A67, “NAPLES CALLING”

E’ uscito il 24 gennaio 2020 “NAPLES CALLING” il nuovo album degli ‘A67. Daniele Sanzone, voce del trio, ci racconta questo nuovo capitolo nel loro percorso artistico su AvantPOP con Carlo Chicco

La formazione di Scampia si fa internazionale nel suono e nel linguaggio e torna con un nuovo lavoro discografico ricco di importanti collaborazioni e diverse influenze sonore, anticipato dal singolo e video “Il Male Minore” feat. Caparezza, prodotto da Gigi Canu dei Planet Funk, e dalla cover in napoletano di “Tuyo”, brano di Rodrigo Amarante, già sigla della fortunatissima serie Netflix “Narcos”, seguiti dall’ultimo estratto “Brava gente” feat. Frankie Hi-Nrg Mc. Oltre a Frankie Hi-Nrg Mc e Caparezza, sono presenti nel disco anche i featuring con Franco Ricciardi e Dario Sansone dei Foja.

‘A67 significa la 167, la legge che ha originato l’edilizia popolare d’Italia creando il nostro quartiere, Scampia. Siamo nati qui. La nostra musica è stata prima un urlo di rabbia contro tutti, poi l’urlo è diventato parola. Le parole, canzoni. Il disco d’esordio ‘A camorra song’ io (Polosud, 2005) è ben accolto dalla stampa specializzata: seguito dai media italiani ed esteri, diventa un caso. In quell’anno il regista Antonio Capuano sceglie il brano, ‘A67 per la colonna sonora del film: La guerra di Mario. L’anno dopo, vincono “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”. Nel 2007 la band rappresenta l’Italia alla “Feira da Música de Fortaleza” nel Nordest del Brasile.

Nel 2008, esce il secondo disco Suburb (Polosud/Edel Italia), un concept-album dedicato alle periferie del mondo. Un sound potente e ricco di collaborazioni italiane tra cui Mauro Pagani, Zulù e Roberto Saviano e rockband internazionali (India, Brasile, Marsiglia e Istanbul). “Hot Artist della settimana” per Mtv.it e finalista al Premio Tenco come “Miglior Album in Dialetto”. A fine 2008 l’esordio al festival “Politicamente Scorretto” di Carlo Lucarelli con il nuovo spettacolo Generazione Suburbe scritto assieme allo scrittore e magistrato, Giancarlo De Cataldo. Nel 2009 pubblicano il singolo-videoclip “Io non mi sento italiano”, cover di Giorgio Gaber, a sostegno delle cooperative dell’Associazione Libera. Nel 2010 esce Scampia Trip (Libro + cd). Un progetto multimediale per raccontare il quartiere.Nel 2011 suonano al “Festival Musicando” della Libera Università di Alcatraz dove improvvisano sul palco con il premio Nobel Dario Fo. Nello stesso anno realizzano con Edoardo Bennato il brano Accussì va ‘o munno, colonna sonora del film L’era legale di Enrico Caria e primo singolo del terzo album della band: Naples Power (Free-d Music/Universal, 2012).

“Naples Power” è un disco (con in allegato un libro) omaggio al Neapolitan Power in cui gli ‘A67 collaborano con i maggiori artisti napoletani (Edoardo Bennato, James Senese, Tullio De Piscopo, Teresa De Sio, Raiz, Planet Funk, 99 Posse, Enzo Gragnaniello, ecc.) e scrittori come: Roberto Saviano, Valeria Parrella, Carlo Lucarelli, Pino Aprile, ecc. La copertina di Naples Power è di Mimmo Paladino.

Il disco accolto in modo entusiasta dalla critica e dal pubblico, porta la band a calcare i palchi più importanti d’Italia, dal concertone del primo maggio a Roma allo storico “Arezzo Wave Festival”, passando per il Teatro Valle Occupato sino ad arrivare al “Tarantella Festival” a  Liegi (Belgio). Il tour di Naples Power si chiude a gennaio 2014 con l’invito di Pino Daniele a partecipare al mega evento di “Napule è tutta n’ata storia”: 5 concerti al Palapartenope di Napoli. Nel 2017 il cantante della band è ospite, insieme a Clementino e Rocco Hunt, del mega concerto di Nino D’angelo, allo Stadio San Paolo di Napoli, per festeggiare i suoi sessant’anni. Negli ultimi due anni gli ‘A67 si sono concentrati a scrivere nuove canzoni.

Un album anticipato dal singolo, Il Male Minore feat. Caparezza, e dalla cover in napoletano di “Tuyo” la sigla della fortunatissima serie Netflix, Narcos, seguiti dall’ultimo estratto “Brava gente” feat. Frankie Hi-Nrg Mc. Un disco, prodotto da Max D’Ambra, scritto anche in lingua italiana e con un sound completamente nuovo dal sapore internazionale.

‘A67: Daniele Sanzone, voce; Enzo  Cangiano, chitarre e programming; Gianluca Ciccarelli, Basso.

