuovo modo di interpretare l’uomo, non più individuo accanto ad altri individui, ma “uomo mondo”, un uomo che ha come punto di riferimento non tanto la sua realizzazione o i suoi desideri, ma la comunità. Ed è chiaro che l’uomo di domani è l’adolescente di oggi. Arte, cultura, creatività hanno un’importanza fondamentale nello sviluppo e nella crescita dei più giovani. Avvicinare i ragazzi e far vivere loro l’arte in ogni sua forma ha un impatto positivo sul loro sviluppo cognitivo ed emozionale: la povertà educativa non è inevitabile. Spezzare le catene della disuguaglianza è possibile potenziando l’offerta di servizi educativi di qualità sia nella scuola, che attraverso la comunità educante.

In quest’ottica i progetti come LE CASE SPECIALI DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE, che ha visto la conclusione delle attività estive lo scorso 22 settembre, già orientati verso soggetti in stato o a rischio di povertà educativa, contribuiscono concretamente a riannodare le relazioni tra gli adolescenti partecipanti e la comunità fatta di genitori, scuola e luoghi speciali. Per Koreja che pratica arte sociale e si sforza di orientare le sue pratiche educative verso i minori, in questo particolare momento il progetto si conferma una sfida e un’opportunità reale di dimostrare come pratiche e metodologie non convenzionali possano essere un fondamentale supporto per il mondo della scuola e, di riflesso, per la famiglia.

IL CAMPUS ESTIVO

Il 22 settembre u.s. alle ore 19.30  si è svolto presso i Cantieri Teatrali Koreja DI-STANZE il saggio conclusivo delle attività estive previste dal progetto LE CASE SPECIALI DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE a cura di Giorgia Cocozza e Anđelka Vulić con la direzione musicale di Giovanni Chirico. Coordinamento organizzativo Antonio Giannuzzi.

Dopo la riapertura delle attività tra Giugno e Luglio il progetto è proseguito nel mese di Settembre con una nuova sessione di attività laboratoriali tra lettura, scrittura, improvvisazioni teatrali e musicali.

La pandemia da Covid-19 ha introdotto prepotentemente la parola distanza nella nostra quotidianità. Qual è il significato di questa parola? Cosa pensa di tutto questo un ragazzo/a di 12 anni?

IL PROGETTO

LE CASE SPECIALI DEI RAGAZZI E DELLE RAGAZZE è il progetto selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il percorso, che avrà una durata di tre anni, propone sul territorio pugliese la costituzione di una rete permanente di 6 strutture, le “Case Speciali dei Ragazzi/e”: 6 presidi territoriali, fra cui il Teatro Koreja. Obiettivo principale delle “Case Speciali”, è costruire un sistema consolidato e integrato di “luoghi sociali per crescere”, capace di scambiare e produrre in Puglia un‘offerta qualitativa di esperienze, progettualità e opportunità ad elevato tasso di inclusione e partecipazione rivolte al mondo adolescente, agli enti, alle strutture educative e formative (scuole, famiglie).

BIJ20: I Radiodervish ritornano in concerto a Bari!

Il 3 ottobre come Radiodervish faremo il concerto “Classica” con l’Orchestra di Archi OLES, nel Cortile del Redentore a Bari, Dedicheremo la serata alle vittime delle migrazioni, perchè in quella data ricorre la Giornata Nazionale del ricordo delle vittime del naufragio che nel 2013, di fronte a Lampedusa, è costato la vita di 368 persone. Vorremmo fare memoria senza cadere in una retorica che ha due facce complementari: il migrante visto come invasore e il migrante visto come fenomeno inevitabile. Entrambe nascono da una visione parziale di ciò che accade. Uno sguardo che se non si allarga diventa vuota celebrazione.

Le attuali migrazioni evidentemente non nascono da una libera scelta di lasciare la propria casa, il proprio ambiente sociale, il proprio paese per andare a conoscere il mondo, ma sono frutto della costrizione dovuta a guerre, scempi economici ed ambientali combinata con la pressione mediatica che chiama ad aderire a modelli di vita uniformanti sponsorizzati dal modello neoliberista.Se si tiene conto di questo non ha senso tifare per l’accoglienza acritica o per il respingimento altrettanto acritico. Se si allarga lo sguardo non si possono non vedere le responsabilità storiche che dovrebbero condizionare le scelte dei governi e dei poteri economici attuali che avrebbero il compito morale di riparare a torti storici e di cessare le politiche aggressive e prevaricatrici che ancora vengono messe in campo.