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Il Teatro Kismet riapre! Vi aspettiamo sabato 8 e domenica 9 febbraio

Il Teatro Kismet riapre i battenti ed inizia la tanto attesa stagione teatrale, stagione che riserverà tantissime sorprese. Si parte sabato 8 e domenica 9 febbraio, un week-end di spettacoli, nella nuova sala teatro con 400 posti a disposizione degli spettatori. Ce ne parla in diretta radio Natale Cassano (ufficio stampa Teatri di Bari)

Si parte sabato 8 febbraio con ‘Uccelli di Aristofane’, adattamento teatrale a firma di Emilio Russo.

Sabato 8 febbraio, ore 21
Tieffe Teatro Milano

UCCELLI DI ARISTOFANE

Adattamento e regia: Emilio Russo
con: Camilla Barbarito, Giuditta Costantini, Nicolas Errico, Fabio Zulli, Claudio Pellegrini, Claudio Pellerito, Giulia Perosa,Daniele Gaggianesi, Alessia Pellegrino.
scene: Luca Rho
costumi: Pamela Aicardi
luci: Mario Loprevite
Interventi di Teatro d’ombre: Compagnia Controluce

“Aristofane nella Grecia del 414 A.C., mentre il suo mondo si sgretola tra guerre e scontri ideologici e generazionali, riesce a fermare il tempo, a cercare una via di fuga nell’immaginario, a disegnare un impossibile mondo possibile. Uomini e Dei accumunati da corruzione e avidità, saranno da ora in poi divisi da Nubicuculia, la città costruita sulle nuvole, e dal sogno di libertà e partecipazione degli uccelli suoi abitanti, che decideranno per una vita senza leggi e senza denaro. Sarà proprio in questo “spazio”, quello della voglia di cambiamento, quello della rivoluzione possibile, quello delle pulsioni adrenaliniche, che proveremo a raccontare il capolavoro del più grande poeta comico della commedia classica. Un racconto senza tempo, attualizzato nel linguaggio, tra Cervantes, George Orwell e Alfred Jarry, ma anche Totò, eppure con estrema fedeltà alle dinamiche e agli intrecci dei personaggi originari. In scena una compagnia di giovani interpreti tra parole e musica in uno spettacolo che restituisce la forza comica e le emozioni della straordinaria e controversa opera del grande poeta ateniese. Per il racconto/viaggio dei due “profughi” alla ricerca della città e della vita ideale utilizzeremo diversi linguaggi, dal teatro d’ombre, al canto, al movimento all’interno di una scenografia che richiama gli spalti di un teatro antico, specchio della platea reale in un gioco ad incastro tra il tempo e lo spazio”. Emilio Russo

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Domenica 9 febbraio va in scena ‘L’uomo che cammina nudo’, opera incentrata sulla vita dell’immortale artista Pino Pascali 

Domenica 9 febbraio, ore 18

L’UOMO CHE CAMMINA NUDO


adattamento teatrale Clarita Di Giovanni – Francesco Suriano
regia Clarita Di Giovanni – Francesco Suriano
interprete di Pino Pascali Mauro Racanati
musiche e suoni Stefano Gramitto Ricci
oggetti di scena Maria Teresa Padula
costumi Luigi Bonanno
video Clarita Di Giovanni
adattamento tratto dai testi “Pino Pascali, l’uomo che cammina nudo” di Anna D’Elia, edizioni Peccolo, Livorno, 2018 e da: “Pino Pascali e Carla Lonzi. Discorsi” pubblicato per la rivista Marcatrè, 1967

È il 30 agosto 1968. Il corpo di Pino Pascali giace in coma al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni a Roma. Un’ora prima il giovane artista ha subito un terribile incidente sulla sua moto. Artista eclettico, esplosivo, pittore, scultore, performer, ormai conclamato, esposto nei musei e nelle gallerie più importanti nel mondo, Pascali si era trasferito a Roma dodici anni prima, da Bari, passando per Napoli, con il sogno dell’arte in testa. Gli incontri, e a distanza le voci che affiorano, innescano il flusso di memoria conscia e inconscia con cui Pino si confronta nell’ultima settimana di vita. È lo stesso Pascali a narrare e percorrere in 8 “quadri”, senza seguire una cronologia. I quadri compongono l’esperienza dell’artista come un puzzle le cui tessere sparse, collocandosi, conducono alla visione intera e al senso della sua esistenza breve e folgorante, contenuta già tutta nella formazione adolescenziale e consumata come per tutti i grandi artisti scomparsi in giovinezza con il fervore di chi non ha tempo da perdere e deve lasciare un segno, indelebile e significante.

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