Lo Specchio Nero presenta “Altari della Patria”

Si stanno abbassando le saracinesche, si sta facendo buio, sempre più buio. Restano spalancate le maestose porte dei luoghi di ogni culto, ma è una menzogna. Perché le sale cinematografiche sono chiuse e noi che adoriamo il dio del cinema non possiamo raccoglierci in preghiera. La nostra fede è discriminata, ed è buffo: è l’unica fede che permette agli esseri umani di vedere quello in cui credono, di godere di autentiche visioni, di stabilire un contatto diretto, fisico, e privilegiato. E il miracolo avviene sempre e per tutti, non è mai un miracolo discriminatorio, è sufficiente pagare un biglietto d’ingresso ed è sempre epifania, è sempre fascio di luce mistica. Eppure, nonostante il nostro culto sia quello più tangibile, si abbassano le saracinesche. Privati delle nostre preghiere laiche, cerchiamo spiragli ovunque. Nei piccoli schermi, nella musica, in ogni riflesso di luce tenue e tremolante. Sempre e comunque lontani dagli altari della patria, che si moltiplicano, assumono identità vecchie e nuove, si coprono di ridicolo e fanno contemporaneamente paura. Allora meglio nasconderci in una scatola, che è l’equivalente di un abbraccio ai nostri “congiunti”.

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DyschoDark, un sogno che si avvera! Intervista con Max Martulli

Un viaggio sonoro quello creato da Max Martulli, un disco che porta tutta la sua esperienza e sensibilità artistica e musicale: ci si perde in ritmiche e luci da club per poi cadere in vortici psichedelici dalle tinte noir. C’è l’elettronica ma anche il rock che lo ha sempre accompagnato. Ai microfoni di RKO, su Avantpop con Carlo Chicco, Max ci racconta “DyschoDark”

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