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Tutto ciò che c’è da sapere su TIME ZONES Festival XXXV edizione ||| 17 SETTEMBRE – 31 OTTOBRE 2020 |||

Time Zones festival sarà protagonista della scena culturale di Bari e provincia, dal 17 settembre al 31 ottobre prossimi, portando in varie location il proprio carattere, che va dal cantautorato alla modern classica, passando dall’elettronica fino all’ambient ed oltre. Concerti, ma anche teatro, convegni e performance. L’eclettismo domina, come da tradizione, il 35° anno di vita del festival, legando con libertà di stile, suoni, mente e musica.

Sebbene ciò sia più che sufficiente a caratterizzare questo evento, che da decenni introduce il capoluogo pugliese all’autunno, questo è l’anno in cui è impossibile prescindere da una riflessione sul concetto di rigenerazione, poiché la passione e la curiosità, il dialogo sui temi di attualità come quello della scuola, l’avanguardia e la sperimentazione vanno, quest’anno, a fondersi in una edizione che promette di indicare la strada della ripartenza, dopo la tabula rasa causata dall’emergenza sanitaria. Sarà una splendida occasione per guardare con occhi nuovi alla fruizione di eventi di cultura e spettacolo ed all’eco emotiva che ci susciterà.

Di questo e molto altro ha parlato questa mattina in conferenza stampa il direttore artistico del festival, Gianluigi Trevisi, all’interno della sala consiliare del Comune di Bari, insieme all’assessore alla Cultura Ines Pierucci, a Teresa Ludovico, voce e volto del Teatro Kismet Opera, con il supporto del valido ufficio stampa Michele Casella.

Lascio alle sue stesse parole la descrizione di questa coraggiosa e sorprendente edizione:

“Nonostante le perduranti difficoltà noi abbiamo messo in piedi un festival ,a mio avviso ,unico per capacità di spaziare in ogni direzione, un reale termine di paragone rispetto al sacrosanto intrattenimento che purtroppo qualcuno continua a ritenere  Cultura.

Ma andiamo con ordine. Nei mesi della quarantena generalizzata noi operatori culturali abbiamo discusso molto ed abbiamo individuato come strada maestra un percorso di rigenerazione culturale di questo mondo a cui noi apparteniamo. La qualità come leva per l’allargamento del gusto e come contributo al sistema del sapere. La musica, tutte le arti sono importanti fabbriche di emozioni, ed al contempo sono indispensabili strumenti di emancipazione delle nostre comunità. Proprio sulla scorta di queste riflessioni Time Zones 2020  si propone, oltre le musiche possibili, come un contenitore multi codice dove troveranno spazio oltre ai suoni provenienti da generi e stili differenti teatro,arte contemporanea, documentari,letteratura, un convegno sulla scuola.

Abbiamo voluto iniziare con Underzones la sezione del festival che abitualmente pesca nel mondo della ricerca musicale più nascosta, quella che con coraggio cerca anche all’interno dei generi “consacrati” nuove  strade.

Quattro declinazioni diverse del “verbo rock” il 17 ed il 18 settembre tra demenziale (Tonno), la psichedelia tinta di blues con due delle migliori band pugliesi (gli Anuseye di quel vero padre nobile del rock pugliese Giuseppe Colaianni ed i Magpies di quel genio effettivamente sregolato di Pierpaolo Vitale in arte Sette) ed il cantautorato raffinato ed infingardo di Giancane.

UZ si concluderà il 25 settembre al Palazzo De Mari di Acquaviva con le monografie di due dei più intelligenti e creativi solisti del nostro territorio: la eclettica e virtuosa chitarrista Simona Armenise ed il pianista sans frontieres Livio Minafra.

Per tutti i motivi elencati nella premessa, in TZ 2020 ci sarà uno spazio di grande rilievo per l’arte contemporanea:

una live installation art il 26 settembre nel Chiostro di Santa Chiara nel complesso di S.Francesco  della Scarpa  nel Borgo  antico di Bari. Su un’opera dell’artista Francesco Arena (forse l’artista pugliese più noto al mondo) il violinista Davide Viterbo eseguirà le musiche composte per ANELLO l’opera di Arena collocata a fine giugno (la prima assoluta per un’opera contemporanea) nel parco Archeologico del Colosseo. Una riflessione attraverso una frase di Virginia Woolf sulla vacuità del tempo che in questa live installation rivivrà in suoni ed immagini.                

Inauguriamo con grande soddisfazione in questa edizione una bellissima collaborazione con il Teatro Kismet – Teatri di Bari. Il rinnovato Kismet infatti ci ospiterà per le sette giornate centrali di TZ 2020.

Un rapporto che si rinnova a distanza di un po’ di anni e che noi ci auguriamo duri nel tempo, un rapporto che il 31 ottobre vedrà la presentazione di una coproduzione. Con la regia e la voce di Teresa Ludovico ci sarà una narrazione scenica musicata del Dio delle Piccole Cose della scrittrice indiana Arundhati Roy uno dei casi letterari più importanti di questo nuovo millennio.

Per l’occasione è nata una TZ ensemble che ha raccolto musicisti disposti a mettersi in gioco come la violoncellista Nicoletta D’Auria, come il sitarista Jari Palmieri, come il tablista indiano Sanjay Banik,il percussionista Domenico Monaco e l’elettronico Francesco Novach ,mentre le immagini saranno di quel magico visualist che risponde al nome di Pit Campanella.

Prima di questa particolare produzione, al Kismet nel mese di ottobre ci sarà un denso programma di concerti. 12 anteprime in esclusiva per il Festival.

Si inizia il 2 ottobre con “il pianista dell’arte” Remo Anzovino un recital che ripercorrerà i lavori composti per le monografie di Sky arte dedicate a Monet, Picasso e Van Gogh. Nella stessa sera il piano ed una delle voci più interessanti del jazz e non solo Roberto Cherillo già compagno d’avventura di Checco Fornarelli ed ormai spedito ed originalissimo solista .

Il 3 ottobre si rinnova l’esperimento di Francesco d’Orazio e Francesco Abbrescia per trovare una via nuova al violino. L’elettronica di Abbrescia s’incrocia con il violino di Francesco D’Orazio su un repertorio attinto all’avanguardia più interessante (Ivan Fedele, Steve Reich, Cresta, Corrado).

Sempre il 3 ottobre il Piano rivolto al Mediterraneo del compositore ed interprete originale Massimo Carrieri. In questa edizione di TZ vi è un importante capitolo prussiano il 9 ottobre la delicata e suadente pianista tedesca  Lisa Morgenstern e nella stessa serata il giovane e raffinato violoncellista viennese Lukas Lauermann alle prese con un set modern classical intriso di elettronica.

Il 10 spazio all’elettronica d’alta scuola con l’artista italiana più stimata ed apprezzata in questo momento: Caterina Barbieri è infatti ritenuta una delle producers più influenti della sua generazione, un’elettronica sinfonica che ha trascinato il suo ultimo lavoro tra i 10 dischi più belli del 2019. Nella stessa sera un incrocio ardito tra tradizione persiana ed elettronica estrema con il chitarrista Hassan k ingegnere, docente esperto di relazioni interattive nello spettacolo dal vivo, straripante per vocazione.

Il fulcro di TZ 2020 è tra il 16 ed il 17 ottobre. Si va dall’arcaico e le  tradizioni della nostra terra rilette nello sguardo contemporaneo del progetto Folklore elettronico di Marco Malasomma e Jime Ghirlandi il 16 nella stessa sera in cui ci sarà il set di B.Fleiscmann (Morr Music) e la sua band;  un’elettronica  suonata tra techno e grande nostalgia per il rock. 

Appuntamento centrale di TZ 2020 è sicuramente il progetto Popol Vuh Beyond – Requiem for Florian il 17 ottobre un dovuto omaggio al grande Florian Fricke che proprio nel nostro festival fece una delle sue ultime performance in una storica live installation art che coinvolse l’intero centro storico di Molfetta. Un concerto che vede due compagni di Florian in quella geniale avventura che furono i Popol Vuh (Frank Fiedler e Guido Hyeronimus) a cui si è aggiunta la voce balcanica di Biljana Pais. Ancora tedeschi con il duo elettronico Josinho per chiudere sempre il 17 ottobre il capitolo prussiano.

Sempre in collaborazione con la Compagnia teatrale Diaghilev Literature, la sezione dove si incontrano musica e letteratura. Quest’anno le voci di Paolo Panaro, Altea Chionna, Alessandro Epifani, Francesco Lamacchia dal 3 al 12 ottobre in Vallisa incroceranno la musica di Luigi e Mattia Morleo sul geniale testo di Oliver Sacks “Musicofilia”.

Incontri nelle scuole, master class con alcuni degli ospiti ed il 13 ottobre ad Acquaviva in memoria di Francisco Ferrer  un convegno su la Nueva Escuela.”

info e prenotazioni
3385957238 – timezones@alice.it

La manifestazione si svolge nel rispetto delle regole anti Covid e quindi il pubblico dovrà attenersi alle seguenti prescrizioni:
• Mascherina all’ingresso e all’uscita e ove non sia possibile un distanziamento di un metro
• Distanziamento nelle sedute come da prescrizione
• Sanificazione delle mani presso i desk

Il programma completo

“UNDER ZONES”

Giovedì 17 Settembre

ore 21,00 – Parco Princigalli – Bari


Tonno

Con l’uscita dell’album “Quando ero satanista“inizia la vera avventura dei toscani Tonno.
Un’intelligentissima capacità ,al limite del dadaismo ,di giocare con le parole ed i vari luoghi comuni di cui è cosparsa la   cultura 2.0. Un velato omaggio all’ironia del grande maestro Freak Antòni ed alla mai dimenticata stagione del rock demenziale. “un godibilissimo divertimento a base di rock”.


Anuseye

Claudio Colaianni  voci, chitarra,Stefano Pomponio chitarre;Giovanni D’Elia basso;Cosimo Armenio batteria. E’ sicuramente uno dei migliori prodotti del rock made in Puglia. Come ha riportato la critica:
“Forse quello che mancava in Italia: una band stoner di livello internazionale “ Saldamente guidati da Claudio Colaianni  songwriting maturo e chitarrista di alto rango gli Anuseye”abbracciano sintassi stilistiche allungate verso frange acide a volte con pennellate di blues a volte imbastardite di striature al limite del garage” .Un’emotività bruciante intrisa di psichedelia per un live elettrizzante. 3:33 333 è il loro ultimo lavoro .

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Venerdì 18 Settembre

ore 21,00 – Parco Princigalli – Bari

Magpies

SETTE, (nome d’arte di Pierpaolo Vitale) genialoide musicista e attore  pugliese è il fondatore, autore e compositore della musica di questa  band che nasce nel 2013 a Dublino (Irlanda) nell’ incontro  con David Blaney ( leader dei “Cat Palace”) e Sean Lay (Chitarra).che lascerà poi il posto a Christopher Barry (già chitarrista di “Myles Manley”) ed Alice Grollero (Basso nei “Leila Jane and the Healers”). Nel 2014  il loro primo album “The Woody House”,nel 2015 registrano l’ EP “Flamingos” . Dopo il periodo irlandese nel quale ha composto musiche per il teatro e lavorato come attore  per Sette arriva  il ritorno nella terra natia  ed una nuova band tutta pugliese. Musicisti giovani e spregiudicati come lui. Il live dei Magpies,sinuoso ed ipnotico, resta una delle esibizioni più intense in circolazione da queste parti.

