radiosuoff: intervista con luca laruccia

RADIOSUOFF, pseudonimo di Luca Laruccia, è cantante, musicista, autore e compositore. Studia pianoforte e altri strumenti e a 16 anni comincia a comporre canzoni. Dopo circa due anni un brano da lui scritto e interpretato viene pubblicato in una compilation di giovani artisti emergenti. Il brano funziona e così viene registrato un EP. Comincia un tour promozionale che porta l’artista nelle principali città d’Italia. Si crea un gruppo di lavoro da cui nasce una band dal nome “De Supernova”. Questo lavoro porterà il gruppo musicale ad esibirsi allo stadio San Nicola di Bari. Dopo questa importante esperienza Luca comincia a lavorare come solista a un nuovo progetto col nome “RADIOSUOFF”. Conosce Marco Falagiani a cui fa ascoltare alcuni brani e, suscitando l’interesse del produttore fiorentino, inizia un cammino fatto di incontri finalizzati al perfezionamento delle canzoni. Viene scelto il brano “Specchi” nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche dei diversamente abili. E a settembre del 2018 esce come primo singolo una nuova versione del brano “Scrivimi” di Nino Buonocore. Oggi Luca Laruccia ovvero “RADIOSUOFF” sta realizzando il suo primo album prodotto da Marco Falagiani per l’etichetta discografica “La Ciliegia srl/Gruppo Teorema”.

Da venerdì 8 novembre è in rotazione radiofonica “STRINGIMI LE MANI” (La Ciliegia srl/Gruppo Teorema), il nuovo singolo di RADIOSUOFF, pseudonimo di Luca Laruccia.“Guardarti piangere se ti regalo New York ed essere felici anche se non vedremo Bangkok”. Questo è “Stringimi le mani”, il linguaggio di Radiosuoff, un cantautore contemporaneo del terzo millennio che seppur attratto dall’esigenza irresistibile dell’innovazione non dimentica la sua ricercata e sincera italianità. «Ho scelto questo brano– racconta l’artista a proposito del nuovo singolo – perché è il più intimo dell’album. In questo momento rappresenta il mio modo di vedere e raccontare le cose. Un cantautore cammina sempre con la sua musica accanto e con lei attraversa tutte le fasi della vita. Ogni minuto insieme diventa qualcosa che appena un attimo prima non c’era».“Stringimi le mani” è accompagnato da un videoclip diretto da Pablo Mutti. La semplicità di un amore. Un sogno. I ruoli che si scambiano e oltrepassano la quotidianità dando nuova vita. L’amore c’è e resterà.

Intervista ai Victoria and the Winemakers

Intervista in studio ai pugliesi Victoria and The Winemakers! Ospite di AvantPOP c’è Vittoria Impedovo che ci racconta del loro percorso artistico e del loro disco d’esordio.


“Victoria and The Winemakers” sono :

Vittoria Impedovo– Voce

Alessandro Accardi– Chitarra 

Antonio Vinci– Tastiere

Mino Petruzzelli – Batteria

Dopo molte collaborazioni e tour con artisti internazionali come Patty Pravo, Andy J Forest, Syl Johnson, Ronnie Jones e altri, Mino, il batterista, incontra Alessandro, un chitarrista blues psichedelico. Iniziano un percorso musicale insieme che li vedrà coinvolti in diversi progetti fra cui quelli prodotti da Nicola Conte (EMI, Blue Note Records). Complice la calda estate pugliese del 2011, Mino e Alessandro decidono di mettere su una band e di coinvolgere Vittoria, giovane cantante di una Big Band, e il polistrumentista (The Octopus) Antonio. Quattro musicisti con lo stesso mood decidono di puntare su un nuovo progetto artistico che attualizzi tutte le sonorità blues, soul e pop che hanno contraddistinto il loro background. Nasce, come per magia, Victoria and The Winemakers.

