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Lo Specchio Rotto. Attenti ai pezzi di vetro!

Lo specchio si è rotto, e un po’ anche noi ci siamo rotti. Ma restiamo qua, tranquilli. Restiamo qua a cercare qualcosa di buono tra i pezzi di vetro taglienti rimasti sul pavimento, restiamo qua a far sventolare la bandiera malridotta di Dikotomiko, e continuiamo ad occupare lo scantinato di RKO Radio.

Non è purtroppo l’autunno del 1969, ma è comunque autunno: la stagione delle ripartenze. In questi giorni le voci migliori della nostra web radio ricominciano a farsi sentire, e anche noi cominciamo una nuova – si fa per dire – avventura. Lo Specchio Rotto è un podcast molto semplice, scollegato dalla realtà contemporanea, e concepito come una rassegna cinematografica virtuale. Una rassegna che segue il modello che in inglese risponde al nome di double bill, ovvero due film al prezzo di uno. In realtà in ogni puntata delLo Specchio Rotto parleremo di un solo film, ma ci sarà un filo rosso, un collegamento tematico, con il film della puntata successiva. Poi si cambia, altri due film e due puntate con un altro tema in comune, e così via. Non è escluso che tutto ciò si trasformi presto in una rassegna vera e propria, al cinema, con lo schermo, le poltroncine, il buio, e i commenti a fine proiezione, avete presente?

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La città più mostruosa d’Italia è in Puglia. Monsters – Taranto Horror Film Festival

Signore e signori, buonanotte e sogni d’oro. Sforzatevi il più possibile di fare sogni idilliaci e pieni di armonia e buoni sentimenti, perché da domani le vostre notti saranno popolate da incubi terrificanti e monstruosi, che vi terranno compagnia per tutta la settimana. E’ una prospettiva alla quale nessun appassionato di cinema dell’orrore può resistere, lo sappiamo. Per assecondare e nutrire le vostre ossessioni non dovete fare altro che salire in auto, in treno, in autobus o sui vostri lussuosissimi yacht e dirigervi sulla capitale settimanale dell’horror: Taranto.

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Note a Colori, dal 3 al 10 Luglio alla Casa delle Arti di Conversano (Ba) con Fabrizio Bosso, Francesco Di Bella (24 Grana), Chris Obehi, musica e cinema

Note a Colori è una rassegna di musica, cinema a illustrazione organizzata dall’Associazione Culturale Milleluci di Castellana Grotte, ospitata dalla Casa delle Arti e realizzata in collaborazione con Django Concerti e il contributo del Teatro Pubblico Pugliese (Custodiamo la cultura in Puglia 2020/21).L’arte è veicolo di integrazione e contaminazione. Con questa consapevolezza, i soggetti promotori hanno voluto promuovere una serie di eventi multidisciplinari che esplorano questi territori e che si terranno alla Casa delle Arti di Conversano (Bari).

Si parte il 3 Luglio (inizio 21.30) con Francesco di Bella: l’artista ripercorrerà la sua carriera artistica (dai 24 Grana al suo percorso da solista) accompagnato dalla chitarra di Alfonso Bruno in uno spettacolo emozionante dal titolo “Ballads”. Segnaliamo la recente pubblicazione del videoclip di “Stella Nera” (brano contenuto nel suo album “O Diavolo”), per la campagna “Sai di cosa si tratta?”: protagoniste, otto ragazze vittime di tratta, otto giovanissime donne che hanno subito in prima persona l’orrore dello sfruttamento sessuale.La settimana continua con le proiezioni del docu-film sulla vita di Nina Simone, “What Happened, Miss Simone?” (il 06 Luglio alle 21.00) per poi proseguire con “Miles Davis: Birth Of The Cool” (07 Luglio, alle 21.00), e “Laya Project”, documentario sulla scena musicale del sud-est asiatico (08 Luglio alle 21).

Si continua il 09 Luglio (h 21.30) con Fabrizio Bosso, in quartetto che presenterà We Four, l’ultima fatica discografica dell’artista, uscito a novembre 2020 per la Warner Music.Un album che esprime pienamente, nel suono, nell’interplay e nella scrittura, quell’idea di condivisione totale che rappresenta ormai da anni la cifra stilistica del pensiero musicale di Bosso. Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria e Fabrizio Bosso alla tromba, si sono dati appuntamento in studio e hanno celebrato un sodalizio, umano e musicale, perfettamente dichiarato nel titolo di questo nuovo lavoro. Prosegue, quindi, la ricerca di un suono collettivo e identitario, qui espresso in un repertorio composto prevalentemente da brani che portano le firme di tutti e quattro.

La conclusione della rassegna spetta a Chris Obehi, che si esibirà in trio: la sua storia ha emozionato il pubblico e la stampa internazionale e internazionale. Dalla BBC, alla Rai han parlato di lui: arrivato in Italia con mezzi di fortuna, si è trasferito a Palermo, dove ha coltivato la sua passione per la musica fino all’esordio discografico con l’omonimo disco “Obehi”. Chris, nigeriano di nascita e siciliano di adozione, presenterà il suo nuovo Ep dai forti richiami Afrobeat. Prima del live sarà trasmesso il docu-film “Fela Kuti, il potere della musica” (dalle 21).

Tutti i film saranno successivamente riproposti al Cinema Milleluci di Castellana Grotte. Nel corso della rassegna sarà allestita la mostra di illustrazioni di Alessandro Sanna tratte dal libro “Come questa pietra – il libro di tutte le guerre” (ed.Feltrinelli). 

Casa delle Arti

Via Donato Iaia, 1470123 Conversano (Ba)

080 9682777 

https://casadellearti.com/ 

03 Luglio (h. 21.30)

Francesco di Bella “Ballads”

Ingresso € 5,00 + d.p. 

06 Luglio (h. 21.00)

Proiezione docu-film “What Happened, Miss Simone?”

Ingresso € 3,00 

 07 Luglio (h. 21.00)

Proiezione docu-film “Miles Davis: Birth Of The Cool”Ingresso € 3,00  

08 Luglio (h. 21.00)

Proiezione docu-film “Laya Project”

Ingresso € 3,00  

09 Luglio (h. 21.30)

Fabrizio Bosso 4tet presenta “We4”

Ingresso € 15,00 + d.p. 

10 Luglio (h. 21.00)

Chris Obehi (Nig) live trio+ proiezione docu-film “Fela Kuti il potere della musica”

Ingresso € 5,00 + d.p. 

D.A.D. – LO SPECCHIO NERO E05S02

DAD. Un acronimo che da qualche tempo indica la cosiddetta didattica a distanza. Ed è proprio “distanza” la parola sulla quale ci siamo soffermati. La distanza tra persone è quella necessaria per provare a sopravvivere nel 2020. La distanza tra i ragazzi e la scuola è direttamente proporzionale alla distanza tra la classe dirigente e la nostra dura realtà quotidiana, lo è sempre stata ma adesso è come se avesse assunto un corpo fisico e tangibile. DAD in inglese si pronuncia alla stessa maniera di DEAD, sarà un caso? La distanza può essere anche quella tra i vivi e i morti. Tra noi e le sale cinematografiche. Nessuna distanza ci potrà mai essere tra noi e le visioni, però. Nonostante tutto. E allora per una volta DAD significa Dikotomiko A Distanza. In questa puntata vi parliamo di un documentario, Agents of Chaos, che ricostruisce il fittissimo puzzle delle interferenze russe nelle elezioni americane del 2016.

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IL DPCM di dikotomiko

Lo Specchio Nero S02E02

DPCM (Davvero Poco Cinema Millantiamo)

Un titolo forse troppo arzigogolato? Forse, ma non era mica facile trovare quattro parole capaci di giustificare l’utilizzo dell’acronimo più famoso nello stivale. Il senso comunque è salvo: in questa puntata il cinema è infatti presente solo di striscio. Dedichiamo tempo e fiato ad una interessante intervista (almeno per noi e speriamo anche per voi) con l’autore di un ottimo romanzo di genere. Altro tempo e altro fiato lo dedichiamo a qualche serie tv recentissima, e a proposito di cinema l’unico film sul quale ci siamo concentrati risponde al titolo di Go Dante Go Go Go, diretto da Alessio Nencioni.

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DOMANI, MARTEDI’ 29 ALLE 21, I FRATELLI GIANLUCA E MASSIMILIANO DE SERIO SRANNO OSPITI ALL’ARENA APULIA FILM HOUSE DI BARI PER IL DODICESIMO APPUNTAMENTO DELLA 9^ EDIZIONE DELLA RASSEGNA “REGISTI FUORI DAGLI SCHE[R]MI”

I FRATELLI GIANLUCA E MASSIMILIANO DE SERIO ALL’ARENA APULIA FILM HOUSE DI BARI PER IL DODICESIMO APPUNTAMENTO DELLA 9^ EDIZIONE DELLA RASSEGNA “REGISTI FUORI DAGLI SCHE[R]MI”.

ALLA PRESENZA DEI REGISTI DOMANI, MARTEDI’ 29 SETTEMBRE ALLE 21 ALL’ARENA APULIA FILM HOUSE (ALL’INTERNO DELL’EX PALAZZO DEL MEZZOGIORNO, PAD. 81 INGRESSO ORIENTALE) ALLA FIERA DEL LEVANTE DI BARI, SARA’ PROIETTATO IL FILM “SETTE OPERE DI MISERICORDIA”.

Torna dal vivo la nona edizione della rassegna di cinema internazionale “Registi fuori dagli Sche[r]mi”. Dopo l’emergenza dei mesi scorsi che ha “costretto” la manifestazione a spostarsi sul web e che ha visto la partecipazione dei registi Mario MartonePietro MarcelloMarco BellocchioFranco Piavoli e Franco Maresco, “Registi fuori dagli Sche[r]mi” ritorna domani, martedì 29 alle 21, con il suo dodicesimo appuntamento in formula collaudata: registi e pubblico in sala nel rispetto delle misure anti-Covid-19.

L’occasione è anche il modo per riaprire al pubblico l’Arena della Film House, con la proiezione del film “Sette opere di misericordia” di Gianluca e Massimiliano De Serio (presenti in sala) in questi giorni nelle sale con “Spaccapietre”, pellicola tra l’altro sostenuta da Regione Puglia e Apulia Film Commission. Il film saràproiettato martedì29 alle 21all’Arena Apulia Film House, con ingresso libero fino a esaurimento posti. A dialogare con il regista ci sarà il direttore artistico della rassegna Luigi Abiusi, critico cinematografico per “il Manifesto” e direttore della rivista Uzak.it, e Cristina Piccino, responsabile delle pagine culturali del Manifesto.

Già in concorso al Festival di Locarno del 2012, “Sette opere di misericordia” rappresenta l’esordio dei due registi torinesi. Ambientato in una Torino plumbea, il film narra, con un passo sospeso e arioso, le vicende di un anziano, Antonio (interpretato da un sontuoso Roberto Herlitzka) e di una clandestina rumena, Luminita (Olimpia Melinte), alle prese con i ricatti di una banda di connazionali che la costringono a rubare. Questo primo film dei fratelli De Serio è in qualche modo un’anomalia nel panorama cinematografico italiano: si affianca alla cinematografia di registi come Larrain (non condividendone affatto il nichilismo), Reygadas, Dumont. Spicca la caratterizzazione stilistica a tratti esaltante: movimenti di macchina, piano-sequenza, sguardi di traverso su un ondo autunnale che però non manca di emanare la propria luce.

La rassegna “Registi fuori dagli Schermi” è finanziata da Regione Puglia e Fondazione Apulia Film Commission a valere su risorse del Patto per la Puglia FSC 2014/2020, nell’ambito dell’intervento Apulia Cinefestival Network 2019/2020.

SILENT Festival: dal 3 al 5 settembre al MAT di Terlizzi sonorizzazioni dal vivo e cinema d’avanguardia

Dal 3 al 5 Settembre, al MAT Laboratorio Urbano di Terlizzi (BA), si svolgerà il festival di musica e arti visive SILENT FESTIVAL. Il Festival, organizzato e ideato da MAT Laboratorio Urbano e realizzato con la direzione artistica di Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e con la collaborazione di Apulia Center for Art and Technology,  rappresenta un percorso tra immagini e viaggi sonori. Un’immersione nelle arti visuali che partirà della storia del cinema muto per arrivare alle sperimentazioni multimediali, aree espositive e talk.

L’obiettivo è quello di promuovere, attraverso sonorizzazioni e spettacoli di musica dal vivo, il patrimonio storico cinematografico proponendo l’interazione tra pellicole di cinema muto e linguaggi musicali moderni sviluppando interesse per il pubblico alla scoperta di contenuti di inestimabile valore artistico

Gli ospiti che si presteranno a spettacoli unici rappresentano un pezzo di storia della musica italiana: da I Giardini Di Mirò che ripropongono la sonorizzazione de “Il Fuoco” ai Ronin di Bruno Dorella (OvO, Bachi Da Pietra) che sonorizzeranno “The Unknown” di Browning. Ci sarà anche Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35) che si cimenterà con la sonorizzazione di sei cortometraggi d’avanguardia. Ogni serata del festival sarà aperta da artisti e band emergenti locali che si cimenteranno con il linguaggio audiovisivo.

Il festival è stato presentato il 7 agosto al MAT laboratorio Urbano con un’anteprima che ha visto le proiezioni di “Viaggio nella Luna” (Melies, 1902), sonorizzato dal vivo dagli allievi di Accademia Musicale “La Stella” di Terlizzi e “Nosferatu” (Friedrich Wilhelm Murnau, 1922) sonorizzato dal vivo dal DJ e producer pugliese Paolo Ruggiero.

PROGRAMMA COMPLETO:

3 settembre

RONIN – Concerto con sonorizzazione di “The Unknown” (1927) di Tod Browning;

Ronin è la band fondata da Bruno Dorella (Ovo, Wolfango) nel 1999 unendo la musica cinematografica di Morricone a una certa musica folk mediterranea e balcanica. Il primo ep nel 2003 diventa colonna sonora di “Rocca Petrosa” di C. Terlizzi. Nel 2004, con il primo album omonimo (edito da Ghost Records), firmano la colonna sonora di “Tu devi essere il lupo” di V. Moroni. Dei Ronin anche la colonna sonora di “Vogliamo anche le rose” di A. Marazzi, di “Via Selmi 72 – Cinemastation” di M. Diciocia e di altre fiction e programmi televisivi. Negli anni successivi scrivono la colonna sonora di diversi episodi della serie TV “Non pensarci” di G. Zanasi e L. Pellegrini in onda su Fox e su La7, oltre che del film “Il terzo tempo” di Artale. Producono anche spettacoli con sonorizzazioni dal vivo di “L’isola” di Kim Ki-Duk e di “Lo sconosciuto” di Browning. Le esperienze legate al cinema sono accompagnate da una intensa attività in studio e dal vivo, con 8 album e numerosissimi tour italiani ed europei.

In apertura RGB Prisma con il vjset di Davide Curci

4 settembre

Enrico Gabrielli (Der Maurer) – Concerto con sonorizzazione di 6 cortometraggi d’avanguardia

Il rapporto fra cinema e arte è una vera relazione speculare, una autentica dialettica che comprende momenti di rivalità, di passione, di rapimento. Se all’inizio è il cinema che cerca di sottrarre all’arte il primato estetico (la Biennale di Venezia è nata nel 1895, lo stesso anno dell’invenzione del cinematografo!) ricreandone filmicamente le atmosfere e le immagini, a un certo punto avviene il contrario: è il cinema il “repertorio visivo” da cui l’arte contemporanea attinge. La novità è che oggi entrambe queste “figure”, pur conservando la loro rispettiva autonomia, si rispecchiano l’una nell’altra in una nuova dimensione riflessiva della cultura. Ed è con questa dimensione che tutti – appassionati cinefili o fruitori d’arte, o anche semplici spettatori – siamo chiamati a misurarci con questo doppio sguardo. Musiche di Enrico Gabrielli, direzione artistica di Corrado Nuccini con Enrico Gabrielli ed Enrico Pasini.

In apertura Nother con il vjset di Tonshee Labate.

5 settembre 

Giardini di Mirò – Concerto con sonorizzazione di “Il Fuoco” (1916) di Giovanni Pastrone.

I Giardini Di Mirò sono una colonna portante dell’alternative italiano grazie alle loro sonorità “post rock” che si evolvono attraverso il “caleidoscopio psichedelico” del gruppo. La discografia della band è pressoché sterminata: oltre ai cinque album “ufficiali”, ci sono ep, remix e raccolte di inediti, oltre che a due pubblicazioni ispirate a sonorizzazioni, la prima è appunto “ll Fuoco” di Giovanni Pastrone, l’altra “Rapsodia Satanica” di Nino Oxilia.

In apertura Francesco Curci con il vjset di Pit Campanella

Evento: https://www.facebook.com/events/3627783540573859/

La seconda edizione del Silent Festival si svolge con il supporto di Puglia Sounds, Regione Puglia, Teatro Pubblico Pugliese, Comune di Terlizzi, Comune di Modena, Museo Nazionale del Cinema di Torino, DNA Concerti, Sentireascoltare, L’indiependente e Sonomfarketing.

Bif&st 2020 & Mario Monicelli contro il Covid-19

E’ arrivato il cavaliere. Vita da cani. Un eroe dei nostri tempi. I soliti ignoti. La grande guerra. Risate di gioia. I compagni. L’armata Brancaleone. Vogliamo i colonnelli. Romanzo popolare. Amici miei. Caro Michele. Un borghese piccolo piccolo. Temporale Rosy. Il marchese del grillo. Speriamo che sia femmina. Parenti serpenti. Le rose del deserto. E come se non bastasse, una mostra fotografica – gigantografica, per la precisione, come si conviene ad un gigante del cinema italiano – all’interno del teatro Margherita.

Novantacinque anni sul pianeta Terra, settanta dei quali nel cinema. Centocinquanta film, battesimo e funerale della commedia all’italiana compresi. Una commedia che aveva sempre un’ombra di tragedia e di morte dietro le risate e i sorrisi, perché è la vita stessa ad essere tragicomica.
Ritratto sui cartelloni pubblicitari nella splendida immagine da monaco ribelle (con uno sguardo troppo vispo e luciferino per essere un monaco credibile), Mario Monicelli è testimonial e cuore dell’imminente edizione 2020 del Bif&st: ci sono quindi diciannove buoni motivi (il ventesimo è l’ingresso gratuito a tutte le proiezioni dei film del Maestro) per frequentare i luoghi del festival, dal 22 al 30 agosto. Ridotto e ristretto, contingentato e igienizzato, regolamentato e mascherinizzato, sarà comunque festival. Sarà comunque cinema, e non solo quello di sua maestà Mario Monicelli. Vi invitiamo a consultare il programma dettagliato, che potete finalmente trovare in rete. Noi ci limitiamo a segnalarvi le visioni che hanno catturato la nostra curiosità famelica.

Cominciamo con quello che da queste parti è diventato ormai un classico: La CapaGira di Alessandro Piva, che dopo vent’anni conserva intatta la sua potenza espressiva; sarà un piacere rivederlo su grande schermo. E sarà anche un omaggio a Teodosio Barresi (r.i.p.).
Attendiamo Il giorno sbagliato, un thriller ricco di inseguimenti automobilistici e impreziosito da Russell Crowe in versione cattivone: promette bene, e sembra un film adatto a chi ha apprezzato Un giorno di ordinaria follia.
Hype a mille anche per un altro thriller, fieramente femminista, proveniente dall’Irlanda: il titolo è Rose Plays Julie, a dirigere è la coppia formata da Christine Molloy e Joe Lawlor. Continuano in questo film a esplorare i temi già affrontati nei loro lavori precedenti, ovvero l’identità, le esistenze alternative, l’eterno tema del doppio. Ma stavolta lo fanno stringendo le mani alla gola dello spettatore, e scommettiamo che ci ritroveremo tutti a seguirlo fino alla fine con gli occhi sgranati e le chiappe strette.

Ancora genere, che per fortuna abbonda nel programma, con un film che deve (molto) ad Agatha Christie e (qualcosina) a M. Night Shyamalan: Les Traducteurs di Régis Roinsard, con un cast necessariamente multilingue nel quale spicca l’immancabile Riccardo Scamarcio.
Ambientato nel 1992, in un angolo della Germania che poco prima era dell’est, Free Country racconta di ragazzine scomparse, una coppia di poliziotti male assortita, un territorio in mano a potentissimi criminali. E un serial killer. E non è tutto: la vicenda si srotola nelle pieghe della Storia, e non chiude gli occhi davanti alle bombe sociali ed economiche provocate dal crollo del muro di Berlino. La regia è di Christian Alvart, che riesce a non incasinarsi con tutti questi ingredienti.

Cielo livido, ciminiere torreggianti, pioggia incessante, in un paesino di mare sulla costa dello Yorkshire. Due anime sole: una ragazza di 17 anni e un quasi quarantenne, ossessionato dalla sua nuova e giovanissima amica. Forse. Come si esce da un quadro così grigio e deprimente? Prova a rispondere con Nocturnal la regista esordiente Nathalie Bianchieri, nata in Italia ma trapiantata a Dublino, con piglio deciso e convincenti riferimenti al realismo estremo del cinema inglese degli anni sessanta.

Ancora Inghilterra in Muscle: una storia intrisa di black humour, con un personal trainer che diventa stalker, in un film che fa pensare addirittura a Ben Wheatley, per noi quasi un idolo. Dirige Johnson, e la splendida colonna sonora è firmata da suo fratello Matt (The The). Attendiamo impazienti, sperando che la scena dell’orgia (girata con scambisti autentici) non sia tagliata.
Altri titoli interessanti sono Sympathie pour le diable, Three Summers, e Nuclear. Da recuperare assolutamente se ne avete perso il passaggio in sala è il capolavoro sorprendente di Pietro Marcello, Martin Eden.

Insomma, saranno nove giorni ricchissimi, nonostante i limiti oggettivi imposti dalle misure di sicurezza, e la qualità dei titoli selezionati sembra superiore a quella delle edizioni precedenti. Caccia ai biglietti!

Dikotomiko

33^ ed. TIME IN JAZZ: IL FESTIVAL INTERNAZIONALE IDEATO E DIRETTO DA PAOLO FRESU A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna

A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna l’edizione numero trentatré di Time in Jazz il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu. Tra gli artisti in cartellone Rita Marcotulli, Cristina Zavalloni, Daniele Silvestri, Fabio Concato e Antonello Salis.