Giancane

Giancane, pseudonimo di Giancarlo Barbati. Ex chitarrista del Muro del Canto, con i quali ha pubblicato tre album e due EP, come solista è stato considerato esponente di una «nuova grammatica cantautorale»[1] e definito uno «dei cantautori più illuminati della propria generazione» si avvicina al panorama musicale nel 2013, anno di esordio solista con l’EP Carne. Successivamente pubblica due album: Una vita al top nel 2015 e Ansia e disagio nel 2017. Importante la sua collaborazione con  Zerocalcare

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Venerdì 25 settembre

ore 21:00 – @Palazzo De Mari – Acquaviva delle Fonti (Ba)

Simona Armenise

Nata nel 1977 Simona Armenise è una chitarrista classica diplomata presso il Conservatorio N. Rota di Monopoli. Musicista curiosa ,anima inquieta ha fatto della ricerca e della sperimentazione l’asse centrale del suo percorso musicale.  Un’impostazione classica fusa con il rock ,con continue irruzioni nella musica contemporanea e nel jazz quello più contaminato. Di recente si è rinnovata la collaborazione con Ares Tavolazzi  lo storico bassista degli   Area per la registrazione di Lotus  Sedimentations album ispirato a quel simbolo della cultura giapponese che è il fiore di loto . Chitarra ,basso e sequenze elettroniche si inseguono per un raffinato intreccio di suoni adagiati su un tappeto ambient intriso di  psichedelia e richiami al nu-jazz.

Livio Minafra   

Livio Minafra, compositore e pianista figlio d’arte(il padre Pino Minafra è un jazzista,  la madre Margherita Porfido è pianista e clavicembalista) vincitore del prestigioso premio Top Jazz   nel 2005, 2008 e 2011. Suona in piano solo ed in passato con il suo quartetto,pianista eclettico capace di restare fuori da oppressive gabbie stilistiche,con la sua musica  spazia in ogni direzione.Ha composto musica per il cinema (Ameluk di Mimmo Mancini) e per docufilm. Ha al suo attivo numerose   collaborazioni Daniele Sepe, Keith Tippet, Julie Tippet, Louis Moholo e il Canto General, ha fatto parte della Municipale Balcanica. E’ un piccolo gioiello Sole Luna ultimo suo lavoro discografico.

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“SPECIAL PROJECT”

Sabato 26 Settembre

ore 21,00 – @Chiostro Di Santa Chiara – Bari

L’Anello e la Pietra

Francesco Arena e Davide Viterbo

THE VERY STONE ONE KICKS WITH ONE’S BOOT WILL OUTLAST SHAKESPEARE

(La stessa pietra che calci con lo stivale sopravvivrà a Shakespeare)

Questa frase è incisa  all’interno di un anello di bronzo giallo spesso 20 centimetri alto 50 e di 410 centimetri di diametro esternamente opaco e internamente lucidato a specchio   

La frase è tratta da To the Lighthouse di Virginia Woolf, nella frase la scrittrice sintetizza meravigliosamente il nostro rapporto con le cose che ci circondano e che esistono da prima di noi e a noi sopravvivranno,la stratificazione del tempo e la moltitudine di tempi esistenti.

Questi elementi con un monolite posto al centro della circonferenza  sono gli elementi che compongono ANELLO opera dell’artista Francesco Arena . Quest’opera è stata commissionata  e finanziata dal Mibact  e collocata  il 25 giugno scorso nel Parco Archeologico del Colosseo a Roma dove resterà per “l’eternità.

Il festival Time Zones in accordo con l’artista   propone all’interno del  Chiostro Santa Chiara nel Borgo antico di Bari  una performance che richiami l’opera attraverso la costruzione di una  liaison con essa. L’artista collocherà  in questo spazio un’altra sua opera sulla quale il  violinista  Davide Viterbo salirà per eseguire le musiche composte in occasione della posa dell’opera lo scorso giugno a Roma. La performance si innesta sul pensiero che ha prodotto l’opera come chiusura di un ideale cerchio ,con un’ulteriore riflessione sulla stratificazione del tempo condivisa adagiata ed intrisa nella  partitura del compositore Davide Viterbo. Uno schermo visualizzerà un montaggio di immagini realizzato per l’occasione dell’ artista Domenico Palma.

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“TIME ZONES AL KISMET”

Venerdì 2 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Remo Anzovino

Roberto Cherillo



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Sabato 3 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Francesco D’Orazio e Francesco Abbrescia

Massimo Carrieri

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Venerdì 9 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Lisa Morgenstern

Lukas Lauermann

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Sabato 10 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Caterina Barbieri

Hassan K

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Venerdì 16 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

B.Fleischmann band

Folklore Elettrico

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Sabato 17 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Popol Vuh Beyond (Requiem for Florian)

Joasinho

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Sabato 31 Ottobre

ore 21,00 – @Teatro Kismet OperA – Bari

Il Dio delle piccole cose ( in collaborazione con Kismet-Teatri di Bari)

Teresa Ludovico e la Time Zones Ensemble

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LITERATURE
3-4-7-8-10-11-12 Ottobre

ore 21,00 – Auditorium Vallisa

I SUONI, LA MENTE, LA MUSICA

in collaborazione con DIAGHILEV teatri

Sette tappe attraverso “Musicofilia” di Oliver Sacks

attori: Paolo PanaroAltea Chionna,
Alessandro Epifani
Francesco Lamacchia

Luigi Morleo (percussioni), Mattia Morleo (pianoforte)

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FUORI PROGRAMMA

Martedì 13 Ottobre

ore 21,00 – @ Palazzo De Mari – Acquaviva delle Fonti (Ba)

Convegno “Francisco Ferrer – La nuova escuela. La scuola e le arti“

Concerto di Alessio Lega

Per approfondire clicca QUI

Settembre in musica al Parco Princigalli di Bari

Si è conclusa ieri la IV edizione della Festa dei popoli che, nonostante le difficoltà dovute alle misure di contenimento del Covid, si è rivelato essere un grande evento. Con il rispetto delle regole c’è stata una grande partecipazione e affluenza da parte di visitatori, associazioni e comunità che, come ogni anno, restano il punto fermo della festa.

Ciò che da sempre caratterizza questo festival è il desiderio di sentirci ed essere vicini agli altri in armonia, tra profumi, colori, musiche e danze di tutto il mondo. Gli organizzatori hanno inviato una nota di ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato alla riuscita della festa.

Sono stati inoltre resi noti i risultati dell’estrazione dlla Lotteria Festa dei Popoli 2020 : 4* premio: 3245; 3* premio: 3246; 2* premio: 3250; 1* premio: 652.

Presso il parco Princigalli le attività continuano con i concerti di Bari in jazz e di Times Zones a settembre

Dopo anni il Festival Metropolitano ”Bari in Jazz” torna a Bari, nel capoluogo regionale, il 15 settembre alle ore 20.30 con REDI HASA e ROCCO NIGRO, mentre il 16 settembre alle ore 20.30 L’Escargot con Rebeccca Fornelli.

Il 17 settembre alle ore 20.30 per underZONES, prologo della 35^ edizione del Time Zones festival occuperanno il palco del parco Princigalli la formazione toscana Tonno ed i pugliesi Anuseye; il 18 settembre alle ore 20.30 Giancane e Magpies.

Locus Festival 14 agosto: The Comet Is Coming, Lorenzo Senni, Khalab

Venerdì 14 agosto, vigilia di Ferragosto per tutti ma soprattutto serata imperdibile dell’edizione 2020 del Locus Festival per molti. Un barlume sonoro di ritorno alla “normalità” per chi ama la musica dal vivo, certa musica dal vivo in particolare, e una boccata di ossigeno in un’estate che si sta rivelando asfittica per i noti motivi di cui si è tanto parlato negli ultimi mesi.

Grazie alla prudenza adottata in primavera la Puglia si è dimostrata tra le poche regioni d’Italia a potersi permettere un manipolo di tenaci festival estivi, tra cui questa “Limited Edition” del noto Locus. Cancellata la ricca programmazione presentata tempo addietro, il festival ha riadattato cast, location, generi musicali e modalità di fruizione alle nuove condizioni imposte e dal buon senso e dai decreti governativi, mantenendo un profilo di qualità e una varietà di proposte che non ha lasciato scontento nessuno, a partire dai due emozionanti live di Niccolò Fabi e Vinicio Capossela nel paesaggio ultraterreno degli scavi di Egnazia per poi proseguire con la programmazione delle 6 serate a Locorotondo, tutte andate sold-out.

Ad ospitare i live nella città bianca è stato l’inedito spazio della Masseria Ferragnano, ben nascosto dall’Istituto Agrario cittadino, che si è rivelato perfetto per quello che era richiesto a un festival in questa estate 2020: avere tanto spazio per permettere al pubblico di godere della musica con il giusto distanziamento e la giusta tranquillità. Un senso di sicurezza e tranquillità si è infatti respirato in tutte le serate del festival, sul cui palco si sono alternati Calibro 35, Venerus, Snarky Puppy, Fatoumata Diawara, Ghemon, Colapesce e Dimartino, Napoli Segreta e, nella serata che stiamo raccontando, Khalab, The Comet Is Coming e Lorenzo Senni.

Serata musicale difficile da immaginare da seduti, vista la netta tendenza al ritmo di tutti gli artisti coinvolti, ma che così è stata fruita per la maggior parte del tempo da un pubblico voglioso di farsi trasportare da una proposta musicale travolgente ma al tempo stesso prudente e rispettoso.

Dopo il dj set introduttivo (nell’accezione à la Dj Shadow di ‘entroducing’) del pugliese Think’d, il compito di aprire le “non-danze” è spettato a Khalab, ovvero il dj e speaker radiofonico Raffaele Costantino nella sua veste da producer, accompagnato dal tentacolare Tommaso Cappellato alla batteria. Ritmi afro e sonorità contemporanee per una prima parte di serata già serrata e seguita con entusiasmo dal caloroso pubblico che Costantino conosce bene, da abituè del Locus.

Il tempo di un cambio palco e di un po’ di chiacchiere a distanza di sicurezza con i tanti amici ritrovati finalmente per una sera in Valle d’Itria ed è stato già tempo del main event della nottata: sul palco The Comet Is Coming, trio non certo nuovo da queste parti ma sempre attesissimo.

