Un viaggio che non finisce di stupirci, Andrea Chimenti presenta “Il deserto La notte Il Mare”

Intervista con Andrea Chimenti che ci parla del suo nuovo album ” “Il Deserto La Notte Il Mare”, un disco molto ispirato che mette in evidenza la sensibilità artistica mai persa del noto artista toscano. Disco che vede la collaborazione con con Antonio Aiazzi: l’ex Litfiba è uno degli ospiti speciali del nuovo album che vede anche David Jackson dei Van Der Graaf Generator partecipare in tre tracce del disco, Ginevra di Marco duetta nel brano “Allodola Nera” ed ancora Fabio Galavotti (Moda) e Francesco Magnelli (CSI e CCCP). La produzione è dello stesso Chimenti insieme a  Cristiano Roversi (Moongarden).

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“Niente Demoni e Dei” è il nuovo di Giorgio Ciccarelli che torna su RKO per raccontare questa nuova avventura sonora

È uscito venerdì 29 ottobre 2021 per Le Siepi Dischi (e in distribuzione Believe) Niente demoni e dei, il nuovo album di Giorgio Ciccarelli che torna nuovamente su RKO per raccontare questa nuova avventura sonora. Ecco il nuovo e terzo album del chitarrista, cantante e compositore che rinnova qui la collaborazione con lo scrittore e autore di testi Tito Faraci e con il produttore Stefano Keen Maggiore (Immanuel Casto, Romina Falconi, The Andre). Un nuovo Giorgio Ciccarelli, un nuovo mondo di rock ed elettronica mai sentito prima e finalmente svelato.

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“Dichiarazioni d’amore”, intervista con Stefania Dipierro

Stefania Dipierro, negli studi di RKO su Puglia Connection, presenta il suo nuovo album. Dichiarazioni d’Amore è il nuovo album della cantante, autrice e compositrice Stefania Dipierro. Contiene sette canzoni originali in italiano e un tributo alla musica mpb con Inutil Paisagem  – Paesaggio Inutile – di A. C. Jobim che, come Goethe, sente che tutta la bellezza del mondo sia inutile se non la si guarda e vive in compagnia dei nostri amati e cari.

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Kekko Fornarelli, esce oggi “Anthropocene”

Prodotto da Eskape Music, distribuito da Ird Believe Digital, esce oggi Anthropocene, il settimo progetto discografico di Kekko Fornarelli.

«È un album diverso, molto diverso da quelli che ho pubblicato in questi ultimi 10 anni. È figlio di stati d’animo, emozioni, pensieri, vissuti e metabolizzati in questi due lunghi anni di isolamento», sottolinea il pianista e compositore barese. «Un disco che mi rappresenta moltissimo, come mai prima d’ora, e nel quale suono quasi totalmente da solo… come in questi ultimi due anni. Un lavoro che nasce come colonna sonora di immagini precise e che, presto, avrà un live immerso in quelle stesse potentissime immagini». Nelle dieci composizioni originali, infatti, Kekko Fornarelli (pianoforte, sintetizzatori, elettronica) è affiancato solo in cinque brani da Leo Gadaleta (corde in Anthropocene e Ask the Dust), Rossella Racanelli (voce in The Day Came), Andrea Fiorito (drum-machines in You can’t Understand), Roberto Cherillo (voce in All my Life).

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Reverendo presenta “Briciole”, spettacolo in streaming il 14 e 15 novembre

Francesco Occhiofino, in arte Reverendo, è tra gli artisti più titolati nel raccontare la storia e l’evoluzione della contro-cultura barese e pugliese: dalle sue prime esperienze con il rock a quelle con il rap della Zona45, dal ragga-hip hop della Pooglia Tribe. alla mitica esperienza dell’occupazione delle Fucine Meridionali di Bari quest’ultima, così leggendaria, da averci scritto un libro “LiberaSpina” (edizione ProgedIt, con prefazione di Nichi Vendola, pubblicato a Giugno 2021). 

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Nazra, Palestine Short Film Festival. Tornano a Bari gli sguardi indomiti dalla Palestina.