Sarà un’edizione di Time in Jazz del tutto particolare, quella in programma quest’anno nel consueto periodo intorno a ferragosto: alla sua trentatreesima volta, caratterizzata dal titolo “Anima • Ànemos”,anche il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, e negli altri centri del nord Sardegna che aderiscono al suo circuito, deve infatti fare i conti con i problemi e le limitazioni del difficile e delicato momento storico che stiamo attraversando. <<Ma faremo in ogni caso un festival di alto profilo, naturalmente nel rispetto delle regole e delle misure anticontagio>>, promette il trombettista sardo, che ribadisce l’importanza di confermare anche quest’anno la manifestazione, nonostante le difficoltà e la complessità della situazione: <<Il nostro vuole essere un messaggio di ottimismo; il festival è un’occasione per piantare un seme di bellezza in questo momento così difficile e, insieme, una prova del senso di responsabilità di Time in Jazz  nei confronti della comunità che lo ospita e lo sostiene. Il nostro festival conta un seguito di circa trentamila spettatori e un indotto sul territorio di tre milioni di euro. Numeri che quest’anno non potranno ripetersi, evidentemente, perché mancherà, per ovvie ragioni, il pubblico abituale. Ma in un momento di difficoltà come questo noi possiamo portare, seppur ridimensionato dalle circostanze, un contributo all’economia locale e lanciare un segnale positivo per ripartire>>.

Insieme a Berchidda, al momento è confermata l’adesione dei comuni di ArzachenaBortigiadasCheremuleIttiriLoiri Porto San PaoloMoresNulviPloagheSan TeodoroeTelti, ma c’è fiducia che altri possano aggiungersi prossimamente.

Già definito da mesi e pronto per essere presentato con il consueto anticipo lo scorso aprile, il cartellone del festival è stato necessariamente rimodulato in rapporto alle varie limitazioni e condizioni poste per contrastare il coronavirus. Alcuni dei gruppi e dei progetti più complessi o dall’organico particolarmente folto, non potranno essere confermati: è il caso, per esempio, dei 100 Cellos, il grande ensemble di violoncellisti guidato da Giovanni Sollima e Enrico Melozzi, l’appuntamento col quale, già annunciato da mesi, ora è rimandato al prossimo anno. Potrebbero saltare anche alcuni appuntamenti immancabili di ogni edizione del festival, come il pranzo tipico di ferragosto, a causa delle difficoltà nell’applicare il distanziamento interpersonale.

E tuttavia il programma, che potrebbe essere soggetto a ulteriori modifiche in base alle norme di sicurezza che saranno da mettere in atto al momento dello svolgimento del festival, si annuncia di grande interesse e qualità: in arrivo nomi di primissimo piano della scena jazzistica nazionale, come Rita Marcotulli (con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria), Cristina Zavalloni (in quartetto con Cristiano Arcelli al sax alto, Daniele Mencarelli al basso elettrico e Alessandro Paternesi alla batteria), il gruppo Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi conRoy Paci, lo stesso Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, (con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria), oltre a Fabio Concato con il trio di Paolo Di Sabatino ad affiancare il cantautore milanese: tutti di scena sul “palco centrale” del festival, quello allestito nella Piazza del Popolo a Berchidda. Altra voce di spicco della canzone d’autore nostrana, Daniele Silvestrisarà invece il protagonista di uno degli appuntamenti più attesi di ogni edizione di Time in Jazz: il concerto dedicato a Fabrizio De André a L’Agnata, in quella che fu la dimora del grande cantautore genovese nei pressi di  Tempio Pausania. Altro momento ormai immancabile del festival, ritorna anche quest’anno  – ed è la quindicesima volta consecutiva – la “concertazione navale” a bordo di un traghetto della Corsica Ferries–Sardinia Ferries in viaggio dal “continente” alla Sardegna: un evento reso possibile grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle, tra i principali partner di Time in JazzSi prevede un progetto musicale ad hoc, naturalmente nel rispetto delle disposizioni anti Coronavirus.

E poi, ad avvicendarsi nelle diverse località e siti portati in dote dagli altri comuni coinvolti in questa edizione del festival, una nutrita rappresentanza di musicisti della Tǔk Music, l’etichetta fondata e diretta da Paolo Fresu, che quest’anno spegne le sue prime dieci candeline (una ricorrenza che Time in Jazz celebrerà anche attraverso una mostra): il trombonista Alessandro Tedesco con il suo Low Frequency Quartet, la cantante, pianista e compositrice Petrina, il trio intestato al contrabbassista Marco Bardoscia, il duo formato dal bandoneonista Daniele di Bonaventura con il chitarristaMarcello Peghin, quello del sassofonistaRaffaele Casarano con il pianista Eric Legnini, e quello che  vede insieme il trombettista Luca Aquino e il fisarmonicista Carmine Ioanna; e, ancora, il quartetto del contrabbassista Paolino Dalla Porta, il batterista Stefano Bagnoli, il pianista Giuseppe Vitale, le sorelle Leila e Sara Shirvani, rispettivamente violoncellista e pianista, in duo e in quartetto con Francesco Diodatialla chitarra e Enrico Morello alla batteria, il chitarrista Bebo Ferra con l’Organ Trio e in solo, il quartetto d’archi Alborada con un’ospite d’eccezione come la cantante Maria Pia De Vito; e, poi, naturalmente, Paolo Fresu: lo ascolteremo in trio con Marco Bardoscia e il pianista Dino Rubino, e alla testa del suo quintetto, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz, con i suoi trentasei anni di attività; accanto al trombettista di Berchidda, i membri storici: il sassofonista Tino Tracanna, il contrabbassista Attilio ZanchiEttore Fioravanti alla batteria e, naturalmente, Roberto Cipelli, atteso a Time in Jazz anche per un concerto in piano solo.

