Intervista con gli Algiers!

Ecco finalmente l’intervista con gli Algiers. Ci siamo incontrati con la band nel 2017 in occasione dell’uscita del secondo album “THE UNDERSIDE OF POWER” prodotto da Adrian Utley dei Portishead, ma visti prima un paio di volte dal vivo  in tour con i Depeche Mode. L’intervista è stata fatta nel backstage del MAT di Terlizzi.

Sono partiti da Atlanta, in Georgia, anche se si sono formati a Londra nel 2012  Algieri come luogo simbolo, una città in  lotta anticoloniale, dove violenza, razzismo, resistenza e religione si mescolano ogni giorno.

Una band che si considera “militante”, i  polistrumentisti  Franklin James Fisher, Ryan Mahan e Lee Tesche a cui si è unito Matt Tong (ex Bloc Party). Il suono potente, ruvido e drammatico, intriso di sonorità che spaziano dal rock al blues, dal gospel all’hiphop, ma anche northern soul,  punk,  avant-rock, funky, psichedelia, che mescolano sapientemente.  L’anticapitalismo, antifascismo, antirazzismo sono alla base delle tematiche trattate nelle loro canzoni. Ad oggi THERE IS NO YEAR è il nuovo album in studio

L’intervista cela una curiosità! Quando è stata fatta questa intervista non avevamo ancora le idee chiare di come chiamare la nuovo radio, indecisi nell’intervista la band saluta TKO, che stava ad indicare teatro kismet opera, sede ufficiale della radio che però oggi si chiama RKO!

Cartellone Cinema: i film della settimana dal 27 febbraio al 4 marzo

Questa settimana, dal 27 febbraio al 4 marzo, parliamo di 12 film, da vedere, evitare o cercare.  

In uscita giovedì 27 febbraio 2020

  • Dopo Il Matrimonio

Un remake al femminile che fa del cast solido e performante il suo principale punto di forza. Drammatico, USA 2019. Durata 110 Minuti. Un film di Bart Freundlich. Con Michelle Williams, Julianne Moore, Billy Crudup, Abby Quinn, Eisa Davis. Distribuzione Lucky Red.

  • La Gomera – L’isola dei fischi

Godibile e intelligente riflessione sul linguaggio del cinema, ma il codice del noir pesa sull’insieme. Drammatico, Romania, Francia, Germania 2019. Durata 97 Minuti. Un film di Corneliu Porumboiu. Con Vlad Ivanov, Catrinel Marlon, Rodica Lazar, Antonio Buíl, Agustí Villaronga. Distribuzione Valmyn.

  • Non si scherza col fuoco

Una commedia per famiglie dalla comicità fracassona, con un John Cena tutto muscoli e buoni sentimenti. Commedia, USA 2019. Durata 96 Minuti. Un film di Andy Fickman. Con John Cena, Keegan-Michael Key, John Leguizamo, Tyler Mane, Brianna Hildebrand. Distribuzione 20th Century Fox Italia.

  • The Grudge

Un reboot che collega l’horror giapponese a quello made in Usa. Horror, USA 2020. Durata 94 Minuti. Un film di Nicolas Pesce. Con Andrea Riseborough, Demián Bichir, William Sadler, John Cho, Betty Gilpin. Distribuzione Warner Bros Italia.

  • Lupin III – The First

Look cartoonesco e un occhio a Miyazaki per la prima avventura in CG3D del ladro gentiluomo. Animazione, Giappone 2019. Durata 93 Minuti. Un film di Takashi Yamazaki. Con Tatsuya Fujiwara, Suzu Hirose, Kiyoshi Kobayashi, Kanichi Kurita, Daisuke Namikawa. Distribuzione Koch Media.

  • La Partita

Una partita di calcio in periferia si fa parabola nichilista sulla perdita dell’innocenza, in un tagliente esordio alla regia. Drammatico, Italia 2018. Un film di Francesco Carnesecchi. Con Francesco Pannofino, Alberto Di Stasio, Giorgio Colangeli, Stefano Ambrogi, Lidia Vitale. Distribuzione Zenit Distribution.

  • Arctic – Un’avventura glaciale

Un’avventura a tema ambientalista per un film carino ma senza sorprese. Adatto ai più piccoli. Animazione, Avventura – Canada 2019. Durata 92 Minuti. Un film di Aaron Woodley. Con Ambra Angiolini, Stefano De Martino, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, James Franco. Distribuzione Notorious Pictures.

  • Doppio Sospetto

L’orrore si fa strada nelle crepe di un’amicizia speculare. Lo stile è classico ma il finale è originale. Drammatico, Francia, Belgio 2018. Durata 97 Minuti. Un film di Olivier Masset-Depasse. Con Veerle Baetens, Anne Coesens, Mehdi Nebbou, Arieh Worthalter, Jules Lefebvres. Distribuzione Teodora Film.

In uscita il 2 MARZO troviamo i documentari:

  • They shall not grow old – Per sempre giovani

Un lavoro maniacale che restituisce i colori al primo conflitto mondiale, in tutta la loro drammatica vividezza. Documentario, USA 2018. Un film di Peter Jackson. Distribuzione Mescalito Film.

