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Premio Biella Letteratura e Industria 2020 | Salvatore Romeo tra i finalisti con il saggio “L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore

Salvatore Romeo è uno dei cinque finalisti annunciati per l’edizione 2020 del Premio Biella Letteratura e Industria con il saggio L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore.

L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore. Di Salvatore Romeo.

In occasione di un evento digitale aperto a stampa e pubblico, il 12 giugno 2020, sono stati annunciati i nomi dei cinque finalisti del Premio Biella Letteratura e Industria XIX edizione, quest’anno dedicato alla saggistica, tra i quali anche Salvatore Romeo, dottore di ricerca in Storia economica, è stato borsista presso l’Istituto italiano di studi storici. Ha curato la raccolta di scritti di Alessandro Leogrande su Taranto Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale (Feltrinelli, 2018). Si occupa di storia dell’industria, storia urbana e storia ambientale.
Il Premio Biella Letteratura e Industria, presieduto da Paolo Piana, rappresenta un unicum in Italia: ricerca e premia opere che uniscono l’indagine sul mondo industriale all’istanza letteraria, e che si pongono specificamente l’obiettivo di raccontare modelli di trasformazione della società italiana con riferimento alla realtà socioeconomica e alla cultura dell’impegno, del rischio di impresa, dei valori come l’imprenditorialità. Il Premio è destinato a un’opera di autore italiano o straniero in traduzione italiana, e ad anni alterni premia opere di narrativa o saggistica.

La scelta di confermare l’organizzazione del Premio nonostante la grave emergenza sanitaria è stata un atto dovuto; la natura stessa del Premio, che è nato per cogliere le trasformazioni in atto dal punto di vista economico e sociale, con lo sguardo focalizzato sulla cultura d’impresa, ha imposto di non fermarsi. Il Premio Biella Letteratura e Industria dal 2020 rientra nelle iniziative di Biella Città Creativa Unesco. Cinque i saggi, scelti tra trentacinque opere selezionate, che concorreranno per un premio del valore di seimila euro, consegnato durante la cerimonia conclusiva, in programma in novembre 2020 presso l’Auditorium di Città Studi di Biella.

Nell’edizione 2019 il premio è stato assegnato a Giorgio Falco per il romanzo Ipotesi di una sconfitta, EinaudiIl libro:Salvatore Romeo, L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi, Donzelli Editore, 2019Per anni gli sviluppi del «caso Ilva» hanno occupato le cronache nazionali, per anni si è discusso del destino del siderurgico, costruito a Taranto nei primi anni Sessanta e ancora oggi ritenuto «strategico» per il paese. Con un’analisi appassionata e ben documentata, Salvatore Romeo ripercorre una vicenda in cui storia economica e storia d’impresa, storia urbana e storia ambientale, storia politica e storia sociale si intrecciano facendo emergere il racconto di una città e della sua interazione con la fabbrica.

Gli altri finalisti 2020:

Adriano Prosperi, Michele Ainis, Luca Ricolfi, Maria Paola Merloni, Premio Speciale della Giuria a Giulio Tremonti.

Intervista a Massimo Zamboni. La Macchia Mongolica è anche Disco, un libro ed e un film

LA MACCHIA MONGOLICA, il nuovo album esce il 31 gennaio per UniversalLa Macchia Mongolica è anche un libro edito da Baldini e Castoldi e un film diretto da Piergiorgio Casotti. www.lamacchiamongolica.com

Dopo l’ideale ritorno nella Berlino dei primi anni ’80 del precedente Sonata a Kreuzberg, Massimo Zamboni compie un nuovo viaggio verso un luogo stavolta segnato da un tempo senza tempo, in cui passato ancestrale, passato recente, presente e futuro si ritrovano sullo stesso orizzonte. Esce il 31 gennaio per UniversalLa Macchia Mongolica, il nuovo album del musicista e scrittore, co-fondatore dei CCCP – fedeli alla linea prima e dei CSI dopo.

A oltre venti anni di distanza, Zamboni torna in quella Mongolia che aveva visitato insieme alla moglie e a Giovanni Lindo Ferretti e che aveva ispirato il terzo e ultimo disco dei CSI, Tabula Rasa Elettrificata. In quella terra mitica – resa immortale dalle gesta di Gengis Khan, attraversata da Marco Polo, conquistata dalla Russia sovietica – Massimo aveva scoperto un’appartenenza ancestrale, pari solo a quella dei boschi emiliani. E aveva scoperto, per la prima volta nella sua vita, il desiderio di avere un figlio. Caterina nascerà due anni dopo, con una macchia inequivocabile: un piccolo livido destinato a scomparire nel tempo, la cosiddetta macchiamongolica, un segno che caratterizza oltre il 90% dei neonati mongoli e pochi altri al mondo.Questo segno sancirà in lei (e in Zamboni) l’appartenenza a due mondi spirituali e fisici, l’Emilia dei padri e la Mongolia del desiderio.Compiuti i diciotto anni, Caterina vuole andare in Mongolia, come se volesse tornare a casa.

La Macchia Mongolica è l’anima musicale di questo nuovo viaggio (prima tutti insieme, poi Caterina da sola) che Zamboni plasmain 13 tracce quasi interamente strumentali, da lui composte e suonate insieme a Cristiano Roversi e a Simone Beneventi: le chitarre di Massimo a volte dolci e placide, altre volte taglienti e acide, a tratti con virate psichedeliche incontrano le percussioni sciamaniche di Simone e i bassi avvolgenti di Cristianoin un disco che ha una natura cerimoniale e rituale. Fra animali mitologici, leggende antichissime, paesaggi che diventano luoghi dello spirito, il disco di Zamboni è la colonna sonora di un’immersione spirituale, di un’indagine sull’Altrove che è in noi, di un’esplorazione necessaria tra le stanze della memoria più intima.

“Senza portarne i segni sulla pelle, mi sento punto anch’io da una macchia mongolica. Ed è come se ognuna delle due vite, quella reale di casa, quella irreale qua – o è viceversa? – fosse contaminata dalla presenza dell’altra” scrive Zamboni in Lunghe d’Ombra, l’unica traccia del disco con un testo cantato.

La Macchia Mongolica è anche un libro, scritto insieme a Caterina Zamboni Russia e edito da Baldini e Castoldi, e un film diretto da Piergiorgio Casotti.

L’album si apre conOme Ewe: è un frammento di reale, subito risucchiatonella dimensione del mito. L’ipnoticae solenne voce di Byambaa, l’autista della Uaz, fuoristrada d’epoca sovietica, racconta la leggenda all’origine della macchia mongolica.Fra suoni di chitarreche si allungano – comead evocare il volo degli uccelli nel cielo che sovrasta la foresta di pini d’oro e d’argento, lì dove la vecchia levatrice Ome Ewe schiaffeggia il coccige dei nascituri – e un coro di synth distorti che sembra il respiro profondo del mondo, l’atmosfera del brano è cerimoniale, a celebrare il passaggio attraversoun portale che conduce a un mondo superiore.La traccia successiva, La Macchia Mongolica, si apre con linee di chitarra più dolci che subito si moltiplicano e si sovrappongono, fino a diventare una mareasonora che esplode poi grazie a percussioni tribali e giri di basso avvolgenti. È il rito di iniziazione che diventa festa collettiva, è la celebrazione di un segno divino di vita e di forza,un segno blu come il cielo padre e come l’antico lupo che ha dato il colore alla nazione.

Heavy desert, la terza traccia: adesso si parte e ci si ritrova subito nel deserto, avvolti dalle chitarre taglienti di Zamboni e da una sinfonia di seghe metalliche suonate da Simone Beneventi, ad amplificare la percezione allucinatoria di un percorso lungo 350km, no water, only rocks, una strada che sembra non finire mai e che Massimo ricollega direttamente alla Waste Land di T. S. Eliot. Un’infinità di pelli, legni e metalli percossi da Beneventi, il basso ipnotico di Roversi e le chitarrine melodiche di Zamboni raccontano invece di avamposti umani laddove non sembra esserci vita. Gher, bestie e fuochi in una catena di montagne severe dove il ghiaccio nulla concede. Sugli Altaji, la traccia numero quattro.Il brano seguentetrasporta una figura della cultura araba (uno spirito che congiunge il mondo dei vivi con quello dei morti) nel deserto del Gobi: Djinnè una traccia rarefatta che crea un clima di sospensione inquieta, condizione indispensabile per entrare in contatto con questi spiriti. Un’atmosfera sospesa che si prolunga anche nella successiva Altopiano ruota.

La traccia numero sette, Casco in volo, è un riarrangiamento del brano già presente in L’estinzione di un colloquio amoroso, album del 2010. Il testo del brano originale è scomparso, sostituite da una corda metallica suonata con l’archetto e resa rimbombante da una cassa di tamburo; e da una sinfonia di chitarre che si sovrappongono sul finale, dando il senso di una liberazione. “Come guardare una moto d’epoca solcare la steppa per chilometri infiniti, o un volo di falco alto sulla nostra tenda”.Campane di varia natura e chitarre placide si fondono insieme in Shu, un brano che è il suono di un’ancestrale armonia fra uomini e animali, quell’armonia che tuttora rivive quando i mongoli pronunciano “shu” nelle orecchie dei loro cavalli per farli partire al galoppo. Un comando che spesso è semplicemente un sussurro.Huu è invece il ricordo grato di un’anziana musicista mongola incontrata vent’anni prima, durante il primo viaggio, con le chitarre che si allungano in quattro direzioni e un coro di monaci registrato allora, mentre la traccia numero nove è l’unica canzone propriamente detta, con un testo (e intenzioni di strofa e ritornello) che racconta la condizione di Massimo di fronte a questo progetto: “essere qui e là separando corpo e mente: solo in questo mi pare di intuire l’eventualitàdi un equilibrio”.

La percezione allucinatoria scaturita a partire da Heavy desert si trasforma in miraggio vero e proprio quando si arriva a Khovd, la cui vista in un solo colpo d’occhio la fa apparire quasi “come una scintillante capitale del pianeta Marte”. I suoi tetti colorati in varie gradazioni spezzano l’infinito immobile del deserto. Si parte alla conquista dell’antica città,del suo cuore pulsante secoli,al galoppo di chitarre e bassiche sanno di deserto africano, di vecchio far west, di steppa e di Siberia, fino a non capire più dove ci si trovi realmente.I cammelli di Bactriana, il penultimo brano, parte invece come un intermezzo rumoristico che evoca la natura di questi cammelli in transito dall’Afghanistan al Gobi, per aprirsi a metà brano in una chitarra allungata che sembra disegnare la linea dell’orizzonte.

