GRF 2019 – Bitonto Special Edition, XX edizione. Finalmente ci siamo! Il focus sul Contest

Per la XX edizione il Giovinazzo Rock Festival presenta il GRF Bitonto Special Edition, proponendo una line-up ricchissima. Si spazierà dalla dark wawe dei mitici Diaframma, alle atmosfere post-rock dei Mokadelic, autori della colonna sonora della fortunatissima serie tv “Gomorra”; si potrà ascoltare l’indietronica degli inglesi Zola Blood, anteprima italiana assoluta, e l’indie pop de La Rappresentante di Lista. Sul palco del GRF sarà combattuta una particolarissima sfida a colpi di dub elettronico tra i guru britannici del genere  Mad Professor e Adrian Sherwood, da diversi decenni punti di riferimento della scena dub internazionale e produttori di un elenco praticamente infinito di artisti. In line-up spazio anche al dark / dreamy shoegaze  dei Be Forest, alla new wave italiana dei CFF e il Nomade Venerabile, al math-rock dei The Pier e alla trap di Puritano.

Le selezioni ON THE ROAD del #GRF Sound System atterrano al Badaboom 2.0 – Lungomare di Molfetta domenica 7 luglio alle 18:00. Maestri di cerimonie i dj ufficiali del Giovinazzo Rock Festival, con l’ormai imprevedibile mix di rock a 360°, tutti i colori del suono dal rock’n’roll all’elettronica.. perché il #party non finisca mai! Staffetta in consolle fra: Goodwine Brothers, TheVerol, Do it Later e Bonnie Bee!

GRF VILLAGE: Anche quest’anno vi aspetta il #GRFvillage, l’area dedicata all’artigianato e alla creatività.

Alcune novità della ventesima edizione:

CALL PER LIVE PAINTER – PAINT YOUR ARTIST. Un mash-up di arte ed espressione di vari tipi. La Call ricerca due artisti che illustrino in ESTEMPORANEA durante i live le band delle tre giornate.

A completare la scaletta ci sarà l’energia delle band emergenti selezionate dal GRF contest e dai concorsi partner: 

  • Stain
  • Sound’s Borderlin
  • Good Moaning
  • Edy
  • /Handlogic 
  • Sama

Vi ricordiamo il nuovo appuntamento con RKO al Crêuza de mä – Bar a Giovinazzo martedì 16 luglio dalle 21:00 con alcuni artistidi questa edizione 2019 come ospiti speciali della diretta.

Stain

Band formata a Bari da quattro ragazzi che amano fare Rock music, ma aperti a differenti influenze. ZEUS, il loro album di debutto, è il risultato della combinazione delle loro anime. Premi: Rec’n’play 7th; Tour Music Fest 2017 . Etichetta discografica: Martelabel.com

Stain sono: Francesco Lagioia – vocals; Michele Tangorra – guitar; Dario Ladisa – bass guitar; N.I.C.H.O. – drums.

Sound’s Borderlin

5 alberi di ulivo piantati nel nulla ai quali non piace il silenzio. Selezionali anche per il Cinzella Festival e da tenere d’occhio.

Good Moaning

Una chitarra acustica che tuttavia non ha paura di esplodere in una cavalcata di fuzz e batteria. Oltre alle innumerevoli serate nella provincia barese da cui provengono, come ad esempio per il Dirokkato a Monopoli e al Noise di Bari, hanno partecipato a settembre 2017 alla IV edizione di Scosse dal Sottosuolo, condividendo il palco con Giorgio Poi e Aimè. Hanno aperto i live di Johanna Amelie, Casematte, Weird Black, Persian Pelican, Hugo Race. The Roost è il primo album della band uscito a febbraio 2019.