  • Varda par Agnès

Varda fa convivere, ancora una volta, astrazione e realtà. Cogliendo l’essenza di un sentimento. Documentario, Francia 2019. Durata 115 Minuti. Un film di Agnès Varda, Didier Rouget. Con Agnès Varda, Sandrine Bonnaire, Nurit Aviv. Distribuzione Cineteca di Bologna.

  • Show Me The Picture – The Story of Jim Marshall

La storia del fotografo Jim Marshall. Documentario, USA 2019. Durata 92 Minuti. Un film di Alfred George Bailey. Con Galadrielle Allman, Adam Block, Anton Corbijn, Amelia Davis, Michael Douglas. Distribuzione Zenit Distribution.

In uscita il 3 MARZO il documentario

  • Marianne & Leonard – Parole d’amore

Cohen e la sua bella e tragica storia d’amore. Documentario, Biografico, Musicale – USA 2019. Durata 97 Minuti.Un film di Nick Broomfield. Con Nick Broomfield, Leonard Cohen. Distribuzione Nexo Digital.

Sono 8 i film da vedere fino a mercoledì prossimo 4 marzo, usciti il 27 febbraio . 

Inizio da un film drammatico di produzione americana

Dopo il matrimonio

Bart Freundlich, regista poco prolifico ma sceneggiatore esperto di relazioni sentimentali e incomprensioni familiari, riscrive il dramma portato sullo schermo dalla regista danese Susanne Bier nel 2006, sostituendo la coppia di protagonisti maschili con quella al femminile, Michelle Williams e Julianne Moore, sua moglie e interprete di quasi tutti i suoi film. Il tema della maternità, biologica o sostitutiva, scelta o rifiutata, assume dunque un ruolo centrale ma solo in apparenza, perché cambiando di genere ai protagonisti della storia, il regista può in realtà raccontare la scelta di un uomo e il legame che ha instaurato con la figlia.

Musiche di Mychael Danna, compositore canadese autore di colonne sonore tra queste vi segnalo Vita di Pi, per cui ha vinto un Oscar ed ottenuto una nomination all’Oscar per la miglior canzone. Può vantare una cinquantina di lavori per il cinema a partire dal 1994 ed anche un Golden Globe.

Soundtrack

Trailer:

Resto nel genere drammatico di respiro europeo parlandovi di

La Gomera – L’isola dei fischi

Ambientato a Bucarest  e presentato in concorso al Festival di Cannes 2019 è la storia di Cristi (Vlad Ivanov), ispettore di polizia corrotto dai narcotrafficanti, è sospettato dai suoi superiori e per questo sottoposto a intercettazioni. Viene inviato dalla diabolica Gilda (Catrinel Marlon) su un’isola delle Canarie, la vulcanica Gomera, dove si trova un carcere in cui è tenuto prigioniero un gangster mafioso. Per liberarlo e recuperare i milioni nascosti sull’isola, Cristi dovrà imparare il silbo, un antico linguaggio segreto. L’amore, però, interferirà con la missione del poliziotto e nulla andrà secondo i piani.

Soundtrack:

Trailer:

Torniamo negli USA e passiamo ad una commedia

Non si scherza col fuoco

Merito di John Cena, probabilmente, che smessi i panni del lottatore ha da tempo indossato quelli dell’attore e alla maniera del Vin Diesel di Missione tata si cimenta ancora con la commedia per famiglie (già affrontata in Giù le mani dalle nostre figlie). Un percorso classico, seguito da un film altrettanto scontato, in cui i muscoli del duro tutto d’un pezzo si sciolgono di fronte a una paternità prima forzata e poi rivendicata. L’aspetto rimarchevole di Non si scherza col fuoco riguarda gli incassi fatti registrare negli Stati Uniti: 44 milioni di dollari, 12 dei quali registrati al primo weekend.

A qualcuno la trama e le situazioni di Non si scherza col fuoco ricorderanno, fra i mille altri riferimenti, Tre scapoli e un bebè, remake americano della commedia francese, molto famosa a metà anni ’80, Tre uomini e una culla. Qui, semplicemente, il regista Andy Fickman e gli sceneggiatori Dan Ewen e Matt Lieberman aggiornano i componenti dell’improvvisato nucleo familiare di quei film: quattro uomini adulti costretti a diventare genitori e tre orfani di età differente, dai quattro, ai sette, ai sedici anni. Le donne sono come al solito un mero supporto narrativo a un percorso che riguarda solamente gli uomini: una ragazza che si mette nei guai e va per questo di continuo salvata e una rompiscatole pronta a diventare moglie e madre.

Musiche di Nathan Wang, compositore e direttore d’orchestra statunitense.

