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La festa del cinema in liberta’. in liberta’, ho detto!

La Festa del Cinema in Libertà è giovane, giovanissima. Ha soltanto quattro anni ma è già una realtà consolidata. Si svolge come ogni anno negli spazi aperti ed accoglienti dell’ExPostModerno, in via Napoli 264. Forse è proprio la location a dare alla Festa quel sapore di classico, di presenza costante nel tempo… o forse è un sapore che ci inventiamo noi vecchietti che abbiamo vissuto, e ricordiamo, l’Arena Moderno, operativa ancora nei primi anni settanta. Comunque, godere di visioni all’aperto, lontano dai condizionatori e vicino al cielo stellato, sotto le signore che si affacciano curiose dai balconi che danno sull’arena, è una gioia a prescindere (arricchita dalla possibilità di fumare al cinema o stappare una bottiglia di birra al cinema o addentare una pizza al cinema.)

Al cinema! Il programma è come sempre molto ricco, e le proiezioni sono organizzate in collaborazione con diverse realtà associative come La Scatola Blu, Rec Movie, Progetto Gernika, INUIT, Spine Bookstore, Post Cinema, Laboratori Ottomani, Viva Comix, Gruppo LBM, Futuro Arcaico Fest, Ma:Mamma!, Associazione Tutte a Casa, Libreria 101, Associazione Culturale Abaporu e se ne abbiamo dimenticata qualcuna perdonateci. Tanto spazio all’animazione come sempre: e di questo ci parlerà Saba de La Scatola Blu, la nostra amica e coinquilina non più abusiva nel bunker de Lo Specchio Nero. Abbiamo intervistato infatti lei e Beatrice di Post Factory che ci illuminano al riguardo: per ascoltarle dovete semplicemente cliccare il link che trovate in fondo a quest’articolo.

Non solo animazione: poseremo gli occhi su film dalle tematiche urgenti come il keniano Rafiki di Wanuri Kahiu, che racconta dell’attrazione tra due ragazze figlie di rivali in politica.

Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, capace di rappresentare una delle amicizie più belle e coinvolgenti degli ultimi anni, tra due farfalline sarde preadolescenti che si ostinano a volare anche se “circondate, siamo”.

E poi tanti cortometraggi, documentari come Tutte A Casa che racconta frammenti di lockdown tutti al femminile.

Non manca il nostro genere preferito, quello che provoca brividi lungo la schiena anche nelle serate più torride: Muori Papà… Muori è un horror russo, selvaggio e divertente nonostante provenga dalla Russia, che avremo il piacere di presentarvi noi Dikotomiko.

Ci vediamo all’ExPostModerno! Buon ascolto, e sopratutto buone visioni a tutte e tutti.

UFO – Letture straordinarie – #25

FINALE DI STAGIONE!

Dopo sei mesi di letture, autori, pagine straordinarie, “UFO” si prende una pausa e chiude la sua prima stagione. Concludiamo con una passeggiata a Stoccolma, tra paesaggi urbani e sguardi da flâneur. Accompagnati dalla docente di lingua e cultura svedese Anna Brännström, esploreremo i punti nascosti e luminosi, autentici e spettacolari della città e della cultura del paese giallo e blu.

La puntata è disponibile in diretta streaming alle 17.00 di giovedì 27.

A tutti gli ascoltatori di UFO un grande ringraziamento per il sostegno e l’ascolto in questi mesi! Ci sentiamo dopo l’estate!

La Q di Qomplotto. Diqotomiqo intervista wu ming 1

QAnon, ancora e anQora. Siamo fissati, lo so. I motivi sono tanti, anche legati all’immaginario cinematografico. E’ una storia che non sappiamo come andrà a finire, ma che di sicuro sembra scaturita da una sceneggiatura oggettivamente brutta e inverosimile, nessun produttore sgancerebbe un centesimo per una storia del genere. O forse si? Chissà. Torniamo su QAnon per un motivo forte, fortissimo, e probabilmente definitivo. Probabilmente. E’ appena uscito per le Edizioni Alegre un libro che non abbiamo remore a definire epocale, oltre che indispensabile. Il titolo è La Q di Qomplotto, e l’ha scritto Wu Ming 1.

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¿Hablas español? Amazonica Hi-Fi: sonidos latinoamericanos que hacen vibrar corazones, hoy por RKO

Llega un nuevo programa a RKO radio que pondrá a sonar ritmos latinoamericanos alternativos, mostrando una cara de Colombia y su continente que aun es para muchos desconocida. Sonidos ancestrales como la música andina y la cumbia, han sido la semilla con la que artistas de esta parte del planeta han creado fusiones con el rock y la electrónica dando origen a una gran diversidad. Además hay detrás una interesante historia que inicia en los años 60 y se sigue escribiendo en el presente.

