METROKLANG VILLAGE 12/13 agosto a barletta in diretta su RKO!

12/13 agosto
Metroklang Village
Giardini del Castello – Zona Anfiteatro – Barletta
Ingresso gratuito – dalle 17 alle 24,00


Metroklang Records, associazione culturale ed etichetta discografica pugliese, presenta “Metroklang Village”, un evento musicale con artisti locali ed internazionali dedicato all’arte del djing, alla cultura del vinile, dell’artigianato e all’enogastronomia pugliese.L’iniziativa si svolgerà in due giornate nelle date del 12-13 Agosto dal pomeriggio fino a sera presso l’Anfiteatro del Castello di Barletta.Obiettivo dell’evento è di supportare e valorizzare i talenti del territorio, figure professionali tra le più colpite dall’emergenza Covid-19.Vincitore del bando “Si va in scena” del Comune di Barletta (assessorato alla Cultura), l’evento si struttura come un vero e proprio “villaggio” e offre differenti tipologie di attività: workshop, vinyl market e handmade, dj set e live set, area degustazione, postazione web radio, trasmissione documentari tematici.Il Market sarà dedicato agli amanti della musica in vinile, dell’handmade e del vintage. Immaginato come un grande laboratorio, un quartier generale dove s’incontreranno design autoprodotto, pezzi unici e autentici, realizzazioni artistiche e piccolo artigianato, oggetti vintage ma soprattutto dischi in vinile, cd, musicassette, etichette indipendenti, che trasformeranno l’area nei pressi dell’anfiteatro del Castello in un luogo dedicato alla ricerca e alla sperimentazione di nuovi sistemi e modelli di produzione, senza più confini tra arte, design e manualità.Hobbisti ed artisti presenteranno pezzi vintage selezionati secondo una filosofia di qualità, oggetti realizzati anche tramite il riuso creativo.In una fase critica della situazione economica che stiamo vivendo, l’obiettivo è dunque quello di dare l’opportunità agli artigiani, alle micro imprese e ai creativi pugliesi di portare avanti il proprio marchio e il proprio design e valorizzare tutta la cultura storica, estetica e materiale della tradizione artigiana e del mondo della musica rivisitata in chiave innovativa e contemporanea, potenziando la tipicità quale luogo di incontro e confronto.

Programma Mercoledì 12 Agosto
apertura ore 17,00 – ingresso gratuito
Area degustazione a cura di Cantine Pandora e Frantoio Settanni– Market: dalle 17,00 alle 24,00
– RKO diretta radio con Carlo Chicco Paola Pagone dalle 17,00

WORKSHOP di sintesi analogica con Deckard ore 19,00 – DJ SET dalle 17,00 a rotazione Carlo Chicco – Pino Pepsee – RICKY ERRE LOVE


Programma Giovedì 13 Agosto
apertura ore 17,00 – ingresso gratuito
Area degustazione a cura di Cantine Pandora e Frantoio SettanniMarket: dalle 17,00 alle 24,00- 

RKO diretta radio con Carlo Chicco Paola Pagone + staff dalle 17,00

DJ SET: dalle 17,00 a rotazione
Cloud Danko – Vito Santamato – RICKY ERRE LOVE– LIVE SET ore 21.30 con Pyramiden

AL via la XVI edizione di BARI IN JAZZ, in programma dal 7 al 21 agosto nei Comuni di Fasano e Monopoli!

La XVI edizione di BARI IN JAZZ si svolgerà dal 7 al 21 agosto nei Comuni di Fasano e Monopoli. Sono previsti anche due concerti speciali a Bari il 15 e 16 settembre in via di definizione.

In cartellone in questa edizione 2020 l’esibizione degli SHUTTLE, che il 7 agosto apriranno il festival con la sonorizzazione in diretta del film “Planete Sauvage” di René Laloux, i concerti di ALY KEÏTA, JAN GALEGA BRÖNNIMANN e LUCAS NIGGLI (10 agosto), RAIZ & RADICANTO DUO (11 agosto) , OMAR SOSA – con apertura della serata di NATALINO MARCHETTI (12 agosto), KEKKO FORNARELLI con apertura di GIANLUCA BUFIS e GIANCARLO SABATINI (13 agosto), L’ESCARGOT (18 agosto), gli amatissimi RADIODERVISH (19 agosto), lo spettacolo ULÌA di ANNA CINZIA VILLANI con l’apertura di VINCENZO SAETTA E MARCO DE TILLA e, per finire, il 21 agosto il duo GIOVANNI GUIDI / LUCA AQUINO, preceduti dal set di DANIELE CORDISCO e MARCO GUIDOLOTTI.

Grande successo in prevendita del Locus Festival 2020. Sold out per Niccolò Fabi e Vinicio Capossela il 7 e 8 agosto a Egnazia. Si aggiunge un nuovo concerto e si cambia location per la festa conclusiva di ferragosto.

Grande successo per questa sedicesima edizione del Locus Festival 2020 limited edition. Oggi si registra già il tutto esaurito per i primi due concerti in programma nel Parco Archeologico di Egnazia a Savelletri di Fasano (BR): venerdì 7 agosto Niccolò Fabi in trio con Roberto Angelini e Pier Cortese e sabato 8 agosto Vinicio Capossela con lo spettacolo Pandemonium. Entrambi questi eventi sono realizzati in collaborazione con il Museo Archeologico di Egnazia e con il Comune di Fasano. Si precisa che per queste due date non sarà possibile acquistare il biglietto al botteghino, quindi è inutile presentarsi in loco e creare assembramenti all’ingresso dei concerti.
 
Sempre a causa del grande successo in prevendita, ci sarà un cambio di location per l’evento del 15 agosto con i dj di Napoli Segreta: la festa conclusiva del Locus Festival si svolgerà nella Masseria Ferragnano come gli altri eventi a Locorotondo e non più nel lido Lullabay di Ostuni, al fine di consentire l’accesso in sicurezza ad un pubblico più vasto. Inoltre in apertura serata si aggiunge al programma del Locus un nuovo concerto: il jazz di Saint Voyage si colora di afro beat e funk ed altre suggestioni con Gaetano partipilo al sax, Dario Giacovelli al basso, Filippo Bubbico alle tastiere e Giovanni Angelini alla batteria.
 
Invitiamo il pubblico del Locus a tenere d’occhio tutti gli altri eventi del festival, che con headliner clamorosi come Calibro 35, Venerus, Michael League e Bill Laurance (Snarky Puppy), Fatoumata Diawara, Ghemon, Colapesce Dimartino, The Comet is Coming, Lorenzo Senni, Khalab stanno andando tutti molto bene in prevendita.
Ricordiamo che acquistando i biglietti in prevendita online con l’app Dice.fm e su Ticketone.it si risparmia sull’eventuale costo al botteghino, e si favorisce un accesso più sicuro e veloce evitando assembramenti alla biglietteria. 
 
A fruizione gratuita ci saranno alcune importanti attività extra musicali, a cominciare  dall’esposizione fotografica “Sonica” di Guido Harari, in mostra dal 9 al 23 agosto a Locorotondo nel Museo Perle di Memoria e sulla vicina scalinata S. Michele Arcangelo. Lo stesso Harari parteciperà ai talk “Locus Focus” pomeridiani, con altri esperti ed amanti di buona musica come Carlo Massarini, Enzo Gentile, Nicola Gaeta, Andrea Angeli Bufalini e Giovanni Savastano. La rassegna Locus Movies offrirà tre film d’autore all’aperto, nel centro storico di Locorotondo di notte dopo i concerti.
 
Un programma di alto profilo, interamente ricostruito dopo l’annullamento e lo spostamento al 2021 dei concerti già annunciati prima dell’emergenza pandemica.
Tutti gli eventi si svolgeranno in sicurezza, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid.
Per consentire un divertimento responsabile, durante tutte le serate all’ingresso dei concerti verrà misurata la temperatura, e sarà vietato l’accesso qualora la temperatura corporea superi i 37,5°; sarà necessario indossare la mascherina per arrivare al proprio posto e tutte le volte in cui ci si allontanerà dallo stesso; sarà possibile igienizzarsi le mani attraverso appositi dispenser posti in diversi luoghi dell’area; invitiamo a mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro ed evitare di creare assembramenti.
 

Bari in Jazz XVI edizione ospita la mostra “Black People in a White World” An odyssey of images by Valerio Corzani e la performance degli SHUTTLE

La nuova edizione del Bari in Jazz, che si svolgerà tra Fasano e Monopoli dal 7 al 21 di agosto, ospiterà la mostra fotografica “Black People in a White World”: racconta in una serie di immagini in bianco e nero (un bianco e nero che parafrasa il titolo della mostra), le perlustrazioni di Valerio Corzani in giro per il mondo. L’inaugurazione del festival il 7 di agosto è affidata proprio a Valerio Corzani affiancato da Erica Scherl e Gianfranco de Franco. Con il progetto musicale “Shuttle” cureranno la sonorizzazione in diretta del film “Planete Sauvage” di René Laloux,

Erica Scherl (violino, tastiera, effects) Gianfranco de Franco(sax, clarinetti, flauti, synth, Orffequipment) Valerio Corzani (basso elettrico, laptop, IPhoneApps, IpadApps)

Lo Space Transportation System(STS), comunemente noto come Space Shuttle o Shuttle, è stato un sistema di lancio spaziale riutilizzabile della NASA, adibito a missioni spaziali in orbita intorno alla Terra. Lanciato in orbita per la prima volta il 12 aprile 1981, ha portato a termine la sua ultima missione il 21 luglio 2011.Shuttle è stato dunque il primo vero e proprio bus spaziale, la prima utopia di “riciclo” che rafforzava l’utopia ben più “stagionata” dell’esplorazione dello spazio. Ma Shuttle è anche un progetto musicale che vede coinvolti Erica Scherl, Gianfranco De Franco e Valerio Corzani. Una sorta di navetta sonora che mette insieme strumenti tradizionali e macchine e che fonda il suo orizzonte esplorativo sull’empatia strumentale, sugli incastri timbrici e sulla voglia di galleggiare nei grooves. Il concetto di bus spaziale è particolarmente indicato per descrivere metaforicamente i contorni poetici di questo trio che ha un debole dichiarato per l’elettronica morbida, il funk, la drone-music, l’etno-jazz e la psichedelia.

Musica strumentale che gioca la propria scommessa melodica sull’iteratività nella varietà e sugli intrecci poliritmici di matrice afro e sfrutta in questo modo le potenzialità di tre agguerriti polistrumentisti. Valerio Corzani ed Erica Scherl hanno già attraversato orizzonti limitrofi a quello di Shuttle nel loro duo Interiors, nella Hypertext Orchestra di Luigi Cinque (Corzani), nelle collaborazioni con Claudio Milano e Barbara De Dominicis (Scherl), mentre Gianfranco de Franco li esplora da anni, anche nella dimensione della solo performance e delle colonne sonore per il teatro. Ma in questo caso la cifra trova una messa a fuoco insieme coerente ed evolutiva rispetto ai loro progetti precedenti. Come se la navetta che hanno scelto come insegna, li avesse spinti a cementare lo spirito di corpo e a lubrificare negli impasti “la vertigine del decollo”. 

La Mostra. “BLACK PEOPLE IN A WHITE WORLD” AN ODYSSEY: si approda così in Marocco, Tailandia, Colombia, Mali, Zanzibar, Inghilterra, Italia, Francia, Giordania, Portogallo, Etiopia, India e Capoverde con un unico tema a guidare l’obbiettivo della macchina fotografica: la situazione del “popolo nero” ad ogni latitudine, i sogni e le vicissitudini della “Black Odyssey”, e il tentativo di documentare, sia pure in una variabile infinita di sfumature, quella che l’intellettuale senegalese LéopoldSédarSenghor chiama “la négritude”. È un viaggio disordinato e randomico, che però trova insospettabili e lungimiranti legami: il ripetersi di una posa, lo stesso tipo di attività lavorativa, un comune scenario naturale, la stessa età anagrafica, perfino un luccichio negli occhi sovrapponibile…

A punteggiare il percorso estratti dai testi delle canzoni di Nina Simone e Gil Scott-Heron, dai libri di James Baldwin e Toni Morrison e dalle dichiarazioni di Muhammad Ali. Sono tutti musicisti, scrittori e sportivi statunitensi…gli Stati Uniti sono in effetti un territorio strategico per studiare le dinamiche del popolo nero, territorio che però sostanzialmente manca dalle perlustrazioni visive della mostra, votata a privilegiare regioni del mondo meno battute, considerate spesso periferiche, ma che di certo risultano altrettanto cruciali.

“Il mio peccato è nella mia pelle” dice il verso di un blues molto notoe da questa constatazione si sono dipanate molte delle tortuose e lente ricerche d’identità che hanno portato il popolo nero al complesso mosaico della sua storia. All’inizio era Madre Africa. Una madre atavica e selvaggia, temuta e rispettata, terminale di tutti i riti, benefattrice e crudele. Poi, per lunghi anni la “Madre Nera”, l’Africa, finì per popolare l’America e il mondo di milioni di suoi figli e figlie, e l’Europa si trovò a riempire le biblioteche di commentari fallaci e complici sulla natura di queste vittime e sulla natura dell’Africa che le offriva in olocausto, attraverso la pratica dello schiavismo.Per raccontare il “grumo” della cultura africana non basterebbe un’enciclopedia. Le società di matrice nera hanno dato vita, nel corso dei secoli, ad un tale florilegio di stili e di derive da mettere in difficoltà qualsiasi compilatore, ancorché ben intenzionato e attento. Una storia fortemente segnata dalla diaspora e dalla particolare interazione tra i sistemi e l’ambiente che hanno incorporato, modificato e trasceso.Una serie di commistioni e di sincretismi che hanno fecondato vecchi e nuovi continenti, risultato dell’incontro (coatto) tra indigeni, deportati e deportatori, poi tra i figli di questi e di quelli, infine dal contatto con le onde di altre spinte immigratorie (gli irlandesi, gli italiani, gli arabi, i berberi, gli indiani, i malesi, i cinesi, i boscimani…). Eppure, nella storia di queste pulsioni e di queste traiettorie, i neri si sono trovati quasi sempre minoranza (anche quando minoranza non erano), hanno dovuto impugnare il coltello dalla parte della lama e, hanno finito per convincersi, come scrive James Baldwin,che i segreti del loro cuore “erano puzza alle narici di Dio”.

Valerio Corzani (Bagno di Romagna, FC) si è laureato in Estetica con una tesi su “John Cage e il problema multimediale” è autore, giornalista, conduttore radiofonico, musicista, fotografo e scrittore. Si occupa di musica, cultura giovanile, nuovi media e viaggi.Ha pubblicato foto e reportage fotografici per XLRepubblica, Il Manifesto, Alias, Diario, Jack, Slow Food, Il Giornale della Musica, Muz, Il Turismo Culturale, Mondomix, World Music Magazine, oltre che per il sito di Radio3Rai e per la piattaforma online internazionale Afropop Worldwide.

Dal 2017 cura una sua rubrica di ritratti fotografici, “CorzaniAirlines”, sul magazine Blogfoolk e dal Dicembre 2018 collabora con il magazine della Lonely Planet pubblicando reportage fotografici e articoli. Le sue foto sono diventate copertine degli album de Gli Ex, degli Interiors e dei Caracas. Alcuni suoi scatti sono inseriti nei cataloghi online di Getty Images e Eyeem Presenta programmi radiofonici per la seconda rete della Radio Svizzera Italiana ed è conduttore, autore e regista di Radio3 Rai.Con RadioRai collabora dal 1986 e ha firmato per le tre reti dei canali radiofonici nazionali centinaia di programmi e cicli, sia nelle vesti di conduttore che in quelle di autore, di consulente musicale e di regista.

Attualmente collabora con Il Manifesto, Alias, Lonely Planet Italia, Il Giornale della Musica e Blogfoolk mentre è stato la firma di riviste e magazine come XL e D di Repubblica, Slowfood, Velvet, World Music Magazine, Suono, Muz, Il Turismo Culturale, Fahrenheit 451, Jack, Diario, Fare Musica, Piano Time, Blu Jazz, Movie, Studio Report, Rockstar, ha collaborato con i canali satellitari Rai Sat Show e Match Music, nonché con la pagina spettacoli dei quotidiani Il messaggero, Il Giorno, Liberazione. Un suo “atlante personale” dedicato ai viaggi e agli incontri del periodo MauMau/Mazapegul è stato pubblicato nella collana Orme della Edt col titolo “Se è giovedì siamo in Olanda”, mentre suoi saggi sono usciti nella collana di Studi Filosofici Millepiani, nei Quaderni Perugini di Musica Contemporanea e nei volumi collettivi “L’ombra di Dioniso sulle Discoteche” (Silb Edizioni), “Indypendenti d’Italia” (Zona), “Musica 90  – vent’anni di suoni e ritmi dal mondo”, “Carlo Brighi” (Pazzini), “Re: Sound” (Unisalento Press). Nel 2009 ha scritto l’introduzione all’”Autobiografia di Miriam Makeba” edita da Gorée.

Come musicista è stato il bassista delle prime gloriose stagioni dei MauMau (“SautaRabel” e “BassParadis” gli album nei quali ha suonato oltre ad aver condiviso con il gruppo decine di tour in tutta Europa), il co-leader dei Mazapegul (“Controdanza”, “Bacio di Cane Bacio di Gatto” con Dodi Moscati, “Piccolo canto Nomade”) e de Gli Ex (“Canzoni della Penombra”, “Primavera Autunno Inverno”), il produttore e l’autore testi dei Daunbailò (“Daunbailò”).A partire dalla primavera 2015 Teresa De Sio gli ha chiesto di creare gli ambienti sonori e di suonare live nello spettacolo “L’attentissima”, reading tratto dal libro omonimo dell’artista campana uscito per Einaudi.

Oggi porta in giro il progetto elettronico Interiors, insieme ad Erica Scherl (“Liquid” è il titolo del loro album d’esordio uscito per MinusHabens, “Plugged” quello del secondo album uscito nel Dicembre 2016 per Brutture Moderne, mentre nel 2018 hanno composto e realizzato la colonna sonora del film “Vicini” della regista Federica Biondi e hanno confezionato un brano, “El Pedagogo”, per il secondo volume de “Istituto Italiano di Cumbia”).

Al fianco del polistrumentista Stefano Saletti guida il combo world-reggae Caracas, un’avventura musicale di cui è uscito un album omonimo nel Maggio 2015 per la Materiali Sonori. Il secondo album dei Caracas intitolato “GhostTracks” (sempre per Materiali Sonori) è uscito nel Dicembre 2017. Altra fertile “creatura” musicale è il trio Shuttle con Erica Scherl e il polistrumentista Gianfranco De Franco. Un progetto che ha debuttato alla Festa della musica di Palmi nel Giugno del 2018.

A partire dalla primavera 2015 Teresa De Sio gli ha chiesto di creare gli ambienti sonori e di suonare live nello spettacolo “L’attentissima”, reading tratto dal libro omonimo dell’artista campana uscito per Einaudi.Nel 2018 si è strutturata una fertile collaborazione con il musicista Luigi Cinque col quale ha condiviso omaggi musicali alla figura di Antonio Infantino e reading poetico-musicali (“Arianna” con Nanni Balestrini, Ilaria Drago e Fabrizio Bosso)