Soundtrack:

Il Trailer:

Cambiamo registro. Sempre di produzione americana è l’horror che vi presento oggi e che aggiunge un nuovo titolo alla trilogia firmata da Takashi Shimizu tra il 2004 ed il 2009. Sto parlando di

The Grudge

Si tratta del quarto capitolo della saga e ne mantiene il titolo. Vuole essere un ponte tra l’orrorifica serie e l’originale e spaventosissimo primo capitolo  Ju-on del 2000, un J-Horror (così si chiamano gli horror psicologici giapponesi) che uscì per il solo mercato home video. Per gli appassionati segnalo che questo è un interquel, che si svolge durante gli eventi di The Grudge (2004) e The Grudge 2 (2006). Questa volta però alla regia troviamo Nicolas Pesce, mentre il cast è composto da Andrea Riseborough e John Cho, più Elizabeth Folan Gilpin. Nel cast, particolarmente ricco, c’è anche la presenza di una vera icona del cinema horror americano come Lin Shaye: classe 1943, era presente nel primo Nightmare, ma anche in Critters, in Amityville – A New Generation e più recentemente in film come Tales of Halloween, Ouija e poi Ouija – L’origine del male, e tanti altri. Troviamo in questo film il numero 44, un riferimento al cortometraggio originale Ju-on 4444444444 (1998). 4 è anche il numero della sfortuna nella cultura giapponese, perché omofono di Shi, che significa morte. Il regista ha affermato che le sue fonti di ispirazione sono stati L’esorcista (1973) e Changeling (1980).

Le musiche sono state curate da The Newton Brothers, ossia Andy Grush e Taylor Newton Stewart, compositori di colonne sonore, produttori discografici, direttori e polistrumentisti, specialisti del genere horror, già curatori di Ouija: L’origine del male (2016) ed Oculus (2013).

Soundtrack:

Il Trailer:

Lupin III – The First

Dopo dieci lungometraggi di animazione, firmati anche da maestri come Hayao Miyazaki e Seijun Suzuki, e due poco riusciti adattamenti live-action (uno nel lontano 1974 e l’altro nel 2014), anche per il longevo Lupin III è la volta di una versione in computer grafica 3D. Di qui il sottotitolo The First che accompagna il film di Takashi Yamazaki, voluto dal creatore di Lupin Monkey Punch. The First ha un doppio primato: è il primo film animato dedicato al personaggio a essere realizzato in CGI e non nella classica tecnica 2D a mano libera, cifra stilistica degli anime. E’ inoltre il primo film a uscire dopo la morte del creatore del personaggio. Monkey Punch, al secolo Kazuhiko Katō, è infatti deceduto nell’aprile 2019 e il Lupin III The First gli sarà dedicato. Sul piano dei contenuti Yamazaki, già avvezzo alle conversioni in digitale per il lavoro fatto con Doraemon – Il film, osa il minimo indispensabile: i punti fermi della saga di Lupin vengono rispettati in maniera ossequiosa, anche se i comprimari, da Jigen a Zenigata, ottengono uno spazio minimo per poter incidere, in una trama che sembra appartenere più al romanzo d’avventura alla Tintin o Mortimer e Blake che alla tradizione nipponica. Il regista ha affermato che per un film live-action giapponese difficilmente si può realizzare una storia ambientata in diverse parti del mondo, mentre in Computer Grafica diventa possibile. Inoltre, essendo la storia ambientata non in un luogo immaginario, ma in diversi paesi reali, si è ispirato allo stile di 007. L’incipit della colonna sonora infatti fa eco alla sequenza di apertura dei film di James Bond.

Le musiche sono composte da Yuji Ohno, musicista, compositore e pianista giapponese jazz. È lui che ha quasi sempre curato Lupin III, sia nei film per il cinema che per la Tv. Le liriche sono del giovane Yoshiki Mizuno, musicista e cantante di Hamamatsu, Prefettura di Shizuoka, Giappone.

Soundtrack:

Trailer:

Arrivo al primo film italiano della settimana

La partita

L’esordio nel lungometraggio di Francesco Carnesecchi, confezionato allargando le linee di gesso di un corto dallo stesso titolo, inizia come una commedia sportiva  sulla scia de L’arbitro ma si trasforma lentamente in una parabola nichilista sulla perdita dell’innocenza. Roma, maggio, domenica mattina. L’ultima partita del campionato di calcio della categoria allievi. Claudio Bulla è un allenatore che nella vita non ha vinto nulla. Oggi si gioca il titolo. Un campo che diventa un ring su cui lottare per qualcosa di importante. Italo (Alberto Di Stasio), presidente dell’associazione sportiva, compete per i soldi, perché ha scommesso tutto ciò che ha. L’allenatore Claudio Bulla (Francesco Pannofino), che nella sua carriera non ha mai vinto nulla, oggi spera di portarsi a casa un titolo. Antonio (Gabriele Fiore), il capitano della squadra, spera un giorno di diventare un professionista. Quei 90 minuti sembrano un’eternità per vivere, per decidere e per sognare.

Musiche di Vanni Fiorelli, Alessio Lottero.

Il Trailer:

Quello di cui vi parlo ora è un film davvero adatto ai più piccoli con un messaggio ambientalista

Arctic – Un’avventura glaciale

Cal Brunker, animatore di successi come Cattivissimo Me e L’era glaciale 4, ha contribuito a scrivere la sceneggiatura di questa animazione, che trasforma la catastrofe ambientale dello scioglimento rapido e drammatico della calotta polare, nel piano mortifero di un folle frustrato, il tipico villain del genere supereroistico, che ha piegato il suo genio al Male dopo che la società l’ha stigmatizzato e ripudiato. Il tutto è visto attraverso lo sguardo infantile del piccolo Speedy, che vorrebbe tanto essere un super cane, ma che  è solo una piccola volpe bianca come la neve che lo circonda. Come già in Fantastic Mr. Fox, la debolezza del giovane protagonista si trasforma da difetto in valore aggiunto ed identitario, decisivo per la riuscita dell’impresa.