Ma non è tutto, perché il cast del festival annovera anche la cantante Karima, accompagnata al pianoforte da Piero Frassi, e, per salutare un’altra ricorrenza significativa, Antonello Salis, il grande pianista e fisarmonicista sardo che quest’anno spegne settanta candeline e al quale Time in Jazz deve la memorabile esibizione in solo che inaugurò, nel  1997, la serie di concerti nelle chiese campestri, divenuti poi un “must” del festival.

A fare gli onori di casa, due immancabili formazioni berchiddesi: la Banda musicale “Bernardo De Muro”, palestra per tanti talenti, compreso proprio Paolo Fresu, che nelle sue fila mosse i primi passi nella musica, e la Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni, prima funky street band in Sardegna, impegnata con le sue parate musicali nelle vie e nelle piazze del paese.

I bar di Berchidda ospitano invece i set di quattro formazioni sarde, il duo Don Leone, i JerichoGiuseppe Bulla from Apollo Beat e il Bad Blues Duo. Mentre a un altro brillante talento locale, il batterista Giovanni Gaias, con il suo gruppo e con musicisti ospiti, spetterà il compito di riempire di musica le nottate berchiddesi nello spazio jazz club, dopo i concerti in Piazza del Popolo.

·         Time to Children

Anche questa trentatreesima edizione riserverà uno spazio speciale a iniziative pensate per l’educazione musicale dei bambini: ecco dunque una nutrita serie di incontri sotto il titolo “Time to Children“, un progetto coordinato dall’AssociazioneIl Jazz va a Scuolanato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano, con l’obiettivo di promuovere, sviluppare, diffondere e valorizzare nella scuola il linguaggio del jazz, le pratiche dell’improvvisazione e dell’invenzione e la conoscenza degli aspetti socioculturali e musicali di questi ambiti.

Ad arricchire le proposte di quest’anno, si rinnova la collaborazione con l’associazione Realtà di Debora Mancini, con sette incontri in cui l’attrice  e il pianista e polistrumentista Daniele Longo condurranno i bambini  alla scoperta della musica e dei suoni, anche attraverso l’integrazione con altre forme d’espressione, come la letteratura, la pittura o il cinema. Tra le attività in programma, “Un pianoforte come il cielo”, “Forme e colori in musica”, “Cinema… quasi… muto”. Per Daniele Longo altro impegno in agenda con lo spettacolo “Una classica serata jazz”, insieme a Remo Brandoni e Stefano Nosei.

Rivolto a bambini e adulti, torna a Berchidda anche il “Drum Circle del percussionista Stefano Baroni: un cerchio di percussioni in cui chiunque può fare musica, lavorando sull’ascolto, sulla propria musicalità e su quella di gruppo.

Una novità assoluta per quest’anno è invece il progetto “MusicAmbiente” del percussionista Danilo Mineo .

La mattina di Ferragosto, infine, per il consueto appuntamento nella chiesetta di San Michele, nelle campagne di Berchidda, torna il regista, attore e autore Giancarlo Biffi con l’intrepido e coraggioso gufetto Rosmarino, protagonista del racconto “Cuore di nonna”: in azione, con Giancarlo Biffi, Paolo Fresu alla tromba, Sonia Peana al violino e altri ospiti a sorpresa.

·         Altri eventi

 Nello spirito di Time in Jazz, accanto alla musica, restano fondamentali l’apertura verso altre forme espressive come l’arte visiva, la letteratura e il cinema, e l’ascolto del mondo in cui viviamo con un’attenzione speciale riservata alle tematiche ambientali e sociali.

È in questo contesto che si inserisce Time To Speak, un momento di riflessione, fissato tradizionalmente la mattina di ferragosto, su temi cari al festival: quest’anno, in collaborazione con la Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano”, sarà proposta la conferenza “Dica Trentatré – Lo stato di salute della Cultura in Italia al tempo del coronavirus”,seguita dalla presentazione del libro “I Festival jazz in Italia. Un’analisi di impatto sul territorio“, dell’economista Severino Salvemini con Costanza Sartoris e Arianna Riccardi, uscito lo scorso febbraio.

Il cinema sarà come sempre presente nella consueta sezione curata dal regista Gianfranco Cabiddu, quest’anno dedicata in particolare al mondo dell’infanzia.  

Spazio anche all’arte, alla Casara, edificio che nel nome rivela il suo precedente uso per la produzione e la vendita di prodotti caseari, di recente restaurato e trasformato nella sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda, dove saranno ospitati gli eventi espositivi di questa edizione.

Ripercorre i primi dieci anni della Tǔk Music, la mostra 10 Years of Tǔk Music”, che riunisce gli artwork delle copertine dei cd e dei vinili e i video clip prodotti dal 2010 ad oggi dall’etichetta discografica indipendente fondata da Paolo Fresu. Artisti, grafici e designer di fama nazionale e internazionale hanno infatti collaborato alla realizzazione delle copertine dei diversi album targati Tǔk, che costituiscono quindi una vera e propria galleria d’arte, oltre che di musica, mettendo in rapporto sinergico l’immagine e il suono. Tra i nomi in mostra Alessandro Gottardo, Anna Godeassi, Barbara Valsecchi, Oscar Diodoro, Mario Dondero, Francesco Bongiorni e Malala Andrialavidrazana.

