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Eleonora Magnifico lancia un appello al Governatore per il diritto alla gratuità dei farmaci ormonali per le persone transgender

Il 20 novembre, in memoria di una donna transessuale che venne uccisa in America ci fu una veglia a lume di candela, venne introdotto da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998, avvenuto a ridosso della data in cui si celebra la ricorrenza, diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora in tutto il mondo si celebra il TDor, Transgender Day of remembrance in cui si ricordano le persone trans vittime di violenza. Una violenza che non cessa e i casi sono ancora tanti nel mondo, quindi non si ferma la discriminazione l’intolleranza, che porta spesso le persone transessuali a vivere nell’oblio o relegate a luoghi comuni e stereotipati purtroppo. Ricordando anche molte vittime locali, voglio fare una denuncia o meglio fare appello alla regione Puglia, nel percorso di riappropriazione e determinazione delle nostre identità esiste la possibilità di un percorso ormonale, lungo e costoso.

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Locus festival annuncia una speciale preview estiva in piazza a Trani, il 16 luglio con DEVENDRA BANHART

La data pugliese di Devendra Banhart, straordinario cantautore del panorama hippie-folk statunitense, sarà una speciale anteprima del Locus festival 2021, e verrà ospitata in piazza Duomo a Trani (BAT) venerdì 16 luglio.
Nel tour italiano di Devendra Banhart, quella di Trani è l’unica data nel sud, in una piazza pugliese fra le più iconiche e suggestive d’Italia, per un artista straordinario che esprime perfettamente quello che sarà il tema del Locus festival 2021: open-eyed music!

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Sabato 10 ottobre Time ZOnes 2020 ospiterà le performance di Caterina Barbieri e Hassan K

Sabato 10 ottobre, ore 21.00, parte la quarta serata di #TimeZones2020 al Teatro Kismet, saranno di scena Caterina Barbieri e Hassan K

Caterina Barbieri, autrice ed esecutrice di composizioni elettroacustiche, soprattutto basate su oscillatori analogici, nata nel 1990 e diplomata al conservatorio in chitarra classica e composizione elettro-acustica. La sua produzione, iniziata come Odisseo Undular, è poi proseguita attraverso Vertical (del 2014 per Important Records), per voce e sistema modulare Buchla 200, che l’ha fatta conoscere tra gli addetti ai lavori e le riviste specializzate, e Patterns Of Consciousness (del 2017 con endorsement di Alessandro Cortini dei Nine Inch Nails), prodotto unicamente con sintetizzatori analogici. Del 2019 è invece Ecstatic Computation, il primo sulla rinomata Editions Mego, «un viaggio tra estasi e stati di trance attraverso arpeggi di synth complessi, minimalisti e psichedelici», per la definitiva consacrazione per una compositrice il cui nome è diventato immancabile all’interno delle line up dei principali festival musicali internazionali.

Hassan K prima che musicista è un ingegnere esperto di design interattivo. Docente ed esperto di interazioni collettive. Compositore elettronico, da 10 anni è in tournée con il progetto musicale Hassan K, in cui usa vari strumenti digitali e mescola la musica tradizionale mediorientale con l’avanguardia e la musica occidentale estrema, di lui si dice che è una “mystic one man band from Persia”. Una sorta di open source, artista fai da te, Hassan miscela folklore e tecnologie, musica surf e danza del ventre, swing ed heavy metal… in folli atti di pura estasi.

#timezones2020

GLI OASIS CELEBRANO IL 25° ANNIVERSARIO DI‘(WHAT’S THE STORY) MORNING GLORY?’, guardatevi l’ INTERVISTA ESCLUSIVA A NOEL GALLAGHER

