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Le fotografie che hanno ispirato i registi

Martedì è andata in onda una puntata di Rumore diversa dal solito. Si è parlato, infatti, di fotografie famose realizzate da fotografi illustri, che hanno ispirato registi che sicuramente conoscete. Clint Eastwood, Stanley Kubrick, Steven Spilberg, Charlie Chaplin sono stati i protagonisti di questa puntata, insieme ai fotografi e alle loro fotografie a cui questi registi si sono ispirati o che in qualche caso hanno semplicemente omaggiato.

Ascolta la puntata:

Il cinema e la fotografia sono mondi molto vicini tra loro. Il cinema può essere ritenuto un diretto discendente dell’arte della fotografia fissa. Da sempre questi due linguaggi si scambiano tecniche narrative, ispirazioni estetiche ed evocazione di sensazioni ed emozioni e la cinematografia prende continuamente spunto dall’arte fotografica per aumentare la possibilita’ di resa del significato e anche se spesso non ci facciamo caso, ogni singolo scatto nel cinema è realizzato accuratamente per dare un impatto visivo.

Questa interconnessione artistica permette di non avere limiti e di poter continuamente ricreare un universo artistico partendo da qualcosa di gia’ noto o semplicemente omaggiarlo, anche se spesso all’insaputa dello spettatore. Ma seguendo la puntata, potrete scoprire tutti i segreti dietro queste fotografie molto famose e vantarvi di saperne di più quando ne parlerete con qualche amico.

Man Ray: Dadaismo, Ribellione e Innovazione

Nella puntata di “Rumore” andata in onda Martedì, si è parlato delle fotografie di Man Ray, un artista poliedrico che nella sua vita si dedicò a pittura, scultura, cinematografia, oltre che alla fotografia. Comprò la sua prima macchina fotografica per fotografare le sue opere, ma scoprì una passione che sfruttò proficuamente come mezzo per esprimersi.

Ascolta la puntata:

Fu un esponente molto attivo del Dadaismo e fu il primo fotografo Surrealista. Le sue fotografie sono enigmatiche, allusive, estremamente simboliche. In alcuni casi celano metafore e significati nascosi, in altri si fa fatica a trovare un senso ai suoi lavori, che sembrano piuttosto un’impulsiva espressione personale che richiede un’analisi postuma e che lo spettatore è libero di interpretare in modo estremamente personale. Non dimentichiamoci che parliamo di un esponente del Dadaismo, di cui i suoi lavori abbracciano a pieno la filosofia.

Abbandonò l’America per inseguire gli ideali del Dadaismo in Francia, a Parigi. Il suo bisogno di provocazione e il suo desiderio di scuotere le coscienze, lo spinsero verso il mondo della “ribellione artistica”. Inoltre, nei suoi lavori c’è sempre una ricerca continua, che sfocia poi in invenzioni di vario tipo, come i rayogrammi e la tecnica della solarizzazione, entrambe tecniche scoperte per caso durante le sue sperimentazioni in camera oscura.

Seguite la prossima puntata di “Rumore” martedì prossimo alle 18.00 e seguiteci sui social. Su Instagram trovate la pagina del programma (rumore_rko), in cui trovate anche tutte le fotografie di cui si parla durante la puntata.

Saul Leiter: Il pittore della Street Photography

Nella puntata di “Rumore” di Martedì si è parlato di Saul Leiter, un pioniere della fotografia a colori. Pittore autodidatta e successivamente fotografo di moda, fu tra i primi ad utilizzare le pellicole a colori per i suoi scatti, nonostante la fotografia a colori fosse denigrata, non considerata arte e utilizzata solo nella pubblicità e nella moda. Iniziò scattando fotografie per le strade di New York, catturandone la vita e la frenesia, dando inconsciamente vita ad un nuovo approccio a quella che verrà poi definita Street Photography. Le sue fotografie a colori, però, sono rimaste sconosciute fino agli anni ’90, da li in poi sono diventate importantissime nella storia della fotografia.

Ascolta la puntata:

Giá nei suoi lavori in bianco e nero si percepisce l’impronta pittorica di Leiter. Le sue immagini sono ben composte, anche se spesso non secondo i canoni tradizionali. Ma è soprattutto nel colore che emerge la sua personalità. Qui il tocco pittorico è ancora più evidente: spesso cose e persone sono sfuggenti, riflesse o appannate e spesso è tutto molto confuso. New York perde il suo caos e diventa improvvisamente tranquilla.

Grazie allo sfruttamento di superfici sbiadite, alla sovrapposizione degli elementi nella scena e all’accostamento di colori brillanti, le sue fotografie assumono particolarità che le rendono immediatamente riconoscibili dallo spettatore. La sua poetica e sensibilità emerge dalle sue fotografie che subito conquistano l’attenzione dell’osservatore.

Per qualsiasi domanda, richiesta o consiglio, ma anche per osservare tutte le fotografie di cui si parla durante le puntate, trovate la pagina del programma su Instagram (rumore_rko). “Rumore” torna Martedì prossimo alle 18 per una nuova puntata.