Nel settembre 2015 il loro primo tour fuori dall’Italia, nei migliori clubs di Londra tra i quali Proud Camden, Jazz After Dark, Fiddler’s Elbow, per citarne alcuni. Selezionati da Red Ronnie, partecipano al live di FIAT Music Tour 2016. Il 16 maggio 2019 pubblicano il primo EP “I’m into that” con la Phony Art Records e partecipano alla Milano Music Week 2019 ospiti dell’associazione fonografici italiani (AFI).

qui trovate la puntata completa con voce e musica:

clicca qui AvantPOP XIX puntata

Dallo Sziget Festival 2019: intervista a Gulliver, nuovo progetto di Giò sada

Sziget Festival Budapest 2019, Giò Sada torna con un nuovo progetto: Gulliver. Ecco la nostra intervista nel backstage del festival. (agosto 2019)

Vincitore di X Factor Italia 2015, Giò Sada è cresciuto nel panorama dell’underground indipendente punk hardcore: prima di arrivare al successo, con i Waiting For Better Days e i BariSmoothSquad ha girato in furgone l’Italia e l’Europa, con più 300 date live su ogni tipo di palco, dai centri sociali ai grandi festival europei. Il suo primo singolo, Il rimpianto di te , è diventato disco d’oro in sei settimane, mentre nell’autunno 2016 è uscito il suo primo album solista, Volando al Contrario , presentato dal vivo con un tour che ha toccato New York e Los Angeles, per culminare sul palco del SXSW 2017.

Cantautore, compositore, attore, Giò è anche molto attivo sui social network: gestisce personalmente i suoi profili Facebook e Instagram, discutendo con i suoi fan di tutti i temi che lo appassionano, con un dialogo estremamente diretto e confidenziale. Nell’estate 2016 e 2017 è stato protagonista, al fianco di Joe Bastianich, di due stagioni del format di Jack Daniel’s “Jack On Tour”, un viaggio on the road alla scoperta della musica e della gastronomia degli Stati Uniti, andato in onda su SkyUno e SkyArte. Gulliver è il suo nuovo progetto solista

Gulliver è un avventuriero alla scoperta di mondi inesplorati. Colui che passa dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Un occhio attento, che osserva e critica la società in cui vive, uno sguardo curioso senza pregiudizi verso il nuovo, il diverso, la contaminazione. L’uomo che sfugge ad ogni classificazione, che non giudica ma viene sempre giudicato. Gulliver è anche lo pseudonimo che Jonathan Swift usa per potersi esprimere liberamente.

Per Giò Sada, Gulliver diventa una metafora del suo percorso artistico, che nel corso di pochi anni ha attraversato mondi diversi e opposti. È un nuovo inizio, in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, l’esteriorità, dal rapporto col pubblico attraverso il “personaggio” e non il contenuto. Gulliver scardina il meccanismo fondante dello show business, per ritornare a una dimensione più autentica, come esperienza di condivisione. La musica è intensa, ad alto impatto emotivo, senza limiti di genere, che parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alla contaminazione con l’elettronica. I testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone.

La luce delle candele, una chitarra, il silenzio della campagna: c’è solo l’essenziale nel nuovo video di Gulliver, che accompagna il brano “Se non sono necessario”, uscito lo scorso 28 ottobre con KallaxRecords.

La live session vede GiòSada, Marco Fischetti e Raffaele Stellaccisuonare in uno dei luoghi del cuore diGiò, il trullo di famiglia nelle campagne della Valle d’Itria. Un posto magico e un rifugio, in cui il cantautore barese torna spesso, per riprendere il contatto con la natura e ritrovare le proprie radici.