Edy

EDY (all’anagrafe Alessio Edy Grasso) è un compositore, autore, musicista e produttore. Nato a Milano, cresciuto a Catania, attualmente vive a Roma. Ha iniziato a suonare la chitarra a 11 anni. Nel 1990 fonda i Marketa, una band di adolescenti che suona brani pop inediti in italiano scritti dallo stesso EDY. Con i Marketa vincerà una serie di premi per band emergenti.Nel 1996 incontra Agostino Tilotta e Giovanna Cacciola degli Uzeda dalla cui influenza nascono gli Youth Against Fascism poi diventati jasminshock, con i quali scrive, suona e produce 2 Album: “Passing Complexion” e “2mokeys Fighting for a Banana” entrambi editi per Wallace Records. In 10 anni con i jasminshock ha suonato più di 500 live condividendo il palco con Storm&Stress, Dirty Three, Karate, Bellini, Quickspace ed altri.Nel 2007 fonda gli UltraviXen, trio Avant-Punk. Fra il 2009 ed il 2014 pubblica 3 Album “Avorio Erotic Movie”, “Il Riskio” ed “Il Riskio Remix” insieme al singolo “Acrobatici Equilibri/Le Cose più Belle” tutti editi per Wallace Records e distribuiti in Europa, USA e Giappone. Anche in questo caso scrive, produce, suona ed in più canta da lead vocal. UltravIXen ha suonato nei più importanti Club Italiani arrivando a partecipare al 1 Maggio di Taranto nel 2015 suonando davanti a più di 150.000 persone.Dal 2017, come EDY, lavora al primo disco da solista “Variazioni”. 12 Canzoni di “pop d’autore”. Scritto ancora una volta interamente da EDY con la produzione artistica di Marco Fasolo (Jennifer Gentle). Uscirà nel 2018 per Goodfellas Records.

/Handlogic

Lorenzo Pellegrini, Leonard Blanche, Alessandro Cianferoni e Daniele Cianferoni sono gli /Handlogic. Originari di Firenze fanno Experimental Pop e sono editi dalla Woodworm Label. Hanno vinto il Rock Contest Controradio 2016, Toscana100band, Premio Musica Futura 2018.

Sama

Francesco Samarelli, Francesco Tedeschi e Leonardo Fasciano sono i SAMA. About To Blow : “Their sound sits in the middle ground between electronic, pop & alternative music. Smooth production & summer-time connotations are the key.” Pop Matters : “…Electropop loaded to the brim with great hooks…. Latest single should nestle comfortably next Rudimental and Penguin Prison within your collection. “

Per IL TEATRO DEI LUOGHI FEST & FINETERRA 2019 opening della mostra di GABRIELE MAURO E STEFANO GIURI e i Walkabout di Carlo Infante azioni itineranti di performing media e palestra di cittadinanza attiva e poi musica e degustazioni per il dopofestival

Domenica 14 luglio alle ore 21.00, nell’ambito de il TEATRO DEI LUOGHI FEST & Fineterra 2019, secondo appuntamento per il Progetto Arte dei luoghi con POLYPHONIC SPACES, opening della mostra di GABRIELE MAURO E STEFANO GIURI a cura di Marco Petroni.

Le opere di Gabriele Mauro e Stefano Giuri dialogano con il territorio e gli spazi che le ospitano e provano a tracciare una mappa evocativa e simbolica. Un compito politico che opera un superamento dell’impresa concettuale. Piuttosto che una teoria o un pensiero, i due artisti vogliono sottolineare una vocazione intesa come oggetto sociale da scomporre in elementi nei quali è possibile inserire una componente partecipativa di un luogo vivo. Un bisogno di costruire un sentire, un progetto. È il suono polifonico del dubbio, di chi si allontana per meglio ascoltare.

Alle ore 20.30 e 22.00 nuovo appuntamento a Palazzo Grassi con PAESAGGI UMANI – Walkabout, conversazione radionomade a cura di CARLO INFANTE – URBAN EXPERIENCE, un’azione di performing media in cui conversazioni peripatetiche si combinano con trasmissioni radiofoniche nomadi, per un’esplorazione partecipata. Queste conversazioni nomadi caratterizzate dall’ausilio di smartphone e cuffie collegate ad una radioricevente permettono di ascoltare le voci dei walking-talking heads e repertori audio predisposti, in un flusso radiofonico che viene trasmesso in streaming via webradio e georeferenziato. Si tratta di un format di performing media, concepito come una  “palestra di cittadinanza attiva” in cui si conversa di fianco mentre ci si guarda intorno, apprendendo dappertutto per attivare dei laboratori dello sguardo partecipato, esplorazioni psicogeografiche ed esercizi di intelligenza connettiva. Azioni poetiche e politiche di resilienza urbana, attraverso i performing media di whisper-radio e smartphone per tracciare mappe esperienziali, con i piedi per terra e la  testa  nel cloud.

A seguire, per il dopofestival Falene a Palazzo, il Cortile grande di Palazzo Grassi ospita LIVE CONCERT: THE KALWEIT PROJECT. La voce unica di Georgeanne Kalweit, il basso, l’organo e i cori di di Giammarco Magno, la chitarra di Alessandro Dell’Anna, e la batteria di Atraz. I The Kalweit Project hanno base a Lecce e hanno appena prodotto l’ultimo EP Swiss Bikes. Il live trasporta il pubblico con storie dipinte attraverso una musica a volte scarna, a volte a tutto gas, ed in altri momenti minimale, poetica e riflessiva.

