RKO allo Sziget festival con Willie Peyote

Estate 2018 SZIGET FESTIVAL – tutte le video  interviste le trovate su cliccando QUI

Video intervista a Willie Peyote, ospite italiano dell’ultima edizione dello Sziget Festival a Budapest. L’intervista è stata fatta per RKO Popolare Network Bari direttamente nel backstage dello Europe Stage allo Sziget Festival.

“Al secolo Guglielmo Bruno, torinese classe 1985, si è affermato nel corso degli ultimi anni come astro crescente del panorama musicale nazionale e non solo.La sua penna, sottile e acuta, insieme alle scelte musicale versatili e raffinate, ne fanno un artista capace di raggiungere un pubblico vasto quanto variegato, trascendendo i limiti del genere a cui appartiene. Se il valore dei suoi testi, che potrebbe definirlo più cantautore che rapper, si evince fin dall’ascolto dei primi due dischi “Manuale del giovane nichilista” e “Non è il mio genere, il genere umano”, è con “Educazione Sabauda”, uscito il 27 novembre 2015, che la sua opera raggiunge l’apice. Irriverente, ironico e mai convenzionale, Willie Peyote si discosta dal diffuso stereotipo del rapper riuscendo a conquistare anche le platee più difficili. Lo ha dimostrato vincendo il 1°premio della ll edizione del concorso per cantautori “Genova per Voi” e venendo selezionato per reinterpretare il brano “Buttare li qualcosa” dal “Festival Gaber”. Willie Peyote registra un crescente successo di pubblico e critica: dedicano a lui spazi i canali d’informazione più tradizionali (Tg3, Quelli che il Calcio di Rai 3, Radio 2, La Stampa, Repubblica, Rumore, Rolling Stone), e quelli di nuova generazione (a poche ore dalla sua uscita Educazione Sabauda era uno dei dischi più ascoltati su Spotify).”

“Ma non è solo la cifra stilistica, a metà tra il rap e il cantautorato, a fare di Willie Peyote una felice eccezione nel panorama contemporaneo italiano, ma anche e soprattutto il contenuto dei suoi testi.Le sue liriche, infatti, danno un ritratto acuto e molto personale del presente in cui viviamo, offrono istantanee efficaci della società di oggi, ne immortalano le tendenze (”La dittatura dei non fumatori) ironizzando sui suoi vizi (C’era una Vodka) e ne offrono una critica mai scontata, come nel brano “Io non sono razzista ma…”.”

“Il 6 ottobre 2017 è uscito “Sindrome di Tôret”, il nuovo disco di inediti.

Willie Peyote con il suo “Sindrome di Tôret Tour” che, durante le tournée invernale, ha collezionato ben 26 sold out in 45 concerti con un’accoglienza da parte del pubblico sempre crescente. Il rapper, inoltre, ha partecipato ad importanti festival e rassegne tra cui il concertone del Primo Maggio a Roma, il MiAmi Festival, Musicultura e molti altri. Durante l’estate è previsto anche un importante appuntamento internazionale: Willie Peyote è infatti nella line up dello Sziget Festival in Ungheria.”

 

(ndr video riprese e montaggio a cura di Paola Pagone)

“I live del rapper torinese sono intensi e coinvolgenti, trascinati dalla vena ironica e tagliente dell’artista. Nella prima parte del tour Willie Peyote è riuscito a riunire un pubblico eterogeneo e trasversale per età e stile, questo perché il suo genere va oltre il canonico rap e i messaggi dei suoi testi sono concreti e condivisibili.”

 

“SINDROME DI TÔRET” IL DISCO 

“Il disco affronta il tema della libertà d’espressione e dei limiti della stessa, in un’epoca in cui la comunicazione è cambiata profondamente a causa della tecnologia.on riferimenti e citazioni più o meno velate alla musica italiana degli ultimi quarant’anni, oltre al già menzionato Signor G., Willie Peyote delinea un sound e una forma lirica che vanno da Battisti a Bruno Martino, passando dal nuovo cantautorato pop e prendendo spunto dalla narrazione tipica della stand-up comedy e della satira: capovolge il punto di vista collettivo e sviluppa un pensiero critico attraverso la provocazione e l’ironia.”

DELLERA si racconta al Corvo Torvo di Bitonto!

VENERDI 14 DICEMBRE ll nuovo ospite dei talkshow musicali del Corvo Torvo,  sarà Roberto Dellera (Aftehours, The Winstons). Radio ufficiale RKO.

