Tutti gli articoli di carlochicco

dj dal 1989, alla direzione artistica di Controradio Bari (ex Popolare Network) 1996 - 2016! Presidente Ass.Cult Controritmi. Conduttore del programma Sold Out. Direttore Responsabile rivista d'arte Line-O-Type, Responsabile regionale di Italia Wave, conduttore del wake up e Psycho Stage. Dj rock - electro per numerosi club, festival, manifestazioni: Jimmyz, Snoopy, El Merendero, Demodè, Villa Renoir, Divinae Follie...MTV Day, MTV Brand New, Italia Wave, Flippaut, Tora Tora, Time Zones, Cube Festival, Sziget Festivall. Djset al fianco di artisti del calibro di Moby, Soulwax, Chemical Brothers, Howie B, Subsonica, Verdena, Apres la classe, Roy Pac, Afterhours e tanti altri.. Apertura live a Vasco Rossi e Caparezza... Giornalista musicale iscritto all'ordine, insegnante di storia di musica moderna, organizzazione eventi, gestione club, campagne elettorali (es per Nichi Vendola!)...

GULLIVER è il nuovo progetto di Giò Sada

GULLIVER
il nuovo progetto artistico del cantautore pugliese

Il secondo estratto è L’Essere Meccanico
Il brano racconta di una bella ambizione: un mondo più equo in cui la collettività sia la matrice di un vero cambiamento

Dopo il primo singolo “100 vite” – uscito lo scorso 5 marzo, con cui Giò Sada ha presentato il suo neonato progetto – la nuova traccia di Gulliver spiazza ancora, come nuovo capitolo di una imprevedibile avventura. C’è il suono sintetico delle estati al mare negli anni ’80 in questo brano decisamente più energico, con cui è impossibile rimanere fermi. 

Gulliver è il nuovo progetto con cui l’artista di Bari cede il passo a una nuova espressione di sédopo la vittoria nel 2015 della nona edizione di X Factor, un disco d’oro per il singolo “Il rimpianto di te” e il debutto del suo primo album di inediti “Volando al Contrario” (2016, Sony) nella Top 10 della classifica di vendite in Italia. 

L’Essere Meccanico è un altro assaggio del primo album di Gulliver, dal titolo TERRANOVA, in uscita per Kallax Records. Un brano che parla di amore: ma non quello – più scontato – tra due persone, bensì il grande sentimento che deve animare l’intera collettività per far sì che il mondo diventi per tutti e di tutti. Un obiettivo in cui la parte ‘meccanica’ ed egocentrica dell’io viene messa da parte per lasciar spazio a una comunità coesa e unita, in una sorta di danza collettiva.

“Mi auguro di non trasformarmi nell’essere meccanico, cioè colui che rischio di diventare se spengo tutto quello che sento, se penso vigliaccamente solo al mio orticello. L’essere meccanico: colui che ti fa rinunciare a tutti i tuoi sogni per rispettare quello che ti hanno imposto di essere, come se fosse una regola aderire all’idea che gli altri “esseri meccanici” hanno di te. L’essere meccanico è sempre più bravo a muovere il mio corpo e a prendere decisioni al posto mio. E io, credendo di scegliere liberamente, ci casco sempre. Allora cerco di limare la mia ambizione personale, che nulla produrrebbe se non l’ennesimo stronzo che dimostra a tutti quello che ha ottenuto, pavoneggiandosi cafonamente, sfruttando l’invidia come calamita per potersi arricchire e prosperare, come una piovra. Vorrei quindi, e canto per questo, che l’ambizione di un mondo equo diventasse collettiva, con uno slancio che ci permetta di unire gli intenti verso la matrice di un vero cambiamento – che solo insieme possiamo rendere vero e tangibile. 
La vera illusione è che tutto resti com’è. Non lo è invece la certezza che tutto possa cambiare, in meglio, grazie a te”.

Gio Sada Gulliver
Gio Sada Gulliver

Per Giò Sada, GULLIVER è una metafora del suo percorso artistico che nel corso di pochi anni ha attraversato mondi diversi e opposti.
È un nuovo inizio, in cui la regola è riportare la musica all’esperienza dell’ascolto, svincolandola dal legame con l’immagine, l’esteriorità, dal rapporto col pubblico attraverso il “personaggio” e non il contenuto, per ritornare a una dimensione più autentica, come esperienza di condivisione.
La musica è intensa, ad alto impatto emotivo, senza limiti di genere, che parte dalla semplicità di chitarra e voce per spingersi fino alla contaminazione con l’elettronica. I testi parlano di resilienza: la consapevolezza di non voler più rincorrere la realtà, rinunciando alla frenesia che la contemporaneità impone. 