L’album si chiude con Mongolia interna, una traccia distesa in una traiettoria discensionale, un movimento reso fluido dai vocalizzi di Silvia Orlandi. “Forse questo è il modo per assolvere i debiti contratti con le terre che ci tengono legati: accettare questa lacerazione, saperla nostra, nell’impossibilità di compiere una vita doppia, o tripla, come si vorrebbe. Lasciare che guidi le nostre scelte, senza ritenere di poterla rimarginare. Sentire la Mongolia in discesa in noi, comprendere l’Altrove che reca con sé” scrive Zamboni.

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Esce “Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto”, l’ebook corale con le storie dalla quarantena.

Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto è un progetto editoriale corale nato da un’idea di Cristiano Carriero sul gruppo privato Facebook de LA Content Academy e diventato un ebook edito da LesFlâneurs Edizioni.

Il progetto mescola le voci di persone comuni, scrittori ed esperti di comunicazione da tutta Italia con un solo obiettivo: vincere ogni solitudine e accorciare le distanze raccogliendo sguardi diversi sulla condizione di quarantena che stiamo vivendo.

La libertà di organizzare il quotidiano, il lavoro, la famiglia, la gente per strada, la vita vissuta con pienezza: questi alcuni dei temi che l’ebook, in uscita mercoledì 15 aprile e già in preordine sulla piattaforma Amazon, racconterà ai lettori.

Tra i contributi  presenti nell’ebook il lettore troverà i testi di Lorenzo Marone, Silvia Gianatti, Francesco Scarrone, Giulia Ciarapica, Gianluca Morozzi, Michela Marzano, Vera Gheno, Serena Uccello, Annarita Briganti, Francesco D’Amore, Alessio Romano, Erica Donzella, Valentina Sagnibene, Maria Silvia Avanzato, Annamaria Anelli, Eliselle, Matteo Bianconi, Dante Marmone, Alessandra Minervini, Dino Amenduni, Piero Babudro, Boris Sollazzo, Luigi Pane, Cristiano Carriero, Alessandro Piemontese, Marco Napoletano, Francesco Poroli, Ella Marciello, Giovanni Sasso e Luciano Zaami, che con grande generosità e sensibilità d’animo hanno subito partecipato inviando una loro riflessione sul tema proposto.

Il progetto editoriale è stato coordinato dal gruppo Accento Acuto, formato da Alida Melacarne, Eleonora Usai, Cristina Soldano, Lorena Carella, Giancarla Trizio e Liliana Brucato, studentesse del corso di Narrazione de LA Content Academy, che hanno curato la selezione dei contributi e il lavoro redazionale dell’ebook in collaborazione con Matteo Bianconi.

«L’adesione immediata di scrittori e personalità dell’ambito della comunicazione a questo progetto è stata straordinaria e sorprendente, come lo è stata quella di tanta gente comune che ha voluto inviarci il proprio contributo e condividere un po’ del proprio sentire con noi e con tutti i lettori – dichiara il gruppo Accento Acuto – e  per questo vogliamo ringraziare Cristiano Carriero, fondatore de LA Content Academy, che ci ha subito sostenute e ha reso possibile la riuscita del progetto editoriale.

Vogliamo ringraziare Francesco Poroli che con grande disponibilità e amore ha creato l’illustrazione della copertina, e Alessio Rega, che ha messo a disposizione la casa editrice LesFlâneurs Edizioni permettendoci di concretizzare il progetto in un ebook.

E ancora ringraziamo Paolo Iabichino che con grande entusiasmo ha coinvolto alcuni studenti della Scuola Holden e ha scritto per noi la postfazione, e già da adesso ringraziamo tutti coloro i quali acquisteranno il libro.

Il ricavato delle vendite di questo ebook andrà a sostegno del Dipartimento della Protezione Civile, che ringraziamo per averci permesso di dare un piccolo contributo allo straordinario lavoro che sta svolgendo in tutta Italia per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid- 19.»

Il progetto Come l’aria. Cose che ci mancano e ci riprenderemo presto ha una pagina Facebook e Instagram, da cui è possibile seguire tutti gli aggiornamenti, le notizie e scoprire le curiosità sull’ebook.

Per tutte le informazioni è possibile contattare la redazione Accento Acuto all’indirizzo infoaccentoacuto@gmail.com.

Dal lunedì al venerdì – su Facebook “Sette meno dieci” con presentazioni di libri e dischi, incontri, proiezioni, dibattiti su tanti argomenti e altre sorprese

SETTE MENO DIECI: CONVERSAZIONI SUL FUTURO, IO NON L’HO INTERROTTA E COOLCLUB DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ IN DIRETTA SU FACEBOOK

Dopo alcune “prove aperte” prende il via ufficialmente sui social la rassegna “Sette meno dieci“, coordinata da Gabriella Morelli e Pierpaolo Lala e nata dalla collaborazione tra Conversazioni sul futuroIo non l’ho interrotta CoolclubDal lunedì al venerdì (dalle 18:50 alle 20) in diretta su Facebook, presentazioni di libri e dischi, incontri, proiezioni, dibattiti su tanti argomenti e altre sorprese.

Mercoledì 8 aprile (ore 18:50 > 20), con un appuntamento curato da Marta Serafini, si parlerà di “Siria, vite in guerra“. La giornalista del Corriere della Sera, ripercorrerà le tappe della complessa guerra che è entrata nel decimo anno, che ha provocato quasi 400mila morti e ha costretto circa la metà della popolazione a spostarsi all’interno del Paese o a fuggire oltre confine. Una situazione resa ancora più drammatica dalla diffusione del Coronavirus. Dagli Stati Uniti sarà collegata la giornalista e scrittrice Alia Malek, autrice del volume “Il paese che era la nostra casa. Racconto della Siria”, pubblicato in Italia da Enrico Damiani Editore. Nella puntata anche una testimonianza video della vignettista e illustratrice Amany Al-Ali che vive a Idlib, città della Siria nord-occidentale, situata vicino al confine con la Turchia, vicino all’antica e grande città archeologica di Ebla. Non mancheranno alcuni consigli editoriali e, a cura di Beirut World Beat, musicali.