Il live è un vero e proprio viaggio interstellare da seduti, reso possibile grazie all’alchimia del sax dell’imponente Shabaka, ormai considerato guru dell’uso creativo dello strumento, del drumming perfetto di Betamax e dei synth acidi di Danalogue. I brani che abbiamo imparato ad amare su disco si rivelano ancora più carichi e lisergici, in un continuo ed evidente scambio di energia tra artisti e pubblico, “legato” alle sedie come da prescrizione ma assolutamente presente e partecipe. Momenti di giubilo liberatorio per le “hit”, ammesso che si possano definire tali, “Summon The Fire”, “Lifeforce” e “Blood of the past”, rese ancora più esplosive. L’atterraggio della Cometa sul desolante paesaggio estivo pugliese e italiano si è insomma rivelato più necessario del previsto.

Per chiudere una serata così speciale e spaziale occorreva qualcosa di ancora più fuori dall’abituale, ed è quello che ha presentato sul palco Lorenzo Senni: la techno decostruita delle sue produzioni per la Warp Records, in particolare del suo ultimo “Scacco Matto”, ha spiazzato chi poteva aspettarsi più “cassa” e sfidato il pubblico a seguire il ritmo e la tensione costante di brani lavorati per sottrazione delle parti ritmiche. Lorenzo ha ancora una volta disegnato “The Shape of Trance to Come”.

Cosa rimane di questa notte di Locus? Tanta soddisfazione per live di ottimo livello, rafforzata dall’ovvia carenza di concerti, tanta stima per aver saputo organizzare tutto al meglio, tanta nostalgia per tutto quello che ci siamo già persi e per quello che ci perderemo finché non saranno trovate soluzioni sanitarie e logistiche adeguate perché la musica dal vivo non soccomba. E anche la consapevolezza che quando tutto tornerà, noi spettatori, appassionati e promotori, lontani dalle mode, dagli incassi facili, dall’ammasso informe e dalla “movida” forzata risponderemo ancora “presente”.

Domani, 18 e domenica 19 luglio – Inude e Les Contes D’Alfonsina aprono Sei Festival al Castello Volante di Corigliano d’Otranto

SABATO 18 E DOMENICA 19 LUGLIO AL CASTELLO VOLANTE DI CORIGLIANO D’OTRANTO AL VIA LA QUATTORDICESIMA EDIZIONE DEL SEI FESTIVAL FIRMATO COOLCLUB. DOPO INUDE E LES CONTES D’ALFONSINA, SUL PALCO SI ALTERNERANNO PER TUTTA L’ESTATE NELL’ANTICO MANIERO DEL COMUNE GRIKO I GIARDINI DI MIRÒ, BEATRICE ANTOLINI, DENTE, NAPOLI SEGRETA, GIOVANNI TRUPPI, ERIKA MOU, LUCIO CORSI, REDI HASA. IL 9 AGOSTO EVENTO SPECIALE A CASTRO CON VINICIO CAPOSSELA.

Sabato 18 e domenica 19 luglio con i concerti di Inude e Les contes d’Alfonsina al Castello Volante di Corigliano d’Otranto prende il via la  quattordicesima edizione del SEI festival, ideato, prodotto e promosso da Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci

Inude

Si parte sabato 18 luglio (ore 22:30 – ingresso 10 euro + dp) con l’elettronica calda dalle tonalità soul e romantiche dei salentini Inude. Il trio salentino – Giacomo Greco (programming, voce, chitarra, synth), Flavio Paglialunga (voce, percussioni, piano, synth) e Francesco Bove (dubmaster & more) – si è affermato negli ultimi anni tra le realtà indie più interessanti del panorama italiano. Nel 2016 l’EP di debutto “Love Is in the Eyes of the Animals” colleziona oltre mezzo milione di streaming, importanti critiche e recensioni e porta la band in tour in Italia e in Europa con oltre 80 date. Negli anni successivi gli Inude sono tornati in scena con i nuovi singoli “By The Ocean”, “Sleep”, “So Easy”, “Shadow of a Gun” poi confluiti nell’album “Clara Tesla” del 2019. La band aprirà il Sei Festival con il nuovo live set: un viaggio lento ma intenso, da fare quasi in apnea tra arrangiamenti elettronici, melodie pop e uno sfondo nu-soul. Dalle 19 aperitivo sulla terrazza grande del Castello che alle 20:30 ospiterà anche la presentazione ufficiale del Festival (in diretta streaming). Prima e dopo il concerto degli Inude selezioni a cura del dj On Off Man.

Les contes d’Alfonsina

Domenica 19 luglio (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) presentazione ufficiale di “Chapitre I” disco d’esordio del quartetto italo-francese di ispirazione manouche Les contes d’Alfonsina, in uscita per l’etichetta Dodicilune. Il progetto raccoglie le eredità musicali dei quattro musicisti – la cantante Sofia Romano, il clarinettista Hugo Proy, il violinista Frédéric Gairard e il chitarrista Marco Papadia – alla ricerca di un’identità ibrida tra gipsy jazz e canzone francese, esotismi mediterranei e modernità. Il percorso di vera e propria riappropriazione del repertorio si concretizza in uno stile personale, in atmosfere emotivamente tese e in scelte armoniche e ritmiche a volte insolite rispetto alla pura tradizione manouche.  Il biglietto include la degustazione di tre vini (Bianca dei Censi, Girofle o Rosso dei Censi) dell’azienda Garofano, partner del festival. Dalle 19:30, in attesa del concerto, l’AperiLea, un appuntamento rainbow settimanale in collaborazione con LeA – Liberamente e Apertamente con il dj set di Manu Funk.
Il Festival proseguirà a luglio con I Giardini di Mirò (giovedì 30) e ad agosto con Beatrice Antolini (giovedì 6), Dente (martedì 11), Napoli Segreta (domenica 16), Giovanni Truppi (martedì 18), Erika Mou (giovedì 20), Lucio Corsi (venerdì 21) e si chiuderà (ma non sono escluse ulteriori sorprese) venerdì 4 settembre con la presentazione ufficiale di “The Stolen Cello”, primo disco solista del violoncellista albanese Redi Hasa. Domenica 9 agosto a Castro, in collaborazione con “Approdi Sonori“, un evento speciale con “Pandemonium. Narrazioni, piano, voce e strumenti pandemoniali” di Vinicio Capossela. Dopo aver affrontato il lockdown con il format web #SeiACasa, il Festival pugliese, sostenuto dal Fus del Mibact, dalla Regione Puglia e da altri partner pubblici e privati, propone dunque una ricca stagione estiva che includerà anche presentazioni di libri e incontri. 

Il programma del Castello Volante sarà completato, inoltre, da due nuovi appuntamenti di SEIYoung, una rassegna dedicata a giovani band e artisti Under 35, promossa sempre da CoolClub, in collaborazione con il Sei festival, con il sostegno di Mibact e di Siae, nell’ambito del programma “Per chi crea“. Sabato 25 luglio, in collaborazione con Molly Arts Live, concerto della band salentina “La Municipàl“. Domenica 2 agosto il cantautore Motta presenterà, esibendosi anche in alcuni brani in acustico, il suo libro “Vivere la musica” (Il Saggiatore). 

È stato invece rinviato di un anno 
l’atteso live dei Pixies in programma a Lecce il 29 agosto e promosso dal Sei Festival in collaborazione con Dna Concerti e Locus Festival. La band statunitense si esibirà il 17 agosto 2021 sempre nel capoluogo salentino. I possessori dei biglietti potranno chiedere il rimborso (entro 30 giorni – esclusi diritti di prevendita) o mantenere il proprio ticket e godersi il concerto tra un anno. 

«Dopo un primo momento di smarrimento e stordimento», sottolinea il direttore artistico Cesare Liaci, «abbiamo deciso di riprendere a fare musica: prima sul web e ora, finalmente, anche dal vivo. L’esperienza di #Seiacasa è stata utile non solo per ascoltare e far ascoltare proposte fresche e vecchi amici del festival ma anche per approfondire e sviscerare una delle domande principali di questo periodo. Che fine faranno i live? Come organizzeremo i concerti seguendo le regole anticovid? Quindi», prosegue Liaci, «giocando con “Where is my mind?” titolo di una canzone simbolo dei Pixies abbiamo deciso di intitolare questa edizione del festival #whereismylive».  Il SEI Festival è realizzato in collaborazione con Vini Garofano e Vestas Travel.

Media Partner: Radio WauRadio SonarRKOAlpaca MusicLe Rane e Sei tutto l’indie di cui ho bisogno. Info programma e prevendite www.seifestival.it

PROGRAMMA

Venerdì 30 luglio (ore 20:30 – ingresso 20 euro + dp), in collaborazione con la Festa di Cinema del Reale, i Giardini di Mirò proporranno la sonorizzazione dal vivo del film muto “Il Fuoco – The fire“, scritto e diretto nel 1915 da Giovanni Pastrone sotto lo pseudonimo di Piero Fosco. La colonna sonora del film, restaurato nel 2009 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino, è poi diventata un album della storica band emiliana uscito nel 2010. Con oltre vent’anni di carriera e più di mille concerti in Italia e all’estero, i Giardini di Mirò sono uno dei nomi storici e più rappresentativi della scena indipendente italiana sin dai primi anni duemila. Il loro suono è un mix di psichedelia, post rock, elettronica, shoegaze, noise. Nel corso degli anni i Giardini di Mirò hanno collaborato con i più svariati artisti, da Apparat ai Piano Magic, dai Sophia a Sara Low, e poi Hood, Isan, Paul Anderson e molti altri. 

Giardini di Mirò

Giovedì 6 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) torna nel Salento Beatrice Antolini che presenterà, tra gli altri, i brani del suo ultimo album “L’AB” (La Tempesta Dischi), prodotto, arrangiato e suonato (chitarra, basso, batteria, percussioni, synth, piano e programmazioni elettroniche) interamente dalla polistrumentista, compositrice e cantante marchigiana. Dopo l’esordio nel 2006 con “Big Saloon” nel corso degli anni ha pubblicato “A due” (2008), “Bioy” (2010), “Vivid” (2013) e “Beatitudine” (2014), collaborando con importanti artisti italiani e stranieri, esibendosi in club e festival e affermandosi, oltre che come autrice, musicista e interprete (migliore artista solista indipendente italiana del Pimi 2009), anche come produttrice artistica e arrangiatrice. Dopo l’esperienza in due tour con Vasco Rossi, nel 2020 è stata la direttrice d’orchestra al Festival di Sanremo per “Me ne frego” di Achille Lauro. L’AB è un disco in cui si fondono spirito e scienza, sperimentazione e sacralità. L’AB è un concept album che parla dell’attuale periodo storico nel quale tutti viviamo.

Vinicio Capossela

Domenica 9 agosto (ore 22 – ingresso 20 euro + dp) sul Molo di Castro, in collaborazione con la rassegna comunale “Approdi Sonori”, Vinicio Capossela proporrà “Pandemonium. Narrazioni, piano, voce e strumenti pandemoniali“. Un concerto narrativo con canzoni messe a nudo, scelte liberamente in un repertorio che questo anno compie trent’anni dalla data di pubblicazione del primo disco “All’una e trentacinque circa” (1990). Da Pan, tutto, e demonio, dunque tutto demonio, in opposizione a pan theos, tutto Dio. Dunque un concertato per tutti i demoni, accompagnato da un insieme di strumenti musicali che insieme evocano il Pandemonium, mitico strumento gigantesco, del tipo dell’organo da fiera, completamente costruito in metallo, pare dai sudditi del re Laurino, nel regno sotterraneo abitato da esseri di piccola statura in grande confidenza con l’estrazione mineraria. Questa origine ctonia conferirebbe un tono grave allo strumento, che tiene a bassa quota lo spirito relegando ritmi e armonie a una dimensione infera, primitiva, che non riesce a elevarsi al cielo, ma sembra sprofondare nella terra, a tiro del fuoco perenne, in un rimestamento che è lavorio della memoria continuamente sollecitata al fuoco bianco. Pandemonium è anche il nome della rubrica quotidiana tenuta da Capossela durante il periodo di isolamento quarantenale, sorta di almanacco del giorno, che metteva a nudo le canzoni e le storie che ci stavano dietro con le storie di una attualità apparentemente immobile, ma in continuo cambiamento.

Dente, promo, canzoni a metà, Milano, ritratti

Martedì 11 agosto (ore 22 – ingresso 15 euro + dp) appuntamento con Dente per un concerto intimo e raccolto che metterà in luce la parte più essenziale dei brani del cantautore emiliano. In questo tour, infatti, le canzoni del suo ultimo omonimo album (uscito a febbraio per INRI/Artist First) e quelle del suo vasto repertorio saranno riarrangiate in chiave acustica. Dente è uno dei più apprezzati cantautori italiani, un musicista che negli anni ha conquistato un pubblico sempre più numeroso e affezionato riuscendo a imporre il suo personalissimo linguaggio pop dai tratti essenziali e ricercati. Sette album in studio, un Ep digitale e un libro alle spalle, Dente ha collaborato con numerosissimi artisti del panorama italiano come Perturbazione, Arisa, Marco Mengoni, Le Luci della centrale Elettrica, Manuel Agnelli, Coez, Brunori Sas, Enrico Ruggeri e Selton per citarne solo alcuni.

Napoli Segreta

Domenica 16 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) appuntamento con “Napoli Segreta“, un viaggio sonoro attraverso mille Napoli diverse, condotto da Famiglia Discocristiana e DNApoli. Napoli Segreta è parte di qualcosa di più grande che accade oggi a Napoli. Uno spirito diverso che mette insieme musica, letteratura e immagine in un’estetica nuova, fuori dai soliti cliché sulla città. Un lavoro raccolto nell’omonima compilation pubblicata da NG Records che raccoglie perle nascoste della discografia napoletana funk e disco e che approda live al Castello Volante. Un’azione di riscoperta sembrata anacronistica molti anni fa, ma poi divenuta leggenda e proseguita negli ultimi anni insieme ai Nu Guinea. Un virus che è cresciuto di ascolto in ascolto fino a contagiare il pianeta Terra. Anni ’70 inalati, anni ‘80 bucati, anni ’90 mangiati e un Nuovo Millennio tutto da ballare per chiunque abbia chiaro il concetto: «virale» non coincide necessariamente con «mainstream»- Napoli Segreta è il dj set che non abbiamo ancora ascoltato. Un movimento culturale distribuito, diffuso, frammentato ma unitario che si muove tra avanguardia e retroguardia. 

In viaggio su un camper con il suo pianoforte smontabile, martedì 18 agosto (ore 22 – ingresso 15 euro + dp) Giovanni Truppi arriverà nel fossato del Castello Volante. La sua estate sulla “lunga strada di sabbia”, di memoria pasoliniana, diventerà un reportage d’autore per il mensile Linus perché quando si cerca di assomigliare alle parole che si scrivono, ogni canzone diventa una presa di posizione civile e poetica. Il suo ultimo lavoro è 5 (2020), un Ep di cinque tracce che raccoglie collaborazioni con Calcutta pagina di, Veronica Lucchesi de la Rappresentante di Lista, Niccolò Fabi e Brunori Sas accompagnato da un libro di storie a fumetti edito da Coconino Press e disegnato da Fulvio Risuleo e Antonio Pronostico, Pietro Scarnera, Cristina Portolano, Mara Cerri e Zuzu.

Giovedì 20 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) la cantautrice pugliese Erica Mou con “Nel mare c’è la sete”, il nuovo spettacolo  ispirato al suo romanzo d’esordio (Fandango Libri). Musica e letture si fondono sul palco come in un’unica lunga canzone, per raccontare una storia che riesce a diventare anche nostra. La cantautrice pugliese propone, imbracciando la chitarra e con l’utilizzo di loops ed elettronica dal vivo, le canzoni del suo repertorio insieme ad alcune rivisitazioni di classici della musica italiana, che fanno da colonna sonora alle letture tratte dal romanzo. La Mou ci racconta il coraggio di sentire, di scegliere, di rompere gli schemi alla ricerca della libertà, demolendo la retorica zuccherosa delle relazioni d’amore e mostrandoci co-me dietro la perfezione possa nascondersi un doppio fondo inaspettato. Classe 1990, nel 2012 arriva seconda al Festival di Sanremo, nella categoria giovani, vincendo il Premio della Critica Mia Martini. Candidata ai David di Donatello 2014 per la migliore canzone originale. Attualmente vive a Tolosa e sta lavorando al suo sesto album in studio.

Venerdì 21 agosto (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) al Castello arriva il cantautore Lucio Corsi che presenterà, tra gli altri, i brani del suo ultimo lavoro discografico “Cosa faremo da grandi?”, uscito all’inizio del 2020 per Picicca. Nei nove brani – caratterizzati da un nuovo mondo musicale ricco di linguaggi e paesaggi sonori altamente suggestivi – Corsi si interroga sulle incertezze della crescita umana e spirituale: “Concedersi la possibilità di vivere fino in fondo un momento di insicurezza significa poter scoprire la propria magnifica creatività”.

Venerdì 4 settembre (ore 22 – ingresso 10 euro + dp) il Sei Festival accoglierà la presentazione ufficiale del primo album solista di Redi Hasa, violoncellista albanese che vive e lavora nel Salento da oltre vent’anni. “The Stolen Cello”, anticipato dal singolo “Seasons going by”, uscirà proprio il 4 settembre con Decca Records. Nel nuovo album, il musicista mette in luce la natura “vocale” dello strumento che forse si avvicina più di tutti a quello della voce umana, con una storia profondamente personale di speranza e sopravvivenza. Collaboratore di Ludovico Einaudi, protagonista del duo con la cantante Maria Mazzotta ha suonato con La Notte della Taranta, l’Orchestra popolare italiana, King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Mauro Pagani, Rita Marcotulli, Pacifico, BandAdriatica, Officina Zoè, Xanti Yaca, Salento Orchestra, Manigold, Adria, Admir Shkurtaj Trio, Antonio Castrignanò, Enza Pagliara, Valerio Daniele e (in una traccia del suo ultimo disco) con Robert Plant. Per questo concerto di presentazione sarà affiancato dall’organettista Rocco Nigro e da altri ospiti. 

Sei Festival – uno tra i più importanti nell’agenda musicale di tutto il sud Italia – è realizzato con il sostegno del Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Mibac e della Regione Puglia in collaborazione con Vestas Travel e Vini Garofano e altri partner pubblici e privati. Dal 2006 Sud Est Indipendente ha portato nel Salento le sonorità più interessanti della musica italiana e internazionale, offrendo al pubblico una panoramica ampia e variegata della musica dal punk al cantautorato, dal rock allo ska, dal folk ai ritmi in levare. Nelle diverse location salentine, che nelle prime tredici edizioni hanno ospitato il festival (Gallipoli, Otranto, Castello di Corigliano d’Otranto, Castro, Masseria Torcito a Cannole, Torre Regina Giovanna ad Apani, la marina di San Cataldo, Piazza Libertini, Anfiteatro Romano e Parco di Belloluogo a Lecce e molti altri), si sono alternati artisti internazionali come Kings of Convenience, Lee Ranaldo, Jon Spencer Blues Explosion, Cat Power, Suzanne Vega, Peter Hook & The Light, Skatalites, Joan as Police Woman, Finn Andrews, Patrick Watson, J.P. Bimeni & The Black Belts, Giant Sand, Hollie Cook, Gogol Bordello, Mad Professor, Bombino, Russell Leetch (Editors), gli italiani Baustelle, Calcutta, Franco126, Mannarino, Avion Travel, Negrita, Lo Stato Sociale, Calibro 35, Brunori Sas, Be Forest, Diaframma, Any Other, Lorenzo Kruger, Bud Spencer Blues Explosion, Coma_Cose, Galeffi, Eugenio In Via di Gioia, Andrea Poggio, Siberia, Canova, Colombre, Giorgio Poi, Bugo, Daniele Silvestri, Cosmo, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vallanzaska, Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, La Municipàl e molte altre realtà dalla Puglia, dall’Italia e dal resto del mondo.

SEI Young è una rassegna dedicata ad artisti e gruppi italiani Under 35, promossa da Coolclub e realizzata con il sostegno di Mibac e di Siae nell’ambito del programma “Per chi crea”, che nasce dall’esperienza del Sud Est Indipendente, festival che propone buona musica tutto l’anno. Dopo i concerti autunnali di Maria Antonietta e Giorgio Poi, la sospensione causa lockdown, i live estivi con La Municipàl Motta, la rassegna si concluderà a dicembre con un’inedita esibizione dell’Orchestra Young diretta da Claudio Prima (musicista, compositore, cantante e coordinatore, tra gli altri progetti, di Giovane Orchestra del Salento, La Répétition – Orchestra senza confini, Bandadriatica, Adria) e Daniele Vitali (pianista, compositore, arrangiatore e docente di composizione pop-rock presso il Conservatorio di Musica Tito Schipa di Lecce).

Il Castello Volante è un progetto promosso e realizzato da Multiservice Eco,Big Sur eCoolclub in collaborazione con il Comune di Corigliano d’Otranto, vincitore del bando per l’adeguamento degli attrattori turistici all’accoglienza di attività di spettacolo dal vivo della Regione Puglia. Il Castello Volante nasce per avviare un nuovo corso dell’antico maniero improntato alla riscoperta e alla tutela dei beni immateriali, al nutrimento del pensiero, alla filosofia e ai pensieri “che volano” per animare il borgo con una serie di attività che abbracciano la musica, il cinema, l’arte contemporanea, la danza, il cibo, la letteratura, i nuovi mestieri e l’artigianato. Una serie di azioni strutturate che abitano lo spazio per tutto l’anno, integrando la regolare e consueta programmazione attuata dal Comune. Un castello dell’immaginario, come fosse un inedito di Italo Calvino, la celebrazione dell’immaginazione e delle sue innumerevoli gemmazioni.
Info 3331803375 – www.seifestival.it
#seifestival #whereismylive

PRIMAVERA SOUND 2021: i primi 100 nomi!

Dopo la brutta ma inevitabile notizia della cancellazione dell’edizione 2020, seguita a un primo tentativo di recuperarla ad agosto di quest’anno, il Primavera Sound Festival di Barcelona rilancia e annuncia a sorpresa i primi 100 nomi della lineup dell’edizione 2021!

Un’edizione, la 20esima, particolarmente sentita da organizzatori e fan del noto festival catalano, che riunisce ascoltatori ormai da tutto il mondo per 3 giorni (+2) di musica di tutti i generi e di tutte le provenienze nel bel clima della città catalana.

Per esorcizzare la brutta annata che stiamo vivendo, quindi, il Primavera lancia positività in rete mostrando grande empatia nei confronti del proprio pubblico, che si mostra sempre tra i più fedeli, riconfermando molti nomi previsti per l’edizione 2020 e aggiungendo più di qualche chicca.

Per gli spettatori che alla luce di questo annuncio decideranno di mantenere l’abbonamento senza chiederne il rimborso (comunque sempre possibile) sono previsti anche alcuni “benefit“, come sconti sugli abbonamenti per il 2022, gadget esclusivi, persino un bonus del 10% del costo dell’abbonamento da spendere al bar durante il festival. Inoltre è possibile anche devolvere l’importo del proprio biglietto, in parte all’organizzazione e in parte per no profit come Save The Children. Chapeau!

Passando ai nomi annunciati questa mattina, tante le riconferme tra i “big” del ricchissimo cartellone: dai Pavement agli Strokes, da Tyler, The Creator a Bad Bunny, dai Massive Attack a Beck, dai beniamini The National ai leggendari Iggy Pop, Einstürzende Neubauten e Bauhaus. A questi, nella parte “alta” della lineup, si aggiungono nomi di peso come Tame Impala, Gorillaz, FKA Twigs, IDLES, Charli XCX, ad arricchire un programma già imperdibile.

Ma, come sempre nella tradizione del festival, è tra i nomi “medi” e “piccoli” che si scovano tante gemme, difficilmente ritrovabili tutte insieme in un solo cartellone. Fa molto piacere, quindi, rileggere tra le conferme nomi come storici come Dinosaur Jr, Dj Shadow, Bikini Kill, Yo La Tengo, The Jesus & Mary Chain, Les Savy Fav, Chromatics, Metronomy, nuove leve già apprezzatissime come King Krule, Little Simz, Earl Sweatshirt, la nuova scuola post-rock di black midi, Black Country, New Road, Fontaines D.C., Shame.

Anche la sezione elettronica promette bene tra le riconferme di esperti del dancefloor come Disclosure, Amelie Lens, Black Coffee, Nina Kraviz e ovviamente Caribou – la cui stupenda “Can’t Do Without You” ha fatto da soundtrack emozionale per questa serie di annunci – e l’inserimento di una novità di valore assoluto nell’area più sperimentale: gli Autechre, il cui nome fa già venire i brividi agli appassionati.

L’elenco completo di questi primi 100 nomi è disponibile sul sito ufficiale del Primavera.

In attesa di conoscere nei prossimi mesi il cartellone completo, le premesse per un’edizione assolutamente memorabile ci sono tutte. Non ci resta che attendere che questi 12 mesi che ci separano dall’appuntamento con il Forum di Barcelona passino in fretta, magari ripassando dischi e live di nomi vecchi e nuovi per arrivare preparati alla 20esima edizione, quella del #bestfestivalforever.

Gli abbonamenti saranno in vendita a partire dal 3 giugno sui canali ufficiali del festival.

33^ ed. TIME IN JAZZ: IL FESTIVAL INTERNAZIONALE IDEATO E DIRETTO DA PAOLO FRESU A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna

A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna l’edizione numero trentatré di Time in Jazz il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu. Tra gli artisti in cartellone Rita Marcotulli, Cristina Zavalloni, Daniele Silvestri, Fabio Concato e Antonello Salis.

Sarà un’edizione di Time in Jazz del tutto particolare, quella in programma quest’anno nel consueto periodo intorno a ferragosto: alla sua trentatreesima volta, caratterizzata dal titolo “Anima • Ànemos”,anche il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, e negli altri centri del nord Sardegna che aderiscono al suo circuito, deve infatti fare i conti con i problemi e le limitazioni del difficile e delicato momento storico che stiamo attraversando. <<Ma faremo in ogni caso un festival di alto profilo, naturalmente nel rispetto delle regole e delle misure anticontagio>>, promette il trombettista sardo, che ribadisce l’importanza di confermare anche quest’anno la manifestazione, nonostante le difficoltà e la complessità della situazione: <<Il nostro vuole essere un messaggio di ottimismo; il festival è un’occasione per piantare un seme di bellezza in questo momento così difficile e, insieme, una prova del senso di responsabilità di Time in Jazz  nei confronti della comunità che lo ospita e lo sostiene. Il nostro festival conta un seguito di circa trentamila spettatori e un indotto sul territorio di tre milioni di euro. Numeri che quest’anno non potranno ripetersi, evidentemente, perché mancherà, per ovvie ragioni, il pubblico abituale. Ma in un momento di difficoltà come questo noi possiamo portare, seppur ridimensionato dalle circostanze, un contributo all’economia locale e lanciare un segnale positivo per ripartire>>.

Insieme a Berchidda, al momento è confermata l’adesione dei comuni di ArzachenaBortigiadasCheremuleIttiriLoiri Porto San PaoloMoresNulviPloagheSan TeodoroeTelti, ma c’è fiducia che altri possano aggiungersi prossimamente.

Già definito da mesi e pronto per essere presentato con il consueto anticipo lo scorso aprile, il cartellone del festival è stato necessariamente rimodulato in rapporto alle varie limitazioni e condizioni poste per contrastare il coronavirus. Alcuni dei gruppi e dei progetti più complessi o dall’organico particolarmente folto, non potranno essere confermati: è il caso, per esempio, dei 100 Cellos, il grande ensemble di violoncellisti guidato da Giovanni Sollima e Enrico Melozzi, l’appuntamento col quale, già annunciato da mesi, ora è rimandato al prossimo anno. Potrebbero saltare anche alcuni appuntamenti immancabili di ogni edizione del festival, come il pranzo tipico di ferragosto, a causa delle difficoltà nell’applicare il distanziamento interpersonale.

E tuttavia il programma, che potrebbe essere soggetto a ulteriori modifiche in base alle norme di sicurezza che saranno da mettere in atto al momento dello svolgimento del festival, si annuncia di grande interesse e qualità: in arrivo nomi di primissimo piano della scena jazzistica nazionale, come Rita Marcotulli (con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria), Cristina Zavalloni (in quartetto con Cristiano Arcelli al sax alto, Daniele Mencarelli al basso elettrico e Alessandro Paternesi alla batteria), il gruppo Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi conRoy Paci, lo stesso Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, (con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria), oltre a Fabio Concato con il trio di Paolo Di Sabatino ad affiancare il cantautore milanese: tutti di scena sul “palco centrale” del festival, quello allestito nella Piazza del Popolo a Berchidda. Altra voce di spicco della canzone d’autore nostrana, Daniele Silvestrisarà invece il protagonista di uno degli appuntamenti più attesi di ogni edizione di Time in Jazz: il concerto dedicato a Fabrizio De André a L’Agnata, in quella che fu la dimora del grande cantautore genovese nei pressi di  Tempio Pausania. Altro momento ormai immancabile del festival, ritorna anche quest’anno  – ed è la quindicesima volta consecutiva – la “concertazione navale” a bordo di un traghetto della Corsica Ferries–Sardinia Ferries in viaggio dal “continente” alla Sardegna: un evento reso possibile grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle, tra i principali partner di Time in JazzSi prevede un progetto musicale ad hoc, naturalmente nel rispetto delle disposizioni anti Coronavirus.

E poi, ad avvicendarsi nelle diverse località e siti portati in dote dagli altri comuni coinvolti in questa edizione del festival, una nutrita rappresentanza di musicisti della Tǔk Music, l’etichetta fondata e diretta da Paolo Fresu, che quest’anno spegne le sue prime dieci candeline (una ricorrenza che Time in Jazz celebrerà anche attraverso una mostra): il trombonista Alessandro Tedesco con il suo Low Frequency Quartet, la cantante, pianista e compositrice Petrina, il trio intestato al contrabbassista Marco Bardoscia, il duo formato dal bandoneonista Daniele di Bonaventura con il chitarristaMarcello Peghin, quello del sassofonistaRaffaele Casarano con il pianista Eric Legnini, e quello che  vede insieme il trombettista Luca Aquino e il fisarmonicista Carmine Ioanna; e, ancora, il quartetto del contrabbassista Paolino Dalla Porta, il batterista Stefano Bagnoli, il pianista Giuseppe Vitale, le sorelle Leila e Sara Shirvani, rispettivamente violoncellista e pianista, in duo e in quartetto con Francesco Diodatialla chitarra e Enrico Morello alla batteria, il chitarrista Bebo Ferra con l’Organ Trio e in solo, il quartetto d’archi Alborada con un’ospite d’eccezione come la cantante Maria Pia De Vito; e, poi, naturalmente, Paolo Fresu: lo ascolteremo in trio con Marco Bardoscia e il pianista Dino Rubino, e alla testa del suo quintetto, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz, con i suoi trentasei anni di attività; accanto al trombettista di Berchidda, i membri storici: il sassofonista Tino Tracanna, il contrabbassista Attilio ZanchiEttore Fioravanti alla batteria e, naturalmente, Roberto Cipelli, atteso a Time in Jazz anche per un concerto in piano solo.

Ma non è tutto, perché il cast del festival annovera anche la cantante Karima, accompagnata al pianoforte da Piero Frassi, e, per salutare un’altra ricorrenza significativa, Antonello Salis, il grande pianista e fisarmonicista sardo che quest’anno spegne settanta candeline e al quale Time in Jazz deve la memorabile esibizione in solo che inaugurò, nel  1997, la serie di concerti nelle chiese campestri, divenuti poi un “must” del festival.

A fare gli onori di casa, due immancabili formazioni berchiddesi: la Banda musicale “Bernardo De Muro”, palestra per tanti talenti, compreso proprio Paolo Fresu, che nelle sue fila mosse i primi passi nella musica, e la Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni, prima funky street band in Sardegna, impegnata con le sue parate musicali nelle vie e nelle piazze del paese.

I bar di Berchidda ospitano invece i set di quattro formazioni sarde, il duo Don Leone, i JerichoGiuseppe Bulla from Apollo Beat e il Bad Blues Duo. Mentre a un altro brillante talento locale, il batterista Giovanni Gaias, con il suo gruppo e con musicisti ospiti, spetterà il compito di riempire di musica le nottate berchiddesi nello spazio jazz club, dopo i concerti in Piazza del Popolo.

·         Time to Children

Anche questa trentatreesima edizione riserverà uno spazio speciale a iniziative pensate per l’educazione musicale dei bambini: ecco dunque una nutrita serie di incontri sotto il titolo “Time to Children“, un progetto coordinato dall’AssociazioneIl Jazz va a Scuolanato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano, con l’obiettivo di promuovere, sviluppare, diffondere e valorizzare nella scuola il linguaggio del jazz, le pratiche dell’improvvisazione e dell’invenzione e la conoscenza degli aspetti socioculturali e musicali di questi ambiti.

Ad arricchire le proposte di quest’anno, si rinnova la collaborazione con l’associazione Realtà di Debora Mancini, con sette incontri in cui l’attrice  e il pianista e polistrumentista Daniele Longo condurranno i bambini  alla scoperta della musica e dei suoni, anche attraverso l’integrazione con altre forme d’espressione, come la letteratura, la pittura o il cinema. Tra le attività in programma, “Un pianoforte come il cielo”, “Forme e colori in musica”, “Cinema… quasi… muto”. Per Daniele Longo altro impegno in agenda con lo spettacolo “Una classica serata jazz”, insieme a Remo Brandoni e Stefano Nosei.

Rivolto a bambini e adulti, torna a Berchidda anche il “Drum Circle del percussionista Stefano Baroni: un cerchio di percussioni in cui chiunque può fare musica, lavorando sull’ascolto, sulla propria musicalità e su quella di gruppo.

Una novità assoluta per quest’anno è invece il progetto “MusicAmbiente” del percussionista Danilo Mineo .

La mattina di Ferragosto, infine, per il consueto appuntamento nella chiesetta di San Michele, nelle campagne di Berchidda, torna il regista, attore e autore Giancarlo Biffi con l’intrepido e coraggioso gufetto Rosmarino, protagonista del racconto “Cuore di nonna”: in azione, con Giancarlo Biffi, Paolo Fresu alla tromba, Sonia Peana al violino e altri ospiti a sorpresa.

·         Altri eventi

 Nello spirito di Time in Jazz, accanto alla musica, restano fondamentali l’apertura verso altre forme espressive come l’arte visiva, la letteratura e il cinema, e l’ascolto del mondo in cui viviamo con un’attenzione speciale riservata alle tematiche ambientali e sociali.

È in questo contesto che si inserisce Time To Speak, un momento di riflessione, fissato tradizionalmente la mattina di ferragosto, su temi cari al festival: quest’anno, in collaborazione con la Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano”, sarà proposta la conferenza “Dica Trentatré – Lo stato di salute della Cultura in Italia al tempo del coronavirus”,seguita dalla presentazione del libro “I Festival jazz in Italia. Un’analisi di impatto sul territorio“, dell’economista Severino Salvemini con Costanza Sartoris e Arianna Riccardi, uscito lo scorso febbraio.

Il cinema sarà come sempre presente nella consueta sezione curata dal regista Gianfranco Cabiddu, quest’anno dedicata in particolare al mondo dell’infanzia.  

Spazio anche all’arte, alla Casara, edificio che nel nome rivela il suo precedente uso per la produzione e la vendita di prodotti caseari, di recente restaurato e trasformato nella sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda, dove saranno ospitati gli eventi espositivi di questa edizione.

Ripercorre i primi dieci anni della Tǔk Music, la mostra 10 Years of Tǔk Music”, che riunisce gli artwork delle copertine dei cd e dei vinili e i video clip prodotti dal 2010 ad oggi dall’etichetta discografica indipendente fondata da Paolo Fresu. Artisti, grafici e designer di fama nazionale e internazionale hanno infatti collaborato alla realizzazione delle copertine dei diversi album targati Tǔk, che costituiscono quindi una vera e propria galleria d’arte, oltre che di musica, mettendo in rapporto sinergico l’immagine e il suono. Tra i nomi in mostra Alessandro Gottardo, Anna Godeassi, Barbara Valsecchi, Oscar Diodoro, Mario Dondero, Francesco Bongiorni e Malala Andrialavidrazana.

Il racconto della passata edizione nel festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni, si potrà rivivere nell’esposizione “Time to Time 2019” con gli scatti dei fotografi Roberto Sanna e Daniele Franchi. Sarà poi visitabile la mostra “CasArt – Casa d’Arte Time in Jazz”, in cui  si radunano le opere della Collezione di Arte contemporanea, nata in seno al progetto PAV – Progetto Arti Visive nel 1997, grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival. CasArt documenta gli esiti della ricerca e della sperimentazione artistica e creativa in Sardegna comprendendo anche opere di artisti nazionali e internazionali.

E alla Casara troverà spazio anche “Time to Read”, la consueta sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e gli autori. La storia del festival e il suo rapporto con il territorio sono al centro dello studio “La Tribù sonora – Time in Jazz tra identità, turismo e territorio” della ricercatrice Rosa Maria Meloni (edizioni CISU), e del progetto editoriale “Time in Jazz Diary 2019” (Postcard 2020),un diario del festival 2019,  corredato dalle foto di Daniele Franchi.

Si resta in ambito musicale con Mario Piatti e Enrico Strobino, che portano in dote la loro “Grammatica della fantasia musicale. Introduzione all’arte di inventare musiche” (edito da Franco Angeli) di ispirazione rodariana, in cui si suggeriscono attività per lo sviluppo della creatività in contesti di educazione musicale; in “Perigeo, una storia. Tra innovazione e sperimentazione” (edito da Stampa Alternativa), il giornalista musicale Luigi Onori ripercorre invece le tappe del gruppo jazz-rock italiano di culto negli anni Settanta. La musica fa da scenario anche per il romanzo noir “Madrigale senza suono” di Andrea Tarabbia (Bollati Boringhieri). Si sposta invece in ambito sportivo “Gioco come sono” (Rizzoli), autobiografia ironica di Luigi Datome, capitano della Nazionale e uomo-simbolo della nostra pallacanestro, orgogliosamente sardo.

Proseguono anche le iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale riunite sotto l’insegna Green Jazz, che dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2, anche nell’intento di ridurre l’impatto del festival sull’ambiente.

Time in Jazz è un festival inclusivo, che fa dell’incontro tra culture attraverso lo scambio e la condivisione di saperi un suo punto cardine: per questo si lavorerà anche quest’anno per realizzare una serie di attività laboratoriali per favorire l’integrazione dei cittadini stranieri, nell’ambito di “BABEL Reloaded – Building Awareness, Bridges, Experiences, Links”, un progetto multidisciplinare sul tema della convivenza interculturale riunito sotto il titolo “Migrant Reloaded”, a cura della compagnia Theatre en Vol.

·         Biglietti e prevendite

In piazza del Popolo, a Berchidda, fulcro dei concerti serali del festival, non ci sarà il grande palco di sempre, ma una pedana rialzata; ridimensionato anche il numero dei posti in platea, che oscilleranno tra 300 e 400, con le poltroncine distanziate come previsto dalle disposizioni vigenti. Sarà possibile accedere all’area concerti solo con biglietto o abbonamento digitali, scaricabili su smartphone e da esibire all’ingresso, che si potranno acquistare prossimamente online su Vivaticket. Una modalità che garantisce la possibilità di rispettare il distanziamento interpersonale e di evitare gli assembramenti all’ingresso e il contatto fisico con il biglietto cartaceo.

·         Anima • Ànemos

Sotto il titolo “Anima • Ànemos”, l’edizione numero trentatré di Time in Jazz assume dunque un significato particolare, dato il momento storico che stiamo attraversando. <<Quanto valgono i numeri. E, soprattutto, cosa ci dicono al tempo del coronavirus?>>, scrive Paolo Fresu nelle sue note di presentazione del festival; <<33 rappresenta la maturità e sono gli anni di Cristo. Una cabala emblematica e ammaliante che ricorre nelle culture e nelle religioni del mondo. Un numero di passaggio nel quale leggere il dinamico movimento di un presente che dovrà necessariamente condurre verso il futuro>>. E, più avanti: <<Dovessimo andare a ritroso scopriremmo, senza troppo stupore, che la manifestazione si è modificata negli anni senza tuttavia perdere quei valori fondamentali che sono le relazioni umane e il rapporto con il territorio. Relazioni che oggi il Covid-19 ci fa vedere come distanti ma che la musica e l’arte riescono a sviluppare in maniera nuova e laddove la sfida del presente ci trova pronti e forgiati dalla forza dell’arte e della creatività. La stessa che oggi ci spinge con forza e volontà a ripartire nonostante le difficoltà che il tempo del coronavirus ci impone. Un festival con un alto grado di civiltà che, grazie alla musica e oggi ancora di più, vuole parlare al mondo di bellezza e rispetto, uguaglianza e comprensione, responsabilità e senso sociale (…). Come scriveva Gianni Rodari, al quale dedichiamo questa edizione in occasione dei cento anni dalla sua nascita, “è difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi”. Facciamo nostro il suo pensiero fieri di essere parte dello stesso cammino laddove l’edizione XXXIII è per noi un nuovo importante compleanno oltre che un transito libertario verso altri numeri e verso un nuovo domani>>.

La trentatreesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, con il contributo della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna, di Unipol Gruppo, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries, e con la collaborazione di Consorzio Porto RotondoAgenzia Regionale ForestasRau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R.Arborea, Le Cantine del Jazz e GeasarRadio Monte Carlo è anche quest’anno la radio ufficiale del festival. Media partner Spotify e Spreaker.

Time in Jazz fa parte dei progetti LIFE GreenFEST, dell’Associazione I-Jazz, della Federazione nazionale Il jazz italiano e del Sardinia Jazz Network.

SABATO 29 AGOSTO I PIXIES IN CONCERTO A LECCE per il SEI festival

IN COLLABORAZIONE CON LOCUS FESTIVAL, LA BAND STATUNITENSE SARÀ IN PIAZZA LIBERTINI PER UNA DELLE DUE TAPPE ESTIVE DEL TOUR ITALIANO, PROMOSSO DA DNA CONCERTI

LE PREVENDITE DEI BIGLIETTI – INGRESSO UNICO 35 EURO + DPSONO ATTIVE DA VENERDÌ 6 DICEMBRE ALLE 12 NEI CIRCUITI TICKETONE E VIVATICKET

Gli statunitensi Pixies sono i primi ospiti confermati della quattordicesima edizione del Sud Est Indipendente.

Sabato 29 agosto a Lecce, il festival firmato Coolclub, con la direzione artistica di Cesare Liaci, in collaborazione con il Locus Festival, ospiterà una delle band più importanti della storia del rock. I Pixies approdano per la prima volta nel Salento per una delle due tappe estive del tour italiano promosso da Dna Concerti. Black Francis e la sua band porteranno sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma (8 luglio) e di Piazza Libertini a Lecce (29 agosto), gli attesi classici della loro carriera e i nuovi brani estratti dall’ultimo album “Beneath The Eyrie”, pubblicato lo scorso 13 settembre su BMG/Infectious. Considerati la band più influente e pionieristica degli anni ’80, i Pixies hanno aperto la strada a pesi massimi della storia della musica come Nirvana, Radiohead e Pearl Jam. I loro successi sono entrati nella storia della cultura pop, come “Where is my mind?“, conosciuta in tutto il mondo per essere stata utilizzata nella scena finale e nei titoli di coda del film Fight Club. Nei due sold out dello scorso ottobre a Bologna e Torino migliaia di fan hanno assistito estasiati a una performance impeccabile durata più di due ore con oltre 40 brani in scaletta. Il Festival – uno tra i più importanti nell’agenda musicale di tutto il sud Italia – è sostenuto dal Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Mibact, dalla Regione Puglia (Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia) ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Lecce e altri partner pubblici e privati. Le prevendite dei biglietti – ingresso unico 35 euro + dp – saranno attive da venerdì 6 dicembre alle 12 sui circuiti ticketone e vivaticket.

Pixies – storia della band

La band si forma a Boston nel 1986 dall’incontro di Black Francis (voce e chitarra), Kim Deal (basso), David Lovering (batteria) e Joey Santiago (chitarra). Dopo cinque album in studio che li hanno portati all’apice della popolarità, nel 1993 Black Francis annuncia il loro scioglimento in un’intervista radiofonica su BBC Radio 5. Torneranno insieme solo nell’aprile 2004, ripartendo con un lungo tour per celebrare la loro reunion. Nel 2012 rientrano in studio per scrivere nuova musica, ma proprio sei giorni dopo la fine delle registrazioni la bassista Kim Deal decide di abbandonare la band. I membri rimasti decidono di proseguire, lavorando con diversi bassisti fino a quando Paz Lenchantin, ex A Perfect Circle, entra a far parte della band in modo definitivo. “Indie Cindy” è stato pubblicato nel 2014 ed è il loro primo album di musica inedita dopo più di 20 anni di silenziodiscografico, seguito nel 2016 da “Head Carrier”. Lo scorso settembre hanno pubblicato “Beneath The Eyrie”, accolto entusiasticamente da critica e pubblico per la coerenza con il resto della discografia della band, arricchita da un’inedita dose di leggerezza e psichedelia. Anche a Lecce sarà possibile vedere “live” queste leggende viventi, che a ogni ritorno aggiungono qualcosa alla loro storia e riprendono il palco con rinnovata energia.

SEI – il festival

Il Sud Est Indipendente, dal 2006, ha portato nel Salento le sonorità più interessanti della musica italiana e internazionale, offrendo al pubblico una panoramica ampia e variegata della musica dal punk al cantautorato, dal rock allo ska, dal folk ai ritmi in levare. Nelle diverse location salentine, che nelle prime tredici edizioni hanno ospitato il festival (Gallipoli, Otranto, Castello di Corigliano d’Otranto, Castro, Masseria Torcito a Cannole, Torre Regina Giovanna ad Apani, la marina di San Cataldo, Piazza Libertini, Anfiteatro Romano e Parco di Belloluogo a Lecce e molti altri), si sono alternati artisti internazionali come Kings of Convenience, Lee Ranaldo, Jon Spencer Blues Explosion, Cat Power, Suzanne Vega, Peter Hook & The Light, Skatalites, Joan as Police Woman, Finn Andrews, Patrick Watson, J.P. Bimeni & The Black Belts, Giant Sand, Hollie Cook, Gogol Bordello, Mad Professor, Bombino, Russell Leetch (Editors), gli italiani Baustelle, Calcutta, Franco126, Mannarino, Avion Travel, Negrita, Lo Stato Sociale, Calibro 35, Brunori Sas, Be Forest, Diaframma, Any Other, Lorenzo Kruger, Bud Spencer Blues Explosion, Coma_Cose, Galeffi, Eugenio In Via di Gioia, Andrea Poggio, Siberia, Canova, Colombre, Giorgio Poi, Bugo, Daniele Silvestri, Cosmo, Verdena, Tre Allegri Ragazzi Morti, Vallanzaska, Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, La Municipàl e molte altre realtà dalla Puglia, dall’Italia e dal resto del mondo.

Prevendite

circuito ticketone e vivaticket
Info 3331803375 – www.seifestival.it
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TimeZones Festival – 34^edizione

Torna il festival tra i più prestigiosi e longevi di Puglia, Time Zones – XXXIV edizione, ricerca e contaminazione – all’insegna della grande musica internazionale dal 21 settembre al 16 novembre 2019

La XXXIV edizione di TIME ZONES – Sulla via delle musiche possibili riparte dalla contrapposizione con la musica mainstream e presenta un cartellone di ricerca e contaminazione all’insegna della grande musica internazionale.

L’anteprima intitolata “Ad Museum” si svolgerà nei giorni 21, 22 e 28 settembre. Le prime due serate si terranno nel Chiostro di Santa Chiara a Bari (inizio ore 21,00, ingresso 5 euro) e vedranno dapprima in scena la giapponese Midori Hirano e la francese Delphine Dora. Hirano è musicista, compositrice, sound artist e producer giapponese, con all’attivo sette album da solista, mentre Dora è pianista, cantante, improvvisatrice, compositrice e fondatrice del marchio Wild Silence. Domenica 22 settembre saranno invece di scena la portoghese Surma, creatrice di un mix insolito di suoni elettronici che combina con loop ed effetti, e Carmine Padula, il giovanissimo pianista e compositore italiano nato a Foggia nel 2000. “Ad Museum” si completa sabato 28 Settembre a Palazzo De Mari di Acquaviva delle Fonti (inizio ore 21,00, ingresso 2 euro) con l’Arcoiris Ensemble, in cui i due chitarristi acustici Fausto Ciotti e Andrea Moriconi e il tablista indiano Sanjay Kansa Banik propongono la loro originale miscela di world music, con atmosfere mediterranee, bossa nova e un pizzico di funky.

L’edizione 2019 di Time Zones si divide in sezione tematiche, che partono con “Underzones” da sabato 5 ottobre al MAT Laboratorio urbano di Terlizzi (Ba), dove sarà di scena la formazione giapponese di avant-garde noise e poetry reading Group A e la sperimentatrice tedesca Camilla Sparksss. Sabato 9 novembre triplo concerto al MAT con l’ensemble di 8 membri Al Doum & The Faryds, il producer e percussionista tunisino Dj Nuri e il compositore, percussionista e musicista elettroacustico Marco Malasomma.

Il festival entra poi nel vivo con Time Zones Teatri, che sabato 12 ottobre ad Anche Cinema di Bari vedrà di scena i tedeschi Lali Puna. La band seminale dell’indietronica, capitanata dalla vocalist Valerie Trebeljahr, presenterà la miscela di dance-culture che ha reso celebre la label Morr Music in tutto il mondo. Ad aprire la serata sarà Francesco Del Prete, eclettico violinista da anni attivo sulla scena musicale italiana in ambito jazzistico. Sabato 19 ottobre arriva ad Anche Cinema il grande Fred Frith, artista fondamentale per la storia della musica (non solo) rock e fondatore del gruppo avant-progressive rock Henry Cow. La settimana successiva, il 26 ottobre il geniale Colin Stetson presenterà le sue stupefacenti abilità tecniche e compositive, che gli hanno permesso di imporsi con album straordinari e di collaborare con artisti del calibro di Tom Waits, Arcade Fire, Laurie Anderson, Lou Reed e molti altri. L’opening act sarà di Antonio Raia, sassofonista, compositore e improvvisatore di Napoli assai noto nei circuiti avant-jazz. Domenica 3 novembre sarà di scena un altro grande nome della musica dei nostri giorni, gli inglesi The Comet Is Coming, una creatura musicale che si muove su layer psichedelici miscelando jazz ed elettronica a punte di funk e prog rock. Sabato 16 novembre spazio invece a una delle band più influenti degli ultimi 40 anni, gli Wire. Considerati delle vere icone del punk inglese e della new wave post punk, nonché autori di capolavori indiscussi come “Pink Flag”, “Chairs Missing” e “154”, saranno sul palco della Casa delle Arti a Conversano (Ba).

Anche quest’anno la sezione Piano Zones presenta artisti di indiscussa notorietà internazionale e venerdì 1 novembre l’Auditorium Vallisa di Bari ospiterà il talento dello spagnolo Marco Mezquida e l’eclettico autore (non solo) jazz Umberto Petrin. Sabato 2 novembre sarà di scena l’americano Evan Lurie, compositore e musicista già membro fondatore della band The Lounge Lizards, ma nella stessa serata saliranno per la prima volta sul palco assieme Luigi & Mattia Morleo per presentare un percorso acustico dettato dalla tecnica della musica elettronica. Piano Zones si chiude domenica 3 novembre con gli irlandesi OTWAK (Once There Was a King), che creeranno uno scenario sonoro di improvvisazione attraverso le melodie tradizionali.

La sezione Time Zones For The Future presenta venerdì 8 novembre, nella Casa di Pulcinella a Bari, lo spettacolo “Non Mi Piace Il Buio“, un lavoro col teatro dei pupi ispirato alla prigionia ed alla morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido perché figlio di un pentito di mafia. Si rinnova la commistione fra musica e testo con la sezione Literature in collaborazione con DIAGHILEV teatri. Diviso in tre parti (rispettivamente programmate per 28 e 29 ottobre, 4 e 5 novembre, 13 e 14 novembre nell’Auditorium Vallisa), l’evento Pensieri Verticali About Morton Feldman sarà dedicato al grande autore newyorchese. Per chiudere, domenica 8 dicembre è programmato un eccezionale fuori programma al Teatro Rossini di Gioia Del Colle (Ba) con la band dell’Arizona Giant Sand. Imprevedibili, sperimentali, anticipatori di tendenze e suoni, i Giant Sand hanno percorso con geniale attitudine artistica più di vent’anni di rock alternativo e marginale, rileggendo le radici e le tradizioni della musica americana con un approccio non convenzionale, visionario e rigorosamente lo-fi.“

TALOS FESTIVAL 2019 31 agosto / 8 settembre – Ruvo di Puglia

Mercoledì 31 luglio alle 11 la Presidenza della Regione Puglia (sala 3° piano) sul Lungomare Nazario Sauro a Bari ospiterà la conferenza stampa di presentazione del Talos Festival, che si terrà da sabato 31 agosto a domenica 8 settembre a Ruvo di Puglia.

Talos festival

Diretto dal trombettista Pino Minafra, ideatore del festival nel 1993, e dal pianista Livio Minafra, il Talos Festival propone un ricco programma che parte dalla banda, s’inoltra nella sperimentazione musicale e incrocia la danza contemporanea grazie al progetto coreografico di Giulio De Leo della Compagnia Menhir. Tra i primi ospiti confermati della sezione “internazionale” del Talos Festival (dal 5 all’8 settembre) il batterista jazz tedesco Günther “Baby” Sommer, l’esperienza multietnica dell’Orchestra di Piazza Vittorio, la fisarmonicista greco-ucraina Eugenia Cherkazova, il duo composto dal contrabbassista francese Renaud Garcia-Fons e dal pianista rumeno-andaluso David Dorantes, Cello Samba Trio con Jaques Morelembaum, Gianluigi Trovesi, Nicola Pisani, Girodibanda di Cesare dell’Anna. Sabato 7 settembre tornerà anche La Notte della Banda con il progetto Pino Minafra & La Banda e numerosi ospiti e solisti. Se la ricerca musicale è stata sin dal 1993 la caratteristica peculiare del Talos, dal 2017 il festival è diventato multidisciplinare accogliendo al suo interno un’importante sezione di danza contemporanea diretta da Giulio De Leo. Anche nel 2019 donne e uomini di ogni età, origine e abilità danzeranno incontrando le musiche e i musicisti del festival. Da non perdere l’appuntamento con l’atelier coreografico per professionisti condotto da Giulia Mureddu della Compagnia Virgilio Sieni Danza che, fondata nel 1992, costruisce, attraverso un percorso scandito da cicli tematici, un linguaggio coreografico segnato da una capillare indagine articolare. Al Talos ci sarà anche il fondatore Virgilio Sieni, in scena con Di fronte agli occhi degli altri, uno dei protagonisti della scena contemporanea internazionale, lavora per le massime istituzioni teatrali, musicali, fondazioni d’arte e musei internazionali, e nel 2013 è stato nominato Chevalier de l’ordres des arts et de lettres dal Ministro della cultura francese.