Ci vediamo tutti venerdì 14 dicembre per un altro appuntamento con la musica d’autore!


L’Ass. Microsolco in collaborazione con il Corvo Torvo di Bitonto e Tappa booking, presenta una serata speciale! Un talk show in esclusiva, non il solito concerto ma con la conduzione del giornalista Carlo Chicco, Roberto Dellera si racconterà attraversando tutte le sue fasi artistiche, suonandoci pezzi del suo repertorio, dai Winstons agli Afterhours fino ad arrivare al nuovo album in uscita a fine mese! Assolutamente da non perdere!
Special guest Lino Gitto!!!

DELLERA è autore, cantante e polistrumentista. Inglese d’adozione, respira per oltre 10 anni la scena musicale inglese ed internazionale.

Ritornato in Italia nel 2006 diventa membro degli Afterhours con i quali realizza tre Tour americani, compone e registra l’album “I Milanesi ammazzano il Sabato” e vince al Festival di Sanremo il premio della critica nel 2008.

Si distingue come protagonista di collaborazioni con artisti tra i quali Dente, Il Genio e Calibro 35 con i quali registra una rivisitazione de “l’Appuntamento” di Ornella Vanoni ed singolo “Il Beat Cos’è” che per 5 settimane si posiziona al N° 1 della Indie Musik Like e per 5 mesi nella top five diventando il terzo singolo del 2010 per la Indie Musik Like.

A settembre 2010, dopo un bellissimo concerto al MArte Live Festival, l’incontro con Giuseppe Casa e pochi mesi dopo la firma di un contratto di management con l’omonima etichetta discografica MArte Label, con cui nell’ottobre nell’ottobre del 2011 pubblica l’album “Colonna Sonora Originale” ricevendo un successo di critica al di la di ogni aspettativa.

“Il motivo di Sima”, primo singolo dell’album entra in programmazione sulle principali radio italiane posizionandosi per oltre tre mesi nella Top Ten della Indie Musik Like salendo fino al 3° posto.

Nel mese di gennaio 2012 “Il Tema di Tim & Tom” è scelto per aprire il video della sfilata Men FW 2012/2013 di Ermenegildo Zegna e, per la prima volta viene offerto il palcoscenico internazionale dell’alta moda alla musica di un’artista indie italiano.

Nel mese di marzo DELLERA registra “Effetto Notte” un film studio Live dell’album al quale prendono parte il meglio dello scenario Indie italiano con artisti quali: Giovanni Gulino (Marta sui Tubi), Diego Mancino, Dente, Calibro 35, Rodrigo d’Erasmo, Enzo Moretto (A Toys Orchestra), Gianluca de Rubertis (Il Genio).

Nel mese di aprile 2012 DELLERA, insieme agli Afterhours pubblica il nuovo disco “Padania”. Nel mese di maggio 2012 DELLERA si aggiudica il premio Miglior Voce 2012 Keep On.
Il premio è stato assegnato dai direttori artistici dei Live Club del circuito Keep On.

Sempre nel mese di maggio 2012 esce il secondo singolo “Le Parole” che immediatamente entra nella Top Ten della Indie Music Like per oltre due mesi.

DELLERA risulta il 4° artista più programmato della Indie Musik Like per l’anno 2011/2012.Nel mese di settembre 2012 “Colonna Sonora Originale ” viene votato dalla giuria del Premio Tenco come finalista per la migliore opera prima dell’anno.

A settembre 2014 esce il primo singolo “OGNI COSA UNA VOLTA” che anticipa il secondo album da solista; il brano, contenuto nella colonna sonora del nuovo film di Pierfrancesco Favino, “Senza nessuna Pietà”, viene presentato al Festival di Venezia.”OGNI COSA UNA VOLTA” è accompagnato da un video che viene presentato in esclusiva su Repubblica.it e riscuote molto successo.

Ad ottobre l’artista viene ospitato per un live acustico nel programma di Radio Rai di Serena Dandini “Stai Serena” dove presenta il singolo in acustico.

Il 19 dicembre esce il singolo e title track che anticipa l’album in uscita a gennaio, “STARE BENE E’ PERICOLOSO” che entra subito in air play ed è in programmazione su Radio1, Radio2, Isoradio, Radio Marte, Capodistria, Radio In Blu, Radio Lombardia.Dal 2015 è impegnato anche in altri progetti paralleli come il power trio The Winstons insieme ad Enrico Gabrielli e Lino Gitto e il duo DelleraDeRubetis con il quale nel 2017 ha dato alla luce un EP omonimo per MArteLabel.