Arctic si può dunque considerare un discreto passo avanti rispetto a Il viaggio di Norm, che aveva già tentato, senza convincere, la combinazione di avventura e messaggio ambientalista, sebbene resti niente più che un intrattenimento grazioso, adatto ai più piccoli.

Le musiche sono di David Buckley, compositore britannico nominato agli Emmy di colonne sonore di film e televisione, residente a Santa Monica, in California.

Soundtrack:

Il Trailer:

Il film franco-belga della settimana è

Doppio Sospetto

Olivier Masset-Depasse ambienta questo lavoro agli inizi degli anni ’70, rappresentando la storia di due donne, Alice (Veerle Baetens) e Céline (Anne Coesens), e delle loro famiglie. Quando un’improvvisa tragedia sradica le vite delle due, queste mettono in discussione le relazioni che prima avevano tanta importanza. Il regista di Illégal (2010) porta sullo schermo il romanzo di Barbara Abel “Derrière la haine” con un occhio a Hitchcock e l’altro a Douglas Sirk. Qualche insistenza di troppo della musica e della regia vengono compensate dalla misura asciutta del film e da un finale che contraddice la fedeltà al genere dimostrata fino a quel momento e, con un notevole colpo di coda, sceglie una strada più cupa e raggelante, ma anche perfettamente coerente con il punto di partenza.

Musiche di Renaud Mayeur, Frédéric Vercheval, che hanno composto una colonna sonora varia e piacevole

Tappeto:

Soundtrack del film:

Il Trailer:

In uscita il 2 marzo

They shall not grow old – Per sempre giovani

Peter Jackson mette mano all’archivio storico della BBC per recuperare 600 filmati originali della Prima Guerra mondiale, in occasione del centenario dalla fine del sanguinoso conflitto. Posso ricordare altri recenti lavori, come quello di Leonardo Tiberi, che in Fango e gloria, che racconta quella stessa guerra attingendo ai materiali d’archivio dell’Istituto Luce e poi procede a colorizzarli e doppiarli. A Differenza di Tiberi però Peter Jackson dispone di un budget e una strumentazione tecnologica infinitamente superiori. Il suo documentario restituisce al conflitto del ’14-’18 i colori in tutta la loro vividezza: dal rosso del sangue dei cadaveri dei soldati al verde del gas nervino, senza dimenticare le tinte accese dei fiori di campo che spuntano ostinatamente ai margini dei campi di battaglia. Ma a colpire è l’attenzione a dettagli che vengono mostrati in campo lungo, capaci di umanizzare scene di mobilitazione collettiva altrimenti troppo impersonali.

Trailer

In uscita sempre il 2 marzo

Varda par Agnès

Agnès Varda. Fotografa professionale, autrice di installazioni e soprattutto pioniera della Nouvelle Vague, è un’istituzione del cinema francese, una donna che non si è mai chiusa a nuove esperienze. Questo docufilm offre un ritratto della sua attività, utilizzando sequenze delle sue opere cinematografiche, foto e riprese delle installazioni, fuori da un criterio cronologico, indagando poi gli anni dal 2000 al 2018 nei quali il focus è sul suo rapporto con le nuove tecnologie. Emerge l’amore si Varda per la meraviglia da suscitare in chi assiste poiché un’opera artistica frutto della creatività non ha raggiunto il suo scopo se non viene condivisa con altri che la facciano propria, così nelle sue installazioni gli spettatori diventano attori offrendo una loro lettura personale.

Musiche della compositrice polacca Joanna Bruzdowicz e Michel Legrand, compositore, pianista, arrangiatore e direttore d’orchestra francese di musica jazz, pop e di colonne sonore cinematografiche. È stato un prolifico compositore, con al suo attivo oltre 200 colonne sonore cinematografiche e televisive, oltre a molte canzoni memorabili.

Trailer

Show Me The Picture – The Story of Jim Marshall

Diretto da Alfred George Bailey, è un documentario sul fotografo delle rockstar, Jim Marshall, che con i suoi scatti è diventato a sua volta una celebrità del panorama musicale. Questo è un racconto della vita del fotografo davanti e dietro l’obiettivo, attraversando la carriera che lo ha reso un artista e un’esistenza fatta di alti e bassi. Figlio di immigrati, Marshall ha lottato per affermarsi nell’epoca d’oro del rock. Oltre alla passione per la fotografia, Marshall ne aveva una sfrenata per la musica, come dimostrano i suoi scatti e la sua poetica, secondo la quale si definiva simile a un reporter che cattura il soggetto nel suo ambiente. E lui si immergeva così tanto nel momento catartico della foto da diventare un tutt’uno con la fotocamera. Miles Davis che si allena alle corde, Bob Dylan che passeggia con gli amici, Hendrix che dà fuoco alla sua Stratocaster a Monterey Pop o che riprende Janis Joplin con una Super8 in un camerino, o ancora la Joplin in compagnia di una bottiglia di Southern Comfort, seduta sulla sua Porsche psichedelica o che finge di strangolare Grace Slick dei Jefferson Airplane. L’ultimo live dei Beatles a Candlestick Park, San Francisco, 1966. Johnny Cash (e la moglie June Carter) che saluta col dito medio le guardie, i leggendari concerti di Folsom Prison e a quello di San Quentin. Il tour americano degli Stones nel ’72 seguito per “Life” (da Marshall definito “pharmaceutical”), i Grateful Dead a Woodstock, l’amico Duane Allman e molti altri protagonisti della controcultura rock statunitense. Una scorribanda armata e ad alta tensione tra giganti, iniziata per caso con John Coltrane (che gli chiese indicazioni stradali per Berkeley sulla strada verso un’intervista, nel 1960, cortesia fatta in cambio della possibilità di fargli qualche foto). Proseguita con circa cinquecento crediti per altrettante cover e scatti a contratto negli studi di Atlantic e Columbia, culminata nell’era del classic rock, tra ’60 e ’70, e tramontata a contatto con gruppi molto meno eclatanti, proprio mentre Marshall iniziava a presentare i suoi libri fotografici nelle gallerie e la sua capacità di aver colto con passione lo spirito del tempo e la verità degli artisti veniva legittimamente riconosciuto.