Il videoclip, girato dal giovane videomaker Giovanni Fazio, riporta tutta l’intimità di una session girata nel primo giorno d’autunno, intorno al calore di una stufa, mentre il vento fuori frusta gli ulivi e il sole trafigge le nuvole. A far da sfondo al brano è la Valle d’Itria più autentica, come la conoscono solo i pugliesi: non lo stereotipo estivo di campi di grano, muretti a secco e paesaggi assolati, ma la campagna più solitaria e forse più oscura, con tutto il fascino dei trulli, costruzioni di contadini che resistono ai secoli.

“Serve l’occasione di sentirsi soli”: l’atmosfera racconta perfettamente il senso del brano, incentrato sul tema della frenesia da modernità e dell’ansia che generanella vita di tutti i giorni, in una lotta di tutti contro tutti che fa perdere il senso delle cose essenziali della vita.

“Se non sono necessario” è il nuovo capitolo dell’atteso album di Gulliver, la cui uscita è prevista per i primi mesi del 2020.

Cavo Fest “Big Screen” Special Edition

Musica elettronica live e visuals in sala cinematografica, dj set vinilici e showcases nel Loft di Cittadella Degli Artisti. Una serie di eventi autunnali ed invernali di Cavo Fest, caratterizzati da live set che si terranno su di un palcoscenico teatrale e davanti ad un telo di proiezione cinematografico.

La rassegna inaugura il 30 novembre:

h 22.00 SALA CINEMA (190 posti disponibili)
Marco Cassanelli and Deckard live set +
Elena Romenkova Visuals

h 23.00 LOFT
Ricky Erre Love – Vinyl DJ set (Metroklang Records)

Il duo elettronico Marco Cassanelli and Deckard inaugurano la rassegna BIG SCREEN con la prima data ufficiale di presentazione del loro nuovo Album PYRAMIDEN. Quella di Molfetta sarà la prima data di un lungo tour che vedrà il duo esibirsi in Italia e in Europa .
Il live set si terrà in Sala Cinema sul proscenio del palco teatrale col duo posizionato d’avanti al mega schermo cinematografico su cui saranno proiettati i visuals inediti della artista russa Elena Romenkova autrice della cover dell’album Pyramiden e famosa in tutto il mondo per il suo stile glitch 3D.
A seguire nel grande Loft di fianco alla Sala Cinema il DJ/Producer Ricky Erre Love di Metroklang Records partirà col suo set vinilico di brani ricercatissimi di elettronica. Il suo è uno stile finissimo che affiancato alla maestria tecnica porta il pubblico del suol dance floor ad un livello di immersione totale.

Mercatini d’arte con
Pyssla & Love, The Light Between, La Resistance Electronique, Pin Artlab, AMeMiPiaceOrigAmare
Bar, drink & food

Ticket sul posto € 5

Classica – Radiodervish e Orchestra Oles in concerto sabato 30 a Monopoli

Teatro Radar di Monopoli – Sabato 30 novembre, ore 21 : “Classica”
RADIODERVISH E ORCHESTRA SINFONICA DI LECCE E DEL SALENTO in concerto

Un viaggio sonoro alla scoperta di ‘Classica’ il nuovo disco nato dalla sinergia tra due affermate realtà del panorama musicale mediterraneo: i RADIODERVISH e l’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento OLES.

I due mondi sonori e i due linguaggi, quello etnoworld e quello classico sinfonico si mescolano fino a creare una preziosa e originale proposta artistica sulle tracce di un programma costituito da una selezione di brani tratti dal repertorio dei Radiodervish e da alcune cover di cantautori pugliesi: Amara terra mia di Domenico Modugno e Il Lamento dei Mendicanti di Matteo Salvatore.