El periodista y dj radicado en Puglia David Meza-Pretelt, junto a Mateo Toro desde Los Ángeles (USA) estarán todos los miércoles desde las 21:00 (CET) compartiendo historias, entrevistas, ocurrencias y una gran selección de canciones que le mostrarán al mundo que Sudamérica es mucho más que reggaetón y pop latino.

Amazonica Hi-fi toma su nombre de la gran selva y pulmón del planeta que se encuentra en el corazón de Sudamérica, rindiendo honor a este lugar que actualmente se encuentra amenazado por la deforestación y la contaminación, agregando un componente de consciencia ecológica y buscando visibilizar entre sonidos de alta definición y calidad musical, la importancia de cuidar la naturaleza. Es por esto que el programa incluirá el segmento “Mente Hi-Fi” de estilo de vida consciente, con invitados y mensajes que enciendan una luz de amor en el corazón de quienes los escuchan.

“Consideramos que el periodismo musical no puede estar alejado del llamado mundial al que nos convocan estos tiempos, por eso queremos combinar la música latina alternativa, su historia y ritmos, con mensajes que abran la mente de los radioescuchas a un estilo de vida armónico consigo mismo y con el planeta” afirma David, quien conducirá un programa que garantiza sonidos de alta fidelidad donde el rock y la electrónica mandan la parada. Este nuevo programa hace parte de la apuesta de RKO por llegar al público en español y ampliar su catálogo de programas, ofreciendo música y contenidos de alta calidad en “la radio che si vede”.

Il primo episodio mercoledì 10 febbraio 2021 apparirà qui:

Non parli ancora spagnolo? Qui la traduzione in italiano:

Arriva un nuovo programma su RKO, che suonerà ritmi alternativi latinoamericani, mostrando un volto della Colombia e del suo continente che è ancora sconosciuto a molti. Suoni ancestrali, come la musica andina e la cumbia, sono stati il ​​seminali per gli artisti di questa parte del pianeta, si sono fusi con il rock e l’elettronica, dando origine a una grande diversità. Interessante anche la storia che gli sta alle spalle, che inizia negli anni ’60 e continua ad essere scritta nel presente.

Il giornalista e DJ David Meza-Pretelt, ora residente in Puglia, insieme a Mateo Toro da Los Angeles (USA), sarà in onda tutti i mercoledì dalle 21:00 (CET) condividendo storie, interviste, ricorrenze e una grande selezione di brani che mostreranno al mondo quanto il Sud America sia molto più che reggaeton e pop latino.

Amazonica Hi-Fi prende il nome dalla grande giungla e polmone del pianeta, che si trova nel cuore del Sud America, rendendo onore a questo luogo attualmente minacciato da deforestazione e inquinamento, aggiungendo una componente di consapevolezza ecologica e cercando di rendere visibili i suoi suoni ad alta definizione e qualità musicale, ribadendo l’importanza di prendersi cura della natura. Ecco perché il programma includerà la rubrica “Mind Hi-Fi” sullo stile di vita consapevole, con ospiti e messaggi che fanno brillare una luce d’amore nel cuore di chi li ascolta.

“Considerando che il giornalismo musicale non può essere distante dal richiamo globale a cui questi tempi ci chiamano, vogliamo unire la musica latina alternativa, nella storia e nei ritmi, con i messaggi che aprano le menti degli ascoltatori a uno stile di vita dannoso per il pianeta” dice Davìd, che dirigerà questo programma e che garantisce l’alta fedeltà dei suoni da cui il rock e l’elettronica prendono vita.

Questo nuovo programma fa parte dell’impegno di RKO – la radio che si vede – per raggiungere il pubblico in lingue diverse co contenuti di alta qualità culturale.

FREE PATRICK ZAKI: 7 E 8 FEBBRAIO. Bari. LA FONTANA DI PIAZZA MORO SI ILLUMINA DI GIALLO A SOSTEGNO DELLA CAMPAGNA DI AMNESTY INTERNATIONAL

Nelle giornate del 7 e 8 febbraio la fontana di piazza Moro sarà illuminata di giallo per testimoniare l’adesione del Comune di Bari all’iniziativa promossa dall’organizzazione non governativa Amnesty International per mantenere viva l’attenzione sulla situazione di Patrick Zaki, studente egiziano del Master in Studi di genere dell’Università di Bologna, che da circa un anno è in carcere nel suo Paese come prigioniero di coscienza, detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

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Al via sabato 30 gennaio “Prime Minister Puglia”, la scuola di comunicazione politica rivolta a giovani donne

Partono sabato 30 gennaio le lezioni online di “Prime Minister Puglia”, la scuola di attivazione civica e di comunicazione politica rivolta a ragazze di età compresa fra 14 e 19 anni che vogliono intraprendere un percorso di formazione, intesa come capacità di interpretare e guidare la società.