Show Me the Picture è anche il titolo del volume fotografico uscito nel 2018 per Chronicle Books e sempre curato da Amelia Davis, che è anche coproduttrice e figura tra gli intervistati del film, insieme ai colleghi, i compagni di strada e gli amici stretti, come Joel Selvine, critico musicale del “The San Francisco Chronicle” e curatore di altri tre suoi volumi; Michael Douglas, conosciuto durante le session sul set del telefilm Le strade di San Francisco (1972-77), e la compagna Michelle Margetts, che lo conobbe da studentessa di giornalismo, incaricata dalla sua università di “stanare” e intervistare quel fotografo famoso che aveva fatto perdere le sue tracce e che pure nel 2004 per la sua prolungata militanza nel music business riceverà un premio honoris causa dai Grammys..

Le musiche sono del compositore londinese Ian Arber

Soundtrack:

Trailer

Chiudo con un documentario Nexo Digital al cinema solo il 3 e 4 marzo, presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2019,

Marianne & Leonard – Parole d’amore

L’ultimo film dell’acclamato regista di documentari Nick Broomfield, autore di Kurt e Courtney e Whitney: can I be me, bella ma anche tragica storia d’amore tra Leonard Cohen e la sua musa norvegese Marianne Ihlen. Il racconto parte dall’idilliaca isola greca di Hydra, divenuta un punto d’incontro per diversi artisti e spiriti bohémien. È qui che un 26enne Leonard aveva comprato nel settembre del 1960 un’abitazione vicina al mare, così da potersi concentrare e raggiungere quella pace interiore che gli permetteva di scrivere senza distrazioni. Ma non immaginava che in quello stesso anno su quell’isola avrebbe incontrato Marianne, giovane, bella, uno spirito libero nordico trapianto sulle calde sponde del Peloponneso. Marianne non fu solo l’ispirazione di “So Long Marianne” e “Bird on the Wire“, ma influenzò per tutta la vita la musica di Cohen. Con molte registrazioni inedite. Il film segue la loro relazione dai loro inizi fino al successo di Leonard. Le musiche sono di Nick Laird-Clowes, musicista e compositore, più famoso come cantante oltre che uno dei cantautori della band The Dream Academy.

Soundtrack:

Trailer

Chiudo così. Cartellone Cinema vi dà appuntamento a giovedì prossimo alle 18:00 sempre su http://www.rkonair.com.

Vi ricordo che potete riascoltare la puntata dalla nostra piattaforma Spreaker cercando Cartellone Cinema ma anche su Spotify, Deezer, Apple Podcast, Castbox, Google Podcasts, ListenNotesPodcast Addict, iHeartRadio, Podchaser, tra i podcast, cercando Cartellone Cinema.

Un saluto da Paola!

Nel Castello di Barbablù in scena al Kismet domenica 1 marzo

Nel Castello di Barbablù in scena al Teatro Kismet. Secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro Spettacolo adatto a un pubblico a partire dai 10 anni 1 marzo

Un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora, per imparare ad affrontare le nostre paure, è al centro del secondo appuntamento della Stagione Famiglie a Teatro 2019/2020 di Teatri di Bari al Kismet, a cura di Teresa Ludovico. L’opificio delle arti in strada San Giorgio martire ospita domenica 1 marzo, alle ore 18, Nel Castello di Barbablù, una produzione Kuziba Teatro adatta a un pubblico a partire dai 10 anni. Un racconto ‘di formazione’ dove si impara come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

Lo spettacolo

Kuziba Teatro NEL CASTELLO DI BARBABLÙ [da 10 anni] con Livio Berardi, Rossana Farinati, Annabella Tedone drammaturgia e regia Raffaella Giancipoli

“Ma anche tu hai paura quando sei al buio e ti senti solo e non sai dove andare?”Dentro questa storia c’è un letto a castello, dentro a questo letto c’è un sogno e nel sogno c’è un castello dove vive un uomo con una lunga barba blu. Dentro questa storia c’è un giovane sposa, un fratello, una madre e un labirinto di corridoi, porte e scale tutto da scoprire. Dentro questa storia ci sono le ombre che fanno paura, c’è la paura di lasciar andare i propri figli e c’è una chiave che apre la porta di una stanza proibita. Proibita fino a quando la giovane sposa di Barbablù, non decide di ascoltare il suo istinto e aprirla. Nel castello di Barbablù è un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora di noi e del mondo che ci circonda, è un percorso dentro la curiosità che ci permette di sfidare le nostre paure e che ci racconta di come a volte la disobbedienza può essere un passaggio necessario per diventare grandi.

