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Tutto ciò che c’è da sapere su TIME ZONES Festival XXXV edizione ||| 17 SETTEMBRE – 31 OTTOBRE 2020 |||

Time Zones festival sarà protagonista della scena culturale di Bari e provincia, dal 17 settembre al 31 ottobre prossimi, portando in varie location il proprio carattere, che va dal cantautorato alla modern classica, passando dall’elettronica fino all’ambient ed oltre. Concerti, ma anche teatro, convegni e performance. L’eclettismo domina, come da tradizione, il 35° anno di vita del festival, legando con libertà di stile, suoni, mente e musica.

Sebbene ciò sia più che sufficiente a caratterizzare questo evento, che da decenni introduce il capoluogo pugliese all’autunno, questo è l’anno in cui è impossibile prescindere da una riflessione sul concetto di rigenerazione, poiché la passione e la curiosità, il dialogo sui temi di attualità come quello della scuola, l’avanguardia e la sperimentazione vanno, quest’anno, a fondersi in una edizione che promette di indicare la strada della ripartenza, dopo la tabula rasa causata dall’emergenza sanitaria. Sarà una splendida occasione per guardare con occhi nuovi alla fruizione di eventi di cultura e spettacolo ed all’eco emotiva che ci susciterà.

Di questo e molto altro ha parlato questa mattina in conferenza stampa il direttore artistico del festival, Gianluigi Trevisi, all’interno della sala consiliare del Comune di Bari, insieme all’assessore alla Cultura Ines Pierucci, a Teresa Ludovico, voce e volto del Teatro Kismet Opera, con il supporto del valido ufficio stampa Michele Casella.

Lascio alle sue stesse parole la descrizione di questa coraggiosa e sorprendente edizione:

“Nonostante le perduranti difficoltà noi abbiamo messo in piedi un festival ,a mio avviso ,unico per capacità di spaziare in ogni direzione, un reale termine di paragone rispetto al sacrosanto intrattenimento che purtroppo qualcuno continua a ritenere  Cultura.

Ma andiamo con ordine. Nei mesi della quarantena generalizzata noi operatori culturali abbiamo discusso molto ed abbiamo individuato come strada maestra un percorso di rigenerazione culturale di questo mondo a cui noi apparteniamo. La qualità come leva per l’allargamento del gusto e come contributo al sistema del sapere. La musica, tutte le arti sono importanti fabbriche di emozioni, ed al contempo sono indispensabili strumenti di emancipazione delle nostre comunità. Proprio sulla scorta di queste riflessioni Time Zones 2020  si propone, oltre le musiche possibili, come un contenitore multi codice dove troveranno spazio oltre ai suoni provenienti da generi e stili differenti teatro,arte contemporanea, documentari,letteratura, un convegno sulla scuola.

Abbiamo voluto iniziare con Underzones la sezione del festival che abitualmente pesca nel mondo della ricerca musicale più nascosta, quella che con coraggio cerca anche all’interno dei generi “consacrati” nuove  strade.

Quattro declinazioni diverse del “verbo rock” il 17 ed il 18 settembre tra demenziale (Tonno), la psichedelia tinta di blues con due delle migliori band pugliesi (gli Anuseye di quel vero padre nobile del rock pugliese Giuseppe Colaianni ed i Magpies di quel genio effettivamente sregolato di Pierpaolo Vitale in arte Sette) ed il cantautorato raffinato ed infingardo di Giancane.

UZ si concluderà il 25 settembre al Palazzo De Mari di Acquaviva con le monografie di due dei più intelligenti e creativi solisti del nostro territorio: la eclettica e virtuosa chitarrista Simona Armenise ed il pianista sans frontieres Livio Minafra.

Per tutti i motivi elencati nella premessa, in TZ 2020 ci sarà uno spazio di grande rilievo per l’arte contemporanea:

una live installation art il 26 settembre nel Chiostro di Santa Chiara nel complesso di S.Francesco  della Scarpa  nel Borgo  antico di Bari. Su un’opera dell’artista Francesco Arena (forse l’artista pugliese più noto al mondo) il violinista Davide Viterbo eseguirà le musiche composte per ANELLO l’opera di Arena collocata a fine giugno (la prima assoluta per un’opera contemporanea) nel parco Archeologico del Colosseo. Una riflessione attraverso una frase di Virginia Woolf sulla vacuità del tempo che in questa live installation rivivrà in suoni ed immagini.                

Inauguriamo con grande soddisfazione in questa edizione una bellissima collaborazione con il Teatro Kismet – Teatri di Bari. Il rinnovato Kismet infatti ci ospiterà per le sette giornate centrali di TZ 2020.

Un rapporto che si rinnova a distanza di un po’ di anni e che noi ci auguriamo duri nel tempo, un rapporto che il 31 ottobre vedrà la presentazione di una coproduzione. Con la regia e la voce di Teresa Ludovico ci sarà una narrazione scenica musicata del Dio delle Piccole Cose della scrittrice indiana Arundhati Roy uno dei casi letterari più importanti di questo nuovo millennio.

Per l’occasione è nata una TZ ensemble che ha raccolto musicisti disposti a mettersi in gioco come la violoncellista Nicoletta D’Auria, come il sitarista Jari Palmieri, come il tablista indiano Sanjay Banik,il percussionista Domenico Monaco e l’elettronico Francesco Novach ,mentre le immagini saranno di quel magico visualist che risponde al nome di Pit Campanella.

Prima di questa particolare produzione, al Kismet nel mese di ottobre ci sarà un denso programma di concerti. 12 anteprime in esclusiva per il Festival.

Si inizia il 2 ottobre con “il pianista dell’arte” Remo Anzovino un recital che ripercorrerà i lavori composti per le monografie di Sky arte dedicate a Monet, Picasso e Van Gogh. Nella stessa sera il piano ed una delle voci più interessanti del jazz e non solo Roberto Cherillo già compagno d’avventura di Checco Fornarelli ed ormai spedito ed originalissimo solista .

Il 3 ottobre si rinnova l’esperimento di Francesco d’Orazio e Francesco Abbrescia per trovare una via nuova al violino. L’elettronica di Abbrescia s’incrocia con il violino di Francesco D’Orazio su un repertorio attinto all’avanguardia più interessante (Ivan Fedele, Steve Reich, Cresta, Corrado).

Sempre il 3 ottobre il Piano rivolto al Mediterraneo del compositore ed interprete originale Massimo Carrieri. In questa edizione di TZ vi è un importante capitolo prussiano il 9 ottobre la delicata e suadente pianista tedesca  Lisa Morgenstern e nella stessa serata il giovane e raffinato violoncellista viennese Lukas Lauermann alle prese con un set modern classical intriso di elettronica.

Il 10 spazio all’elettronica d’alta scuola con l’artista italiana più stimata ed apprezzata in questo momento: Caterina Barbieri è infatti ritenuta una delle producers più influenti della sua generazione, un’elettronica sinfonica che ha trascinato il suo ultimo lavoro tra i 10 dischi più belli del 2019. Nella stessa sera un incrocio ardito tra tradizione persiana ed elettronica estrema con il chitarrista Hassan k ingegnere, docente esperto di relazioni interattive nello spettacolo dal vivo, straripante per vocazione.

Il fulcro di TZ 2020 è tra il 16 ed il 17 ottobre. Si va dall’arcaico e le  tradizioni della nostra terra rilette nello sguardo contemporaneo del progetto Folklore elettronico di Marco Malasomma e Jime Ghirlandi il 16 nella stessa sera in cui ci sarà il set di B.Fleiscmann (Morr Music) e la sua band;  un’elettronica  suonata tra techno e grande nostalgia per il rock. 