Sud Est Indipendente, giovedi 11 incontro con Lee Ranaldo (Sonic Youth) e live dei Giant Sand!

Giovedì 11 luglio alle Manifatture Knos di Lecce la prima serata del SEI – Sud Est Indipendente Festival prenderà il via alle 19 (ingresso libero) con l’incontro “#Soglitch: i disturbi degli anni ‘90” con la partecipazione del chitarrista Lee Ranaldo, fondatore dei Sonic Youth, e del cantautore canadese Patrick Watson (ospiti della residenza ReSound in corso a Corigliano d’Otranto), del giornalista Ennio Ciotta, dello speaker radiofonico e dj Carlo Chicco (responsabile di RKO), del direttore artistico del festival Cesare Liaci.

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Dalle 21 (ingresso 10 euro – Circuito Vivaticket Italia – info 3331803375) sul palco La Chirurgia Etica e Le Scimmie sulla Luna.

Dalle 22:30 gli statunitensi Giant Sand, una delle band più visionarie e sperimentali del roots rock.

GIANT SAND
Imprevedibili, sperimentali, anticipatori di tendenze e suoni, i Giant Sand hanno percorso con assoluta dignità artistica più di vent’anni di rock alternativo e marginale, rileggendo le radici e le tradizioni della musica americana con un approccio non convenzionale, visionario e rigorosamente lo-fi. L’avventura di Howe Gelb e dei Giant Sand inizia nel 1985 a Tucson, Arizona, anno in cui la band pubblica ‘Valley Of Rain’. Questo album dimostra quanto i Giant Sand siano di fatto un progetto one mand band di Gelb, attorno al quale si alternano diversi musicisti. Dopo un periodo di sperimentazione, nel 1994 esce ‘Center Of The Universe’ per Imago, una label statunitense. Dopo quattro anni di silenzio i Giant Sand pubblicano ‘Chore Of Enchantment’ e nel 2001 ‘Selections Circa 1900-2000’, una raccolta del materiale degli ultimi dieci anni di attività della band. Nel 2002 viene realizzato ‘Cover Magazine’, seguito da ‘All Over The Map’ nel 2004. ‘Previsions’ del 2008 anticipa ‘Tucson: A Country Opera Rock’, pubblicato nel 2012. Dopo la parentesi Giant Giant Sand (estensione della band con ancora più musicisti), Howe Gelb ritorna alla formazione originale. Poche settimane fa è uscito il re-recording di “The Ballading The Thin Line Man” a cura di Fire Records, album pubblicato nel 1986 e tra i dischi più importanti del desert rock americano.

LE SCIMMIE SULLA LUNA
Le Scimmie sulla Luna sono Cristiano Metrangolo (guitar), Stefano Greco (Bass), Jory Stifani (guitars/synth), Luca Greco (drums). “Terra!” è l’urlo di un equipaggio di scimmie appena sbarcate con un’astronave sulla luna, dove vagheranno per esplorare crateri e mari (come i titoli dei pezzi che compongono l’album). Da questa immagine nasce il primo album de Le Scimmie sulla Luna, prodotto da LA RIVOLTA RECORDS con il sostegno di Puglia Sounds. Il loro sound è un riuscito equilibrio tra ritmiche serrate e groove che spaziano dal math al post-rock, passando per il funk: chitarre ipnotiche che sembrano mutare in sintetizzatori, passando da riff freschi e melodici a contorsioni effettistiche sperimentali tra delay e synth.
L’album, dopo un anno di scrittura e stesura dei brani, è stato realizzato e prodotto da Paolo Del Vitto presso gli studi dei “Laboratori Musicali” di Trepuzzi (LE).

LA CHIRURGIA ETICA
In apertura di serata si esibirà La Chirurgia Etica, band nata nel 2015 e composta da Claudia Giannotta (voce), CristiAna Francioso (Testi, chitarra e Synth), Valeria Rossetti (Basso), Cristiano Casarano (Batteria), Mattia Carluccio (Chitarra e voce). Il progetto musicale ha come obbiettivo quello di unire la filosofia alla musica e prende il nome da una citazione di Alessandro Bergonzoni che recita “Io sono per La chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno”. Il suo primo EP, AUT -AUT, un manifesto filosofico – sociale, mette in evidenza quanto l’apparenza e la mancanza di scelta sia ormai la malattia della società attuale.

ROCKINDAY 2019 – PUNKREAS live

ROCKINDAY 2019

8 AGOSTO – San Vito dei Normanni

Il ROCKINDAY 2019 si svolgerà l’8 agosto nella consueta e splendida cornice della Villa Comunale di San Vito dei Normanni (BR).
Lo storico festival musicale, ormai giunto alla sua XIII edizione, stupisce offrendo in ESCLUSIVA estiva per la PUGLIA il concerto dei PUNKREAS.