Giovedì 9 aprile (ore 18:50 > 20) un incontro, tra attualità e nostalgia, sul tema “Senza calcio“. Come vivono tifosi, appassionati e addetti ai lavori la mancanza dello sport, in generale, e del calcio, giocato, in particolare? Quando e come si tornerà in campo? Quanto si può “sopperire” con ricordi nostalgici e storiche sfide riviste in tv? Gli ospiti della puntata saranno il giornalista Riccardo Cucchi, voce storica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, Corrado Del Bò, filosofo e coautore con Filippo Santoni de Sio del libro “La partita perfetta. Filosofia del calcio” (Ute) e il blogger leccese Luca Brindisino.

Venerdì 10 aprile (ore 18:50 > 20) si approfondirà il tema “In religioso silenzio“. Protagonisti della puntata Bruno Mastroianni, giornalista, filosofo, scrittore e social media manager di trasmissioni Rai (Superquark, La grande storia, TechetecheTé), Massimiliano Padula, sociologo e autore del volume “Comunica il prossimo tuo. Cultura digitale e prassi pastorale”, Giovanni Scifoni, attore, regista e conduttore tv, e altri ospiti.

Giovanni Scifoni..Photocall of the Italian film ”Mo Vi Mento Lira di Achille”

Dal 13 al 17 Sette meno dieci accoglierà, tra gli altri, Francesco Costa, vicedirettore de Il Post (lunedì 13), la sociolinguista Vera Gheno, l’attivista e scrittore Lorenzo Gasparrini e la filosofa Alessandra Beccarisi (martedì 14), il portavoce italiano di Amnesty International Riccardo Noury (mercoledì 15), il giornalista musicale Donato Zoppo e la cantante Serena Spedicato (giovedì 16), il giornalista Simone Cosimi (venerdì 17).

Imparare a scrivere il cinema con Antonella Gaeta e il teatro con Riccardo Spagnulo Al MAT di Terlizzi e alle OFFICINE CULTURALI di Bitonto

TORNANO I CORSI DI KAUFMAN – SCRITTURE CREATIVE

Imparare a scrivere il cinema con Antonella Gaeta

e il teatro con Riccardo Spagnulo

Al MAT di Terlizzi e alle OFFICINE CULTURALI di Bitonto

KAUFMAN – Scritture Creative promuove le attività formative del 2020 con il Corso di sceneggiatura condotto da Antonella Gaeta e i Corsi di drammaturgia – base e avanzato – tenuti da Riccardo Spagnulo.

Kaufman – Scritture Creative è una scuola itinerante che lega lo studio per la scrittura alla valorizzazione del territorio portando corsi di scrittura creativa in diversi luoghi della Puglia, in contesti storico culturali e di innovazione sociale, favorendo un’esperienza di formazione unica guidata da docenti riconosciuti come eccellenze del settore.

Il Corso di sceneggiatura: ‘Spoglia la serie’ della durata di ventiquattro ore distribuite in tre domeniche (8, 15 marzo e 5 aprile), si svolgerà al MAT di Terlizzi e permetterà ai partecipanti di entrare nel cuore della scrittura cinematografica, attraversare la narrazione seriale e studiare i meccanismi e le tecniche per costruire una sceneggiatura. Condurrà il workshop Antonella Gaeta, giornalista cinematografica e sceneggiatrice, collabora con le pagine culturali della “Repubblica” dal 2000. È autrice per il regista Pippo Mezzapesa dei film Il bene mio (Giornate degli autori, Venezia 2018), Il paese delle spose infelici (2011, Festa di Roma), del docufilm Pinuccio Lovero. Sogno di una morte di mezza estate (Settimana della Critica, Venezia 2008), dei cortometraggi Zinanà (David di Donatello 2004), Settanta (Nastro d’argento 2014) e La giornata (vincitore del Nastro d’argento per l’Impegno sociale 2018). Ha sceneggiato i documentari La nave dolce di Daniele Vicari (Evento Speciale alla Mostra di Venezia 2012 e Premio Pasinetti), Housing di Federica Di Giacomo (Festival di Locarno e Torino 2009), Alla Salute! di Brunella Filì (Biografilm Festival, 2018) e Bellissime di Elisa Amoruso (Alice nelle città, Festa di Roma 2018). Per Paolo Sassanelli ha scritto il cortometraggio Uerra (Corto-Cortissimo, Mostra di Venezia 2009).  Nel 2017 ha realizzato per “Repubblica Tv” i minidocumentari Bellissime con la scrittrice Flavia Piccinni Benedetto con il giornalista Giuliano Foschini. È stata selezionatrice della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e presidente dell’Apulia Film Commission.