AvantPOP News: dopo l’enorme successo dell’album di debutto “Definitely Maybe” che ha reso gli Oasis un vero e proprio fenomeno culturale, il secondo album “(What’s The Story) Morning Glory?” cementa il loro impatto anche nei decenni a venire. Diventa l’album più venduto nel Regno Unito degli anni ’90, trascorrendo un totale di dieci settimane in cima alle classifiche ufficiali, ed è attualmente il quinto album più venduto nella storia degli album del Regno Unito. A livello internazionale, l’album è entrato nella Top 10 di tutti i principali mercati con un totale di vendite che supera i 22 milioni. Pubblicato originariamente nel 1995, “(What’s The Story) Morning Glory?” compie 25 anni il 2 ottobre. Per l’occasione, la band celebrerà l’anniversario con una settimana di attività su YouTube Music. Nuovi video ufficiali in versione HD con audio rimasterizzato dei singoli “Wonderwall“, “Don’t Look Back In Anger“, “Some Might Say“, “Roll With It“, “Morning Glory” e “Champagne Supernova” saranno disponibili nel canale YouTube Music degli Oasis.

Con il lancio di ogni video ufficiale in HD verrà inoltre pubblicata una nuova gamma di prodotti esclusivi che includono magliette in stile vintage che replicano i design originali del 1995 con le illustrazioni ed il classico logo “Decca” del gruppo. In una nuova intervista video esclusiva “Is This Tomorrow?“, Noel Gallagher torna nei leggendari Rockfield Studios (Galles) per la prima volta da quando la band registrò l’album, e condivide con i fan i suoi ricordi e riflette sulla importantissima eredità dell’album

In occasione dell’anniversario, il 2 ottobre, c’è stata la Premiere di YouTube che ha incluso un evento ufficiale in cui è stato riprodotto l’album e c’è stato un momento Singalong, inclusa la condivisione dei video in HD con audio rimasterizzato. I fan sono stati invitati a unirsi alla celebrazione e rivivere quella incredibile giornata dell’ottobre 1995 da casa, condividendo le proprie foto e video con l’hashtag #SomeMightSing e #MorningGlory25 tramite i canali social degli Oasis. Sempre il 2 ottobre, gli Oasis hanno pubblicato anche una edizione limitata in vinile di “(What’s The Story) Morning Glory?”

 L’anniversario di “(What’s The Story) Morning Glory?” rinforza la relazione di lunga data tra YouTube Music e gli Oasis, in cui la piattaforma è da sempre fattore determinante per le nuove generazioni di fan che nel tempo hanno scoperto la band attraverso i video. Queste celebrazioni porteranno infatti il canale YouTube degli Oasis a superare i 2,4 milioni di iscritti, con visualizzazioni totali destinate a superare il traguardo dei 2 miliardi. Le due versioni del video “Wonderwall” hanno raccolto oltre 650 milioni di visualizzazioni.

Dan Chalmers, Direttore Musica di YouTube EMEA afferma: “Oasis were true pioneers of their time who made extraordinary albums and countless great songs. It’s an honour to work with such a legendary band, one that has truly defined a generation of British music, and we are thrilled to bring audiences old and new together to enjoy the 25th anniversary of their seminal album ‘(What’s The Story) Morning Glory?’”

Avantpop, spazio di informazione musicale con Carlo Chicco, in onda il martedi e giovedi alle 18 su RKO

Anche per i White Stripes è tempo di “greatest Hits” ma c’e’ anche una sorpresa per i fan!

AvantPOP News: La Third Man Records e Columbia Records annunciano la pubblicazione dell’album  The White Stripes Greatest Hits il prossimo 4 dicembre!!

L’album è la prima raccolta ufficiale di registrazioni dell’iconico duo rock, Jack e Meg White, e contiene ben 26 brani essenziali rappresentativi della loro intera carriera: dallo scintillante esordio alla fine degli anni Novanta agli inni underground dei primi anni 2000, dai magici momenti di MTV Moon Man alle acclamazioni dei Grammy e ai cori da stadio in tutto il mondo, le canzoni di questo Greatest Hits contribuiscono ad evidenziare un percorso musicale e una carriera artistica di incredibile livello. L’album è disponibile in formato CD, 2LP ed in digitale (streaming e download). Un’edizione limitata deluxe e la versione in vinile colorato di The White Stripes Greatest Hits sarà disponibile nel pacchetto Vault Package #46 della Third Man Records. 