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Babylon Beat – Oriental Vibes: “Speciale Egitto” il 16 dicembre ore 20 con ospite Riccardo Noury AmnesTy International Italia

Ospite d’onore della prossima puntata di Babylon Beat – Oriental Vibes (speciale Egitto) è Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia. Il tema della conversazione sarà la situazione dei diritti umani in Egitto e, ovviamente, le vicende che riguardano l’Italia in modo diretto o indiretto come il caso Giulio Regeni e la questione Patrick Zaki. Ma oltre a Regeni e Zaki  parleremo anche di altri contesti, come il caso di Sarah Hijazi, Alaa Abdel Fattah e tanti altri, dove il diritto umano, il diritto alla libertà, alla verità e alla giustizia viene puntualmente violato da parte delle autorità egiziane e dai suoi apparati di sicurezza. Un tema molto spinoso per l’Italia, nel caso specifico di Giulio Regeni, che, in quanto uno stato di diritto, ha il dovere istituzionale e morale di far valere la legge e di dare delle risposte chiare a chi aspetta che sia fatta giustizia.

Parleremo con Riccardo Noury di questa tematiche e non mancheranno ovviamente le novità musicali dal Medioriente che, come sempre, ascoltate solo su Babylon Beat – Oriental Vibes con Nabil Bey ogni mercoledì alle 20:00 su RKO.

Ci sono oggi parole indicibili? Trevisi le pronuncia tutte in SEDIZIONI, 3^puntata, domani alle 15:00

In questa terza puntata della seconda stagione di Sedizioni Gianluigi Trevisi dedica spazio e tempo alle parole, quelle indicibili, che sebbene siano perfettamente corrette sotto ogni profilo, di questi tempi pare generino divisione, nella migliore delle ipotesi, indifferenza, nella peggiore.
Il viaggio che ci aspetta domani inizia con un’invettiva contro gli sciacalli che cavalcano “il limbo in cui la comprensione delle cose è diventata una chimera“, ma chiude con il caro ricordo di quella settimana trascorsa a Bari insieme a Lou Reed, una settimana fatta di quotidianità. Perché la radio pacifica l’animo, di chi la fa e di chi la ascolta.

Diciamole queste parole, che come dice Gianluigi “fanno parte della radio”: #patrimoniale, #poltrene e #schieramenti, #musica #teatro #cinema, #gesuiti, #alternativepossibili, #cambiamenticlimatici, #produciconsumacrepa, #economiacircolare, #decrescitafelice, #curiosità, #neopositivismodabar, #sovraburocratizzazione, #corruzione e #complessità, …#sedizioni.

Buon ascolto!

P.S. Sedizioni va in onda su ogni martedì alle 15:00. Potete seguire le puntate anche da qui:

#PHESTchiamaTERRA: La V edizione del Festival Internazionale di Fotografia e Arte


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Google Earth, ©2020 Maxar Technologies

Il 7 agosto verrà innaugurato Phest, il festival internazionale di fotografia e arte di Monopoli che, con l’hashtag #PHESTchiamaTERRA, dà via alla social call.

Nonostante le difficoltà e i momenti bui che il lockdown ha portato con sé, non è mai stata messa in discussione la possibilità di organizzare questa quinta edizione del festival. E’ un traguardo a cui l’associazione e lo staff di PhEST hanno risposto mettendosi al lavoro ancor più duramente, per anticipare di un mese l’inizio della mostra e renderla completamente fruibile al pubblico, per garantire ai visitatori di poterla visitare in piena sicurezza.

Il tema scelto per la quinta edizione è “TERRA” inteso nel senso di pianeta Terra, che verrà mostrato ai visitatori, ma anche nell’accezione di mondo contadino e riscoperta del suo valore. Un tema che anche quest’anno è in simbiosi perfetta con l’attualità e la situazione di isolamento e distanziamento individuale che stiamo vivendo, che però deve e può aiutarci a ritrovare l’essenza delle cose e il contatto con la terra per ripartire da essa.

La Social Call

Il direttore artistico del festival, Giovanni Trilo, assicura che partecipare a #PhESTchiamaTERRA! è molto semplice. Ciò che bisogna fare è scegliere una fotografia di un luogo, un pezzettino di Terra in cui vivete o siete stati in passato, senza limiti geografici, scrivere il nome della località immortalata nella foto e pubblicarla sulla propria pagina Instagram o Facebook, condividendola con gli organizzatori del Festival usando l’hashtag #PHESTCHIAMATERRA. Alcuni degli scatti che arriveranno saranno selezionati e condivisi sui canali social di PhEST e in più alcune delle foto faranno parte di un’installazione dedicata di PhEST2020.