Appuntamento centrale di TZ 2020 è sicuramente il progetto Popol Vuh Beyond – Requiem for Florian il 17 ottobre un dovuto omaggio al grande Florian Fricke che proprio nel nostro festival fece una delle sue ultime performance in una storica live installation art che coinvolse l’intero centro storico di Molfetta. Un concerto che vede due compagni di Florian in quella geniale avventura che furono i Popol Vuh (Frank Fiedler e Guido Hyeronimus) a cui si è aggiunta la voce balcanica di Biljana Pais. Ancora tedeschi con il duo elettronico Josinho per chiudere sempre il 17 ottobre il capitolo prussiano.

Sempre in collaborazione con la Compagnia teatrale Diaghilev Literature, la sezione dove si incontrano musica e letteratura. Quest’anno le voci di Paolo Panaro, Altea Chionna, Alessandro Epifani, Francesco Lamacchia dal 3 al 12 ottobre in Vallisa incroceranno la musica di Luigi e Mattia Morleo sul geniale testo di Oliver Sacks “Musicofilia”.

Incontri nelle scuole, master class con alcuni degli ospiti ed il 13 ottobre ad Acquaviva in memoria di Francisco Ferrer  un convegno su la Nueva Escuela.”

info e prenotazioni
3385957238 – timezones@alice.it

La manifestazione si svolge nel rispetto delle regole anti Covid e quindi il pubblico dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:
• Mascherina all’ingresso e all’uscita e ove non sia possibile un distanziamento di un metro
• Distanziamento nelle sedute come da prescrizione
• Sanificazione delle mani presso i desk

Il programma completo

“UNDER ZONES”

Giovedì 17 Settembre

ore 21,00 – Parco Princigalli – Bari


Tonno

Con l’uscita dell’album “Quando ero satanista“inizia la vera avventura dei toscani Tonno.
Un’intelligentissima capacità ,al limite del dadaismo ,di giocare con le parole ed i vari luoghi comuni di cui è cosparsa la   cultura 2.0. Un velato omaggio all’ironia del grande maestro Freak Antòni ed alla mai dimenticata stagione del rock demenziale. “un godibilissimo divertimento a base di rock”.


Anuseye

Claudio Colaianni  voci, chitarra,Stefano Pomponio chitarre;Giovanni D’Elia basso;Cosimo Armenio batteria. E’ sicuramente uno dei migliori prodotti del rock made in Puglia. Come ha riportato la critica:
“Forse quello che mancava in Italia: una band stoner di livello internazionale “ Saldamente guidati da Claudio Colaianni  songwriting maturo e chitarrista di alto rango gli Anuseye”abbracciano sintassi stilistiche allungate verso frange acide a volte con pennellate di blues a volte imbastardite di striature al limite del garage” .Un’emotività bruciante intrisa di psichedelia per un live elettrizzante. 3:33 333 è il loro ultimo lavoro .

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Venerdì 18 Settembre

ore 21,00 – Parco Princigalli – Bari

Magpies

SETTE, (nome d’arte di Pierpaolo Vitale) genialoide musicista e attore  pugliese è il fondatore, autore e compositore della musica di questa  band che nasce nel 2013 a Dublino (Irlanda) nell’ incontro  con David Blaney ( leader dei “Cat Palace”) e Sean Lay (Chitarra).che lascerà poi il posto a Christopher Barry (già chitarrista di “Myles Manley”) ed Alice Grollero (Basso nei “Leila Jane and the Healers”). Nel 2014  il loro primo album “The Woody House”,nel 2015 registrano l’ EP “Flamingos” . Dopo il periodo irlandese nel quale ha composto musiche per il teatro e lavorato come attore  per Sette arriva  il ritorno nella terra natia  ed una nuova band tutta pugliese. Musicisti giovani e spregiudicati come lui. Il live dei Magpies,sinuoso ed ipnotico, resta una delle esibizioni più intense in circolazione da queste parti.

Giancane

Giancane, pseudonimo di Giancarlo Barbati. Ex chitarrista del Muro del Canto, con i quali ha pubblicato tre album e due EP, come solista è stato considerato esponente di una «nuova grammatica cantautorale»[1] e definito uno «dei cantautori più illuminati della propria generazione» si avvicina al panorama musicale nel 2013, anno di esordio solista con l’EP Carne. Successivamente pubblica due album: Una vita al top nel 2015 e Ansia e disagio nel 2017. Importante la sua collaborazione con  Zerocalcare

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Venerdì 25 settembre

ore 21:00 – @Palazzo De Mari – Acquaviva delle Fonti (Ba)

Simona Armenise

Nata nel 1977 Simona Armenise è una chitarrista classica diplomata presso il Conservatorio N. Rota di Monopoli. Musicista curiosa ,anima inquieta ha fatto della ricerca e della sperimentazione l’asse centrale del suo percorso musicale.  Un’impostazione classica fusa con il rock ,con continue irruzioni nella musica contemporanea e nel jazz quello più contaminato. Di recente si è rinnovata la collaborazione con Ares Tavolazzi  lo storico bassista degli   Area per la registrazione di Lotus  Sedimentations album ispirato a quel simbolo della cultura giapponese che è il fiore di loto . Chitarra ,basso e sequenze elettroniche si inseguono per un raffinato intreccio di suoni adagiati su un tappeto ambient intriso di  psichedelia e richiami al nu-jazz.

Livio Minafra   

Livio Minafra, compositore e pianista figlio d’arte(il padre Pino Minafra è un jazzista,  la madre Margherita Porfido è pianista e clavicembalista) vincitore del prestigioso premio Top Jazz   nel 2005, 2008 e 2011. Suona in piano solo ed in passato con il suo quartetto,pianista eclettico capace di restare fuori da oppressive gabbie stilistiche,con la sua musica  spazia in ogni direzione.Ha composto musica per il cinema (Ameluk di Mimmo Mancini) e per docufilm. Ha al suo attivo numerose   collaborazioni Daniele Sepe, Keith Tippet, Julie Tippet, Louis Moholo e il Canto General, ha fatto parte della Municipale Balcanica. E’ un piccolo gioiello Sole Luna ultimo suo lavoro discografico.

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“SPECIAL PROJECT”

Sabato 26 Settembre

ore 21,00 – @Chiostro Di Santa Chiara – Bari

L’Anello e la Pietra

Francesco Arena e Davide Viterbo

THE VERY STONE ONE KICKS WITH ONE’S BOOT WILL OUTLAST SHAKESPEARE

(La stessa pietra che calci con lo stivale sopravvivrà a Shakespeare)

Questa frase è incisa  all’interno di un anello di bronzo giallo spesso 20 centimetri alto 50 e di 410 centimetri di diametro esternamente opaco e internamente lucidato a specchio   

La frase è tratta da To the Lighthouse di Virginia Woolf, nella frase la scrittrice sintetizza meravigliosamente il nostro rapporto con le cose che ci circondano e che esistono da prima di noi e a noi sopravvivranno,la stratificazione del tempo e la moltitudine di tempi esistenti.

Questi elementi con un monolite posto al centro della circonferenza  sono gli elementi che compongono ANELLO opera dell’artista Francesco Arena . Quest’opera è stata commissionata  e finanziata dal Mibact  e collocata  il 25 giugno scorso nel Parco Archeologico del Colosseo a Roma dove resterà per “l’eternità.

Il festival Time Zones in accordo con l’artista   propone all’interno del  Chiostro Santa Chiara nel Borgo antico di Bari  una performance che richiami l’opera attraverso la costruzione di una  liaison con essa. L’artista collocherà  in questo spazio un’altra sua opera sulla quale il  violinista  Davide Viterbo salirà per eseguire le musiche composte in occasione della posa dell’opera lo scorso giugno a Roma. La performance si innesta sul pensiero che ha prodotto l’opera come chiusura di un ideale cerchio ,con un’ulteriore riflessione sulla stratificazione del tempo condivisa adagiata ed intrisa nella  partitura del compositore Davide Viterbo. Uno schermo visualizzerà un montaggio di immagini realizzato per l’occasione dell’ artista Domenico Palma.