Fra la musica e il fresco della sera, sul terrazzo di Palazzo Grassi sarà possibile accedere a L’ORTO DEL PALAZZO e degustare i prodotti di TENUTA LUNA e il suo straordinario zafferano, de l’UOVO PERFETTO proveniente da galline allevate al “pascolo” con un processo di vita al 100% naturale e della Società Cooperativa Agricola KARADRÀ custode e produttrice di una particolare varietà di pomodori da serbo. Tre giovani realtà di Aradeo  dal respiro internazionale, fra cultura alimentare, tradizione, innovazione e attenzione alla biodiversità.

Per la prima volta il Teatro dei Luoghi attraversa i propri confini fisici e geografici e diventa un format radiofonico in live streaming. Radio dei Luoghi, ogni sera, dopo gli spettacoli, sarà in diretta su rkonair.com. Le voci dei protagonisti del festival racconteranno il loro particolare sentire: l’emozione, la reazione del pubblico e poi interviste inedite, i suoni dal back stage, i concerti in diretta e pillole di critica creativa a cura di Dematà.

Di Maio: non l’amianto, non le morti sul lavoro, bensì lo sciopero “rischia di spegnersi in modo irreversibile” l’ex ILVA

Riportiamo il comunicato inviatoci dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto a commento delle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo economico e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, in merito alla richiesta di sospensione dello sciopero ad oltranza indetto dal Sindacato, a seguito alla scomparsa lo scorso 10 luglio, intorno alle 19.30, di Mimmo Massaro, operaio del siderurgico, finito i mare con l’intera gru su cui lavorava, – una delle tre precipitate – mentre la città di Taranto era preda a violentissimo maltempo e forte vento. Il corpo dell’operaio trentunenne dell’ex ILVA, oggi Arcelor Mittal Italia, risulta ancora disperso.

Immediatamente indetto lo sciopero ad oltranza: “La forma di protesta messa in atto non terminerà sino a quando azienda, istituzioni locali, regionali e nazionali e organi di controllo, ognuno per il proprio ruolo, forniranno le dovute indicazioni a garanzia dei lavoratori e cittadini di questo territorio“, come riportiamo dalla nota congiunta delle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. La risposta di Arcelor Mittal non si è fatta attendere: “È fondamentale che in questo momento tutti lavoriamo in modo efficace e collaborativo: serve massima condivisione tra l’azienda, i sindacati e gli stessi lavoratori per evitare la fermata di Altoforno1, che è l’unico ancora in marcia e per garantire condizioni di massima sicurezza all’interno di tutti gli impianti“. Lo stabilimento infatti rischia lo stop della produzione a seguito della sospensione dell’Altoforno 2, ordinata dalla Procura di Taranto a seguito di un altro incidente mortale avvenuto nel 2015.

Qui è arrivata la dichiarazione del Ministro Di Maio, insieme alla convocazione delle sigle sindacali per un incontro lunedì 15 luglio: “L’incontro ministeriale – dice il comunicato – deve essere l’inizio di un percorso, necessario a produrre delle scelte radicali e di cambiamento sui temi importanti quali la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini“.

La convocazione dell’incontro romano ha inoltre permesso la ripartenza dell’Altoforno 4 ed ha evitato lo stop dell’Altoforno 1. Durante la serata dell’11 luglio il rischio di uno stop di tutta l’area a caldo del siderurgico è stato molto concreto.

Questo il comunicato del Comitato Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto, che parte proprio dalle parole del Ministro Di Maio:

<<“Per effetto di questo sciopero la fabbrica rischia di spegnersi in modo irreversibile”. Le dichiarazioni rilasciate l’11 luglio dal Ministro Di Maio sono fra le più vergognose che abbiamo sentito in tutti questi anni, specialmente perché provenienti da un politico appartenente ad un partito politico che, a Taranto, ha basato la sua campagna elettorale sulla chiusura programmata dello stabilimento siderurgico più inquinante d’Europa e la riconversione economica dell’intera provincia jonica.

Dimostrano ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, quanto poco il Ministro conosca la fabbrica, quanto poco valga per lui la VITA di lavoratori e i cittadini e danno la misura di quanto sia supinamente legato ad Arcelor Mittal.