PREVENDITA
https://www.vivaticket.it/ita/event/classica-radiodervish-e-orchestra-sinfonica-di-lecce-e-del-salento-oles/142097

Ticket € 18.00 – ridotto € 15.00
Prezzo speciale riservato agli abbonati Stagione di Prosa Radar € 12.00

PIÙ DE LA VITA per STRADE MAESTRE al Cineporto di LECCE venerdì 29 novembre

Performance, musica, pittura e video artenel documentario su Michele Sambin

29 novembre 2019

Cineporto di Lecce

Venerdì 29 novembre 2019 alle ore 20.45 nuovo appuntamento per la stagione Strade Maestre presso il Cineporto di Lecce con PIU’ DE LA VITA (ingresso libero) un documentario di Raffaella Rivi prodotto da Kublai Film – distribuito da Emera Film che racconta, in una dimensione intima e concreta, quattro decenni del percorso artistico di Michele Sambin, pioniere della videoarte, ideatore di performances, spettacoli teatrali, opere pittoriche e partiture sonore. La serata è realizzata in collaborazione con Centro Studi Apulia Film Commission Università del Salento, Cineclub universitario. L’impresa artistica di Sambin incrocia e sperimenta le diverse tecnologie nel loro evolversi, dal video analogico alla pittura digitale, dagli strumenti tradizionali alla musica elettronica.

Attraverso le opere d’archivio e il lavoro quotidiano dell’artista, il film offre uno sguardo diretto sull’arte intesa come lavoro concreto che attraversa il tempo e trasforma lo spazio.

Documentario e film si incontrano nella narrazione della vita e del pensiero di un grande artista contemporaneo, Michele Sambin: viaggiatore e precursore dei linguaggi della contemporaneità dalle mille sfaccettature, Sambin ha esplorato le arti visive nelle sue varie forme, si è immerso nella musica, ha attraversato il teatro, ha sostanzialmente disegnato il volto della videoarte nei suoi esordi per più aspetti pionieristici. Raffaella Rivi, regista ma anche allieva di Sambin, ha scelto il linguaggio del cinema per raccontare l’uomo e l’artista in un lavoro che è a sua volta un’opera d’arte sull’opera d’arte. Disegnato con tratto che molto deve ad una sensibilità creativa tipicamente femminile.

Una costante evoluzione attraverso la tecnologia, in quattro decenni di percorso artistico, dal video analogico alla pittura digitale, dal mondo degli strumenti tradizionali alla rivoluzione della musica elettronica. Mescolando passato e presente, tra opere ormai classiche e nuove performance, il film si propone di portare allo spettatore uno sguardo diretto sul lavoro dell’artista, puntando il focus sulla mutevole arte che attraversa tempo e spazio, adattandosi a essi, ma anche adattandoli alle proprie esigenze.

“Continentale”, l’esordio solista di Alessandra Contini

Intervista ad Alessandra Contini, dopo l’esperienza con Il Genio, il suo esordio da solista con il disco “Continentale”.

Continentale è caratterizzato da escursioni ritmiche e sonore, in costante bilico tra inverno ed estate. La musica e i testi raccontano la quotidianità resa statica e dilatata per ritrovare il proprio più profondo sé stesso, lontano da tutto ciò che è impersonale.
L’album è stato registrato in collaborazione con Giovanni Calella che ha curato gli arrangiamenti e la produzione artistica. Complimenti è il primo brano estratto dal disco di debutto, tra elettronica e atmosfere retrò, liberatorio e sincero, in cui il riff di chitarra scandisce, come a volerlo sottolineare, tutto ciò che l’uomo di oggi vive abitualmente nel quotidiano. Racconta l’ansia di emergere e di apparire che strozza ogni tipo di ricerca verso un’autenticità tanto utopica quanto agognata, per poi lasciare spazio a un ritornello quasi disinteressato, che suggerisce l’idea del fermare l’odissea del quotidiano ricordandoci di “respirare”. E di rallentare tutto, almeno per un momento.

“Lavorare al mio disco solista è stato come riscoprire il mio continente interiore. Ogni canzone è una tappa, un breve episodio del mio viaggio personale che ho deciso di rivelare agli altri. E, in questo disco, io non sono un Genio.”