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“TIME ZONES AL KISMET”

Venerdì 2 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Remo Anzovino

Roberto Cherillo



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Sabato 3 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Francesco D’Orazio e Francesco Abbrescia

Massimo Carrieri

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Venerdì 9 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Lisa Morgenstern

Lukas Lauermann

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Sabato 10 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Caterina Barbieri

Hassan K

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Venerdì 16 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

B.Fleischmann band

Folklore Elettrico

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Sabato 17 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Popol Vuh Beyond (Requiem for Florian)

Joasinho

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Sabato 31 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Il Dio delle piccole cose ( in collaborazione con Kismet-Teatri di Bari)

Teresa Ludovico e la Time Zones Ensemble

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LITERATURE
3-4-7-8-10-11-12 Ottobre

ore 21,00 – Auditorium Vallisa

I SUONI, LA MENTE, LA MUSICA

in collaborazione con DIAGHILEV teatri

Sette tappe attraverso “Musicofilia” di Oliver Sacks

attori: Paolo PanaroAltea Chionna,
Alessandro Epifani
Francesco Lamacchia

Luigi Morleo (percussioni), Mattia Morleo (pianoforte)

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FUORI PROGRAMMA

Martedì 13 Ottobre

ore 21,00 – @ Palazzo De Mari – Acquaviva delle Fonti (Ba)

Convegno “Francisco Ferrer – La nuova escuela. La scuola e le arti“

Concerto di Alessio Lega

Per approfondire clicca QUI

UNA STORIA TUTTA PER SE’ – COME RACCONTARE SE STESSI ED ESSERE FELICI. Ultime promozioni e primi arrivi della nuova stagione 2020/21

Fino al 31 agosto la prima versione video del mio laboratorio “Una storia tutta per sé” è ancora in promozione. Grazie intanto a tutti gli iscritti che per primi, quest’estate molto particolare, hanno scelto il mio corso e hanno deciso di cominciare a scrivere la propria storia.
Tutte le informazioni sono qui: casadiscrittura.it
Le promozioni in corso sono qui: casadiscrittura.it

UNA STORIA TUTTA PER SE’ – COME RACCONTARE SE STESSI ED ESSERE FELICI

La scrittura può essere esplorata in diverse maniere tante almeno quante sono le esistenze di chi scrive. Una di queste è la scrittura del sé. Gli scrittori si confrontano con la propria vita. A volte la raccontano sotto forma di diario o di romanzo biografico, altre volte la immaginano creando mondi fantastici. Tutti abbiamo una storia da raccontare ma non sempre sappiamo come farlo. Un ricordo, la nostalgia dell’infanzia, un fatto luttuoso o una gioia infinita, l’inizio o la fine di un amore o più semplicemente una giornata particolare. Sono tantissimi gli stimoli e le suggestioni che ci fanno sedere davanti a un computer, o prendere in mano una penna, per cominciare a scrivere la nostra storia. Una storia tutta per sé è un percorso di lettura e di scrittura che vi conduce alla scoperta della vostra “storia nel cassetto”: alla fine del modulo base conoscerete la vostra voce e sarete pronti per cominciare a scrivere. la propria storia e si inizia a scriverla. Livello raggiunto (in media): ideazione della storia e stesura della bozza dell’incipit. 

A CHI SI RIVOLGE

Il laboratorio è adatto sia a chi ha già scritto una storia che a chi la sta scrivendo e a chi non ha ancora trovato il tempo per scriverla scriverla.

PROGRAMMA CORSO

I titoli delle sei lezioni che compongono il primo modulo di “Una storia tutta per sé”:

Le piccole virtù della scrittura autobiografica: il dato biografico come risorsa narrativa

Guarda come scrivo: Allenare lo sguardo narrativo attraverso l’osservazione dei propri ricordi.

I cinque sensi: Come usare i nostri sensi per raccontare

Caro diario, ti scrivo: A cosa serve e come usare un diario letterario.

Lessici famigliari: Tutto comincia da una data di nascita, un nome e un luogo. Fino a quando non ci tirano fuori e cominciamo a scrivere.

Dire la verità mentendo: Scrivere una storia (auto)biografica, distanza silenzio 

PROSSIMI LABORATORI DI SCRITTURA  
Si è già svolto il 27 agosto, Libri nel Borgo, Bisceglie, ore 20.00. Doppio appuntamento e doppia gioia per me. A partire dalle ore 20.00 a Bisceglie sono stata ospite della bellissima manifestazione “Libri nel Borgo”. È stata l’occasione per parlare per la seconda volta di uno degli esordi che ho curato e a cui tengo, “Il posto dei Santi” di Bianca Favale; inoltre subito a seguire nella stessa sede racconterò con con Elisa Forte “Bari, una guida”, proprio oggi recensita da una delle scrittrici che seguo e consiglio di più, Marilù Oliva su Huffington Post.

Tutti gli appuntamenti sono gratuiti e potete trovare i dettagli nel programma a questo link: Libri nel Borgo

28 settembre + 5 ottobre, Corso online con La Matita Rossa, “Da dove vengono le (tue)storie”.  Chi scrive non finirebbe mai il suo romanzo. Non si tratta di una tensione verso la perfezione; non solo. Non è nemmeno una questione di refusi sfuggiti alla stanchezza. Si tratta di un difetto visivo e di un’illusione emotiva. Come se tenendosi stretta un’idea e una storia questa possa trarne vantaggio. L’unico vantaggio che ne trae, in realtà, è che nessuno la legge. Ma se si scrive, usando il pensiero narrativo per produrre storie, è indispensabile allo stesso gesto del narrare rivolgersi a qualcuno. Questo lettore ideale è il “personaggio” che ci aiuta a evocare in maniera più esatta il totem/autore.
Dal 6 al 27 novembre, Bari La Content, “Storie di luoghi straordinari”.  In collaborazione con Scuola Holden, un laboratorio condiviso che non vedo l’ora di cominciare.  I luoghi raccontano la nostra storia sin da quando veniamo al mondo. Allo stesso modo, i luoghi della letteratura – quelli reali, come quelli un po’ mitici – concorrono alla storia dell’io narrante e dei personaggi che ci vivono. Se pensiamo a Dostoevskij o a Kafka, vengono alla mente spazi chiusi, stanze soffocanti. Al massimo qualche angusta viuzza. Altri, invece, respirano solo in vasti spazi aperti, ampie brughiere o praterie. Ce ne sono addirittura di quelli che sanno descrivere con precisione luoghi inesistenti, inventati, assolutamente irreali, prendendo però spunto da luoghi che hanno visitato. Di questo si tratta, in fondo: immaginare interi mondi e spazi unici e renderli reali mettendo parole su una pagina.

Premio Biella Letteratura e Industria 2020 | Salvatore Romeo tra i finalisti con il saggio “L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore

Salvatore Romeo è uno dei cinque finalisti annunciati per l’edizione 2020 del Premio Biella Letteratura e Industria con il saggio L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore.

L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore. Di Salvatore Romeo.

