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Cartellone Cinema: i film della settimana dal 27 febbraio al 4 marzo

Questa settimana, dal 27 febbraio al 4 marzo, parliamo di 12 film, da vedere, evitare o cercare.  

In uscita giovedì 27 febbraio 2020

  • Dopo Il Matrimonio

Un remake al femminile che fa del cast solido e performante il suo principale punto di forza. Drammatico, USA 2019. Durata 110 Minuti. Un film di Bart Freundlich. Con Michelle Williams, Julianne Moore, Billy Crudup, Abby Quinn, Eisa Davis. Distribuzione Lucky Red.

  • La Gomera – L’isola dei fischi

Godibile e intelligente riflessione sul linguaggio del cinema, ma il codice del noir pesa sull’insieme. Drammatico, Romania, Francia, Germania 2019. Durata 97 Minuti. Un film di Corneliu Porumboiu. Con Vlad Ivanov, Catrinel Marlon, Rodica Lazar, Antonio Buíl, Agustí Villaronga. Distribuzione Valmyn.

  • Non si scherza col fuoco

Una commedia per famiglie dalla comicità fracassona, con un John Cena tutto muscoli e buoni sentimenti. Commedia, USA 2019. Durata 96 Minuti. Un film di Andy Fickman. Con John Cena, Keegan-Michael Key, John Leguizamo, Tyler Mane, Brianna Hildebrand. Distribuzione 20th Century Fox Italia.

  • The Grudge

Un reboot che collega l’horror giapponese a quello made in Usa. Horror, USA 2020. Durata 94 Minuti. Un film di Nicolas Pesce. Con Andrea Riseborough, Demián Bichir, William Sadler, John Cho, Betty Gilpin. Distribuzione Warner Bros Italia.

  • Lupin III – The First

Look cartoonesco e un occhio a Miyazaki per la prima avventura in CG3D del ladro gentiluomo. Animazione, Giappone 2019. Durata 93 Minuti. Un film di Takashi Yamazaki. Con Tatsuya Fujiwara, Suzu Hirose, Kiyoshi Kobayashi, Kanichi Kurita, Daisuke Namikawa. Distribuzione Koch Media.

  • La Partita

Una partita di calcio in periferia si fa parabola nichilista sulla perdita dell’innocenza, in un tagliente esordio alla regia. Drammatico, Italia 2018. Un film di Francesco Carnesecchi. Con Francesco Pannofino, Alberto Di Stasio, Giorgio Colangeli, Stefano Ambrogi, Lidia Vitale. Distribuzione Zenit Distribution.

  • Arctic – Un’avventura glaciale

Un’avventura a tema ambientalista per un film carino ma senza sorprese. Adatto ai più piccoli. Animazione, Avventura – Canada 2019. Durata 92 Minuti. Un film di Aaron Woodley. Con Ambra Angiolini, Stefano De Martino, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, James Franco. Distribuzione Notorious Pictures.

  • Doppio Sospetto

L’orrore si fa strada nelle crepe di un’amicizia speculare. Lo stile è classico ma il finale è originale. Drammatico, Francia, Belgio 2018. Durata 97 Minuti. Un film di Olivier Masset-Depasse. Con Veerle Baetens, Anne Coesens, Mehdi Nebbou, Arieh Worthalter, Jules Lefebvres. Distribuzione Teodora Film.

In uscita il 2 MARZO troviamo i documentari:

  • They shall not grow old – Per sempre giovani

Un lavoro maniacale che restituisce i colori al primo conflitto mondiale, in tutta la loro drammatica vividezza. Documentario, USA 2018. Un film di Peter Jackson. Distribuzione Mescalito Film.

  • Varda par Agnès

Varda fa convivere, ancora una volta, astrazione e realtà. Cogliendo l’essenza di un sentimento. Documentario, Francia 2019. Durata 115 Minuti. Un film di Agnès Varda, Didier Rouget. Con Agnès Varda, Sandrine Bonnaire, Nurit Aviv. Distribuzione Cineteca di Bologna.

  • Show Me The Picture – The Story of Jim Marshall

La storia del fotografo Jim Marshall. Documentario, USA 2019. Durata 92 Minuti. Un film di Alfred George Bailey. Con Galadrielle Allman, Adam Block, Anton Corbijn, Amelia Davis, Michael Douglas. Distribuzione Zenit Distribution.

In uscita il 3 MARZO il documentario

  • Marianne & Leonard – Parole d’amore

Cohen e la sua bella e tragica storia d’amore. Documentario, Biografico, Musicale – USA 2019. Durata 97 Minuti.Un film di Nick Broomfield. Con Nick Broomfield, Leonard Cohen. Distribuzione Nexo Digital.

Sono 8 i film da vedere fino a mercoledì prossimo 4 marzo, usciti il 27 febbraio . 

Inizio da un film drammatico di produzione americana

Dopo il matrimonio

Bart Freundlich, regista poco prolifico ma sceneggiatore esperto di relazioni sentimentali e incomprensioni familiari, riscrive il dramma portato sullo schermo dalla regista danese Susanne Bier nel 2006, sostituendo la coppia di protagonisti maschili con quella al femminile, Michelle Williams e Julianne Moore, sua moglie e interprete di quasi tutti i suoi film. Il tema della maternità, biologica o sostitutiva, scelta o rifiutata, assume dunque un ruolo centrale ma solo in apparenza, perché cambiando di genere ai protagonisti della storia, il regista può in realtà raccontare la scelta di un uomo e il legame che ha instaurato con la figlia.

Musiche di Mychael Danna, compositore canadese autore di colonne sonore tra queste vi segnalo Vita di Pi, per cui ha vinto un Oscar ed ottenuto una nomination all’Oscar per la miglior canzone. Può vantare una cinquantina di lavori per il cinema a partire dal 1994 ed anche un Golden Globe.

Soundtrack

Trailer:

Resto nel genere drammatico di respiro europeo parlandovi di

La Gomera – L’isola dei fischi

Ambientato a Bucarest  e presentato in concorso al Festival di Cannes 2019 è la storia di Cristi (Vlad Ivanov), ispettore di polizia corrotto dai narcotrafficanti, è sospettato dai suoi superiori e per questo sottoposto a intercettazioni. Viene inviato dalla diabolica Gilda (Catrinel Marlon) su un’isola delle Canarie, la vulcanica Gomera, dove si trova un carcere in cui è tenuto prigioniero un gangster mafioso. Per liberarlo e recuperare i milioni nascosti sull’isola, Cristi dovrà imparare il silbo, un antico linguaggio segreto. L’amore, però, interferirà con la missione del poliziotto e nulla andrà secondo i piani.

Soundtrack:

Trailer:

Torniamo negli USA e passiamo ad una commedia

Non si scherza col fuoco

Merito di John Cena, probabilmente, che smessi i panni del lottatore ha da tempo indossato quelli dell’attore e alla maniera del Vin Diesel di Missione tata si cimenta ancora con la commedia per famiglie (già affrontata in Giù le mani dalle nostre figlie). Un percorso classico, seguito da un film altrettanto scontato, in cui i muscoli del duro tutto d’un pezzo si sciolgono di fronte a una paternità prima forzata e poi rivendicata. L’aspetto rimarchevole di Non si scherza col fuoco riguarda gli incassi fatti registrare negli Stati Uniti: 44 milioni di dollari, 12 dei quali registrati al primo weekend.

A qualcuno la trama e le situazioni di Non si scherza col fuoco ricorderanno, fra i mille altri riferimenti, Tre scapoli e un bebè, remake americano della commedia francese, molto famosa a metà anni ’80, Tre uomini e una culla. Qui, semplicemente, il regista Andy Fickman e gli sceneggiatori Dan Ewen e Matt Lieberman aggiornano i componenti dell’improvvisato nucleo familiare di quei film: quattro uomini adulti costretti a diventare genitori e tre orfani di età differente, dai quattro, ai sette, ai sedici anni. Le donne sono come al solito un mero supporto narrativo a un percorso che riguarda solamente gli uomini: una ragazza che si mette nei guai e va per questo di continuo salvata e una rompiscatole pronta a diventare moglie e madre.

