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Dal lunedì al venerdì – su Facebook “Sette meno dieci” con presentazioni di libri e dischi, incontri, proiezioni, dibattiti su tanti argomenti e altre sorprese

SETTE MENO DIECI: CONVERSAZIONI SUL FUTURO, IO NON L’HO INTERROTTA E COOLCLUB DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ IN DIRETTA SU FACEBOOK

Dopo alcune “prove aperte” prende il via ufficialmente sui social la rassegna “Sette meno dieci“, coordinata da Gabriella Morelli e Pierpaolo Lala e nata dalla collaborazione tra Conversazioni sul futuroIo non l’ho interrotta CoolclubDal lunedì al venerdì (dalle 18:50 alle 20) in diretta su Facebook, presentazioni di libri e dischi, incontri, proiezioni, dibattiti su tanti argomenti e altre sorprese.

Mercoledì 8 aprile (ore 18:50 > 20), con un appuntamento curato da Marta Serafini, si parlerà di “Siria, vite in guerra“. La giornalista del Corriere della Sera, ripercorrerà le tappe della complessa guerra che è entrata nel decimo anno, che ha provocato quasi 400mila morti e ha costretto circa la metà della popolazione a spostarsi all’interno del Paese o a fuggire oltre confine. Una situazione resa ancora più drammatica dalla diffusione del Coronavirus. Dagli Stati Uniti sarà collegata la giornalista e scrittrice Alia Malek, autrice del volume “Il paese che era la nostra casa. Racconto della Siria”, pubblicato in Italia da Enrico Damiani Editore. Nella puntata anche una testimonianza video della vignettista e illustratrice Amany Al-Ali che vive a Idlib, città della Siria nord-occidentale, situata vicino al confine con la Turchia, vicino all’antica e grande città archeologica di Ebla. Non mancheranno alcuni consigli editoriali e, a cura di Beirut World Beat, musicali.

Giovedì 9 aprile (ore 18:50 > 20) un incontro, tra attualità e nostalgia, sul tema “Senza calcio“. Come vivono tifosi, appassionati e addetti ai lavori la mancanza dello sport, in generale, e del calcio, giocato, in particolare? Quando e come si tornerà in campo? Quanto si può “sopperire” con ricordi nostalgici e storiche sfide riviste in tv? Gli ospiti della puntata saranno il giornalista Riccardo Cucchi, voce storica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, Corrado Del Bò, filosofo e coautore con Filippo Santoni de Sio del libro “La partita perfetta. Filosofia del calcio” (Ute) e il blogger leccese Luca Brindisino.

Venerdì 10 aprile (ore 18:50 > 20) si approfondirà il tema “In religioso silenzio“. Protagonisti della puntata Bruno Mastroianni, giornalista, filosofo, scrittore e social media manager di trasmissioni Rai (Superquark, La grande storia, TechetecheTé), Massimiliano Padula, sociologo e autore del volume “Comunica il prossimo tuo. Cultura digitale e prassi pastorale”, Giovanni Scifoni, attore, regista e conduttore tv, e altri ospiti.

Giovanni Scifoni..Photocall of the Italian film ”Mo Vi Mento Lira di Achille”

Dal 13 al 17 Sette meno dieci accoglierà, tra gli altri, Francesco Costa, vicedirettore de Il Post (lunedì 13), la sociolinguista Vera Gheno, l’attivista e scrittore Lorenzo Gasparrini e la filosofa Alessandra Beccarisi (martedì 14), il portavoce italiano di Amnesty International Riccardo Noury (mercoledì 15), il giornalista musicale Donato Zoppo e la cantante Serena Spedicato (giovedì 16), il giornalista Simone Cosimi (venerdì 17).

asta di beneficenza, “UNITI PER LA PUGLIA”: gli artisti pugliesi si mobilitano per l’emergenza

L’iniziativa si chiama UNITI PER LA PUGLIA e vede riuniti gli artisti Pugliesi ( ma non solo) in un asta di beneficenza che si terrà tra il 2 e il 4 di aprile sulle nostre pagine Instagram . Ogni artista che avrà aderito all’iniziativa posterà sulla propria pagina Instagram giovedì 2 aprile alle ore 11:00 la propria opera con titolo, dimensione e tecnica seguito dall’hashtag #unitiperlapuglia.

Gli acquirenti avranno la possibilità di visionare tutte le opere disponibili cercando e seguendo l’hashtag e da giovedì 2 aprile alle ore 11:00 a sabato 4 aprile alle ore 11:00 potranno fare la loro offerta direttamente nei commenti sotto la foto dell’opera . L’asta inizia da 50,00 euro per quasi tutte le opere ( alcuni artisti a loro discrezione potranno far partire l’asta da 100,00 euro in base all’importanza dell’opera stessa ) e si potrà rilanciare di 20,00 euro o più ogni offerta fatta , vince l’asta chi al termine avrà offerto di più.

L’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza, le modalità saranno queste: Chi si aggiudica l’opera dovrà effettuare un bonifico direttamente sul conto corrente univoco a favore dell’assistenza sanitaria alla popolazione:

IBAN : IT51C0306904013100000046029 INTESTATO A : Regione Puglia CODICE SWIFT/BIC BCITITMM CAUSALE: unitiperlapuglia – nome opera/artista Dopodiché dovrà inviare la foto della ricevuta tramite messaggio privato all’artista che si impegnerà a consegnare o spedire l’opera non appena sarà passata la quarantena .

Stanno aderendo all’iniziativa tatuatori, pittori, grafici, fotografi, designer, illustratori.

RKO News – aggiornamento del 10 marzo 2020 alle ore 15:00

Dopo l’estensione a tutta Italia delle misure di contenimento del Coronavirus previste dal Decreto dell’8 marzo inizialmente previste solo per la zona rossa, dopo la morte del consigliere comunale di Piacenza Nello Pavesi a causa di alcune complicanze legate al Covid-19, arriva questa mattina la richiesta da parte del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, di un incontro con il Governo per imporre misure ancora più stringenti, al fine di rallentare la diffusione dell’epidemia. Le eventuali decisioni derivanti dall’incontro, con ogni probabilità, saranno applicate a tutto il territorio nazionale. Le nuove misure potrebbero prevedere la chiusura dei negozi, lo stop dei trasporti e delle attività produttive.

Questo avviene mentre si sta tenendo il vertice tra Governo ed opposizioni. I dati riportati sono forniti dal Ministero della Salute e sono fermi a ieri sera alle 18:00:

Dei 9172 i casi totali le persone attualmente positive sono 7985, 463 deceduti e 724 guariti.

In Puglia intanto si è registrato oggi un altro decesso. La paziente di 88 anni era ricoverata dal 4 febbraio nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Originaria di Copertino, aveva altre patologie ed era cardiopatica. Secondo una prima ricostruzione della catena del contagio, l’ottantottenne potrebbe aver contratto il virus dal medico anestesista di Copertino, risultato positivo al Covid-19.

L’ultimo bollettino regionale registra una crescita dei casi positivi al Coronavirus. Dai 44 di domenica si passa a 56 contagiati, con 12 casi in più. Quattro di questi sono in provincia di Foggia, due in provincia di Brindisi e sei in provincia di Bari.

La Regione Puglia ha aumentato il numero di posti letto in terapia intensiva e rianimazione, in attesa del picco stimato per la fine di questo mese, portandoli da 60 a 209. Il piano per la gestione dei posti letto è coordinato dal capo del dipartimento regionale Salute, Vito Montanaro, e supervisionato da Pietro Luigi Lopalco, l’esperto internazionale di epidemiologia chiamato dal governatore Emiliano per rafforzare la task force. Il piano di emergenza non impatterà sulla normale operatività della rete di emergenza- urgenza. In più, al netto delle terapie intensive, l’assistenza ai pazienti affetti da Coronavirus potrà contare su 680 posti letto disponibili nel nuovo Dea di Lecce, nell’ospedale di Copertino e nella struttura ecclesiastica Miulli ad Acquaviva delle Fonti.

Aumentare i posti letto è una misura utile e non sufficiente poiché ogni posto letto per essere efficiente dovrà possedere tutte le dotazioni necessarie. Prima esigenza è quella di reperire i ventilatori, indispensabili al superamento delle crisi respiratorie. CONSIP, Centrale Acquisti della Pubblica Amministrazione ha giudicato la prima procedura d’urgenza per la fornitura di ventilatori, dispositivi medici per la terapia intensiva e sub-intensiva, di dispositivi e servizi connessi. La gara è stata pubblicata e giudicata in 5 giorni e permetterà di dotare 5mla posti letto di terapia intensiva.

Altra notizia di oggi è che un’azienda italiana ha messo a punto un nuovo test rapido di Coronavirus che consentirà di avere il responso in un’ora contro le 5-7 ore previste attualmente. Sarà reso disponibile allo Spallanzani di Roma ed al San Matteo di Pavia. 

Nelle carceri sembra essersi tranquillizzata la situazione, ma si registrano altri 3 decessi a Rieti dopo le rivolte di ieri. Il Penitenziario parla di overdose dopo il saccheggio dell’infermeria. 

Per quanto concerne le misure di sostegno economico il Governo, con il Ministro Patuanelli  si prepara a varare un documento che preveda la sospensione di tasse e bollette

IGGY POP e NICK CAVE uniti per la campagna animalista di PETA

Iggy Pop  super testimonial, trasformato  in un “super eroe fumetto” con  la colonna sonora di Nick Cave (Nick Cave ha concesso i diritti del suo brano “Breathless”) per la campagna animalista “contro gli abbandoni degli animali”.

La rockstar, padrino della scena punk, da molti anni sostiene Peta  (People for the Ethical Treatment of Animals), organizzazione no-profit che da sempre si batte in favore dei diritti degli amici a quattro zampe. Iggy in diverse occasioni ha prestato la sua immagine per l’organizzazione animalista. In questo video Iggy Pop, in versione fumetto, si presta in varie situazioni a difendere e a salvare la vita a creature innocenti, preda e vittime di pericoli costanti, come il bracconaggio, la pesca illegale o le automobili lungo le strade. L’artista americano da fumetto poi compare in versione originale e casalinga sul divano, accanto al suo cane, svelando così il significato del video. Iggy Pop supereroe è frutto della fantasia del suo cane, il cortometraggio è stato diretto da da Robert Sebree e vuole essere un messaggio con il quale invitare tutti quanti ad “essere la persona che il tuo cane pensa che tu sia”.

“Nick Cave e Iggy Pop hanno lasciato PETA senza fiato con questo dolce video. Se tutti agissero come le persone che pensano che gli animali dipendono da noi, il mondo sarebbe un posto molto più gentile”,  ha commentato il Presidente PETA Ingrid Newkirk.

Primarie PD Puglia. Domani si vota per scegliere il candidato alle elezioni regionali della prossima primavera

Nella giornata di domani il centro sinistra va al voto per eleggere il candidato alle elezioni regionali della prossima primavera. Sarà possibile votare in 300 seggi istituiti in seno ai circoli PD della Puglia, dalle 8:00 alle 20:00, esibendo un documento di identità valido e versando un contributo di almeno un euro. Vedremo i dati di affluenza già alla chiusura dei seggi, ma con ogni probabilità saranno inferiori ai 140 mila voti delle ultime primarie regionali del 2014, quando Emiliano si impose su Guglielmo Minervini e Dario Stefàno.

Alle primarie 2020 in Puglia si presentano quattro candidati:

  • Michele Emiliano, governatore uscente
  • Fabiano Amati, consigliere regionale, commissione Ambiente, Affari istituzionali e Bilancio
  • Elena Gentile, europarlamentare, dal 2014 al 2019, gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici per il Partito Democratico
  • Leonardo Palmisano, sociologo, scrittore, giornalista con numerose inchieste al suo attivo, insegnante di Sociologia urbana al Politecnico di Bari.

Il consigliere Amati, come riportato in un articolo redatto ieri dall’Agenzia Quotidiana di stampa del Consiglio regionale, Puglia Notizie, ha lanciato un appello ad Italia viva, La Giusta causa e La Puglia in più, affinché partecipino al voto, dichiarando: “Il vostro contributo è decisivo. Potete spalancare la strada del cambiamento che serve alla Puglia. […] Ho un programma di soluzioni e idee largamente compatibili con le vostre, il che rende fattibile una condivisione della mia candidatura. […] Per questo vi invito a partecipare: non vorrei che lunedì ci ritrovassimo Emiliano candidato e legittimato proprio grazie alla mancata partecipazione di tutti alle Primarie.”

Queste dichiarazioni giungono a seguito di una denuncia di qualche giorno fa del consigliere Amati, smentita immediatamente dal Governatore, ed etichettata come fake news: “Il Pd di Bisceglie sta invitando al voto con l’invio di un fac simile su cui è segnata la preferenza per Emiliano.” ha sostenuto. La risposta è giunta dal segretario provinciale dem della Bat, Pasquale Di Fazio, che ha chiarito: “Vorrei rassicurare il consigliere regionale Fabiano Amati, che da parte del Pd di Bisceglie non esiste alcuna indicazione al voto a favore del candidato Michele Emiliano“.

La diatriba tra Amati ed Emiliano in realtà era esplosa già alla fine di novembre, quando il consigliere chiese al Ministro Francesco Boccia quando fosse stata decisa la candidatura del governatore uscente: “Ci fa sapere oggi Francesco Boccia che il candidato del Pd alle regionali è Michele Emiliano. A parte il fatto che Emiliano non è iscritto al PD, e questo potrebbe essere un dettaglio, ma quando è successo che il PD ha preso questa decisione? I casi sono due: o non ho seguito bene il dibattito interno al Pd o siamo all’eccesso di zelo. […] Ci sarebbe da dire, invece, che per evitare masochismo serve proprio la vittoria di un candidato alternativo a Emiliano, in grado di allargare la coalizione a movimenti politici che non stanno nelle primarie – dichiarava Amati già il 25 novembre – proprio perché non hanno alcuna intenzione di sostenere il presidente uscente. E penso a partiti e movimenti come Italia Viva, Azione e La Giusta causa.”

Non resta al margine di questo confronto Elena Gentile, 67 anni, medico, in politica da oltre 40 anni, dapprima nel Partito Comunista Italiano, poi nei Democratici di sinistra e successivamente nel PD. Dopo una breve esperienza da sindaco nel suo comune, Cerignola, è stata consigliere regionale prima di diventare assessore al Welfare, lavoro e Pari opportunità. Nel 2014 è stata eletta con il PD al Parlamento Europeo, dove è rimasta fino alla fine del mandato.

La mia è una storia tracciata e tracciabile, dal 2005: già assieme a Nichi Vendola abbiamo lavorato per raggiungere alcuni obiettivi. Penso al grande tema della conciliazione, del lavoro delle donne. – Così si è presentata alla conferenza stampa di lancio della sua candidatura – Il mio appello è rivolto soprattutto alle donne di questa regione. Consentire alle donne di entrare con maggiore facilità nel mondo del lavoro. La Puglia è stata una delle prime regioni a fare questo. […] Viviamo serenamente questa pagina delle primarie, democraticamente, ognuno scelga il candidato che ritenga più adatto alla Puglia del futuro. Non ho voluto che esponenti della politica facessero dichiarazioni in mio favore. Nichi Vendola è intervenuto dichiarando il suo disimpegno, commettendo a mio avviso un errore gravissimo, poiché lui stesso è nato dalle primarie. Pertanto il suo è un atteggiamento incomprensibile anche se ha espresso bellissime parole nei miei confronti e questo mi ha fatto tantissimo piacere. Chi oggi diserta le primarie fa il gioco di Michele Emiliano. È una partita aperta, affidata al popolo, che dovrà scegliere, democraticamente il suo candidato del centrosinistra“.

Prima Amati e poi Gentile hanno dichiarato che, in caso di conclamate irregolarità, non riconosceranno il risultato finale.

Leo Palmisano

Leonardo Palmisano, detto Leo, è invece rimasto al di fuori di questa dialettica, in polemica con Emiliano solo in merito ai 5 miliardi in fondi europei ancora da impiegare, considerandoli comunque un ottimo punto di partenza. Si tratta del più giovane tra i candidati, ha 45 anni ed ha un curriculum di grande prestigio, dai più considerato erroneamente lontano dalla politica. Sostenuto da Possibile, il partito di Giuseppe Civati, sociologo e scrittore di romanzi e saggi di successo, Colomba d’Oro per la Pace 2019, Premio Livatino nel 2016, presidente di Radici Future Coop. Leonardo Palmisano è il candidato di “Ambiente e Lavoro Puglia“. Palmisano è stato tra gli animatori e gli autori dei programmi politici del centro sinistra negli ultimi 15 anni, anche a livello nazionale. Ha iniziato anche lui con Vendola come capogruppo della Circoscrizione Carrassi di Bari, è stato l’ultimo segretario cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà a Bari ed ha rinunciato alla candidatura alle scorse Europee come capolista al Sud per la lista costruita da Possibile e dai Verdi. “Era necessario inserire alcuni elementi di visione in questa campagna: il mio contributo è sin da subito un contributo programmatico, già elaborato nei mesi precedenti alla mia candidatura – ha dichiarato in un’intervista per Canale7 TV – Ero già pronto con un mio programma, abbastanza articolato.” – La sua volontà è di andare a colmare quel vuoto apparso dopo le Europee per provare a risvegliare anche una coscienza ambientalista.

A differenza degli altri sfidanti di Emiliano la sua candidatura parte dal programma, scaricabile sulla pagina di Ambiente e Lavoro Puglia. Le linee di indirizzo:

  • Occupazione ed opportunità per le imprese a partire dalla sostenibilità ambientale.
  • Taranto: transizione progressiva per l’uscita dall’attuale assetto industriale verso la trasformazione della città di un centro della logistica euro-mediterranea a partire dalle infrastrutture fisiche e dalla produzione di software per la logistica.
  • Sviluppo Rurale: il Bio produce occupazione in prossimità, a chilometro zero per intenderci.
  • Partecipazione: ascolto e conciliazione dei bisogni della cittadinanza, come non è avvenuto nel caso di TAP o EX-ILVA.
  • Strategia energetica regionale incentrata sulla sostenibilità.
  • Piano turistico studentesco per destagionalizzare i flussi turistici.

Indubbiamente Palmisano pensa meno alle alleanze e più ai contenuti, non facili da veicolare ai più,mediante un dialogo immediato, tuttavia il suo programma fondato su lavoro ed ambiente, come dal titolo appunto, è facilmente riconoscibile. Staremo a vedere cosa succede.

Liberi e Pensanti risponde ad Enrico Mentana sul NO allo spegnimento dell’Altoforno2 dell’Ex-Ilva

Riportiamo il comunicato stampa del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

“Secondo il Direttore del TG7 e di Open, Enrico Mentana, la decisione dei Giudici del Riesame, che di fatto permette ad Afo2 di continuare a funzionare, va letta come uno scampato pericolo, nemmeno del tutto scontato poiché frutto di una sentenza anziché di un processo politico-economico, come normalmente dovrebbe verificarsi fra un governo e le imprese sul suo territorio.