Due differenti modalità, invece, per il Corso di drammaturgia‘L’ingenuo sforzo di rifare la vita’. Il corso basedella durata di quarantaquattro ore (14,15, 28, 29 marzo e 4, 5, 18, 19 aprile) in programma alle Officine Culturali di Bitonto è rivolto a studenti e professionisti, senza escludere gli amanti e gli appassionati di scrittura e teatro, che avranno modo di scoprire tutti i segreti della narrazione teatrale e di metterli subito in pratica; mentre il corso avanzato, della durata di dodici ore (30 marzo, 20 aprile e 11 maggio), in programma al MAT di Terlizzi, è destinato a drammaturghi o aspiranti tali con un soggetto da sviluppare. I due workshop saranno tenuti da Riccardo Spagnulo, barese classe 1984, autore e attore per il teatro. Nel 2007 co-fonda a Bari la compagnia Fibre Parallele con cui scrive e produce diversi spettacoli di drammaturgia originale ospitati in teatri e festival italiani ed esteri. Vince il Premio Hystrio – Castel dei Mondi nel 2011, è finalista ai Premi UBU 2013 nelle categorie migliore novità drammaturgica e miglior attore under30. Nel 2014 vince il Premio lo Straniero. Nel 2014 scrive Bluebird Bukowski, su commissione del Teatro Abeliano – Teatri di Bari. Nel 2015 pubblica, per i tipi Editoria e SpettacoloPer fede e stoltezza – Teatro una raccolta parziale dei testi messi in scena con Fibre Parallele. Si occupa di formazione teatrale dal 2012. Come artista, è parte dei progetti europei CornersFabulamundi e Short Latitudes. Vive e lavora a Milano, dove collabora con le compagnie Alchemico3 e Lab121. Nel 2019 è impegnato con Kronoteatro (Albenga), per uno spettacolo dedicato a Pierre Rivière e con Gommalacca (Potenza), come drammaturgo del progetto AWARE all’interno di Matera Capitale della Cultura 2019.

Il corso di sceneggiatura e quello di drammaturgia avanzato si svolgeranno a Terlizzi presso il MAT – Laboratorio Urbano, centro culturale impegnato nella produzione di attività formative, servizi ed eventi sul territorio. Al suo interno sono presenti realtà partecipate e attive nella creazione di community in settori diversificati: lo studio di registrazione REH, il centro serigrafico ZEBÙ label, la scuola di teatro KRAPP, i laboratori artigianali TANÈ, una sala studio gratuita per studenti. Il MAT è attivissimo anche nella produzione di eventi di pubblico spettacolo che trovano la loro massima espressione nell’appuntamento annuale con il CHIÙ festival di illustrazione e dintorni.

Sede del corso di drammaturgia base, invece, saranno le Officine Culturali, spazio polifunzionale ricco di storia, laboratorio urbano di Bitonto; oltre ad essere la sede operativa della Cooperativa Ulixes è uno spazio a disposizione di giovani professionisti con servizi e attrezzature a sostegno della professionalità, creatività e auto-imprenditorialità. La sede si trova nei pressi della famosa cattedrale bitontina nel cuore del centro antico della città e occupa un antico edificio medievale che nei secoli è stato adibito a secentesca Regia Corte, carcere mandamentale e, fino al 1984, a scuola di disegno.

Kaufman- Scritture Creative promuove, attraverso corsi intensivi e professionalizzanti, un’attività formativa legata alla scrittura cinematografica, televisiva e a narrativo-letteraria. I corsi di formazione hanno un carattere originale, improntato a valorizzare il contesto creativo pugliese e si svolgeranno in contesti informali all’interno di comunità caratteristiche del territorio pugliese, favorendo un’offerta formativa e un’esperienza unica e irripetibile.

Oggi Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

28 GENNAIO, Vecchie Segherie Mastrototaro – BISCEGLIE. Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

La frontiera è un termometro del mondo.

La Frontiera, Alessandro Leogrande

Oggi, martedì 28 gennaio arriva a Bisceglie La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande ideato e promosso dalla Cooperativa Ulixes, da Cooperativa 42, dall’Associazione Fatti d’Arte e da GUD, è un viaggio di sette workshop – accompagnati da una mostra crossmediale, laboratori di lettura animata e di scrittura narrativa per ragazzi – in sei Comuni della regione Puglia.

Christian Raimo

Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia Coordinamento Politiche Internazionali – Sezione Relazioni Internazionali ed è dedicato alla figura di Alessandro Leogrande, alle tematiche di fortissima attualità che ne hanno caratterizzato la brillante carriera di intellettuale e alla forza con cui è riuscito, nella sua pur breve vita, a raccontare le guerre del Mediterraneo, i conflitti dei Balcani, le migrazionilo sfruttamento dei popoli arrivati nei paesi europei.

Un’intera giornata dedicata ad Alessandro Leogrande con attività in programma a Bisceglie: alle Vecchie Segherie Mastrototaro si svolgerà, alle ore 18.30l’incontro pubblico ‘L’eredità culturale di Alessandro Leogrande’ con l’intervento dello scrittore e traduttore Christian Raimo  tra i fondatori di Minima&moralia, ha collaborato e collabora con importanti riviste letterarie, case editrici e quotidiani nazionali, interverranno inoltre il regista teatrale e direttore artistico del Sistema Garibaldi Carlo Bruni, la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti e Mario Nardulli fondatore di Pigment Workroom, artista ideatore e coordinatore del progetto “La frontiera è una linea” rivolto a giovani studenti baresi per stimolare una coscienza critica sui confini, geografici e tra le persone, sull’identità e l’appartenenza al contesto in cui viviamo; a moderare l’incontro sarà il giornalista del Corriere del Mezzogiorno Luigi Quaranta.

L’incontro sarà anticipato, alle ore 17, dall’inagurazione della mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ negli spazi della Biblioteca Don Uva (Ex Ospedale Psichiatrico), vernissage presentato da Rosa Leuci, presidentessa del Circolo dei Lettori di Bisceglie, dalla fotografa Lisa Fioriello (Cooperativa Quarantadue) e da Liliana Tangorra (Cooperativa Ulixes). La mostra resterà negli spazi della Biblioteca Don Uva fino al 31 gennaio.