Musiche di Nathan Wang, compositore e direttore d’orchestra statunitense.

Soundtrack:

Il Trailer:

Cambiamo registro. Sempre di produzione americana è l’horror che vi presento oggi e che aggiunge un nuovo titolo alla trilogia firmata da Takashi Shimizu tra il 2004 ed il 2009. Sto parlando di

The Grudge

Si tratta del quarto capitolo della saga e ne mantiene il titolo. Vuole essere un ponte tra l’orrorifica serie e l’originale e spaventosissimo primo capitolo  Ju-on del 2000, un J-Horror (così si chiamano gli horror psicologici giapponesi) che uscì per il solo mercato home video. Per gli appassionati segnalo che questo è un interquel, che si svolge durante gli eventi di The Grudge (2004) e The Grudge 2 (2006). Questa volta però alla regia troviamo Nicolas Pesce, mentre il cast è composto da Andrea Riseborough e John Cho, più Elizabeth Folan Gilpin. Nel cast, particolarmente ricco, c’è anche la presenza di una vera icona del cinema horror americano come Lin Shaye: classe 1943, era presente nel primo Nightmare, ma anche in Critters, in Amityville – A New Generation e più recentemente in film come Tales of Halloween, Ouija e poi Ouija – L’origine del male, e tanti altri. Troviamo in questo film il numero 44, un riferimento al cortometraggio originale Ju-on 4444444444 (1998). 4 è anche il numero della sfortuna nella cultura giapponese, perché omofono di Shi, che significa morte. Il regista ha affermato che le sue fonti di ispirazione sono stati L’esorcista (1973) e Changeling (1980).

Le musiche sono state curate da The Newton Brothers, ossia Andy Grush e Taylor Newton Stewart, compositori di colonne sonore, produttori discografici, direttori e polistrumentisti, specialisti del genere horror, già curatori di Ouija: L’origine del male (2016) ed Oculus (2013).

Soundtrack:

Il Trailer:

Lupin III – The First

Dopo dieci lungometraggi di animazione, firmati anche da maestri come Hayao Miyazaki e Seijun Suzuki, e due poco riusciti adattamenti live-action (uno nel lontano 1974 e l’altro nel 2014), anche per il longevo Lupin III è la volta di una versione in computer grafica 3D. Di qui il sottotitolo The First che accompagna il film di Takashi Yamazaki, voluto dal creatore di Lupin Monkey Punch. The First ha un doppio primato: è il primo film animato dedicato al personaggio a essere realizzato in CGI e non nella classica tecnica 2D a mano libera, cifra stilistica degli anime. E’ inoltre il primo film a uscire dopo la morte del creatore del personaggio. Monkey Punch, al secolo Kazuhiko Katō, è infatti deceduto nell’aprile 2019 e il Lupin III The First gli sarà dedicato. Sul piano dei contenuti Yamazaki, già avvezzo alle conversioni in digitale per il lavoro fatto con Doraemon – Il film, osa il minimo indispensabile: i punti fermi della saga di Lupin vengono rispettati in maniera ossequiosa, anche se i comprimari, da Jigen a Zenigata, ottengono uno spazio minimo per poter incidere, in una trama che sembra appartenere più al romanzo d’avventura alla Tintin o Mortimer e Blake che alla tradizione nipponica. Il regista ha affermato che per un film live-action giapponese difficilmente si può realizzare una storia ambientata in diverse parti del mondo, mentre in Computer Grafica diventa possibile. Inoltre, essendo la storia ambientata non in un luogo immaginario, ma in diversi paesi reali, si è ispirato allo stile di 007. L’incipit della colonna sonora infatti fa eco alla sequenza di apertura dei film di James Bond.

Le musiche sono composte da Yuji Ohno, musicista, compositore e pianista giapponese jazz. È lui che ha quasi sempre curato Lupin III, sia nei film per il cinema che per la Tv. Le liriche sono del giovane Yoshiki Mizuno, musicista e cantante di Hamamatsu, Prefettura di Shizuoka, Giappone.

Soundtrack:

Trailer:

Arrivo al primo film italiano della settimana

La partita

L’esordio nel lungometraggio di Francesco Carnesecchi, confezionato allargando le linee di gesso di un corto dallo stesso titolo, inizia come una commedia sportiva  sulla scia de L’arbitro ma si trasforma lentamente in una parabola nichilista sulla perdita dell’innocenza. Roma, maggio, domenica mattina. L’ultima partita del campionato di calcio della categoria allievi. Claudio Bulla è un allenatore che nella vita non ha vinto nulla. Oggi si gioca il titolo. Un campo che diventa un ring su cui lottare per qualcosa di importante. Italo (Alberto Di Stasio), presidente dell’associazione sportiva, compete per i soldi, perché ha scommesso tutto ciò che ha. L’allenatore Claudio Bulla (Francesco Pannofino), che nella sua carriera non ha mai vinto nulla, oggi spera di portarsi a casa un titolo. Antonio (Gabriele Fiore), il capitano della squadra, spera un giorno di diventare un professionista. Quei 90 minuti sembrano un’eternità per vivere, per decidere e per sognare.

Musiche di Vanni Fiorelli, Alessio Lottero.

Il Trailer:

Quello di cui vi parlo ora è un film davvero adatto ai più piccoli con un messaggio ambientalista

Arctic – Un’avventura glaciale

Cal Brunker, animatore di successi come Cattivissimo Me e L’era glaciale 4, ha contribuito a scrivere la sceneggiatura di questa animazione, che trasforma la catastrofe ambientale dello scioglimento rapido e drammatico della calotta polare, nel piano mortifero di un folle frustrato, il tipico villain del genere supereroistico, che ha piegato il suo genio al Male dopo che la società l’ha stigmatizzato e ripudiato. Il tutto è visto attraverso lo sguardo infantile del piccolo Speedy, che vorrebbe tanto essere un super cane, ma che  è solo una piccola volpe bianca come la neve che lo circonda. Come già in Fantastic Mr. Fox, la debolezza del giovane protagonista si trasforma da difetto in valore aggiunto ed identitario, decisivo per la riuscita dell’impresa.

Arctic si può dunque considerare un discreto passo avanti rispetto a Il viaggio di Norm, che aveva già tentato, senza convincere, la combinazione di avventura e messaggio ambientalista, sebbene resti niente più che un intrattenimento grazioso, adatto ai più piccoli.

Le musiche sono di David Buckley, compositore britannico nominato agli Emmy di colonne sonore di film e televisione, residente a Santa Monica, in California.

Soundtrack:

Il Trailer:

Il film franco-belga della settimana è

Doppio Sospetto

Olivier Masset-Depasse ambienta questo lavoro agli inizi degli anni ’70, rappresentando la storia di due donne, Alice (Veerle Baetens) e Céline (Anne Coesens), e delle loro famiglie. Quando un’improvvisa tragedia sradica le vite delle due, queste mettono in discussione le relazioni che prima avevano tanta importanza. Il regista di Illégal (2010) porta sullo schermo il romanzo di Barbara Abel “Derrière la haine” con un occhio a Hitchcock e l’altro a Douglas Sirk. Qualche insistenza di troppo della musica e della regia vengono compensate dalla misura asciutta del film e da un finale che contraddice la fedeltà al genere dimostrata fino a quel momento e, con un notevole colpo di coda, sceglie una strada più cupa e raggelante, ma anche perfettamente coerente con il punto di partenza.

