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Al via stasera CROMA, la rassegna di musica classica curata da Ludovica Rana

Serata all’insegna dell’eccellenza con il DUO CLARINETTO-PIANOFORTE di Matteo Mastromarino e Leonardo Pierdomenico

Stasera, venerdì 17 gennaio 2020 ore 20.45 primo appuntamento con CROMA, la rassegna di musica classica curata da Ludovica Rana, giovane violoncellista salentina di Arnesano dalla carriera internazionale.

“Il desiderio di portare la musica classica anche nelle sale del Teatro Koreja – racconta Ludovica Rana – nasce dalla profonda volontà di arricchire il territorio e di sensibilizzare sempre di più il giovane pubblico salentino. Saranno 5 gli appuntamenti in cartellone, che toccheranno le pagine più importanti e coinvolgenti della storia della musica cameristica eseguite da artisti di fama nazionale e internazionale, premiati e con una carriera già avviata in Italia e nel mondo”

Serata all’insegna dell’eccellenza quella ai Cantieri Teatrali Koreja, che vedrà protagonista il DUO CLARINETTO-PIANOFORTE composto da Matteo Mastromarino clarinettistaorgoglio tarantino, perfezionatosi presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Leonardo Pierdomenico, uno degli artisti più interessanti della sua generazione accolto dalla critica internazionale come “un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile, scrupolosa musicalità” nel loro  

Occorre considerare i musicisti nel loro insieme, perché nulla vada perduto auspicava Ernst Bloch. Tale è il presupposto filosofico che in-forma questo recital. Se è vero che ciascuna musica parla un suo proprio linguaggio geograficamente determinato (Savinio, Scatola sonora) è altrettanto vero che Francia e States, per virtù storiografica e affinità elettive, dialogano perfettamente fra loro. Non sorprenda dunque che Bucolique di Eugène Bozza (1949) o la Première Rhapsodie di Debussy (1910), clarinettistici morceaux de concour, si trovino in adiacenza con la celebre Rhapsody in blue di Gershwin (1924), brano in cui “si respira l’aria dell’America” (dal blues al foxtrot) ma che oscilla fra “le tortuosità debussyane e i fuochi d’artificio alla Liszt”. Così, almeno, la pensava l’eccelso Bernstein (lui che risolveva la vexata quæstio circa il Debussy impressionista o simbolista rispondendo, tranchant: “è Seurat”). Al clarinetto Lenny dedicò nel 1942 una Sonata (la sua prima opera pubblicata!) pervasa da certo luminoso entusiasmo. In veste di pianista, nell’aprile 1963 sarà invece protagonista della prima esecuzione della Sonata per clarinetto di Poulenc, commissionata da Benny Goodman.

Programma della serata:

C. Debussy Première Rhapsodie

E. Bozza Bucolique

F. Poulenc Sonata

L. Bernstein Sonata

G. Gershwin Rhapsody in blue

Ludovica Rana ha 24 anni, si è diplomata con il massimo dei voti e la lode presso l’Istituto Musicale “Giovanni Paisiello” e successivamente ha conseguito il Master in Music Performance presso Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano sotto la guida del M° Dindo. Si è diplomata con il massimo dei voti presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel Corso di Perfezionamento di Musica da Camera e attualmente frequenta il Corso in Violoncello con il M° G. Sollima. Si è già imposta in prestigiosi Concorsi ed ha vinto numerosi Premi. Attualmente è Direttore Artistico della Stagione musicale Sfere Sonore e dal 2017 diventa Segretario Artistico del Festival Classiche Forme a Spongano. Dal 2018 è sostenuta dall’Associazione culturale Musica con le Ali. Suona un violoncello C. A. Miremont del 1870.

Matteo Mastromarino nasce a Statte (TA) e inizia il suo percorso musicale all’età di tre anni con suo padre, diplomandosi in clarinetto nel 2012 sotto la guida di Antonio Tinelli. Si perfeziona con Alessandro Carbonare presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ed ha recentemente concluso i suoi studi ottenendo il Master in Interpretazione Musicale nella classe di Romain Guyot presso l’Haute École de Musique di Ginevra. Viene premiato in concorsi internazionali, fra cui Accademia Musicale Pescarese, Ciro Scarponi, Saverio Mercadante, Marco Fiorindo, Malta Woodwind Competition e Lisbon International Clarinet Competition. Nel 2014 è accademista presso il Collegium Musicum Schloß Weißenstein di Pommersfelden e l’anno successivo viene invitato per suonare in qualità di solista il Primo Concerto in fa minore di Weber. Inoltre si è esibito come solista con l’Orquestra Metropolitana de Lisbõa e l’Orchestra della Magna Grecia. Ha collaborato con la Finnish Radio Symphony Orchestra di Helsinki, Ensemble Les Dissonances, Copenhagen Philharmonic, Orchestra del Teatro Carlo Felice, Orchestra Filarmonica di Torino, Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, Orchestra Luigi Cherubini. Sotto la direzione di Riccardo Muti, Fabio Luisi, Juraj Valchua, Jeffrey Tate, John Axelrod, Hannu Lintu, Nathalie Stutzmann, Andris Poga, Shlomo Mintz, Alexander Lonquich, Carlo Rizzari e Giampaolo Pretto. Ha suonato per Ravello Festival, Ravenna Festival, Yle (Finnish Radio), Philharmonie de Paris, Opera de Dijon, Philharmonie de Luxembourg, Auditorium del Lingotto di Torino, Teatro Comunale di Ferrara, LAC di Lugano, Victoria Hall de Genève, Auditorium Parco della Musica di Roma, Unione Musicale di Torino, Accademia Chigiana di Siena, Amici della Musica di Taranto e Festival Das Artes di Coimbra. Il 22 giugno 2016 viene premiato dal Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini durante la Giornata della Musica. Di recente ha raggiunto le Final Sixteen della 73ma edizione del Concorso di Ginevra.

 Leonardo Pierdomenico Vincitore del “Raymond E. Buck” Jury Discretionary Award al prestigioso concorso pianistico internazionale “Van Cliburn” 2017, Leonardo Pierdomenico è uno degli artisti più interessanti della sua generazione. Viene accolto dalla critica internazionale come “un pianista in cui la spiccata capacità tecnica e la cura del suono si sposano con immaginazione ed inesauribile, scrupolosa musicalità” (Grampohone UK) capace di “catturare l’attenzione degli ascoltatori senza che essi se ne rendano conto” (Radio Télévision Belge Francophone). Comincia a imporsi sul panorama internazionale durante lo storico “Concours Reine Élisabeth” nell’edizione 2016, dove la sua prova semifinale solistica verrà poi selezionata per far parte del disco con le migliori esecuzioni dei finalisti e pubblicata dall’etichetta Harmonia Mundi. E’ inoltre il vincitore della 28esima edizione del Premio Venezia al teatro La Fenice a soli 18 anni, risultando il miglior pianista diplomato dei conservatori italiani e ricevendo nella stessa occasione la Medaglia di bronzo dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e la targa del Senato della Repubblica per meriti artistici.Si esibisce al fianco di orchestre del calibro della Fort Worth Symphony, dell’Orchestre Royal De Chambre de Wallonie, dell’Orchestra sinfonica del Teatro La Fenice, dell’Orchestra Verdi di Milano e della Wuhan Philarmonic Orchestra. Leonardo è ospite, in veste di solista, delle principali istituzioni italiane ed estere, tra le quali: la Società dei Concerti di Milano nella sala Verdi del Conservatorio, l’Accademia nazionale di Santa Cecilia nell’auditorium Parco della musica di Roma, il Konzerthaus di Berlino, il Flagey di Bruxelles, il Festival Chopin de La Scala di Parigi, la Bass Hall di Fort Worth (TX) negli USA, la Qin’tai concert hall di Wuhan in Cina, la sala grande del Teatro La Fenice di Venezia, il Bologna Festival, l’Accademia Filarmonica Romana, le Settimane musicali al teatro Olimpico di Vicenza, la Fazioli Concert Hall.Il suo debutto discografico, dedicato ad opere di Franz Liszt e pubblicato dall’etichetta discografica olandese Piano Classics, è stato accolto positivamente da pubblico e critica, guadagnando la prestigiosa Editor’s Choice della rivista di settore inglese Gramophone come uno dei migliori dischi del settembre 2018 ed una delle sette nominations per il Preis der Deutschen Schallplattenkritik (il prestigioso premio della critica musicale nazionale tedesca) quale miglior disco dell’anno 2018. Leonardo si diploma al conservatorio “L. D’Annunzio” di Pescara all’età di 17 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore, per poi proseguire il suo percorso di studi alla Scuola di Musica di Fiesole, dove ottiene un diploma di perfezionamento pianistico sotto la guida del M° Pietro De Maria; fondamentali per la sua formazione sono stati anche gli incontri con la leggendaria Maria Tipo. Nel 2017 conclude il master di perfezionamento pianistico dell’ Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma nella classe del M° Benedetto Lupo, ottenendo il massimo dei voti e la lode. Attualmente continua la sua formazione attraverso le masterclass del M°Benedetto Lupo ed i corsi del M°Alessandro Deljavan.

Arriva Sanremo 2020. RKO apre una finestra su un festival che è patrimonio nazionale

Trattare Sanremo è sempre delicato. Si tratta di un pezzo del patrimonio nazionale, in alcuni anni bistrattato, in altri considerato ad esclusivo appannaggio della parte più conformista e tradizionalista della nazione, ma in fin dei conti sempre da tutti discusso.

Sebbene non giunga sempre tempestivamente si può dire che arrivi comunque, ad un certo punto, quel momento in cui ogni italiano si prende la briga di informarsi su come è andato a finire il Festival ed a volte suo malgrado si ritrovi ad ascoltare commenti sul contorno, sugli ospiti, sulle gag, sugli abiti, e chi più ne ha più ne metta. In secondo luogo quest’anno Sanremo compie 70 anni e, come un grande vecchio, vive la sua seconda giovinezza cercando di aprirsi alle tendenze più attuali, seppur mantenendo il suo inconfondibile aplomb da uomo d’altri tempi. Il Festival di Sanremo resta comunque un grande circo, calato a metà nel “surrealismo” televisivo e per l’altra metà nella tensione tipica delle prime, della croisette, dell’attenzione mediatica spropositata e giustificata solo dallo scintillio abbagliante delle luci che incorniciano la città dei fiori. Tutto ciò considerato cercheremo di trattarlo con rispetto e curiosità, dedicando su RKO uno spazio di commento ed ascolto, con la diretta della finale.

Partiamo per ora dal già noto. La categoria Big (o Campioni) è stata annunciata il 6 gennaio da Amadeus, conduttore anche di questa edizione che ha dichiarato di aver personalmente ascoltato tutti i brani. Inizierà il 4 febbraio e si concluderà l’8 con un poker di donne: Antonella Clerici, Diletta LeottaEmma D’AquinoLaura Chimenti Francesca Sofia Novello. E ancora Monica Bellucci, Sabrina Salerno e Georgina Rodriguez. Inoltre è confermata la presenza della giornalista Rula Jebreal, che inizialmente aveva sollevato diverse polemiche poiché tacciata di essere stata una scelta politica. Ospiti Fiorello, Tiziano Ferro e Roberto Benigni.

Nel dettaglio:

PRIMA FESTIVAL Emma Stoccolma con Gigi e Ross saranno i conduttori.

PRIMA PUNTATA Diletta Leotta, Rula Jebreal, Tiziano Ferro e Fiorello. Salmo, Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Santamaria ed Emma Marrone.

SECONDA SERATA Tra le super ospiti Monica Bellucci.

TERZA SERATA Serata canzoni storia del Festival. Georgina Rodriguez, Luis Capaldi, Tiziano Ferro in coppia con Massimo Ranieri, Mika e Roberto Benigni.

QUARTA SERATA Semifinali e finalissima categoria giovani. Antonella Clerici e Francesca Sofia Novello, oltre a Fiorello, Tiziano Ferro, Dua Lipa e Johnny Dorelli.

QUINTA SERATA Mara Venier, Diletta Leotta, Sabrina Salerno, Francesca Sofia Novello,  Diego Abantantuono, Christian De Sica, Massimo Ghini, Paolo Rossi.
E poi c’è l’idea di avere Al Bano e Romina Power che dopo 25 anni potrebbero cantare un inedito insieme.