RKO Gallery

June of 44 live al Garagesound Music Club Bari – 29 maggio 2019 – Powered by Mario Lapecorella & Microsolco – Media Partner RKO – Scatti di Claudia Sbarra e Dario Trevisan

Questo slideshow richiede JavaScript.

___________________________________________________________________________

Shadowparty intervista per RKO  – 26 Gennaio 2019 – Powered by Mario Lapecorella & Microsolco

Guarda l’intervista QUI

Questo slideshow richiede JavaScript.

Open Act Shadowparty live at Garagesound Music Club Bari: MinimAnimalist

MinimAnimalist
MinimAnimalist

___________________________________________________________________________

___________________________________________________________________________

Cosa significa celebrare oggi la Giornata mondiale del rifugiato

Immaginate di essere nati in un posto dalla bellezza violenta da quanto intensa, ma un posto in cui si teme ogni giorno per la propria vita, per l’incolumità dei propri cari, un posto in cui ogni proprietà va difesa affinché non sia predata dal più forte. Un posto in cui l’economia è ferma, i servizi non funzionano e nulla cambierà per chi sa quanto tempo. Immaginate cosa si prova quando si è cresciuti in un luogo da cui ci si deve separare per sopravvivere. Voglio ricordarlo oggi, Giornata mondiale del rifugiato, istituita dall’ONU nel 1951 per celebrare la stipulazione della Convenzione di Ginevra.


Il presidente della Repubblica Mattarella:  “La tragedia dei rifugiati – donne, uomini e bambini costretti ad abbandonare le proprie case in cerca di un luogo dove continuare a vivere – è oggi sempre più attuale”. Per questo motivo, “la comunità internazionale deve operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero”


Questa è la condizione del migrante, rifugiato, del richiedente asilo ed io non lo sono. Ho lasciato la mia terra per molto meno ma solo per qualche tempo e con tutt’altro stato d’animo. Poiché vivo nel mondo ricco posso emigrante e diventare immigrata in Francia, Germania, Inghilterra con diritti pari a quelli dei cittadini, col vantaggio di tornare a casa quando voglio, senza dover dar via tutti i miei averi. Ho diritto a viaggiare per fare esperienze all’estero e cercare condizioni migliori, anche economiche, costruirmi occasioni. Se parto so che la mia terra resta lì, più o meno come l’ho lasciata. Io posso sperare di migliore la mia condizione senza abbandonare la mia identità culturale. Non ho mai rischiato la vita per un viaggio. Non ho mai sperimentato un naufragio. Non sono mai stata incarcerata perché sorpresa a viaggiare per i motivi sopra detti. Io, bianca, europea, non sono povera, insicura e sradicata. Non è merito mio. Non sono apprezzabile, stimabile per questo perché non l’ho guadagnato per merito. Sono nata così. Forse sarei apprezzabile se riuscissi ad onorare questo privilegio di nascita con un doppio senso di responsabilità. Io sono un migrante UE, di categoria speciale, e per quanto possa aver viaggiato non capirò mai davvero cosa significhi essere nata in Tunisia, Eritrea, Sudan, Siria, Afganistan, Nigeria, Etiopia, Congo, Myanmar.

Quanto conosciamo questi migranti ed i luoghi da cui provengono? Parliamo della Tunisia. In questi primi sei mesi del 2018 i tunisini sono balzati al primo posto per sbarchi in Italia, a causa del recente cambio dei porti di partenza. Si tratta di migranti economici alla ricerca di migliori condizioni lavorative. L’ex colonia francese, con un alto tasso di disoccupazione ed un forte divario tra ricchi e poveri, prevede il carcere per gli omosessuali.

L’Eritrea è il secondo paese d’origine dei migranti sbarcati in Italia quest’anno ed è un paese in cui c’è il servizio militare obbligatorio a tempo indeterminato, in cui viene limita la possibilità dei suoi cittadini di espatriare e con questo escamotage gli arruolati sono sfruttati in lavori pesanti. Non c’è libertà di culto né di stampa. La malnutrizione infantile colpisce 22.700 mila bambini al di sotto dei 5 anni secondo il rapporto l’Unicef del 2017.