I PUNKREAS sono stati fondati nel 1989 a Parabiago (MI), la formazione attuale è composta da Cippa (voce), Endriù (chitarra), Paletta (basso), Noyse (chitarra) e Gagno (batteria) e vengono considerati, a buon diritto, gruppo di spicco per il genere punk-rock.
In seguito all’uscita del nuovo ed attesissimo dodicesimo album “Inequilibrio Instabile” edito in tre versioni diverse (cd, vinile e un Box Deluxe con 3 EP e 4 bonus track), la band punk-rock per eccellenza sta per dare il via al “inequilibrio instabile tour” che attraverserà l’Italia in lungo e largo, l’appuntamento per la Puglia è proprio quello del ROCKINDAY 2019 di giovedì 8 agosto (unica data estiva in Puglia).

PREZZI DEI BIGLIETTI E PROMOZIONI
Acquista online, salta la fila e non perdere le nostre straordinarie offerte: la Maglietta Rockinday scontata al 50% (ma solo per i primi 10) e la promo Birra 2×1 a 5 euro (invece di 6). Affrettati: sarà un evento caldo, caldissimo 🙂

 

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clicca qui per andare sull’evento ROCKINDAY 2019

GIORGIO CICCARELLI in concerto venerdi 19 alla Cittadella delle Arti a Modugno

OFF-SCENE
SUMMER MUSIC TRIP
appuntamento a cura della A.C. Paideia
c/o La Cittadella delle Arti – Via Piave 79 – Modugno

VENERDI 19 LUGLIO – START ORE 22

Radio ufficiale RKO

On Stage:
Giorgio Ciccarelli (EX-AFTERHOURS)
presenta “Bandiere” nuovo album del chitarrista milanese
@ La Cittadella delle Arti – Via piave 79 – Modugno

Fare canzoni, oggi. Trovare un nuovo senso a una vecchia forma e scrollarsi di dosso il passato.  Giorgio Ciccarelli ha affrontato, con Bandiere, questa sfida.
Bandiere è innanzitutto un disco di canzoni, che restano “dentro la testa” (uno dei titoli), per la forza e l’efficacia di musica e parole. Restano e poi crescono.
Un disco che riflette questo tempo, restando però fuori dalle mode. Che raggiunge la semplicità, come obiettivo, girando al largo dal semplicismo. Un disco che affronta, senza paura, temi etici e politici. Perché le canzoni fanno anche questo. Devono farlo.
I suoni parlano, aderendo con nitidezza a stati d’animo e riflessioni, e le parole risuonano, recuperando l’uso delle rime in modo non banale. Rime che danno sonorità e persistenza ai testi di Tito Faraci, di nuovo al fianco di Giorgio Ciccarelli.
Ma la musica, gli arrangiamenti sono la vera e più grossa novità di Bandiere.
Bandiere è un disco che nasce da un profondo percorso interiore, ma anche e soprattutto dal confronto con il pubblico durante il centinaio di concerti seguiti alla pubblicazione di Le cose cambiano, primo disco solista di Ciccarelli.
Ogni canzone di Bandiere è una storia, un argomento affrontato e sviscerato, un viaggio attraverso noi stessi e il nostro mondo. E in ogni canzone c’è un’invenzione, uno scarto rispetto ai canoni, un ribaltamento della prospettiva. Qualcosa che rimette in gioco tutto.
Le cose sono cambiate, adesso.
Bandiere è un nuovo traguardo e, allo stesso tempo, un nuovo inizio.

Il Cicca si propone con una nuova sfida: un nuovo spettacolo che lo vedrà salire sul palco da solo a presentare il suo repertorio in forma diversa, a volte più intima, altre più aggressiva, a volte completamente stravolta, altre più aderente all’originale.
Per l’ennesima volta, Giorgio, riarrangia le sue canzoni e le porge con un vestito nuovo di zecca.
Sul palco, oltre alla fedele Telecaster, sarà accompagnato da una loop machine, da una drum machine, da una tastiera e da una chitarra acustica.

GIORGIO CICCARELLI. Chitarrista, cantante, autore e compositore, ha pubblicato dischi e suonato con numerose e importanti band (Afterhours, Sux!,Colour Moves).
Ha all’attivo dodici album, oltre a dvd, video e singoli. Si è esibito in Europa, Stati Uniti, Canada, Cina. Praticamente ovunque in Italia: dal teatro Ariston di Sanremo al Leoncavallo di Milano, dal concerto del Primo Maggio a Roma al teatro Petruzzelli di Bari, passando per buona parte dei locali rock della penisola. Ha suonato con e per artisti del calibro di Greg Dulli, Mark Lanegan, Patti Smith e Mina.
Ha scritto e arrangiato pezzi per tutte le band con cui ha pubblicato dischi, vincendo premi in varie categorie. È giunto ora il momento di pubblicare qualcosa a suo nome.
“Le cose cambiano” è, di fatto, il primo disco solista di Giorgio Ciccarelli, uscito a Novembre 2015 per XXXV.