L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18. Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211. Il ticket è scontato del 50% ai possessori della tessera nominale Kid(s)met. Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito www.teatridibari.it

“Il Disco Vecchio”: Nick The Freak su RKO

“Nick the Freak è un fuoriuscito musicale, un progetto di anni nato in un pomeriggio, un suono che diventa una storiella, l’idea di un attimo che si trasforma in canzone”

Nick the Freak o meglio Nicola Quarto in studio, per parlarci del suo album “Disco Vecchio”, raccolta di brani e classici dell’artista pugliese.


Suona, canta e scrive musiche sin da quando è adolescente. Nel 2000 inizia la sua prima e più importante esperienza musicale con un gruppo, i Modaxì, con i quali pubblica 2 ep e un disco, suona in Italia e in Europa, come chitarrista partecipa alla composizione di numerosi brani della band. Da allora ha suonato e collaborato con numerosi musicisti pugliesi e non….The Big Ska Swindle Band, gli Hobo, il Kif, Diego Perrone, i Drops, Sextensions, Donatori d’Organo e vari altri.
Dal 2005 fa parte del progetto The Good Ole Boys, in cui dà sfogo a tutta la sua passione per il r’n’r e il blues, per la musica “vintage”, dagli anni ’50 in avanti. Con loro organizza nel 2009 “Woodstock Bari” per celebrare i 40 anni di Woodstock, concerto a cui partecipano tanti ospiti locali, tra cui Caparezza (con cui lavora come backliner dal 2008).


Nel 2010 fonda il B.U.M. Bari Upbeat Movement, vera e propria orchestra ska/reggae, con cui suona sui più importanti palchi italiani tra cui il “GustoDopa al Sole” e arriva anche a suonare a Brixton, la culla del reggae londinese. Nel 2013 finalmente da vita e suono a testi e musiche che ha composto negli ultimi 10 anni, e inventa Nick The Freak.Nelle sue canzoni contradditorio, sempre in lotta con se stesso, la voglia di fuga, il legame con la terra di appartenenza e la sua gente, Nick The Freak naviga tra rock duro e delicate atmosfere acustiche, ritmiche serrate si alternano a suoni in levare, le parole assumono importanza fondamentale nei pezzi (forse!).


Negli ultimi anni si è esibito in tutta la Puglia, spesso come one man band, accompagnandosi con la chitarra, una batteria
elettronica e l’armonica o in trio, preparandosi alla prima uscita discografica ufficiale.

La puntata completa di intervista e musica la trovate cliccando QUI


https://soundcloud.com/nick-the-freak https://www.youtube.com/user/NickTheFreak79 https://youtu.be/tC5Gmz5shzo www.facebook.com/nickthefreak79

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello in scena il 28 e 29 febbraio al Teatro Kismet

‘Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello’ Al Kismet l’adattamento teatrale a firma di Michele Sinisi. Otto attori pugliesi pronti a irrompere sul palco 28-29 febbraio 2020 – Strada San Giorgio martire, 22/F, Bari

Un esperimento di metateatro che a ogni replica rivive in forma diversa grazie alle ‘incursioni attoriali’ sul palco. Non mancherà di sorprendere il pubblico del Teatro Kismet di Bari, lo spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, in programma venerdì 28 e sabato 29 febbraio alle ore 21. Una produzione Elsinor Centro di produzione teatrale, con la regia di Michele Sinisi, che per il sesto appuntamento della Stagione di prosa 2019/2020 Teatri di Bari al Kismet, a cura di Teresa Ludovico, vedrà 8 protagonisti del panorama teatrale pugliese irrompere sul palco tra gli attori del cast: Dante Marmone e Tiziana Schiavarelli venerdì e Manuela Vista, Martina Giannini, Gianfranco Marrone, Federico Angarano, Augusto Masiello e Teresa Ludovico nella serata di sabato.

Dopo Miseria&Nobiltà e I Promessi Sposi, Michele Sinisi affronta un altro grande classico della letteratura. Non solo italiana. Un testo cardine che ha lasciato un solco profondo nella storia del teatro di inizio ‘900. Sei personaggi in cerca d’autore è stato infatti per il teatro quello che la Teoria della Relatività di Einstein era stato per la fisica e la Psicanalisi Freudiana per le scienze comportamentali.

Quando lo spettacolo debuttò nel 1921, al Teatro Valle di Roma, la platea contestò la pièce al grido: “Manicomio! Manicomio!”. Il pubblico si trovò di fronte a qualcosa di completamente inedito, un assalto alla forma del teatro borghese, una non-storia in cui a essere messi sotto indagine non erano solo il meccanismo teatrale e la creazione artistica, ma lo stesso rapporto tra realtà e finzione.Nel tempo, però, i Sei Personaggi sono passati da essere una pietra di scandalo a testo “classico”, da matinée per le scuole, un pezzo da museo della letteratura italiana.