Musiche di Renaud Mayeur, Frédéric Vercheval, che hanno composto una colonna sonora varia e piacevole

Tappeto:

Soundtrack del film:

Il Trailer:

In uscita il 2 marzo

They shall not grow old – Per sempre giovani

Peter Jackson mette mano all’archivio storico della BBC per recuperare 600 filmati originali della Prima Guerra mondiale, in occasione del centenario dalla fine del sanguinoso conflitto. Posso ricordare altri recenti lavori, come quello di Leonardo Tiberi, che in Fango e gloria, che racconta quella stessa guerra attingendo ai materiali d’archivio dell’Istituto Luce e poi procede a colorizzarli e doppiarli. A Differenza di Tiberi però Peter Jackson dispone di un budget e una strumentazione tecnologica infinitamente superiori. Il suo documentario restituisce al conflitto del ’14-’18 i colori in tutta la loro vividezza: dal rosso del sangue dei cadaveri dei soldati al verde del gas nervino, senza dimenticare le tinte accese dei fiori di campo che spuntano ostinatamente ai margini dei campi di battaglia. Ma a colpire è l’attenzione a dettagli che vengono mostrati in campo lungo, capaci di umanizzare scene di mobilitazione collettiva altrimenti troppo impersonali.

Trailer

In uscita sempre il 2 marzo

Varda par Agnès

Agnès Varda. Fotografa professionale, autrice di installazioni e soprattutto pioniera della Nouvelle Vague, è un’istituzione del cinema francese, una donna che non si è mai chiusa a nuove esperienze. Questo docufilm offre un ritratto della sua attività, utilizzando sequenze delle sue opere cinematografiche, foto e riprese delle installazioni, fuori da un criterio cronologico, indagando poi gli anni dal 2000 al 2018 nei quali il focus è sul suo rapporto con le nuove tecnologie. Emerge l’amore si Varda per la meraviglia da suscitare in chi assiste poiché un’opera artistica frutto della creatività non ha raggiunto il suo scopo se non viene condivisa con altri che la facciano propria, così nelle sue installazioni gli spettatori diventano attori offrendo una loro lettura personale.

Musiche della compositrice polacca Joanna Bruzdowicz e Michel Legrand, compositore, pianista, arrangiatore e direttore d’orchestra francese di musica jazz, pop e di colonne sonore cinematografiche. È stato un prolifico compositore, con al suo attivo oltre 200 colonne sonore cinematografiche e televisive, oltre a molte canzoni memorabili.

Trailer

Show Me The Picture – The Story of Jim Marshall

Diretto da Alfred George Bailey, è un documentario sul fotografo delle rockstar, Jim Marshall, che con i suoi scatti è diventato a sua volta una celebrità del panorama musicale. Questo è un racconto della vita del fotografo davanti e dietro l’obiettivo, attraversando la carriera che lo ha reso un artista e un’esistenza fatta di alti e bassi. Figlio di immigrati, Marshall ha lottato per affermarsi nell’epoca d’oro del rock. Oltre alla passione per la fotografia, Marshall ne aveva una sfrenata per la musica, come dimostrano i suoi scatti e la sua poetica, secondo la quale si definiva simile a un reporter che cattura il soggetto nel suo ambiente. E lui si immergeva così tanto nel momento catartico della foto da diventare un tutt’uno con la fotocamera. Miles Davis che si allena alle corde, Bob Dylan che passeggia con gli amici, Hendrix che dà fuoco alla sua Stratocaster a Monterey Pop o che riprende Janis Joplin con una Super8 in un camerino, o ancora la Joplin in compagnia di una bottiglia di Southern Comfort, seduta sulla sua Porsche psichedelica o che finge di strangolare Grace Slick dei Jefferson Airplane. L’ultimo live dei Beatles a Candlestick Park, San Francisco, 1966. Johnny Cash (e la moglie June Carter) che saluta col dito medio le guardie, i leggendari concerti di Folsom Prison e a quello di San Quentin. Il tour americano degli Stones nel ’72 seguito per “Life” (da Marshall definito “pharmaceutical”), i Grateful Dead a Woodstock, l’amico Duane Allman e molti altri protagonisti della controcultura rock statunitense. Una scorribanda armata e ad alta tensione tra giganti, iniziata per caso con John Coltrane (che gli chiese indicazioni stradali per Berkeley sulla strada verso un’intervista, nel 1960, cortesia fatta in cambio della possibilità di fargli qualche foto). Proseguita con circa cinquecento crediti per altrettante cover e scatti a contratto negli studi di Atlantic e Columbia, culminata nell’era del classic rock, tra ’60 e ’70, e tramontata a contatto con gruppi molto meno eclatanti, proprio mentre Marshall iniziava a presentare i suoi libri fotografici nelle gallerie e la sua capacità di aver colto con passione lo spirito del tempo e la verità degli artisti veniva legittimamente riconosciuto.

Show Me the Picture è anche il titolo del volume fotografico uscito nel 2018 per Chronicle Books e sempre curato da Amelia Davis, che è anche coproduttrice e figura tra gli intervistati del film, insieme ai colleghi, i compagni di strada e gli amici stretti, come Joel Selvine, critico musicale del “The San Francisco Chronicle” e curatore di altri tre suoi volumi; Michael Douglas, conosciuto durante le session sul set del telefilm Le strade di San Francisco (1972-77), e la compagna Michelle Margetts, che lo conobbe da studentessa di giornalismo, incaricata dalla sua università di “stanare” e intervistare quel fotografo famoso che aveva fatto perdere le sue tracce e che pure nel 2004 per la sua prolungata militanza nel music business riceverà un premio honoris causa dai Grammys..

Le musiche sono del compositore londinese Ian Arber

Soundtrack:

Trailer

Chiudo con un documentario Nexo Digital al cinema solo il 3 e 4 marzo, presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2019,

Marianne & Leonard – Parole d’amore

L’ultimo film dell’acclamato regista di documentari Nick Broomfield, autore di Kurt e Courtney e Whitney: can I be me, bella ma anche tragica storia d’amore tra Leonard Cohen e la sua musa norvegese Marianne Ihlen. Il racconto parte dall’idilliaca isola greca di Hydra, divenuta un punto d’incontro per diversi artisti e spiriti bohémien. È qui che un 26enne Leonard aveva comprato nel settembre del 1960 un’abitazione vicina al mare, così da potersi concentrare e raggiungere quella pace interiore che gli permetteva di scrivere senza distrazioni. Ma non immaginava che in quello stesso anno su quell’isola avrebbe incontrato Marianne, giovane, bella, uno spirito libero nordico trapianto sulle calde sponde del Peloponneso. Marianne non fu solo l’ispirazione di “So Long Marianne” e “Bird on the Wire“, ma influenzò per tutta la vita la musica di Cohen. Con molte registrazioni inedite. Il film segue la loro relazione dai loro inizi fino al successo di Leonard. Le musiche sono di Nick Laird-Clowes, musicista e compositore, più famoso come cantante oltre che uno dei cantautori della band The Dream Academy.

Soundtrack:

Trailer

Chiudo così. Cartellone Cinema vi dà appuntamento a giovedì prossimo alle 18:00 sempre su http://www.rkonair.com.

Vi ricordo che potete riascoltare la puntata dalla nostra piattaforma Spreaker cercando Cartellone Cinema ma anche su Spotify, Deezer, Apple Podcast, Castbox, Google Podcasts, ListenNotesPodcast Addict, iHeartRadio, Podchaser, tra i podcast, cercando Cartellone Cinema.

Un saluto da Paola!

Cartellone Cinema – Tutti i film nelle sale dal 6 al 12 febbraio

Nella settimana tra giovedì 6 febbraio e mercoledì 12 avremo la possibilità di vedere 6 film: da oggi 3 nuovi titoli, domani torna al cinema 8 ½ che per Fellini 100, la rassegna nazionale in onore dei 100 anni dalla nascita di Federico Fellini ed poi tra lunedì e mercoledì prossimo un paio di documentari.  