 

Il tour di presentazione dell’album ha toccato le principali città italiane ed il concerto di Giorgio Ciccarelli è stato votato tra i primi 10 “Best Live 2016” da KeepOn live Parade e nella classifica annuale del M.E.I.

“La produzione musicale dell’ormai ex Afterhours, Giorgio Ciccarelli, è sempre stata degna di nota. Le cose cambiano è un lavoro acuto, attento alle contaminazioni e al tempo stesso piacevolmente sfuggente: un’ottima premessa per una nuova avventura solista che a questo punto pare davvero promettente.” (Sentire Ascoltare)

“Un blocco granitico e compatto di suono e parole, fitto che non ci passa neppure un respiro, neppure un momento di calma: perché l’umore principale di “Le cose cambiano” è certo una scala di inquietudini, espresse attraverso cupe declinazioni di rock accompagnate da una voce che volentieri si sporca e si spezza in frammenti profondissimi.
Ascoltarlo è come vedere davanti a sé tutte le ore spese nella ricerca di pace e stabilità cadere inevitabilmente, per poi stringere le mani e scoprire che il gusto amaro di una fine può diventare il cuore di una infallibile rimonta.” (Rockit)

“Assistere a un concerto di Ciccarelli è davvero interessante, al di là dei gusti in fatto di musica: mentre suona, il cantante e chitarrista ex Afterhours sembra in trance e non parla con il pubblico, se non per ringraziarlo brevemente e dà il meglio di sé sul palco, dove si scatena come una giovane rock star. Si vede benissimo che la musica gli scorre dentro, trasportandolo in un’altra dimensione …Un altro aspetto da sottolineare è l’attenzione quasi maniacale con cui Ciccarelli cura il suo sound, alla ricerca di questo o quel preciso effetto o di quella determinata distorsione, e questo fa sì che la veste musicale del suo lavoro sia davvero di qualità. Anche la band che accompagna Ciccarelli è molto valida e dal punto di vista tecnico e musicale la performance è davvero piacevole.“(live report Bologna, Music Coast to Coast)

ℹINFO
A.C. Paideia
Via Piave 79 – Modugno
Cell. 3892434715 – 3277317396

***
INGRESSO LIBERO CON CONSUMAZIONE €5

“Nada Contigo”: nuovo singolo per gli Apres la Classe ft Alborosie

“Nada Contigo” è il NUOVO SINGOLO degli APRÈS LA CLASSEinsieme ad ALBOROSIE, in radio e disponibile da venerdì 5 lugliosu tutte le principali piattaforme digitali.

Nada Contigo“, che si candida ad essere il prossimo tormentone estivo, raccoglie le calde sonorità della Patchanka e quelle più tipiche della dancehall e dei sound system salentini. Il brano è un inno alla vita, alla genuinità come valore assoluto, all’amore e alla gioia e un invito alla spensieratezza. La solarità e l’energia, che da sempre hanno fatto riconoscere il repertorio del collettivo pugliese in tutta Italia, sono accompagnate in questo singolo dai ritmi giamaicani della star mondiale Alborosie, insieme agli Après La Classe per una collaborazione che rende ancora più vivo il legame tra il Mediterraneo e il Centro America.

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La band salentina degli Après La Classe nasce nel 1996 ad Aradeo un paese sito nel cuore del Salento, si afferma in pochi anni, dai primi live nei club pugliesi fino a veri e propri tour in Italia ed Europa, grazie a brani creati senza limiti stilistici ed alla potenza di uno spettacolo live energico e coinvolgente, da sempre punta di diamante di questo combo.
Nel 2002 la band pubblica il primo lavoro discografico dal titolo “Après La Classe” edito per Edel Music. Il singolo ”Ricominciamo” del conterraneo Adriano Pappalardo incontrò l’appoggio delle radio nazionali e fu con “Paris”, il singolo successivo a fare conoscere il nome della band in tutta la penisola e all’ estero. “Paris” divenne infatti la colonna sonora di un famosissimo spot tv per la Galbani, sigla del programma “Le Iene” e sigla per il programma radiofonico: “Tutto esaurito” trasmesso su Radio 105. Nel 2004 esce il loro secondo album, “Un numero”. L’anno successivo ricevono il Premio come gruppo rivelazione dall’Associazione “Super Club Live” ed “Assomusica”.