Mettere in scena questo testo oggi significa muoversi in una mediasfera dove il confine tra vita privata, storytelling, informazione e manipolazione è sempre più labile. Senza contare che lo stesso concetto di “io” è profondamente mutato, moltiplicandosi e sfaccettandosi su tutti i nostri device e account social, in un’oscillazione continua tra realtà e rappresentazione.

A quasi cento anni di distanza, Sei personaggi in cerca d’autore è ancora l’opera che meglio indaga il nostro rapporto tra vita e arte, reale e virtuale. Tra incursioni meta teatrali, prove aperte e nuovi ospiti ogni sera, l’opera di Pirandello è l’occasione per confrontarsi con la grande domanda: che cosa rimane dell’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale?

Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello – il nome dell’autore in questo allestimento è diventato parte del titolo – è uno spettacolo matrioska, se così si può dire, in cui il piano meta-teatrale già presente nel testo viene portato all’estremo generando un cortocircuito dove attori, personaggi e pubblico convivono e si mescolano in un happening unico e irripetibile ogni sera. Ad ogni replica, infatti, fra gli attori del cast irromperanno sul palco altre persone/personaggi a sorpresa – protagonisti del panorama teatrale barese – che interpreteranno una scena dello spettacolo destinata poi ad essere riprodotta come in uno specchio riflesso all’infinito. In un gioco di rifrazioni che userà ogni mezzo tecnologico a disposizione per ricreare il qui e ora dello spettacolo.

Sei personaggi in cerca d’autore di luigi pirandello

Elsinor Centro di produzione teatrale

drammaturgia Francesco M. Asselta, Michele Sinisi

regia Michele Sinisi

con Stefano Braschi, Marco Cacciola, Gianni D’addario, Giulia Eugeni, Marisa Grimaldo, Rosario Lisma, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Michele Sinisi, Adele Tirante

aiuto regia in scena Nicolò Valandro scene Federico Biancalani assistente alle scene Elisa Zammarchi

direzione tecnica Rossano Siragusano foto di Luca Del Pia

con il sostegno di Festival Castel dei Mondi di Andria

ph Luca Del Pia

L’ingresso è a pagamento. Il botteghino del Kismet – Teatri di Bari è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16.30 alle ore 18. Per info: mail a botteghino@teatrokismet.it, telefono 080 5797667 – 335 8052211. Il programma completo della Stagione di prosa 2019/2020 è disponibile sul sito www.teatridibari.it

Intervista al “SIgnor Arezzo Wave” Mauro Valenti

Torniamo a parlare del contest Arezzo Wave 2020, lo facciamo con il direttore artistico del festival, il patron Mauro Valenti, che ci racconta le novità di questa edizione e tutte le opportunità offerte alla band che parteciperanno

Tutte le info le trovate su questa piattaforma cercando gli articoli su “Arezzo Wave” oppure direttamente dal sito ufficiale http://www.arezzowave.com

Cliccando qui accedete direttamente alla pagina facebook di AREZZO WAVE PUGLIA

pic scattata nell’ultima edizione di SudWave durante il talk con Giuliano dei Negramaro.

“Rabid Wolf” sabato a Bari, Galleria 206. Personale di Duncan Weston in arte “Petro”

Rabid Wolf

Mostra personale di Duncan Weston in arte “Petro”

Dal 29 Febbraio al 12 Aprile 2020

Galleria 206, via dei mille, 206 – Bari

Galleria 206 è lieta di presentare “Rabid Wolf” la prima mostra personale in Italia, dello storico writers Londinese “Petro”, nome noto alla scena dei graffiti europea e internazionale. 


https://petro.bigcartel.com/

https://www.instagram.com/ intheallotment/?hl=it

Il vernissage di apertura sarà sabato 29 febbraio, dalle 19.30 alle 23.30.

La mostra sarà visitabile dal giovedì alla domenica dalle 18 alle 21. È possibile prenotare visite private al 3282280041.

L’ingresso é gratuito per i soci 206,è possibile tesserarsi nella sede di via dei mille 206,Bari.

Il costo della tessera è di a € con durata annuale.

Petro

Petro è un writers  Inglese e si definisce cittadino dell’universo,che ha contribuito alla diffusione dei graffiti in tutto il mondo,lasciando i propri graffiti da oltre 30 anni.

“RABID WOLF” celebra la subcultura,la nostalgia e lo stile di vita del mondo galattico del writing graffiti.

Per il suo primo show in Italia preparerà durante la residenza in Puglia alcune tele graffitate,una ampia serie di pitture su carta il tutto presentato con un’ allestimento ricco di sculture “site specific” per i locali della galleria 206.



Petro
Petro is an English graffiti writer and citizen of the universe, who as contributed to writing worldwide for over 30 years.
“Rabid Wolf” celebrates the sub-culture, nostalgia and lifestyle of a life lived in the galactic world of writing graffiti.
Prepare your self for an installation of painting and sculpture. 

