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Dallo Sziget Festival 2019: intervista a Gulliver, nuovo progetto di Giò sada

Sziget Festival Budapest 2019, Giò Sada torna con un nuovo progetto: Gulliver. Ecco la nostra intervista nel backstage del festival. (agosto 2019)

Vincitore di X Factor Italia 2015, Giò Sada è cresciuto nel panorama dell’underground indipendente punk hardcore: prima di arrivare al successo, con i Waiting For Better Days e i BariSmoothSquad ha girato in furgone l’Italia e l’Europa, con più 300 date live su ogni tipo di palco, dai centri sociali ai grandi festival europei. Il suo primo singolo, Il rimpianto di te , è diventato disco d’oro in sei settimane, mentre nell’autunno 2016 è uscito il suo primo album solista, Volando al Contrario , presentato dal vivo con un tour che ha toccato New York e Los Angeles, per culminare sul palco del SXSW 2017.

Cantautore, compositore, attore, Giò è anche molto attivo sui social network: gestisce personalmente i suoi profili Facebook e Instagram, discutendo con i suoi fan di tutti i temi che lo appassionano, con un dialogo estremamente diretto e confidenziale. Nell’estate 2016 e 2017 è stato protagonista, al fianco di Joe Bastianich, di due stagioni del format di Jack Daniel’s “Jack On Tour”, un viaggio on the road alla scoperta della musica e della gastronomia degli Stati Uniti, andato in onda su SkyUno e SkyArte. Gulliver è il suo nuovo progetto solista

Gulliver è un avventuriero alla scoperta di mondi inesplorati. Colui che passa dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Un occhio attento, che osserva e critica la società in cui vive, uno sguardo curioso senza pregiudizi verso il nuovo, il diverso, la contaminazione. L’uomo che sfugge ad ogni classificazione, che non giudica ma viene sempre giudicato. Gulliver è anche lo pseudonimo che Jonathan Swift usa per potersi esprimere liberamente.

Per Giò Sada, Gulliver diventa una metafora del suo percorso artistico, che nel corso di pochi anni ha attraversato mondi diversi e opposti. È un nuovo inizio, in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, l’esteriorità, dal rapporto col pubblico attraverso il “personaggio” e non il contenuto. Gulliver scardina il meccanismo fondante dello show business, per ritornare a una dimensione più autentica, come esperienza di condivisione. La musica è intensa, ad alto impatto emotivo, senza limiti di genere, che parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alla contaminazione con l’elettronica. I testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone.

La luce delle candele, una chitarra, il silenzio della campagna: c’è solo l’essenziale nel nuovo video di Gulliver, che accompagna il brano “Se non sono necessario”, uscito lo scorso 28 ottobre con KallaxRecords.

La live session vede GiòSada, Marco Fischetti e Raffaele Stellaccisuonare in uno dei luoghi del cuore diGiò, il trullo di famiglia nelle campagne della Valle d’Itria. Un posto magico e un rifugio, in cui il cantautore barese torna spesso, per riprendere il contatto con la natura e ritrovare le proprie radici.

Il videoclip, girato dal giovane videomaker Giovanni Fazio, riporta tutta l’intimità di una session girata nel primo giorno d’autunno, intorno al calore di una stufa, mentre il vento fuori frusta gli ulivi e il sole trafigge le nuvole. A far da sfondo al brano è la Valle d’Itria più autentica, come la conoscono solo i pugliesi: non lo stereotipo estivo di campi di grano, muretti a secco e paesaggi assolati, ma la campagna più solitaria e forse più oscura, con tutto il fascino dei trulli, costruzioni di contadini che resistono ai secoli.

“Serve l’occasione di sentirsi soli”: l’atmosfera racconta perfettamente il senso del brano, incentrato sul tema della frenesia da modernità e dell’ansia che generanella vita di tutti i giorni, in una lotta di tutti contro tutti che fa perdere il senso delle cose essenziali della vita.

“Se non sono necessario” è il nuovo capitolo dell’atteso album di Gulliver, la cui uscita è prevista per i primi mesi del 2020.

GULLIVER è il nuovo progetto di Giò Sada

GULLIVER
il nuovo progetto artistico del cantautore pugliese

Il secondo estratto è L’Essere Meccanico
Il brano racconta di una bella ambizione: un mondo più equo in cui la collettività sia la matrice di un vero cambiamento

Dopo il primo singolo “100 vite” – uscito lo scorso 5 marzo, con cui Giò Sada ha presentato il suo neonato progetto – la nuova traccia di Gulliver spiazza ancora, come nuovo capitolo di una imprevedibile avventura. C’è il suono sintetico delle estati al mare negli anni ’80 in questo brano decisamente più energico, con cui è impossibile rimanere fermi. 

Gulliver è il nuovo progetto con cui l’artista di Bari cede il passo a una nuova espressione di sédopo la vittoria nel 2015 della nona edizione di X Factor, un disco d’oro per il singolo “Il rimpianto di te” e il debutto del suo primo album di inediti “Volando al Contrario” (2016, Sony) nella Top 10 della classifica di vendite in Italia. 

L’Essere Meccanico è un altro assaggio del primo album di Gulliver, dal titolo TERRANOVA, in uscita per Kallax Records. Un brano che parla di amore: ma non quello – più scontato – tra due persone, bensì il grande sentimento che deve animare l’intera collettività per far sì che il mondo diventi per tutti e di tutti. Un obiettivo in cui la parte ‘meccanica’ ed egocentrica dell’io viene messa da parte per lasciar spazio a una comunità coesa e unita, in una sorta di danza collettiva.

“Mi auguro di non trasformarmi nell’essere meccanico, cioè colui che rischio di diventare se spengo tutto quello che sento, se penso vigliaccamente solo al mio orticello. L’essere meccanico: colui che ti fa rinunciare a tutti i tuoi sogni per rispettare quello che ti hanno imposto di essere, come se fosse una regola aderire all’idea che gli altri “esseri meccanici” hanno di te. L’essere meccanico è sempre più bravo a muovere il mio corpo e a prendere decisioni al posto mio. E io, credendo di scegliere liberamente, ci casco sempre. Allora cerco di limare la mia ambizione personale, che nulla produrrebbe se non l’ennesimo stronzo che dimostra a tutti quello che ha ottenuto, pavoneggiandosi cafonamente, sfruttando l’invidia come calamita per potersi arricchire e prosperare, come una piovra. Vorrei quindi, e canto per questo, che l’ambizione di un mondo equo diventasse collettiva, con uno slancio che ci permetta di unire gli intenti verso la matrice di un vero cambiamento – che solo insieme possiamo rendere vero e tangibile. 
La vera illusione è che tutto resti com’è. Non lo è invece la certezza che tutto possa cambiare, in meglio, grazie a te”.

Gio Sada Gulliver
Gio Sada Gulliver

Per Giò Sada, GULLIVER è una metafora del suo percorso artistico che nel corso di pochi anni ha attraversato mondi diversi e opposti.
È un nuovo inizio, in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, l’esteriorità, dal rapporto col pubblico attraverso il “personaggio” e non il contenuto, per ritornare a una dimensione più autentica, come esperienza di condivisione.
La musica è intensa, ad alto impatto emotivo, senza limiti di genere, che parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alla contaminazione con l’elettronica. I testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone.