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Oggi Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

28 GENNAIO, Vecchie Segherie Mastrototaro – BISCEGLIE. Christian Raimo ospite della tappa biscegliese del progetto itinerante LA FRONTIERA dedicato ad Alessandro Leogrande

La frontiera è un termometro del mondo.

La Frontiera, Alessandro Leogrande

Oggi, martedì 28 gennaio arriva a Bisceglie La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande ideato e promosso dalla Cooperativa Ulixes, da Cooperativa 42, dall’Associazione Fatti d’Arte e da GUD, è un viaggio di sette workshop – accompagnati da una mostra crossmediale, laboratori di lettura animata e di scrittura narrativa per ragazzi – in sei Comuni della regione Puglia.

Christian Raimo

Il progetto è finanziato dalla Regione Puglia Coordinamento Politiche Internazionali – Sezione Relazioni Internazionali ed è dedicato alla figura di Alessandro Leogrande, alle tematiche di fortissima attualità che ne hanno caratterizzato la brillante carriera di intellettuale e alla forza con cui è riuscito, nella sua pur breve vita, a raccontare le guerre del Mediterraneo, i conflitti dei Balcani, le migrazionilo sfruttamento dei popoli arrivati nei paesi europei.

Un’intera giornata dedicata ad Alessandro Leogrande con attività in programma a Bisceglie: alle Vecchie Segherie Mastrototaro si svolgerà, alle ore 18.30l’incontro pubblico ‘L’eredità culturale di Alessandro Leogrande’ con l’intervento dello scrittore e traduttore Christian Raimo  tra i fondatori di Minima&moralia, ha collaborato e collabora con importanti riviste letterarie, case editrici e quotidiani nazionali, interverranno inoltre il regista teatrale e direttore artistico del Sistema Garibaldi Carlo Bruni, la giornalista e scrittrice Enrica Simonetti e Mario Nardulli fondatore di Pigment Workroom, artista ideatore e coordinatore del progetto “La frontiera è una linea” rivolto a giovani studenti baresi per stimolare una coscienza critica sui confini, geografici e tra le persone, sull’identità e l’appartenenza al contesto in cui viviamo; a moderare l’incontro sarà il giornalista del Corriere del Mezzogiorno Luigi Quaranta.

L’incontro sarà anticipato, alle ore 17, dall’inagurazione della mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ negli spazi della Biblioteca Don Uva (Ex Ospedale Psichiatrico), vernissage presentato da Rosa Leuci, presidentessa del Circolo dei Lettori di Bisceglie, dalla fotografa Lisa Fioriello (Cooperativa Quarantadue) e da Liliana Tangorra (Cooperativa Ulixes). La mostra resterà negli spazi della Biblioteca Don Uva fino al 31 gennaio.

Ogni appuntamento del progetto è un viaggio nelle tematiche affrontate dal giornalista di origini tarantine, dialoghi per raccontare l’attualità attraverso lo sguardo di associazioni locali, cooperative impegnate nel sociale, mediatori culturali a confronto con intellettuali come Christian Raimoma anche: Goffredo FofiMarco OmizzoloArlinda DudajLorenzo Pavolini e Leonardo Palmisano. I seminari di approfondimento sono, in ogni tappa, accompagnati dalla mostra crossmediale ‘La frontiera, sui luoghi di Alessandro Leogrande’ prodotta da Cooperativa Quarantadue e il Centro Documentazione e Ricerca “Moebius” che, attravero il linguaggio della fotografia e del video reportage e, avvalendosi dei contributi di intellettuali e scrittori che hanno conosciuto e collaborato con Leogrande, affronta temi e linguaggi che incarnano e raccontano la carriera dello scrittore di origine tarantine.

L’obiettivo di questo percorso è restituire la complessità dell’impegno di Leogrande e, soprattutto, l’attualità dei suoi scritti, anche attraverso le storie dei braccianti stagionali che hanno deciso di fuggire dal Gran Ghetto di Rignano Garganico, dell’umanità schiacciata al Tamburi e a Taranto Vecchia, degli operai dell’ex Ilva e analizza l’opera di Leogrande attraverso le voci di Mario Desiati, Salvatore Romeo, Yvan Sagnet, Arlinda Dudaj, Marino Sinibaldi, Goffredo Fofi, Nadia Terranova e Christian Raimo.

All’interno dell’esposizione allestita negli spazi della Biblioteca Don Uva saranno presenti ventisei fotografie firmate da Lisa Fioriello e tre reportage scritti e diretti da Savino Carbone.

Comuni coinvolti nel progetto, oltre Bisceglie, sono: BariMolfettaTarantoTerlizzi  e Conversano; un progetto itinerante che si avvale della collaborazione dell’Ordine dei giornalisti della Puglia. La prossima tappa a Conversano, il 3 febbraio con Lorenzo Pavolini, sarà l’ultimo appuntamento del progetto La frontiera – L’impegno civile dell’intellettuale Leogrande.

Gli incontri sono tutti ad ingresso libero e validi come crediti formativi per i giornalisti iscritti all’ordine.

INFORMAZIONI PER L’ACCESSO ALLA MOSTRA

LA FRONTIERA. SUI LUOGHI DI ALESSANDRO LEOGRANDE’:

Biblioteca Don Uva

(Ex Ospedale Psichiatrico)

Via G. Bovio 76 – Bisceglie

Inaugurazione: 28 gennaio, ore 17

Apertura al pubblico:

29 gennaio – 31 gennaio

ore 9.30 – 12.30 / 16.00 – 19.30.

Ingresso libero

Donne, diritti sul lavoro e migrazione a Koreja LAURA CURINO con SCINTILLE atto unico ispirato ad un tragico episodio di cronaca

Dal Teatro Settimo di Gabriele Vacis, in scena una tra i maggiori interpreti italiani del teatro di narrazione

Sabato 25 gennaio 2020 alle ore 20.45 i Cantieri Koreja ospitano SCINTILLE lo spettacolo scritto e diretto da Laura Sicignano con Laura Curino autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti italiani del teatro di narrazione. Tra i fondatori del Teatro Settimo insieme a Gabriele Vacis, ha partecipato come attrice e autrice alla maggior parte delle produzioni nei 25 anni di vita della compagnia. Pluripremiato a livello nazionale e internazionale, Scintille è un atto unico ispirato ad un tragico episodio di cronaca.

[…] Una storia che ha scioccato la New York del primi del ‘900 – racconta Laura Curino – l’incendio fu il più grave incidente industriale della storia della città, un avvenimento che per la prima volta portò l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro delle donne. Laura Sicignano ha trovato, dopo molti anni, l’elenco con i nomi di tutte le persone che persero la vita in quell’incendio e l’ha colpita la ripetizione di un cognome in particolare: madre e due figlie, un’intera famiglia italiana, morta nell’incendio…così ha cominciato a pensare a qualcosa che permettesse, attraverso questa storia, di parlare della migrazione delle donne […]  erano gioiose, dirompenti, burbere e fosche o capricciose, giovani e meno giovani con i loro desideri, esattamente come le donne di oggi. Il desiderio di un lavoro che le affranchi da altri o il desiderio di realizzare qualcosa. Vedere che queste emozioni non contano nulla perché hanno solo il denaro come punto di riferimento di partenza e d’arrivo, ci fa riflettere sull’oggi. Dopo un secolo le cose non sono cambiate. Raccontare questa storia può farci davvero riflettere sul quotidiano […]

New York, sabato 25 marzo 1911, ore 16.40: manca un quarto d’ora alla chiusura della fabbrica Triangle Waistshirt Company, produttrice di camicette. Sono al lavoro circa 600 persone, per lo più donne giovanissime. La maggior parte sa a malapena l’inglese: sono immigrate italiane o dall’Europa dell’Est.

Una scintilla. In un attimo, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica, prendono fuoco le camicette appese sopra le teste delle lavoratrici, gli avanzi di tessuto ammucchiati in enormi cumuli negli stanzoni, i rocchetti di filo. Non esiste un’adeguata protezione antincendio. Le porte sono sbarrate: le hanno chiuse i proprietari della fabbrica, per impedire che le lavoratrici escano prima dell’orario stabilito. La tragedia si svolge in 18 minuti: 146 morti, quasi tutte ragazze.

La Triangle Shirtwaist Company era diventata già famosa prima del 1911: il massivo sciopero delle operaie tessili iniziato il 22 novembre 1908, conosciuto come protesta delle 20.000, iniziò come una protesta spontanea alla Triangle Company. La International Ladies’ Garment Workers’ Union negoziò un contratto collettivo di lavoro che copriva quasi tutti i lavoratori dopo uno sciopero di 4 mesi, ma la Triangle Shirtwaist rifiutò di firmare l’accordo.

Laura Curino rievoca questa giornata dal punto di vista di tre lavoratrici, una madre e due figlie, emigrate dall’Italia in cerca di fortuna.

Negli anni precedenti le operaie avevano tentato inutilmente di ottenere migliori condizioni di lavoro e di sicurezza. Seguiranno una serie di processi, da cui i proprietari della fabbrica usciranno praticamente impuniti. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata da questa terribile vicenda, che diventerà uno dei precedenti storici per la Festa della Donna.

Laura Curino. Autrice e attrice torinese, tra i maggiori interpreti del teatro di narrazione, alterna nel suo repertorio testi di nuova drammaturgia e testi classici. Tra i fondatori del Teatro Settimo ha partecipato come attrice e autrice alla maggior parte delle produzioni nei 25 anni di vita della compagnia. Tra quegli spettacoli: Esercizi sulla tavola di Mendeleev (1984); Elementi di struttura del Sentimento (1985) da Le affinità elettive di J.W. Goethe (Premio Ubu per il miglior spettacolo di ricerca della stagione); La storia di Romeo e Giulietta (1991, Premio Ubu per la drammaturgia). Dal 2001 ha collaborato con Teatro Stabile di Torino, Piccolo Teatro di Milano, Festival, Teatri ed Istituzioni, radio e televisione. Insegna scrittura teatrale all’Università Cattolica di Milano e tiene conferenze, seminari e laboratori in Italia e all’estero, progetti di formazione in azienda. II tema del lavoro, il punto di vista femminile sulla contemporaneità, l’attenzione per le nuove generazioni sono fra gli elementi fondanti della sua scrittura. Tra i tanti testi e spettacoli messi in scena: il dittico sulla storia della famiglia Olivetti; Passione ovvero la scoperta della vocazione teatrale; Il Signore del cane nero su Enrico Mattei; i recenti Santa Impresa sui Santi Sociali torinesi dell’800; Bella e Fiera ovvero la storia di Milano attraverso la storia della sua Fiera; La Diva della Scala, dove la vocazione teatrale diventa mestiere; La lista sul Soprintendente Pasquale Rotondi che salvò migliaia di capolavori d’arte; L’anello forte progetto che si ispira alla grande opera di Nuto Revelli; Natasha ha preso il bus di cui ha curato la regia sul mondo delle badanti; Il rumore del silenzio dedicato alle vittime della strage di Piazza Fontana in cui dà voce a Licia Pinelli. È inoltre interprete di numerosi spettacoli per la regia di Renato Sarti, Alessandro D’Alatri, Luca Micheletti, Simone Derai, Ivana Ferri, Cristina Pezzoli, Marco Sciaccaluga, Laura Sicignano, Serena Sinigaglia e Gabriele Vacis. Dal 2015 è stata nominata direttore artistico del Teatro Giacosa di Ivrea. Tra i numerosi riconoscimenti: Premio Ubu (con Teatro Settimo) 1993, Premio Anct – Ass. Naz. Critici di Teatro 1998, Premio Hystrio per la drammaturgia 2003.

Liberi e Pensanti risponde ad Enrico Mentana sul NO allo spegnimento dell’Altoforno2 dell’Ex-Ilva

Riportiamo il comunicato stampa del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

“Secondo il Direttore del TG7 e di Open, Enrico Mentana, la decisione dei Giudici del Riesame, che di fatto permette ad Afo2 di continuare a funzionare, va letta come uno scampato pericolo, nemmeno del tutto scontato poiché frutto di una sentenza anziché di un processo politico-economico, come normalmente dovrebbe verificarsi fra un governo e le imprese sul suo territorio.

In effetti questa è l’unica affermazione che ci sentiamo di condividere, perché rispetto alle altre sue considerazioni, su quanto sarebbe costata a Taranto e ai tarantini l’eventuale decisione opposta e su quanto abbiamo da festeggiare, più che per un capodanno, siamo costretti a chiederle, Direttore, da cosa abbia derivato queste convinzioni, perché noi siamo l’altra parte della città e non siamo pochi benché spesso “oscurati” dai media, come in questi suoi commenti.
Siamo quelli che sono terrorizzati da questa decisione perché conosciamo lo stabilimento e perché se qualcosa si fosse potuta o voluta fare per coniugare salute e lavoro, dal 2012 sarebbe stata fatta e non sarebbero morti NOVE operai!

Premesso che tanti giornalisti della sua stessa emittente e del suo TG hanno prodotto e producono servizi su Taranto, le chiediamo se si sia mai preso la briga di ascoltare le testimonianze dei cittadini e degli operai che disperatamente cercano di portare alla luce la realtà di uno stabilimento che chiuderà comunque, per obsolescenza, per incuria, per impossibilità di essere riportato a norma, lasciando soltanto più vittime fra noi!

Forse si sarà sentito confortato dai calcoli:
Sei eventi (incidenti come quello occorso ad Alessandro Morricella) sono stati stimati in 10.000 anni (e se l’operaio non è nella direttrice del foro di colata non accade nulla di grave nemmeno in tutta l’eternità) e certamente avrà creduto che gli esuberi minacciati da ArcelorMittal avranno adesso, grazie alla continuità produttiva di Afo2, il posto salvo.

Ma far passare per una buona notizia il perpetuarsi quotidiano per noi, del rischio di morte e malattia, i cui numeri non sono proiezioni e stime ma calcoli precisi, a posteriori di vite interrotte o distrutte per sempre, è uno scivolone che potevamo aspettarci dalle pagine de Il Giornale o Il Foglio.
Perché i dati ci sono, i piani industriali pure e lei, Mentana, avrebbe potuto e dovuto dare un’occhiata a quello di Mittal, per cui Afo2 sarà dismesso a revamping ultimato di Afo5, previsto nel 2023.
E avrebbe potuto chiedersi se è sano, a fronte di una battaglia giudiziaria logorante per tutti, ritenere credibile ed utile un investimento di oltre 10 milioni di euro per un impianto che deve terminare il suo ciclo meno di un anno dopo la sua messa a norma, tutta da vedere poi!

Avrebbe potuto anche dare un’occhiata all’ultimo rapporto SVIMEZ che quantifica l’impatto di una eventuale chiusura di questo “più grande centro siderurgico d’Europa”, in un misero 0,2 punto di Pil …

Bisogna fare attenzione, Direttore, quando si fa informazione e si gode di una certa credibilità, perché il resto del paese ma probabilmente anche una parte di nostri concittadini, considera fatti quelle che talvolta, come in questo caso, sono deduzioni affrettate, se non addirittura arbitrarie!

Se ha voglia di capire quanto poco abbiamo da festeggiare venga a farsi una gita in questa splendida città. Le offriamo un tour alle pendici dell’altoforno così fortunatamente attivo.
Ma si sbrighi perché non è detto che regga finché lo sistemano!”

La posizione del Comitato Liberi e Pensanti nella Causa del secolo verso ArcelorMittal

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti annuncia il proprio intervento nella vertenza giudiziaria pendente avanti al Tribunale di Milano tra le società del Gruppo ArcelorMittal e l’Amministrazione Straordinaria di Ilva.

Nella causa definita come “la battaglia legale del secolo”, nell’ambito della quale è pure pendente incidentalmente un procedimento cautelare promosso dall’Amministrazione Straordinaria di Ilva per impedire lo spegnimento degli impianti da parte dell’affittuario ArcelorMittal, il Comitato rappresenterà e difenderà gli interessi ed i diritti dei lavoratori, delle famiglie e dei cittadini tarantini che da anni chiedono la chiusura della fonte più inquinante d’Europa, la bonifica dei siti inquinati e la riconversione anche economica dell’intero territorio.

L’incarico per l’intervento in giudizio del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti è stato affidato al Prof. Avv. Michele Carducci dell’Università del Salento ed all’Avv. Alessandro Gaetani del Foro di Parma.

LETTORI PER L’AFRICA: MARATONA DI Lettura CON RACCOLTA FONDI IN FAVORE DELLE AZIONI DI VOLONTARIATO AM.LIB. IN CONGO

Giovedì 17 Novembre alle ore 19:00, presso la Libreria del Teatro di Bitonto, si terrà una pubblica lettura di testi e poesia sull’Africa, una maratona di lettura su testi che abbiano come tema l’Africa, in cui il pubblico è protagonista ed in cui ognuno potrà portare un libro proprio, oppure acquistarne uno in libreria, per leggere riflettere e discuterne insieme.

L’iniziativa, lanciata dalla concittadina Antonella Stellacci e recepita dall’associazione culturale “Cenacolo dei Poeti” e dal “Circolo dei Lettori della Libreria”, mira a promuovere la campagna di raccolta fondi in favore di AM.LIB. (Comunità Amore e libertà Onlus di Don Matteo Galloni) attiva in Congo dove l’organizzatrice ha fatto esperienza di volontariato.

La raccolta fondi sarà effettuata attraverso sms solidali al numero 45589. Il Cenacolo dei Poeti e il Circolo dei Lettori lanciano un appello a tutti i poeti e i lettori volenterosi a partecipare all’iniziativa.

Per info cenacolo.dei.poeti@gmail.com – tel. 3935389310 (Nicola).

Di Maio: non l’amianto, non le morti sul lavoro, bensì lo sciopero “rischia di spegnersi in modo irreversibile” l’ex ILVA

Riportiamo il comunicato inviatoci dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti di Taranto a commento delle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo economico e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, in merito alla richiesta di sospensione dello sciopero ad oltranza indetto dal Sindacato, a seguito alla scomparsa lo scorso 10 luglio, intorno alle 19.30, di Mimmo Massaro, operaio del siderurgico, finito i mare con l’intera gru su cui lavorava, – una delle tre precipitate – mentre la città di Taranto era preda a violentissimo maltempo e forte vento. Il corpo dell’operaio trentunenne dell’ex ILVA, oggi Arcelor Mittal Italia, risulta ancora disperso.

Immediatamente indetto lo sciopero ad oltranza: “La forma di protesta messa in atto non terminerà sino a quando azienda, istituzioni locali, regionali e nazionali e organi di controllo, ognuno per il proprio ruolo, forniranno le dovute indicazioni a garanzia dei lavoratori e cittadini di questo territorio“, come riportiamo dalla nota congiunta delle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. La risposta di Arcelor Mittal non si è fatta attendere: “È fondamentale che in questo momento tutti lavoriamo in modo efficace e collaborativo: serve massima condivisione tra l’azienda, i sindacati e gli stessi lavoratori per evitare la fermata di Altoforno1, che è l’unico ancora in marcia e per garantire condizioni di massima sicurezza all’interno di tutti gli impianti“. Lo stabilimento infatti rischia lo stop della produzione a seguito della sospensione dell’Altoforno 2, ordinata dalla Procura di Taranto a seguito di un altro incidente mortale avvenuto nel 2015.