Sanremo: i titoli delle canzoni in gara

Bugo e Morgan, Sincero
Alberto Urso, Il sole a est
Tosca, Ho amato tutto
Rita Pavone, Niente (Resilienza ’74)
Piero Pelù, Gigante
Elodie, Andromeda
Le Vibrazioni, Dov’è
Riki, Lo sappiamo entrambi
Rancore, Eden
Elettra Lamborghini, Musica e il resto scompare
Marco Masini, Il confronto
Levante, Tiki Bom Bom
Achille Lauro, Me ne frego
Paolo Jannacci, Voglio parlarti adesso
Michele Zarrillo, Nell’estasi o nel fango
Raphael Gualazzi, Carioca
Pinguini Tattici Nucleari, Ringo Starr
Junior Cally, No grazie
Enrico Nigiotti, Baciami adesso
Francesco Gabbani, Viceversa
Giordana Angi, Come mia madre
Irene Grandi, Finalmente io
Anastasio, Rosso di rabbia
Diodato, Fai rumore

La regia sarà curata da Stefano Vicario (che ha diretto le edizioni del 2004, 2005, 2009 e 2012), mentre la scenografia sarà curata da Gaetano Castelli, storico scenografo del festival, la cui assenza durava dal 2012. Il vincitore della sezione Campioni del Festival rappresenterà l’Italia all’Eurovision Song Contest 2020, che si terrà a Rotterdam, nei Paesi Bassi. A differenza delle edizioni precedenti, gli artisti devono comunicare in anticipo ed entro la data della prima serata l’accettazione all’eventuale partecipazione all’evento, in caso contrario la Rai si riserva di scegliere il partecipante all’ESC in base a propri criteri.

Gli artisti vincitori di Sanremo Giovani 2019 che hanno acquisito il diritto di partecipare al Festival, sono stati annunciati il 19 dicembre 2019, in diretta su Rai 1.

Le nuove proposte

  • Eugenio in Via Di Gioia, Tsunami
  • Fadi, Due noi
  • Fasma , Per sentirmi vivo
  • Gabriella Martinelli e Lula , Il gigante d’acciaio
  • Leo Gassmann, Vai bene così
  • Marco Sentieri, Billy Blu
  • Matteo Faustini, Nel bene e nel male
  • Tecla Insolia, 8 Marzo

Anche per il 2020 è previsto il Dopofestival, trasmissione di commenti e approfondimento alla serata del Festival appena conclusa. A differenza degli anni precedenti, andrà in onda solo su RaiPlay con il titolo L’altro festival. La trasmissione sarà condotta da Nicola Savino.

La commissione musicale è composta da Amadeus, Gianmarco Mazzi, Claudio Fasulo, Massimo Martelli e Leonardo de Amicis.

Primarie PD Puglia. Domani si vota per scegliere il candidato alle elezioni regionali della prossima primavera

Nella giornata di domani il centro sinistra va al voto per eleggere il candidato alle elezioni regionali della prossima primavera. Sarà possibile votare in 300 seggi istituiti in seno ai circoli PD della Puglia, dalle 8:00 alle 20:00, esibendo un documento di identità valido e versando un contributo di almeno un euro. Vedremo i dati di affluenza già alla chiusura dei seggi, ma con ogni probabilità saranno inferiori ai 140 mila voti delle ultime primarie regionali del 2014, quando Emiliano si impose su Guglielmo Minervini e Dario Stefàno.

Alle primarie 2020 in Puglia si presentano quattro candidati:

  • Michele Emiliano, governatore uscente
  • Fabiano Amati, consigliere regionale, commissione Ambiente, Affari istituzionali e Bilancio
  • Elena Gentile, europarlamentare, dal 2014 al 2019, gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici per il Partito Democratico
  • Leonardo Palmisano, sociologo, scrittore, giornalista con numerose inchieste al suo attivo, insegnante di Sociologia urbana al Politecnico di Bari.

Il consigliere Amati, come riportato in un articolo redatto ieri dall’Agenzia Quotidiana di stampa del Consiglio regionale, Puglia Notizie, ha lanciato un appello ad Italia viva, La Giusta causa e La Puglia in più, affinché partecipino al voto, dichiarando: “Il vostro contributo è decisivo. Potete spalancare la strada del cambiamento che serve alla Puglia. […] Ho un programma di soluzioni e idee largamente compatibili con le vostre, il che rende fattibile una condivisione della mia candidatura. […] Per questo vi invito a partecipare: non vorrei che lunedì ci ritrovassimo Emiliano candidato e legittimato proprio grazie alla mancata partecipazione di tutti alle Primarie.”

Queste dichiarazioni giungono a seguito di una denuncia di qualche giorno fa del consigliere Amati, smentita immediatamente dal Governatore, ed etichettata come fake news: “Il Pd di Bisceglie sta invitando al voto con l’invio di un fac simile su cui è segnata la preferenza per Emiliano.” ha sostenuto. La risposta è giunta dal segretario provinciale dem della Bat, Pasquale Di Fazio, che ha chiarito: “Vorrei rassicurare il consigliere regionale Fabiano Amati, che da parte del Pd di Bisceglie non esiste alcuna indicazione al voto a favore del candidato Michele Emiliano“.

La diatriba tra Amati ed Emiliano in realtà era esplosa già alla fine di novembre, quando il consigliere chiese al Ministro Francesco Boccia quando fosse stata decisa la candidatura del governatore uscente: “Ci fa sapere oggi Francesco Boccia che il candidato del Pd alle regionali è Michele Emiliano. A parte il fatto che Emiliano non è iscritto al PD, e questo potrebbe essere un dettaglio, ma quando è successo che il PD ha preso questa decisione? I casi sono due: o non ho seguito bene il dibattito interno al Pd o siamo all’eccesso di zelo. […] Ci sarebbe da dire, invece, che per evitare masochismo serve proprio la vittoria di un candidato alternativo a Emiliano, in grado di allargare la coalizione a movimenti politici che non stanno nelle primarie – dichiarava Amati già il 25 novembre – proprio perché non hanno alcuna intenzione di sostenere il presidente uscente. E penso a partiti e movimenti come Italia Viva, Azione e La Giusta causa.”

Non resta al margine di questo confronto Elena Gentile, 67 anni, medico, in politica da oltre 40 anni, dapprima nel Partito Comunista Italiano, poi nei Democratici di sinistra e successivamente nel PD. Dopo una breve esperienza da sindaco nel suo comune, Cerignola, è stata consigliere regionale prima di diventare assessore al Welfare, lavoro e Pari opportunità. Nel 2014 è stata eletta con il PD al Parlamento Europeo, dove è rimasta fino alla fine del mandato.