Il Ministro parla di “più sicurezza” dimenticando – colpevolmente – che in quelle fabbrica la sicurezza manca totalmente. Si è chiesto, il Ministro, quanta polvere di amianto hanno respirato i lavoratori e i cittadini, durante cosiddetta “tempesta senza precedenti”? Lo sa, il Ministro, che in quella fabbrica ci sono impianti tutt’ora in marcia pieni di amianto che non possono essere bonificati se non si fermano? E questa cosa non la dice il Comitato, ma lo ha affermato Mittal nel Piano Organico di Rimozione dell’Amianto (PORA) depositato qualche settimana fa.

Un discorso a parte meritano i Sindacati che, come al solito, hanno fatto “furia francese e ritirata spagnola”, sospendendo uno sciopero proclamato ad oltranza sulla base di una misera convocazione nonostante il corpo del lavoratore morto non sia stato recuperato.

Ci chiediamo dove sia finita la dignità dei sindacati e del ministro. Come si può dire ad un lavoratore di rientrare in fabbrica nonostante la completa assenza di sicurezza solo per evitare che la fabbrica si fermi in maniera irreversibile?

Non si permettano Ministro e Sindacati ad addossare la responsabilità di quanto accaduto alle avverse condizioni meteo o alla fatalità: noi sappiamo bene chi è STATO e questa morte peserà come un macigno sulle loro coscienze, sempre che ne abbiano una. >>

L firme sindacali che parteciperanno al tavolo chiederanno chel’azienda presenti un piano di investimenti chiaro e certo, sia nelle risorse che nei tempi di realizzazione, per quanto concerne la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Sarà inoltre chiesto un tavolo tecnico permanente che possa monitorare costantemente la realizzazione dei lavori. Oggi è stato ricordato a sostegno dell’urgenza dei lavori di manutenzione sugli impianti,  come l’ex commissario Bondi nel 2013 nel suo piano industriale aveva previsto una spesa di 620 milioni di euro per i lavori di manutenzione degli impianti. I sindacati chiederanno anche che la Regione Puglia s’impegni ad implementare l’organico dello Spesal, magari creando un gruppo di tecnici ad hoc che possa essere utilizzato per controllare l’evoluzione degli interventi che si andranno a concertare con l’azienda.

L’UGL non rinuncia allo sciopero. “L’Ugl Metalmeccanici – dichiara il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera all’AdnKronos – non revoca lo sciopero indetto a partire da ieri sera alle 23 e si accinge ora a partecipare all’incontro indetto dal Prefetto di Taranto”. Spera, poi, spiega che «pur apprezzando la convocazione dei sindacati da parte del ministro Luigi Di Maio presso il Mise, riteniamo che al momento non siano presenti elementi nuovi rispetto al motivo dello sciopero indetto ovvero l’incidente sul lavoro verificatosi al quarto sporgente del porto commerciale in concessione all’impianto siderurgico Arcelor Mittal ex Ilva di Taranto, avvenuto mercoledì sera”. “Vogliamo capire – conclude Spera – la dinamica del gravissimo incidente, siamo preoccupati per i livelli di sicurezza con i quali si opera nello stabilimento e infine, ma non ultimo, ancora non è stato ritrovato l’operaio disperso e molto probabilmente dovremo piangere un’altra, inaccettabile, morte sul lavoro”.

Di tutt’altra veduta l’Usb di Taranto che oggi ha mandato comunicazione ufficiale al MiSE di aver formalmente revocato la propria firma dall’accordo sindacale dello scorso 6 settembre. A detta del sindacato di base, Arcelor Mittal sarebbe venuta meno agli impegni sottoscritti in sede ministeriale, sia per quanto concerne la gestione degli impianti del sito di Taranto, sia per quanto riguarda la decisione di collocare 1395 lavoratori in cassa integrazione ordinaria per tredici settimane a partire dallo scorso 1 luglio. Il cambio di rotta dell’Usb appare radicale e senza ripensamenti: il siderurgico di Taranto va chiuso perché non garantirebbe gli standard minimi di sicurezza e, soprattutto, per il sindacato di base la multinazionale avrebbe già deciso di lasciare gli impianti di Taranto al suo destino. Per questo per l’Usb, che proseguirà con lo sciopero indetto mercoledì sino a lunedì, “è giunto il momento di pensare e dare concretezza ad una riconversione economica del territorio tarantino, che non guardi più alla presenza obbligata del siderurgico”.