Intervista con The Hunting Dogs, Best AW Band 2019

Il duo The Hunting Dogs si forma nel 2013 quando Alba Nacinovich e Marco Germini, durante gli studi jazz al Conservatorio “Giusppe Tartini” di Trieste, “fiutano” una propensione comune verso orizzonti musicali più ampi.  Marco porta nel progetto la sua esperienza nella musica elettronica e nella composizione di colonne sonore, Alba le sue radici rock e l’approccio cantautorale, mentre dal jazz mutuano la libertà di giocare col suono. È così che prende vita il loro electro-shocked pop, che eseguono dal vivo con la tecnica del live looping e con l’ausilio di strumentazione sia acustica che elettronica: sintetizzatore modulare, tastiere, chitarra, drum machine, percussioni e harmonizer.

Vengono invitati ad aprire, prima di Kadebostany ed Elio e le storie tese, il main stage ad Arezzo Wave 2014, quali vincitori del concorso “Sing Happy with Brooks” indetto da Brooks Italia, che sceglie un loro brano quale colonna sonora per lo spot pubblicitario in rotazione su Sky TV. Nel 2015 pubblicano il loro primo EP “Out To Hunt”, al quale collabora con un remix anche il producer/dj di Boston Qwill.

Vincono a Zagabria il “Premio per l’innovazione musicale” al festival Karlovačko Rockoff 2015. La compilation del festival contenente la loro “Petrha” si aggiudica il Porin (massimo riconoscimento della discografia croata) quale Miglior album di artisti vari. Il loro EP entra nei “5 migliori EP del 2015” del quotidianoVečernji List.


Tra le ultime esibizioni spiccano alcuni tra i principali showcase a livello europeo: ArezzoWave (vincitori assoluti dell’edizione 2019, grazie al quale organizzeranno il tour in Italia ed Europa nel 2020), ViennaWaves in Austria e BUSH – Budapest Showcase HUB in Ungheria. L’apertura ai “Tre allegri ragazzi morti” all’Estragon di Bologna, la notte dei musei al MMSU di Fiume (Croazia) per “Fiume capitale della cultura europea 2020”, la rassegna MIMO al Museo d’Arte Contemporanea di Zagabria (trasmessa dal vivo dalla Radiotelevisione Croata) ed il Festival Sajeta di Tolmino (Slo).
Nella prima metà del 2020 è prevista l’uscita del loro primo lavoro full-lenght attualemte in fase di produzione.

I Cage ospiti di RKO, il nuovo brano e Sanremo Rock 2020

Su AvantPOP ci sono i CAGE. Carlo Chicco intervista Andrea Griselli. I CAGE sono in finale nella prossima edizione di SANREMO ROCK 202

I CAGE sono un gruppo della scena progressive italiana. Sono Toscani.  Sono musicisti sopraffini che provengono dal mondo del prog, quello vero, e che scivolano adesso verso il Classic Rock ed un certo Hard Rock melodico ed orecchiabile, pur mantenendo una ben definita anima prog soprattutto nella struttura di alcuni brani e nel tecnicismo strumentale. L’album è uscito nell’Ottobre del 2018, nel corso del 2019 sono usciti a cadenza regolare con i video estratti da IMAGES ed oggi pubblicano questo fantastico omaggio agli Eurythmics

L’ingresso nella band delle due voci femminili ed il cambio di numerosi componenti nel corso degli ultimi anni hanno reso lo stile della band più vicino al Hard Rock Melodico pur mantenendo l’attitudine Prog soprattutto nell’approccio allo strumento sempre molto tecnico: nel 2005 la rivista Arlequins parlava di “un ottima versione di Prog classico fortemente influenzato da Genesis e Yes su tutti ma anche con non pochi riferimenti alla PFM e al new prog inglese”.

I SAVED THE WORLD TODAY cover capolavoro dei CAGE che rendono omaggio agli Eurythmics. Il singolo è un omaggio alla propria fan base e fa seguito alle numerose lusinghe ricevute da molta critica su stampa e web in merito all’album di inediti IMAGES, produzione sopraffina a cavallo tra Prog, Hard Rock Melodico e Classic Rock. 

DISCOGRAFIA:

The View 1992 Toast records (Torino)

The Feeble Minded Man 1995 Toast records (Torino)

87/94 2005 Musea records (Metz, Francia)

Secret Passage 2008 Musea records (Metz, Francia)

NUOVA FORMAZIONE:

Andrea Mignani, Chitarra

Damiano Tacchini, Piano, Tastiere

Diletta Manuel, Voce

Giulia Curti, Voce, Percussioni

Leonardo Rossi, Basso

Andrea Griselli, Batteria

Tobia Lamare presenta “Songs for the present time”

Intervista su AvantPOP a Tobia Lamare che ci parla del suo nuovo album. “Songs for the present time” è un titolo che  vuole sottolineare la contemporaneità delle emozioni che hanno dato vita al disco di Tobia Lamare. E’ un disco dove si canta e si suona di amore, vita e morte, come nella migliore tradizione country o blues. E’ un disco che nasce a pochi chilometri dal mare e dalla sua forza rigeneratrice ma che ha sempre le mani nella terra bruciata dal sole della Masseria dove Tobia abita e registra. E’ un disco registrato mentre una vita andava via e ne arrivava un’altra. E’ stato registrato  catturando il suono della Masseria con i suoi lunghi riverberi naturali e con la pietra e il legno che circondano le sue stanze e che ne danno un suono unico. I punti di riferimento riguardanti la produzione sono stati gli album “casalinghi” di SpringsteenSebadohThe Band insieme a quello che per Tobia sono stati sempre artisti di riferimento come i Cure, Dinosaur Jr, Bob Dylan, Van Morrison.

Tutti i brani del disco sono stati composti “on the road”.  La maggior parte delle canzoni sono nate proprio mentre Tobia viaggiava nei suoi tour nazionali e internazionali. “Lost without you” è nata in una stanza d’albergo in Irlanda; “Dada” è stata arrangiata live durante il tour europeo  nel 2018; “Endless” è il segnalibro di un intenso viaggio a Milano; il ritmo in levare di “Vampires” e “Higher” partono da una prova acustica sulla spiaggia più vicina alla Lobello Records; “Love Means Trouble” è stata abbozzata a  Nashville (USA) prima di uno show e poi finita a Bundoran in Irlanda anni dopo. Anche “This Road” nasce dalla suggestione del diario della traversata che due donne, Theresa Wallach e Florence Blenkiron, hanno compiuto nel 1935, partendo da Londra e arrivando fino in Sud Africa da sole in motocicletta. Il testo della lisergica “Ode to the west wind” è un cut up dell’omonima ode di Shelley composta durante uno dei suoi soggiorni nel golfo di Napoli. “The Big Snack” nasce da una saudade del sud Italia, che entra in scena quando ti trovi in difficoltà a centinaia di miglia distante da casa e sogni il sole. “My Flavia” è il benvenuto alla nuova arrivata in famiglia nel 2018. Il percorso creativo del disco quindi viaggia insieme a quello dei tour fatti da Tobia, in solo e con la band, negli ultimi anni. E’ un disco nato in movimento, confrontandosi sulla composizione e gli arrangiamenti con altri artisti come il californiano Nate Bernardini, che è entrato anche nella formazione live della band, o i dublinesi Red Kid e la songwriter britannica Mara Simpson.

I musicisti che hanno suonato nel disco sono: Andrea Miccoli (Mama Marjas, Salento Funk Orchestra) alla batteria; Antonino De Blasi (Psycho Sun) al basso; Antonio Candido Jr (The Sellers) all’armonica; Alessandro Dell’Anna (Giro di Banda) alla tromba;Dario Stefanizzi (Marscarimirì) al sax; il fratello di Tobia, Massimo Todisco (Zeman musica per adulti) al piano elettrico su Ode to the West Wind.Il disco è stato scritto interamente da Tobia Lamare, al secolo Stefano Todisco, ed è stato prodotto e arrangiato nella Masseria Lobello a Lecce. Registrato e mixato tra maggio 2018 e maggio 2019 da Tobia Lamare e Alex Fazzi (Sud Sound System, La Municipàl, Major Lazer ) alla Masseria Lobello, ad eccezione delle batterie registrate al CAG di Brindisi da Marco Lovato (Caparezza). In “The Big Snack”, “Endless” e “My Flavia” tutti gli strumenti sono stati suonati da Tobia Lamare. Mastering di Steve Corrao al Sage Studio di Nashville, TN

1.     DADA
2.     VAMPIRES
3.     ENDLESS
4.     THE BIG SNACK
5.     ODE TO THE WEST WIND
6.     LOVE MEANS TROUBLE
7.     LOST WITHOUT YOU
8.     THIS ROAD
9.     MY FLAVIA
10.   HIGHER

In studio Molla ci racconta il suo nuovo percorso artistico

In studio ospite di Carlo Chicco c’è MOLLA! Il noto artista pugliese ci racconta il suo ultimo periodo artistico e ci presenta i suoi nuovi singoli

Dal 13 novembre 2019 è disponibile nei digital store “TUTTO”, il nuovo singolo del cantautore MOLLA per l’etichetta INRI e distribuito da Artist First. Scritta come una hit pop, la canzone parla alla generazione di quasi adulti o ancora ragazzi alla ricerca di una via di fuga dal mondo delle illusioni e di un ruolo importante per cui essere felici. Il sound giovane da “scuola indie” è plasmato dall’impronta inconfondibile di SimoneSproccati, che collabora con i Coma Cose, Zibba, Salmo e tanti altri della scena attuale.

Il video Girato da Roberto Amato in una sorta di “museo a cielo aperto” a Bari, nel videoclip MOLLA è immerso in un caos pieno di oggetti accatastati, che guardati da vicino nel dettaglio, ma anche nell’insieme a volo d’angelo (anzi di drone), formano un insieme perfettamente ordinato, tutto fatto ad arte, in cui ogni cosa occupa il posto giusto.



SUPERPIZZA, è il nuovo singolo indie-pop  una romantica ballata per scaldare gli abbracci poco prima di Natale.Realizzato insieme ai produttori italiani Tom Beaver e Simone Sproccati, il brano di MOLLA saluta il 2019 e dal 19 dicembre è disponibile in tutti i digital store e nelle radio per INRI / Artist First.

CLICCA QUI per ascoltare l’intervista in studio completa di musica

live streaming da Matera 2019: Demon Albarn, Consoli, Silvestri, Agnelli in concerto

In diretta da Cava del Sole il gran finale di Matera 2019. Si inizia con i saluti istituzionali e il passaggio di testimone da Matera alle future Capitali Europee della Cultura, Galway2020 e Rijeka 2020 e si prosegue per tutta la notte con la grande musica tra Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Rancore, Lous and the Yakuza, Fatoumata Diawara, Damon Albarn, Manuel Agnelli e gli Afterhours!

Live from Cava del Sole the final night of Matera 2019 with the witness passage from Matera to the future European Capitals of Culture, Galway 2020 and Rijieka  2020. The show continues all night long with the music of Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Rancore, Lous and the Yakuza, Fatoumata Diawara, Damon Albarn, Manuel Agnelli and Afterhours!

Sziget Festival mette in vendita esclusivi vinili firmati per raccogliere fondi in favore di NGO Superar

I dischi firmati di Ed Sheeran, Florence & The Machine, Foo Fighters, Post Malone, The National,Twenty One Pilots saranno in vendita nel Sziget Webshop dalle 11:00 del 20 Dicembre. Superar è un’associazione che punta a promuovere l’egualitá sociale attraverso la promozione della musica, creando strutture di educazione musicale accessibile a tutti

Sziget Festival, che ha appena vinto il “Best Overseas Festival” agli UK Festival Awards, lancia una campagna di raccolta fondi per l’onlus europeo Superar attraverso la vendita di setlist, instax foto ed esclusivi dischi in vinile, firmati dagli headliner dell’edizione precedente: Ed Sheeran, Florence & The Machine, Foo Fighters, Post Malone, The National e Twenty One Pilots. 

Superar è un’iniziativa europea che consente a bambini e ragazzi in condizioni sfavorevoli di superare i propri confini socioeconomici con l’aiuto della musica. Fornisce istruzione musicale accessibile, educando i giovani a diventare responsabili ed intraprendenti. L’obiettivo è usare l’educazione musicale come strumento di dialogo tra diversi gruppi della società e promuovere il diritto dei bambini alle pari opportunità. Per conoscere meglio l’iniziativa: http://www.superar.eu/

I seguenti kit esclusivi saranno disponibili nel Sziget Webstore dal 20 Dicembre: 

Ed Sheeran – X – disco in vinile firmato dall’artista + setlist + instax foto (350 €)
Florence and The Machine – “High as Hope” – disco in vinile firmato dall’artista + setlist + instax foto (350 €)
Foo Fighters – “Foo Fighters” – disco in vinile firmato dall’artista + setlist (300 €)
Post Malone – “Beerbongs & Bentleys” – disco in vinile firmato dall’artista + setlist + instax foto (350 €)
The National – “Sleep Well Beast” – disco in vinile firmato dall’artista + setlist + instax photo (350 €)
Twenty One Pilots – “Blurryface” – disco in vinile firmato dall’artista  (300 €)

La prossima edizione del Sziget Festival si terrá dal 5 all’11 Agosto 2020, sempre sulla verde isola di Óbuda, a Budapest. I 7-Day Pass sono giá in vendita sul sito ufficiale www.szigtefestival.com.

i CFF ed i Comfy Pigs in studio per invitarci allo show del 28 dicembre!

Su AvantPOP in studio ci sono Vanni Laguardia e Guido Lioi dei CFF e il Nomade Venerabile, storica band pugliese al suo ventennale, e Ivan Piepoli che ci parla del suo nuovo progetto Comfy Pigs. Il 28 dicembre entrambe live al Garage Sound di Bari.

Intervista con i CFF (solo voce)

Ivan Piepoli parla dei Comfy Pigs

1999-2019: 20 anni di C.F.F. e il Nomade Venerabile.
Il palco del Garagesound si trasformerà in un lungo viaggio che partirà dalla new wave dei primi album (non mancheranno in scaletta canzoni come Satori, Fiumani, Del decoro, Sul se e Io sono un albero), passando per il rock d’autore di “Lucidinervi” e “Canti notturni”, lo stoner di “Attraverso” e l’abbraccio elettro-acustico di “Al cuore”.
Ospite dei C.F.F. e il Nomade Venerabile, la danzatrice Anna Moscatelli. Un ritorno che promette emozioni e un Concettuale Fisico Fastidio particolarmente scalpitante…
Per chi volesse tuffarsi nel passato o (ri)scoprire il percorso della band, questo è il link per scaricare la raccolta “DiVenti”, distribuita dalla label Joe Black Production proprio in occasione del ventennale: www.joeblackproduction.eu/cff-musicstore.

Anna Maria Stasi: voce e scenografie
Anna Surico: chitarre e sequenze
Vanni La Guardia: basso e cori
Guido Lioi: batteria
Anna Moscatelli: teatro-danza

Opening Act:
Comfy Pigs (noise pop / post-punk).
Il power trio barese composto da Ivan Piepoli (voce e chitarra), Danilo Villafranca (basso) e Vanni Sardiello (batteria), presenterà il primo EP che contiene il singolo “Bored”.

ecco la puntata completa:

Luca Ferrari, Luca Terzi e Nico Aztori sono gli Animatronic

REC è il primo disco degli Animatronic, progetto che vede alla batteria Luca Ferrari dei Verdena. Al suo fianco Luca “Worm” Terzi e il percussionista Nico Aztori, qui in veste di bassista. Su Avantpop, Luca Terzi ci spiega il progetto Animatronic.

Un album di 15 brani, quasi interamente strumentale, fatta eccezione per qualche sporadica intrusione vocale: in questo senso il singolo  Fl1pper# – uscito il 10 ottobre – anticipa non solo le sonorità dell’intero lavoro, che oscillano dal math-rock al prog toccando in modo traversale un ampio universo sonoro, ma anche la sua filosofia. La musica degli Animatronic nasce, infatti, per gioco: un gioco senza regole o confini prestabiliti. Nell’estate del 2018 i tre si incontrano nel tempo libero suonando per il solo gusto di fare musica, in maniera del tutto libera e senza una progettualità vera e propria. È così che dopo le prime jam inizia a prendere forma quel magma di ritmi intricati e suoni visionari che i tre decidono di battezzare col nome di Animatronic.

L’animatronica è una particolare tecnologia che utilizza componenti elettronici e robotici per dare autonomia di movimento a soggetti, specialmente pupazzi meccanici. L’uso dell’animatronica è legato per lo più all’industria cinematografica e a quella dell’intrattenimento e si può considerare a tutti gli effetti un’antenata della moderna animazione.Non è una caso che la musica del trio sardo-bergamasco abbia in sé una forte identità visiva e che il suo immaginario faccia riferimento ad una concretezza e ad una solidità quasi antica, assemblata con maestria, precisione e devozione. Il tutto condito da una componente freak e visionaria che rende il tutto assolutamente contemporaneo. Anche la copertina e l’artwork sono testimonianza di questo processo creativo e sono interamente realizzati a mano dallo stesso Luca Ferrari. Così come, per chiudere il cerchio, il disco non poteva che essere registrato analogicamente, su nastro, in presa diretta.

RadioSpia records presenta ”Pseudofonia – 30”

Oggi, 18 dicembre 2019, esce il nuovo E.P. della band-culto di Capitanata con materiale inedito. Un omaggio ai fan, in occasione del 30° anno dalla loro formazione. Ne parliamo con Marco Maffei della RadioSpia Records che lo ha prodotto.

Alla fine degli anni ’80, come in una piccola “factory”, all’interno dell’Istituto d’Arte di Foggia si formavano gli Pseudofonia: un gruppo musicale con un organico più simile ad una “allegra comitiva di pazzi” (batteria, basso, chitarra, fisarmonica, tastiere, percussioni, voce, fiati… e amici), attorniati e sostenuti da amici fraterni che, nel condividerne le giornate, ne ispiravano anche le canzoni. La loro patchanka e i loro testi su storie vissute ai margini, con protagonisti gli uomini della strada, i dimenticati immaginari e reali, li portò, dal 1999 in poi, a diventare una band di culto locale di fama nazionale.

L’etichetta RadioSpia, con questo EP di 5 brani, vuole omaggiare il pubblico degli Pseudofonia, sparso in ogni dove della penisola ed oltre, in modo silenzioso e simbolico: con due remaster (Uomo in Scatola e Lungo Viaggio Verso Casa), un brano mixato oggi (Gigione Nega Tutto), un brano dal vivo registrato durante una loro esibizione all’Anfiteatro Mediterraneo (Transumanza), una cover della band (Scutuleja) re-incisa da ben 10 musicisti della scuderia dell’etichetta (inclusi due membri degli Pseudofonia), come atto d’amore per le loro musiche e testi, che restano di una attualità sconcertante.

Antonio Bucci, compositore e fisarmonicista della band, ci dice: “Pur vivendo e suonando a Pavia da diversi anni, ricevo continuamente attestati di stima anche da giovani che scoprono gli Pseudofonia soltanto oggi. La trasversalità della cosa ci ha commosso e ci ha fatto decidere di rinnovare e di far riscoprire, per gradi, altro materiale. Questo EP vuole essere un ritorno in punta di piedi, ma anche la dimostrazione che non ci siamo mai sciolti e che altre idee arriveranno”.
Il coordinatore dell’etichetta RadioSpia, il tecnico del suono Marco Maffei, afferma: “A distanza di trent’anni è affascinante ed emozionante constatare come gli Pseudofonia conservino ancora un pubblico integro, fedele ed affezionato alla loro musica, al loro saper comunicare con uno stile personale tradizioni, modernità, spirito critico, ska, reggae, dub, folk, wave e pop in un codice musicale unico, inimitabile ed attualissimo, capace di raccontare il Sud, di raccontare tutti noi, al mondo intero. Loro sono dei rari esempi di profeti IN patria che restano un patrimonio prezioso e contemporaneo”.

“Quell’anfiteatro (Mediterraneo n.d.r.) a Foggia non esiste più, ma questa musica esiste ancora, come esistono quei ventenni assiepati sui gradoni di ieri e oggi quarantenni: 30 ne è la prova, ma è anche la loro voce che ritorna, oltre che l’omaggio a una band che col tempo – e forse anche col silenzio – sembra aver accresciuto la propria credibilità, se è vero che questa si misura con il passare del tempo” (Alessandro Galano, giornalista)

Da una vecchia autobiografia della band: “Gli Pseudofonia, a dispetto delle sette unità che la compongono, è una famiglia molto più grande, una allegra comitiva di pazzi. In mezzo a noi convivono occupati, preoccupati e soprattutto disoccupati, che finiscono per rientrare nelle altre due categorie precedentemente elencate, perché molto occupati a preoccuparsi della loro situazione… da questo precario equilibrio mentale nasce la musica pseudofonica”.

L’EP “Pseudofonia – 30” sarà in distribuzione dal 18 dicembre 2019 su: iTunes, Amazon, Google Music, Cd Baby, Deezer, Spotify, Apple Music, YouTube e tutte le migliori piattaforme digitali musicali.