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 Nel 2006 pubblicano il terzo album in studio, “Luna Park” e nello stesso anno la band festeggia i dieci anni di attività live in compagnia dei Sud Sound System, Caparezza e i Negramaro in un concerto indimenticabile svolto in una stupenda piazza di Sternatìa (Lecce). Ad aprile 2010 esce il nuovo album dal titolo “Mammalitaliani” per la Sunny Cola (etichetta di Caparezza, amico del gruppo salentino da anni, che ha collaborato con loro nel primo album nel brano “Lu Sule Lu Mare Lu Jentu”) e distribuito dalla Universal Music Italia. Il brano “Mammalitaliani”, co-prodotto con Caparezza, diventa ben presto uno dei protagonisti Radio e Tv dell’estate 2010, premiato dal MEI e remixato dal duo di bravissimi producers italiani Two Fingerz.

 Il tour di Mammalitaliani, partito nel maggio 2010, non conosce soste in Italia e arriva presto anche all’estero, facendo tappa a New York e Los Angeles, per ben due volte di seguito, a Miami ed in Svizzera al Montreux Jazz Festival. Dopo quattro anni di tour svolto tra Italia, Europa ed America, la band avverte la forte esigenza di chiudersi in studio per pubblicare il disco più intimo e introspettivo della propria carriera; nasce così: “Riuscire a Volare”, album autoprodotto dalla band e distribuito per Universal Music Italia che contiene una collaborazione con l’amico di sempre Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Il 9 giugno 2017, l’uscita del disco “Circo manicomio” sancisce il ritorno della band alle sonorità e ritmi che da sempre hanno caratterizzato e reso chiara l’identità del progetto Après in Italia ed all estero, La Patchanka, un mix di suoni e ritmi latino/rock/reggae da sempre filo conduttore nelle composizioni in studio e spettacoli live della band.

La XV edizione del Festival Metropolitano BARI IN JAZZ

AMARO FREITAS, PROGETTO ITALO-MALGACHE CON KEKKO FORNARELLI, BENIN INTERNATIONAL MUSICAL E AKUTUK DUO FT. GAETANO PARTIPILO

 

la XV edizione del Festival Metropolitano

BARI IN JAZZ

 

Fino al 20 agosto uno degli eventi più attesi cui parteciperanno nomi come CAETANO VELOSO, FRANCESCO DE GREGORI, PAOLA TURCI, PAOLO FRESU, MICHEL GODARD, REDI HASA, AZIZA BRAHIM, DANIELE DI BONAVENTURA, DANIELE SEPE, AMARO FREITAS, LUCIA CARVALHO nei comuni di Acquaviva, Alberobello, Conversano, Fasano, Giovinazzo, Gravina, Monopoli, Polignano, Sammichele.

 

Prosegue, con un fitto calendario di appuntamenti, la XV edizione del Festival Metropolitano BARI IN JAZZ, che ha preso il via lo scorso 29 giugno.

Dopo la trombettista spagnola Andrea Motis e la cantautrice pugliese Erica Mou, che hanno inaugurato la rassegna con un sold out a Cala Paura, il Festival continua il suo viaggio musicale nel jazz e non solo, che si concluderà il 20 agosto.

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Il 5 luglio sarà la volta dell’atteso live al Castello di Sammichele di Bari del pianista brasiliano Amaro Freitas, mentre il 7 luglio la programmazione del festival prosegue al Sagrato della Basilica di Maria Santissima della Madia di Monopoli con il concerto nato nell’ambito del progetto speciale italo-malgascio New Generation Connection che vedrà protagonisti tre giovani musicisti del Madagascar ed il musicista italiano Kekko Fornarelli.

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Il 10 luglio Piazza Castello di Conversano sarà animata dai ritmi travolgenti dei Benin International Musical, mentre il 13 luglio l’Hyper Club di Alberobello sarà cornice dell’originale esibizione di percussione acquatica a mani nude di Akutuk duo, accompagnata dal sassofonista Gaetano Partipilo.

Organizzato dall’associazione culturale Abusuan, il festival di quest’anno si svolgerà in nove tra i più caratteristici comuni pugliesi tra siti Unesco, uliveti secolari e testimonianze architettoniche di grande pregio, con molti nomi di spicco che attrarranno un pubblico eterogeneo per interessi, gusti musicali ed età. La rassegna, al suo quindicesimo anno, è sempre più parte integrante del tessuto sociale di un territorio splendido come quello pugliese, contribuendone all’immagine e alla valorizzazione.

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Il Festival è realizzato con il sostegno di Unione Europea, MiBAC, Regione Puglia, Comuni di: Bari, Acquaviva, Alberobello, Conversano, Fasano, Giovinazzo, Gravina, Monopoli, Polignano, Sammichele.