In effetti questa è l’unica affermazione che ci sentiamo di condividere, perché rispetto alle altre sue considerazioni, su quanto sarebbe costata a Taranto e ai tarantini l’eventuale decisione opposta e su quanto abbiamo da festeggiare, più che per un capodanno, siamo costretti a chiederle, Direttore, da cosa abbia derivato queste convinzioni, perché noi siamo l’altra parte della città e non siamo pochi benché spesso “oscurati” dai media, come in questi suoi commenti.
Siamo quelli che sono terrorizzati da questa decisione perché conosciamo lo stabilimento e perché se qualcosa si fosse potuta o voluta fare per coniugare salute e lavoro, dal 2012 sarebbe stata fatta e non sarebbero morti NOVE operai!

Premesso che tanti giornalisti della sua stessa emittente e del suo TG hanno prodotto e producono servizi su Taranto, le chiediamo se si sia mai preso la briga di ascoltare le testimonianze dei cittadini e degli operai che disperatamente cercano di portare alla luce la realtà di uno stabilimento che chiuderà comunque, per obsolescenza, per incuria, per impossibilità di essere riportato a norma, lasciando soltanto più vittime fra noi!

Forse si sarà sentito confortato dai calcoli:
Sei eventi (incidenti come quello occorso ad Alessandro Morricella) sono stati stimati in 10.000 anni (e se l’operaio non è nella direttrice del foro di colata non accade nulla di grave nemmeno in tutta l’eternità) e certamente avrà creduto che gli esuberi minacciati da ArcelorMittal avranno adesso, grazie alla continuità produttiva di Afo2, il posto salvo.

Ma far passare per una buona notizia il perpetuarsi quotidiano per noi, del rischio di morte e malattia, i cui numeri non sono proiezioni e stime ma calcoli precisi, a posteriori di vite interrotte o distrutte per sempre, è uno scivolone che potevamo aspettarci dalle pagine de Il Giornale o Il Foglio.
Perché i dati ci sono, i piani industriali pure e lei, Mentana, avrebbe potuto e dovuto dare un’occhiata a quello di Mittal, per cui Afo2 sarà dismesso a revamping ultimato di Afo5, previsto nel 2023.
E avrebbe potuto chiedersi se è sano, a fronte di una battaglia giudiziaria logorante per tutti, ritenere credibile ed utile un investimento di oltre 10 milioni di euro per un impianto che deve terminare il suo ciclo meno di un anno dopo la sua messa a norma, tutta da vedere poi!

Avrebbe potuto anche dare un’occhiata all’ultimo rapporto SVIMEZ che quantifica l’impatto di una eventuale chiusura di questo “più grande centro siderurgico d’Europa”, in un misero 0,2 punto di Pil …

Bisogna fare attenzione, Direttore, quando si fa informazione e si gode di una certa credibilità, perché il resto del paese ma probabilmente anche una parte di nostri concittadini, considera fatti quelle che talvolta, come in questo caso, sono deduzioni affrettate, se non addirittura arbitrarie!

Se ha voglia di capire quanto poco abbiamo da festeggiare venga a farsi una gita in questa splendida città. Le offriamo un tour alle pendici dell’altoforno così fortunatamente attivo.
Ma si sbrighi perché non è detto che regga finché lo sistemano!”

La posizione del Comitato Liberi e Pensanti nella Causa del secolo verso ArcelorMittal

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti annuncia il proprio intervento nella vertenza giudiziaria pendente avanti al Tribunale di Milano tra le società del Gruppo ArcelorMittal e l’Amministrazione Straordinaria di Ilva.

Nella causa definita come “la battaglia legale del secolo”, nell’ambito della quale è pure pendente incidentalmente un procedimento cautelare promosso dall’Amministrazione Straordinaria di Ilva per impedire lo spegnimento degli impianti da parte dell’affittuario ArcelorMittal, il Comitato rappresenterà e difenderà gli interessi ed i diritti dei lavoratori, delle famiglie e dei cittadini tarantini che da anni chiedono la chiusura della fonte più inquinante d’Europa, la bonifica dei siti inquinati e la riconversione anche economica dell’intero territorio.