In occasione di un evento digitale aperto a stampa e pubblico, il 12 giugno 2020, sono stati annunciati i nomi dei cinque finalisti del Premio Biella Letteratura e Industria XIX edizione, quest’anno dedicato alla saggistica, tra i quali anche Salvatore Romeo, dottore di ricerca in Storia economica, è stato borsista presso l’Istituto italiano di studi storici. Ha curato la raccolta di scritti di Alessandro Leogrande su Taranto Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale (Feltrinelli, 2018). Si occupa di storia dell’industria, storia urbana e storia ambientale.
Il Premio Biella Letteratura e Industria, presieduto da Paolo Piana, rappresenta un unicum in Italia: ricerca e premia opere che uniscono l’indagine sul mondo industriale all’istanza letteraria, e che si pongono specificamente l’obiettivo di raccontare modelli di trasformazione della società italiana con riferimento alla realtà socioeconomica e alla cultura dell’impegno, del rischio di impresa, dei valori come l’imprenditorialità. Il Premio è destinato a un’opera di autore italiano o straniero in traduzione italiana, e ad anni alterni premia opere di narrativa o saggistica.

La scelta di confermare l’organizzazione del Premio nonostante la grave emergenza sanitaria è stata un atto dovuto; la natura stessa del Premio, che è nato per cogliere le trasformazioni in atto dal punto di vista economico e sociale, con lo sguardo focalizzato sulla cultura d’impresa, ha imposto di non fermarsi. Il Premio Biella Letteratura e Industria dal 2020 rientra nelle iniziative di Biella Città Creativa Unesco. Cinque i saggi, scelti tra trentacinque opere selezionate, che concorreranno per un premio del valore di seimila euro, consegnato durante la cerimonia conclusiva, in programma in novembre 2020 presso l’Auditorium di Città Studi di Biella.

Nell’edizione 2019 il premio è stato assegnato a Giorgio Falco per il romanzo Ipotesi di una sconfitta, EinaudiIl libro:Salvatore Romeo, L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore, 2019Per anni gli sviluppi del «caso Ilva» hanno occupato le cronache nazionali, per anni si è discusso del destino del siderurgico, costruito a Taranto nei primi anni Sessanta e ancora oggi ritenuto «strategico» per il paese. Con un’analisi appassionata e ben documentata, Salvatore Romeo ripercorre una vicenda in cui storia economica e storia d’impresa, storia urbana e storia ambientale, storia politica e storia sociale si intrecciano facendo emergere il racconto di una città e della sua interazione con la fabbrica.

Gli altri finalisti 2020:

Adriano Prosperi, Michele Ainis, Luca Ricolfi, Maria Paola Merloni, Premio Speciale della Giuria a Giulio Tremonti.

Intervista a Massimo Zamboni. La Macchia Mongolica è anche Disco, un libro ed e un film

LA MACCHIA MONGOLICA, il nuovo album esce il 31 gennaio per UniversalLa Macchia Mongolica è anche un libro edito da Baldini e Castoldi e un film diretto da Piergiorgio Casotti. www.lamacchiamongolica.com

Dopo l’ideale ritorno nella Berlino dei primi anni ’80 del precedente Sonata a Kreuzberg, Massimo Zamboni compie un nuovo viaggio verso un luogo stavolta segnato da un tempo senza tempo, in cui passato ancestrale, passato recente, presente e futuro si ritrovano sullo stesso orizzonte. Esce il 31 gennaio per UniversalLa Macchia Mongolica, il nuovo album del musicista e scrittore, co-fondatore dei CCCP – fedeli alla linea prima e dei CSI dopo.

A oltre venti anni di distanza, Zamboni torna in quella Mongolia che aveva visitato insieme alla moglie e a Giovanni Lindo Ferretti e che aveva ispirato il terzo e ultimo disco dei CSI, Tabula Rasa Elettrificata. In quella terra mitica – resa immortale dalle gesta di Gengis Khan, attraversata da Marco Polo, conquistata dalla Russia sovietica – Massimo aveva scoperto un’appartenenza ancestrale, pari solo a quella dei boschi emiliani. E aveva scoperto, per la prima volta nella sua vita, il desiderio di avere un figlio. Caterina nascerà due anni dopo, con una macchia inequivocabile: un piccolo livido destinato a scomparire nel tempo, la cosiddetta macchiamongolica, un segno che caratterizza oltre il 90% dei neonati mongoli e pochi altri al mondo.Questo segno sancirà in lei (e in Zamboni) l’appartenenza a due mondi spirituali e fisici, l’Emilia dei padri e la Mongolia del desiderio.Compiuti i diciotto anni, Caterina vuole andare in Mongolia, come se volesse tornare a casa.

La Macchia Mongolica è l’anima musicale di questo nuovo viaggio (prima tutti insieme, poi Caterina da sola) che Zamboni plasmain 13 tracce quasi interamente strumentali, da lui composte e suonate insieme a Cristiano Roversi e a Simone Beneventi: le chitarre di Massimo a volte dolci e placide, altre volte taglienti e acide, a tratti con virate psichedeliche incontrano le percussioni sciamaniche di Simone e i bassi avvolgenti di Cristianoin un disco che ha una natura cerimoniale e rituale. Fra animali mitologici, leggende antichissime, paesaggi che diventano luoghi dello spirito, il disco di Zamboni è la colonna sonora di un’immersione spirituale, di un’indagine sull’Altrove che è in noi, di un’esplorazione necessaria tra le stanze della memoria più intima.

“Senza portarne i segni sulla pelle, mi sento punto anch’io da una macchia mongolica. Ed è come se ognuna delle due vite, quella reale di casa, quella irreale qua – o è viceversa? – fosse contaminata dalla presenza dell’altra” scrive Zamboni in Lunghe d’Ombra, l’unica traccia del disco con un testo cantato.

La Macchia Mongolica è anche un libro, scritto insieme a Caterina Zamboni Russia e edito da Baldini e Castoldi, e un film diretto da Piergiorgio Casotti.

L’album si apre conOme Ewe: è un frammento di reale, subito risucchiatonella dimensione del mito. L’ipnoticae solenne voce di Byambaa, l’autista della Uaz, fuoristrada d’epoca sovietica, racconta la leggenda all’origine della macchia mongolica.Fra suoni di chitarreche si allungano – comead evocare il volo degli uccelli nel cielo che sovrasta la foresta di pini d’oro e d’argento, lì dove la vecchia levatrice Ome Ewe schiaffeggia il coccige dei nascituri – e un coro di synth distorti che sembra il respiro profondo del mondo, l’atmosfera del brano è cerimoniale, a celebrare il passaggio attraversoun portale che conduce a un mondo superiore.La traccia successiva, La Macchia Mongolica, si apre con linee di chitarra più dolci che subito si moltiplicano e si sovrappongono, fino a diventare una mareasonora che esplode poi grazie a percussioni tribali e giri di basso avvolgenti. È il rito di iniziazione che diventa festa collettiva, è la celebrazione di un segno divino di vita e di forza,un segno blu come il cielo padre e come l’antico lupo che ha dato il colore alla nazione.

Heavy desert, la terza traccia: adesso si parte e ci si ritrova subito nel deserto, avvolti dalle chitarre taglienti di Zamboni e da una sinfonia di seghe metalliche suonate da Simone Beneventi, ad amplificare la percezione allucinatoria di un percorso lungo 350km, no water, only rocks, una strada che sembra non finire mai e che Massimo ricollega direttamente alla Waste Land di T. S. Eliot. Un’infinità di pelli, legni e metalli percossi da Beneventi, il basso ipnotico di Roversi e le chitarrine melodiche di Zamboni raccontano invece di avamposti umani laddove non sembra esserci vita. Gher, bestie e fuochi in una catena di montagne severe dove il ghiaccio nulla concede. Sugli Altaji, la traccia numero quattro.Il brano seguentetrasporta una figura della cultura araba (uno spirito che congiunge il mondo dei vivi con quello dei morti) nel deserto del Gobi: Djinnè una traccia rarefatta che crea un clima di sospensione inquieta, condizione indispensabile per entrare in contatto con questi spiriti. Un’atmosfera sospesa che si prolunga anche nella successiva Altopiano ruota.