Ogni appuntamento del progetto è un viaggio nelle tematiche affrontate dal giornalista di origini tarantine, dialoghi per raccontare l’attualità attraverso lo sguardo di associazioni locali, cooperative impegnate nel sociale, mediatori culturali a confronto con intellettuali come Christian Raimoma anche: Goffredo FofiMarco OmizzoloArlinda DudajLorenzo Pavolini e Leonardo Palmisano. I seminari di approfondimento sono, in ogni tappa, accompagnati dalla mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ prodotta da Cooperativa Quarantadue e il Centro Documentazione e Ricerca “Moebius” che, attravero il linguaggio della fotografia e del video reportage e, avvalendosi dei contributi di intellettuali e scrittori che hanno conosciuto e collaborato con Leogrande, affronta temi e linguaggi che incarnano e raccontano la carriera dello scrittore di origine tarantine.

L’obiettivo di questo percorso è restituire la complessità dell’impegno di Leogrande e, soprattutto, l’attualità dei suoi scritti, anche attraverso le storie dei braccianti stagionali che hanno deciso di fuggire dal Gran Ghetto di Rignano Garganico, dell’umanità schiacciata al Tamburi e a Taranto Vecchia, degli operai dell’ex Ilva e analizza l’opera di Leogrande attraverso le voci di Mario Desiati, Salvatore Romeo, Yvan Sagnet, Arlinda Dudaj, Marino Sinibaldi, Goffredo Fofi, Nadia Terranova e Christian Raimo.

All’interno dell’esposizione allestita negli spazi della Biblioteca Don Uva saranno presenti ventisei fotografie firmate da Lisa Fioriello e tre reportage scritti e diretti da Savino Carbone.

Comuni coinvolti nel progetto, oltre Bisceglie, sono: BariMolfettaTarantoTerlizzi  e Conversano; un progetto itinerante che si avvale della collaborazione dell’Ordine dei giornalisti della Puglia. La prossima tappa a Conversano, il 3 febbraio con Lorenzo Pavolini, sarà l’ultimo appuntamento del progetto La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande.

Gli incontri sono tutti ad ingresso libero e validi come crediti formativi per i giornalisti iscritti all’ordine.

INFORMAZIONI PER L’ACCESSO ALLA MOSTRA

LA FRONTIERA. SUI LUOGHI DI ALESSANDRO LEOGRANDE’:

Biblioteca Don Uva

(Ex Ospedale Psichiatrico)

Via G. Bovio 76 – Bisceglie

Inaugurazione: 28 gennaio, ore 17

Apertura al pubblico:

29 gennaio – 31 gennaio

ore 9.30 – 12.30 / 16.00 – 19.30.

Ingresso libero

Gerardo Greco a Maglie e Poggiardo per Conversazioni sul futuro: “GUERRA CALDA. VERITÀ E MENZOGNE SUI RISCHI DEL CLIMA IMPAZZITO: IL ROMANZO DEL GLOBAL WARMING”

GIOVEDÌ 30 GENNAIO IL GIORNALISTA GERARDO GRECO A MAGLIE, LECCE E POGGIARDO PER PRESENTARE “GUERRA CALDA. VERITÀ E MENZOGNE SUI RISCHI DEL CLIMA IMPAZZITO: IL ROMANZO DEL GLOBAL WARMING” (SOLFERINO)


Giovedì 30 gennaio triplo appuntamento salentino per Gerardo Greco. Il giornalista, autore televisivo e radiofonico, per oltre dieci anni corrispondente per la Rai a New York, conduttore dal 2013 al 2017 di Agorà su Rai3, già direttore di Radio1 e dei Giornali Radio Rai e del Tg4, presenterà “Guerra calda. Verità e menzogne sui rischi del clima impazzito: il romanzo del global warming” (Solferino).

L’autore dialogherà con il giornalista e operatore culturale Pierpaolo Lala alle 10:30 al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Maglie e alle 17:30 al Mondadori Bookstore di Lecce per “Aspettando Conversazioni sul futuro“, in collaborazione con Io non l’ho interrotta Coolclub, mentre alle 20, intervistato da Antonella Pappadà, chiuderà la lunga giornata al Tesoretto Hotel Ristorante di Poggiardo per la rassegna PoggiardoIncontra promossa dalla locale Pro Loco in collaborazione con Libreria Idrusa, Mondoradio e Belpaese.

In un mondo che ogni giorno conferma le apocalittiche previsioni degli scienziati del clima, Noah e Iskra cercano la verità su chi ha voluto nascondere la schiacciante evidenza del riscaldamento globale. Dalle lande ghiacciate della Siberia dove i signori del gas portano alla luce un tesoro nascosto e letale, alla New York spettrale minacciata dall’uragano Sandy sino alle coste di Ravenna, erose dal mare che continua a crescere: i due giovani attivisti, nipoti di esuli siberiani, si trovano e si perdono, legati dall’emergenza comune di salvare la Terra, finché si è ancora in tempo. Intorno a loro gli schieramenti opposti della guerra del clima conducono un gioco pericoloso, che riguarda il destino dell’umanità e di un pianeta in bilico tra azioni di hacker russi, interessi di lobbisti cinesi e conflitti tra esperti. Con la tensione di un thriller e i dettagli di una serrata cronaca sul campo, Gerardo Greco ricostruisce le tappe del Climategate che, nel 2009, ha contribuito al fallimento della conferenza di Copenhagen, condannando il termometro a salire in una escalation pericolosa. Una corsa verso il baratro che ripercorre i drammatici eventi climatici degli ultimi dieci anni e i cambiamenti che trent’anni fa gli studiosi potevano già leggere nelle sezioni dei tronchi degli alberi fossili. Resta solo una domanda sottotraccia, venata di inquietudine e speranza: abbiamo ancora tempo?