Il programma prevede più di venti performance dal vivo per quasi due mesi di rassegna tra i comuni dell’area di Bari e di Brindisi con numerosi musicisti nazionali, internazionali e talenti locali che proporranno jazz ma anche melodie italiane, commistioni con elettronica, musica indiana, africana, brasiliana, nord europea.

Da sempre caratterizzato come un ambiente poliedrico, Bari In Jazz si compone non solo di concerti, ma anche di contaminazioni ed occasioni di incontro, come laboratori e workshop, per avvicinare il pubblico alla cultura internazionale. Tutto ciò valorizzando, al contempo, i comuni e i territori coinvolti, che da semplici location, si trasformano in veri e propri co-protagonisti di questo splendido viaggio culturale.

Nei molti anni di Festival, infatti, il connubio cultura e turismo ha sempre avuto una potenza straordinaria per la promozione del territorio. Il coinvolgimento dei singoli comuni, ognuno con l’opportunità di poter esprimere il proprio valore culturale e turistico, contribuisce infine a un risultato importante per tutta la comunità.

L’associazione Abusuan, con il Festival Metropolitano BARI IN JAZZ, fa parte del circuito ministeriale “Art Bonus – Misure urgenti per favorire il mecenatismo culturale”.

Attraverso questo importante canale chiunque può sostenere la cultura usufruendo di importanti benefici fiscali.

Infatti, ai sensi dell’Art.1 del D.L. 31/05/2014 n.83 “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i., è stato introdotto un credito di imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il c.d. Art Bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

Programma – BARI IN JAZZ 2019  – Concerti  ore 21,00

 

05 luglio – Sammichele di Bari, Castello Caracciolo – Amaro Freitas

 

07 luglio – Monopoli, Sagrato della Basilica di Maria Santissima della Madia – Progetto Italo-Malgache “New Generation Connection” con Kekko Fornarelli

 

10 luglio – Conversano, Piazza Castello – BIM (Benin International Musical)

 

13 luglio – Alberobello, Hyper Club – Akutuk duo ft. Gaetano Partipilo in “Tempo d’Eau – Bare-handed aquatic percussions in the Gulf of Guinea”

 

16 luglio – Acquaviva – Radicanto in “Le indie di quaggiù: viaggio sonoro per mare e altri approdi”

 

21 luglio – Fasano, Piazza Ciaia – Francesco De Gregori & Gaga Symphony Orchestra in “Greatest Hits Live”

 

22 luglio – Fasano, Piazza Ciaia – Caetano Veloso in “Ofertorio” con Moreno, Zeca, Tom Veloso

 

25 luglio – Conversano, Giardino dei limoni, San Benedetto – Zara McFarlane – esclusiva Sud Italia

 

26 luglio – Conversano, Giardino dei limoni, San Benedetto – Sarathy Korwar in “More Arriving”

 

27 luglio – Giovinazzo, Piazza Duomo – Lucia De Carvalho

 

30 luglio – Gravina, Piazza Duomo – Paolo Fresu & Daniele Di Bonaventura ft. Jaques Morelenbaum

 

07 agosto – Selva di Fasano, Minareto – Kekko Fornarelli, Gregory Hutchinson, Giorgio Distante in “Land-Scapes”

 

08 agosto – Selva di Fasano, Minareto – CousCousMusic – Viaggio tra suoni e profumi del mediterraneo

 

09 agosto – Selva di Fasano, Minareto – Vitor Araujo – esclusiva nazionale

 

10 agosto – Selva di Fasano, Minareto – Farlibe duo (Mirko Signorile & Giovanna Carone) ft. Daniele Sepe

 

13 agosto – Selva di Fasano, Minareto – Faraj Suleiman – esclusiva nazionale

 

14 agosto – Selva di Fasano, Minareto – Nicola Conte & Spiritual Galaxy ft. Kareyce Fotso in “New Africa”

 

16 agosto – Selva di Fasano, Minareto – progetto Yaraka Ensemble

 

17 agosto – Alberobello – Piazzale Biagio Miraglia – Paola Turci

 

18 agosto – Selva di Fasano, Minareto – Aziza Ibrahim – esclusiva nazionale

 

19 agosto – Selva di Fasano, Minareto – Redi Hasa & Michel Godard

 

20 agosto – Selva di Fasano, Minareto – The Dinner Party – progetto speciale

“Che ognuno sia libero”: i BUCKWISE per il BARIPRIDE

In occasione del Bari Pride 2019,  la band Buckwise lancia una bellissima iniziativa in occasione dell’uscita del nuovo videoclip “Summer Sun”