Il racconto della passata edizione nel festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni, si potrà rivivere nell’esposizione “Time to Time 2019” con gli scatti dei fotografi Roberto Sanna e Daniele Franchi. Sarà poi visitabile la mostra “CasArt – Casa d’Arte Time in Jazz”, in cui  si radunano le opere della Collezione di Arte contemporanea, nata in seno al progetto PAV – Progetto Arti Visive nel 1997, grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival. CasArt documenta gli esiti della ricerca e della sperimentazione artistica e creativa in Sardegna comprendendo anche opere di artisti nazionali e internazionali.

E alla Casara troverà spazio anche “Time to Read”, la consueta sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e gli autori. La storia del festival e il suo rapporto con il territorio sono al centro dello studio “La Tribù sonora – Time in Jazz tra identità, turismo e territorio” della ricercatrice Rosa Maria Meloni (edizioni CISU), e del progetto editoriale “Time in Jazz Diary 2019” (Postcard 2020),un diario del festival 2019,  corredato dalle foto di Daniele Franchi.

Si resta in ambito musicale con Mario Piatti e Enrico Strobino, che portano in dote la loro “Grammatica della fantasia musicale. Introduzione all’arte di inventare musiche” (edito da Franco Angeli) di ispirazione rodariana, in cui si suggeriscono attività per lo sviluppo della creatività in contesti di educazione musicale; in “Perigeo, una storia. Tra innovazione e sperimentazione” (edito da Stampa Alternativa), il giornalista musicale Luigi Onori ripercorre invece le tappe del gruppo jazz-rock italiano di culto negli anni Settanta. La musica fa da scenario anche per il romanzo noir “Madrigale senza suono” di Andrea Tarabbia (Bollati Boringhieri). Si sposta invece in ambito sportivo “Gioco come sono” (Rizzoli), autobiografia ironica di Luigi Datome, capitano della Nazionale e uomo-simbolo della nostra pallacanestro, orgogliosamente sardo.

Proseguono anche le iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale riunite sotto l’insegna Green Jazz, che dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2, anche nell’intento di ridurre l’impatto del festival sull’ambiente.

Time in Jazz è un festival inclusivo, che fa dell’incontro tra culture attraverso lo scambio e la condivisione di saperi un suo punto cardine: per questo si lavorerà anche quest’anno per realizzare una serie di attività laboratoriali per favorire l’integrazione dei cittadini stranieri, nell’ambito di “BABEL Reloaded – Building Awareness, Bridges, Experiences, Links”, un progetto multidisciplinare sul tema della convivenza interculturale riunito sotto il titolo “Migrant Reloaded”, a cura della compagnia Theatre en Vol.

·         Biglietti e prevendite

In piazza del Popolo, a Berchidda, fulcro dei concerti serali del festival, non ci sarà il grande palco di sempre, ma una pedana rialzata; ridimensionato anche il numero dei posti in platea, che oscilleranno tra 300 e 400, con le poltroncine distanziate come previsto dalle disposizioni vigenti. Sarà possibile accedere all’area concerti solo con biglietto o abbonamento digitali, scaricabili su smartphone e da esibire all’ingresso, che si potranno acquistare prossimamente online su Vivaticket. Una modalità che garantisce la possibilità di rispettare il distanziamento interpersonale e di evitare gli assembramenti all’ingresso e il contatto fisico con il biglietto cartaceo.

·         Anima • Ànemos

Sotto il titolo “Anima • Ànemos”, l’edizione numero trentatré di Time in Jazz assume dunque un significato particolare, dato il momento storico che stiamo attraversando. <<Quanto valgono i numeri. E, soprattutto, cosa ci dicono al tempo del coronavirus?>>, scrive Paolo Fresu nelle sue note di presentazione del festival; <<33 rappresenta la maturità e sono gli anni di Cristo. Una cabala emblematica e ammaliante che ricorre nelle culture e nelle religioni del mondo. Un numero di passaggio nel quale leggere il dinamico movimento di un presente che dovrà necessariamente condurre verso il futuro>>. E, più avanti: <<Dovessimo andare a ritroso scopriremmo, senza troppo stupore, che la manifestazione si è modificata negli anni senza tuttavia perdere quei valori fondamentali che sono le relazioni umane e il rapporto con il territorio. Relazioni che oggi il Covid-19 ci fa vedere come distanti ma che la musica e l’arte riescono a sviluppare in maniera nuova e laddove la sfida del presente ci trova pronti e forgiati dalla forza dell’arte e della creatività. La stessa che oggi ci spinge con forza e volontà a ripartire nonostante le difficoltà che il tempo del coronavirus ci impone. Un festival con un alto grado di civiltà che, grazie alla musica e oggi ancora di più, vuole parlare al mondo di bellezza e rispetto, uguaglianza e comprensione, responsabilità e senso sociale (…). Come scriveva Gianni Rodari, al quale dedichiamo questa edizione in occasione dei cento anni dalla sua nascita, “è difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi”. Facciamo nostro il suo pensiero fieri di essere parte dello stesso cammino laddove l’edizione XXXIII è per noi un nuovo importante compleanno oltre che un transito libertario verso altri numeri e verso un nuovo domani>>.

La trentatreesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, con il contributo della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna, di Unipol Gruppo, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries, e con la collaborazione di Consorzio Porto RotondoAgenzia Regionale ForestasRau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R.Arborea, Le Cantine del Jazz e GeasarRadio Monte Carlo è anche quest’anno la radio ufficiale del festival. Media partner Spotify e Spreaker.

Time in Jazz fa parte dei progetti LIFE GreenFEST, dell’Associazione I-Jazz, della Federazione nazionale Il jazz italiano e del Sardinia Jazz Network.

Cartellone Cinema – i film nelle sale dal 5 all’11 marzo

Restano aperte le sale cinematografiche in Puglia, nonostante la psicosi, o meglio, i timori da contagio legati al nuovo coronavirus. Il cinema è certamente un luogo in cui l’accesso del pubblico è controllato, può essere contingentato. La visione di un film non prevede l’assembramento di persone a distanza ravvicinata ed ogni cittadino può responsabilmente adottare tutte le misure di sicurezza per tutelare se stesso ma soprattutto il prossimo.