“Immersi in una rete di connessioni digitali, rimangono ancora importanti e vitali i legami che abbiamo con i luoghi, gli spazi fisici che viviamo e scopriamo. Le città o Paesi in cui siamo cresciuti, in cui lavoriamo, quelli che visitiamo nei nostri viaggi, quelli a volte dimenticati, quelli conosciuti per caso, quelli che “se chiudiamo gli occhi” ci vediamo proprio lì. Insomma, quegli angoli di Terra con cui abbiamo un legame, dove troviamo la nostra connessione. Sono i paesaggi (naturali o urbani) e i suoi elementi che, filtrati dai nostri sguardi e gesti, ci portiamo dentro e diventano la nostra idea di mondo. E perciò se PhEST chiama Terra, chi dovrà rispondere? Voi, naturalmente! Con le vostre foto da qualunque angolo del mondo in cui vi trovate o siete stati!”. Questo il principio da cui nasce l’iniziativa, che possiamo leggere sulla pagina Facebook di PhEST che quest’anno festeggia i suoi primi cinque anni di vita.

Gli eventi a luglio

Non sarà necessario aspettare agosto per immergersi nell’arte: a fine luglio è prevista la residenza artistica dello street artist di fama internazionale Millo, originario di Mesagne (Brindisi), che realizzerà un murales in grande scala su una parete cittadina ancora non rivelata, che si aggiungerà agli oltre 120 murales a sua firma sparsi per tutto il mondo. Francesco Camillo Giorgino, in arte Millo, è uno street artist italiano che spicca per i suoi murales in bianco e nero caratterizzati dall’uso del colore solo per alcuni particolari. Sono tantissime le sue partecipazioni a diversi Street Art Festival in giro per l’Europa e molte sue opere sono esposte a Roma, Milano, Bologna, Firenze, Londra, Parigi, Lussemburgo e Rio de Janeiro. Ciò che realizza con i suoi murales non è una semplice opera d’arte, è una ricerca estetica assolutamente personale e unica, che si concentra sull’emotività, sulle paure, sulle incertezze… in generale sulla fragilità dell’essere umano. E’ un approccio a tuttotondo che indaga non solo ciò che esiste all’esterno di ognuno di noi, ma in particolare ciò che si nasconde al nostro interno, due lati della stessa medaglia inscindibili tra loro.

Gli artisti

Tra gli artisti che sono stati già confermati, Jacob Balzani Lööv, fotografo italo-svedese, amante di storie di persone fortemente legate a un luogo, ad una terra. Porterà con sé il progetto Ustica, vincitore della “Solo Exhibition” a PhEST con il PHmuseum Grant, che da tre anni è partner dell’associazione culturale PhEST, organizzatrice del Festival internazionale di fotografia e arte a Monopoli. Attraverso la mostra potremo scoprire la storia di Ustica, un’isola che prende il nome dalla parola latina ustum, “bruciato” e che ai Greci era nota come Osteodes, “ossario”, da alcuni ritenuta dimora della maga Circe, citata nell’Odissea come colei che trasformava gli incauti visitatori in maiali. Un luogo che  al tempo dei Borbone fu anche un luogo di confino e che durante il regime fascista lo fu in particolare per oppositori politici tra cui Gramsci e Bordiga. Quando sembrava che l’isola stesse rinascendo, fu colpita da quella che è nota come la Strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980. A 115 chilometri dall’isola, un aereo di linea si schiantò in acqua senza lasciare sopravvissuti. Da quel giorno Ustica cessò di essere isola e divenne un massacro. L’idea di combinare le immagini della vita che si conduce sull’isola accanto a paesaggi legati alla tragedia, vuole dare uno spunto per pensare al legame tra due significati antitetici, alla nascita improvvisa di questa connessione e alle sue conseguenze. Dopo quarant’anni dal massacro, la fotografia ci permette di attraversare la storia dell’isola e di onorare le 81 vittime, ma al contempo di riportare Ustica al suo significato originale.

Anche quest’anno il Festival avrà il patrocinio dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia, del Comune di Monopoli, di PugliaPromozione e dell’Apulia Film Commission. PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. Nasce da una necessità: provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, e ridefinire un immaginario proprio e nuovo. L’area geografica di interesse, mai davvero restrittiva e sempre pronta a modificarsi, a estendersi, a focalizzarsi, coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l’Africa e oltre.