La posizione del Comitato Liberi e Pensanti nella Causa del secolo verso ArcelorMittal

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti annuncia il proprio intervento nella vertenza giudiziaria pendente avanti al Tribunale di Milano tra le società del Gruppo ArcelorMittal e l’Amministrazione Straordinaria di Ilva.

Nella causa definita come “la battaglia legale del secolo”, nell’ambito della quale è pure pendente incidentalmente un procedimento cautelare promosso dall’Amministrazione Straordinaria di Ilva per impedire lo spegnimento degli impianti da parte dell’affittuario ArcelorMittal, il Comitato rappresenterà e difenderà gli interessi ed i diritti dei lavoratori, delle famiglie e dei cittadini tarantini che da anni chiedono la chiusura della fonte più inquinante d’Europa, la bonifica dei siti inquinati e la riconversione anche economica dell’intero territorio.

L’incarico per l’intervento in giudizio del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti è stato affidato al Prof. Avv. Michele Carducci dell’Università del Salento ed all’Avv. Alessandro Gaetani del Foro di Parma.

Guardate il video di “Wheels of Madness”: il docufilm con un fan speciale ed i Foo Fighters

Wheels of Madness – Il Documentario
La storia ispiratrice dietro la scena del fan sul Main Stage con i Foo Fighters

Il Sziget vi invita a tornare indietro nel tempo per ricordare i momenti finali del Festival che hanno emozionato tutto il mondo. Sotto i fuochi d’artificio del palco e gli spettacolari fulmini in lontananza, i leggendari Foo Fighters stavano finendo il loro set davanti ad una folla di fan in estasi. Prima di iniziare l’ultimo brano, il classico “Everlong”, il frontman Dave Grohl punta il dito verso un fan fortunato, e chiede di portarlo sul palco, gridando alla marea di gente: “He’s the fucking star of the show, right there!

Il ragazzo felicissimo è stato alzato insieme alla sua sedia a rotelle e trasportato passando di mano in mano fino sul Main Stage dove si è goduto il brano per poi essere invitato a spaccare una chitarra assieme a Dave, diventando protagonista del finale dello show.

Questo ragazzo di 33 anni, insegnante di Multimedia Studies in Tel Aviv, si chiama Gal Mizrachi (aka Gal Festival) ed è un fan dei festival e della musica. Prima ancora di questo momento indimenticabile, una crew di filmmaker indipendente lo ha raggiunto al Sziget per girare un documentario (“Wheels of Madness”) su di lui e le sue avventure nel festival con le sedie a rotelle.



Questo è stato il suo quinto Sziget, e non intende fermarsi, spiegando: “ Il Sziget ha cambiato la mia vita. È il mio festival preferito e il mio posto preferito in tutto il mondo. Mi ha insegnato molto su me stesso e sull’umanità, la gentilezza, le amicizie e ha allargato la mia conoscenza musicale verso artisti di tutto il mondo. Mi ha dimostrato che i limiti esistono solo nelle nostre menti.”Il Sziget continua con l’approccio inclusivo, assicurandosi che i Szitizens di ogni provenienza possano godere di tutto ciò che il festival ha da offrire. 

Nell’ agosto del 2019, durante i sette giorni del festival ambientati sull’Isola della Libertà, 530.000 visitatori da tutto il mondo hanno potuto ascoltare musica, teatro e workshop di artisti e relatori di oltre 62 paesi diversi. Hanno partecipato speaker e star internazionali come Jane Goodall, Emi Mahmoud, Ed Sheeran, Foo Fighters, Florence + the Machine, Richard Ashcroft, Macklemore, James Blake, The National, Mura Masa, Post Malone, Martin Garrix – per citarne solo una piccolissima parte


La prossima edizione del Sziget Festival si terrá tra il 5-11 Agosto 2020, sempre sull’Isola di Óbuda a Budapest. I ticket settimanali sono giá in vendita sul sito ufficiale www.szigetfestival.com. Venite a vivere un’esperienza, non solo un festival!