Galleria 206

Questa avventura nasce dalla volontà di un gruppo di amici pronti a condividere le proprie esperienze, il proprio background artistico e professionale, per la creazione di uno spazio comune pronto a consentire l’emersione di realtà nascoste e sottovalutate, realtà lontane dall’asfissiante presa del mainstream. Un’esigenza questa che può trovare accoglimento proprio nella possibilità di usufruire di un network, di una comunità, di un’esperienza associativa che funga da innesco e supporto per i progetti dei nostri soci.

unknownow.it/instagram.com/206galleria/

facebook.com/duecentosei/

Galleria 206Via Dei Mille, 206

http://www.unknownow.it 

Outtanowhere! Puntata #05

Scaletta


1) Primal Scream – Loaded
2) Moses Sumney – Conveyor
3) #Sparks – Self-Effacing
4) Supergrass – Mary
5) Radiohead – Talk Show Host (Nellee Hooper Mix)
6) Lee Ranaldo & Raül Refree – Names of Northern End Women
7) The Avalanches – We Will Always Love You (feat. Blood Orange)
8) Gigante संगीत – Vene
9) Best Coast – Rollercoaster

rubrica #thesongremainsthesame

10) The Notorious B.I.G. – Hypnotize
11) #HerpAlbert – Rise
12) #DougEFresh & #SlickRick – La Di Da Di

Podcast:

https://www.spreaker.com/show/outtanowhere

BORIS PRAMATAROV IN MOSTRA ALLA WALLNESS CLUB GALLERY

Boris Pramatarov, giovane artista residente a Bruxelles ed originario di Sofia, è in mostra alla Wallness Club Gallery in via Vallisa 78 a Bari dal 19 febbraio al 20 marzo 2020. La mostra è l’evento di apertura della IX edizione del CA.CO.FEST (Cartoons & Comics), festival del fumetto e animazione indipendente nato a Bari, ormai punto di riferimento per tutte la scena creativa underground del Sud Italia, e di tutta la penisola. La galleria è stata fondata a novembre scorso da un collettivo di writer, street artist, designer, grafici e artigiani operanti in Italia e all’estero da oltre vent’anni, con la finalità di promuovere la cultura urbana contemporanea. 

Come tutti gli artisti invitati da Wallness, anche Boris Pramararov ha investito le pareti della galleria con un intervento site-specific realizzato in cinque giorni, dipingendo, in acrilico nero, un enorme murale multiforme abitato da robot e figure sciamaniche e totemiche di grande forza espressiva.

La convivenza nel suo lavoro di stilizzazioni di figure avvenieristiche ed archetipe simboleggia la presenza costante e duale di scienza e spiritualismo nella nostra società contemporanea, che è oramai realtà complessa, viva varietà di culture ed identità spesso opposte, che s’intersecano, si scontrano e a volte si fondono armoniosamente insieme.

L’universo visivo delle serigrafie e delle illustrazioni di Boris, presenti in mostra, è dunque inquietante, tenebroso, assurdo, ricco di stranezze e dettagli misteriosi da decifrare.

Per info:

https://www.facebook.com/wallness.club/

wallness.club@gmail.com

RKO ospita DIODATO: dalla vittoria di sanremo all’eurovision

DIODATO, il vincitore del 70° Festival di Sanremo, in seguito all’uscita del nuovo album “Che vita meravigliosa” ha incontrato i fan in tutte le principali città italiane. Lo abbiamo incontrato In occasione della tappa barese

“CHE VITA MERAVIGLIOSA” è il nuovo album di DIODATO, pubblicato il 14 febbraio per Carosello Records. Fotografia realista di un vissuto fatto di passioni e fragilità, amori, solitudini, cadute e rinascite, il nuovo lavoro del cantautore si contraddistingue anche per uno sguardo attento alla società, ai rapporti tra esseri umani, alle barriere invisibili che caratterizzano il nostro tempo.

Diodato ha vinto il 70° Festival della Canzone Italiana, in gara nella categoria Big, con “Fai rumore”, un invito ad abbattere i muri dell’incomunicabilità, a farsi sentire, a non soffocare nel silenzio delle incomprensioni, del non detto, dove muore ogni umanità. Con lo stesso brano ha ricevuto anche il Premio della Critica Mia Martini”, il Premio della Sala Stampa Radio, Tv e Web “Lucio Dalla” e il “Premio Lunezia” per il valore musical-letterario.

Al primo posto nella classifica singoli di iTunes, con oltre 10 milioni di visualizzazioni del video su Youtube e oltre 7 milioni di ascolti su Spotify, con un posto fisso nella Top 5 dell’Airplay Radiofonico, il trionfo di Diodato con “Fai Rumore” rappresenta un vero e proprio plebiscito, in grado di conquistare all’unanimità pubblico e critica. Il 14 Febbraio, giorno dell’uscita dell’album “Che vita meravigliosa”, “Fai Rumore” si è guadagnata il primo posto nella classifica dei singoli FIMI/Gfk.

“Che vita meravigliosa”, brano colonna sonora del film “La Dea Fortuna” di Ferzan Ozpetek è candidata al “David di Donatello” come migliore canzone originale.

Nel 2020 Diodato sarà live per la prima volta all’Alcatraz di Milano il 22 aprile 2020 e all’Atlantico di Roma il 29 aprile 2020 e il 16 maggio 2020 rappresenterà il nostro Paese all’Eurovision Song Contest nella città di Rotterdam.