Ecco la puntata completa, intervista + musica

Under pressure. Baldo DIODATO espone a Copertino Da oggi 18 dicembre 2019 al 21 marzo 2020

POLO MUSEALE della Puglia CASTELLO DI COPERTINO presenta Under pressure. Baldo Diodato a Copertino, dal 18 dicembre 2019 al 21 marzo 2020

Mostra d’arte contemporanea a cura di Pietro Copani e Lorenzo Madaro

Da mercoledì 18 dicembre le sale del Castello di Copertino ospiteranno la mostra Under pressure. Baldo Diodato a Copertino.Baldo Diodato è tra gli artisti italiani più interessanti della sua generazione, per la capacità di rileggere la storia architettonica e sociale dei luoghi attraverso un linguaggio plastico di derivazione minimalista. La mostra al Castello di Copertino è una selezione ragionata delle opere dell’artista attraverso i suoi anni di attività, che restituiscono il fulcro della ricerca di questo sperimentatore nomade. Insieme ai lavori verrà presentata un’installazione realizzata ad hoccon gli studenti degli istituti scolastici e dell’Accademia di Belle Arti di Lecce ed una performanceche l’artista realizzerà insieme ai cittadini di Copertino nel centro storico della città.

Nato a Napoli nel 1938, dove si forma all’Accademia di Belle Arti per poi proseguire i suoi studi all’Accademia Albertina di Torino, dal 1966 ai primi anni Novanta, vive a New York per poi trasferirsi, nel 1992 a Roma. Il confronto con la straordinaria e millenaria storia di Roma risulta di grande ispirazione: il maestro infatti utilizza grandi fogli dall’alluminio per realizzare calchi di sanpietrini e pavimentazioni antiche, attraverso un processo di acquisizione di tracce, anche infinitesimali, lasciate da milioni di persone in transito per le vie e le piazze. Realizza così altorilievi e bassorilievi che sintetizzano ciò che lo ha sempre ossessionato: il valore assoluto della forma.

Si basa infatti su un processo creativo che riguarda le metodologie dell’arte pubblica il percorso di Baldo Diodato, che spesso realizza i propri progetti chiedendo la collaborazione attiva delle comunità delle città in cui opera.Lea Vergine, in occasione della mostra personale dell’artista alla Modern Art Agency di Lucio Amelio a Napoli nel 1966, l’ha definito, non a caso, “un assembleur dei nostri giorni”, aggiungendo che “Diodato è meridionale, sfacciatamente barocco, decorativo, ornamentale. Diodato è uno scenografo capace di mimare, la sagrestia, il cabaret, la vetrina dei grandi magazzini e l’altare, trasformando ironicamente tutto quanto i mass-media e il kitsch veicolano con assillo costante”. Osservando oggi l’intera ricerca di Diodato emerge una doppia e persistente costante, che congiunge tra loro anche opere concepite a distanza di cinquant’anni e oltre: la pluralità dei materiali, anche industriali, adottati (con l’annessa capacità da eccentrico bricoleurdi associarli) e la volontà di riflettere sulla conservazione di oggetti e visioni che rappresentano esempi di resistenza della memoria.

Di seguito il Programma completo:

Martedì 17 dicembre Ore 10.00-14.00: Centro storico di Copertino – performance collettiva con l’artista;

Mercoledì 18 dicembre ore 17.30 Inaugurazione della mostra Interverranno: Balbo Diodato, ArtistaMariastella Margozzi, Direttore del Polo Museale della Puglia Pietro Copani, Direttore del Castello di CopertinoSandrina Schito, Sindaco di CopertinoAndrea Rollo, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Lecce Luigi Puzzovio, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce Lorenzo Madaro, Curatore d’arte e docente di Storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce.

La mostra, che vede come partners il Comune di Copertino e l’Accademia di Belle Arti di Lecce, è stata realizzata grazie al sostegno dello sponsor Impresa Leopizzi 1750 srl. Il fotografo del Polo Museale della Puglia, Beppe Gernone, documenterà tutte le attività di allestimento e preparazione della performancee della mostra: gli scatti saranno parte integrante del catalogo, a cura di Pietro Copani e Lorenzo Madaro, che sarà editato subito dopo l’inaugurazione.

In mostra anche video e altro materiale legato alla storia di Diodato.

L’evento sarà visitabile dal 18 dicembre 2019 al 21 marzo 2020 ai seguenti orari/costi:

Dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 14.00 (chiusura al pubblico ore 13.30); biglietto d’ingresso (Castello + mostra): € 5,00 (ridotto € 2.00).

Per info: tel. 0832-931612; mail pm-pug.castellodicopertino@beniculturali.it