Sito: www.a67.it

“A NIGHT AT THE OPERA”: tutto esaurito domani a Ceglie Messapica. Arie di Verdi, Bizet e… Queen

Il concerto d’inaugurazione dell’anno accademico del Conservatorio di Musica “Tito Schipa”, dopo la prima al Teatro Politeama Greco di Lecce, domani, venerdì 31 gennaio sarà in replica al Teatro Comunale di Ceglie Messapica, sede distaccata del Conservatorio. Andato già tutto esaurito prevede in scaletta celebri arie di Verdi e Bizet e alcune canzoni dei Queen eseguite dall’Orchestra sinfonica e dal Coro del Conservatorio con le voce del soprano Fernanda Costa e del cantante rock Michele Cortese. La serata sarà condotta dalla giornalista Chiara Chiriatti e da Andy LuottoGiovedì 30 gennaio alle 11 la conferenza stampa di presentazione con tutti i dettagli della serata.

Domani, venerdì 31 gennaio alle 20:30 al Teatro Comunale di Ceglie Messapica appuntamento con “A night at the opera“, concerto di inaugurazione dell’Anno Accademico 2019/20 del Conservatorio di Musica Tito Schipa di Lecce che da 15 anni ha una sede staccata proprio nel comune brindisino. Dopo il tutto esaurito e la standing ovation finale di sabato 25 gennaio al Teatro Politeama Greco del capoluogo salentino, in scena un omaggio all’affascinante mondo del teatro d’opera musicale in tutte le sue declinazioni. L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio con la direzione del Maestro Giovanni Pellegrini e la partecipazione del soprano Fernanda Costaproporrà infatti tre arie di Giuseppe Verdi e Georges Bizet che hanno ispirato la musica di Freddie Mercury e dei Queen. Sette celebri brani della storica band britannica, in occasione dei 50 anni della sua formazione, saranno riproposti dall’Orchestra con arrangiamenti di Daniele Vitali, docente di composizione pop-rock, con le voci di Michele Cortese e del Coro del Conservatorio coordinato da Carolina Bubbico e Veronica Farnararo. Lo spettacolo sarà condotto dalla giornalista Chiara Chiriatti con la partecipazione di Andy Luotto, attore, cantante, cuoco, protagonista di tante trasmissioni televisive di successo.

Tutti i dettagli del concerto, pensato come momento di apertura culturale al territorio della prestigiosa Istituzione salentina che conta numerosi studenti, anche stranieri, e professori di alto valore artistico e didattico, sono stati illustrati alla stampa oggi, giovedì 30 gennaio alle 11 nella sede di Via Luigi Guanella a Ceglie Messapica con la partecipazione del Presidente Biagio Marzo, del Direttore Giuseppe Spedicati, del Maestro Giovanni Pellegrini, del professore Daniele Vitali, della professoressa e responsabile Comunicazione e Pubbliche Relazioni Maria Eugenia Congedo e di Andy Luotto

Emanuele Barbati ospite in studio su RKO

Ospite in studio di Carlo Chicco, il tarantino Emanuele Barbati ci parla del sua carriera artistica dal rock iniziale al singolo con i Boomdabash, dal suo impegno sociale ai singoli che strizzano l’occhio ad un certo pop elettronico d’autore.

Emanuele Barbati è un cantautore pugliese laureato in musicologia e beni culturali. Sul podio del Premio Lunezia 2017 tra i primi tre migliori autori. Il suo ultimo singolo è Luglio Pesto uscito il 15 giugno, un anno dopo il fortunato featuring con i Boomdabash “sorrido al sole” uno dei brani più trasmessi in radio nel periodo marzo/giugno 2017. Il suo ultimo album è “Sfumature vol.1”, uscito il 15 maggio per scirocco music/ belive italia.


All’attività di musicista affianca interessi umanitari sostenendo associazioni per la tutela e i diritti umani e animali, fa attivamente parte di gruppi per la tutela dell’ambiente, supportando Amnesty International, Emergency, AMU (Associazione Mondo Unito), Greenpeace, Surfers Against Sewage.

  • ” Il videoclip del singolo “Un’altra volta”  ha superato 100.000 visualizzazioni su You Tube in una settimana! Con la musica lanciata in rete e condivisa ci si scambiano emozioni, passioni, ricordi, nostalgie sentimentali. La musica libera di suonare si trasforma ogni volta in una palla, che vola e rotola in strada di mano in mano, fino a perdersi al di là delle reti, delle staccionate e dei confini del campo.E’ una palla da parare in volo quando colpisce e lascia segni, da sollevare per stimolare e aiutare gli altri, da schiacciare forte per provocare un’emozione o una riflessione vincente. “Un’altra volta” di Emanuele Barbati se la gioca, soprattutto per gli occhi e le orecchie di chi ha la voglia e curiosità di schiacciare, non solo il tasto play. Non per vincere chissà che cosa, ma per essere al fianco di chiunque voglia entrare in campo e mettersi in gioco”

Zu live al Garage Sound di bari venerdì 31 gennaio

Venerdì 31 gennaio il Garage Sound di Bari ospita il ritorno in Puglia degli Zu, storica band sperimentale romana.
In questo tour la formazione diventerà un quartetto, con l’ingresso del chitarrista Stefano Pilia, già all’opera con Massimo Volume, Afterhours, Settlefish.

Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati!

Prima e dopo il concerto selezione musicale a cura del #GRF Soundsystem, il collettivo di dj del Giovinazzo Rock Festival (proprio il festival in cui gli Zu hanno tenuto l’ultima data in zona, nel 2018).