Qui è arrivata la dichiarazione del Ministro Di Maio, insieme alla convocazione delle sigle sindacali per un incontro lunedì 15 luglio: “L’incontro ministeriale – dice il comunicato – deve essere l’inizio di un percorso, necessario a produrre delle scelte radicali e di cambiamento sui temi importanti quali la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini“.

La convocazione dell’incontro romano ha inoltre permesso la ripartenza dell’Altoforno 4 ed ha evitato lo stop dell’Altoforno 1. Durante la serata dell’11 luglio il rischio di uno stop di tutta l’area a caldo del siderurgico è stato molto concreto.

Questo il comunicato del Comitato Cittadini Liberi e Pensanti di Taranto, che parte proprio dalle parole del Ministro Di Maio:

<<“Per effetto di questo sciopero la fabbrica rischia di spegnersi in modo irreversibile”. Le dichiarazioni rilasciate l’11 luglio dal Ministro Di Maio sono fra le più vergognose che abbiamo sentito in tutti questi anni, specialmente perché provenienti da un politico appartenente ad un partito politico che, a Taranto, ha basato la sua campagna elettorale sulla chiusura programmata dello stabilimento siderurgico più inquinante d’Europa e la riconversione economica dell’intera provincia jonica.

Dimostrano ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, quanto poco il Ministro conosca la fabbrica, quanto poco valga per lui la VITA di lavoratori e i cittadini e danno la misura di quanto sia supinamente legato ad Arcelor Mittal.

Il Ministro parla di “più sicurezza” dimenticando – colpevolmente – che in quelle fabbrica la sicurezza manca totalmente. Si è chiesto, il Ministro, quanta polvere di amianto hanno respirato i lavoratori e i cittadini, durante cosiddetta “tempesta senza precedenti”? Lo sa, il Ministro, che in quella fabbrica ci sono impianti tutt’ora in marcia pieni di amianto che non possono essere bonificati se non si fermano? E questa cosa non la dice il Comitato, ma lo ha affermato Mittal nel Piano Organico di Rimozione dell’Amianto (PORA) depositato qualche settimana fa.

Un discorso a parte meritano i Sindacati che, come al solito, hanno fatto “furia francese e ritirata spagnola”, sospendendo uno sciopero proclamato ad oltranza sulla base di una misera convocazione nonostante il corpo del lavoratore morto non sia stato recuperato.

Ci chiediamo dove sia finita la dignità dei sindacati e del ministro. Come si può dire ad un lavoratore di rientrare in fabbrica nonostante la completa assenza di sicurezza solo per evitare che la fabbrica si fermi in maniera irreversibile?

Non si permettano Ministro e Sindacati ad addossare la responsabilità di quanto accaduto alle avverse condizioni meteo o alla fatalità: noi sappiamo bene chi è STATO e questa morte peserà come un macigno sulle loro coscienze, sempre che ne abbiano una. >>

L firme sindacali che parteciperanno al tavolo chiederanno chel’azienda presenti un piano di investimenti chiaro e certo, sia nelle risorse che nei tempi di realizzazione, per quanto concerne la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. Sarà inoltre chiesto un tavolo tecnico permanente che possa monitorare costantemente la realizzazione dei lavori. Oggi è stato ricordato a sostegno dell’urgenza dei lavori di manutenzione sugli impianti,  come l’ex commissario Bondi nel 2013 nel suo piano industriale aveva previsto una spesa di 620 milioni di euro per i lavori di manutenzione degli impianti. I sindacati chiederanno anche che la Regione Puglia s’impegni ad implementare l’organico dello Spesal, magari creando un gruppo di tecnici ad hoc che possa essere utilizzato per controllare l’evoluzione degli interventi che si andranno a concertare con l’azienda.

L’UGL non rinuncia allo sciopero. “L’Ugl Metalmeccanici – dichiara il segretario generale Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera all’AdnKronos – non revoca lo sciopero indetto a partire da ieri sera alle 23 e si accinge ora a partecipare all’incontro indetto dal Prefetto di Taranto”. Spera, poi, spiega che «pur apprezzando la convocazione dei sindacati da parte del ministro Luigi Di Maio presso il Mise, riteniamo che al momento non siano presenti elementi nuovi rispetto al motivo dello sciopero indetto ovvero l’incidente sul lavoro verificatosi al quarto sporgente del porto commerciale in concessione all’impianto siderurgico Arcelor Mittal ex Ilva di Taranto, avvenuto mercoledì sera”. “Vogliamo capire – conclude Spera – la dinamica del gravissimo incidente, siamo preoccupati per i livelli di sicurezza con i quali si opera nello stabilimento e infine, ma non ultimo, ancora non è stato ritrovato l’operaio disperso e molto probabilmente dovremo piangere un’altra, inaccettabile, morte sul lavoro”.