Lasciare che ognuno sia libero di esprimersi liberamente, uscire fuori  al sole d’estate come si è e si vuole essere, libero da imposizioni o preconcetti.” Questa è l’idea alla base del testo Summer Sun, brano dell’album Turning Point dei Buckwise.La band pugliese dice: “Riteniamo che il Pride sia una delle migliori trasposizioni di questo concetto, e l’anniversario che ricorre quest’anno ci ha fatto riflettere su cosa significava 50 anni fa. Abbiamo pensato che il miglior modo per trasmettere questa libertà sia quello di mostrare il Bari Pride come viene visto da chi lo ha vissuto. L’idea che ne è seguita è quella di creare dunque un social video, formato e montato da tutte le clip pervenute dai partecipanti al Pride. I presenti alla manifestazione invieranno una o più clip video ripresa in molteplici situazioni (prima del Pride, durante e dopo) e da diversi dispositivi: cellulare, fotocamera o qualsiasi altro mezzo videografico

I video potranno essere inviati in diversi modi, attraverso la pubblicazione su Facebook o Instagram con hashtag #summerpride o mediante l’invio tramite Whatsapp ad un numero cellulare che verrà comunicato nei prossimi giorni.

Il videoclip di Summer Sun verrà realizzato con un montaggio degli estratti dei video ricevuti e pubblicato in data 5/07, una settimana dopo il lancio del brano su Spotify e gli altri canali streaming audio.

Gli UZEDA tornano a luglio con un nuovo album!

UZEDA

live al MAT di Terlizzi

20 Luglio 2019

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Lo scorso anno UZEDA hanno celebrato il loro trentesimo anniversario di carriera nel modo più appropriato e a loro piu’ caro: organizzando un weekend musicale sulla spiaggia, ovviamente nella loro città natia, Catania, insieme alle band dei loro più cari amici.
Nel corso della due giorni, la loro presenza sul palco con Shellac, The Black Heart Procession, the Ex, Three Second Kiss e i June of 44 (riuniti per l’occasione),Tapso II ,Stash Raiders, ha cementato la loro reputazione come tesoro nazionale italiano .

Quella che è una delle band più longeve dell’underground internazionale ritorna a luglio con un nuovo album: Quocumque jeceris stabit.

Il titolo latino deriva dal motto dell’Isola di Man il cui simbolo è un triscele assai simile alla trinacria siciliana. “Ovunque lo getti starà in piedi”: così si traduce il motto che è facile applicare all’isola di provenienza della band e al carattere dei suoi abitanti, forgiato da secoli e secoli di culture susseguitesi e miscelate tra loro. William Camden, studioso britannico, già nel 1600 dichiarava che il triscele dell’Isola di Man fosse stato disegnato prendendo spunto proprio dalla trinacria.
Già in tempi antichi, l’Isola di Man si diceva fosse stata creata da un gigante iracondo che scagliò una roccia in mezzo al mare e, anche qui, le somiglianze con miti e leggende nostrane continuano a sprecarsi, con buona pace di Polifemo e dei suoi faraglioni.

Se la parola “resilienza” solo negli ultimi anni è diventata di uso comune, la formazione catanese ne fa da sempre un punto di forza.

Il loro attaccamento alla terra Etnea, la capacità di reinventare le regole, plasmare un linguaggio sonoro unico e riconoscibile, sfondare barriere metaforiche e confini geografici grazie alla Musica e ai rapporti umani messi dinanzi alle logiche di mercato dello showbiz sono da sempre le loro caratteristiche principali.

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Come se fossero una boa in acque turbolente, praticamente qualsiasi cosa attorno alla band e ai suoi membri è cambiato rispetto al periodo in cui il loro ultimo album, Stella, veniva pubblicato nel 2006 con la loro storica label Touch and Go Records: hanno perso amici, membri delle famiglie, collaboratori e partner lavorativi ma ciò che non hanno mai perso è la determinazione per continuare a ispirare e, allo stesso tempo, trarre ispirazione da tutti coloro li circondano, che siano in vita o meno.

La copertina del disco è minimale ma è curioso come le linee (onde sonore, timelines, vite, storie, fate voi) scorrano contorte senza incontrarsi mai. Ad ogni ascoltatore potrebbero suggerire significati diversi ma l’unico suggerimento reale è che, nonostante le interpretazioni personali e il titolo del disco dal forte significato, non ci troviamo di fronte a un concept album.

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Il disco, registrato come sempre dall’amico e collaboratore Steve Albini a Verona a inizio 2019 e masterizzato, neanche a dirlo, da Bob Weston nel suo Chicago Mastering Service, contiene 8 brani nati, cresciuti e trasformati sul palco.