La traccia numero sette, Casco in volo, è un riarrangiamento del brano già presente in L’estinzione di un colloquio amoroso, album del 2010. Il testo del brano originale è scomparso, sostituite da una corda metallica suonata con l’archetto e resa rimbombante da una cassa di tamburo; e da una sinfonia di chitarre che si sovrappongono sul finale, dando il senso di una liberazione. “Come guardare una moto d’epoca solcare la steppa per chilometri infiniti, o un volo di falco alto sulla nostra tenda”.Campane di varia natura e chitarre placide si fondono insieme in Shu, un brano che è il suono di un’ancestrale armonia fra uomini e animali, quell’armonia che tuttora rivive quando i mongoli pronunciano “shu” nelle orecchie dei loro cavalli per farli partire al galoppo. Un comando che spesso è semplicemente un sussurro.Huu è invece il ricordo grato di un’anziana musicista mongola incontrata vent’anni prima, durante il primo viaggio, con le chitarre che si allungano in quattro direzioni e un coro di monaci registrato allora, mentre la traccia numero nove è l’unica canzone propriamente detta, con un testo (e intenzioni di strofa e ritornello) che racconta la condizione di Massimo di fronte a questo progetto: “essere qui e là separando corpo e mente: solo in questo mi pare di intuire l’eventualitàdi un equilibrio”.

La percezione allucinatoria scaturita a partire da Heavy desert si trasforma in miraggio vero e proprio quando si arriva a Khovd, la cui vista in un solo colpo d’occhio la fa apparire quasi “come una scintillante capitale del pianeta Marte”. I suoi tetti colorati in varie gradazioni spezzano l’infinito immobile del deserto. Si parte alla conquista dell’antica città,del suo cuore pulsante secoli,al galoppo di chitarre e bassiche sanno di deserto africano, di vecchio far west, di steppa e di Siberia, fino a non capire più dove ci si trovi realmente.I cammelli di Bactriana, il penultimo brano, parte invece come un intermezzo rumoristico che evoca la natura di questi cammelli in transito dall’Afghanistan al Gobi, per aprirsi a metà brano in una chitarra allungata che sembra disegnare la linea dell’orizzonte.

L’album si chiude con Mongolia interna, una traccia distesa in una traiettoria discensionale, un movimento reso fluido dai vocalizzi di Silvia Orlandi. “Forse questo è il modo per assolvere i debiti contratti con le terre che ci tengono legati: accettare questa lacerazione, saperla nostra, nell’impossibilità di compiere una vita doppia, o tripla, come si vorrebbe. Lasciare che guidi le nostre scelte, senza ritenere di poterla rimarginare. Sentire la Mongolia in discesa in noi, comprendere l’Altrove che reca con sé” scrive Zamboni.

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto è un progetto editoriale corale nato da un’idea di Cristiano Carriero sul gruppo privato Facebook de LA Content Academy e diventato un ebook edito da LesFlâneurs Edizioni.

Il progetto mescola le voci di persone comuni, scrittori ed esperti di comunicazione da tutta Italia con un solo obiettivo: vincere ogni solitudine e accorciare le distanze raccogliendo sguardi diversi sulla condizione di quarantena che stiamo vivendo.

La libertà di organizzare il quotidiano, il lavoro, la famiglia, la gente per strada, la vita vissuta con pienezza: questi alcuni dei temi che l’ebook, in uscita mercoledì 15 aprile e già in preordine sulla piattaforma Amazon, racconterà ai lettori.

Tra i contributi  presenti nell’ebook il lettore troverà i testi di Lorenzo Marone, Silvia Gianatti, Francesco Scarrone, Giulia Ciarapica, Gianluca Morozzi, Michela Marzano, Vera Gheno, Serena Uccello, Annarita Briganti, Francesco D’Amore, Alessio Romano, Erica Donzella, Valentina Sagnibene, Maria Silvia Avanzato, Annamaria Anelli, Eliselle, Matteo Bianconi, Dante Marmone, Alessandra Minervini, Dino Amenduni, Piero Babudro, Boris Sollazzo, Luigi Pane, Cristiano Carriero, Alessandro Piemontese, Marco Napoletano, Francesco Poroli, Ella Marciello, Giovanni Sasso e Luciano Zaami, che con grande generosità e sensibilità d’animo hanno subito partecipato inviando una loro riflessione sul tema proposto.

Il progetto editoriale è stato coordinato dal gruppo Accento Acuto, formato da Alida Melacarne, Eleonora Usai, Cristina Soldano, Lorena Carella, Giancarla Trizio e Liliana Brucato, studentesse del corso di Narrazione de LA Content Academy, che hanno curato la selezione dei contributi e il lavoro redazionale dell’ebook in collaborazione con Matteo Bianconi.

«L’adesione immediata di scrittori e personalità dell’ambito della comunicazione a questo progetto è stata straordinaria e sorprendente, come lo è stata quella di tanta gente comune che ha voluto inviarci il proprio contributo e condividere un po’ del proprio sentire con noi e con tutti i lettori – dichiara il gruppo Accento Acuto – e  per questo vogliamo ringraziare Cristiano Carriero, fondatore de LA Content Academy, che ci ha subito sostenute e ha reso possibile la riuscita del progetto editoriale.

Vogliamo ringraziare Francesco Poroli che con grande disponibilità e amore ha creato l’illustrazione della copertina, e Alessio Rega, che ha messo a disposizione la casa editrice LesFlâneurs Edizioni permettendoci di concretizzare il progetto in un ebook.

E ancora ringraziamo Paolo Iabichino che con grande entusiasmo ha coinvolto alcuni studenti della Scuola Holden e ha scritto per noi la postfazione, e già da adesso ringraziamo tutti coloro i quali acquisteranno il libro.

Il ricavato delle vendite di questo ebook andrà a sostegno del Dipartimento della Protezione Civile, che ringraziamo per averci permesso di dare un piccolo contributo allo straordinario lavoro che sta svolgendo in tutta Italia per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid- 19.»

Il progetto Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto ha una pagina Facebook e Instagram, da cui è possibile seguire tutti gli aggiornamenti, le notizie e scoprire le curiosità sull’ebook.

Per tutte le informazioni è possibile contattare la redazione Accento Acuto all’indirizzo infoaccentoacuto@gmail.com.

Dal lunedì al venerdì – su Facebook “Sette meno dieci” con presentazioni di libri e dischi, incontri, proiezioni, dibattiti su tanti argomenti e altre sorprese

SETTE MENO DIECI: CONVERSAZIONI SUL FUTURO, IO NON L’HO INTERROTTA E COOLCLUB DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ IN DIRETTA SU FACEBOOK

Dopo alcune “prove aperte” prende il via ufficialmente sui social la rassegna “Sette meno dieci“, coordinata da Gabriella Morelli e Pierpaolo Lala e nata dalla collaborazione tra Conversazioni sul futuroIo non l’ho interrotta CoolclubDal lunedì al venerdì (dalle 18:50 alle 20) in diretta su Facebook, presentazioni di libri e dischi, incontri, proiezioni, dibattiti su tanti argomenti e altre sorprese.