Il Sudan ed il Sud-Sudan si sono scissi nel 2005 dopo quasi mezzo secolo di guerre civili, ma i conflitti etnici sono tutt’ora accesi. E’ il terzo paese per sbarchi. Libertà d’espressione, di riunione e di stampa sono diritti costantemente calpestati dal governo di Khartoum – Sudan. Gli arresti arbitrari hanno colpito anche esponenti del terzo settore e dell’opposizione politica. Inoltre il persistere dell’instabilità politica alimentata dagli scontri con i vicini del Sud, ha alimentato le crescenti violazioni del diritto internazionale e di guerra anche con uccisioni sommarie di civili, stupri e saccheggi.

Tutti sappiamo delle guerre in Afganistan ed in Siria ma non tutti forse sanno che molti di questi migranti sono minori e che spesso sono non accompagnati. Quasi tutti passano però dalle carceri libiche.

Oggi noi italiani, come la maggior parte degli occidentali, democratici, evoluti, amiamo circolare liberi, predichiamo l’uguaglianza e rivendichiamo il diritto a sperare in un domani migliore. Ma gli italiani sono migranti. Dieci milioni in soli vent’anni, dal 1860 al 1885. Nel dopoguerra ancora migliaia e milioni di italianissimi “musi neri”, dal viso sporco di carbone, si sono avviati col fagotto o con valige tenute con lo spago a caccia di un legittimo futuro migliore, quello che oggi non abbiamo il diritto di negare a chi proviene dalle ex colonie europee. Prima che questo discorso scivoli nella retorica propongo di indagare invece su una questione molto concreta ed attuale: le carceri libiche. La Libia no ha mai firmato la convenzione di Ginevra ed i diritti fondamentali sono sospesi. Per capire cosa possa significare prendetevi cinque minuti e guardate questo video!

 

Tre notizie del 19 giugno 2018

Oggi estraggo dalla mischia tre notizie particolarmente notabili a mio parere.

1938-2018. Salvini vuole il censimento Rom nella ricorrenza degli gli 80 anni dall’istituzione delle leggi razziali fasciste contro gli ebrei.

Inizio parlando dei fatti di casa e dell’Italia di Salvini, che in barba alla Costituzione, su cui pur deve aver recentemente giurato per assumere il ruolo di Ministro degli Interni, continua a dichiararsi intenzionato ad andare fino in fondo alla “questione Rom” proponendo e ribadendo che vuole censirli ed espellerli. Lo spettro del censimento razziale in Italia rievoca immediatamente quello indetto durante il ventennio, poco prima che venissero approvate le leggi razziali. Una vergogna ed un’infamia imperdonabile anche secondo uomini di destra che pur hanno difeso l’operato di Mussolini. Ma nel 2018 un censimento su base razziale è vietato, è immorale, è anticostituzionale. Per questo Matteo Salvini batte la coda e gioisce per l’abbattimento di una casa, l’abitazione di una famiglia Sinti in un campo di una regione leghista.

L’OMS cancella la transessualità dalla lista delle malattie mentali

Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità esclude la transessualità dalle malattie mentali dopo anni di battaglie e decenni di lotte per il riconoscimento dei diritti dei trans. «L’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell’International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle ”condizioni di salute sessuale”. Questo potrebbe «portare ad una migliore accettazione sociale degli individui» e, di conseguenza «migliorare l’accesso alle cure, perché riduce la disapprovazione sociale».

Professori aggrediti da genitori violenti. Il Miur si costituisce parte civile.

Il neo ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti intervistato dal Corriere della Sera, motiva la volontà di rendere il Miur parte civile nel procedimento aperto contro alcuni genitori violenti che avevano aggredito i professori: “Gli episodi di violenza vanno condannati duramente e, come ministro, non voglio limitarmi alla vicinanza formale: saremo al fianco di insegnanti, dirigenti, del personale amministrativo e ausiliario”. Sul fenomeno delle aggressioni da parte di alcuni genitori verso i docenti era intervenuta quattro giorni fa anche Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, l’associazione nazionale dei dirigenti scolastici. “Dall’inizio dell’anno scolastico – scrive Giannelli – sono 34 i casi di aggressioni da parte di genitori ai danni di presidi e insegnanti“. Ad aprire l’infausto bilancio è stato il caso registrato in una scuola di Palmi, in provincia di Cosenza. L’ultimo della serie è invece quello avvenuto a Roma in cui un professore, intervenuto a sostegno del preside, è stato quasi strangolato. Un caso che è arrivato a ridosso dell’aggressione subita a Padova dalla docente di inglese per aver rifilato un 4 a un alunno. Questi ultimi due casi stanno anche scuotendo l’opinione pubblica, sia per la violenza usata, sia per la tempistica così ravvicinata.