Bio:

Gli Zu sono un gruppo di musica rock strumentale sperimentale originario di Roma. Con la storica formazione in trio, composta da Jacopo Battaglia alla batteria, Massimo Pupillo al basso e Luca Mai al sax baritono, la band ha pubblicato fino ad oggi 16 album ed alcuni split. Dal 2019 il gruppo si trasforma in quartetto con l’ingresso alla chitarra di Stefano Pilia.

La band, pur con grandi cambiamenti da un punto di vista musicale, ha sviluppato negli anni uno stile riconoscibilissimo ed ha guadagnato una solidissima reputazione. Suonano letteralmente migliaia di concerti in tutto il mondo, dai più piccoli club ai più grandi festival, raggiungendo lo status di cult-band e costruendosi da zero un notevole seguito.

Secondo alcuni è la band italiana con più concerti all’attivo, sia in patria che all’estero.

Per saperne di più sugli Zu:

www.twitter.com/zuism
www.youtube.com/user/vajrazu
www.instagram.com/zuism
www.myspace.com/zuband
www.ipecac.com
www.latempesta.org
www.trost.at

TESSERA 2020 GRATUITA
CONTRIBUTO ALLA SERATA 12 EURO

FREE ENTRY AFTER SHOW per il GRF SOUNDSYSTEM

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via Mauro Amoruso 62/7 A BARI
ASSOCIAZIONE CULTURALE
ingresso riservato ai soci

E’ uscito il nuovo album dei CALIBRO 35. Intervista con Massimo Martellotta

E’ iniziato un nuovo percorso musicale per i Calibro 35, un nuovo album, “Momentum”, nuove sperimentazioni. Ci racconta tutto Massimo Martellotta.

MOMENTUM: “La vera generosità verso il futuro consiste nel donare tutto al presente”. Nel 1951 il Premio Nobel per la Letteratura Albert Camus scriveva questa frase facendo tesoro del concetto più antico del pensiero umano da Oriente ad Occidente, lo stesso declamato dai Latini con l’espressione “Hic et Nunc” che è anche fondamento dello Zen, l’arte di camminare sul sottile filo dell’Adesso. A vent’anni dall’inizio del Terzo Millennio, in un’epoca quanto mai sospesa tra nostalgia del passato e ansia per gli scenari apocalittici prospettati quotidianamente dai media, Calibro 35 ferma il tempo realizzando un’opera che fotografa perfettamente il momento e il suo contesto.


“Momentum” – in uscita il 24 gennaio per la milanese Record Kicks – rappresenta un nuovo punto di partenza per una delle formazioni contemporanee che più è riuscita a superare declinazioni di genere e forme espressive, mantenendo una personalità totalmente risconoscibile e apprezzata a livello internazionale. Se dal 2007, anno in cui prende il via l’avventura, il sound espresso dalla band si sviluppa indagando in special modo i suoni di un’epoca passata, Momentum rappresenta la necessaria svolta per sondare come si possa fare musica al giorno d’oggi: una riflessione sull’attualità, capace di far tesoro di ciò che c’è stato per andare oltre, col fermo intento di realizzare un’opera destinata a rimanere, senza correre il rischio di trasformarsi in una bella foto sbiadita sul fondo di un baule.


Una scelta tutt’altro che scontata per la creatura a cinque teste di Cavina, Colliva, Gabrielli, Martellotta e Rondanini, cinque personalità cardine dell’attuale scena musicale nostrana (e non solo) intenzionate a rimettersi in gioco proprio nel momento in cui si affermano su scala globale, raccogliendo attestati di stima tangibili come i campionamenti ad opera di Jay-Z e Dr. Dre e, ancora, firmando colonne sonore per produzioni cinematografiche da Hollywood al Vecchio Continente, sino alla consacrazione sui principali palchi mondiali accanto a mostri sacri come Muse, Sharon Jones, Sun Rae Arkestra e Thundercat.


Per marcare il nuovo inizio le registrazioni sono avvenute nello stesso studio dove Calibro ha realizzato il primo omonimo disco dodici anni fa. La novità è che i suoni scelti oggi per Momentum sono aumentati come la realtà che ci circonda: la palette di strumenti si amplia ulteriormente incorporando ancora più synth e suoni elettronici ma TUTTO è VERO e reale al 100%. In un mondo dominato da musica programmata, in questo disco tutti gli strumenti sono suonati da esseri umani e i suoni scolpiti da persone in carne ed ossa. In Momentum, infatti, non sono stati utilizzati preset o programmazioni e, se “musica concreta” non fosse per definizione ascrivibile all’elettronica del passato, sarebbe probabilmente l’espressione più azzeccata per questo lavoro.



Il risultato è un disco di rara intensità in cui gli scenari disegnati dai Calibro sono più che mai variopinti, talvolta rarefatti e sognanti ma sempre carichi di energia, grazie ad una sezione ritmica mai doma, che supporta il raffinato lavoro armonico ulteriormente arricchito da nuovi timbri e colori. Come se i Comet is Coming fossero diretti da Morricone, Tortoise e JPEGMafia unissero le forze con DJ Signify e Stelvio Cipriani, producendo un suono senza tempo nè punti cardinali in cui black music e suoni algidi del Nuovo Millennio si fondono offrendo un punto di vista incredibilmente originale sulla contemporaneità.