Di tutt’altra veduta l’Usb di Taranto che oggi ha mandato comunicazione ufficiale al MiSE di aver formalmente revocato la propria firma dall’accordo sindacale dello scorso 6 settembre. A detta del sindacato di base, Arcelor Mittal sarebbe venuta meno agli impegni sottoscritti in sede ministeriale, sia per quanto concerne la gestione degli impianti del sito di Taranto, sia per quanto riguarda la decisione di collocare 1395 lavoratori in cassa integrazione ordinaria per tredici settimane a partire dallo scorso 1 luglio. Il cambio di rotta dell’Usb appare radicale e senza ripensamenti: il siderurgico di Taranto va chiuso perché non garantirebbe gli standard minimi di sicurezza e, soprattutto, per il sindacato di base la multinazionale avrebbe già deciso di lasciare gli impianti di Taranto al suo destino. Per questo per l’Usb, che proseguirà con lo sciopero indetto mercoledì sino a lunedì, “è giunto il momento di pensare e dare concretezza ad una riconversione economica del territorio tarantino, che non guardi più alla presenza obbligata del siderurgico”.

GIUDIZIO UNIVERSALE: La campagna per il riconoscimento del diritto umano al clima

Giovedì 4 Luglio, alle 19.00, si è svolta a Taranto in via Santilli 26, con il Professore Michele Carducci , l’Avvocato Raffaele Cesari e le attiviste Rita Cantalino e Maura Peca di A Sud Onlus, la presentazione ufficiale della campagna GIUDIZIO UNIVERSALE.

Obiettivo principale della campagna è il riconoscimento del diritto umano al clima. I cambiamenti climatici, ormai è evidente, non possono più essere considerati un problema ambientale che riguarda esclusivamente la natura, vissuto come se noi umani non ne facessimo parte, bensì lo stravolgimento che comportano rivela sempre più chiaramente la connessione alle scelte politiche ed etiche dei diversi governi. L’alterazione climatica o meglio le politiche economiche che la determinano, mette a rischio i diritti fondamentali, in primis quello alla vita, alla salute e al lavoro, di tutti gli individui. Naturalmente l’incidenza ha un peso differente secondo l’appartenenza alle diverse aree geografiche e appunto politiche. Non a caso parliamo di ingiustizia ambientale, laddove si concretizzano forti penalizzazioni per alcuni territori e quindi per le comunità che vi insistono.

“L’attualità del tema in Italia – dichiarano gli organizzatori – trova già un’urgenza naturale particolare poiché, trovandosi in piena area mediterranea, il nostro territorio si riscalda una volta e mezzo più velocemente del resto del mondo, ma a nostro avviso la visione politico-economica di governo richiede un’opposizione determinata, ancora più netta che in passato, alla rotta totalmente opposta alle indicazioni scientifiche, che pongono l’uscita dal fossile come unica possibilità di sopravvivenza, rotta a cui l’Italia sembra voler restare saldamente ancorata.

Attraverso un’azione legale, prima causa in Italia contro i cambiamenti climatici, chiederemo dunque allo Stato italiano di adeguarsi agli standard fissati dalla comunità scientifica, principalmente rappresentata dall’IPCC (gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici – fondato nel 1988 dall’ONU – che conta 195 Stati membri di cui l’Italia è parte) e da diversi organi nazionali fra cui Ispra. Crediamo che Taranto non possa esimersi dal prendere posizione in una richiesta nazionale di totale ripensamento delle scelte politiche che per noi cittadini, dal nodo scorsoio del PIL nazionale alla menzogna di inesistenti “ambientalizzazioni” e “decarbonizzazioni”, continuano a decretare per legge una vocazione nella quale nessuno può più riconoscersi.”

LE MAMME DEL MONDO IN FESTA I EDIZIONE – GIOCHI,DANZE,DOLCI

L’associazione europea TRACIALAND- ITALIA indice una giornata di festa dedicata a tutte “LE MAMME DEL MONDO”. Anche grazie al patrocinio del Comune di Bari, domenica 16 giugno dalle 16:30 alle 20 prende corpo la prima edizione de ”LE MAMME DEL MONDO 
In festa – Giochi, Danze, Dolci
 “, ospiti della Casa delle donne del Mediterraneo in piazza N. Balenzano 18/b a Bari.