  • Il Ladro di Giorni è un film drammatico del 2019, diretto da Guido Lombardi, con Riccardo Scamarcio e Massimo Popolizio. Durata 105 minuti. Distribuito da Vision Distribution.
  • Birds of Prey è un film d’azione ed avventura del 2020, diretto da Cathy Yan, con Margot Robbie e Mary Elizabeth Winstead. Durata 109 minuti. Distribuito da Warner Bros.
  • Alice e il sindaco è una commedia francese drammatica del 2019, diretto da Nicolas Pariser, con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier. Durata 103 minuti. Distribuito da BIM Distribuzione, in collaborazione con Movies Inspired.

Il 7 febbraio per il cinema Ritrovato.. al Cinema

  • 8 1/2 è un film drammatico, commedia del 1963, diretto da Federico Fellini, con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale. Durata 140 minuti. Distribuito da CINERIZ – DOMOVIDEO, MONDADORI VIDEO, DE AGOSTINI, MULTIGRAM, L’UNITA’ VIDEO.

In uscita lunedì 10 febbraio invece:

  • Impressionisti segreti è un documentario del 2020, la cui regia è curata da Daniele Pini, distribuito da Nexo Digital.

Mercoledì 12 febbraio:

  • Cercando Valentina – Il mondo di Guido Crepax, un documentario del 2019, diretto da Giancarlo Soldi, con Riccardo Vianello.Durata 75 minuti. Distribuito da Bizef Produzione.

Parto però con una segnalazione locale. Voglio parlarvi in apertura della proposta dell’Anche Cinema Royal di Bari:

Il 6 febbraio c’è stata la proiezione alle ore 19.00 del docufilm Legno Vivo – Xylella, oltre il batterio, all’interno della programmazione di “La Fondazione di Partecipazione delle Buone Pratiche”, uno spunto di riflessione e approfondimento sulla questione Xylella, tematica centrale nel dibattito pubblico, mediatico e politico, con preoccupanti risvolti non solo agricoli ed economici, ma anche ambientali, sanitari, giuridici e sociali. Durante l’incontro, presentato dal presidente della Fondazione di partecipazione delle Buone pratiche, Massimo Guido, interverranno gli autori, Elena Tioli, Francesca Della, Giovampaola Filippo Bellantoni, Simone Cannone. Inoltre interverranno: Nicola Grasso, costituzionalista dell’Università del Salento; Piero Tateo, autore del libro inchiesta “La Puglia degli Ulivi. Dopo la Xylella”; Pietro Perrino, genetista, già dirigente di ricerca CNR; Gianluigi Cesari, agro-ecologo; Sergio Mangia, medico ISDE Medici per l’ Ambiente Lecce. Ingresso 4 €

Andiamo ai film nelle sale italiane a partire da oggi e disponibili per tutta la settimana:

Alice e il sindaco

Diretto da Nicolas Pariser, descrive la storia del sindaco di Lione Paul Théraneau (interpretato da Fabrice Luchini) a qualche mese dalle elezioni municipali, dopo trent’anni di vita politica: un uomo come svuotato ed ormai privo di ispirazione. In suo soccorso, l’entourage comunale recluta una giovane normalista, una brillante filosofa di nome Alice Heimann (Anaïs Demoustier). La politica, reale o sognata, diventa il terreno di gioco di un autore audace e ispirato, erede di Rohmer, a cui quest’ultimo film fa esplicitamente riferimento. Ammiratore del suo cinema, Nicolas Pariser segue da studente un corso del regista alla Sorbona, a cavallo del XXI secolo, e dimostra la sua ammirazione nel titolo, chiaro omaggio a un classico di Éric Rohmer, L’albero, il sindaco e la mediateca, commedia filosofica sulla ruralità, l’ecologia e le manovre politiche, con un giovane Fabrice Luchini. Quando, un sabato notte, il figlio di immigrati italiani, che aveva cambiato il suo nome da Robert a Fabrice, entrò in una discoteca conosciuta per la soul music, non si aspettava di certo che, invece, il regista Philippe Labro gli avrebbe proposto un ruolo cinematografico. Non aveva nulla di particolare Luchini: un po’ di incertezza e noia negli occhi. E oggi, dopo aver recitato ne Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline, dopo una lunga e proficua collaborazione con Eric Rohmer – Il ginocchio di Claire (1970), Perceval le gallois (1978), La femme de l’aviateur – La moglie dell’aviatore (1981), Le notti di luna piena (1984), Reinette e Mirabelle (1987) e L’albero, il sindaco e la mediatica (1993) – , ad anni di distanza da quella famosa notte, è uno degli attori che più emoziona il pubblico francese. Inorridisce di fronte alla mondanità ed è una delle star più ritrose che si conosca, in perfetto equilibrio con la sua immagine disincanta e romantica.

il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar. Le musiche sono di Benjamin Esdraffo.

Birds of Prey

Cathy Yan è la prima regista donna asiatica a dirigere un film di supereroi ed è la seconda donna a dirigere un film DC, dopo Patty Jenkins. Ottavo film nel DC Extended Universe, questa pellicola è tratta da più serie a fumetti pubblicati a partire dal 1996, dedicati ai personaggi femminili, buoni e cattivi, del mondo DC Comics, che vivono e operano tra Gotham City, Metropolis e Platinum Flat.  La DC Comics e la Warner Bros hanno pensato di dare un seguito a Suicide Squad, una sorta di sequel in cui rivedere in azione l’anti-eroina Harley Quinn, interpretata da Margot Robbie. Si ritrova sola a Gotham per la prima volta e scopre l’indipendenza dopo la rottura con Joker. Ma il suo passato sentimentale le ha procurato non pochi nemici. Incontra altre tre supereroine: Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), il cui vero nome è Dinah Lance, dotata di un potente urlo ultrasonico;Huntress (Mary Elizabeth Winstead), ovveroHelena Bertinelli, un’eccellente combattente discendente da una famiglia mafiosa italoamericana; infine, l’agente di polizia Renee Montoya (Rosie Perez). Queste donne, apparentemente diverse, sono tutte perseguitate dal temibile re del crimine, Black Mask (Ewan McGregor). Nascono così le Birds of Prey, un team di vigilanti tutto al femminile, con il compio di alleggerire quell’aria di grevità che si respirava con i Superman e Batman di Zack Snyder.

Helena Bertinelli, una vigilante particolarmente violenta della città di Gotham City, chiamata The Huntress, la cacciatrice, nei fumetti DC ha avuto diverse vite editoriali, in cui a volte era legata alla mafia, altre volte era una spia e in un’altra versione era addirittura la figlia di Bruce Wayne. I personaggi di Renee Montoya e la stessa Harley Quinn, sono stati creati per la serie animata di Batman prodotta tra il 1992 e il 1995 e solo successivamente sono entrati negli albi a fumetti ottenendo maggiore spazio narrativo.Storia diversa per Black Canary, la cui prima apparizione risale al 1947 guadagnando un’immediata popolarità per via del suo particolare super potere, un urlo distruttivo. Le musiche sono di Daniel Pemberton (compositore britannico specializzato in colonne sonore. Ha composto per Ridley Scott, per il film Steve Jobs di Danny Boyle, le musiche di Ocean’s 8 e Spider-Man – Un nuovo universo (2018), da cui ascoltiamo la composizione Only One Spider-Man.

Soundtrack:

Gli altri brani della soundtrack sono rigorosamente al femminile, con Hymne à l’amour di Edith Piaf, It’s Ohh so Quiete di Björk, la voce di Karen O degli YEah Yeah Yeahs e la pop-singer australiana Saygrace ft G-Eazy per la sua versione di You Don’t Own Me (l’originale è del 1963 di Lesley Gore).