Tutto questo è il frutto di un lavoro collettivo che vede tutti i Calibro tornare alla base dopo due anni carichi di esperienze individuali in cui sono stati protagonisti di alcuni dei progetti più quotati del momento: da I Hate My Village, Arto, The Winstons, alle produzioni di Fatoumata Diawara, C’Mon Tigre e degli Africa Express di Damon Albarn, sino ai dischi solisti di Massimo Martellotta e ai tour di 19’40’’ e Mike Patton. Un collettivo di esploratori sonici, liberi per attitudine e al contempo fedeli ad un percorso che li vede ancora una volta uniti nel creare un suono – per sua natura – diverso da tutto il resto che li circonda e, oggi più che mai, attuale. Se il precedente Decade era la summa di tutto ciò che avevate sentito nei dieci anni precedenti, Momentum è il prequel di quello che potrete sentire nei prossimi dieci. Calibro 35 stavolta non è né un orologio che va in ritardo né uno che va in anticipo: questa volta è un orologio fermo che, come dice Lewis Carroll, è più in orario di tutti perché almeno due volte al giorno segna l’ora perfetta. 

CALIBRO 35 ON TOUR
La band formata da Tommaso Colliva, Massimo Martellotta, Fabio Rondanini, Enrico Gabrielli e Luca Cavina sarà in tour a partire dal 7 febbraio:

07/02 Brescia – Latteria Molloy
08/02 Parma – Campus Industry
14/02 Bologna – Locomotiv
15/02 Padova – Pedro
19/02 Milano – Fabrique
20/02 Torino – Hiroshima Mon Amour
28/02 Roma – Monk
29/02 Firenze – Auditorium Flog
27/03 Cagliari – Fabrik
28/03 Livorno – Cage
09/04 Foligno (PG) – Spazio Astra
10/04 S. M. a Vico (CE) – Smav


Volete suonare allo Sziget Festival di Budapest, ecco come fare! Ce lo spiega Ettore Folliero

Sono aperte le iscrizioni al contest per band emergenti lanciato dall Sziget Festival Italia per poter calcare il prestigioso palco del festival di Budapest. Ci spiega tutto il responsabile sziget italiano Ettore Folliero

Da oggi sono aperte le iscrizioni e fino al 18 febbraio potrete candidare il vostro progetto musicale. Questo il link ufficiale: http://bit.ly/FESTIVALPASS20

In breve come funziona il contest:
– Iscrizione On-line
– Valutazione della commissione e convocazione di minimo 8 progetti per le audizioni live presso il MAT laboratorio urbano (Terlizzi – Ba)
– Il 28 Marzo audizioni Live durante il giorno
– Convocazione dei 4 progetti finalisti dopo valutazione della giuria
– Finale la sera stessa (28 Marzo)
– Streaming della finale su Sziget Festival OfficialSziget Festival Italia e sui canali di altri eventuali partner.
– Il vincitore si esibirà al Sziget Festival 2020 sul palco Europe Stage.

Andrea Mastropietro ci presenta il suo progetto solista “L’Albero”

Intervista con Andrea Mastropietro, voce dei toscani Vickers, che in occasione dell’uscita del suo singolo “quando viene sera”, ci parla del suo progetto solista.

L’Albero è il progetto solista in italiano di Andrea Mastropietro, ex voce e chitarra dei The Vickers. Con loro si è esibito in centinaia di concerti in tutta Europa, tra cui il Primavera Sound di Barcellona del 2014, scelti on line dalla direzione del festival.

Nel 2015 Andrea decide di dar vita al suo progetto solista, l’Albero, con il quale esordisce nell’aprile del 2015 con una cover di ‘Nel cuore, nell’anima’ di Lucio Battisti 

L’album di debutto, “Oltre quello che c’è”, è uscito nel 2016 su Technicolor Dischi ed è stato accolto positivamente da pubblico e critica, salutato come il risultato dell’unione di una vocazione musicale anglosassone con la tradizione musicale italiana. Quella de l’Albero è una ricerca personale interiore verso una scrittura che attinge sia dalla musica inglese che da quella americana, passata e presente, con forti venature pop, psych e folk nel pieno rispetto della canzone italiana.

Quando viene sera è il nuovo singolo de l’Albero, il progetto solista di Andrea Mastropietro. Esce su etichetta Santeria Records con distribuzione digitale The Orchard. Disponibile dal 14 gennaio su tutte le piattaforme digitali anticipa l’album di inediti in uscita da Marzo 2019.

Questa canzone è un invito a tenere il tempo, starci sopra nel modo migliore possibile, cercando di domarlo e soprattutto sprecandolo il meno possibile, magari pensando alle vite degli altri, al lavoro che detesti, a questa fittizia e così tanto contemporanea libertà, in cui siamo immersi e che spesso ci incatena di più di ogni regola. Andrea Mastropietro/l’Albero

Marco Biagiotti – Batteria, percussioni

Danilo Scuccimarra – Pianoforte, Rhodes

Filippo Orefice: Flauto traverso

Oggi Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

28 GENNAIO, Vecchie Segherie Mastrototaro – BISCEGLIE. Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

La frontiera è un termometro del mondo.