È proprio la dimensione live quella in cui le canzoni si sono evolute: Uzeda hanno di fatto suonato queste tracce per anni, ovunque, dal vivo, prima di raggiungere il risultato che desideravano. Solo una volta chiuso il cerchio, l’urgenza di imprimere la musica su un oggetto reale, tangibile, si è palesata. Con Steve Albini al mixer, in soli 4 giorni durante i primi freddi giorni di Gennaio, ai Sotto il Mare recording studios di Luca Tacconi, Quocumque jeceris stabit diventa realtà.  Ancora una volta, tornando alla loro origine, i brani vengono suonati e registrati dal vivo davanti a un pubblico, seppur in maniera peculiare: la recording session si svolge infatti davanti a occhi e orecchie attente e rispettose dei ragazzi che partecipano ad una masterclass tenuta proprio da Albini e ideata, promossa e realizzata da Sound by Side.

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Ripartendo dal sentiero già percorso, Uzeda trovano nuove vie creative:

la voce dal graffio fragile e dinamico di Giovanna Cacciola attraversa il suono affilato della chitarra di Agostino Tilotta, compagno di vita e, oltre che in Uzeda, anche nella band Bellini. La sezione ritmica curata dal bassista Raffaele Gulisano e dal batterista Davide Oliveri fornisce le ormai note e robuste fondamenta su cui tutte le canzoni di Uzeda sono costruite.

L’attacco di Soap, il crescendo di Deep Blue Sea che implode in guizzi vocali e di batteria, nel basso onnipresente, nell’incredibile controllo della chitarra, l’interpretazione quasi ancestrale di Nothing but the Stars, la poesia sonora e compositiva di Red sono solo alcuni degli episodi che meritano di essere approfonditi e ricordati all’interno di un lavoro coerentemente compatto e impregnato di coscienza della propria personalità.

Se la trasformazione e l’evoluzione – ma sempre con i piedi ben piantati nella roccia vulcanica della loro forte identità, lontana milioni di anni luce dai compromessi – sono gli elementi signature di Uzeda, è facile intuire come qualcosa di notevolmente diverso si sia manifestato in Quocumque jeceris stabit: una certa tensione melodica, spesso accennata nei precedenti lavori, in questo album si mostra nella sua intera, esplosiva ragione d’essere.

È un sound, un’atmosfera, per cui Uzeda sembrano essere nati e che, in fin dei conti, li definisce, ancora una volta, indiscutibilmente.

Intervista con i DUNK

E’ uscito il 12 gennaio, per Woordworm Label, “DUNK”, lo straordinario disco d’esordio dei DUNK, la band nata dall’incontro tra i fratelli Ettore e Marco Giuradei, protagonisti del mondo indie bresciano, Luca Ferrari dei Verdena e Carmelo Pipitone dei Marta sui Tubi e O.R.K..

Un esperimento in progress al limite della performance, che è sfociato nella realizzazione di un disco robusto, viscerale, tormentato e visionario. Al centro, l’eterna lotta tra l’uomo e la sua coscienza, l’amore maniacale per le cose che non potrà mai avere, i dubbi sulla vita e sulla sua importanza. Le nuove liriche di Ettore Giuradei, assente dalle scene musicali dal 2015, si sposano con una batteria corposa e materica, giri di chitarra che regalano sfumature inedite, tastiere che intessono la struttura profonda dei brani. Sia che si parli della scrittura che del live, “DUNK” è quel livido, che per quanto faccia male, continuiamo a toccare.

Marco Giuradei e Luca Ferrari (Verdena) si conoscono per caso, durante una data del progetto Giuradei a Bergamo. L’amicizia si rafforza, negli anni, con una serie di interminabili Jam Session all’HenHouse Studio di Albino. Nel frattempo Ettore, fratello di Marco e deus ex machina dei Giuradei, comincia a scrivere nuove canzoni con testi ispirati ad autori come Carmelo Bene e Antonin Artaud, toccando principalmente il tema del doppio e di una certa inadeguatezza dell’esistere. I Dunk esordiscono ufficialmente ad Aprile 2017 in occasione del decennale della Latteria Molloy: il riscontro di pubblico è notevole ma i tre sentono che ai pezzi manca qualcosa.  Ettore, fan dei Marta sui Tubi, contatta quindi il chitarrista Carmelo Pipitone: la band torna in sala prove a comporre nuovi pezzi che presenta poi, nel corso dell’estate, in alcuni live esclusivi.A settembre 2017 i Dunk si trovano in studio e registrato il primo album omonimo, che raccoglie tutto l’entusiasmo di questa manciata di mesi passata insieme: un disco poco pensato, suonato di pancia, a cuore aperto.DUNK è ricerca di una forma, è lasciarsi alle spalle la canzone, è avanzare verso un’opera, dentro la meraviglia.