La mia è una storia tracciata e tracciabile, dal 2005: già assieme a Nichi Vendola abbiamo lavorato per raggiungere alcuni obiettivi. Penso al grande tema della conciliazione, del lavoro delle donne. – Così si è presentata alla conferenza stampa di lancio della sua candidatura – Il mio appello è rivolto soprattutto alle donne di questa regione. Consentire alle donne di entrare con maggiore facilità nel mondo del lavoro. La Puglia è stata una delle prime regioni a fare questo. […] Viviamo serenamente questa pagina delle primarie, democraticamente, ognuno scelga il candidato che ritenga più adatto alla Puglia del futuro. Non ho voluto che esponenti della politica facessero dichiarazioni in mio favore. Nichi Vendola è intervenuto dichiarando il suo disimpegno, commettendo a mio avviso un errore gravissimo, poiché lui stesso è nato dalle primarie. Pertanto il suo è un atteggiamento incomprensibile anche se ha espresso bellissime parole nei miei confronti e questo mi ha fatto tantissimo piacere. Chi oggi diserta le primarie fa il gioco di Michele Emiliano. È una partita aperta, affidata al popolo, che dovrà scegliere, democraticamente il suo candidato del centrosinistra“.

Prima Amati e poi Gentile hanno dichiarato che, in caso di conclamate irregolarità, non riconosceranno il risultato finale.

Leo Palmisano

Leonardo Palmisano, detto Leo, è invece rimasto al di fuori di questa dialettica, in polemica con Emiliano solo in merito ai 5 miliardi in fondi europei ancora da impiegare, considerandoli comunque un ottimo punto di partenza. Si tratta del più giovane tra i candidati, ha 45 anni ed ha un curriculum di grande prestigio, dai più considerato erroneamente lontano dalla politica. Sostenuto da Possibile, il partito di Giuseppe Civati, sociologo e scrittore di romanzi e saggi di successo, Colomba d’Oro per la Pace 2019, Premio Livatino nel 2016, presidente di Radici Future Coop. Leonardo Palmisano è il candidato di “Ambiente e Lavoro Puglia“. Palmisano è stato tra gli animatori e gli autori dei programmi politici del centro sinistra negli ultimi 15 anni, anche a livello nazionale. Ha iniziato anche lui con Vendola come capogruppo della Circoscrizione Carrassi di Bari, è stato l’ultimo segretario cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà a Bari ed ha rinunciato alla candidatura alle scorse Europee come capolista al Sud per la lista costruita da Possibile e dai Verdi. “Era necessario inserire alcuni elementi di visione in questa campagna: il mio contributo è sin da subito un contributo programmatico, già elaborato nei mesi precedenti alla mia candidatura – ha dichiarato in un’intervista per Canale7 TV – Ero già pronto con un mio programma, abbastanza articolato.” – La sua volontà è di andare a colmare quel vuoto apparso dopo le Europee per provare a risvegliare anche una coscienza ambientalista.

A differenza degli altri sfidanti di Emiliano la sua candidatura parte dal programma, scaricabile sulla pagina di Ambiente e Lavoro Puglia. Le linee di indirizzo:

  • Occupazione ed opportunità per le imprese a partire dalla sostenibilità ambientale.
  • Taranto: transizione progressiva per l’uscita dall’attuale assetto industriale verso la trasformazione della città di un centro della logistica euro-mediterranea a partire dalle infrastrutture fisiche e dalla produzione di software per la logistica.
  • Sviluppo Rurale: il Bio produce occupazione in prossimità, a chilometro zero per intenderci.
  • Partecipazione: ascolto e conciliazione dei bisogni della cittadinanza, come non è avvenuto nel caso di TAP o EX-ILVA.
  • Strategia energetica regionale incentrata sulla sostenibilità.
  • Piano turistico studentesco per destagionalizzare i flussi turistici.

Indubbiamente Palmisano pensa meno alle alleanze e più ai contenuti, non facili da veicolare ai più,mediante un dialogo immediato, tuttavia il suo programma fondato su lavoro ed ambiente, come dal titolo appunto, è facilmente riconoscibile. Staremo a vedere cosa succede.

Liberi e Pensanti risponde ad Enrico Mentana sul NO allo spegnimento dell’Altoforno2 dell’Ex-Ilva

Riportiamo il comunicato stampa del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

“Secondo il Direttore del TG7 e di Open, Enrico Mentana, la decisione dei Giudici del Riesame, che di fatto permette ad Afo2 di continuare a funzionare, va letta come uno scampato pericolo, nemmeno del tutto scontato poiché frutto di una sentenza anziché di un processo politico-economico, come normalmente dovrebbe verificarsi fra un governo e le imprese sul suo territorio.

In effetti questa è l’unica affermazione che ci sentiamo di condividere, perché rispetto alle altre sue considerazioni, su quanto sarebbe costata a Taranto e ai tarantini l’eventuale decisione opposta e su quanto abbiamo da festeggiare, più che per un capodanno, siamo costretti a chiederle, Direttore, da cosa abbia derivato queste convinzioni, perché noi siamo l’altra parte della città e non siamo pochi benché spesso “oscurati” dai media, come in questi suoi commenti.
Siamo quelli che sono terrorizzati da questa decisione perché conosciamo lo stabilimento e perché se qualcosa si fosse potuta o voluta fare per coniugare salute e lavoro, dal 2012 sarebbe stata fatta e non sarebbero morti NOVE operai!

Premesso che tanti giornalisti della sua stessa emittente e del suo TG hanno prodotto e producono servizi su Taranto, le chiediamo se si sia mai preso la briga di ascoltare le testimonianze dei cittadini e degli operai che disperatamente cercano di portare alla luce la realtà di uno stabilimento che chiuderà comunque, per obsolescenza, per incuria, per impossibilità di essere riportato a norma, lasciando soltanto più vittime fra noi!

Forse si sarà sentito confortato dai calcoli:
Sei eventi (incidenti come quello occorso ad Alessandro Morricella) sono stati stimati in 10.000 anni (e se l’operaio non è nella direttrice del foro di colata non accade nulla di grave nemmeno in tutta l’eternità) e certamente avrà creduto che gli esuberi minacciati da ArcelorMittal avranno adesso, grazie alla continuità produttiva di Afo2, il posto salvo.