Vent’anni fa, un fratello e una sorella salivano nell’attico della fattoria di famiglia nel sud-ovest di Detroit e registravano una cover di “Moonage Daydream” di David Bowie, scatenando qualcosa in loro stessi e portandoli a prendere coraggio ed esibirsi in una serata amatoriale con voce chitarra e batteria il giorno della celebrazione della presa della Bastiglia. In quello che è poi sembrato un turbine del tutto imprevisto, registrano e pubblicano due singoli per un’etichetta indie locale. Subito dopo, un’etichetta indie (non così locale!) si offre di pubblicare il primo album completo. Partono in tour. Arriva un altro album. Altri tour. Un altro album ancora. Le persone iniziano veramente a prestare attenzione a questo duo. Tour senza sosta, album, riconoscimenti, il sogno più impossibile che diventa realtà. Il duro lavoro e la dedizione che i White Stripes hanno mostrato sin dall’inizio della loro carriera è ciò che li ha resi famosi in tutto il mondo ed è ciò che si evince dal percorso ricostruito attraverso questo The White Stripes Greatest HitsNell’era dello streaming, in cui l’idea di un “Greatest Hits” può sembrare irrilevante – dato che le canzoni più ascoltate in digitale sono considerate esse stesse le effettive “hit”, crediamo fermamente che le grandi band meritino dei “Greatest Hits” e che una grande parte dei successi della Third Man Records e dei White Stripes siano stati costruiti proprio cercando di dribblare questo fermento incontrollato del mondo della musica. Quindi, per una grande band con grandi fan, una compilation dei più grandi successi non è solo appropriata, ma assolutamente necessaria! 

In puro stile White Stripes, la band rivela solo una delle ventisei canzoni incluse nella tracklist, ossia “Ball and Biscuit“, mantenendo tutte le altre coperte dal mistero. Assicurandosi però che questa celebrazione speciale inizi con un pieno coinvolgimento, la band ha scavato nei propri archivi ed ha deciso di condividere il video di una performance live mai pubblicata del medesimo brano eseguito durante il concerto allo Shibuya-AX di Tokyo – Giappone il 22 ottobre 2003. Girato con quattro videocamere, il tour rappresentava il terzo viaggio della band in Giappone e il secondo di sei date nel paese nipponico. Per l’occasione, tutti i rivoluzionari video musicali ufficiali dei White Stripes verranno ripubblicati in alta definizione come parte del grande progetto Greatest Hits durante il mese di dicembre.

 Inoltre, per i fan di lunga data, la Third Man Records ha in programma di pubblicare una raccolta ampliata con un terzo LP aggiuntivo di b-side in gran parte dimenticate (all’interno del Vault Package #46). Per la versione Vault, i primi due LP contenenti i brani originali vengono stampati su vinile colorato rosso e bianco mentre il terzo LP bonus viene stampato in vinile di colore rosso / bianco / nero effetto “detonation”. La versione Vault del Greatest Hits include anche le illustrazioni iconiche del collaboratore di lunga data dei White Stripes Rob Jones (diverse da quelle dalla versione standard). La confezione contiene anche tre serigrafie di Rob Jones e un set di poesie a tema White Stripes. Per iscriversi prima della scadenza del 31 ottobre: Third Man Store

The White Stripes Greatest Hits è il primo disco ad essere pubblicato nell’ambito di un nuovo storico accordo tra Sony Music Entertainment, Jack White e Third Man Records. Il nuovo accordo copre la distribuzione mondiale della maggior parte delle registrazioni di Jack White con The White Stripes, The Raconteurs, The Dead Weather e il suo lavoro da solista, rendendo così disponibile per la prima volta il vasto catalogo musicale di Jack White attraverso una sola etichetta.

Avantpop, spazio di informazione musicale con Carlo Chicco, in onda il martedi e giovedi alle 18 su RKO

Time Zones 9 ottobre: Lisa Morgenstern, Lukas Lauermann

Time Zones continua venerdi 9 ottobre dalle 21 con la performance di Lisa Morgenstern e Lukas Lauermann.

Lisa Morgenstern
Pianista, cantante e compositrice tedesca / bulgara. Il suo ultimo lavoro, Chameleon, la trova ad espandere la sua visione, regalando il suo approccio lungimirante sia ai sintetizzatori che al pianoforte. Registrate in collaborazione con il produttore e violoncellista argentino Sebastian Plano, le nove ambiziose tracce di Chameleon mettono in mostra la sua straordinaria voce multi-ottava in una collezione che combina l’eleganza glaciale (‘Atlas’), il synth-pop barocco (‘My Boat’), la musica elettronica (“Levitation”) e l’espressività strumentale per pianoforte (“Codex”).

Lukas Lauermann
L’apertura mentale e la passione per la sperimentazione sono il tratto distintivo di Lukas Lauermann, compositore e violoncellista austriaco del 1985. Sebbene giovane, maneggia sapientemente la sua matrice classica con l’elettronica per un caleidoscopio di suoni attraente per vivacità compositiva e capacità esecutiva. A suo agio dal vivo si è esibito un po’ ovunque in EU e in Usa, India, Cina e persino in Palestina. La sua ultima preziosa impresa musicale, “How I Remember Now I Remember How” è disponibile anche on line (Col Legno).

Prevendite su Vivaticket: https://www.vivaticket.com/…/lisa-morgenstein/153069Ticket: 10€ + dp
▶ Prenotazioni +39 338 595 7238 (sms e Whatsapp)
📞 Chiamate dalle 11 alle 13, dalle 16 alle 20.

BIJ20: I Radiodervish ritornano in concerto a Bari!

Il 3 ottobre come Radiodervish faremo il concerto “Classica” con l’Orchestra di Archi OLES, nel Cortile del Redentore a Bari, Dedicheremo la serata alle vittime delle migrazioni, perchè in quella data ricorre la Giornata Nazionale del ricordo delle vittime del naufragio che nel 2013, di fronte a Lampedusa, è costato la vita di 368 persone. Vorremmo fare memoria senza cadere in una retorica che ha due facce complementari: il migrante visto come invasore e il migrante visto come fenomeno inevitabile. Entrambe nascono da una visione parziale di ciò che accade. Uno sguardo che se non si allarga diventa vuota celebrazione.

Le attuali migrazioni evidentemente non nascono da una libera scelta di lasciare la propria casa, il proprio ambiente sociale, il proprio paese per andare a conoscere il mondo, ma sono frutto della costrizione dovuta a guerre, scempi economici ed ambientali combinata con la pressione mediatica che chiama ad aderire a modelli di vita uniformanti sponsorizzati dal modello neoliberista.Se si tiene conto di questo non ha senso tifare per l’accoglienza acritica o per il respingimento altrettanto acritico. Se si allarga lo sguardo non si possono non vedere le responsabilità storiche che dovrebbero condizionare le scelte dei governi e dei poteri economici attuali che avrebbero il compito morale di riparare a torti storici e di cessare le politiche aggressive e prevaricatrici che ancora vengono messe in campo.

IL 28 SETTEMBRE IL REMIX DI “PER LE STRADE DI NESSUNO”, DI MARCO ANCONA, PRODOTTO DA NINOTCHKA. Speciale su RKO!

IN ANTEPRIMA SU SPOTIFY IL 28 SETTEMBRE IL REMIX DI “PER LE STRADE DI NESSUNO”, DI MARCO ANCONA, PRODOTTO DA NINOTCHKA. RKO lancerà in anteprima, lunedi 28 settembre, il nuovo singolo con una doppia intervista agli artisti a cura di Carlo Chicco

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ASCOLTA IL BRANO

Marco Ancona è tra gli artisti salentini più noti nella scena underground nazionale. Attivo dalla seconda metà degli anni Novanta, ha dato vita a Bludinvidia, Amerigo Verardi & Marco Ancona, Fonokit, tutti e tre progetti molto apprezzati dalla critica e premiati dal pubblico con iquali ha pubblicato diversi lavori e tenuto innumerevoli concerti.
“Per le strade di nessuno”, singolo targato 2018 (uscito con Xo La Factory/Cabezon Records), dalle influenze new wave, con quasi 100mila ascolti su Spotify è probabilmente il pezzo più suonato e più amato dal pubblico del suo recente progetto solista.


Dopo due anni dalla sua pubblicazione, Ninotchka (progetto musicale di un altro artista salentino, Mimmo Pesare) ne cura un remix completamente rivisitato che immette la carica rock del pezzo originale di Ancona all’interno di eleganti arrangiamenti trip-hop ed elettronici tipici del suono di Ninotchka.
La collaborazione tra i due artisti è in realtà solo consolidata da questa nuova versione remix di “Per le strade di nessuno”, perché Marco Ancona è anche produttore artistico del disco d’esordio di Ninotchka, previsto per dicembre 2020 e di cui sono già usciti tre singoli accolti da un buon successo di critica, tra i quali “In nessun posto”, cantato dallo storico frontman dei Massimo Volume, Emidio Clementi

Anteprima su Spotify e su tutti i digital stores: 28/09/2020

La nuova edizione de La malapianta inaugura la collana di AnimaMundi dedicata a Rina Durante

Mercoledì 23 settembre a Lecce la presentazione d’esordio del progetto che rende omaggio alla scrittrice e ricercatrice militante, fondatrice del Canzoniere Grecanico Salentino, voce del Sud

Mercoledì 23 settembre è in programma la presentazione inaugurale del nuovo progetto editoriale di AnimaMundi, dedicato a Rina Durante (1928-2004) una delle più importanti figure intellettuali del Salento e della letteratura meridionale, scrittrice, giornalista, ricercatrice militante e fondatrice nel 1975 del Canzoniere Grecanico Salentino. È il suo primo e unico romanzo,La malapianta, edito per la prima volta da Rizzoli nel 1964 e riproposto in una nuova edizione arricchita da contributi critici, ad inaugurare la collana “Opere di Rina Durante” a cura di Massimo Melillo, la prima in assoluto a lei dedicata.

Romanzo e collana saranno presentati mercoledì 23 settembre alle 18 presso il Chiostro della Biblioteca Bernardini di Lecce, nell’ambito della rassegna ExtraConvitto. Più lib(e)ri in piazza promossa dal Polo Bibliomuseale di Lecce e dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia (posti limitati, prenotazione whatsapp O832373576). All’evento parteciperanno, con il giornalista e curatore della collana Massimo MelilloEugenio Imbriani, docente di Antropologia culturale e storia delle tradizioni popolari dell’Università del Salento, Luigi Lezzi, antropologo, ricercatore, esperto di didattica del teatro.

La collana “Opere di Rina Durante” intende essere uno spazio di rinnovata riflessione e valorizzazione della vasta eredità della Durante che prevede la ripubblicazione dei suoi libri e testi più significativi tra cui saggi e articoli di storia sociale, letteratura e folklore, musica e antropologia, teatro, cinema e ricerca demologica, racconti, poesie e canti (alcuni dei quali, come La quistione meridionale e Luna otrantina, sono entrati a pieno titolo nel repertorio musicale salentino).

Il romanzo La Malapianta nella sua nuova edizione è inserito in un’ampia cornice di testi, che contestualizzano l’opera della scrittrice dal punto di vista storico-letterario e richiamano interessanti approfondimenti biografici, con l’introduzione di Antonio Lucio Giannone, docente di letteratura italiana all’Università del Salento, e una cospicua appendice arricchita da un intervento della stessa Durante del 2003 sulla cultura che cambiò il Salento e i contributi di Massimo Melillo, giornalista, Luigi Lezzi, ricercatore antropologo, e Francesco Guadalupi, scrittore, questi ultimi da sempre vicini a Rina Durante, alla quale nel 2013 è stato dedicato un convegno nazionale di studi, promosso dall’Università del Salento con l’intervento di numerosi studiosi tra cui Goffredo Fofi e Alessandro Leogrande .

Se ogni territorio ha i suoi testimoni eccellenti e “numi tutelari” a cui riconoscere una paternità di visione – studiosi, intellettuali, artisti che hanno aperto un varco nella ricerca delle molteplici forme dell’identità collettiva, della storia, delle tradizioni in costante evoluzione e stratificazione – Rina Durante rappresenta certamente questa figura per il Salento e per il Sud. Una personalità trasversale, rigorosa nel metodo e nella ricerca: narratrice prima di tutto, come lei stessa dichiarava, Durante ha contribuito in modo significativo alla ripresa degli studi sul tarantismo e della ricerca folclorica e demologica di Ernesto de Martino, raccogliendo la lezione gramsciana sulle classi subalterne e quella meridionalista, culturale e politica, di figure come Tommaso e Vittore Fiore, Gaetano Salvemini, Rocco Scotellaro.