Il Ladro di Giorni 

Il film diretto da Guido Lombardi, segue la storia di Salvo, un ragazzo di undici anni che vive con gli zii, lontano dal padre Vincenzo, Riccardo Scamarcio, che esce di prigione dopo sette anni e decide di andare a trovare il figlio in Trentino, dove il ragazzo si è trasferito lasciando la Puglia. Il racconto si dipana come un road movie, pieno di deviazioni e fuori programma. Questo è il terzo film lungometraggio di Guido Lombardi, regista, sceneggiatore e scrittore napoletano classe 1975. Prima di questo noir on the road, ha diretto il drammatico Là-bas – Educazione criminale e il thriller Take Five. L’idea de Il Ladro di giorni è arrivata nel 2007, trasformata poi in un soggetto di una trentina di pagine, vincitore del Premio Solinas. Tempo dopo, il produttore Nicola Giuliano ha intuito il potenziale cinematografico del racconto ed ha invitato caldamente Lombardi a mettersi al lavoro su una sceneggiatura. Augusto Zazzaro, che fa la parte di Salvo, non aveva mai recitato prima. Il film è una miscellanea di stili, Noir, Thriller, Road-Movie, poiché per il regista il genere è sempre stato al servizio della storia. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2019 e parlato un po’ in italiano e un po’ in dialetto pugliese, Il Ladro di Giorniè stato candidato al Premio Caligari 2019, vincitore al Noir in Festival come miglior Noir dell’anno. Nel cast del film figurano anche Massimo Popolizio, Rosa Diletta e Giorgio Careccia.

Prosegue per Il Cinema Ritrovato la rassegna Felini 100. Torna al cinema in questa settimana e nello specifico a Terlizzi al Piccolo Osservatorio Garzia venerdì 7 febbraio con spettacolo unico alle 21:00

 8 ½

ll regista Guido Anselmi, reduce del successo del suo ultimo film, vorrebbe prendersi una pausa per riposarsi. Ma le continue pressioni del suo produttore, della troupe e dei suoi amici, lo obbligano a trovare un’ispirazione per un nuovo film. L’uomo sui quarantacinque anni si ritrova a trascorrere un periodo di riposo in una stazione climatica di cura, una pausa forzata che si risolve in una specie di bilancio generale della sua esistenza: un bilancio fatto di rapporti con personaggi reali e di fantasticherie, ricordi, sogni, che si inseriscono all’improvviso negli avvenimenti concreti delle sue giornate e delle sue notti. 

L’intenzione di Fellini è quella di raccontare lo sfacelo professionale e sentimentale di un regista in crisi d’identità, annebbiato nel genio da incubi e ricordi passati, angustiato nel presente da idee ormai evaporate ed incombenze sempre più pressanti; lo smarrimento di un uomo prima di un artista, che arriva ad un bivio e non sa cosa fare. Un bianco e nero nitidissimo esaltato dal talento registico di Fellini che catapulta letteralmente lo spettatore nel vivo della storia. La sua visionarietà senza pari, il suo gusto per i personaggi eccessivi, il suo saltellio continuo tra realtà e finzione talvolta possono distrarre dall’emozione dal messaggio. Da notare il doppiaggio di Carlo Croccolo che presta la sua voce a Guido Alberti e Mario Carotenuto ad un personaggio secondario. Le interpretazioni sono eccellenti, in particolare quelle di Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale. La sceneggiatura è di Fellini, Flaiano, Pinelli e Rondi. Le musiche eccezionali come d’abitudine sono di Nino Rota.

“Fellini mostra che un regista è prima di tutto un tizio che dalla mattina alla sera viene seccato da un mare di gente che gli pone domande alle quali non sa, non vuole o non può rispondere. La sua testa è piena di piccole idee divergenti, di impressioni, di sensazioni, di desideri nascenti e si pretende da lui che dia certezze, nomi precisi, cifre esatte, indicazioni di luogo e di tempo. […] Tutti i tormenti che possono distruggere le energie di un regista prima delle riprese sono qui accuratamente enumerati, in questa cronaca che sta alla preparazione di un film come Rififi sta alla elaborazione di un colpo.” (François Truffaut, 1963).

Scena finale:

Andiamo ai documentari

In uscita lunedì 10 febbraio

Impressionisti segreti

Il film diretto da Daniele Pini, è un documentario Nexo Digital prodotto in Italia, che racconta questo movimento artistico, passato dall’essere inizialmente ignorato dalla critica, a corrente tra le più apprezzate in tutto il mondo. Un racconto di come l’Impressionismo con le sue tecniche sulla luce e lo studio del colore abbia apportato una profonda rivoluzione nel mondo dell’arte.

Questo colorato viaggio immersivo, tra i dipinti di Manet, Cézanne, Signac, Monet, prende piede nel Palazzo Bonaparte di Roma, dove per la prima volta vengono esposte cinquanta opere in una mostra curata da Claire Durand-Ruel e da Marianne Mathieu. È al cinema come evento speciale solo nelle date del 10, 11 e 12 febbraio 2020, quindi fino a mercoledì prossimo.

In uscita mercoledì 12 febbraio

Cercando Valentina – Il mondo di Guido Crepax

Il docufilm, diretto da Giancarlo Soldi, insaziabile esploratore della storia del fumetto italiano, riflette a livello formale l’indomita libertà e l’anticonformismo del personaggio di Valentina, intorno a cui è costruito.  È  ambientato verso la fine degli anni ’60, un periodo in cui le principali capitali europee vivono un momento creativo e di ribellione: da Milano a Parigi, fino a Londra, un unico grido di rivolta si alzava ed incitava al rinnovamento. È il periodo della ribellione culturale, a cui partecipano per lo più i giovani intellettuali. Emerge molto bene quanto l’erotismo fosse la chiave, personalissima, attraverso cui Crepax interpretava il decennio della contestazione, certo che la nudità potesse avere un carattere rivoluzionario molto più dirompente di qualunque reclamo o gesto eclatante. A parlare sono soprattutto le tavole di Crepax, che talvolta interagiscono con gli attori in carne ed ossa per raccontarci la qualità principale delle storie di Valentina: la loro capacità di esondare le pagine disegnate. La formula tradizionale dell’intervista viene infatti contaminata da altri linguaggi e sintassi narrative, che vanno dal found footage – con meravigliose immagini della Milano di ieri e di casa Crepax – alla fiction surrealista. La ricerca cui fa riferimento il titolo è dunque tanto quella dei “testimoni” reali, che partecipano con i loro tasselli all’enigma di Valentina, quanto quella del fidanzato Philip Rembrandt, interpretato dall’attore Riccardo Vianello in suggestive sequenze in bianco e nero.

Chiudo così. Cartellone Cinema vi dà appuntamento a giovedì prossimo alle 18:00 sempre su http://www.rkonair.com.

Vi ricordo che potete riascoltare la puntata dalla nostra piattaforma Spreaker cercando Cartellone Cinema ma anche su Spotify, Deezer, Apple Podcast, Castbox, Google Podcasts, ListenNotesPodcast Addict, iHeartRadio, Podchaser, tra i podcast, cercando Cartellone Cinema.

Un saluto da Paola!

Cartellone Cinema – tutti i film nelle sale dal 23 al 29 gennaio

Giovedì 23 gennaio 2020 sono stati rilasciati nelle sale italiane dieci nuovi film. Vi segnalo le cinque commedie o film drammatici, di cui un’animazione ed i cinque documentari che è possibile vedere fino al 29 gennaio o che è possibile recuperare sulle piattaforme web.