Ingresso libero
Info 3293173865 – 3394313397
info@conversazionisulfuturo.it

IL SOCIOLOGO STEFANO CRISTANTE E IL LINGUISTA EDOARDO LOMBARDI VALLAURI A LECCE PER “ASPETTANDO CONVERSAZIONI SUL FUTURO”

Martedì 17 e giovedì 19 dicembre proseguono, con due incontri con il sociologo Stefano Cristante e con il linguista Edoardo Lombardi Vallauri, gli appuntamenti di “Aspettando Conversazioni sul futuro“, festival ideato, organizzato e promosso dall’associazione Diffondiamo Idee di Valore che si terrà dal 22 al 25 ottobre 2020 a Lecce.

Stefano Cristante (Mimesis)

Martedì 17 dicembre (ore 18:30 – ingresso libero) l’Auditorium del Museo Sigismondo Castromediano di Lecce ospiterà la presentazione del volume “L’icona che delira. Esplorazioni sociologiche su Hermes, Bosch, Shakespeare, Benjamin, Nolan, Pratt, Bene” del sociologo Stefano Cristante (Mimesis). Che relazione c’è tra l’opera e il suo contesto sociale? Come si può individuare il nesso tra un’opera e il tempo in cui essa “accade”, che può anche essere molto distante da quello della sua realizzazione? A partire da questi interrogativi, Stefano Cristante analizza alcuni capolavori apparentemente senza tempo, come il Trittico delle delizie di Bosch e Il mercante di Venezia di Shakespeare, ed esplora i contorni sociologici delle pratiche artistiche ed esistenziali di menti irregolari come Walter Benjamin, Carmelo Bene e Hugo Pratt. Stefano Cristante insegna Sociologia della comunicazione e Sociologia della scrittura giornalistica all’Università del Salento. Si occupa principalmente di comunicazione politica e di sociologia dell’arte e della cultura. Per Mimesis ha pubblicato: Corto Maltese e la poetica dello straniero (2016), Andrea Pazienza e l’arte del fuggiasco (2017), Società low cost (2018). Dirige la rivista internazionale “H-ermes. Journal of Communication” e la collana “Public Opinion Studies” (Meltemi). All’incontro con l’autore – promosso in collaborazione con Libreria Liberrima e Polo Bibliomuseale di Lecce – parteciperanno il giornalista Raffaele Gorgoni e il professore Fabio Ciracì (docente di Storia della Filosofia Italiana e Informatica Umanistica all’Università del Salento).

Edoardo Lombardi Vallauri

Giovedì 19 dicembre (ore 19 – ingresso libero) alle Officine Culturali Ergot di Lecce il linguista Edoardo Lombardi Vallauri presenterà, invece, “La Lingua disonesta. Contenuti impliciti e strategie di persuasione” (Il Mulino). L’autore dialogherà con la professoressa Debora De Fazio (Docente di Linguistica italiana all’Università della Basilicata) e con la giornalista Sonia Pellizzari. L’appuntamento – moderato da Pierpaolo Lala – è organizzato in collaborazione con Io non l’ho interrotta, Officine Culturali Ergot e Libreria Liberrima. In mattinata (ore 9 – ingresso libero) nell’Aula “Mario Marti” del Complesso Studium 2000 dell’Università del Salento, Lombardi Vallauri terrà inoltre un incontro (valido per i crediti formativi degli studenti e dell’Ordine dei giornalisti) nell’ambito dei “Seminari di semiolinguistica 2019” a cura di Cosimo Caputo e Annarita Miglietta promossi dal Dipartimento di Storia, Società e studi sull’uomo e Centro internazionale Scienze semiotiche “Umberto Eco”.

La democrazia è un sistema politico in cui le persone hanno in teoria potere di scelta su chi delegare; allo stesso modo, il libero mercato è un sistema economico in cui le persone potrebbero scegliere che cosa comprare. Di fatto, la competizione politica e quella commerciale si giocano ormai in gran parte sulla limitazione di tale potere. Questo libro si occupa delle strategie linguistiche della persuasione, che sfruttano soprattutto i contenuti impliciti. A illustrare il tema, l’autore porta una ricca messe di esempi attuali e meno attuali di pubblicità commerciali e di discorsi politici, di cui si svelano logiche e meccanismi cognitivi. Alla luce dei recenti studi sul cervello, si chiarisce poi perché è più facile far passare per vero un contenuto falso se, invece che parlarne esplicitamente, lo si dà per presupposto o si induce chi ascolta a dedurlo da sé. Edoardo Lombardi Vallauri è professore ordinario di Linguistica generale all’Università Roma Tre. Fra i suoi libri recenti ricordiamo «Onomatopea e fonosimbolismo» (con L. Nobile, Carocci, 2016); per il Mulino ha pubblicato anche «La linguistica in pratica» (2014), «Parole di giornata» (con G. Moretti, 2015) e «Parlare l’italiano. Come usare meglio la nostra lingua» (nuova ed. 2017).