“L’ accoglienza e l’ integrazione – scrivono nel comunicato – hanno generato una totalità positiva e creattiva. Le singole realtà culturali esistenti in Bari da numerosi anni sono i pilastri di una nuova, pacifica e gioiosa comunità che non solo sa convivere, lavorare ed interagire ma sa anche divertirsi all’unisono. “

L’evento, il cui focus è la convivenza pacifica di tutte le realtà etniche del territorio di Bari e provincia, garantisce un tripudio di danze, giochi, musiche e tanti, tanti, tanti dolci. Alla manifestazione interverranno Roman Gero, giovane flautista e compositore con un suo inedito in esclusiva per l’occasione. La Dott.ssa Micaela Paparella (Presidente I municipio Comune di Bari). La Dott.ssa Terry Marinuzzi (squisita ospite di casa). Lo scrittore, blogger e creatore del progetto Viaggi Bianchi, Jean Paul Stanisci. La dottoressa Marilena Abbatepaolo, preside dell’ istituto di Istruzione Superiore Simone-Morea di Conversano, che porgerà la sua testimonianza di viva e continuata partecipazione ai progetti delle Mamme del Mondo. La splendida Elisa “Sangue di Rapa”. Il Coro Multietnico diretto dalla maestra Maria Grancharova.

L’evento è ideato e diretto da Monica Irimia, presidente dell’associazione TRACIALAND – ITALIA, ed è curato da Daniela Deleonardis, Orietta Deliso e Laura Maletti.

La conduzione sarà affidata alla giornalista di TRM Maria Cristina De Carlo.

“Le Mamme del Mondo” III EDIZIONE: nASCE LA fAMIGLIA gLOBALE IL 15 MAGGIO A bARI

“LA FAMIGLIA GLOBALE” è il titolo scelto per questa III edizione de LE MAMME DEL MONDO. Costumi, artigianato, musica, poesia e fotografia saranno a Bari mercoledì 15 maggio, nel Salone degli affreschi dell’Università Aldo Moro, dalle ore 16:00, per portare all’attenzione del capoluogo pugliese, attraverso un mix di attività, la multiculturalità, una risorsa che nel nostro territorio sta già manifestando alcuni preziosi frutti.

Il visitatore potrà ammirare l’ormai tradizionale sfilata di abiti delle numerose etnie presenti a Bari, i modelli realizzati da “Awa” e l’artigianato, i monili originali, creati grazie all’incontro con le signore del “Centro servizi per le famiglie del quartiere Libertà” – coop Aliante, che hanno dato vita ad un loro brand “Donne di Libertà”.

Questo mix rivela lo spirito con cui è stato costituito lo stesso collettivo de Le Mamme del Mondo, un gruppo in cui anche quest’anno è stato possibile far nascere ciò che aspetta gli ospiti di questa terza edizione grazie ed un reciproco scambio di idee, tempo e competenze. Stile e linguaggi stavolta sono centrati sulla dimensione di famiglia ed hanno impresso questo titolo all’evento: “La Famiglia Globale”.

 L’evento è organizzato dall’associazione europea TRACIALAND-Italia, con il patrocinio del Comune di Bari – Municipio I – ass.to alle Culture e dell’Università Aldo Moro di Bari

La poesia sarà presente con i versi di Letizia Cobaltini, Marilena Abbatepaolo e Gina Mihaela Pavel. Fra gli interpreti, giovani e non solo, anche Franco Minervini. Una mostra fotografica nell’atrio del Salone degli Affreschi sarà dedicata al tema de la Famiglia Globale, offrendo più punti di vista. Espongono infatti Yvonne Cerno, fotografa, da sempre vicina ai temi multietnici; Gianni Scagliola con l’obbiettivo rivolto alle intense cromie paesaggistiche; Cinzia Rossi, assistente di volo, coglie l’attimo fuggente in giro per il mondo col suo smartphone; Giuseppe Tedesco alla sua prima esposizione, con una compatta in tasca gira per le strade di Bari e ci racconta quel che avvolte potrebbe sfuggirci.

 Il neonato Coro Multietnico curato da Maria Grancharova si esibirà a cappella con brani provenienti da diversi continenti, mentre la voce e le percussioni di Teresa Barbieri, nota per le sue perfomance con El Barrio Libertad e Bandita, aprirà l’evento di presentazione che sarà condotto dalla giornalista televisiva di TRM, Maria Cristina De Carlo.

 All’evento, ideato da Monica Irimia ,interverrà quale gradita ospite la presidente del I Municipio, Micaela Paparella  che da sempre ha creduto nelle finalità del progetto, con impegno concreto.

Sono partener dell’evento, Jean Paul Stanisci, travel blogger con il suo libro “Viaggi bianchi” e Marica Ramunno, con un set fotografico live; il CIF – centro italiano femminile, presente con le sezioni di Bari e Bitritto; coop Aliante; Casa atelier Malta di Geris.