Il B&Fest è stato invece rimandato, trattandosi di una manifestazione internazionale con ospiti e pubblico proveniente da territori al di fuori della nostra regione e nazione. Non ci resta ce consolarci facendo quel che si può ed andando a vedere dei bei film che possano svagare, scuotere le coscienze, farci conoscere mondi o fatti a noi lontano

Vi parlo quindi dei 14 film che è possibile vede da oggi e per tutta la settimana che va da giovedì 5 e mercoledì 11 marzo 2020.

Parto con una segnalazione, infatti da ieri è possibile vedere

Volevo Nascondermi

È un film di genere biografico del 2020, diretto da Giorgio Diritti, con Elio Germano e Oliver Ewy. Uscita al cinema il 04 marzo 2020. Durata 120 minuti. Distribuito da 01 Distribution. Da oggi sono sale invece dieci nuovi film:

Marie Curie

Fra il biopic ed il film storico, con la regia di Marie Noelle. Con Karolina Gruszka, Arieh Worthalter, Charles Berling, Izabela Kuna, Malik Zidi. Drammatico, Sentimentale – Polonia, Germania, Francia 2017. Durata 95 Minuti. Distribuzione Valmyn.

Picciridda – Con i piedi nella sabbia

Una storia di donne incastonate in una natura impervia, raccontata tra i silenzi dei non detti. Drammatico, Italia 2019. Durata 95 Minuti. Un film di Paolo Licata. Con Marta Castiglia, Tania Bambaci, Katia Greco, Lucia Sardo, Ileana Rigano.  Distribuzione Satine Film.

Qeen & Slim

È un film di genere drammatico del 2019, diretto da Melina Matsoukas, con Daniel Kaluuya e Jodie Turner-Smith. Uscita al cinema il 16 aprile 2020. Durata 132 minuti. Distribuito da Universal Pictures.

Honey Boy

Shia LaBeouf riversa il suo passato in un film ferocemente personale dove la malinconia sottile convive con la violenza sorda . Drammatico, USA 2019. Durata 94 Minuti. Un film di Alma Har’el. Con Shia LaBeouf, Lucas Hedges, Noah Jupe, Byron Bowers, Laura San Giacomo. Distribuzione Adler Entertainment.

Sono innamorato di Pippa Bacca

Una ricostruzione accurata della performance dell’artista, che ne coglie il convinto slancio pacifista. Documentario, Italia 2019. Durata 76 Minuti. Un film di Simone Manetti. Con Elena Manzoni, Antonietta Pasqualino di Marineo, Maria Pasqualino di Marineo, Rosalia Pasqualino di Marineo. Distribuzione Wanted.

Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe

Una scommessa vincente, per ricordarci come il cinema debba sempre provare a scuotere le coscienze. Animazione, Spagna, Paesi Bassi, Germania 2018. Durata 80 Minuti. Un film di Salvador Simó. Con Jorge Usón, Salvador Simó. Distribuzione Draka.

Sola al mio matrimonio

Il ritratto realistico di una donna in cerca di una vita diversa, di un’indipendenza da conquistare. Drammatico, Belgio 2018. Durata 121 Minuti. Un film di Marta Bergman. Con Alina Serban, Tom Vermeir, Rebeca Anghel, Marie Denarnaud, Marian Samu. Distribuzione Cineclub Internazionale.

Vulnerabili

Tre storie intime s’intrecciano per caso in un racconto violento e dalla cifra stilistica decisa. Drammatico, Francia, Belgio 2017. Durata 105 Minuti. Un film di Gilles Bourdos. Con Alice Isaaz, Suzanne Clément, Vincent Rottiers, Pauline Etienne, Frédéric Pierrot. Distribuzione Movies Inspired.

Nessun nome nei titoli di coda

Un cinema nascosto. Documentario, Italia 2019. Durata 83 Minuti. Un film di Simone Amendola. Con Antonio Spoletini, Fernando Meirelles, Marcello Fonte, Pupi Avati, Dante Ferretti. Distribuzione Movieday Next.

La donna dello smartphone

Un film in bilico tra finzione e realtà. Drammatico, Italia 2020. Durata 87 Minuti. Un film di Fabio Del Greco. Con Chiara Pavoni, Silvana Porreca, Mariagrazia Casagrande, Hanad Sheik. Distribuzione Monitore Film.

                I uscita sabato 7 marzo

L’apprendistato

Un’opera fortemente contemporanea che si sa muovere tra coming of age e documentario. Drammatico, Italia 2019. Durata 84 Minuti. Un film di Davide Maldi. Con Luca Tufano, Mario Burlone, Lorenzo Campani, Enrico Colombini, Cristian Dellamora. Distribuzione Movieday.

                Lunedì 9 marzo sono nelle sale

Ultras

Non è mai solo una partita. Drammatico, Italia 2020. Durata 108 Minuti. Un film di Francesco Lettieri. Con Aniello Arena, Ciro Nacca, Simone Borrelli, Daniele Vicorito, Salvatore Pelliccia.

Hello World

Solo il 9 10 ed 11 marzo. Cambiare il passato. Animazione, Fantascienza, Sentimentale – Giappone 2019. Un film di Tomohiko Ito. Con Mirko Cannella, Gabriele Vender, Agnese Marteddu, Takumi Kitamura, Tôri Matsuzaka. Distribuzione Koch Media.

Aggiornerò questo articolo con soundtrack, trailer e curiosità dopola diretta di oggi 5 marzo alle 18:00 che potrete seguire ance da qui: