La Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto introduce la collezione archeologica del Museo Castromediano da domenica 22 dicembre 2019

La Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto introduce la collezione archeologica del Castromediano

da domenica 22 dicembre 2019 

A conclusione delle iniziative del 150° anniversario del Museo Castromediano, un’ospite straordinaria, la Venere degli straccidi Michelangelo Pistoletto, accompagnerà fino al 31 marzo 2020 i visitatori alla scoperta dei rinnovati percorsi della collezione archeologica. Il 22 dicembre, visite guidate con archeologi e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, danza, musica e interazioni. E per tutte le festività natalizie, visite guidate gratuite alla scoperta della raccolta archeologica (per gruppi di almeno 10 persone, su prenotazione, telefonando al numero 380.75.53.812). 

Il programma del 22 dicembre 2019 

Il 22 dicembre (ore 10.00-14.00) sono previsti quattro turni di visite guidate (su prenotazione, per un numero massimo di 20 persone per ogni singolo turno). Chi si prenoterà alle visite guidate, alle ore 19 potrà partecipare a una performance di danza e musica, a cura della Camerata Musicale Salentina; dalle ore 21 auguri di Natale e accesso libero, senza prenotazione, alla collezione archeologica (ultimo accesso ore 23.00).  In questa occasione il Polo biblio-museale di Lecce presenterà il progetto del Board dei Giovani (individuato grazie alla progettualità di Swap Museum), organo permanente composto da trenta under 30, che supporterà la direzione del Museo Castromediano nell’ideazione e nella co-progettazione di azioni indirizzate ai giovani. E a partire da quella data, gli operatori culturali del museo indosseranno le divise disegnate dalla stilista Rosanna Calcagnile. 

La Venere degli stracci: un dispositivo per comprendere le connessioni tra antico e contemporaneo

Opera iconica della storia dell’arte contemporanea da mezzo secolo e oltre, la Venere di Pistoletto –proveniente da Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella – appare dalla classicità greco-romana per dialogare con la contemporaneità simboleggiata da una montagna di stracci. Per questo nelle ultime settimane abbiamo coinvolto studenti, migranti, associazioni e tantissime altre realtà per raccogliere gli “stracci” – e il relativo carico di ricordi personali e collettivi delle comunità che hanno abitato il museo in questi mesi – che troverete attorno alla scultura. Le attività didattiche legate alla Venere di Pistoletto saranno realizzate con il Dipartimento educazione del Castello di Rivoli – Museo d’arte contemporanea e l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Si ribadisce così il claim alla base della programmazione del Castromediano, sin dalla sua riapertura: <<L’antico è contemporaneo>>. Il museo “in progress” prosegue il proprio percorso, avviato il 22 giugno scorso con l’avvio della fruizione dell’architettura disegnata da Franco Minissi, messa in dialogo con le opere d’arte contemporanea di Pino Pascali e Nico Angiuli che hanno accompagnato i visitatori per tutta l’estate. E dopo aver accolto un cantiere di restauro aperto (ancora in corso e visitabile) dei polittici medievali della collezione permanente con Art Bonus, grazie alla collaborazione con la Banca Popolare Pugliese, adesso il Museo torna ad ospitare le proprie collezioni archeologiche, in attesa dell’allestimento della Pinacoteca (collezioni storico-artistiche) che avverrà nei primi mesi del 2020. 

Le attività del Museo Castromediano sono sostenute dall’Assessorato all’industria turistica e culturale della Regione Puglia, che da circa un due anni, con la nascita dei Poli biblio museali, avvalendosi della sezione Provveditorato-Economato della Regione e in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura, ne ha assunto la cogestione con la Provincia di Lecce. 

Il Castromediano vuole essere il museo del territorio– Regione Puglia, in collaborazione con Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto e Polo Museale regionale (Mibac), con la consulenza di Mecenate 90, è a lavoro proprio per l’avvio di una rete dei musei del territorio –, chiave e varco di accesso ai paesaggi e alle comunità del Salento, alla rete dei luoghi della cultura; efficace servizio pubblico essenziale per la governance delle politiche culturali, hub di ascolto, formazione e irradiazione di buone pratiche per la rete museale del Salento, ma anche un nodo strutturale per l’orientamento di flussi turistici e la valorizzazione di siti, percorsi, eccellenze del territorio. Vuole essere il museo delle persone, delle famiglie e dei bambini, dei cittadini, dei nuovi arrivati, degli ospiti (più che visitatori); un museo aperto e vivo, accogliente, capace di conservare, educare ma anche coinvolgere, divertire ed emozionare, stimolare interrogativi e occasioni di ricerca. 

Il nuovo concept della collezione archeologica muove da una visione che ha tre punti focali:

–       La vocazione marittima e mediterranea del Salento, terra protesa nel Mediterraneo, che si è configurata nei secoli come luogo di approdo e d’incontro, luogo di scambio e di mediazione, luogo di sbarco e imbarco di persone, etnie, civiltà, merci, tecniche, saperi. Una terra che per secoli è stata “porta d’Italia” e che ha preso il suo nome dal mare. 

–      La concezione del patrimonio come bene identitario per le comunità che vi afferiscono e bene comune per vivere meglio insieme e da cui trarre tutto il beneficio possibile, nel rispetto della sua “integrità”.

–      Il legame tra antico e contemporaneo, strumento essenziale per rinsaldare il rapporto tra patrimonio e cittadini e rendere l’eredità culturale una chiave di lettura e una prospettiva di sviluppo del presente.

Collezione archeologica 

I moduli espositivi individuati per raccontare questa terra di pietre e grotte, protesa “tra mari”, come il risultato di millenari movimenti di uomini e genti nel Mediterraneo, compimento di un destino che è già scritto nel suo nome, sono quelli dei: Paesaggi di mare; Paesaggi di terra; Paesaggi del sacro; Paesaggi dei vivi; Paesaggi dei morti.Dalle grotte preistoriche scavate nelle sue tenere calcareniti che restituiscono “segni” di una religiosità universale e oggetti dello straordinario quotidiano dell’uomo del Paleolitico, agli approdi delle sue coste ospitali dove arrivano uomini, merci, idee, miti, religioni e lingue; dai centri messapici strutturati e fortificati – Lecce, Cavallino, Muro Leccese, Rudiae, Soleto – con le pregevoli selezioni di ceramiche a figure nere e rosse importate dalla Grecia o prodotte nelle colonie della Magna Grecia. Tutta la ricchezza dei paesaggi culturali del Salento ed i “segni” del suo passato millenario trovano nel Museo Castromediano la loro casa.

Il nuovo allestimento si arricchisce di testimonianze inedite ed eccellenti. Ci sarà la grande Roca dell’età del Bronzo, centro fortificato e terminal di una rete di contatti transadriatici, riportata alla luce dal lungo e paziente lavoro condotto da Cosimo Pagliara. Questa sezione è anche un omaggio alla memoria dell’archeologo che dedicò la sua vita allo scavo e allo studio del sito. Ci sarà un percorso interamente dedicato ai paesaggi di mare e al patrimonio sommerso: resti di carichi e di vascelli, anfore, ancore, armamento navale, la ricostruzione “ideale” della stiva di una nave potranno suggerire al visitatore la rete di traffici in cui il Salento era immerso, l’incessante movimento di uomini, merci, idee, saperi, dall’ età antica all’età moderna, in un Adriatico che da Roma a Venezia è teatro di grandi avvenimenti.

Preistoria e storia del Salento saranno ricostruite e raccontate da inediti video e anche grazie a una app progettata appositamente da Noovle, gratuitamente scaricabile. L’applicazione è destinata a diverse fasce di pubblico e prevede contenuti ad alto livello di interazione e approfondimento.La nuova visione della collezione archeologicaè stata concepita in stretta collaborazione con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, guidata dall’architetto Maria Piccarreta, e con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, guidato da Gianluca Tagliamonte, grazie a un lungo lavoro di un comitato scientifico composto dagli archeologi Giorgia Aprile, Rita Auriemma, Luigi Coluccia, Serena Strafella, Anna Lucia Tempesta e Ida Tiberi, dal sociologo Stefano Cristante, dalla designer visiva Donata Bologna e dal direttore del Museo Castromediano Luigi De Luca.

Dal 24 dicembre il Museo Castromediano sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle ore 20 (ultimo ingresso ore 19). Lunedì chiuso.  Ingresso gratuito
0832.37.35.69

KEKKO FORNARELLI CON ORCHESTRA D’ARCHI IL 21 DICEMBRE DAL VIVO AL TEATRO FORMA DI BARI

Sabato 21 dicembre, alle ore 21.30, al Teatro Forma di Bari (Via Giuseppe Fanelli, 206/1 – Poltronissima: € 18,00 Poltrona: € 15,00 – biglietteria@teatroforma.org – tel. 0805018161 – dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle 18:00 – circuito online: www.vivaticket.it – Box-Office Feltrinelli Bari)

Il pianista e talento del jazz crossover Kekko Fornarelli presenterà dal vivo il suo nuovo progetto in cui – insieme al suo trio formato da Federico Pecoraro, al basso elettrico, e Dario Congedo, alla batteria – fonde la sua musica con un’orchestra d’archi interamente formata da musiciste provenienti dalla sua regione.

Lo spettacolo è già stato presentato una volta, durante il tour europeo del nuovo disco “Abaton” (Eskape/IRD), su uno dei palcoscenici più prestigiosi di tutta Europa, l’Elbphilaharmonie di Amburgo, ed ha riscosso grandissimo successo.

Il background mediterraneo del pianista pugliese, unito agli impianti melodici di provenienza nord europea, sono alla base della continua ricerca stilistica che fa di Kekko Fornarelli una delle più apprezzate voci del jazz. Nasce così questo nuovo progetto, un discorso interiore e corale di Kekko Fornarelli con il suo Trio ed un’orchestra di archi: gli echi, i loop, i refrain sono battaglie, schermaglie che instaura con sé stesso per poi essere avvolte dalla vibrante melodia degli archi. Si percepisce il dialogo tra le intenzioni, un’altalena continua tra consonanze e dissonanze descritta con armonie ed escursioni ritmiche inusitate per il jazz italiano.

Kekko Fornarelli (all’anagrafe Francesco – Bari, 1978) è un pianista, compositore e produttore. Con cinque album pubblicati e oltre 250 concerti in quasi 50 Paesi nel mondo negli ultimi sei anni, Kekko Fornarelli è attualmente uno degli artisti italiani più apprezzati nel mondo. Ha sviluppato uno stile unico caratterizzato dal tentativo di creare musica da osservare, più che da ascoltare. Un modo particolare e tutto personale per raccontare storie, esprimere emozioni e ‘dipingere’ situazioni. La sua musica è una morbida combinazione tra le più moderne idee nordeuropee e il lirismo neoclassico, filtrata dal suo caldo background mediterraneo.

KEKKO FORNARELLI

2 novembre – Green Hours jazz&theatre-café – Bucharest, Romania;

3 novembre – Brasov Jazz&blues Festival – Brasov, Romania;

5 dicembre – Jazzazza Jazz Club – Murcia, Spain;

6 dicembre – Clasijazz – Almeria, Spain;

7 dicembre – Clasijazz – Almeria, Spain;

11 dicembre – Auditori Can Ventosa – Ibiza, Spain;

12 dicembre – TBA – Maiorca, Spain;

13 dicembre – Nova Jazz Cava – Terrassa, Spain;

14 dicembre – Jimmy Glass Jazz Bar – Valencia, Spain;

21 dicembre – Teatro Forma – Bari, Italy;

info su www.kekkofornarelli.com

www.eskapemusic.com;   

TOBIA LAMARE presenta il nuovo album “Songs For The Present Time” sabato 21 dicembre alle MANIFATTURE KNOS a LECCE

Lobello Records presenta TOBIA LAMARE LIVE BAND presentazione del nuovo album “Songs For The Present Time” sabato 21 dicembre 2019 ORE 20:30 MANIFATTURE KNOS – LECCE

Songs For The Present TIme” è il nuovo album di Tobia Lamare, accolto positivamente dalla critica che l’ha collocato tra Dylan, i Cure e Bruce Springsteen.
Dopo la sua prima parte del tour che lo ha visto live in Germania, Italia, Olanda e Belgio, il songwriter salentino presenta finalmente il nuovo disco a Lecce alle Manifatture Knos.
Tobia insieme alla sua band (Anrea Miccoli, Antonino De Blasi, Ivan Gentile, Dario Stefanizzi, Alessandro Dell’Anna) vi suonerà e vi parlerà del disco insieme a Ennio Ciotta e con i contributi di Alessio Ursoleo, Barbara Toma, Dario Goffredo e Massimiliano Manieri. L’evento è previsto per le 20:30.

gli i hate my village ospiti di rko

Gli I Hate My Village ospiti di AvantPOP! Scienziati di tutto il mondo sono concordi nell’attribuire al ritmo un ruolo essenziale nell’evoluzione umana.

Sin dal grembo materno,  accenti e pause entrano nelle nostre vene come una magia atavica che non conosce confini geografici e parla un linguaggio universale tra i popoli di tutto il globo. Fabio Rondanini (batteria di Calibro 35, Afterhours) e Adriano Viterbini (chitarra di Bud Spencer Blues Explosion e molti altri) incarnano indiscutibilmente questo assunto e, forti delle straordinarie capacità tecniche che li rendono autentici pesi massimi nell’attuale scena musicale italiana, esplorano da anni le infinite possibilità nella ricerca del groove.

 
I Hate My Village è il loro nuovo progetto e testimonia l’amore viscerale dei due per la musica africana, un amore nato sui palchi – accompagnando maestri quali Bombino e Rokia Traoré – e poi cresciuto in sala prove con la curiosità di chi ha costantemente voglia di contaminarsi e divertirsi nell’ampliare il proprio orizzonte.


 
Jam dopo jam prendono forma 9 incredibili tracce in cui melodie e ritmi dalla Madre Africa si fondono con timbriche occidentali, ottenendo una miscela di straordinario effetto. Questo risultato si amplifica ulteriormente grazie al contributo di uno dei personaggi chiave del rock nostrano dagli anni ’90: Alberto Ferrari (Verdena) si inserisce con la sua inconfondibile vocalità donando all’amalgama strumentale un ulteriore elemento capace di unire mondi – apparentemente lontani – che in I Hate My Village sembrano coesistere da sempre.

 
Il suono che deriva da questo magico incontro è coraggioso ed innovativo. In cabina di regia Marco Fasolo (Jennifer Gentle) lo restituisce in maniera emozionante, dimostrandosi ancora una volta uno dei produttori più visionari e abili, tanto nel riprendere l’energia dei musicisti in gioco, quanto nel raccontare tutti i variopinti paesaggi sonori della loro scrittura.


 
Un viaggio in un mondo senza frontiere: questo è I Hate My Village, dal 18 gennaio 2019 disponibile in vinile e dal 10 maggio 2019 in cd/digital + 4 bonus track dal titolo I Hate My Bonus Tracks grazie a La Tempesta International.

Sulla nostra piattaforma troverete anche l’articolo sul loro live a Bari presso l’Officina degli Esordi. Ad agosto ci siamo incontrati nuovamente allo Sziget Festival di Budapest.