Mercoledì 8 aprile (ore 18:50 > 20), con un appuntamento curato da Marta Serafini, si parlerà di “Siria, vite in guerra“. La giornalista del Corriere della Sera, ripercorrerà le tappe della complessa guerra che è entrata nel decimo anno, che ha provocato quasi 400mila morti e ha costretto circa la metà della popolazione a spostarsi all’interno del Paese o a fuggire oltre confine. Una situazione resa ancora più drammatica dalla diffusione del Coronavirus. Dagli Stati Uniti sarà collegata la giornalista e scrittrice Alia Malek, autrice del volume “Il paese che era la nostra casa. Racconto della Siria”, pubblicato in Italia da Enrico Damiani Editore. Nella puntata anche una testimonianza video della vignettista e illustratrice Amany Al-Ali che vive a Idlib, città della Siria nord-occidentale, situata vicino al confine con la Turchia, vicino all’antica e grande città archeologica di Ebla. Non mancheranno alcuni consigli editoriali e, a cura di Beirut World Beat, musicali.

Giovedì 9 aprile (ore 18:50 > 20) un incontro, tra attualità e nostalgia, sul tema “Senza calcio“. Come vivono tifosi, appassionati e addetti ai lavori la mancanza dello sport, in generale, e del calcio, giocato, in particolare? Quando e come si tornerà in campo? Quanto si può “sopperire” con ricordi nostalgici e storiche sfide riviste in tv? Gli ospiti della puntata saranno il giornalista Riccardo Cucchi, voce storica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, Corrado Del Bò, filosofo e coautore con Filippo Santoni de Sio del libro “La partita perfetta. Filosofia del calcio” (Ute) e il blogger leccese Luca Brindisino.

Venerdì 10 aprile (ore 18:50 > 20) si approfondirà il tema “In religioso silenzio“. Protagonisti della puntata Bruno Mastroianni, giornalista, filosofo, scrittore e social media manager di trasmissioni Rai (Superquark, La grande storia, TechetecheTé), Massimiliano Padula, sociologo e autore del volume “Comunica il prossimo tuo. Cultura digitale e prassi pastorale”, Giovanni Scifoni, attore, regista e conduttore tv, e altri ospiti.

Giovanni Scifoni..Photocall of the Italian film ”Mo Vi Mento Lira di Achille”

Dal 13 al 17 Sette meno dieci accoglierà, tra gli altri, Francesco Costa, vicedirettore de Il Post (lunedì 13), la sociolinguista Vera Gheno, l’attivista e scrittore Lorenzo Gasparrini e la filosofa Alessandra Beccarisi (martedì 14), il portavoce italiano di Amnesty International Riccardo Noury (mercoledì 15), il giornalista musicale Donato Zoppo e la cantante Serena Spedicato (giovedì 16), il giornalista Simone Cosimi (venerdì 17).

Imparare a scrivere il cinema con Antonella Gaeta e il teatro con Riccardo Spagnulo Al MAT di Terlizzi e alle OFFICINE CULTURALI di Bitonto

TORNANO I CORSI DI KAUFMAN – SCRITTURE CREATIVE

Imparare a scrivere il cinema con Antonella Gaeta

e il teatro con Riccardo Spagnulo

Al MAT di Terlizzi e alle OFFICINE CULTURALI di Bitonto

KAUFMAN – Scritture Creative promuove le attività formative del 2020 con il Corso di sceneggiatura condotto da Antonella Gaeta e i Corsi di drammaturgia – base e avanzato – tenuti da Riccardo Spagnulo.

Kaufman – Scritture Creative è una scuola itinerante che lega lo studio per la scrittura alla valorizzazione del territorio portando corsi di scrittura creativa in diversi luoghi della Puglia, in contesti storico culturali e di innovazione sociale, favorendo un’esperienza di formazione unica guidata da docenti riconosciuti come eccellenze del settore.

Il Corso di sceneggiatura: ‘Spoglia la serie’ della durata di ventiquattro ore distribuite in tre domeniche (8, 15 marzo e 5 aprile), si svolgerà al MAT di Terlizzi e permetterà ai partecipanti di entrare nel cuore della scrittura cinematografica, attraversare la narrazione seriale e studiare i meccanismi e le tecniche per costruire una sceneggiatura. Condurrà il workshop Antonella Gaeta, giornalista cinematografica e sceneggiatrice, collabora con le pagine culturali della “Repubblica” dal 2000. È autrice per il regista Pippo Mezzapesa dei film Il bene mio (Giornate degli autori, Venezia 2018), Il paese delle spose infelici (2011, Festa di Roma), del docufilm Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate (Settimana della Critica, Venezia 2008), dei cortometraggi Zinanà (David di Donatello 2004), Settanta (Nastro d’argento 2014) e La giornata (vincitore del Nastro d’argento per l’Impegno sociale 2018). Ha sceneggiato i documentari La nave dolce di Daniele Vicari (Evento Speciale alla Mostra di Venezia 2012 e Premio Pasinetti), Housing di Federica Di Giacomo (Festival di Locarno e Torino 2009), Alla Salute! di Brunella Filì (Biografilm Festival, 2018) e Bellissime di Elisa Amoruso (Alice nelle città, Festa di Roma 2018). Per Paolo Sassanelli ha scritto il cortometraggio Uerra (Corto-Cortissimo, Mostra di Venezia 2009).  Nel 2017 ha realizzato per “Repubblica Tv” i minidocumentari Bellissime con la scrittrice Flavia Piccinni Benedetto con il giornalista Giuliano Foschini. È stata selezionatrice della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e presidente dell’Apulia Film Commission.

Due differenti modalità, invece, per il Corso di drammaturgia‘L’ingenuo sforzo di rifare la vita’. Il corso basedella durata di quarantaquattro ore (14,15, 28, 29 marzo e 4, 5, 18, 19 aprile) in programma alle Officine Culturali di Bitonto è rivolto a studenti e professionisti, senza escludere gli amanti e gli appassionati di scrittura e teatro, che avranno modo di scoprire tutti i segreti della narrazione teatrale e di metterli subito in pratica; mentre il corso avanzato, della durata di dodici ore (30 marzo, 20 aprile e 11 maggio), in programma al MAT di Terlizzi, è destinato a drammaturghi o aspiranti tali con un soggetto da sviluppare. I due workshop saranno tenuti da Riccardo Spagnulo, barese classe 1984, autore e attore per il teatro. Nel 2007 co-fonda a Bari la compagnia Fibre Parallele con cui scrive e produce diversi spettacoli di drammaturgia originale ospitati in teatri e festival italiani ed esteri. Vince il Premio Hystrio – Castel dei Mondi nel 2011, è finalista ai Premi UBU 2013 nelle categorie migliore novità drammaturgica e miglior attore under30. Nel 2014 vince il Premio lo Straniero. Nel 2014 scrive Bluebird Bukowski, su commissione del Teatro Abeliano – Teatri di Bari. Nel 2015 pubblica, per i tipi Editoria e SpettacoloPer fede e stoltezza – Teatro una raccolta parziale dei testi messi in scena con Fibre Parallele. Si occupa di formazione teatrale dal 2012. Come artista, è parte dei progetti europei CornersFabulamundi e Short Latitudes. Vive e lavora a Milano, dove collabora con le compagnie Alchemico3 e Lab121. Nel 2019 è impegnato con Kronoteatro (Albenga), per uno spettacolo dedicato a Pierre Rivière e con Gommalacca (Potenza), come drammaturgo del progetto AWARE all’interno di Matera Capitale della Cultura 2019.

Il corso di sceneggiatura e quello di drammaturgia avanzato si svolgeranno a Terlizzi presso il MAT – Laboratorio Urbano, centro culturale impegnato nella produzione di attività formative, servizi ed eventi sul territorio. Al suo interno sono presenti realtà partecipate e attive nella creazione di community in settori diversificati: lo studio di registrazione REH, il centro serigrafico ZEBÙ label, la scuola di teatro KRAPP, i laboratori artigianali TANÈ, una sala studio gratuita per studenti. Il MAT è attivissimo anche nella produzione di eventi di pubblico spettacolo che trovano la loro massima espressione nell’appuntamento annuale con il CHIÙ festival di illustrazione e dintorni.