La Frontiera, Alessandro Leogrande

Oggi, martedì 28 gennaio arriva a Bisceglie La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande ideato e promosso dalla Cooperativa Ulixes, da Cooperativa 42, dall’Associazione Fatti d’Arte e da GUD, è un viaggio di sette workshop – accompagnati da una mostra crossmediale, laboratori di lettura animata e di scrittura narrativa per ragazzi – in sei Comuni della regione Puglia.

Christian Raimo

Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia Coordinamento Politiche Internazionali – Sezione Relazioni Internazionali ed è dedicato alla figura di Alessandro Leogrande, alle tematiche di fortissima attualità che ne hanno caratterizzato la brillante carriera di intellettuale e alla forza con cui è riuscito, nella sua pur breve vita, a raccontare le guerre del Mediterraneo, i conflitti dei Balcani, le migrazionilo sfruttamento dei popoli arrivati nei paesi europei.

Un’intera giornata dedicata ad Alessandro Leogrande con attività in programma a Bisceglie: alle Vecchie Segherie Mastrototaro si svolgerà, alle ore 18.30l’incontro pubblico ‘L’eredità culturale di Alessandro Leogrande’ con l’intervento dello scrittore e traduttore Christian Raimo  tra i fondatori di Minima&moralia, ha collaborato e collabora con importanti riviste letterarie, case editrici e quotidiani nazionali, interverranno inoltre il regista teatrale e direttore artistico del Sistema Garibaldi Carlo Bruni, la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti e Mario Nardulli fondatore di Pigment Workroom, artista ideatore e coordinatore del progetto “La frontiera è una linea” rivolto a giovani studenti baresi per stimolare una coscienza critica sui confini, geografici e tra le persone, sull’identità e l’appartenenza al contesto in cui viviamo; a moderare l’incontro sarà il giornalista del Corriere del Mezzogiorno Luigi Quaranta.

L’incontro sarà anticipato, alle ore 17, dall’inagurazione della mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ negli spazi della Biblioteca Don Uva (Ex Ospedale Psichiatrico), vernissage presentato da Rosa Leuci, presidentessa del Circolo dei Lettori di Bisceglie, dalla fotografa Lisa Fioriello (Cooperativa Quarantadue) e da Liliana Tangorra (Cooperativa Ulixes). La mostra resterà negli spazi della Biblioteca Don Uva fino al 31 gennaio.

Ogni appuntamento del progetto è un viaggio nelle tematiche affrontate dal giornalista di origini tarantine, dialoghi per raccontare l’attualità attraverso lo sguardo di associazioni locali, cooperative impegnate nel sociale, mediatori culturali a confronto con intellettuali come Christian Raimoma anche: Goffredo FofiMarco OmizzoloArlinda DudajLorenzo Pavolini e Leonardo Palmisano. I seminari di approfondimento sono, in ogni tappa, accompagnati dalla mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ prodotta da Cooperativa Quarantadue e il Centro Documentazione e Ricerca “Moebius” che, attravero il linguaggio della fotografia e del video reportage e, avvalendosi dei contributi di intellettuali e scrittori che hanno conosciuto e collaborato con Leogrande, affronta temi e linguaggi che incarnano e raccontano la carriera dello scrittore di origine tarantine.

L’obiettivo di questo percorso è restituire la complessità dell’impegno di Leogrande e, soprattutto, l’attualità dei suoi scritti, anche attraverso le storie dei braccianti stagionali che hanno deciso di fuggire dal Gran Ghetto di Rignano Garganico, dell’umanità schiacciata al Tamburi e a Taranto Vecchia, degli operai dell’ex Ilva e analizza l’opera di Leogrande attraverso le voci di Mario Desiati, Salvatore Romeo, Yvan Sagnet, Arlinda Dudaj, Marino Sinibaldi, Goffredo Fofi, Nadia Terranova e Christian Raimo.

All’interno dell’esposizione allestita negli spazi della Biblioteca Don Uva saranno presenti ventisei fotografie firmate da Lisa Fioriello e tre reportage scritti e diretti da Savino Carbone.

Comuni coinvolti nel progetto, oltre Bisceglie, sono: BariMolfettaTarantoTerlizzi  e Conversano; un progetto itinerante che si avvale della collaborazione dell’Ordine dei giornalisti della Puglia. La prossima tappa a Conversano, il 3 febbraio con Lorenzo Pavolini, sarà l’ultimo appuntamento del progetto La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande.

Gli incontri sono tutti ad ingresso libero e validi come crediti formativi per i giornalisti iscritti all’ordine.

INFORMAZIONI PER L’ACCESSO ALLA MOSTRA

LA FRONTIERA. SUI LUOGHI DI ALESSANDRO LEOGRANDE’:

Biblioteca Don Uva

(Ex Ospedale Psichiatrico)

Via G. Bovio 76 – Bisceglie

Inaugurazione: 28 gennaio, ore 17

Apertura al pubblico:

29 gennaio – 31 gennaio

ore 9.30 – 12.30 / 16.00 – 19.30.

Ingresso libero

Gerardo Greco a Maglie e Poggiardo per Conversazioni sul futuro: “GUERRA CALDA. VERITÀ E MENZOGNE SUI RISCHI DEL CLIMA IMPAZZITO: IL ROMANZO DEL GLOBAL WARMING”

GIOVEDÌ 30 GENNAIO IL GIORNALISTA GERARDO GRECO A MAGLIE, LECCE E POGGIARDO PER PRESENTARE “GUERRA CALDA. VERITÀ E MENZOGNE SUI RISCHI DEL CLIMA IMPAZZITO: IL ROMANZO DEL GLOBAL WARMING” (SOLFERINO)


Giovedì 30 gennaio triplo appuntamento salentino per Gerardo Greco. Il giornalista, autore televisivo e radiofonico, per oltre dieci anni corrispondente per la Rai a New York, conduttore dal 2013 al 2017 di Agorà su Rai3, già direttore di Radio1 e dei Giornali Radio Rai e del Tg4, presenterà “Guerra calda. Verità e menzogne sui rischi del clima impazzito: il romanzo del global warming” (Solferino).

L’autore dialogherà con il giornalista e operatore culturale Pierpaolo Lala alle 10:30 al Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci di Maglie e alle 17:30 al Mondadori Bookstore di Lecce per “Aspettando Conversazioni sul futuro“, in collaborazione con Io non l’ho interrotta Coolclub, mentre alle 20, intervistato da Antonella Pappadà, chiuderà la lunga giornata al Tesoretto Hotel Ristorante di Poggiardo per la rassegna PoggiardoIncontra promossa dalla locale Pro Loco in collaborazione con Libreria Idrusa, Mondoradio e Belpaese.

In un mondo che ogni giorno conferma le apocalittiche previsioni degli scienziati del clima, Noah e Iskra cercano la verità su chi ha voluto nascondere la schiacciante evidenza del riscaldamento globale. Dalle lande ghiacciate della Siberia dove i signori del gas portano alla luce un tesoro nascosto e letale, alla New York spettrale minacciata dall’uragano Sandy sino alle coste di Ravenna, erose dal mare che continua a crescere: i due giovani attivisti, nipoti di esuli siberiani, si trovano e si perdono, legati dall’emergenza comune di salvare la Terra, finché si è ancora in tempo. Intorno a loro gli schieramenti opposti della guerra del clima conducono un gioco pericoloso, che riguarda il destino dell’umanità e di un pianeta in bilico tra azioni di hacker russi, interessi di lobbisti cinesi e conflitti tra esperti. Con la tensione di un thriller e i dettagli di una serrata cronaca sul campo, Gerardo Greco ricostruisce le tappe del Climategate che, nel 2009, ha contribuito al fallimento della conferenza di Copenhagen, condannando il termometro a salire in una escalation pericolosa. Una corsa verso il baratro che ripercorre i drammatici eventi climatici degli ultimi dieci anni e i cambiamenti che trent’anni fa gli studiosi potevano già leggere nelle sezioni dei tronchi degli alberi fossili. Resta solo una domanda sottotraccia, venata di inquietudine e speranza: abbiamo ancora tempo?

Ingresso libero
Info 3293173865 – 3394313397
info@conversazionisulfuturo.it

Cartellone Cinema – tutti i film nelle sale dal 23 al 29 gennaio

Giovedì 23 gennaio 2020 sono stati rilasciati nelle sale italiane dieci nuovi film. Vi segnalo le cinque commedie o film drammatici, di cui un’animazione ed i cinque documentari che è possibile vedere fino al 29 gennaio o che è possibile recuperare sulle piattaforme web.

Ecco i film della settimana:

  • 1917 di Sam Mendes – drammatico
  • Just Charlie – Diventa chi sei – drammatico
  • Figli con Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi – commedia
  • Tappo – Cucciolo In Un Mare Di Guai – animazione
  • Lo Scoglio Del Leone – drammatico
  • Andrej Tarkovskij. Il Cinema Come Preghiera – documentario
  • Botero – Una Ricerca Senza Fine – documentario
  • Il Drago Di Romagna
  • Hare Krishna! Il Mantra, Il movimento e lo Swami che ha dato inizio a tutto – documentario
  • Royal Opera House: La Bohème – documentario

Quindi partiamo subito con i primi 4 titoli nelle sale dal 23 gennaio.

1917

Ambientato durante la prima Guerra Mondiale il film di Sam Mendes ha ottenuto 10 candidature a Premi Oscar, 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, premiato come Miglior film drammatico e Miglior regia, racconta un anno cruciale della grande guerra. Il 1917 è raccontato dal punto di vista di due giovani caporali britannici, Schofield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman), due amici, che dovranno attraversare l’ostile territorio nemico per consegnare un messaggio di vitale importanza ad un battaglione di 1600 uomini, tra cui il fratello di Blake, Joseph (Richard Madden).  

Guardando al contesto il 1917 è un anno cruciale per la storia della Prima guerra mondiale, per l’entrata in guerra degli Stati Uniti, la rivoluzione bolscevica e la conseguente uscita dal conflitto della Russia, che, pochi anni dopo, diventata Unione Sovietica. Sam Mendes racconta nel suo film, un momento emblematico e cruciale per le battaglie di trincea del fronte occidentale. Come accaduto per Dunkerque di Christopher Nolan, Mendes ha voluto rievocare la memoria dei racconti tramandati di generazione in generazione nella sua famiglia. In particolare prende spunto dai racconti del nonno paterno, Alfred Mendes, scrittore, impegnato per due anni sul fronte delle Fiandre. Sam Mendes è uno dei grandi autori del cinema britannico contemporaneo, vincitore dell’Oscar per il suo esordio American Beauty, capace poi di dirigere negli ultimi anni alcuni capitoli della serie di 007, ma prima (e soprattutto) alcuni gioielli come Era mio padre, Revolutionary Road, Jarhead, American Life. In carriera non è stato molto prolifico, ha realizzato otto film, incluso questo, in vent’anni.