Il suo impegno militante per le classi oppresse, a partire da quelle contadine, l’ha condotta a estendere le sue ricerche verso il patrimonio musicale tradizionale sull’esempio di Gianni Bosio, Giovanna Marini e altri studiosi, diventando la figura centrale di riferimento più significativa del movimento di riproposta della musica popolare salentina con la stessa fondazione del Canzoniere Grecanico Salentino.

Pur nell’evoluzione radicale che il Salento ha subito negli ultimi decenni, decisamente distante dallo spirito con cui Rina ha condotto le sue ricerche, tuttavia i germi di questa trasformazione, la nuova consapevolezza acquisita dal territorio connessa alla riscoperta e alla valorizzazione delle sue radici tradizionali, hanno nell’opera della Durante un primato da riconoscerle e valorizzare.

La malapianta vinse il Premio Salento nel 1965 consegnato a Lecce da Maria Bellonci, presidente di un’autorevole giuria composta da Sandro De Feo, Mario Sansone, Bonaventura Tecchi e Giampiero Dore, che negli anni precedenti era stato assegnato a Cesare Pavese, Carlo Bernari, Giuseppe Dessì, Domenico Rea, Elio Vittorini, Ignazio Silone, Carlo Cassola, Nino Palumbo, Giuseppe Cassieri, Dante Troisi e Italo Calvino.

Dal romanzo:

«C’è un modo di franare stando in piedi, diritta e tranquilla con gli altri intorno che ti guardano e sono tranquilli anche loro del tuo modo sempre uguale di tenerti su, senza scosse e cambiamenti. Ed è in quell’istante preciso che tu te ne sei andata, e hai detto loro addio con tutte le tue forze, senza dire una parola, pur sapendo di franare là dove nessuno di loro saprà più ritrovarti».

Dall’introduzione di Antonio Lucio Giannone:

«La malapianta, di primo acchito, farebbe pensare a un’opera tipica del neorealismo al quale rimandano indubbiamente alcune caratteristiche, come l’ambientazione meridionale, la scelta di personaggi appartenenti alle classi subalterne, l’arretratezza delle condizioni di vita in cui essi vivono, nonché il riferimento a precise coordinate storiche e geografiche. Ma quali sono le tematiche prevalenti nel romanzo, quelle che sono messe maggiormente in rilievo da Rina Durante? Ebbene, non sono tematiche di natura sociale, come si potrebbe immaginare. La fame, la miseria, gli stenti quotidiani esistono ovviamente e sono alla base della vita dei personaggi del romanzo, almeno dei componenti della famiglia Ardito, ma non è su di esse che si appunta l’attenzione della scrittrice. Non c’è insomma un intento documentario alla base del romanzo, né un tono di denuncia delle condizioni di vita della gente del Sud o di polemica ideologica contro il fascismo, secondo gli schemi più vulgati della narrativa neorealista. C’è un altro problema che sembra affliggere questi personaggi più delle condizioni di deprivazione sociale e materiale in cui vivono, ed è il malessere, il disagio di tipo esistenziale dal quale sono accomunati. Tutti i personaggi, infatti, sono dilaniati da un male sottile che condiziona le loro esistenze e ne fa delle monadi sofferenti e disperate. Solitudine, incomunicabilità, inettitudine, alienazione, aridità interiore: nessuno di essi sembra sfuggire a questo “male oscuro”».

Da “La cultura che cambiò il Salento” di Rina Durante:

«Che cosa fu per noi la ricerca folklorica se non tentare di illuminare quei passaggi della nostra storia, in cui il popolo aveva dato testimonianza della sua capacità di reagire alle opposizioni, e cioè di autonomia? Ripristinare la memoria e cercare di difenderla, di conservarla: tendeva a questo il nostro lavoro. Oggi si ha la sensazione di un azzeramento di tutto il lavo ro culturale svolto sul fronte politico. La nostra convinzione, invece, è che si debba ricominciare proprio da lì, che si debba tornare a parlare di questione meridionale, per esempio, che a parte le diverse tesi, era un modo per risalire alle cause della condizione meridionale attraverso la ricostruzione storica del Meridione. Una generazione di smemorati non produce neanche buoni scrittori. Scrittore è colui che

conosce e, soprattutto, riconosce il passato, che ha la consapevolezza del tessuto storico-letterario da cui inevitabilmente discende egli stesso».