Sede del corso di drammaturgia base, invece, saranno le Officine Culturali, spazio polifunzionale ricco di storia, laboratorio urbano di Bitonto; oltre ad essere la sede operativa della Cooperativa Ulixes è uno spazio a disposizione di giovani professionisti con servizi e attrezzature a sostegno della professionalità, creatività e auto-imprenditorialità. La sede si trova nei pressi della famosa cattedrale bitontina nel cuore del centro antico della città e occupa un antico edificio medievale che nei secoli è stato adibito a secentesca Regia Corte, carcere mandamentale e, fino al 1984, a scuola di disegno.

Kaufman- Scritture Creative promuove, attraverso corsi intensivi e professionalizzanti, un’attività formativa legata alla scrittura cinematografica, televisiva e a narrativo-letteraria. I corsi di formazione hanno un carattere originale, improntato a valorizzare il contesto creativo pugliese e si svolgeranno in contesti informali all’interno di comunità caratteristiche del territorio pugliese, favorendo un’offerta formativa e un’esperienza unica e irripetibile.

Oggi Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

28 GENNAIO, Vecchie Segherie Mastrototaro – BISCEGLIE. Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

La frontiera è un termometro del mondo.

La Frontiera, Alessandro Leogrande

Oggi, martedì 28 gennaio arriva a Bisceglie La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande ideato e promosso dalla Cooperativa Ulixes, da Cooperativa 42, dall’Associazione Fatti d’Arte e da GUD, è un viaggio di sette workshop – accompagnati da una mostra crossmediale, laboratori di lettura animata e di scrittura narrativa per ragazzi – in sei Comuni della regione Puglia.

Christian Raimo

Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia Coordinamento Politiche Internazionali – Sezione Relazioni Internazionali ed è dedicato alla figura di Alessandro Leogrande, alle tematiche di fortissima attualità che ne hanno caratterizzato la brillante carriera di intellettuale e alla forza con cui è riuscito, nella sua pur breve vita, a raccontare le guerre del Mediterraneo, i conflitti dei Balcani, le migrazionilo sfruttamento dei popoli arrivati nei paesi europei.

Un’intera giornata dedicata ad Alessandro Leogrande con attività in programma a Bisceglie: alle Vecchie Segherie Mastrototaro si svolgerà, alle ore 18.30l’incontro pubblico ‘L’eredità culturale di Alessandro Leogrande’ con l’intervento dello scrittore e traduttore Christian Raimo  tra i fondatori di Minima&moralia, ha collaborato e collabora con importanti riviste letterarie, case editrici e quotidiani nazionali, interverranno inoltre il regista teatrale e direttore artistico del Sistema Garibaldi Carlo Bruni, la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti e Mario Nardulli fondatore di Pigment Workroom, artista ideatore e coordinatore del progetto “La frontiera è una linea” rivolto a giovani studenti baresi per stimolare una coscienza critica sui confini, geografici e tra le persone, sull’identità e l’appartenenza al contesto in cui viviamo; a moderare l’incontro sarà il giornalista del Corriere del Mezzogiorno Luigi Quaranta.

L’incontro sarà anticipato, alle ore 17, dall’inagurazione della mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ negli spazi della Biblioteca Don Uva (Ex Ospedale Psichiatrico), vernissage presentato da Rosa Leuci, presidentessa del Circolo dei Lettori di Bisceglie, dalla fotografa Lisa Fioriello (Cooperativa Quarantadue) e da Liliana Tangorra (Cooperativa Ulixes). La mostra resterà negli spazi della Biblioteca Don Uva fino al 31 gennaio.

Ogni appuntamento del progetto è un viaggio nelle tematiche affrontate dal giornalista di origini tarantine, dialoghi per raccontare l’attualità attraverso lo sguardo di associazioni locali, cooperative impegnate nel sociale, mediatori culturali a confronto con intellettuali come Christian Raimoma anche: Goffredo FofiMarco OmizzoloArlinda DudajLorenzo Pavolini e Leonardo Palmisano. I seminari di approfondimento sono, in ogni tappa, accompagnati dalla mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ prodotta da Cooperativa Quarantadue e il Centro Documentazione e Ricerca “Moebius” che, attravero il linguaggio della fotografia e del video reportage e, avvalendosi dei contributi di intellettuali e scrittori che hanno conosciuto e collaborato con Leogrande, affronta temi e linguaggi che incarnano e raccontano la carriera dello scrittore di origine tarantine.

L’obiettivo di questo percorso è restituire la complessità dell’impegno di Leogrande e, soprattutto, l’attualità dei suoi scritti, anche attraverso le storie dei braccianti stagionali che hanno deciso di fuggire dal Gran Ghetto di Rignano Garganico, dell’umanità schiacciata al Tamburi e a Taranto Vecchia, degli operai dell’ex Ilva e analizza l’opera di Leogrande attraverso le voci di Mario Desiati, Salvatore Romeo, Yvan Sagnet, Arlinda Dudaj, Marino Sinibaldi, Goffredo Fofi, Nadia Terranova e Christian Raimo.

All’interno dell’esposizione allestita negli spazi della Biblioteca Don Uva saranno presenti ventisei fotografie firmate da Lisa Fioriello e tre reportage scritti e diretti da Savino Carbone.

Comuni coinvolti nel progetto, oltre Bisceglie, sono: BariMolfettaTarantoTerlizzi  e Conversano; un progetto itinerante che si avvale della collaborazione dell’Ordine dei giornalisti della Puglia. La prossima tappa a Conversano, il 3 febbraio con Lorenzo Pavolini, sarà l’ultimo appuntamento del progetto La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande.

Gli incontri sono tutti ad ingresso libero e validi come crediti formativi per i giornalisti iscritti all’ordine.

INFORMAZIONI PER L’ACCESSO ALLA MOSTRA

LA FRONTIERA. SUI LUOGHI DI ALESSANDRO LEOGRANDE’:

Biblioteca Don Uva

(Ex Ospedale Psichiatrico)

Via G. Bovio 76 – Bisceglie

Inaugurazione: 28 gennaio, ore 17

Apertura al pubblico:

29 gennaio – 31 gennaio

ore 9.30 – 12.30 / 16.00 – 19.30.

Ingresso libero

Gerardo Greco a Maglie e Poggiardo per Conversazioni sul futuro: “GUERRA CALDA. VERITÀ E MENZOGNE SUI RISCHI DEL CLIMA IMPAZZITO: IL ROMANZO DEL GLOBAL WARMING”

GIOVEDÌ 30 GENNAIO IL GIORNALISTA GERARDO GRECO A MAGLIE, LECCE E POGGIARDO PER PRESENTARE “GUERRA CALDA. VERITÀ E MENZOGNE SUI RISCHI DEL CLIMA IMPAZZITO: IL ROMANZO DEL GLOBAL WARMING” (SOLFERINO)


Giovedì 30 gennaio triplo appuntamento salentino per Gerardo Greco. Il giornalista, autore televisivo e radiofonico, per oltre dieci anni corrispondente per la Rai a New York, conduttore dal 2013 al 2017 di Agorà su Rai3, già direttore di Radio1 e dei Giornali Radio Rai e del Tg4, presenterà “Guerra calda. Verità e menzogne sui rischi del clima impazzito: il romanzo del global warming” (Solferino).