Ecco i film della settimana:

  • 1917 di Sam Mendes – drammatico
  • Just Charlie – Diventa chi sei – drammatico
  • Figli con Valerio Mastrandrea e Paola Cortellesi – commedia
  • Tappo – Cucciolo In Un Mare Di Guai – animazione
  • Lo Scoglio Del Leone – drammatico
  • Andrej Tarkovskij. Il Cinema Come Preghiera – documentario
  • Botero – Una Ricerca Senza Fine – documentario
  • Il Drago Di Romagna
  • Hare Krishna! Il Mantra, Il movimento e lo Swami che ha dato inizio a tutto – documentario
  • Royal Opera House: La Bohème – documentario

Quindi partiamo subito con i primi 4 titoli nelle sale dal 23 gennaio.

1917

Ambientato durante la prima Guerra Mondiale il film di Sam Mendes ha ottenuto 10 candidature a Premi Oscar, 3 candidature e vinto 2 Golden Globes, premiato come Miglior film drammatico e Miglior regia, racconta un anno cruciale della grande guerra. Il 1917 è raccontato dal punto di vista di due giovani caporali britannici, Schofield (George MacKay) e Blake (Dean-Charles Chapman), due amici, che dovranno attraversare l’ostile territorio nemico per consegnare un messaggio di vitale importanza ad un battaglione di 1600 uomini, tra cui il fratello di Blake, Joseph (Richard Madden).  

Guardando al contesto il 1917 è un anno cruciale per la storia della Prima guerra mondiale, per l’entrata in guerra degli Stati Uniti, la rivoluzione bolscevica e la conseguente uscita dal conflitto della Russia, che, pochi anni dopo, diventata Unione Sovietica. Sam Mendes racconta nel suo film, un momento emblematico e cruciale per le battaglie di trincea del fronte occidentale. Come accaduto per Dunkerque di Christopher Nolan, Mendes ha voluto rievocare la memoria dei racconti tramandati di generazione in generazione nella sua famiglia. In particolare prende spunto dai racconti del nonno paterno, Alfred Mendes, scrittore, impegnato per due anni sul fronte delle Fiandre. Sam Mendes è uno dei grandi autori del cinema britannico contemporaneo, vincitore dell’Oscar per il suo esordio American Beauty, capace poi di dirigere negli ultimi anni alcuni capitoli della serie di 007, ma prima (e soprattutto) alcuni gioielli come Era mio padre, Revolutionary Road, Jarhead, American Life. In carriera non è stato molto prolifico, ha realizzato otto film, incluso questo, in vent’anni.

Soundtrack a cura di Thomas Newman, Tony K e Reem:

JUST CHARLIE – DIVENTA CHI SEI

Charlie è un adolescente della provincia inglese con un grande talento per il calcio. Una delle squadre più importanti, il Manchester City, gli offre un ingaggio da sogno, ma Charlie ha un segreto: di nascosto ama vestirsi da ragazza. Intrappolata nel corpo di un fanciullo, è combattuta tra il desiderio di compiacere le ambizioni che il padre ripone in lei e il bisogno di affermare la propria identità. La scelta che la attende rischia di mandare in pezzi la sua famiglia e mettere a repentaglio i suoi affetti più cari.

Soundtrack: Yann McCullough, Darryl O’Donovan

Passiamo ad una commedia italiana

FIGLI

Il film diretto da Giuseppe Bonito, racconta la storia di Nicola (Valerio Mastandrea) e Sara (Paola Cortellesi), una coppia innamorata e felice. Sposati da tempo, hanno una figlia ed una vita che scorre senza intoppi. Ma quella che era iniziata come una dolce fiaba romantica si trasforma in un vero incubo con l’arrivo del secondogenito. Figli sarebbe dovuto essere il terzo film da regista di Mattia Torre ed è il suo ultimo lavoro di sceneggiatura, l’unico senza la collaborazione di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, con cui aveva condiviso la macchina da presa per Boris – Il film e Ogni maledetto Natale. Torre è tragicamente scomparso il 19 luglio del 2019, vinto dalla malattia che aveva raccontato, attraverso Il personaggio di Valerio Mastandrea nella fiction tv La linea verticale, ispirata al suo romanzo omonimo. Mastandrea era stato scelto dal regista come protagonista e lo è rimasto anche quando il film è passato a Giuseppe Bonito, già regista di Pulce, nonché aiuto regista della serie televisiva Boris e di Boris – Il film. Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi sono stati una coppia anche nella vita, ma mai insieme sul grande schermo. Posso segnalare solo che nel 2001 i due sono stati protagonisti del videoclip La descrizione di un attimo dei Tiromancino.

TAPPO – CUCCIOLO IN UN MARE DI GUAI – Titolo originale “Trouble”

È un film d’animazione con protagonista un cagnolino viziato. Ritrovatosi improvvisamente senza un tetto sarà costretto ad affrontare il mondo reale in una grande città. Il film, che arriva dal Canada, è diretto da Kevin Johnson, che prima di cimentarsi nella regia è stato animatore per titoli importanti come Asterix in America, Il Gigante di ferro, T come Tigro… e tutti gli amici di Winnie The Pooh e Alvin Superstar 3 – Si salvi chi può!. Il suo debutto è avvenuto nel 2003 quando ha diretto Early Bloomer, seguito, nel 2014 da Il libro della giungla, adattamento del celeberrimo libro di Rudyard Kipling

Torniamo in Italia con un’altra commedia, in uscita martedì prossimo, 28 gennaio

LO SCOGLIO DEL LEONE

Il film di denuncia di Rosario Scandura, regista al suo esordio, è una storia che parte dalla spensieratezza di un gruppo di ragazzi. Vivono tra il mare e il più bel sole di Sicilia i propri giochi d’infanzia, improvvisamente interrotta dallo scoppio brutale di una bomba lanciata da pescatori clandestini. Nasce da questa ferita lo spunto per un racconto in grado di legare l’emotività turbata di un bimbo allo scempio perpetrato da chi impunemente ha vilipeso per anni l’ecosistema marino jonico. Il film, girato nel borgo di Santa Maria La Scala, uno degli scorci più belli della riserva naturale della Timpa di Acireale, è stato premiato al Festival del Cinema di Roma

Passo ai documentari. In uscita lunedì scorso, 20 gennaio, e distribuito in poche sale, quindi da ricercare e recuperare

ANDREJ TARKOVSKIJ. IL CINEMA COME PREGHIERA

Il figlio del grande maestro raccoglie registrazioni audio, interviste video, lezioni di regia, materiali in gran parte inediti, che si trovavano nell’Archivio Tarkovskij di Firenze e propone un percorso nel cinema paterno. Il documentario, sottotitolato in italiano, procede in ordine cronologico con la sola voce del cineasta russo e racconta, la sua vita e la sua arte, con le otto opere che formano la sua filmografia, considerata uno dei capolavori della cinematografia mondiale. Ripercorrendo i luoghi a lui cari, Russia, Svezia e la sua seconda patria, l’Italia, l’autore di Solaris viene raccontato attraverso la propria storia, i ricordi d’infanzia e di giovinezza. Il figlio Andrey ci consente di comprendere le radici di questo modo di fare cinema, risalendo fino alle dinamiche relazionali di Tarkovskij con i propri genitori, al viscerale legame con un padre che lo ha abbandonato da bambino. L’ombra paterna torna anche nei suoi momenti di creazione, fino ad influenzare ed invadere lo spazio dei suoi film, come ne Lo Specchio, in cui il regista recita fuori campo estratti delle poesie paterne, versi con un importante influsso nella costruzione di immagini cinematografiche. Ci viene offerta anche l’occasione di essere messi a parte delle valutazioni che lo stesso autore dava di alcune sue opere fino ad arrivare all’ultima, in cui l’apocalisse nucleare incombe, ma viene comunque lasciato un barlume di speranza.