Reale Virtuale e Immaginario: Intervista a Qadim Haqq tra afrofuturismo e techno

Abdul Qadim Haqq, noto anche come Haqq e The Ancient, è un artista visivo americano nato e cresciuto a Detroit, nel Michigan. È considerato l’ambasciatore d’arte numero uno di Detroit per gli artisti di musica techno di fama mondiale.
Intervistato per RKO da CLaudia Attimonelli e Lorenzo Montefinese negli spazi di EXP Records – Vinyl & DJ Shop, Qadim Haqq è oggi protagonista di “Reale Virtuale e Immaginario”, un evento straordinario nato dalla collaborazione tra il Centro Studi e Ricerche di Apulia Film Commission e i Corsi di Scienze della Comunicazione – Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione (Uniba), con la partecipazione di MEM – Mediateca Emeroteca Musicale – e di S/Murare il Mediterraneo.

Ascolta l’intervista ad Abdul Qadim Aqq, The Ancient, presso l’ EXP Records di Bari

Doppio appuntamento, venerdì 3 maggio, all’Ateneo di Bari e alla Libreria Prinz Zaum per esplorare l’immaginario afrofuturista con due ospiti d’eccezione: A Qadim Haqq, l’artista visuale della scena musicale di Detroit, e Andrea Benedetti, producer romano e profondo conoscitore delle musiche black. L’edizione di quest’anno si propone di esplorare archetipi, ossimori e matrici degli scenari black connessi con il futuro attraverso le opere pittoriche e i fumetti di A Qadim Haqq e la narrazione sonora di Andrea Benedetti.

La fantascienza black, spesso ispirata alla deportazione nelle navi negriere dei futuri schiavi verso l’America, insieme alle sonorità della techno e dell’electro, sono espressioni di una tragedia umana vecchia di 400 anni e che oggi ritorna quanto mai attuale, a causa delle inarrestabili morti nei mari del Mediterraneo. Il seminario inizia alle 15 con i saluti istituzionali della presidente di Apulia Film Commission, Simonetta Dellomonaco, del Direttore del Dipartimento ForPsiCom, Giuseppe Elia, di Anna Montefalcone (Centro Studi e Ricerche di AFC) e dei coordinatori dei Corsi di Scienze della Comunicazione, Filippo Silvestri e Ylenia De Luca.

Prosegue con l’introduzione sull’Afrofuturismo di Claudia Attimonelli (MEM, ForPsiCom) con le storie della musica nera di Andrea Benedetti (Mondo Techno, Roma), a seguire l’atteso talk con l’artista e illustratore A Qadim Haqq (Detroit) e la partecipazione del Gruppo di Ricerca MEM, composto da Grazia Ciani, Michele Di Stasi, Lorenzo Montefinese e Roberta Troiano. Le conclusioni sono affidate a Paola Zaccaria (S/Murare il Mediterraneo). Partecipano gli studenti dell’Ipsia Santarella.

Alle 19.30 l’evento continua alla libreria Prinz Zaum per una presentazione audiovisuale del volume “Mondo Techno” (Stampa Alternativa 2018) di Andrea Benedetti e per lo straordinario live painting di Qadim Haqq. L’Artista di Detroit esporrà per l’occasione le preziose opere, copertine di vinili di culto della scena di Detroit e le tavole di prossima pubblicazione relative al graphic novel, The Book of Drexciya.

Nato nell’alveo della diaspora africano-americana, l’afrofuturismo parte da alcuni assunti fondamentali: l’omologia tra schiavo, alieno e robot derivata dall’esclusione dei neri dall’ordine del discorso sul futuro e sullo sviluppo tecnologico e maturata in seguito alla tragedia della schiavitù e delle morti occorse durante le deportazioni del Middle Passage. L’estetica di A Qadim Haqq restituirà il senso di questo movimento, che include tra gli altri, le opere di Sun Ra and the Arkestra Miles Davis e Jimy Hendrix, Basquiat, John Akomfrah, Kodwo Eshun, Octavia Butler, Missy Elliott, Grace Jones, Rihanna, Erykah Badu, Drexciya, Jeff Mills, fino al recente successo cinematografico di Black Panther e Spiderman into the Spiderverse.

Afrofuturismo è un termine di recente adozione che si riferisce alle culture nere metropolitane che si muovono tra cinema, letteratura fantascientifica, musica (hip hop e techno), grafica e produzione di videoclip. L’immaginario che ne deriva reca i segni del passato ancestrale e del futuro mai accaduto, al punto che il termine in sé a primo impatto risuona come un ossimoro. Dai primi scritti in cui compare la parola Afrofuturismo – 1992, Mark Sinker: Loving the alien su The Wire e 1993, Mark Dery: Black to the future. Afrofuturism – ad oggi, l’afrofuturismo riceve sempre più attenzione da parte di media e pubblico, coinvolge cinema, moda e architettura, in particolare inscenando spazi urbani distopici, dove esperire multiversi.

Haqq insieme ad Andrea Benedetti, la memoria storica dell’avvento della techno in Italia, fondatore di Tunnel e infaticabile diffusore delle musiche black nordamericane, insieme al Gruppo di Ricerca MEM ci immergeranno nelle atmosfere acquatiche di mondi sommersi.