L’autore dialogherà con il giornalista e operatore culturale Pierpaolo Lala alle 10:30 al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Maglie e alle 17:30 al Mondadori Bookstore di Lecce per “Aspettando Conversazioni sul futuro“, in collaborazione con Io non l’ho interrotta Coolclub, mentre alle 20, intervistato da Antonella Pappadà, chiuderà la lunga giornata al Tesoretto Hotel Ristorante di Poggiardo per la rassegna PoggiardoIncontra promossa dalla locale Pro Loco in collaborazione con Libreria Idrusa, Mondoradio e Belpaese.

In un mondo che ogni giorno conferma le apocalittiche previsioni degli scienziati del clima, Noah e Iskra cercano la verità su chi ha voluto nascondere la schiacciante evidenza del riscaldamento globale. Dalle lande ghiacciate della Siberia dove i signori del gas portano alla luce un tesoro nascosto e letale, alla New York spettrale minacciata dall’uragano Sandy sino alle coste di Ravenna, erose dal mare che continua a crescere: i due giovani attivisti, nipoti di esuli siberiani, si trovano e si perdono, legati dall’emergenza comune di salvare la Terra, finché si è ancora in tempo. Intorno a loro gli schieramenti opposti della guerra del clima conducono un gioco pericoloso, che riguarda il destino dell’umanità e di un pianeta in bilico tra azioni di hacker russi, interessi di lobbisti cinesi e conflitti tra esperti. Con la tensione di un thriller e i dettagli di una serrata cronaca sul campo, Gerardo Greco ricostruisce le tappe del Climategate che, nel 2009, ha contribuito al fallimento della conferenza di Copenhagen, condannando il termometro a salire in una escalation pericolosa. Una corsa verso il baratro che ripercorre i drammatici eventi climatici degli ultimi dieci anni e i cambiamenti che trent’anni fa gli studiosi potevano già leggere nelle sezioni dei tronchi degli alberi fossili. Resta solo una domanda sottotraccia, venata di inquietudine e speranza: abbiamo ancora tempo?

Ingresso libero
Info 3293173865 – 3394313397
info@conversazionisulfuturo.it

IL SOCIOLOGO STEFANO CRISTANTE E IL LINGUISTA EDOARDO LOMBARDI VALLAURI A LECCE PER “ASPETTANDO CONVERSAZIONI SUL FUTURO”

Martedì 17 e giovedì 19 dicembre proseguono, con due incontri con il sociologo Stefano Cristante e con il linguista Edoardo Lombardi Vallauri, gli appuntamenti di “Aspettando Conversazioni sul futuro“, festival ideato, organizzato e promosso dall’associazione Diffondiamo Idee di Valore che si terrà dal 22 al 25 ottobre 2020 a Lecce.

Stefano Cristante (Mimesis)

Martedì 17 dicembre (ore 18:30 – ingresso libero) l’Auditorium del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce ospiterà la presentazione del volume “L’icona che delira. Esplorazioni sociologiche su Hermes, Bosch, Shakespeare, Benjamin, Nolan, Pratt, Bene” del sociologo Stefano Cristante (Mimesis). Che relazione c’è tra l’opera e il suo contesto sociale? Come si può individuare il nesso tra un’opera e il tempo in cui essa “accade”, che può anche essere molto distante da quello della sua realizzazione? A partire da questi interrogativi, Stefano Cristante analizza alcuni capolavori apparentemente senza tempo, come il Trittico delle delizie di Bosch e Il mercante di Venezia di Shakespeare, ed esplora i contorni sociologici delle pratiche artistiche ed esistenziali di menti irregolari come Walter Benjamin, Carmelo Bene e Hugo Pratt. Stefano Cristante insegna Sociologia della comunicazione e Sociologia della scrittura giornalistica all’Università del Salento. Si occupa principalmente di comunicazione politica e di sociologia dell’arte e della cultura. Per Mimesis ha pubblicato: Corto Maltese e la poetica dello straniero (2016), Andrea Pazienza e l’arte del fuggiasco (2017), Società low cost (2018). Dirige la rivista internazionale “H-ermes. Journal of Communication” e la collana “Public Opinion Studies” (Meltemi). All’incontro con l’autore – promosso in collaborazione con Libreria Liberrima e Polo Bibliomuseale di Lecce – parteciperanno il giornalista Raffaele Gorgoni e il professore Fabio Ciracì (docente di Storia della Filosofia Italiana e Informatica Umanistica all’Università del Salento).

Edoardo Lombardi Vallauri

Giovedì 19 dicembre (ore 19 – ingresso libero) alle Officine Culturali Ergot di Lecce il linguista Edoardo Lombardi Vallauri presenterà, invece, “La Lingua disonesta. Contenuti impliciti e strategie di persuasione” (Il Mulino). L’autore dialogherà con la professoressa Debora De Fazio (Docente di Linguistica italiana all’Università della Basilicata) e con la giornalista Sonia Pellizzari. L’appuntamento – moderato da Pierpaolo Lala – è organizzato in collaborazione con Io non l’ho interrotta, Officine Culturali Ergot e Libreria Liberrima. In mattinata (ore 9 – ingresso libero) nell’Aula “Mario Marti” del Complesso Studium 2000 dell’Università del Salento, Lombardi Vallauri terrà inoltre un incontro (valido per i crediti formativi degli studenti e dell’Ordine dei giornalisti) nell’ambito dei “Seminari di semiolinguistica 2019” a cura di Cosimo Caputo e Annarita Miglietta promossi dal Dipartimento di Storia, Società e studi sull’uomo e Centro internazionale Scienze semiotiche “Umberto Eco”.

La democrazia è un sistema politico in cui le persone hanno in teoria potere di scelta su chi delegare; allo stesso modo, il libero mercato è un sistema economico in cui le persone potrebbero scegliere che cosa comprare. Di fatto, la competizione politica e quella commerciale si giocano ormai in gran parte sulla limitazione di tale potere. Questo libro si occupa delle strategie linguistiche della persuasione, che sfruttano soprattutto i contenuti impliciti. A illustrare il tema, l’autore porta una ricca messe di esempi attuali e meno attuali di pubblicità commerciali e di discorsi politici, di cui si svelano logiche e meccanismi cognitivi. Alla luce dei recenti studi sul cervello, si chiarisce poi perché è più facile far passare per vero un contenuto falso se, invece che parlarne esplicitamente, lo si dà per presupposto o si induce chi ascolta a dedurlo da sé. Edoardo Lombardi Vallauri è professore ordinario di Linguistica generale all’Università Roma Tre. Fra i suoi libri recenti ricordiamo «Onomatopea e fonosimbolismo» (con L. Nobile, Carocci, 2016); per il Mulino ha pubblicato anche «La linguistica in pratica» (2014), «Parole di giornata» (con G. Moretti, 2015) e «Parlare l’italiano. Come usare meglio la nostra lingua» (nuova ed. 2017).

Conversazioni sul futuro è ideato e organizzato dall’associazione Diffondiamo idee di valore, con il coordinamento artistico di Gabriella Morelli, in collaborazione con numerose realtà pubbliche e private e la produzione di Coolclub. Ogni anno il festival propone in quattro giorni circa 100 appuntamenti in una trentina di luoghi del capoluogo salentino coinvolgendo oltre 250 ospiti. Dal 2013 Conversazioni sul futuro cerca di raccontare con pluralità di argomenti (education, scienza, food, giornalismo, comunicazione, diritti, innovazione, economia, web, ambiente, design, sport, migrazione, storia, televisione, politica), linguaggi (cinema, musica, teatro, arte, libri, fotografia, disegno) e di punti di vista (coinvolgendo intellettuali, giornalisti, imprenditori, scienziati, attivisti, blogger, ricercatori, musicisti, docenti, scrittori, registi, artisti, comunicatori, designer, educatori, amministratori pubblici, studiosi e studenti) il mondo contemporaneo e quello che verrà.Ingresso libero