Ma far passare per una buona notizia il perpetuarsi quotidiano per noi, del rischio di morte e malattia, i cui numeri non sono proiezioni e stime ma calcoli precisi, a posteriori di vite interrotte o distrutte per sempre, è uno scivolone che potevamo aspettarci dalle pagine de Il Giornale o Il Foglio.
Perché i dati ci sono, i piani industriali pure e lei, Mentana, avrebbe potuto e dovuto dare un’occhiata a quello di Mittal, per cui Afo2 sarà dismesso a revamping ultimato di Afo5, previsto nel 2023.
E avrebbe potuto chiedersi se è sano, a fronte di una battaglia giudiziaria logorante per tutti, ritenere credibile ed utile un investimento di oltre 10 milioni di euro per un impianto che deve terminare il suo ciclo meno di un anno dopo la sua messa a norma, tutta da vedere poi!

Avrebbe potuto anche dare un’occhiata all’ultimo rapporto SVIMEZ che quantifica l’impatto di una eventuale chiusura di questo “più grande centro siderurgico d’Europa”, in un misero 0,2 punto di Pil …

Bisogna fare attenzione, Direttore, quando si fa informazione e si gode di una certa credibilità, perché il resto del paese ma probabilmente anche una parte di nostri concittadini, considera fatti quelle che talvolta, come in questo caso, sono deduzioni affrettate, se non addirittura arbitrarie!

Se ha voglia di capire quanto poco abbiamo da festeggiare venga a farsi una gita in questa splendida città. Le offriamo un tour alle pendici dell’altoforno così fortunatamente attivo.
Ma si sbrighi perché non è detto che regga finché lo sistemano!”

live streaming da Matera 2019: Demon Albarn, Consoli, Silvestri, Agnelli in concerto

In diretta da Cava del Sole il gran finale di Matera 2019. Si inizia con i saluti istituzionali e il passaggio di testimone da Matera alle future Capitali Europee della Cultura, Galway2020 e Rijeka 2020 e si prosegue per tutta la notte con la grande musica tra Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Rancore, Lous and the Yakuza, Fatoumata Diawara, Damon Albarn, Manuel Agnelli e gli Afterhours!

Live from Cava del Sole the final night of Matera 2019 with the witness passage from Matera to the future European Capitals of Culture, Galway 2020 and Rijieka  2020. The show continues all night long with the music of Carmen Consoli, Daniele Silvestri, Rancore, Lous and the Yakuza, Fatoumata Diawara, Damon Albarn, Manuel Agnelli and Afterhours!

Prende il via la XI edizione del festival metropolitano “Di Voce in Voce”

Due giorni di musica all’ Auditorium Vallisa di Bari

BARI, 3 dicembre 2019 – Prende il via il cartellone della XI edizione del Festival MetropolitanoDi Voce in Voce” che proporrà quattro concerti di pregio all’interno dell’Auditorium Vallisa di Bari ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. La kermesse è realizzata con il sostegno della Regione Puglia, del Comune di Bari, della Fondazione Nikolaos,  e della COAR (Cooperativa artisti).

La nuova stagione si propone di approfondire l’omaggio alla millenaria tradizione d’autore e popolare del Mediterraneo. «la storia non smetterà mai di insegnarci il futuro attraverso l’arte e l’esercizio del pensiero critico», dichiara il direttore artistico Giuseppe De Trizio.

Venerdì 6 dicembre, con inizio alle 19.30, inaugurerà il festival  il concerto di chitarra  “Ventana” del musicista Giuseppe De Trizio, che proporrà brani di sua composizione in equilibrio tra musica classica, world music e jazzo. A seguire ospiteremo, in esclusiva regionale, lo spettacolo “Il deserto e la neve” dedicato alla storia vera di una coppia di giovani arabi emigrati al nord Italia, un racconto accorato di Pace e intercultura, disteso sulle composizioni del contrabbassista La Manna, dell’oud di La Volpe, delle percussioni di Savoretti e delle corde di Bolognese

Sabato 7 dicembre, invece, sempre dalle 19.30, saranno di scena due concerti intriganti: il concerto della bella e virtuosa flautista leccese, Giorgia Santoro con il suo spettacolo “Dejà vu”, raffinato e travolgente al contempo. Prestigiosa sarà la chiusura del festival affidata ai padroni di casa Radicanto, che presenteranno il nuovo spettacolo e il nuovo cd intitolati “Le Indie di Quaggiù”: un viaggio attraverso la millenaria tradizione musicale del meridione d’Italia, autentico bacino delle musiche del Mediterraneo.

Il festival

Da undici anni il festival “Di Voce in Voce”, organizzato e diretto dall’associazione culturale Radicanto, punta a riscoprire i contatti e i confini che si snodano attraverso le regioni pan-mediterranee in un percorso affascinante e diacronico, unite da un vento che sa parlarci di tradizione e innovazione, di continuità e modernità, dalla musica antica alla tradizione meridionale, dal canto a distesa alla polifonia pugliese, dai ritmi cadenzati agli spigoli dei tempi balcanici.

Il commento del direttore artistico Giuseppe De Trizio

Dal 2006 abbiamo allargato i confini del festival con uno sguardo attento all’avvento della città metropolitana forti del sodalizio ispirato dall’ assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia tra i Radicanto e la città di Bitonto, per volontà del Sindaco Abbaticchio e dell’assessore Rocco Mangini. Durante il festival, che nel Teatro “Traetta” ha trovato la sua “casa” ideale, sarà proposto un vero e proprio viaggio musicale per il nostro territorio. L’acustica impeccabile, il fascino della storia e il grande calore del pubblico, sono il viatico migliore per la nostra musica.

La storia non smetterà mai di insegnarci il futuro. La voce e le narrazioni della nostra terra sono il vettore di un racconto che non ha fine. La produzione artistica d’autore e popolare, la sperimentazione e l’improvvisazione sanno tenere insieme generi musicali di confine, uniscono artisti e spettatori in un viaggio affascinante e carico di suggestioni. Quest’anno sul palco di “Di Voce in Voce” si alterneranno alcune tra le più belle voci che abbiamo in Puglia al fianco di musicisti di spessore nazionale ed internazionale. La dimensione acustica dei concerti restituirà autenticità alle performance rinnovando la volontà di proporre musica originale e rielaborata con grande eleganza.