Soundtrack a cura di Thomas Newman, Tony K e Reem:

JUST CHARLIE – DIVENTA CHI SEI

Charlie è un adolescente della provincia inglese con un grande talento per il calcio. Una delle squadre più importanti, il Manchester City, gli offre un ingaggio da sogno, ma Charlie ha un segreto: di nascosto ama vestirsi da ragazza. Intrappolata nel corpo di un fanciullo, è combattuta tra il desiderio di compiacere le ambizioni che il padre ripone in lei e il bisogno di affermare la propria identità. La scelta che la attende rischia di mandare in pezzi la sua famiglia e mettere a repentaglio i suoi affetti più cari.

Soundtrack: Yann McCullough, Darryl O’Donovan

Passiamo ad una commedia italiana

FIGLI

Il film diretto da Giuseppe Bonito, racconta la storia di Nicola (Valerio Mastandrea) e Sara (Paola Cortellesi), una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia ed una vita che scorre senza intoppi. Ma quella che era iniziata come una dolce fiaba romantica si trasforma in un vero incubo con l’arrivo del secondogenito. Figli sarebbe dovuto essere il terzo film da regista di Mattia Torre ed è il suo ultimo lavoro di sceneggiatura, l’unico senza la collaborazione di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, con cui aveva condiviso la macchina da presa per Boris – Il film e Ogni maledetto Natale. Torre è tragicamente scomparso il 19 luglio del 2019, vinto dalla malattia che aveva raccontato, attraverso Il personaggio di Valerio Mastandrea nella fiction tv La linea verticale, ispirata al suo romanzo omonimo. Mastandrea era stato scelto dal regista come protagonista e lo è rimasto anche quando il film è passato a Giuseppe Bonito, già regista di Pulce, nonché aiuto regista della serie televisiva Boris e di Boris – Il film. Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi sono stati una coppia anche nella vita, ma mai insieme sul grande schermo. Posso segnalare solo che nel 2001 i due sono stati protagonisti del videoclip La descrizione di un attimo dei Tiromancino.

TAPPO – CUCCIOLO IN UN MARE DI GUAI – Titolo originale “Trouble”

È un film d’animazione con protagonista un cagnolino viziato. Ritrovatosi improvvisamente senza un tetto sarà costretto ad affrontare il mondo reale in una grande città. Il film, che arriva dal Canada, è diretto da Kevin Johnson, che prima di cimentarsi nella regia è stato animatore per titoli importanti come Asterix in America, Il Gigante di ferro, T come Tigro… e tutti gli amici di Winnie The Pooh e Alvin Superstar 3 – Si salvi chi può!. Il suo debutto è avvenuto nel 2003 quando ha diretto Early Bloomer, seguito, nel 2014 da Il libro della giungla, adattamento del celeberrimo libro di Rudyard Kipling

Torniamo in Italia con un’altra commedia, in uscita martedì prossimo, 28 gennaio

LO SCOGLIO DEL LEONE

Il film di denuncia di Rosario Scandura, regista al suo esordio, è una storia che parte dalla spensieratezza di un gruppo di ragazzi. Vivono tra il mare e il più bel sole di Sicilia i propri giochi d’infanzia, improvvisamente interrotta dallo scoppio brutale di una bomba lanciata da pescatori clandestini. Nasce da questa ferita lo spunto per un racconto in grado di legare l’emotività turbata di un bimbo allo scempio perpetrato da chi impunemente ha vilipeso per anni l’ecosistema marino jonico. Il film, girato nel borgo di Santa Maria La Scala, uno degli scorci più belli della riserva naturale della Timpa di Acireale, è stato premiato al Festival del Cinema di Roma

Passo ai documentari. In uscita lunedì scorso, 20 gennaio, e distribuito in poche sale, quindi da ricercare e recuperare

ANDREJ TARKOVSKIJ. IL CINEMA COME PREGHIERA

Il figlio del grande maestro raccoglie registrazioni audio, interviste video, lezioni di regia, materiali in gran parte inediti, che si trovavano nell’Archivio Tarkovskij di Firenze e propone un percorso nel cinema paterno. Il documentario, sottotitolato in italiano, procede in ordine cronologico con la sola voce del cineasta russo e racconta, la sua vita e la sua arte, con le otto opere che formano la sua filmografia, considerata uno dei capolavori della cinematografia mondiale. Ripercorrendo i luoghi a lui cari, Russia, Svezia e la sua seconda patria, l’Italia, l’autore di Solaris viene raccontato attraverso la propria storia, i ricordi d’infanzia e di giovinezza. Il figlio Andrey ci consente di comprendere le radici di questo modo di fare cinema, risalendo fino alle dinamiche relazionali di Tarkovskij con i propri genitori, al viscerale legame con un padre che lo ha abbandonato da bambino. L’ombra paterna torna anche nei suoi momenti di creazione, fino ad influenzare ed invadere lo spazio dei suoi film, come ne Lo Specchio, in cui il regista recita fuori campo estratti delle poesie paterne, versi con un importante influsso nella costruzione di immagini cinematografiche. Ci viene offerta anche l’occasione di essere messi a parte delle valutazioni che lo stesso autore dava di alcune sue opere fino ad arrivare all’ultima, in cui l’apocalisse nucleare incombe, ma viene comunque lasciato un barlume di speranza.