Solo lunedì scorso, il 20 gennaio, è stato nelle sale

BOTERO – UNA RICERCA SENZA FINE

Fernando Botero, artista colombiano dallo stile unico, definito uno dei maggiori pittori e scultori viventi, esposto in tutto il mondo, è raccontato in questo docufilm con i dietro le quinte della sua vita e della sua carriera. “Let yourself be” è il suo motto e ben si abbina alla bellezza che trasuda dalle  figure tondeggianti ed enormi di donne e uomini, dalle proporzioni esagerate, di matrice classica, figure ispirate da Paolo Uccello, dai grandi classici come Piero della Francesca, Leonardo o Manet. Il regista ha scelto Botero come soggetto proprio per la fascinazione della sua figura di “star” nell’arte, pur non essendo, da molti, considerato un artista puro. La narrazione si concentra sul percorso che porta Botero, da giovane squattrinato, sbarcato a New York, alle prime commissioni private e poi a quelle pubbliche che lo hanno spinto verso una fama internazionale. Il film presenta una partitura originale, registrata da un’orchestra d’archi di 23 pezzi e curata da David Bertok.

Soundtrack:

Bisognerà aspettare il 25 gennaio, sabato prossimo, per

IL DRAGO DI ROMAGNA

Protagonista di questo documentario è uno dei giochi da tavolo cinesi più antichi del mondo, il mah jong, adottato in Italia fino a diventare uno dei giochi più presenti nei bar e nei circoli cittadini dell’Emilia Romagna. Nato in Cina nel XIX secolo, il mah jong si è diffuso nel nostro Paese circa 100 anni fa, precisamente nel 1923, grazie ad alcuni mercanti cinesi sbarcati sulle italiche sponde per i traffici commerciali. Stanziati nelle diverse città portuali, gli ambulanti trascorrevano il loro tempo a giocare con le tessere del mah jong. La grande influenza del gioco in Italia è narrata tramite la storia di Luisa, interpretata da Dilva Ragazzini, una donna romagnola e appassionata giocatrice, che spera un giorno di poter viaggiare fino al paese da cui proviene il suo gioco preferito, per scoprirne le antiche origini. Un documentario con la regia di Gerardo Lamattina, che parte da questa tradizione orientale trapiantata in Italia per mostrare la commistione culturale derivata dall’integrazione, che ha fatto da ponte tra i costumi occidentali e orientali.

martedì 28 gennaio sarà nelle sale

HARE KRISHNA! IL MANTRA, IL MOVIMENTO E LO SWAMI CHE HA DATO INIZIO A TUTTO

Docufilm di produzione americana, racconta i retroscena di un movimento culturale nato nella compagine artistica e intellettuale della Bowery di New York. Percorre l’incredibile vita di Srila Prabhupada, un anziano Swami indiano che nel 1965, all’età di 70 anni, senza alcuna risorsa economica, ha lasciato Calcutta e la sua amata India per arrivare a New York e iniziare la sua missione: creare un movimento spirituale di portata mondiale. Durante l’arco piuttosto breve di 12 anni il maestro riuscì ad aprire oltre cento templi in tutto il mondo, a viaggiare moltissimo, fare proseliti, e cosa ancora più importante, tradurre in 25 lingue i testi sulla coscienza di Krishna. Ma lo strumento centrale del suo messaggio, quello che maggiormente si imprime nella memoria dei suoi seguaci è il mantra: la pratica del canto devozionale che costituirà la chiave di accesso della diffusione dei suoi insegnamenti spirituali nel mondo occidentale. La preghiera che si farà largo anche nella cultura pop come il tratto caratterizzante della sua predicazione. Non solo New York, ma anche Londra e perfino Mosca sono attratte dai gruppi di giovani che ripetono con tamburi e cembali la loro lode alla divinità, la litania che apre la strada alla felicità universale.

Evento speciale in diretta solo mercoledì 29 gennaio alle 20:45

ROYAL OPERA HOUSE: LA BOHÈME

Con la regia di Richard Jones la celebre opera di Puccini narra della relazione amorosa tra il poeta Rodolfo e la sarta Mimì, contrapponendola a quella più spensierata tra il pittore Marcello e la cantante Musetta. Mimì è gravemente malata di tubercolosi e lei e Rodolfo decidono di separarsi in modo che Mimì possa trovare un amante più ricco, in grado di fornirle le cure di cui ha bisogno. Si riuniranno soltanto nelle ultime ore di Mimì, quando la donna farà ritorno dall’unico uomo che abbia mai amato.

Per questa settimana è tutto. Cartellone Cinema vi dà appuntamento a giovedì prossimo alle 18:00 in diretta su RKO.

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Cartellone Cinema – tutte le uscite cinematografiche dal 16 al 22 gennaio 2020

Nella settimana dal 16 al 22 gennaio ci sono 8 nuovi film nelle sale sebbene alcuni titoli siano da ricercare sul web. Ecco i film di cui parliamo oggi:

  • Jojo Rabbit di Taika Waititi – commedia
  • Richard Jewell di Clint Eastwood – drammatico
  • The Lodge di Severin Fiala e Veronika Franz – horror
  • Me contro Te Il Film: La vendetta del Signor S di Gianluca Leuzzi – Kids
  • Leonardo. Le opere – documentario
  • La Bella Addormentata – Royal Ballet – evento speciale
  • Scherza Con I Fanti -documentario
  • Herzog incontra Gorbaciov – documentario

Jojo Rabbit

Film di guerra, tratto dal romanzo “Caging Skies” di Christine Leunens e diretto da Taika Waititi, è la storia di un ragazzino tedesco di dieci anni, Jojo Betzler (interpretato da Roman Griffin Davis), soprannominato “Rabbit”, appartenente alla Gioventù hitleriana durante i violenti anni della Seconda guerra mondiale.

Siamo nella Germania del 1944. Il padre di Jojo è al fronte in Italia, mentre sua madre, Rose (Scarlett Johansson), si prende cura di lui, dopo la morte della sorella. Il bambino trascorre le sue giornate in compagnia del suo amico Yorki, frequentando un campo per giovani nazisti, gestito dal capitano Klenzendorf (interpretato da Sam Rockwell). Sebbene sia considerato strambo dai suoi coetanei, il ragazzo si sente un nazista fortunato perché ha un amico immaginario molto particolare: una versione grottesca e caricaturale di Adolf Hitler (interpretato dallo stesso regista Waititi). Jojo odia gli ebrei, nonostante non ne abbia mai visto uno ed è fermamente convinto che sia giusto ucciderli. La sua visione nazista del mondo cambia completamente quando scopre che sua madre nasconde in soffitta una ragazza ebrea. Da questo momento in poi Jojo dovrà fare i conti con i dubbi sorti riguardo al concetto di nazionalismo e in questo potrà confrontarsi soltanto con il suo amico immaginario Adolf.

Il film ha ottenuto 6 candidature a Premi Oscar, come Miglior Film, Miglior Attrice non protagonista per Scarlett Johansson, Miglior Sceneggiatura non originale, Miglior Montaggio, Migliori Costumi e Migliore Scenografia; 2 le candidature a Golden Globes e 6 ai BAFTA. Inoltre Jojo Rabbit è stato il film d’apertura del Torino Film Festival 2019.

La Soundtrack originale, a cura di Michael Giacchino, contiene anche la versione di I dont’n wanna grow up di Tom Waits, e brani di Ella Fitzgerald/Chick Webb e Bowie in tedesco. È sempre in tedesco la versione di I want to hold your hand dei Beatles datata 1964, che vi faccio ascoltare.