PROGRAMMA

  • VENERDI’ 6 DICEMBRE 2019 ore 19.30 AUDITORIUM VALLISA – BARI

GIUSEPPE DE TRIZIO “VENTANA”

LA MANNA, SAVORETTI, BOLOGNESE, LA VOLPE “IL DESERTO E LA NEVE”

  • SABATO 7 DICEMBRE 2019 ore 19.30 AUDITORIUM VALLISA – BARI

GIORGIA SANTORO “DEJA’ VU’”

RADICANTO “LE INDIE DI QUAGGIU’”

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti

La posizione del Comitato Liberi e Pensanti nella Causa del secolo verso ArcelorMittal

Il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti annuncia il proprio intervento nella vertenza giudiziaria pendente avanti al Tribunale di Milano tra le società del Gruppo ArcelorMittal e l’Amministrazione Straordinaria di Ilva.

Nella causa definita come “la battaglia legale del secolo”, nell’ambito della quale è pure pendente incidentalmente un procedimento cautelare promosso dall’Amministrazione Straordinaria di Ilva per impedire lo spegnimento degli impianti da parte dell’affittuario ArcelorMittal, il Comitato rappresenterà e difenderà gli interessi ed i diritti dei lavoratori, delle famiglie e dei cittadini tarantini che da anni chiedono la chiusura della fonte più inquinante d’Europa, la bonifica dei siti inquinati e la riconversione anche economica dell’intero territorio.

L’incarico per l’intervento in giudizio del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti è stato affidato al Prof. Avv. Michele Carducci dell’Università del Salento ed all’Avv. Alessandro Gaetani del Foro di Parma.

STRADE MAESTRE ospita la tre giorni coi maestri VETRANO-RANDISI – 22-24 novembre

STRADE MAESTRE ospita la tre giorni coi maestri VETRANO-RANDISI

TOTO E VICÈ, OMBRE FOLLI e DUE STUPIDI SUBLIMI (ON AIR)

un affondo nella poetica dei due artisti alle radici della parola teatrale fra nonsense e confusione esistenziale

22-24 novembre 2019 – Cantieri Teatrali Koreja

Dal 22 al 24 novembre p.v. una tre giorni interamente dedicata ai Maestri Enzo Vetrano e Stefano Randisi e al loro modo di fare teatro. Attori, autori e registi teatrali, Enzo Vetrano e Stefano Randisi lavorano insieme dal 1976.

Un sodalizio quarantennale, da cui nascono lavori premiati dal pubblico e dalla critica: la complementarietà, la dialettica e il confronto, sono la forma che hanno scelto per esprimere la loro poetica che portano in scena ai Cantieri Koreja, protagonisti di due testi di Franco Scaldati, sospesi tra crudeltà e struggimento e un testo scritto a 4 mani da loro stessi.

Saranno tre  gli spettacoli ospitati in cartellone: TOTO E VICÈ, OMBRE FOLLI e DUE STUPIDI SUBLIMI (ON AIR) un affondo nella poetica dei due artisti di acuta sensibilità, da sempre alle radici della parola teatrale. A completare la tre giorni di spettacoli, Enzo Vetrano e Stefano Randisi terranno un laboratorio in cui presenteranno il loro metodo di studio sul personaggio sulla scorta della grande lezione di Leo de Berardinis, che a proposito del “personaggio” preferiva parlare di “stato di coscienza”.

Si parte venerdì 22 novembre ore 20.45 con Totò e Vicé, poetici clochard nati dalla fantasia di Franco Scaldati, poeta, attore e drammaturgo palermitano nelle cui parole, gesti e pensieri Enzo Vetrano e Stefano Randisi si sono ritrovati. Due personaggi teneri, legati da un’amicizia reciproca assoluta, che vivono di frammenti di sogni in bilico tra la natura e il cielo, in un tempo imprendibile tra passato e futuro, con la necessità di essere in due, per essere. Due clown marginali, precipitati dal buio in uno spazio popolato solo da una panchina e da tanti lumini, parlano di vita, di smarrimenti, di fantasmi con l’ingenuità dei bambini o dei poeti. Sono morti? Sono vivi? Ci ricordano come quei confini siano labili, continuamente transitori. Con ritmi teatrali impeccabili che fanno sorridere amaro, pensare e sognare.

Totò e Vicé

Sabato 23 novembre ore 20.45 in scena Ombre Folli, un rosario eretico che snocciola pietre preziose di rara bellezza.

All’inizio è la scrittura, a evocare le ombre. C’è un prologo in cui l’Autore racconta i suoi sogni: sghembi, visionari, anticipatori. E, intanto, il sognato prende coscienza, lentamente, di vivere imprigionato dalla fantasia del sognante, del tiranno scrittore. Unica via di uscita, per riuscire a governare la sua vita, è sopprimerlo. Poi c’è la storia. Le ombre di due uomini si raccontano: il primo ha la passione segreta di travestirsi, truccarsi e andare in strada a praticare l’arte in cui è Maestra, come dice con orgoglio. La sua è una scommessa con la vita, una roulette russa al contrario: se qualcuno lo riconosce, il suo piacere si raddoppia, fino all’apice toccato nel momento dell’amplesso finale. Il secondo, che dice di amarlo come un figlio, scopre questa sua doppia vita e lo sequestra per redimerlo e vivere con lui un’esistenza “serena” fatta di rinunce, sacrifici e sublimazione, in una dipendenza reciproca, fino alla vecchiaia.

Come sempre, nel mondo di Franco Scaldati, chi parla non è mai solo, anche se parla da solo. Scritto nella sua poetica lingua natìa, ogni monologo viene recitato da un personaggio e, frase dopo frase, tradotto dall’altra ombra, in un gioco di rispecchiamenti che in questo testo diventa particolarmente struggente.

Ombre Folli

Domenica 24 novembre ore 18.30 la tre giorni si conclude con DUE STUPIDI SUBLIMI (ON AIR) che vede drammaturgia, interpretazione e regia di Enzo Vetrano e Stefano Randisi con la partecipazione di Antonio Rinaldi in veste di musicista e conduttore radiofonico. In una emittente radiofonica i noti attori teatrali Vetrano e Randisi sono ospiti di una trasmissione in diretta dove tra dediche, musiche e messaggi inviati dagli ascoltatori, sciorinano i loro dialoghi, scritti premendo fino in fondo il pedale del nonsense. Sketch radiofonici che diventano teatro, davanti agli occhi degli spettatori invitati come pubblico negli studi della radio in cui un simpatico conduttore presenta e raccorda le scene.