Era il 2017, ed era novembre. La prima edizione del Nazra, il Palestine Short Film Festival, fu ospitata dal Centro Culturale Mesahal, a Gaza City. L’anno seguente gli organizzatori furono costretti a cercare un altro posto per le proiezioni: i bombardamenti dell’esercito israeliano avevano nel frattempo cancellato il Mesahal dalla faccia della terra. Ne scrivemmo già all’epoca, presentando la seconda edizione del festival con il nome più bello del mondo: Nazra significa Sguardo. Tra pochissimo il tour italiano del Nazra torna a Bari, e Dikotomiko caro vostro ha avuto l’onore di guardare per voi, in anteprima, tutti i cortometraggi dalla – e sulla – Palestina in programma.

La vicenda del Mesahal è rievocata da A Play Before The Bombs, diretto da Roger Glenn Hill: il racconto della faticosa preparazione di uno spettacolo da parte di una compagnia teatrale, attraverso la voce di Abeer Ahmed, attrice giovane e determinata come tutti i suoi colleghi, nonostante le bombe che piovono sugli edifici, sui sogni e sulle speranze. Sogni e speranze che per i ragazzi di tutto il mondo spesso corrono dietro ad un pallone, e lo fanno anche a Gaza. Anche con una gamba sola.

Gaza, one football, one leg – diretto da Patrice Forget – ci fa conoscere la squadra di amputati della Palestina, e il loro viaggio verso la sfida con la nazionale francese. Uno dei nostri vincitori, senza dubbio. Raggiunge vette emotive inaudite, e quando ci vengono presentati uno per uno i ragazzi, con le sovrimpressioni che riportano nome, età e causa dell’amputazione, beh… è quasi un sollievo apprendere che due di loro sono stati vittime di un incidente stradale e di un tumore. Perché tutti gli altri sono stati colpiti dai proiettili israeliani durante la Marcia del ritorno, che a partire da marzo 2018 portò a manifestare – pacificamente – decine di migliaia di persone lungo la recinzione che separa Israele dalla striscia di Gaza, ogni venerdì, per 86 settimane. Il bilancio fu di almeno 230 morti e oltre 30.000 feriti. Una mostra delle atrocità settimanale, che ogni venerdì aggiungeva nomi di uomini, donne, bambini, medici, giornalisti, ad una lista di vittime interminabile. E’ quindi bellissimo vedere questi ragazzi reggersi su una stampella mentre dribblano un avversario o esultano per un gol. Altro che Champions League.

La regista britannico-palestinese Farah Nabulsi firma l’altro “nostro” vincitore del Nazra: The Present, una storia semplice e potentissima che riesce a trasmettere l’assurdità dolorosa, quotidiana e devastante della vita nel West Bank, delle ore di attesa ai check-point per poter semplicemente andare a fare la spesa, con un finale che ci ha fatto letteralmente sciogliere. E innamorare di una piccola grande supereroina di dieci anni o poco più, che se la fa addosso per la paura, ma è capace di sfidare l’esercito e il loro maledetto sistema a testa alta. Appena un gradino sotto i nostri personalissimi vincitori, piazziamo The Signal, di Recep Köse, che ricostruisce un’altra vicenda orribile: maggio 2010, una nave diretta a Gaza per portare aiuti umanitari viene attaccata dai soliti noti. La squadra che a bordo trasmette via radio è intrappolata in cabina di regia, mentre fuori dalla porta volano proiettili e scorre il sangue. Un thriller d’assedio ansiogeno, un trap-movie con i controfiocchi, che non ha bisogno di camera a mano e ritmi indiavolati per tenere lo spettatore con il fiato sospeso: sarebbe una goduria se fosse solo cinema, e non si trattasse invece dell’orrore reale dei crimini di guerra israeliani. Il segnale, che in qualche modo continuava a permettere le trasmissioni, costrinse l’esercito a fermarsi ed evitò il massacro. “Stanno trasmettendo, stop alle uccisioni”.

Podio dikotomiko a parte, tutti i corti del Nazra, anche questa volta, meritano attenzione. E non solo perché gli sguardi devono necessariamente moltiplicarsi e diffondersi, trattandosi di Palestina. Si tratta comunque di opere ben realizzate, coinvolgenti, capaci di dirci qualcosa di grande, che ha a che fare inevitabilmente con il dolore di una vita sotto occupazione. Ma che nonostante tutto ci raccontano di persone vive, coraggiose e intraprendenti. E di un popolo che non si piegherà mai.

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#laradiochesivede