Solo lunedì scorso, il 20 gennaio, è stato nelle sale

BOTERO – UNA RICERCA SENZA FINE

Fernando Botero, artista colombiano dallo stile unico, definito uno dei maggiori pittori e scultori viventi, esposto in tutto il mondo, è raccontato in questo docufilm con i dietro le quinte della sua vita e della sua carriera. “Let yourself be” è il suo motto e ben si abbina alla bellezza che trasuda dalle  figure tondeggianti ed enormi di donne e uomini, dalle proporzioni esagerate, di matrice classica, figure ispirate da Paolo Uccello, dai grandi classici come Piero della Francesca, Leonardo o Manet. Il regista ha scelto Botero come soggetto proprio per la fascinazione della sua figura di “star” nell’arte, pur non essendo, da molti, considerato un artista puro. La narrazione si concentra sul percorso che porta Botero, da giovane squattrinato, sbarcato a New York, alle prime commissioni private e poi a quelle pubbliche che lo hanno spinto verso una fama internazionale. Il film presenta una partitura originale, registrata da un’orchestra d’archi di 23 pezzi e curata da David Bertok.

Soundtrack:

Bisognerà aspettare il 25 gennaio, sabato prossimo, per

IL DRAGO DI ROMAGNA

Protagonista di questo documentario è uno dei giochi da tavolo cinesi più antichi del mondo, il mah jong, adottato in Italia fino a diventare uno dei giochi più presenti nei bar e nei circoli cittadini dell’Emilia Romagna. Nato in Cina nel XIX secolo, il mah jong si è diffuso nel nostro Paese circa 100 anni fa, precisamente nel 1923, grazie ad alcuni mercanti cinesi sbarcati sulle italiche sponde per i traffici commerciali. Stanziati nelle diverse città portuali, gli ambulanti trascorrevano il loro tempo a giocare con le tessere del mah jong. La grande influenza del gioco in Italia è narrata tramite la storia di Luisa, interpretata da Dilva Ragazzini, una donna romagnola e appassionata giocatrice, che spera un giorno di poter viaggiare fino al paese da cui proviene il suo gioco preferito, per scoprirne le antiche origini. Un documentario con la regia di Gerardo Lamattina, che parte da questa tradizione orientale trapiantata in Italia per mostrare la commistione culturale derivata dall’integrazione, che ha fatto da ponte tra i costumi occidentali e orientali.

martedì 28 gennaio sarà nelle sale

HARE KRISHNA! IL MANTRA, IL MOVIMENTO E LO SWAMI CHE HA DATO INIZIO A TUTTO

Docufilm di produzione americana, racconta i retroscena di un movimento culturale nato nella compagine artistica e intellettuale della Bowery di New York. Percorre l’incredibile vita di Srila Prabhupada, un anziano Swami indiano che nel 1965, all’età di 70 anni, senza alcuna risorsa economica, ha lasciato Calcutta e la sua amata India per arrivare a New York e iniziare la sua missione: creare un movimento spirituale di portata mondiale. Durante l’arco piuttosto breve di 12 anni il maestro riuscì ad aprire oltre cento templi in tutto il mondo, a viaggiare moltissimo, fare proseliti, e cosa ancora più importante, tradurre in 25 lingue i testi sulla coscienza di Krishna. Ma lo strumento centrale del suo messaggio, quello che maggiormente si imprime nella memoria dei suoi seguaci è il mantra: la pratica del canto devozionale che costituirà la chiave di accesso della diffusione dei suoi insegnamenti spirituali nel mondo occidentale. La preghiera che si farà largo anche nella cultura pop come il tratto caratterizzante della sua predicazione. Non solo New York, ma anche Londra e perfino Mosca sono attratte dai gruppi di giovani che ripetono con tamburi e cembali la loro lode alla divinità, la litania che apre la strada alla felicità universale.

Evento speciale in diretta solo mercoledì 29 gennaio alle 20:45

ROYAL OPERA HOUSE: LA BOHÈME

Con la regia di Richard Jones la celebre opera di Puccini narra della relazione amorosa tra il poeta Rodolfo e la sarta Mimì, contrapponendola a quella più spensierata tra il pittore Marcello e la cantante Musetta. Mimì è gravemente malata di tubercolosi e lei e Rodolfo decidono di separarsi in modo che Mimì possa trovare un amante più ricco, in grado di fornirle le cure di cui ha bisogno. Si riuniranno soltanto nelle ultime ore di Mimì, quando la donna farà ritorno dall’unico uomo che abbia mai amato.

Per questa settimana è tutto. Cartellone Cinema vi dà appuntamento a giovedì prossimo alle 18:00 in diretta su RKO.

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