Enzo Vetrano e Stefano Randisi

I dialoghi di questi due “stupidi sublimi” costituiscono un viaggio surreale che, da un’isola così deserta da rivelarsi infine mancante perfino di se stessa, conduce a un’architettura di deliziose, necessarie assurdità. Non appena i due si riconoscono e cercano di stabilire un rapporto, le loro discussioni e i loro litigi si addentrano nel labirinto della nostra quotidiana confusione esistenziale, mentre volano sul tutto i gabbiani della poesia: si confrontano nel duello onomatopeico di un’incalzante partita a ping-pong o si ritrovano, esecutori di un concerto per sole voci, dentro un immaginario armadio a muro; scandagliano la psiche umana partendo dall’avversione per la pioggia ed evocano una mitica messinscena di Giorni felici. E così, l’isola che non c’è prende forma e vita, dall’associazione dei pensieri e dei desideri dei due naufraghi, dal loro unico modo possibile di essere vivi.

Attori, autori e registi teatrali, ENZO VETRANO e STEFANO RANDISI lavorano insieme dal 1976.

Nel settembre del 2011 hanno vinto il premio Le Maschere del Teatro Italiano con lo spettacolo I Giganti della Montagna per la categoria Miglior spettacolo di prosa e nel 2010 hanno ricevuto il premio Hystrio-Anct per il loro lavoro tra ricerca e tradizione. Del 2007 è il premio ETI – Gli Olimpici del Teatro come miglior spettacolo per Le smanie per la villeggiatura di Carlo Goldoni, realizzato insieme a Elena Bucci e Marco Sgrosso. Nel 1988 Vetrano e Randisi hanno ricevuto dal Sindaco Leoluca Orlando il premio Palermo per il Teatro e vent’anni dopo, nel luglio 2007, è stato loro consegnato il premio Imola per il Teatro, come riconoscimento alla loro carriera.

Vetrano e Randisi sono presenti nel Dizionario dello Spettacolo del Novecento edito nel 1998 da Baldini e Castoldi. Col Teatro Daggide di Palermo, loro città d’origine, Vetrano e Randisi hanno condiviso l’esperienza formativa del teatro di gruppo, orientando la propria ricerca verso il teatro d’attore, l’improvvisazione e la drammaturgia collettiva.

Dall’83 al 92 hanno formato una compagnia all’interno della Cooperativa Nuova Scena di Bologna, per la quale hanno scritto, diretto e interpretato numerosi spettacoli fra cui una trilogia dedicata alla Sicilia, e hanno partecipato a diversi lavori con Leo de Berardinis. Nel 1995 hanno fondato l’Associazione Culturale Diablogues, che spazia da produzioni di spettacoli di ricerca teatrale e musicale alla didattica, da collaborazioni e consulenze artistiche alla progettazione e realizzazione di eventi teatrali unici in luoghi di particolare interesse artistico e culturale. Dal 2001 al 2012 Vetrano e Randisi sono stati fondatori e direttori artistici del Festival Acqua di terra/Terra di luna, il più importante avvenimento culturale della Vallata del Santerno. Dal 2015 il progetto Acqua di Terra / Terra di Luna è rinato come Rassegna estiva dedicata a laboratori e spettacoli diretti dagli stessi Vetrano e Randisi.

Dal 1999 al 2003 una creativa e fruttuosa collaborazione con Le Belle Bandiere ha avviato uno studio su testi classici che ha fatto conoscere e apprezzare il lavoro di Vetrano e Randisi anche in circuiti di teatro più tradizionale, distinguendosi per la prospettiva originale che apre squarci su differenti visioni e dimensioni dei testi e degli autori affrontati: Il berretto a sonagli di Pirandello (1999) Anfitrione da Plauto, Molière, Kleist e Giraudoux (2000), Il mercante di Venezia (2001) e Le smanie per la villeggiatura di Goldoni (2003). Successivamente hanno creato una nuova compagnia che ha realizzato un repertorio pirandelliano: L’uomo, la bestia e la virtù (2005), Pensaci, Giacomino! (2007) I Giganti della Montagna (2009) Fantasmi (2010) Trovarsi (2011). Nel 2015 hanno realizzato la messinscena di un testo teatrale di Leonardo Sciascia scritto nel 1965 ma di scottante attualità: L’onorevole.Recentemente hanno affrontato con risultati emozionanti anche la drammaturgia di Franco Scaldati realizzando Totò e Vicé (2011), Assassina (Gennaio 2017) finalista come Miglior spettacolo ai premi UBU 2017 e Hystrio Twister 2017, Ombre folli (Novembre 2017). Dal 2015 “Compagnia Vetrano – Randisi / Diablogues“ è una firma della Cooperativa Le Tre Corde, attività teatrale di interesse regionale dell’Emilia Romagna.

WorldService Project live stasera allo Scarlatti Caffè (Ruvo)

WorldService Project sono i principali specialisti del Brit ‘punk-jazz’, e sono uno dei live act più esportati al mondo nel loro genere.

I loro energici spettacoli dal vivo li hanno portati a festival in tutto il mondo, girando in 18 paesi e pubblicando tre album in studio molto acclamati. Nella primavera 2018, WorldService Project ha lanciato il loro attesissimo quarto album: Servire su Rare Noise Records.

Fresco di tour mastodontici in America, Europa, Giappone, India e Cina, l’epico ed energico suono dal vivo di WorldService Project è emozionante e straziante, con una performance teatrale dal vivo che non può non catturare lo spettatore.

Worldservive Project live in Sacarlatti Cafè

il gruppo guidato da Dave Morecroft – Vincitori del Peter Whittingham Jazz Award e nominato per ‘Young European Jazz Artist 2014’ – è una creatura di grande personalità, che propone un riconoscibile mix di caos e disciplina, di ferocia e humor, attraverso cui vengono dosati con sapienza avant-funk, punk e free-jazz.  Gli show della band sono intrisi di teatralità e di una sorta di energia catartica che li rendono delle esperienze memorabili. Come spiega Dave Morecroft – che oltre ad essere il cantante, il tastierista e il principale compositore dei brani dei WSP è anche il direttore artistico del festival londinese Match&Fuse – “Il nostro è un live pieno di energia, in cui ci gettiamo ogni volta sperando di uscirne vivi e pensiamo che se alla fine del concerto non stai praticamente sanguinando, allora non hai dato tutto quello che potevi dare”.