L’incarico per l’intervento in giudizio del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti è stato affidato al Prof. Avv. Michele Carducci dell’Università del Salento ed all’Avv. Alessandro Gaetani del Foro di Parma.

Di Maio: non l’amianto, non le morti sul lavoro, bensì lo sciopero “rischia di spegnersi in modo irreversibile” l’ex ILVA

Riportiamo il comunicato inviatoci dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto a commento delle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo economico e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, in merito alla richiesta di sospensione dello sciopero ad oltranza indetto dal Sindacato, a seguito alla scomparsa lo scorso 10 luglio, intorno alle 19.30, di Mimmo Massaro, operaio del siderurgico, finito i mare con l’intera gru su cui lavorava, – una delle tre precipitate – mentre la città di Taranto era preda a violentissimo maltempo e forte vento. Il corpo dell’operaio trentunenne dell’ex ILVA, oggi Arcelor Mittal Italia, risulta ancora disperso.

Immediatamente indetto lo sciopero ad oltranza: “La forma di protesta messa in atto non terminerà sino a quando azienda, istituzioni locali, regionali e nazionali e organi di controllo, ognuno per il proprio ruolo, forniranno le dovute indicazioni a garanzia dei lavoratori e cittadini di questo territorio“, come riportiamo dalla nota congiunta delle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. La risposta di Arcelor Mittal non si è fatta attendere: “È fondamentale che in questo momento tutti lavoriamo in modo efficace e collaborativo: serve massima condivisione tra l’azienda, i sindacati e gli stessi lavoratori per evitare la fermata di Altoforno1, che è l’unico ancora in marcia e per garantire condizioni di massima sicurezza all’interno di tutti gli impianti“. Lo stabilimento infatti rischia lo stop della produzione a seguito della sospensione dell’Altoforno 2, ordinata dalla Procura di Taranto a seguito di un altro incidente mortale avvenuto nel 2015.

Qui è arrivata la dichiarazione del Ministro Di Maio, insieme alla convocazione delle sigle sindacali per un incontro lunedì 15 luglio: “L’incontro ministeriale – dice il comunicato – deve essere l’inizio di un percorso, necessario a produrre delle scelte radicali e di cambiamento sui temi importanti quali la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini“.

La convocazione dell’incontro romano ha inoltre permesso la ripartenza dell’Altoforno 4 ed ha evitato lo stop dell’Altoforno 1. Durante la serata dell’11 luglio il rischio di uno stop di tutta l’area a caldo del siderurgico è stato molto concreto.

Questo il comunicato del Comitato Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto, che parte proprio dalle parole del Ministro Di Maio:

<<“Per effetto di questo sciopero la fabbrica rischia di spegnersi in modo irreversibile”. Le dichiarazioni rilasciate l’11 luglio dal Ministro Di Maio sono fra le più vergognose che abbiamo sentito in tutti questi anni, specialmente perché provenienti da un politico appartenente ad un partito politico che, a Taranto, ha basato la sua campagna elettorale sulla chiusura programmata dello stabilimento siderurgico più inquinante d’Europa e la riconversione economica dell’intera provincia jonica.

Dimostrano ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, quanto poco il Ministro conosca la fabbrica, quanto poco valga per lui la VITA di lavoratori e i cittadini e danno la misura di quanto sia supinamente legato ad Arcelor Mittal.

Il Ministro parla di “più sicurezza” dimenticando – colpevolmente – che in quelle fabbrica la sicurezza manca totalmente. Si è chiesto, il Ministro, quanta polvere di amianto hanno respirato i lavoratori e i cittadini, durante cosiddetta “tempesta senza precedenti”? Lo sa, il Ministro, che in quella fabbrica ci sono impianti tutt’ora in marcia pieni di amianto che non possono essere bonificati se non si fermano? E questa cosa non la dice il Comitato, ma lo ha affermato Mittal nel Piano Organico di Rimozione dell’Amianto (PORA) depositato qualche settimana fa.