Conversazioni sul futuro è ideato e organizzato dall’associazione Diffondiamo idee di valore, con il coordinamento artistico di Gabriella Morelli, in collaborazione con numerose realtà pubbliche e private e la produzione di Coolclub. Ogni anno il festival propone in quattro giorni circa 100 appuntamenti in una trentina di luoghi del capoluogo salentino coinvolgendo oltre 250 ospiti. Dal 2013 Conversazioni sul futuro cerca di raccontare con pluralità di argomenti (education, scienza, food, giornalismo, comunicazione, diritti, innovazione, economia, web, ambiente, design, sport, migrazione, storia, televisione, politica), linguaggi (cinema, musica, teatro, arte, libri, fotografia, disegno) e di punti di vista (coinvolgendo intellettuali, giornalisti, imprenditori, scienziati, attivisti, blogger, ricercatori, musicisti, docenti, scrittori, registi, artisti, comunicatori, designer, educatori, amministratori pubblici, studiosi e studenti) il mondo contemporaneo e quello che verrà.Ingresso libero

“B-SIDE” L’esordio letterario di Doriana Tozzi!

Oggi ospite di AvantPOP c’è Doriana Tozzi, giornalista musicale alla sua prima opera letteraria. SI intitola “B-SIDE” ed è un primo libro di racconti, edito da Arcana Edizioni e contiene un’interessante prefazione a cura di Rossano Lo Mele. Ecco qui la telefonica con Carlo Chicco

B-SIDE L’altro lato delle canzoni” è un viaggio nel cuore della musica, un viaggio fatto di storie che nascono tra le parole delle canzoni e poi crescono e aprono le ali per volare con la fantasia. La prima parte di questo viaggio comincia con “Autunno”, il mese delle foglie che cadono e dei colori che si infiammano, perciò la sua colonna sonora è ricca di brani del rock alternativo italiano, con le sue più calde sfumature, i suoi sapori intensi, i suoi suoni graffianti e i suoi versi poetici.

A volte nei racconti sarà possibile rintracciare alcune parole che fanno da “ponte” con quelle della canzone a cui si ispira, altre volte le stesse parole saranno come forbici che scindono le storie portandole verso significati diversi, altre volte ancora interi racconti non conterranno affatto le parole delle canzoni eppure se ne sentirà riecheggiare l’eco tra le pagine.

Qui un breve pezzo dell’introduzione al libro, in cui si immagina lo stesso “B-SIDE” prendere vita e presentarsi ai lettori, ai quali spiega che “…tra le mie pagine scoprirai che, invece d’essere una persona, l’io narrante della canzone “Il mare davanti” dei Fast Animals And Slow Kids nella “versione B-Side” diventerà un fiume, sì, proprio un disperato tanto quanto arrabbiatissimo fiume che amava il suo scorrere lungo il suo percorso attraverso gli umani che incontrava e invece ora guarda l’umanità allontanarsi da lui e maltrattare sempre di più la natura. E conoscerai un diverso protagonista di “Quello che non c’è” degli Afterhours, che qui è un ragazzino poi diventato uomo, anzi donna, che attraversa con il suo animo limpido il confronto con una famiglia che non lo comprende; o, ancora, ci sarà spazio per affrontare (senza alcuna pretesa di veridicità, data la natura stessa di questi racconti che alla fine non sono altro che intrattenimento) anche il tema dell’Alzheimer (“Inno del perdersi” dei Verdena), della depressione e della società dell’apparire (“La lira di Narciso” dei Marlene Kuntz), dell’omosessualità vissuta come tabù (“Direzioni diverse” de Il Teatro Degli Orrori) o della vendetta personale (“Oggetto piccolo (A)” dei Virginiana Miller) o ancora il tema dei migranti che attraversano il mare con il cuore colmo di speranza (“Annarella” dei CCCP) e la solitudine di una distopica società del futuro (“Il nuotatore” dei Massimo Volume e, in modo diverso, anche “Stelle marine” de Le Luci Della Centrale Elettrica).”

B-SIDE L’altro lato delle canzoni” costruisce un mondo visionario ed è un libro appassionato e idealista che vi farà riascoltare le vostre canzoni preferite con orecchie nuove ma ve le farà anche vedere, toccare, gustare e odorare… Provare per credere!

LETTORI PER L’AFRICA: MARATONA DI Lettura CON RACCOLTA FONDI IN FAVORE DELLE AZIONI DI VOLONTARIATO AM.LIB. IN CONGO

Giovedì 17 Novembre alle ore 19:00, presso la Libreria del Teatro di Bitonto, si terrà una pubblica lettura di testi e poesia sull’Africa, una maratona di lettura su testi che abbiano come tema l’Africa, in cui il pubblico è protagonista ed in cui ognuno potrà portare un libro proprio, oppure acquistarne uno in libreria, per leggere riflettere e discuterne insieme.

L’iniziativa, lanciata dalla concittadina Antonella Stellacci e recepita dall’associazione culturale “Cenacolo dei Poeti” e dal “Circolo dei Lettori della Libreria”, mira a promuovere la campagna di raccolta fondi in favore di AM.LIB. (Comunità Amore e libertà Onlus di Don Matteo Galloni) attiva in Congo dove l’organizzatrice ha fatto esperienza di volontariato.

La raccolta fondi sarà effettuata attraverso sms solidali al numero 45589. Il Cenacolo dei Poeti e il Circolo dei Lettori lanciano un appello a tutti i poeti e i lettori volenterosi a partecipare all’iniziativa.

Per info cenacolo.dei.poeti@gmail.com – tel. 3935389310 (Nicola).