Frank , Weather Report, Meshuggah e Stravinsky creano un intrigante mix che si fonde in una spirale stretta intorno all’universo dei Monty Python.

Dopo aver eseguito centinaia di concerti in 18 paesi del mondo, WorlService Project ha portato il loro intenso spettacolo dal vivo ad alcuni dei festival più prestigiosi al mondo, tra cui Tokyo Jazz Festival, Umea Jazz (Svezia), Tampere Jazz Happening (Finlandia), Lubiana Jazz Festival (Slovenia), London Jazz Festival (Regno Unito), Gateshead International Jazz Festival (Regno Unito), Jazz sur son 31 (Francia), 12 Points Festival (Portogallo), Jazz Art Sengawa (Giappone) e in aggiunta hanno fatto tournée in Germania, Irlanda, Polonia, Estonia, Francia, Ucraina, Italia e Norvegia.
Nel 2013, la WorlService Project ha intrapreso ‘Music and Miles’, un tour di 35 date negli Stati Uniti, visitando 17 Stati e spettacoli dal vivo a Chicago, Nashville, New Orleans, Detroit e Philadelphia.
Il 2015-16 ha visto le prime avventure della WorlService Project in Asia, eseguendo 20 concerti in Cina, tra cui il famoso Club di Shanghai e i festival di Shenzhen (OCT-LOFT), Shunde (Freedom Jazz) e Hangzhou (J. Blooms). Seguirono viaggi in Giappone e India, esibendosi al GOA International Jazz Festival, al Tokyo Jazz Festival, al Jazz Arts Sengawa, al Pune Jazz Festival e al Piano Man Jazz Club di Delhi.

Video:

WorldService Project @ DDC, Beijing – ‘Flick the Beanstalk’ live

WorldService Project – Fuming Duck (Official Music Video)

WorldService Project – Runner (Live in London 2018)

WorldService Project – To Lose the Loved – Live in London 2018 live

“Chi ha resistito, gli è fiorito il cuore” Ritorna STRADE MAESTRE 2019/2020 il nuovo lavoro di Koreja con la regia di Elena Bucci

Chi ha resistito, gli è fiorito il cuore” Ritorna STRADE MAESTRE 2019/2020 in scena HEROIDES lettere di eroine del mito dall’antichità al presente, il nuovo lavoro di Koreja con la regia di Elena Bucci, uno spettacolo al femminile per la riscrittura del testo di Ovidio – 25-27 ottobre 2019
Cantieri Teatrali Koreja

Venerdì 25 e sabato 26 ottobre ore 20.45 – domenica 27 ottobre ore 18.30 per STRADE MAESTRE i Cantieri Teatrali Koreja ospitano HEROIDES lettere di eroine del mito dall’antichità al presente lo spettacolo di Koreja realizzato in collaborazione con Le Belle Bandiere per la regia del Premio Ubu Elena Bucci. In scena: Giorgia Cocozza, Alessandra De Luca, Angela De Gaetano, Emanuela Pisicchio, Maria Rosaria Ponzetta, Andjelka Vulic. Musiche originali dal vivo Giorgio Distante

“Pensando a questo tempo turbolento, – racconta Elena Bucci – alla molteplice e viva realtà di Koreja e a questo gruppo di sei attrici creative e autentiche, tutte guidate da un forte spirito di collaborazione e ascolto, ma anche tutte molto diverse tra loro, ho pensato ad un’opera strana e avvincente di Ovidio, nella quale potessimo immergerci con curiosità e libertà, misurandoci con quello sguardo verso il passato che ispira e illumina il presente nei momenti di cambiamento e trasformazione, sia che si tratti di un passato biografico che della cultura e della storia dell’umanità […] ho voluto, pur esercitando uno sguardo piuttosto implacabile e minuzioso, che ogni attrice si misurasse anche come autrice, affrontando la riscrittura del testo di Ovidio e una serie di proposte di improvvisazione e creazione. Abbiamo realizzato, così, una drammaturgia a più strati, dove i linguaggi si mescolano e si arricchiscono l’un l’altro passando dal dialetto all’italiano, da lingue straniere dal suono affascinante all’universale linguaggio del corpo e dei suoni. Trattandosi di un’opera in musica, abbiamo ritrovato canti antichi che risvegliassero la sensazione del legame con la terra dove si nasce per allargare poi lo sguardo al mondo intero e abbiamo intrecciato le parole e le azioni alle musiche del poliedrico e generoso Giorgio Distante, che, unico uomo in scena, sempre in ascolto, è diventato profondamente partecipe alla creazione. Immergendoci in un viaggio nel tempo e nello spazio verso la tragedia antica e il mito, passando attraverso i documenti, le statue, i dipinti, i suoni, i personaggi, le storie, abbiamo cercato di riportare al presente quei frammenti che potessero diventare memoria di tutti”

Ovidio immagina le eroine del mito intente a scrivere una lettera ai loro uomini, narrando di amore, abbandoni, tradimenti. Per la prima volta nella storia della letteratura siamo di fronte ad un romanzo epistolare dove le donne indirizzano il loro messaggio al silenzio e all’assenza dell’altro.

La voce del poeta si intreccia alla loro per raccontare l’intero mito, ma anche per rivolgere una luce speciale e spesso ironica sul destino delle donne, sulle loro ingiuste sofferenze, sulle loro qualità spesso ignorate, disilluse, sprecate. Lo fa con l’ironia dell’intelligenza e della creazione, la stessa che ha sorretto molte donne nel loro cammino, la stessa che fa degli artisti creature senza sesso e identità, votate a creare e a reinterpretare le storie e i personaggi più diversi senza giudicare, ma cercando di comprendere. Seguendo il luminoso esempio di Ovidio che si fa medium di un coro spesso ammutolito dalla storia, diamo voce e corpo ad alcune eroine del mito, più o meno famose come Fillide, Enone, Arianna, Canace, Fedra e Medea. Sono ironiche e tragiche allo stesso tempo, proprio come è la vita, sono le nutrici, le corifee, le amiche, le sorelle, le madri, le nonne, le zie e commentano, partecipano, cadono in contraddizione, giudicano, si ricredono, si commuovono, cambiano.