Dal contributo di Massimo Melillo:

«Con Rina avevamo sempre pensato ad una ripubblicazione de La malapianta e sollecitata a riprendere in mano la questione veniva però sopraffatta da altri innumerevoli impegni, che mettevano da parte l’ambito progetto editoriale che prevedeva, tra l’altro, la riedizione di altre sue importanti opere e saggi. Ora che senza di lei La malapianta rivede la luce sarà come averla ancora di più tra di noi, suscitando quella struggente commozione, che ci assale ogni qualvolta i pensieri ci riportano quotidianamente agli anni di una stagione indimenticabile della nostra vita.

I libri fanno crescere, vivono di forza propria e fanno vivere, questo forse il mistero della scrittura che diventa narrazione. L’uno accanto all’altro, i libri a volte restano immobili, poi ripresi e riletti muovono uomini e donne, costruiscono pensieri e identità, che si fanno storia e conoscenza per tutti e di tutti. Rina era legata a La malapianta perché raccontava della sua antica terra, che da sempre è rimasta centrale nella sua ricerca dell’anima popolare salentina. Un ritratto vivido di un tessuto sociale scomparso, un lavoro di scavo incessante e mai interrotto per ricomporre, come in un intenso lessico, i valori collettivi di una produzione culturale consapevole della propria dignità, che incarna la storia di un luogo dell’anima chiamato Salento».

L’autrice

Rina Durante (Melendugno/Le 1928 – Lecce 2004) esordisce con la raccolta di poesie Il tempo non trascorre invano (Misura, 1951). Fra il 1961 e il 1966 è segretaria di redazione della rivista “Il Critone”, dove pubblica alcuni racconti tra cui Il Tramontana, che diventerà il soggetto dell’omonimo film diretto da Adriano Barbano, presentato nel 1965 alla prima Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro. Il suo primo romanzo è La malapianta (Rizzoli, 1964) vincitore del Premio Salento 1965. Dopo Da Verga a Balestrini. Antologia della condizione meridionale (Saedi, 1975) pubblica nel 1977 Tutto il teatro a Malandrino (Bulzoni) e Il sacco di Otranto (Adda). Nella sua lunga attività di giornalista ha collaborato con la Rai e con numerosi quotidiani e riviste. Riprendendo gli studi sul tarantismo di Ernesto de Martino, fonda nel 1975 il Canzoniere grecanico salentino, che nel 1977 incide per la Fonit Cetra Canti di Terra d’Otranto e della Grecìa salentina. Nel 1996 esce il volume Gli amorosi sensi (Manni) presentato da Maria Corti. Il suo interesse per la cultura popolare e l’enogastronomia si manifesta anche attraverso la collaborazione con la Guida dell’Espresso e con varie pubblicazioni come Rucola e caviale (Edisalento, 1993), Cerere e Bacco a piene mani (Schena, 2001) e il postumo L’oro del Salento. Per una storia sociale dell’olio d’oliva in Terra d’Otranto a cura di Massimo Melillo (Besa, 2005).

AnimaMundi

AnimaMundinasce nel 2003 come casa editrice ed etichetta discografica, a cui si affianca una piccola e tenace libreria affacciata sul mare Adriatico nel cuore di Otranto. AnimaMundi è presto divenuta un punto di riferimento della musica di riproposta della tradizione salentina, pubblicando diversi album tra i più significativi degli ultimi anni. Come casa editrice ha accolto una ricca rosa di autori impegnati sui temi del rapporto poetico con il mondo, tra cui Franco Arminio, Gianluigi Gherzi, Chandra Livia Candiani, in un lungo percorso editoriale inaugurato con la pubblicazione in italiano dei libri dello scrittore e poeta francese Christian Bobin.