Virgilio Sieni

Il Festival proporrà anche una prima parte (dal 31 agosto al 4 settembre) dedicata alle esperienze che si sono formate all’interno di istituzioni culturali, conservatori, scuole e molto altro. Talos Festival, infatti, è da sempre una fucina di produzioni originali. Performance, atelier di creazione, mostre, masterclass e incontri con ospiti internazionali: il risultato sarà una straordinaria miscela di jazz, improvvisazione creativa e sonorità mediterranee che incontrano i corpi di una comunità di danzatori e cittadini di ogni età, origine e professione. Circa 20mila presenze in nove giorni testimoniano ogni anno che Talos Festival è sempre più un momento di festa per tutta la città, un laboratorio sulla creatività sonora e corporea che affonda solide radici nella tradizione della musica di Banda, vero genius loci del territorio, e nella ritualità corporea contemporanea. Talos Festival è organizzato dal Comune di Ruvo di Puglia in Ats pubblico/privata con associazione culturale Terra Gialla, compagnia di danza contemporanea Menhir, Conservatorio di Musica Niccolò Piccinni di Bari e Cooperativa Doc Servizi, finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia, con il patrocinio e il sostegno di Camera di Commercio di Bari e Parco Nazionale dell’Alta Murgia in collaborazione con Confcommercio Ascom di Ruvo di Puglia, Orchestra Sinfonica della Città Metropolitana di Bari, Proloco di Ruvo di Puglia, Tipografia De Biase, Talos Viaggi, Hotel Pineta e con il supporto di Itel Telecomunicazioni, Supermercati Dok, Cagnetta e Cantine Crifo.

Günther “Baby” Sommer

Alla conferenza stampa – durante la quale sarà illustrato il porramma completo e annunciate alcune sorprese di questa edizione e che coinvolgono il mondo pugliese della Banda – interverranno Loredana Capone (Assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia), Pasquale Chieco (Sindaco di Ruvo di Puglia), Monica Filograno (Assessora alla Cultura del Comune di Ruvo di Puglia), Aldo Patruno (Direttore del Dipartimento turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio della Regione Puglia), Pino e Livio Minafra (Direttori artistici Talos Festival), Giulio De Leo (Coreografo Talos Festival) e altri partner del festival.

Dal 25 al 28 luglio – Sud Est Indipendente a Corigliano d’Otranto (Le)

SUD EST INDIPENDENTE A CORIGLIANO D’OTRANTODal 25 al 28 luglio a Corigliano d’Otranto, il Sud Est indipendente, in collaborazione con Indie Pride, proporrà quattro giorni di musica, incontri, mercatini, degustazioni e allestimenti artistici tra il Castello Volante, la Quercia Vallonea e l’Olden Times. Sul palco si alterneranno, tra showcase e concerti gratuiti e alcuni live a pagamento, La rappresentante di Lista, Sofia Brunetta, Carolina Bubbico, Turco, I Funketti Allucinogeni, Sem&Stènn, Gioia (25 luglio), Any Other, Finn Andrews, Contini, Tersø, Walter Celi, Good Moaning, Moinè, Cristiana Verardo, Osvaldo, Barbur e Queemose (26 luglio), Be Forest, Lucia Manca, Dimartino, La Batteria, Ties, IoPellegrino, Alberto Tuma, Voegel, Anti Aka A-Tweed, Tetrixx (27 luglio), i reading Rock, Rimbaud e Caffè e Ninotchka, il cantautore Edy e la band Diaframma (28 luglio).

Dal 25 al 28 luglio a Corigliano d’Otranto prosegue il Sud Est Indipendente, festival ideato e promosso da CoolClub con la direzione artistica di Cesare Liaci, sostenuto da Mibac, Regione Puglia e altri partner pubblici e privati. Quattro serate di musica, incontri, mercatini, degustazioni e allestimenti artistici tra il Castello Volante, la Quercia Vallonea e l’Olden Times.

Giovedì 25 luglio la prima serata a ingresso libero, in collaborazione con Indie Pride, associazione no profit con sede a Bologna, che si propone di unire artisti e addetti ai lavori del mercato discografico per dire No ad omotransfobia, sessismo e bullismo, partirà alle 20 sulla Terrazza del Castello Volante. La Rappresentante di Lista, Sem&Stènn, Una, Any Other, il duo Respiro e alcune rappresentanti dell’associazione Lea discuteranno, con il coordinamento di Antonia Peressoni, del tema “Il potere della musica e la responsabilità che ne deriva”. A seguire, nell’atrio del Castello (Stone Stage) spazio alla musica con gli showcase della band La rappresentante di Lista e delle cantautrici Sofia Brunetta, Carolina Bubbico e Turco. Dalle 22:30 all’Olden Times (Olden Stage), prima e dopo il dj set di Gioia, si esibiranno I Funketti Allucinogeni, band brindisina composta da Gabriele Cavallo (voce, tastiere), Piergiulio Palmisano (chitarra) e Matteo Spinelli (batteria e percussioni), e Sem&Stènn, la coppia che ha conquistato il pubblico di X Factor 2017.

Venerdì 26 luglio si parte con un serie di appuntamenti a ingresso libero. Dalle 20 alla Quercia Vallonea (Oak Stage, che accoglierà anche le degustazioni delle nuove produzioni del Birrificio B94) incontro, sempre a cura di Indie Pride, moderato da Antonia Peressoni, per parlare di “Shesaid.so”, rete internazionale delle donne che lavorano nel mercato musicale, con Alessandra Contini, Matilde Davoli, Cristiana Verardo, Moiné e Osvaldo. A seguire (ore 22) showcase con Moinè, Cristiana Verardo e Osvaldo. Dalle 22 nell’atrio del Castello si alterneranno Walter Celi, Tersø e Good Moaning mentre dalle 23 l’Olden Times ospiterà le selezioni di Barbur e Quuemose. Dalle 22:30 sul Moat Stage nel Fossato del Castello (ingresso 10 euro) si esibiranno Contini, che dopo l’esperienza con “Il genio” è approdata al suo primo lavoro solista, Any Other, nome d’arte della cantautrice e polistrumentista veneta Adele Nigro, e Finn Andrews, che dopo cinque dischi pubblicati con la sua band The Veils, è ritornato nella sua terra d’origine, la Nuova Zelanda, per realizzare il suo primo lavoro solista. “One Piece At A Time” è un disco, intimo e personale, con dieci canzoni nostalgiche e raffinate.

Sabato 27 luglio dopo l’aperitivo lounge sulla terrazza del Castello si parte con i live gratuiti di Alberto Tuma, Voegel e Anti aka A-Tweed (dalle 20:30 alla Quercia Vallonea – Oak Stage che accoglierà anche le degustazioni delle nuove produzioni del Birrificio B94), IoPellegrino, Ties e La Batteria (dalle 22 nell’atrio del Castello – Stone Stage) e il dj set di Tetrixx (dalle 23 all’Olden Times – Olden Stage). Dalle 22:30 (ingresso 10 euro) sul palco del Fossato del Castello – Moat Stage, spazio alla cantautrice salentina Lucia Manca, che con “Maledetto e Benedetto” ha inaugurato una nuova stagione nel suo percorso artistico con brani che parlano di rapporti perduti, inverni da affrontare, paranoie da esorcizzare e ardite prese di coscienza; al gruppo dream pop Be Forest, che con il nuovo album Knocturne si espande in ogni direzione, si immerge nell’oscurità fino a esserne fatta della stessa sostanza; e al cantautore siciliano Dimartino, che è tornato sulle scene con il disco Afrodite che stupisce fin dal primo ascolto con sonorità e mondi musicali nuovi.

Domenica 28 luglio la serata finale si concentrerà nel Castello Volante. Dopo l’aperitivo lounge sulla terrazza, dalle 21 (ingresso libero) nell’atrio spazio a “Rock, Rimbaud e Caffè“, un viaggio nelle letture di Patti Smith, a cura di Simona Cleopazzo per Collettiva edizioni indipendenti (Alice e le altre) e “Ninotchka. La follia e il suo doppio“, reading musicale per Franco Basaglia con Mimmo Pesare (musica) e Giorgio Consoli (letture). A seguire concerto del cantautore Edy, con i brani del cd “Variazioni” (Goodfellas Records). Dalle 23 (ingresso 10 euro) nel Fossato il live dei Diaframma, band culto del rock italiano guidata dal cantante, chitarrista e autore Federico Fiumani.

I concerti del SEI di agosto

Dopo la residenza artistica “ReSound“ con Lee Ranaldo, Leah Singer, Patrick Watson e molti altri musicisti pugliesi, il concerto dei Giant Sand e le quattro serate di musica e incontri a Corigliano d’Otranto, il festival accoglierà nel mese di agosto i concerti Sergio Cammariere (1 nell’area portuale di Castro), Gabriele Poso Organik Trio e J.P. Bimeni & The Black Belts (2 nel Chiostro dei Teatini di Lecce), Joan as Police Woman (5 al Castello Volante di Corigliano d’Otranto), Calcutta (10 al Campo Sportivo di Locorotondo nell’ambito del Locus Festival), Faber Ensemble (11 nel chiostro dei Teatini di Lecce, in collaborazione con Festinamente), Franco126 (12 a Serranova, frazione di Carovigno, in collaborazione con Torre Regina Giovanna e SottoSopra Fest) e altri appuntamenti. Purtroppo è stato invece annullato il concerto di Beirut previsto per il 21 agosto a Gallipoli.

Il festival

Sud Est Indipendente è un festival ideato e promosso da CoolClub, con la direzione artistica di Cesare Liaci, sostenuto dal Fus – Fondo Unico per lo spettacolo del Mibac e dalla Regione Puglia (Avviso pubblico per lo Spettacolo e le Attività culturali FSC 2014-2020 – Patto per la Puglia), in collaborazione con i Comuni di Corigliano d’Otranto, Castro e Lecce, Indie Pride, CoreACore, RadioWau e altri partner pubblici e privati. La tredicesima edizione è realizzata anche grazie alla collaborazione di tre sponsor che hanno sposato e sostenuto il progetto: il gruppo Vestas Travel, con il quale sono stati ideati pacchetti di accoglienza per i turisti che seguiranno i concerti del festival, il Birrificio B94, che ha realizzato una produzione esclusiva di birre artigianali a marchio SEI, e Candido 1859, negozio di abbigliamento che ha fatto la storia del commercio pugliese.

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