Un discorso a parte meritano i Sindacati che, come al solito, hanno fatto “furia francese e ritirata spagnola”, sospendendo uno sciopero proclamato ad oltranza sulla base di una misera convocazione nonostante il corpo del lavoratore morto non sia stato recuperato.

Ci chiediamo dove sia finita la dignità dei sindacati e del ministro. Come si può dire ad un lavoratore di rientrare in fabbrica nonostante la completa assenza di sicurezza solo per evitare che la fabbrica si fermi in maniera irreversibile?

Non si permettano Ministro e Sindacati ad addossare la responsabilità di quanto accaduto alle avverse condizioni meteo o alla fatalità: noi sappiamo bene chi è STATO e questa morte peserà come un macigno sulle loro coscienze, sempre che ne abbiano una. >>

L firme sindacali che parteciperanno al tavolo chiederanno chel’azienda presenti un piano di investimenti chiaro e certo, sia nelle risorse che nei tempi di realizzazione, per quanto concerne la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Sarà inoltre chiesto un tavolo tecnico permanente che possa monitorare costantemente la realizzazione dei lavori. Oggi è stato ricordato a sostegno dell’urgenza dei lavori di manutenzione sugli impianti,  come l’ex commissario Bondi nel 2013 nel suo piano industriale aveva previsto una spesa di 620 milioni di euro per i lavori di manutenzione degli impianti. I sindacati chiederanno anche che la Regione Puglia s’impegni ad implementare l’organico dello Spesal, magari creando un gruppo di tecnici ad hoc che possa essere utilizzato per controllare l’evoluzione degli interventi che si andranno a concertare con l’azienda.

L’UGL non rinuncia allo sciopero. “L’Ugl Metalmeccanici – dichiara il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera all’AdnKronos – non revoca lo sciopero indetto a partire da ieri sera alle 23 e si accinge ora a partecipare all’incontro indetto dal Prefetto di Taranto”. Spera, poi, spiega che «pur apprezzando la convocazione dei sindacati da parte del ministro Luigi Di Maio presso il Mise, riteniamo che al momento non siano presenti elementi nuovi rispetto al motivo dello sciopero indetto ovvero l’incidente sul lavoro verificatosi al quarto sporgente del porto commerciale in concessione all’impianto siderurgico Arcelor Mittal ex Ilva di Taranto, avvenuto mercoledì sera”. “Vogliamo capire – conclude Spera – la dinamica del gravissimo incidente, siamo preoccupati per i livelli di sicurezza con i quali si opera nello stabilimento e infine, ma non ultimo, ancora non è stato ritrovato l’operaio disperso e molto probabilmente dovremo piangere un’altra, inaccettabile, morte sul lavoro”.

Di tutt’altra veduta l’Usb di Taranto che oggi ha mandato comunicazione ufficiale al MiSE di aver formalmente revocato la propria firma dall’accordo sindacale dello scorso 6 settembre. A detta del sindacato di base, Arcelor Mittal sarebbe venuta meno agli impegni sottoscritti in sede ministeriale, sia per quanto concerne la gestione degli impianti del sito di Taranto, sia per quanto riguarda la decisione di collocare 1395 lavoratori in cassa integrazione ordinaria per tredici settimane a partire dallo scorso 1 luglio. Il cambio di rotta dell’Usb appare radicale e senza ripensamenti: il siderurgico di Taranto va chiuso perché non garantirebbe gli standard minimi di sicurezza e, soprattutto, per il sindacato di base la multinazionale avrebbe già deciso di lasciare gli impianti di Taranto al suo destino. Per questo per l’Usb, che proseguirà con lo sciopero indetto mercoledì sino a lunedì, “è giunto il momento di pensare e dare concretezza ad una riconversione economica del territorio tarantino, che non guardi più alla presenza obbligata del siderurgico”.