The Beatles – Komm gib mir deine hand:

https://www.youtube.com/watch?v=6qAazPVLONM

Richard Jewell

Il 38° film diretto da Clint Eastwood, è un biopic che prende il titolo da una vicenda realmente accaduta, dal nome della guardia giurata che nel 1996, durante i giochi olimpici di Atlanta, Georgia, salvò moltissime vite umane, scoprendo per primo la bomba piazzata nel Centennial Park e facendo evacuare rapidamente le persone presenti, diventando l’eroe che aveva sempre sognato di essere. Bastarono però pochi giorni per trasformare Jewell da eroe a sospettato numero uno dell’FBI, che stava indagando sul fallito attentato.

Diffamato dalla stampa e vilipeso dall’opinione pubblica, la vita dell’uomo andò in frantumi. Per dimostrare la sua innocenza, Richard Jewell decise di rivolgersi a Watson Bryant (Sam Rockwell) avvocato anti-establishment, il quale si ritrovò ad affrontare una causa al di sopra delle sue possibilità, ma deciso a ripulire il nome del suo cliente ad ogni costo.

La Soundtrack contiene un pezzo di Bon Iver che si intitola 33 “GOD” e che vi faccio sentire:

The Lodge

Film thriller-horror diretto da Severin Fiala e Veronika Franz, è la storia di due ragazzi che, dopo la morte della madre da suicida, trascorrono un weekend in una remota baita di montagna assieme alla nuova, giovane e disprezzata compagna del padre (interpretata da Riley Keough). Una furiosa tempesta di neve li bloccherà all’interno della casa e la convivenza forzata non sarà facile. L’ostilità dei fratelli farà emergere traumi dal passato della donna, da un’infanzia infelice, con un’educazione iper-religiosa. Il culto a cui si fa riferimento è quello di Heaven’s Gate, setta realmente esistita, che nel 1997 fu al centro dell’attenzione dei media, a causa di un suicidio di massa che vide coinvolte 39 persone. Proprio quando le relazioni tra i tre cominciano finalmente a migliorare, iniziano a verificarsi alcuni eventi strani e spaventosi e un’oscura presenza minaccerà le loro vite.

Il film è stato presentato al Torino Film Festival 2019 nella sezione After Hours ed in anteprima mondiale al Sundance Film Festival.

Soundtrack:

Me contro Te Il Film: La vendetta del Signor S

Esce il 17 gennaio il primo film con protagonisti i due giovanissimi youtuber Sofì (Sofia Scalia) e Luì (Luigi Calagna), ormai fidanzatini anche nella vita, noti nel web come i Me Contro Te. Il loro più acerrimo nemico, il Signor S, questa volta ha deciso di conquistare il mondo e ha promesso ai Me contro Te una terribile vendetta. La coppia sicula, che conta oltre 4 milioni di iscritti sul canale Youtube (nato nel 2014) e 1 milione e mezzo di follower su Instagram, ha spopolato tra i bambini dai 4 ai 10 anni. Me contro Te è prodotto e distribuito da Warner Bros Entertainment Italia. A dirigere film è stato Gianluca Leuzzi, alla sua prima prova dietro alla macchina da presa per il cinema. Nel curriculum del regista ci sono la web serie con Geppi Cucciari Eities Ottanta mi dà tanto e la serie televisiva con Fabio Volo Untraditional.

Passiamo ora alla sezione documentari. Per questa settimana ce ne sono 3.

Iniziamo con un documentario della Nexo Digital uscito lunedì scorso, nelle sale solo per il 13-14 e 15 gennaio.

Leonardo. Le opere

Diretto dal pluripremiato Phil Grabsky, per Exibition on screen con la grande arte al cinema, il documentario ci conduce lungo il percorso artistico del genio di Da Vinci, presentando i suoi dipinti in visione Ultra HD. Immancabili le opere più celebri dell’artista, che nel docufilm vengono analizzate in profondità, con la consulenza di esperti come critici d’arte, restauratori e curatori. Un viaggio nella produzione pittorica di Leonardo, che ha portato il regista ad intraprendere un vero e proprio itinerario geografico, non solo nei musei d’Italia, ma anche in quelli di Russia, Germania, Francia, Nord America, Inghilterra, Scozia e Polonia. Musiche di Stephen Baysted, Susan Legg.

In onda dalla Royal Opera House, sempre per NExo Digital in diretta nei cinema solo il 16 gennaio alle 20:15

La Bella Addormentata – Royal Ballet

Appuntamento con la grande danza per la proiezione, in diretta via satellite dalla Royal Opera House di Londra, del balletto The Sleeping Beauty (La Bella Addormentata). La produzione del Royal Ballet, originariamente coreografata da Marius Petipa, propone anche coreografie di Frederick AshtonAnthony Dowell e Christopher Wheeldon. Il pubblico cinematografico avrà così modo di scoprire le performance di Lauren Cuthbertson nei panni della Principessa Aurora e di Federico Bonelli in quelli del Principe Florimund. La proiezione propone alcuni dei più celebri passi del famoso balletto, come gli iconici Adagio della Rosa e il Pas de deux sulle note dell’opera originale composta da Tchaikovsky.  

In Italia la stagione 2019-2020 della Royal Opera House è distribuita nei cinema da Nexo Digital in collaborazione con la Repubblica, MYmovies.it, Classica HD, Danza&Danza e Danzadove, Sipario – La Rivista dello Spettacolo, British Council e il progetto UK Italy Partners for Culture.

Per chi non conoscesse la trama ricordo che la malvagia fata Carabosse è furiosa perché non è stata invitata al battesimo della principessa Aurora (Cuthbertson) e scaglia così la sua maledizione: quando crescerà, Aurora si pungerà un dito con un fuso e morirà. La Fata dei Lillà riesce però a modificare il maleficio: invece di morire Aurora cadrà in un sonno profondo dal quale potrà essere svegliata da un principe. Al compimento del 16 ° compleanno, Aurora si punge in effetti il dito e cade in un sonno incantato assieme a tutta la corte. La fata dei Lillà conduce però il principe Florimund (Bonelli) a svegliarla con un bacio. Aurora e la corte riprendono conoscenza e si celebra così il matrimonio tra la giovane e il Principe.

Scherza Con I Fanti

Film diretto da Gianfranco Pannone ed Ambrogio Sparagna, che ritrae il complesso rapporto degli Italiani con l’esercito e che prende forma grazie ai diari, ben quattro, di alcuni soldati; dalle immagini di repertorio dell’Istituto Luce e dalle canzoni della tradizione popolare, reinterpretate dal maestro Ambrogio Sparagna ed altri nomi eccellenti del panorama musicale italiano. Un popolo, quello italiano, che ha combattuto ed è sopravvissuto a 2000 anni di imperi, invasioni, colonizzazioni e soprattutto guerre. Un documentario che vuole spiegare le fascinazioni popolari apparse nel corso della Storia verso figure di militari e strateghi militari da parte di un popolo di per sé tutt’altro che guerrafondaio.

E concludiamo con un uscita attesa nelle sale per il 19 gennaio

Herzog incontra Gorbaciov

Si tratta del documentario diretto da Werner Herzog ed André Singer, che racconta in ordine cronologico la vita dell’ottavo e ultimo Presidente dell’Unione Sovietico, Mikhail Gorbaciov. Il film non è soltanto un racconto della vita dell’uomo che quel 25 dicembre 1991 annunciò la dissoluzione dell’URSS dando le dimissioni, ma anche una narrazione degli anni che hanno rivoluzionato il corso del Novecento, cambiando per sempre la geografia politico-economica e sociale dell’intero mondo. La colonna sonora è stata curata da Nicholas Singer.

Vi ricordo che potete riascoltare la puntata dalla nostra piattaforma Spreaker cercando Cartellone Cinema ma anche su Spotify, Deezer, Apple Podcast, Castbox, Google Podcasts, ListenNotes, Podcast Addict, iHeartRadio, Podchaser, tra i podcast, cercando Cartellone Cinema.

Alla prossima settimana.